Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 57 du 29 septembre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 57/IX - RICHIESTA DI INDIZIONE DI REFERENDUM ABROGATIVO AI SENSI DELLA LEGGE 25 MAGGIO 1970, N. 352 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per mozione d'ordine il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

GREMMO (U.A.P.): Vorrei presentare una richiesta di inversione dell'ordine del giorno, nel senso che ci sono cinque deliberazioni delle quali è relatore il Presidente della Giunta regionale, ma al punto 36 bis dell'ordine del giorno c’è una proposta di deliberazione che ha dei tempi di scadenza piuttosto ristretti nel senso che attiene ad una richiesta di referendum abrogativo di alcune leggi sui reati di opinione, che è stata presentata dal Consiglio regionale del Sud Tirolo-Trentino e che, per vedere avviato il suo iter, deve essere depositata alla Corte di Cassazione entro domani. Nella proposta di deliberazione, della quale mi pare che il primo firmatario sia il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, si chiede infatti di addivenire ad una votazione in merito con procedura d'urgenza, perché, se la proposta viene votata nella prossima seduta, si corre il rischio di non dare un contributo che, qualunque possa essere l'esito finale dell'iniziativa, è comunque qualificante in senso democratico e autonomistico per questo Consiglio regionale.

So che la Regione Veneto ha messo in votazione con procedura d'urgenza una analoga deliberazione che va in votazione domani. Comunque sia, se il nostro Consiglio si esprimerà in materia, saranno almeno tre i Consigli regionali che si saranno già espressi, ma l'iniziativa, ovviamente, non si fermerà, perché la sua valenza politica è notevole.

Nel caso i Colleghi volessero accogliere la richiesta, mi riservo di intervenire poi nel merito. Chiedo pertanto di sospendere l'esame delle cinque deliberazioni che sono di pertinenza del Presidente della Giunta, anche degli oggetti iscritti ai nn. 35 e 36, e di passare invece alla discussione, e mi auguro anche alla votazione, dell'oggetto iscritto al punto n. 36 bis dell'ordine del giorno.

Mi pare importante sottolineare che la stessa proposta di deliberazione è stata richiesta alla Conferenza dei Capigruppo da diversi Capigruppo, anche perché in quella sede si riteneva e si ritiene importante un pronunciamento del Consiglio sull'argomento.

PRESIDENTE: C'è qualche Consigliere che vuole opporre una proposta alternativa alla richiesta di invertire l'ordine del giorno avanzata dal Consigliere Gremmo?

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.):Intervengo per appoggiare la richiesta di votazione immediata su questo oggetto.

Data l'ora tarda e dato che alcuni punti possono tranquillamente essere rinviati al Consiglio già fissato per la settimana prossima, ritengo opportuno discutere questo argomento che era già stato portato all'attenzione del Consiglio nei mesi passati, proprio per una nostra iniziativa, perché ci sono delle scadenze tecniche che vanno rispettate.

Temo che alla fine, molto probabilmente, la votazione sia ininfluente ai fini del risultato perché ho la sensazione che i tempi tecnici siano troppo ristretti; ritengo però opportuno che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ribadisca una sua posizione favorevole all'abrogazione di alcune norme del Codice Penale.

Il nostro Gruppo, quindi, è disponibile a discutere ed a votare subito questo provvedimento.

PRESIDENTE: Se nessun Consigliere si esprime in senso contrario, dichiaro che si intende accolta la proposta di inversione dell'ordine del giorno presentata dal Consigliere Gremmo.

Procediamo pertanto alla discussione sulla proposta di deliberazione iscritta al punto 36 bis dell'ordine del giorno dell'adunanza in corso, della quale do lettura.

IL CONSIGLIO

Vista la legge 25 maggio 1970, n. 352 e successive modificazioni in particolare gli articoli 29 e 10;

Considerato che nel Codice Penale figurano numerose norme che trovano fondamento in concezioni accentuatamente autoritarie e nazionalistiche e sono espressione di ideologie totalitarie e repressive, negatrici dei valori a cui si ispira la Costituzione della Repubblica quali la dialettica democratica, il pluralismo e il libero confronto di opinioni;

Ritenuto in particolare:

- che l’articolo 269 del Codice Penale (attività antinazionale del cittadino all’estero) è per la prima parte, in palese contrasto con l’articolo 21 della Costituzione, che sancisce in termini molto ampi la libertà di manifestazione del pensiero, nonché con l’articolo 10 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 e ratificata dall’Italia con legge 4 agosto 1955, n. 848, e con l’articolo 19 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, adottato a New York il 19 dicembre 1966 e reso esecutivo in Italia con legge 25 ottobre 1977, n. 881; per la seconda parte, con il principio della tassatività della fattispecie penale, anch’esso desumibile dalle norme della Costituzione;

- che l’articolo 271 del Codice Penale ( Associazione antinazionali) confligge con l’articolo 18 della costituzione e con le prospettive, delineate negli articoli 10 e 11 della medesima, di promozione dei rapporti internazionali e di attiva partecipazione ed organismi sovranazionali, nonché con l’articolo 22, comma 2 della Convenzione citata, che non prevedono, tra le limitazioni possibili della libertà di associazione, quelle risultanti dalla norma penale in discorso;

- che gli articoli 290, 290 bis, 291, 292 bis, 293 (questi ultimi due nella parte relativa alle altre norme testé citate), concernenti il vilipendio delle istituzioni repubblicane e della Nazione italiana, potendo presentarsi ad abusi e ad interventi repressivi della libertà di manifestazione di pensiero, sono anch’essi incompatibili con l’articolo 10 della Convenzione più volte citata;

DELIBERA

1°) di richiedere l’indizione del referendum abrogativo previsto dall’articolo abrogativo previsto dall’articolo 75 della Costituzione sul seguente quesito:

"Volete che siano abrogati gli articoli 268 (Attività antinazionali del cittadino all’estero), 271 (Associazioni antinazionali), 290 (Vilipendio della repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate), 290 bis (Parificazione al Presidente della Repubblica di chi ne fa le veci) - aggiunto all’articolo 2 della legge 11 novembre 1947, n. 1317, 291 (Vilipendio alla Nazione italiana), 292 bis (Circostanza aggravante), 292 bis (Circostanza aggravante) - aggiunto all’art. 9 della legge 23 marzo 1956, n.167, e 293 (Circostanza aggravante) del Codice Penale approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 139?";

2°) di designare, quali delegati effettivo e supplente del Consiglio regionale, rispettivamente...

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Louvin; ne ha facoltà.

LOUVIN (U.V.):Merci M. le Président; nous avons reçu en tant que Conseil régional, une demande de proposition de référendum abrogatif de certains articles du Code Pénal qui concernent un certain nombre de crimes, notamment l'activité antinationale des citoyens à l’étranger, des associations antinationales, l’ouvrage aux institutions républicaines et à la nation italienne. Le trait d'union entre ces articles est constitué par le fait qu’ils se trouvent tous dans la section du Code Pénal réserve aux délits contre la personnalité interne de l’état, qu’il s’agit de crimes dont l’identification est marquée par l'idéologie nationaliste, étant donné que ce Code Pénal a été approuvé en 1930. Ils sont également inspirés par le souci de protéger par une coercition la défense d'un idéal disons plutôt abstrait de nation.

C'est donc de par ces éléments que le Conseil de la Région Trentin - Haute Adige a estimé devoir regrouper ces articles dans une seule requête de référendum abrogatif. Les raisons pour lesquelles ces crimes dans l'opinion du Conseil, qui en est le promoteur, sont contraires à la Constitution et donc devraient être abrogées, sont essentiellement celles-ci: d'abord une violation du principe de taxativité de la loi pénale. Il s’agit de crimes qui ne sont pas suffisamment décrits dans leur nature et donc qui se prêteraient à une possibilité d'application répressive, vis-à-vis de certaines idéologies ou de certains mouvements, associations qui exprimeraient des avis ou des comportements contraires à cette idée abstraite de nation.

Il y a également, d'après les promoteurs, une violation de l'article 18 de la Constitution qui protège le droit de libre association des citoyens; il y a pour certains autres articles une violation du droit de libre manifestation de la pensée qui est reconnu par la Constitution; il y a ensuite un contraste qui est estimé évident contre certaines conventions internationales, notamment la Convention européenne pour la sauvegarde des droits de l'homme et des libertés fondamentales, convention signée à Rome en 1950, et une violation du pacte international des droits civils et politiques, qui a été signé à New York en 1966. Donc, la violation à la fois des principes énoncés par la Constitution italienne et reconnus par la Communauté internationale.

Le sens de la proposition est également celui de moderniser le Code Pénal, ne serait-ce que dans cette partie, et d'une adaptation donc aux traités internationaux; adaptation qui s'impose, à notre avis, également par la nécessité d'adapter notre législation - la législation pénale italienne - aux acquis de la civilisation juridique Contemporaine. Il s’agit en quelque sorte d'abandonner une forme de protection coercitive et violente des valeurs généralement reconnues et qu’il n'est nullement question ici de remettre en discussion parce que cette requête de référendum n'est pas sur une idée de nation mais sur une façon ou sur l'autre de protéger certains idéaux, certains sentiments et certaines institutions.

Les institutions républicaines nous paraissent en ce moment suffisamment solides pour empêcher qu’il y ait des formes de répression violentes contre toute forme de divergence d'opinion et de comportement qui ne porte nullement atteinte aux droits fondamentaux des citoyens et à la solidité des institutions actuellement en fonctions.

C'est donc pour cela, d'une façon très synthétique, étant donné que l’heure nous empêche d'aller de l'avant dans une discussion plus approfondie, c'est donc pour cette raison que nous invitons le Conseil à approuver cette demande de référendum abrogatif, proposée par la Région du Trentin - Haute Adige dans la formulation qui est jointe à l'objet n° 36 bis de l'ordre du jour.

Merci.

PRESIDENTE:Faccio presente che la votazione su questa deliberazione deve essere a maggioranza qualificata, con almeno 18 Consiglieri su 35, e che il Consiglio deve designare anche un delegato ed un vicedelegato.

Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.):La Discussione capita ad un'ora tarda, ma è senz'altro interessante, anche perché raramente i Consigli regionali affrontano temi di questa portata. L'interesse dell'iniziativa è di due tipi.

Il primo è relativo alla ricerca di un collegamento tra le Regioni, che non sia il solito collegamento difensivo dei propri interessi materiali. Le Regioni, visto che la Costituzione riconosce loro questi poteri, tendono appunto a fare un discorso come Regioni nei confronti dello Stato.

Il secondo interesse sta nella natura delle richieste che tendono ad eliminare alcune norme, che oggi sono sicuramente superate perché ispirate ad una mentalità fascista e che quindi in una repubblica democratica possono trovare spazio solo per l'inerzia del legislatore, che è molto lento a rivedere i propri codici.

Senza andare oltre e sottolineando il fatto che il concetto di nazione va notevolmente approfondito, specie in un'epoca in cui si va verso l'Europa comunitaria ed in cui anche il concetto di Europa tende ad essere superato dal dialogo tra le grandi potenze che può portare a forme ancora più ampie di comunità, dichiaro la convinta adesione del nostro Gruppo alla battaglia contro i reati di opinione che non possono più trovare spazio in una repubblica-democratica ispirata a principi di libertà e di uguaglianza.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà

GREMMO (U.A.P.): Non ha caso questa iniziativa parte dalla terra di De Gasperi, un uomo che, in quanto cristiano e capo della Democrazia Cristiana, credeva nei valori dell'opinione altrui, nello Stato e nella democrazia. Altrettanto non a caso tutte le forze del Consiglio regionale del Sud Tirolo e del Trentino, escluso ovviamente il Movimento Sociale Italiano, hanno avviato questa iniziativa.

Mi farebbe specie e mi spiacerebbe se le forze politiche della Valle d'Aosta, comunque articolate e che magari si ispirano agli stessi valori ideali che hanno spinto i loro colleghi del Sud Tirolo ad avviare unanimemente, essendo ininfluente ed aprioristica la posizione del M.S.I., e credo anche che sarebbe negativo l'effetto che queste immagini avrebbero rispetto al loro elettorato popolare e cristiano della Valle, se qui non si raggiungesse la stessa unanimità. Ovviamente io mi farò doverosa e diligente parte in causa per andare ad informare i cittadini e l'opinione pubblica del fatto spiacevole, qualora si verificassero queste cose.

Perché invece io auspico una convergenza? Il Consigliere Louvin, che io ringrazio sentitamente, ha già spiegato bene e con dovizia di argomenti le ragioni giuridiche che ci sollecitano ad approvare questa deliberazione. Credo che sui reati di opinione il pensiero libertario, socialista e radicale abbia sfondato più di una porta. Il libero pensiero e la possibilità di manifestare le proprie opinioni, purché non siano seguite da atti, sono stati alla base di una serie di referendum che hanno visto le forze radicali, repubblicane e socialiste in prima fila nel richiedere un confronto in materia. Credo che quest'area non dovrebbe avere difficoltà a riconoscerli anche ora. Prendo atto con soddisfazione della dichiarazione del Capogruppo del Partito Comunista Italiano.

Il problema non è solo quello già richiamato, di capire bene il concetto di nazione, ma anche di capire molto meglio come vogliamo rimanere in questo Stato ed in questa Nazione dove possiamo restare con un rapporto di tipo europeo. Giustamente il Consigliere Louvin richiamava l'esigenza di un raccordo con la giurisprudenza di tipo europeo; non dobbiamo dimenticare infatti che qui si tratta di chiedere ai cittadini di esprimersi in merito ad una revisione di leggi fasciste. Molto opportunamente ieri il Consigliere Dolchi ci richiamava ai valori della resistenza ed è chiaro che tutte le forze che ad essa si richiamano (Democrazia Cristiana, Partito Socialista, noi ... ) debbono sentire imperiosamente l'esigenza di raccordarsi ad un discorso che in qualche modo chiede di andare ad accrescere ulteriormente il patrimonio democratico della nostra legislazione.

Non volendo tediare oltre il Consiglio, pur avendo anch'io dei dubbi sull'effettiva operatività dell'iniziativa, ricordo che l'adesione della Valle d'Aosta avrebbe un grande significato morale, come testimonianza della capacità di volare alto sul piano propositivo da parte della più piccola Regione dello Stato italiano. Se si riuscirà a fare in modo che i cittadini si esprimano sull'antidemocraticità di certe norme, sarebbe certamente un grande risultato, anche per un'ulteriore crescita del dibattito democratico, poter dire che ciò era stato chiesto dal Sud Tirolo-Trentino, dalla Valle d'Aosta e da altre Regioni che si sono aggregate in tempi successivi.

Penso che i colleghi del Sud Tirolo-Trentino, quando hanno avviato questa procedura, non si siano fatti troppe illusioni sull'effettiva possibilità di giungere al referendum. In realtà che cosa si vuole effettivamente perseguire? Io mi sento di sollecitare il voto dei colleghi perché, in sostanza, si vuole richiamare l'attenzione del Parlamento di Roma, che è preso da diecimila altri problemi più impellenti e apparentemente anche più gravi, sull'importanza della libertà di opinione, sull'importanza di non lederla con una serie di norme che, come dice bene la relazione giuridica che i colleghi del Sud Tirolo ci hanno inviato a scopo informativo, chiaramente erano state approvate a suo tempo per proteggere un regime monocratico, antidemocratico ed illiberale.

Personalmente auspico che specie quelle forze che nel loro simbolo hanno anche un richiamo all'ideale della libertà sentano più di altre l'esigenza di muoversi in questa direzione. Mi spiacerebbe dovermi ricredere e dico fin d'ora che sarebbe un duro colpo per l'opinione pubblica della Valle d'Aosta, anche perché la frase che è scritta su quella parete dà in qualche maniera il senso del giusto orgoglio che questo piccolo popolo ha per essere stato capace in passato e di continuare ancora ad essere capace di pensare grandi cose.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.

RUSCI (P.R.I.):Signor Presidente, signori Consiglieri, io ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, ma alla brevissima illustrazione della mia posizione darò un taglio leggermente diverso, nel senso che metterò al primo punto l'importanza di ricercare, con altre Amministrazioni regionali, anche momenti collaborativi che si alzino dalla ricerca quotidiana del particolare e del problema spicciolo, per affrontare un argomento di grande portata istituzionale. Su questo punto, quindi, noi diremo "sì", per consentire ai cittadini di esprimersi in merito.

Aggiungiamo una considerazione: stiamo guardando all'Europa ed in questo contesto le nazionalità, pur mantenendo (e dovranno certamente mantenerli) i loro patrimoni storici, culturali e di contenuti, dovranno in qualche modo edulcorare il loro concetto di nazione. Ecco, è in questo senso ed in questa direzione che io sono curioso di sapere che cosa ne pensano gli italiani.

Il taglio del mio intervento e le ragioni del mio "sì" sono legati a queste motivazioni.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (P.S.I.):Siamo chiamati ad esprimerci su una proposta articolata e abbastanza complessa, nonché su temi che meriterebbero un approfondimento ed una riflessione ben maggiori di quanto possiamo fare questa sera.

Anch'io ho potuto leggere le memorie che ci sono state inviate dal Presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, fatte da un illustre docente, e devo dire che, mentre non ho alcun dubbio su alcuni aspetti e punti che ci vengono sottoposti, ho qualche dubbio, che peraltro è condiviso anche da gran parte della giurisprudenza e dalle interpretazioni della Corte Costituzionale, sull'aspetto relativo al vilipendio alla nazione italiana.

Mi rendo conto che siamo in tema di reati di opinione e che è opportuno e giusto che ai cittadini sia consentita la più ampia libertà di espressione e la possibilità di esprimere considerazioni critiche, magari anche fortemente critiche, nei confronti dello Stato e della nazione italiana. Noi non abbiamo un concetto di nazione che si rifà al periodo fascista, perché questo è estraneo alla nostra cultura ed alla nostra tradizione; però il concetto di nazione, sia pure moderno ed aperto, c’è e continua ad esistere ed è un concetto cui noi aderiamo. Esistono le grandi nazioni ed esistono le piccole nazioni.

Io non sono molto d'accordo su quanto concerne l'articolo 291, anzi per essere sincero, mentre sento di dover aderire senza riserve agli altri aspetti e punti dell'ordine del giorno, 'devo manifestare delle perplessità piuttosto robuste su 'tale articolo, non già per un malinteso senso nazionale, ma perché non ritengo che questa norma possa essere tranquillamente cancellata o abrogata.

Se poi vogliamo pensare ad un referendum, affinché la gente si esprima o si possa esprimere, questo discorso ha un suo senso, una sua legittimità e direi anche una sua logica, però ritengo doveroso che i Consiglieri regionali dicano qui, questa sera, qualcosa di più, anche perché noi ci siamo trovati di fronte ad una proposta preconfezionata, ad un una specie di pacchetto che ci è stato presentato da quelli dell'Alto Adige, che sono abituati ai pacchetti, ma essi hanno dimenticato di inserirvi molti altri reati di opinione le molti altri aspetti anacronistici del Codice Penale, che sono in conflitto con la Costituzione o con il grado di maturità civile, politica e giuridica. E' un discorso molto parziale, che io non vorrei venisse frainteso dall'eventuale corpo elettorale. Si tratta di aspetti molto particolari che riguardano sì delle convinzioni o delle considerazioni fatte da parecchio tempo e da parecchi anni dalla parte giuridica più avanzata del Paese, tant’è che più di una voce si è già levata per l'abrogazione di queste norme, però io credo che varrebbe la pena di approfondire la discussione su alcuni di questi argomenti, mentre mi sembra che questa sera non ce ne sia né lo spazio, né la possibilità, perché siamo di fronte ad una proposta del tipo: prendere o lasciare.

Personalmente sarei tentato di dichiarare l'astensione del mio gruppo su un ordine del giorno che viene presentato in questi termini, perché è parziale e riguarda solo alcuni aspetti del Codice Penale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Vésan; ne ha facoltà.

VESAN (D.C.):Condivido pienamente l'importanza, sottolineata dall'amico Consigliere Milanesio, degli articoli sulla cui abrogazione siamo chiamati a votare. La loro importanza è notevole e pertanto non trovo giusto decidere in merito solo all'ultimo giorno. Le vicende elettorali ci hanno impedito, purtroppo, di effettuare prima una riunione di questo genere ed ora ci troviamo nelle condizioni di dover decidere.

Se ho ben capito quanto è stato riferito dal Consigliere Mafrica, solo il Trentino-Alto Adige ha votato la richiesta di abrogazione degli articoli citati nella proposta di deliberazione; forse il Veneto la voterà domani. Ricordo però che le Regioni d'Italia sono venti e non tutte hanno avuto l'impegno elettorale della Valle d'Aosta, per cui avevano tutto il tempo di esprimersi liberamente in merito. Ritengo pertanto che sia troppo delicato per noi doverci esprimere in materia oggi.

Tengo a sottolineare che forse oggi noi esprimiamo un parere che non ha alcun valore, anche perché sappiamo bene che se entro domani non si pronunciano almeno cinque Regioni, si dovrà trovare un'altra soluzione per chiedere un referendum abrogativo.

Il Parlamento italiano, del resto, si sta già adoperando per l'auspicata riforma del Codice Penale, mentre nello stesso tempo c'è la possibilità che il referendum abrogativo possa essere proposto non solo dalle Regioni, ma anche da una iniziativa popolare.

Propongo pertanto al mio Gruppo di esprimersi in modo negativo nei confronti di questa proposta di deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Martin; ne ha facoltà.

MARTIN (A.D.P.): Condividiamo le perplessità sollevate da altri Gruppi e la necessità di dover dibattere con maggiore attenzione e con più tempo a disposizione questo argomento, però ci rendiamo anche conto che oggi, più che ad esprimerci nel merito di un referendum abrogativo, siamo chiamati ad esprimerci su di un gesto del Consiglio regionale che, avendo comunque valore politico, lascia qualche traccia. Anch'io non credo che nel frattempo altre tre Regioni riescano a votare questo deliberato, per cui dubito fortemente che si riesca a proporre il referendum abrogativo; rimarrà però il valore politico del gesto.

Certamente potevano essere previsti anche altri reati di opinione, però è bene che il Consiglio regionale si esprima sul testo che ci è stato proposto dal Trentino-Alto Adige. Noi riteniamo che il Codice Penale debba essere rivisto, perché certe norme assolutamente fondamentali, che costituiscono l'essenza della libertà e della persona umana, devono essere adattate alle nuove esigenze di vita degli Stati che si affacciano alla nuova Europa, anche per consentirci di entrare in questa nuova realtà unita sia sotto il profilo politico sia sotto il profilo economico.

E' in questo senso che noi dichiariamo di votare a favore della proposta di deliberazione.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il, punto 1) della deliberazione in oggetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 26

Favorevoli: 21

Contrari: 5

Astenuti: 4 (Bich -, Maquignaz, Milanesio e Pascale)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE:Prima di mettere ai voti la seconda parte della deliberazione, dovrebbe essere proposto qualche nominativo per le funzioni di delegato effettivo e di delegato supplente del Consiglio regionale.

Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Martin; ne ha facoltà.

MARTIN (A.D.P.):Come membro effettivo proponiamo il Consigliere Segretario Louvin Roberto e come membro supplente il Consigliere Riccarand Elio.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione il punto 2) della deliberazione in oggetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 23

Favorevoli: 23

Astenuti: 6 (Beneforti, Fosson, Limonet, Maquignaz, Trione e Vésan)

Il Consiglio approva