Objet du Conseil n. 902 du 20 octobre 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 902/XI Intendimenti per l’attuazione dell’autonomia scolastica in Valle d’Aosta. (Interpellanza)
Interpellanza Richiamati gli interventi dell'Assessore alla Pubblica Istruzione e della Sovraintendenza agli studi al recente convegno sull'autonomia scolastica organizzato dall'I.R.R.S.A.E. a Saint-Vincent;
Vista la delibera di Giunta n. 3249 del 27-9-99 con cui viene costituita una commissione di studio per la formulazione di una bozza di disegno di legge in merito all'Autonomia delle Istituzioni scolastiche delle regioni;
Preso atto del compito importante affidato a tale commissione, che può avvalersi di incontri con esperti;
Considerato che gli esperti in materia di legislazione scolastica relativa all'autonomia scolastica si collocano per lo più a livello ministeriale;
Considerato che alla base di ogni soluzione tecnica ci sono precise scelte politiche;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono gli intendimenti dell'Assessore all'Istruzione e Cultura circa l'attuazione dell'autonomia scolastica in Valle d'Aosta e se è sua intenzione fornire le indicazioni di carattere politico alla commissione di studio, e quali;
2) se corrisponde al vero che funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione sono sentiti come esperti dalla commissione;
3) quali gli intendimenti dell'Assessore circa i tempi di predisposizione di tale normativa e circa le sedi di confronto con i soggetti interessati.
F.to: Squarzino Secondina - Curtaz
PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Non è la prima volta che il nostro gruppo, la sottoscritta in particolare affronta in quest'aula il tema dell'autonomia scolastica. Ormai è acquisizione comune che fin dal 1997 con l'articolo 21 della legge n. 59, la famosa "Bassanini", si attribuisce alla Regione Valle d'Aosta la competenza per disciplinare con propria legge la materia relativa all'autonomia scolastica.
Siamo nel 1999, sono passati più di due anni e non abbiamo ancora nessuna legge che riguardi quest'autonomia. Non solo, ricordo che nel 1998 c'è stata a livello nazionale la definizione della necessità di ridimensionare le scuole proprio per consentire loro di avere dimensioni tali da poter gestire l'autonomia, ma anche su questo dato non c'è ancora nulla come Regione autonoma.
A livello nazionale è stato pubblicato in agosto di quest'anno il regolamento dell'autonomia, il DPR n. 275, che spiega cosa vuol dire autonomia didattica, organizzativa, gestionale e via dicendo e noi, non avendo ancora la legge, non abbiamo neanche il regolamento.
È un ritardo che è stato sottolineato nel recente convegno che è avvenuto a Saint-Vincent sull'autonomia; ricordo l'intervento di un ragazzo che ha detto: "Se noi analizziamo la differenza fra quello che capita in Italia, e quello che capita in Valle d'Aosta su questo tema, la differenza consiste in realtà che l'Italia ha una legge sull'autonomia, la Valle d'Aosta no; l'Italia ha un piano di dimensionamento e la Valle d'Aosta no. Queste non sono semplici differenze, sono lacune e mancanze enormi" e prosegue con l'elenco di una serie di ritardi a cui prima accennavo.
C'è una delibera di Giunta del 27 settembre, la delibera n. 3249, con cui viene costituita una commissione di studio per formulare una bozza di disegno di legge in merito all'autonomia delle istituzioni scolastiche della Regione. A questa commissione si affidano però due compiti un po' diversi uno dall'altro, nel senso che, da una parte, si dice che la commissione deve preparare una bozza di disegno di legge entro il 30 novembre e contemporaneamente nella premessa si parla del fatto che questa commissione di studio deve elaborare una bozza di disegno di legge per riorganizzare il sistema scolastico regionale - quindi anche il dimensionamento? - nel rispetto delle specificità linguistiche, strutturali e pedagogiche delle scuole della Regione e in sintonia con i più avanzati orientamenti maturati. Non è chiaro se questa commissione ha solo il compito di predisporre la bozza sull'autonomia o un compito più ampio come sembra essere destinato in premessa.
Sempre al convegno di Saint-Vincent sia l'Assessore che la Sovrintendente hanno ammesso il ritardo dell'amministrazione rispetto ai tempi di preparazione della legge sull'autonomia giustificato dal fatto che si voleva fare una cosa seria e soprattutto non si voleva fare una fotocopia della legge nazionale, cioè si voleva predisporre una legge nostra che riguardasse il nostro modo d'intendere l'autonomia nella scuola.
Ecco che sorgono spontanee alcune domande e cioè quali sono gli orientamenti che l'Assessore ha dato a questa commissione per indicare qual è lo scarto fra l'autonomia a livello nazionale e l'autonomia a livello locale? Quali sono gli intendimenti dell'Assessore rispetto a questo tema e se è sua intenzione fornire indicazioni e quali?
Sarebbe interessante capire chi sono gli esperti di cui questa commissione si avvale perché in materia di autonomia scolastica gli esperti in assoluto sono i funzionari del Ministero della pubblica istruzione, quindi si vorrebbe capire se esiste un rapporto con il ministero e a quali fini.
Infine la terza domanda. Il 30 novembre è il termine entro cui sarà predisposta la bozza, ma poi c'è tutto un iter che dovrà essere seguito, quindi quali sono i tempi che l'Assessore prevede e quali sono i luoghi di confronto con i soggetti interessati. Ricordo che a più riprese sia i sindacati sia gli studenti hanno espresso il loro interessamento al tema e richiesto di essere presenti nella fase in cui si definiscono le linee politiche.
PresidenteLa parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.
Pastoret (UV)Tout d'abord, pour ce qui est de la question qui a été soulevée et qui n'était pas présente dans l'interpellation, concernant "dimensionamento scolastico", je dois rappeler que le Conseil scolaire régional au mois de juin a pris acte du travail de la commission qui avait été nommée au mois de mars 1998 et il n'en a pas seulement pris acte, mais il a aussi approuvé le document que la commission avait rédigé, donc là nous avons déjà un travail fait.
Pour revenir à l'interpellation, Mme Squarzino cite les interventions de l'Assesseur et de la Surintendante aux études au congrès sur l'autonomie scolaire de Saint-Vincent. A cette occasion la Surintendante avait dit qu'elle était en train de demander la formation d'un groupe de travail technique capable de faire des propositions et de rédiger un document de travail pour le projet de la loi sur l'autonomie scolaire au Val d'Aoste et c'est ce qui a été réalisé avec la création d'une commission d'études nommée par délibération du Gouvernement régional du 27 septembre 1999.
Mme Squarzino demande si l'Assesseur a l'intention de "? fornire le indicazioni di carattere politico alla commissione di studio, e quali". Je ne sais qu'est-ce que cela peut signifier lorsqu'on parle de "indicazioni di carattere politico".
L'Assesseur à l'éducation et à la culture et le Gouvernement régional ont l'intention de soumettre à l'approbation du Conseil régional un projet de loi sur l'autonomie scolaire et cela aux termes de l'article 21 de la "loi Bassanini"; c'est pourquoi la commission doit terminer les travaux dans un certain délai, qui a été fixé au mois de novembre 1999, tout en veillant - je cite -: "? all'elaborazione di una bozza di disegno di legge per la riorganizzazione del sistema scolastico regionale nel rispetto delle specificità linguistiche strutturali e pedagogiche delle scuole della Regione ed in sintonia con i più avanzati orientamenti maturati a livello nazionale ed europeo in materia scolastica". Voilà les indications qui ont été fournies à la commission et qui sont contenues dans la délibération du Gouvernement régional.
Pour ce qui est de la participation d'experts aux travaux de la commission, conscients de la consistance et de la complexité de la tâche confiée à la commission, le Gouvernement régional toujours dans ladite délibération a autorisé la commission à rencontrer des experts du secteur scolaire, les enseignants et les membres du Centre de soutien de l'autonomie pour tous les approfondissements qui s'avéraient nécessaires sur les thèmes spécifiques définis par la commission. Donc il n'est pas exclu que parmi les experts pourront être inscrits aussi des inspecteurs et des experts du ministère vu que ces derniers ont analysé et approfondi la matière de l'autonomie scolaire pendant des années et qu'ils ont coordonné les expérimentations qui ont constitué des anticipations importantes en vue de la réalisation de l'autonomie.
Nous n'avons aucun préjugé à ce propos, d'ailleurs nous avons des excellents rapports avec les experts du ministère et nous leur fournissons dans un rapport de réciprocité les soutiens qu'ils nous demandent, comme en a été récemment le cas, avec l'autorisation de charger un de nos inspecteurs scolaires de coordonner un groupe de travail du ministère même.
Nous estimons qu'il sera utile pour la commission d'élargir le terrain de réflexion en vue de la définition des instruments et des mesures particulièrement intéressantes pour le contexte régional dans ce travail sur l'autonomie.
A ce propos je désire souligner quelques aspects susceptibles d'élucider la question sur l'autonomie scolaire. L'autonomie scolaire entrera en vigueur et sera mise en exécution sur tout le territoire italien et donc aussi au Val d'Aoste au cours de l'année scolaire 2000-2001; d'ici là, au Val d'Aoste comme ailleurs, l'autonomie s'exercera sur la base d'une loi régionale qu'il nous reviendra d'approuver et sur laquelle nous sommes en train de travailler. Quelqu'un lamente que cette loi ne soit pas encore prête. Je me permets de dire que ces gens emploient des arguments déformés pour détourner l'attention du vrai problème, car le problème concerne le contenu et non pas principalement les temps, temps qui d'ailleurs doivent être considérés sur la base du contexte général.
On dit que l'Etat a déjà tout réglé. Il est vrai le règlement national est déjà en vigueur, mais je veux souligner face à certaines atteintes nationalistes, telles que "l'Italia ha una legge, la Valle d'Aosta no", que le règlement de l'Etat en matière d'autonomie scolaire a été édicté par décret du Président de la République au mois de mars 1999, mais il a été publié seulement le 10 août 1999, ce qui nous porte à deux mois de différence à la date actuelle. En plus le règlement sera mis en application qu'à partir du 1er septembre 2000 et pendant ce temps, aux termes des circulaires ministérielles, les établissements scolaires ont été autorisés à l'expérimentation de l'autonomie scolaire à partir de l'année 1999-2000.
Dans notre Région, dans l'attente si impatiente de cette loi régionale, une délibération du Gouvernement régional du mois de mars 1999 - par analogie à ce qui a été fait à l'échelon étatique par les dispositions ministérielles, mais ici avec un acte collégial - on a défini les lignes générales de l'expérimentation de l'autonomie scolaire pour l'année scolaire 1999-2000, comme cela se fait ailleurs.
Ces lignes générales ont été complétées par la circulaire de l'Assesseur à l'éducation et à la culture du 22 juin dernier sur laquelle Mme Squarzino avait présenté une initiative et cela en fonction des nouvelles orientations du ministère, qui ont changé maintes fois à ce sujet, et aussi des résultats de l'activité du Centre de soutien de l'autonomie que nous avons ici dans notre Région.
C'est donc ainsi qu'à partir de cette année scolaire tous les établissements scolaires de la Région ont eu la possibilité d'expérimenter l'autonomie et de bénéficier des financements prévus comme en a été le cas dans les autres régions.
Je rappelle qu'au mois de mars 1999 la délibération du Gouvernement régional n° 818 a émané des "Disposizioni transitorie per l'anno scolastico 1999-2000 in materia di sperimentazione, d'istituzioni e soppressione di scuole regionali e linee d'indirizzo per la sperimentazione dell'autonomia scolastica e l'attribuzione della qualifica dirigenziale ai capi d'istituto".
Je souligne par ailleurs qu'au Val d'Aoste a été créé et rendu opérationnel le Centre de soutien technique de l'autonomie scolaire qui a réalisé un monitorage des projets financés au cours de l'année scolaire 1998-1999 et qui a organisé sur le thème de l'autonomie des conférences débat qui se poursuivront aussi au cours de cette année scolaire. Il a garanti en plus un service de consultation sur appel et aux guichets avec des horaires hebdomadaires préétablis pour la définition des plans de l'offre de formation et il réalisera aussi le monitorage des plans d'offre de formation de cette année en ce qui concerne les différents établissements scolaires. De plus nous avons renforcé le Bureau d'inspection technique aux politiques scolaires en prévoyant aussi la disponibilité d'un enseignant qui se dédiera à plein temps au sujet de l'autonomie scolaire en la personne de Mme Del Re Adriana.
Pour ce qui est des financements pour l'année 1998-1999, des fonds ont été octroyés à tous les établissements scolaires et tous les projets envoyés à la Surintendance ont été financés. Pour l'année scolaire 1999-2000 des fonds pour l'autonomie ont été garantis à tous les établissements scolaires.
Pour le budget de l'année 2000 on a prévu une flexibilité accrue et moins de limitations d'affectation afin de favoriser les initiatives et les projets des organes collégiaux.
J'ajoute enfin, en me référant au congrès de Saint-Vincent, que l'autonomie et la loi sur l'autonomie ne sont pas une fin en soi, ni représente une fin cette loi sur laquelle nous avons commencé à travailler avec la création de la commission. Je répète que la finalité n'est pas la loi, mais l'autonomie et l'autonomie plus qu'une finalité doit être un moyen permettant l'amélioration de la qualité de l'offre de formation des écoles, permettant à ses usagers de mieux suivre les parcours de formation, de l'éducation et de l'apprentissage. L'autonomie ne doit pas et ne peut pas être le point d'arrivée de nos certitudes ni le lieu de nos frustrations personnelles.
En partant de l'Etat pour arriver jusqu'à nous l'autonomie scolaire et la loi qui doit la régir doivent être un outil pour l'école et pour ses usagers, pour la communauté toute entière et doivent permettre l'amélioration de l'offre éducative et de formation. L'autonomie est, tout comme il est affirmé par les experts, un point de départ et non pas un point d'arrivée. Cela a été répété pendant deux jours par tous les rapporteurs et tous les experts du colloque de Saint-Vincent certes, pas tout le monde a pu retenir ces informations.
La loi est indispensable, mais elle représente l'acte formel permettant de fixer les principes dérivant d'un processus en cours qui a déjà été mis en marche avec l'expérimentation de l'autonomie et supporté par les nombreuses expériences faites dans les différents établissements scolaires, un acte qui se traduit donc en qualité réelle.
Aujourd'hui nous vivons la phase d'expérimentation et nous sommes en train de réaliser cette phase au Val d'Aoste exactement comme ailleurs, c'est cette phase qui nous permettra de fixer dans la loi les principes qui permettront au parcours de l'autonomie de se faire.
J'en termine ici en revenant à la dernière partie de l'interpellation de Mme Squarzino concernant les orientations et les temps de rédaction des normes aussi que les lieux de la confrontation entre les sujets concernés. La commission a été chargée de terminer les travaux avant le 30 novembre en nous soumettant une première ébauche, à partir de là la confrontation entre les sujets concernés suivra dans l'immédiat et à partir de l'analyse de cette ébauche il s'agira de mettre en place les procédures d'approbation du projet de loi qui sera soumis aux commissions compétentes dans le mois de janvier.
PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Ringrazio l'Assessore per tutta una serie d'informazioni che mi ha dato, anche quelle che non avevo chiesto direttamente sui finanziamenti, sulle attività svolte dal nucleo di valutazione. Capisco che tutta questa serie di dati sta ad illustrare un lavoro serio che sta facendo l'assessorato e non è su questo tema che verteva la mia interpellanza.
La mia interpellanza oggi era più di carattere politico, nel senso che vorrei che questo Consiglio sapesse quali sono gli intendimenti politici che ha il Governo regionale rispetto all'autonomia in Valle d'Aosta. Dalla sua risposta ho capito che devo aspettare la bozza di legge per capire quali erano gli intendimenti politici, facendo un confronto fra le norme che regolano l'autonomia a livello nazionale, e quelle della legge regionale. Ho capito che devo leggerlo dalla bozza?
(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
? sì, nella delibera sono scritti alcuni intendimenti molto vaghi, generici. Perché?
Perché, nello spirito dell'autonomia scolastica, tutte quelle cose sarebbero già fin da adesso possibili. Al limite non sarebbe neanche necessaria una legge valdostana sull'autonomia perché, una volta che ci sono le norme che garantiscono alle scuole la possibilità di decidere dal punto di vista pedagogico, organizzativo, didattico, finanziario, quello che ritengono più adatto per realizzare gli obiettivi educativi, per far sì che i ragazzi imparino, dicevo, nel momento in cui c'è già questo quadro di autonomia riconosciuta alle scuole, mi chiedo cosa si può inserire di nuovo e di diverso. Il mio timore è che si inseriscano degli aspetti "contraignants" e non degli aspetti ulteriormente facilitanti. Questo è il mio timore, comunque dovremo aspettare, ripeto, di vedere questo progetto di legge per capire qual è l'indicazione politica che intende dare l'Assessore.
Anch'io condivido con l'Assessore il fatto che l'autonomia non è una finalità, lo abbiamo sempre detto anche politicamente, pertanto rivendichiamo l'autonomia della Regione, sì ma rivendichiamola per dire che cosa vogliamo farci dentro, quali sono i contenuti. È chiaro che in questo momento l'interesse per la legge sull'autonomia non è in quanto feticcio importante, ma in quanto strumento che consente alla scuola di essere migliore e di rendere un servizio migliore e su questo siamo d'accordo.
L'Assessore ha rivendicato in modo puntuale e puntiglioso il fatto che la nostra scuola per quanto riguarda quest'aspetto è come le altre del restante territorio nazionale. Direi che non è proprio così il regolamento attuativo, che andrà in vigore dal 1° settembre 2000, è già conosciuto fin d'ora, per cui tutte le scuole oggi sanno quali sono gli spazi entro cui possono agire, tutte le scuole tranne quelle della Valle d'Aosta che devono aspettare che ci sia la legge, che ci sia il regolamento. Se da una parte è vero che c'è un sostegno alla sperimentazione delle scuole, contemporaneamente c'è un ritardo che esiste e una non chiarezza politica su che cosa il Governo vuole che sia l'autonomia della scuola in Valle d'Aosta.
