Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 92 du 19 octobre 1988 - Resoconto

OBJET N° 92/IX - COMMUNICATIONS DU PRESIDENT DE LA JUNTE.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):Toujours à propos de la répartition financière, je voudrais renseigner le Conseil: une rencontre a eu lieu avec le Ministre des Régions, M. Maccanico, auquel nous avons présenté l'ordre du jour voté par le Conseil. Une modification du projet de loi présenté dans un premier temps est intervenue; le projet de loi définitif ne prévoit plus la formule qui avait été examinée et qui avait fait l'objet de l'ordre du jour du Conseil, mais il prévoit à l'article 2 des modifications pour ce qui est de l'intervention financière pour les fonds de secteur.

A propos du montant de la réduction des interventions financières, avec l'Assessorat des Finances nous sommes en train de vérifier le problème, d'autant plus que pour ce qui est du budget de l'Etat il y a une somme de 800 milliards et que dans la loi il est dit "a livello di fabbisogno di cassa", et donc pas de compétence mais de caisse à ce sujet. Il faut donc examiner le montant qui, pour l'Etat et selon la première formule examinée et non acceptée par l'Administration régionale, remontait à 22 - 24 milliards, tandis qu'avec cette formule le montant est de 35 milliards. Etant donné cette différence, alors que dans la proposition présentée le même montant devait être prévu tant dans la formule de la réduction des fonds de secteur que dans la formule précédente, de prévoir un montant ne dépassant pas le 4%, nous examinons avec les bureaux compétents le problème, afin de présenter, si besoin est, des amendements au moment de la discussion.

A ce sujet, selon les comptes rendus et selon ce que nous pourrons examiner dans les détails avec les responsables des secteurs du Trésor et du Ministère du Trésor, nous relaterons au Conseil en vue d'une prise éventuelle de position et afin que les parlementaires puissent présenter des amendements à l'article 2 du texte présenté officiellement pour la discussion du budget.

Je veux m'associer aux paroles du Président du Conseil pour les condoléances aux familles Monzino et par ailleurs je voudrais dire au Conseil que M. Charles Béraudier, président du Conseil de la Région française Rhône-Alpes et vice-président de la Co.Tr.A.O., est décédé le 16 octobre dernier à l'âge de 68 ans. C'était une personne très connue au Val d'Aoste, très attachée à notre Région et, non seulement par des rapports de collaboration officielle, mais aussi par une profonde sympathie envers les régions alpines. Les obsèques ont lieu aujourd'hui et par conséquent on ne pourra y participer. Je crois pouvoir exprimer au nom du Conseil nos condoléances les plus émues à sa famille.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.):Sulla vicenda dei tagli, esprimo la mia soddisfazione per il risultato ottenuto dal Consiglio regionale della Valle nello sventare una manovra che era in aperta violazione delle norme statutarie e Perciò assolutamente da respingere.

Fatta questa valutazione, noi insistiamo nel chiedere all'istituzione valdostana il più tenace confronto e la massima chiarezza su queste riduzioni. In particolare noi riteniamo necessario gestire la trattativa con un atteggiamento serio ed univoco, qui ed a Roma.

Se, come Regione Valle d'Aosta, decidiamo di contribuire ad abbattere il deficit dello Stato, dobbiamo essere conseguenti con questa affermazione, stabilendo in che misura noi siamo disponibili.

Chiedo, inoltre, che si abbia in merito un atteggiamento unitario. Perché? Come Partito Comunista Italiano, noi siamo critici sui tagli alle entrate delle Regioni, perché, a nostro avviso, ben altre sono le manovre che devono essere messe in atto per ridurre il deficit dello Stato, a cominciare dalla riforma fiscale e da una diversa organizzazione dello Stato stesso, che eviti gli sprechi, le sovrapposizioni, i doppioni e via di questo passo.

Siccome è legittimo che ogni forza politica abbia, su questo punto, la sua posizione, a me interessa che la Regione Valle d'Aosta, decidendo, in questa situazione per certi versi straordinaria, di contribuire al ripianamento del deficit dello Stato, lo faccia con la massima unità e con la massima serietà, dicendo qui le stesse cose che si dicono a Roma ed evitando (e questa è una osservazione che non voglio sottacere) di fare qui il piagnisteo e magari di concordare a Roma.

Faccio un esempio sul riparto dei beni culturali, perché non mi è piaciuto l'atteggiamento assunto in merito dall'Assessore Voyat, al quale vorrei chiedere se la polemica che è stata fatta in Valle d'Aosta sull'esiguità, se ho ben capito, e sulle ingiustizie di quel riparto è stata fatta anche con il Ministero dei Beni Culturali. Per televisione, infatti, l'Assessore Voyat ha detto che quel riparto è ingiusto, perché, in tema di beni culturali, ha portato alla Valle d'Aosta solo 1 miliardo. Se si fa una polemica, ci si deve basare su dati seri.

Quel riparto penalizza la nostra Regione e l'entità dei nostri beni culturali, rispetto alle altre Regioni: sì o no? Se consideriamo il riparto sui beni culturali ingiusto, certamente noi dobbiamo fare la polemica qui, ma la dobbiamo fare anche laggiù, perché, torno a ripetere, io ritengo intollerabile che si faccia il piagnisteo qui, ma non si faccia alcuna azione a livello centrale o parlamentare.

Credo di essere stato chiaro nel ritenere che anche nella vicenda dei tagli si debba mantenere questo atteggiamento univoco.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Anch'io vorrei fare due osservazioni sulla vicenda della legge finanziaria.

Innanzitutto io credo che da carte della Giunta regionale ed in particolare del Presidente e dell'Assessore alle Finanze, che hanno seguito più direttamente la vicenda, non ci sia stata, fin dall'inizio, una posizione chiara; non si spiegherebbe altrimenti come mai il Governo sia passato con una così grande naturalezza da un certo orientamento teso al contenimento del taglio al 4 per cento, ad un altro taglio sulle leggi di settore.

Al Governo interessava un certo recupero di fondi ed è stato dimostrato che non era così significativo che esso avvenisse in un modo piuttosto che in un altro. Allora io mi chiedo con quale chiarezza sono stati posti fin dall'inizio i problemi e le richieste, per evitare una discussione che si è rivelata in gran parte infondata.

Secondo elemento: il Presidente della Giunta dice che si sta verificando l'ammontare del taglio, la sua congruità... Mi sembra che questa posizione sia seria e cauta, ma non capisco come essa si possa conciliare con le pubbliche dichiarazioni dell'Assessore regionale alle Finanze, fatte attraverso un comunicato-stampa in cui, dopo aver preso conoscenza del nuovo contenuto dell'art. 2 della legge finanziaria, dice: "Il Governo continua a dimostrare di voler spremere le Regioni e le Province a statuto speciale con tagli, almeno per quanto riguarda la Valle d'Aosta, assolutamente improponibili...", facendo veicolare questa affermazione attraverso una parte degli organi di informazione in un modo assolutamente ingiustificabile e, purtroppo, in Valle d'Aosta una parte degli organi di informazione è fortemente dipendente dal palazzo ed ha una scarsa autonomia di elaborazione.

Io mi chiedo allora se la posizione della Giunta sia quella espressa dall'Assessore in questo comunicato, che, a mio avviso, ha dei toni del tutto inaccettabili, oppure se sia quella espressa qui in Consiglio dal Presidente della Giunta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Al Consigliere Tonino vorrei dire che è del tutto inutile mettersi a fare delle polemiche su questo piano, perché ai Ministri che ci avevano convocati a Roma abbiamo sempre detto di non ritenere la Valle d'Aosta una Regione privilegiata, ma una Regione che purtroppo non ha ancora ciò che le spetterebbe secondo la Costituzione e secondo lo Statuto speciale.

Quello che io ho detto sul riparto, relativamente ai beni culturali, stava solo a significare che io non ritenevo che la Valle d'Aosta fosse da considerare in merito una Regione privilegiata. Ribadisco, inoltre, di aver detto sempre le stesse cose in tutte le sedi.

Rispondendo soprattutto al collega di Nuova Sinistra, confermo che il mio impegno è teso alla difesa degli interessi regionali e pertanto posso tranquillamente affermare che la Valle d'Aosta non beneficia ancora di tutto quello che la Costituzione e lo Statuto speciale le conferiscono.

Il Governo ci aveva detto che il taglio si sarebbe aggirato intorno ai 23-24 miliardi, mentre poi ci ha proposto un taglio di ben 37 miliardi, al che noi ci siamo opposti dicendo: "Ma come, prima ci proponete una riduzione di 23-24 miliardi, che noi rifiutiamo per una questione di principio, e poi, sulla base delle nostre indicazioni, ce ne proponete una sulle leggi settoriali ma di ben 37 miliardi!". Secondo la logica, al nostro rifiuto di una riduzione di 23-24 miliardi sulla legge 690 doveva corrispondere una pari riduzione sulle leggi di settore, perché noi, come tutte le Regioni a statuto ordinario e speciale, avevamo accettato il principio di una riduzione, purché necessaria, ma indicata comunque da noi.

Ribadisco al Consigliere Tonino che in tutte le sedi di Aosta e di Roma, quando mi è stato chiesto se la Valle d'Aosta fosse da considerare una Regione privilegiata, ho sempre opposto un reciso diniego, con la precisazione che nei suoi confronti non è ancora completamente applicato quanto è previsto dalla Costituzione italiana e dallo Statuto speciale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je veux seulement dire au Conseiller Riccarand que malheureusement les modifications à propos de la clarté du fait qu'il y ait eu dès le début une position unanime de la part des forces et de la majorité et du Conseil, nous avons toujours soutenu le même problème. Il y a eu, je crois l'avoir expliqué lors de la rencontre avec les chefs de groupe, un changement de la part du Conseil des Ministres et, suite à ce changement, il y a eu prise de position du Conseil.

A ce propos j'ai eu un rendez-vous avec le ministre compétent où ont été expliquées les raisons à la base des choix que nous avons faits et qui ont été à nouveau resoulignées par le Conseil régional. Un point c'est tout.

Pour ce qui est des quartiers, l'Assesseur l'a déjà dit, il n'y a pas l'attitude différente: l'Administration régionale avait accepté le principe de se charger du problème général; les politiques suggérées étaient différentes et, je partage ce que disait le Conseiller Tonino, qu'il y avait d'autres méthodes pour s'insérer dans une possibilité d'intervenir du point de vue fiscal. Puisque ce système avait été choisi, on avait donné la possibilité de prévoir qu'il y ait une réduction dans certains secteurs, mais qu'il y ait la possibilité d'évaluer ensemble dans quels secteurs.

Ainsi, par exemple, sur le problème des transports et des investissements dans le domaine de la santé, un minimum de réflexion s'impose, vu les problèmes assez particuliers. Cela ne signifie pas adopter une attitude différente à Aoste plutôt qu'à Rome, il s'agit uniquement de donner une justification sur les intérêts et les investissements que l'Administration régionale a déjà prévus .