Objet du Conseil n. 838 du 23 septembre 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 838/XI Notizie in merito alla richiesta, alla Cooperativa "Via Antica Zecca", di restituzione dell'immobile "Villa Brezzi" e al futuro utilizzo dell'immobile e intendimenti in merito al problema dell'alcooldipendenza. (Interpellanza)
Interpellanza Vista la deliberazione regionale n° 2683 del 9 agosto 1999, avente per oggetto: "Richiesta, alla Cooperativa a r.l. "Via Antica Zecca", di restituzione dell’immobile di proprietà regionale denominato "Villa Brezzi" di Aosta";
Venuti a conoscenza che, secondo il Presidente della suddetta Cooperativa, l’Amministrazione regionale non avrebbe provveduto subito alla diretta comunicazione della richiesta di restituzione dell’immobile in questione, e che lo stesso ne sia venuto a conoscenza prima dagli articoli apparsi sui giornali locali;
Considerato che, come si legge nella deliberazione in oggetto, nel periodo successivo al 15 maggio 1997 (data in cui la suddetta Cooperativa ha sottoscritto una convenzione con l’Unità Sanitaria Locale della Valle d’Aosta) l’attività del centro residenziale diurno risultava sottoutilizzata, fino ad arrivare a non ospitare utenti a partire dal mese di luglio 1998;
Preso atto che la Cooperativa in oggetto, secondo gli accertamenti della preposta Commissione U.S.L., ha perso i requisiti per l’iscrizione all’Albo degli Enti ausiliari, senza scopo di lucro, il che ha portato alla cancellazione della suddetta Cooperativa dall’Albo degli Enti ausiliari gestori di strutture per la riabilitazione ed il reinserimento sociale dei alcoldipendenti;
Constatato che, al momento attuale, a quanto ci risulta non esiste alcun centro privato per il recupero di soggetti con problemi di alcolismo;
Richiamata la deliberazione di Giunta regionale n° 2538 del 13 marzo 1993, nella quale si destinava, con vincolo decennale, l’immobile denominato "Villa Brezzi" a sede di centro residenziale diurno per soggetti con problemi di dipendenza da sostanze psicotrope o con problemi alcolcorrelati;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per conoscere:
1. se corrisponde al vero che la notizia della richiesta di restituzione dell’immobile in oggetto sia stata comunicata prima ai mezzi di informazione e successivamente ai gestori della struttura e, in caso di risposta positiva, se ritiene che tale metodologia operativa non sia deontologicamente scorretta;
2. quali sono gli intendimenti in merito al problema dell’alcoldipendenza e se sono stati previsti altri servizi o interventi in tale ambito, oltre al servizio reso dal S.E.R.T.;
3. le prospettive di adattamento strutturale e del futuro utilizzo di "Villa Brezzi", per i quali sono già stati spesi cento milioni di lire, provenienti dai finanziamenti statali per la lotta alle tossico e alcol dipendenze, in funzione dell’interesse dell’Amministrazione regionale che, nella delibera n° 2683/99, evidenzia la necessità di recuperare "celermente" la piena disponibilità dell’immobile.
F.to: Lanièce - Comé
PrésidentLa parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut)Con quest'interpellanza il gruppo degli Autonomisti chiede informazioni alla Giunta in merito a questa strana modalità operativa.
Siamo di fronte a una delibera di Giunta, citata nella interpellanza, con la quale è stata richiesta alla Cooperativa Via Antica Zecca di restituire l'immobile di proprietà regionale denominato Villa Brezzi ad Aosta e sembrerebbe, in base a quanto è stato affermato dal presidente della suddetta cooperativa, che l'Amministrazione non avrebbe provveduto subito alla diretta comunicazione della richiesta di restituzione dell'immobile in questione, ma che lo stesso Presidente della Cooperativa ne sia venuto a conoscenza prima dagli articoli apparsi sui giornali locali. E questo, se corrispondesse al vero, sarebbe già un fatto anomalo. Vorremmo quindi sapere se questo corrisponde al vero anche in funzione del fatto che, come si legge nella delibera richiamata nella premessa della nostra interpellanza, nel periodo successivo al 15 maggio 1997, vale a dire dopo che la Cooperativa Via Antica Zecca aveva sottoscritto una convenzione con l'USL della Valle d'Aosta, l'attività del centro residenziale diurno risultava sottoutilizzata fino ad arrivare a non ospitare utenti a partire dal mese di luglio 1998.
Inoltre vorremmo sapere perché la cooperativa in oggetto, secondo gli accertamenti della preposta commissione dell'USL, avrebbe perso i requisiti e sarebbe stata cancellata dall'Albo degli enti ausiliari senza scopo di lucro per la gestione di strutture per la riabilitazione e il reinserimento sociale degli alcoodipendenti. Vorremmo sapere di quali requisiti si tratta e se la cooperativa non poteva ristabilire i requisiti persi. A quanto ci risulta, secondo il responsabile della suddetta cooperativa, sulla base di un primo colloquio si sarebbe contestato alla cooperativa la carenza di personale e alcune mancanze burocratiche. Ovviamente gli interessati si sono adoperati al massimo per regolarizzare tale posizione e nonostante questo la cooperativa è stata sospesa dall'albo. Fa riflettere il fatto che l'organico assunto da parte della cooperativa all'inizio dell'attività rispondeva ai requisiti richiesti, dopo questo controllo non più e non sembra che nel frattempo si sia modificato l'organico.
Come motivazione della revoca della convenzione inoltre nella delibera viene evidenziato un sottoutilizzo della struttura stessa nel secondo semestre del 1998: sempre secondo le affermazioni dei responsabili della Via Antica Zecca in quel periodo invece sono state seguite ben 26 persone in pieno accordo con il SERT, con il quale la cooperativa operava in stretto contatto tant'è che è lo stesso servizio della tossicodipendenza che inviava a Villa Brezzi le persone da seguire.
Occorre comunque far notare che il SERT ha sempre avuto grossi problemi di funzionamento soprattutto per carenza di personale; per questo motivo il SERT in questi ultimi anni ha seguito soprattutto il problema della tossicodipendenza lasciando da parte il problema dell'alcooldipendenza. Si tratta di dichiarazioni pubbliche rese dallo stesso responsabile il quale ha sempre detto che per questioni di organico non potevano fare più di tanto e che quello che riuscivano a fare era seguire almeno il problema della tossicodipendenza.
Si potrebbe anche supporre che a un certo punto il SERT, impossibilitato a seguire con il proprio organico sia il problema della droga sia il problema dell'alcoolismo, non abbia più potuto inviare persone con problemi di alcooldipendenza a Villa Brezzi e questo penso che non sia una colpa da addebitare esclusivamente ai responsabili della cooperativa; quindi non vorremmo che potesse nascere il sospetto che questa situazione, che si è verificata, non sia altro che una manovra per poter far chiudere un servizio che forse non è più gradito, non interessa più all'Assessorato, evidenziando invece la presenza di gravi manchevolezze nella gestione da parte della Cooperativa Via Antica Zecca, in modo da coprire la decisione politica di non voler più effettuare un servizio di assistenza diurna agli alcoolisti tramite una struttura privata.
Visto che al momento attuale non esiste alcun centro privato, inteso come centro perché sappiamo che esiste il Club degli alcoolisti in trattamento che però non ha una dimora fissa e quindi non esiste un vero centro privato per il recupero di soggetti con problemi di alcoolismo, ci interessa sapere come si opererà in questo indispensabile settore socio-sanitario della nostra Regione, vale a dire se sono stati previsti altri servizi o interventi in tale ambito oltre al servizio reso dal SERT.
Sappiamo che da qualche tempo è stato aperto una sorta di day hospital per gli alcoolisti, cosa che apprezziamo, in quanto è un tentativo di dare un servizio a queste persone che soffrono di questo grave problema, ma riteniamo che ciò non sia sufficiente, e pertanto chiediamo se l'Assessorato ha già previsto ulteriori interventi in questo settore molto delicato, visto che in base alle statistiche il problema dell'alcoolismo è molto presente in Valle d'Aosta.
Visto che i lavori di adeguamento strutturale e di ristrutturazione di Villa Brezzi sono stati finanziati da fondi statali per la lotta alla tossico e alcooldipendenza, chiediamo ancora quale sarà il futuro di quest'immobile anche in funzione dell'interesse dell'Amministrazione regionale che, nella delibera richiamata, evidenzia la necessità di recuperare celermente la piena disponibilità dell'immobile. Chiediamo pertanto alla Giunta come intende utilizzare in futuro questa struttura.
Si dà atto che, dalle ore 16,11, presiede il Vicepresidente La Torre.
PresidenteLa parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Voglio tranquillizzare il Consigliere Lanièce che non c'è nessuna manovra per far chiudere il servizio, piuttosto al contrario c'è stata una presa d'atto di una situazione d'inamovibilità che si era creata da un po' di tempo a questa parte. L'interpellanza già nelle sue premesse cita la delibera di Giunta che chiede la restituzione dell'immobile, entra già nel merito di alcune cose che intendevo dire.
Nello specifico si può semplicemente dire che la struttura in quanto tale è sempre stata sottoutilizzata, che da luglio a dicembre 1998 presso la struttura non sono stati più inseriti utenti e che il SERT dell'USL della Valle d'Aosta, dopo innumerevoli solleciti e una fitta corrispondenza, è giunto a valutare che una delle cause della mancanza di utenti presso la struttura di Villa Brezzi doveva essere imputata alla non rispondenza del programma terapeutico con le esigenze dell'utenza. Con l'obiettivo di riaprire il centro, il SERT ha proposto alla cooperativa di sottoscrivere una modifica del programma terapeutico stesso, la cooperativa tuttavia ha rifiutato di sottoscrivere la modificazione richiesta. Questa è la motivazione principale dell'inattività di questo centro: che non ci si intendeva fra tecnici e operatori del SERT e tecnici e operatori della cooperativa sul programma terapeutico da adottare che è il punto centrale della convenzione che era stata stipulata fra SERT e la cooperativa stessa.
Come Amministrazione regionale abbiamo potuto verificare che pur in una situazione di sospensione la cooperativa continuava a promuovere presso l'immobile attività non previste né dalla convenzione con l'USL, né dal comodato con l'Amministrazione regionale per la gestione della struttura perché c'erano servizi diversi da quelli previsti in convenzione. L'USL ha pertanto deliberato la rescissione della convenzione che la legava alla cooperativa in quanto nessun utente accettava il programma terapeutico proposto dalla cooperativa e, come ho già detto, la cooperativa stessa rifiutava di modificarlo.
A fronte della sospensione e qui faccio un inciso: il programma terapeutico deve essere concordato fra le parti perché se io ritengo come SERT di combattere l'alcoolismo mediante una metodologia di autoaiuto, per citare una delle metodologie usate piuttosto che una metodologia farmacologica o quant'altro, evidentemente i processi terapeutici cambiano e l'intesa non può essere raggiunta, a fronte appunto della sospensione della cooperativa dall'Albo degli enti ausiliari, l'Amministrazione regionale si è fatta restituire dalla cooperativa le chiavi di Villa Brezzi. La cooperativa successivamente è stata cancellata dall'Albo degli enti ausiliari con delibera di Giunta regionale dell'8 settembre 1999. Lungo tutto l'arco di tempo in cui queste vicende si intrecciano - vicende che sono lunghissime perché qui sono concentrati gli ultimi mesi, ma sono due anni che si discute su questa materia - un'intensa corrispondenza è stata scambiata fra l'Amministrazione regionale e la cooperativa su problematiche specifiche e la stessa cooperativa ha richiesto di ritirare dall'immobile di Villa Brezzi beni e mezzi di sua proprietà.
Voglio precisare rispetto al primo punto che non è vero che la notizia è stata data ai mass media prima che agli interessati perché alcune settimane prima avevo ricevuto il presidente della cooperativa - il neopresidente per intenderci - che mi faceva presente la gravissima situazione debitoria della cooperativa stessa chiedendo un intervento in tal senso, incontro che si è ripetuto in questi giorni. Stiamo valutando assieme le possibilità tecniche per venire incontro al pregresso debito anche se purtroppo le dimensioni del disavanzo sono molto più alte di quanto appaiano all'esterno.
È stato preannunciato alla cooperativa che avremmo adottato la delibera, poi la delibera è stata adottata ed evidentemente nel corso della periodica conferenza stampa di Giunta regionale è stata pubblicizzata come avviene sempre. È vero che la cooperativa non aveva avuto preliminarmente la bozza della delibera, questo è un dato di fatto, ma questo avviene sempre e comunque in qualunque tipo di rapporto, ma la sostanza delle cose è che non è stato un fulmine a ciel sereno perché questo era stato preavvisato tant'è che la cooperativa mi aveva chiesto gentilmente di cercare dei locali per poter accatastare provvisoriamente i beni immobili che loro hanno nella struttura stessa. Non siamo ancora stati in grado di dare una risposta perché dovremmo cercare una soluzione nei magazzini regionali provvisoriamente per poter fare in modo che loro sgomberino i locali. La situazione che è stata delineata in questi due incontri è che la cooperativa non avrebbe più neppure i fondi per pagare le assicurazioni dell'immobile, il quale come sapete è in uno stato che va poco a poco degradandosi.
Rispetto al secondo punto: quali sono gli intendimenti in merito al problema dell'alcooldipendenza, il Consigliere Lanièce ha già citato il day hospital che è stato aperto, è stato fortemente potenziato l'organico del settore alcoolista tanto che posso dire che non mi ritengo ancora soddisfatto, ma siamo sulla buona strada.
Ci sono se non sbaglio 6 operatori addetti fra psicologi e sociologi che lavorano sugli alcoolisti tant'è che il numero degli utenti - che non ho qui - è aumentato enormemente. Prima si registrava un fenomeno strano: a fronte di un servizio pseudoaperto nessuno ci andava, adesso a fronte di un day hospital che funziona l'utenza è aumentata enormemente e si pone già il problema classico del problema domanda-offerta dei servizi tant'è che dobbiamo adottare delle iniziative.
Quali iniziative stiamo cercando di adottare? Esattamente quelle previste dal piano socio-sanitario per trovare una situazione oltre il day hospital, di un centro di crisi, un'unità di crisi che vada a risolvere i problemi dei tossici e degli alcooldipendenti e di una struttura in convenzione con cooperative per la gestione della fase cosiddetta tre cioè quella della riabilitazione.
Per rispondere al terzo punto, la necessità di recuperare celermente la struttura di Villa Brezzi è dettata da due diverse ragioni: la prima riguarda la necessità di rispondere ad oggettive preoccupazioni di sicurezza e di responsabilità, il permanere di una situazione irrisolta con la Cooperativa Via Antica Zecca ha determinato lo stato di abbandono dell'immobile e questa situazione si protrae praticamente da un anno, pertanto l'Amministrazione regionale ha provveduto nel frattempo al mantenimento dell'area verde circostante; la seconda motivazione è legata alla futura destinazione di Villa Brezzi e l'utilizzazione oggi non è ancora definita senza la piena e totale disponibilità dell'immobile che potrebbe necessitare di un adattamento strutturale. A tutt'oggi non abbiamo avuto ancora la possibilità d'indicare ai tecnici regionali addetti alla sicurezza, alla 626 per intenderci, quali tipi d'interventi bisogna fare, pertanto potremo decidere la destinazione solo dopo avere la disponibilità materiale dell'immobile e aver dato la possibilità ai tecnici di relazionare in merito.
Sicuramente la Villa Brezzi verrà utilizzata e su questo non c'è ombra di dubbio, riteniamo però che, dato il valore storico di questa villa, la stessa possa essere adibita a mansioni diverse da quelle dell'alcoolismo, ma è solo un'indicazione di massima.
Se questo avverrà, dovremo trovare dei locali alternativi per la gestione del centro diurno dell'unità di crisi che è tutta da istituire e che comunque la strutturazione della villa non si presterebbe sicuramente ad un utilizzo di questo genere.
Termino dicendo che la vicenda, al di là di qualche notizia giornalistica e di qualche titolo di giornale forse un po' forte, si sta gestendo tranquillamente con senso di responsabilità dalle due parti perché il neo consiglio di amministrazione che è subentrato al vecchio consiglio sta procedendo per la liquidazione della cooperativa, cioè il discorso viene meno perché l'attività debitoria della cooperativa stessa è tale da non permettere la sussistenza della cooperativa.
PresidenteLa parola al Consigliere Lanièce.
Lanièce (Aut)Prendiamo atto della risposta che ci ha fornito l'Assessore; la sua è stata una risposta pacata, però quello che ci è stato riferito è un po' diverso da quanto ha appena affermato l'Assessore e quindi siamo di fronte a due verità: una verità dell'Assessore e una verità dei responsabili della cooperativa.
L'Assessore ha detto che la decisione dell'Amministrazione regionale di chiedere la restituzione dell'immobile di proprietà regionale, denominato Villa Brezzi, è una conseguenza del fatto che non c'era più una rispondenza del programma terapeutico adottato dalla cooperativa, cioè in pratica le persone non si rivolgevano più alla cooperativa perché il programma terapeutico non era accettato. Da questo è nato tutto il problema che poi ha portato alla richiesta di restituzione di Villa Brezzi.
Il punto saliente, invece secondo me, in base al quale si è potuto richiedere la restituzione dell'immobile di proprietà regionale, denominato Villa Brezzi, alla cooperativa, è il fatto che è stata tolta l'iscrizione della stessa all'Albo degli enti ausiliari, quindi è già una cosa diversa. Cosa è successo? Esiste una delibera del 29 aprile 1994 in base alla quale viene istituito l'Albo regionale degli enti ausiliari in base ad un provvedimento nazionale; quest'albo prevede la possibilità d'iscrizione a tutte quelle strutture che svolgono un'attività riabilitativa e di risanamento sociale per quanto riguarda i tossico e alcooldipendenti. Fra le varie modalità vengono indicati i requisiti soggettivi: l'iscrizione all'albo è subordinata al possesso della personalità giuridica, questo è un requisito che penso sia rimasto inalterato; per quanto riguarda i requisiti strutturali, c'era una struttura, e l'Assessore non ha parlato del fatto che è stato revocato l'incarico e quindi chiesta la restituzione di Villa Brezzi perché quella villa non era più adeguata, e anche se ci saranno da fare degli interventi, ciò però non può essere la motivazione principale. Per quanto riguarda il personale, nel momento in cui la cooperativa ha firmato la convenzione con l'USL, penso che l'USL abbia verificato la presenza di professionalità nel personale della cooperativa, almeno questa mi sembra una cosa logica, diversamente non avrebbe rischiato di mandare delle persone della propria comunità a seguire un programma riabilitativo presso una struttura dove ci sono persone che non sono capaci professionalmente di seguirle. Questo requisito penso sia rimasto.
Altri requisiti fondamentali non ci sono. C'era il requisito che invece ha sollevato l'Assessore, quello del programma terapeutico, ma quel programma era una cosa, come ha detto l'Assessore, da concordare con il SERT. Allora, se non viene concordato un programma terapeutico fra il SERT e la cooperativa, si può anche pensare che ci sia una volontà da parte della struttura regionale, che è il SERT, di non voler trovare un accordo con la cooperativa anche perché io penso che se la cooperativa è in difficoltà economica come ha detto l'Assessore, penso che sia la prima ad essere disponibile a trovare un accordo per poter svolgere un servizio utile, servizio per il quale la stessa cooperativa - a questo riguardo c'è un'interrogazione scritta con la quale il collega aveva chiesto dei dati ultimamente - in questi anni ha ottenuto dall'Amministrazione regionale diversi milioni.
Ad esempio nel 1997 sono stati erogati 10 milioni, nel 1998 quasi 17 milioni pour l'organisation du Projet "Gaia" e 43 milioni per la copertura delle spese, quindi in questi anni la cooperativa ha avuto un certo collegamento, un certo rapporto sia con l'USL che con l'Amministrazione regionale, quindi era più che mai disponibile a cercare di trovare un accordo che le garantisse di poter continuare a svolgere un certo servizio per il quale la stessa cooperativa è nata.
Mi sembra da quanto ha detto l'Assessore che ci sia una giustificazione diversa da quella che appare a me: infatti la motivazione principale per cui è stato tolto tutto alla cooperativa è che ha perso il requisito di far parte dell'Albo degli enti ausiliari, però non si riesce a capire quali sono i requisiti che mancavano visto che i responsabili della cooperativa hanno sempre detto, quando sono stati sollevati problemi per gli aspetti burocratici, di essersi subito adeguati: siamo di fronte a qualcosa di particolare e di strano che non riusciamo a capire.
L'Assessore parlava del piano socio-sanitario e degli interventi futuri previsti oltre al day hospital per alcoolisti, che è un aspetto positivo, e ne va dato atto all'Amministrazione regionale di aver fatto nascere questo servizio svolto dal SERT.
Andando indietro nei resoconti il 24 luglio 1997 si parlava di un'autorizzazione di spesa per l'attuazione di progetti obiettivo previsti dal piano socio-sanitario regionale per il periodo 1997-1999 e si parlava dei servizi e progetti riguardanti i giovani tossicodipendenti malati di AIDS e gli alcoolisti. Nel suo intervento l'Assessore aveva detto che il SERT aveva problemi di risorse umane e che poteva seguire solo in parte il problema della tossicodipendenza, ma che per fortuna c'era la Comunità Demos collegata a Via Antica Zecca che svolgeva questo servizio.
Diceva l'Assessore: "All'interno di questo contesto riteniamo che ci possa essere spazio operativo per tutti anche perché uno dei principi fondamentali riguarda le sinergie pubblico-privato e le sinergie con il cosiddetto terzo settore, cooperative sociali e non profit?" e ancora: "? ma la Demos è un programma operativo, un progetto che è stato finanziato anche con l'intervento dell'Assessorato regionale della sanità e sotto questo punto di vista riteniamo che se ci si mette attorno a un tavolo si potranno dare delle risposte esaustive ai Valdostani e dare una risposta concreta alle esigenze della cooperativa?".
L'Assessore aveva sottolineato che c'era la volontà: "? Significa che riconosciamo alle cooperative sociali la necessità per la Valle d'Aosta dei posti indicati nel piano socio-sanitario per cui verranno finanziati indipendentemente dal numero degli utenti che saranno presenti giornalmente negli stessi centri".
Quindi adesso noi togliamo tutto perché non c'è più nessun utente, però prima dicevamo di capire il problema, di giustificare la presenza delle cooperative e di essere disposti come Regione a finanziarli indipendentemente dal numero degli utenti che saranno presenti giornalmente negli stessi centri.
Ci sono delle cose che si contraddicono, secondo me, pertanto invito l'Assessore a riprendere in mano questa questione perché oggi si decide di togliere la possibilità a questa cooperativa di svolgere un servizio perché non ha più utenti, mentre l'anno scorso eravamo decisi a dare finanziamenti anche in mancanza di utenti perché comunque questi enti svolgono un servizio importante e per cercare di mettere assieme le sinergie pubbliche e private e quelle delle cooperative sociali non profit. Tanto più che gli stessi responsabili della cooperativa hanno detto di aver seguito, nel secondo semestre 1998, 26 persone anche perché il problema dell'alcoolismo è un po' diverso, non è che vengono ricoverate queste persone, ma molte volte si tratta di colloqui; quindi molte volte queste persone, che avevano già svolto dei programmi negli anni precedenti, facevano solo dei colloqui e molte volte questi colloqui potevano essere fatti anche in luoghi diversi, non appositamente nella Villa Brezzi.
Questo per dimostrare che è un problema di difficile interpretazione, però sta di fatto che oggi abbiamo tolto la possibilità di operare ad una cooperativa sociale, Via Antica Zecca, che svolgeva un servizio importante visto che era l'unica che aveva una struttura e poteva svolgere attività dal punto di vista privato e anche perché il problema dell'alcoolismo è un problema molto importante in Valle d'Aosta e merita una particolare attenzione.
Mi auguro che ci sia un ulteriore incontro con l'Assessore in modo da trovare un qualcosa che possa permettere di raggiungere una certa armonia o comunque che si possa come Amministrazione regionale trovare un'altra struttura che svolga questo servizio che riteniamo sia più che mai indispensabile.
