Objet du Conseil n. 808 du 30 juillet 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 808/XI Ritiro di mozione: Iniziative per l'ammissione ai contributi della legge 10/90 dei materiali denominati "losa di serizzo" e "losa di courtil".
Mozione Richiamata la L.R. 10/90 recante "Norme concernenti l’obbligo di costruzione del manto di copertura in lose di pietra e la disciplina dei relativi benefici economici" ed, in particolare, l’allegato A alla legge che definisce i requisiti di accettazione;
Rilevato che, nel corso degli anni, vi sono state delle difficoltà di applicazione e/o interpretazione dei contenuti dell’allegato per cui, in alcuni casi, uno stesso tipo di materiale è stato ritenuto idoneo ai fini dei contributi mentre altre volte lo si è rifiutato, la qual cosa ha generato dei contenziosi tra l’Amministrazione regionale e i privati;
Tenuto conto che, a titolo di esempio, tra i materiali soggetti ad una, per così dire, "valutazione incerta" vi sono la losa di serizzo e la losa di pietra di courtil, le quali hanno dimostrato nel tempo la loro idoneità alla copertura dei tetti degli edifici presenti nella regione;
Sottolineato che, in particolare la losa di courtil, risulta essere utilizzata in Valle d’Aosta fin dal secolo scorso;
Richiamata infine la certificazione di idoneità rilasciata dal Politecnico di Torino;
Il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta a mettere in atto gli strumenti necessari affinché anche i materiali di cui alla premessa vengano ammessi a pieno titolo tra quelli assoggettabili ai contributi di cui alla L.R. 10/90.
F.to: Collé - Marguerettaz - Lanièce - Comé - Viérin M.
PrésidentLa parole au Conseiller Collé.
Collé (Aut)Abbiamo voluto presentare in Consiglio questa mozione, perché ci risulta che ci siano alcuni problemi per quanto riguarda i contributi relativi alla legge n. 10/90.
In modo particolare i problemi derivano dall'allegato A, che dice: "Le lose impiegate per la copertura devono presentare superfici a spacco e contorno irregolare a spacco". Da qui va a spiegare il materiale che specificità deve avere e ne fa un elenco completo.
Dicevamo difficoltà di applicazione, perché in questi anni e per quanto siamo venuti a conoscenza vi sono stati e vi sono dei problemi, legati, secondo noi, ad un'interpretazione che viene data dagli uffici, sulla quale gli uffici stessi ammettono di avere alcune difficoltà. Quest'interpretazione ha generato in questi anni dei ricorsi, attualmente in corso, in modo particolare quello di cui sono venuto a conoscenza è il ricorso Guichardaz-Courmayeur. Ci sono dei contributi in sospeso, ci sono dei contributi che sono stati negati. Ho chiesto agli uffici se si poteva sapere - anche per essere più preciso in Consiglio - quanti di questi contributi fino ad oggi erano stati negati per problemi relativi o alla losa o al contorno che la losa può avere, ma ad oggi non ho avuto risposta. Sicuramente l'Assessore ne sarà al corrente e ce lo dirà.
Partiamo con il dire che da come viene spiegato nell'allegato A, le lose dovrebbe essere a spacco e non segate, tuttavia negli anni le lose, come la losa di serizzo e la losa di pietra di courtil, pur non essendo lose non a spacco, ma segate, hanno ottenuto i relativi contributi. Quindi il problema è di capire se l'Amministrazione regionale intende dare un'indicazione precisa e non far sì che i cittadini valdostani possano trovarsi in difficoltà, così come è avvenuto e come sta avvenendo.
Non voglio entrare nel merito se la losa a spacco piuttosto che quella segata abbia tutte quelle specificità che la legge richiama. Mi sono permesso di andare a fare un giro e ho anche fotografato alcuni tetti della Valle d'Aosta: la losa di Bergamo, la losa di Luserna, la losa di Norvegia, serizzo, serpentino, losa di courtil. Andando a visionare questi tetti, ci troviamo di fronte ad alcune situazioni che ritengo spiacevoli, nel senso che ci sono dei tetti che a vederli sono molto belli, che però non hanno ottenuto il contributo da parte della Regione, così come abbiamo visto alcuni tetti che, con la specificità e la storia valdostana hanno ben poco a che vedere; mi riferisco al serpentino: non so cosa i nostri uffici possano trovare in questa losa che è una losa squadrata, quadrata, che non ha niente d'irregolare, però questo serpentino non ha alcun problema ad ottenere il contributo, mentre altre lose hanno dei problemi.
Mi sono altresì trovato di fronte ad un chilometro di distanza con lo stesso materiale, un tetto ha ottenuto il contributo e un altro tetto non lo ha ottenuto.
La losa di Bergamo, che è quella più conosciuta in Valle prima che arrivasse la Norvegia, è una losa che dopo 5-6 anni si arrugginisce e non offre quel bel spettacolo che noi vorremmo vedere sui nostri tetti. Del serpentino ne parlavo prima. Poi c'è questa losa di courtil, e la Consigliera Charles più di me conoscerà la storia di questa losa, che è citata nei libri di storia a partire dal 1800?
(interruzione della Consigliera Charles Teresa, fuori microfono)
? prima addirittura? e paradossalmente questa losa ha dei problemi ad ottenere la contribuzione. Questa losa fra l'altro ha coperto Les Murasses che la Regione sta in questo momento ristrutturando. E oggi che andiamo a ristrutturare questa casa importante, nonostante sul capitolato sia citato che il manto di copertura dovrà essere di losa valdostana, sembra che invece non sarà una losa valdostana a coprire questo tetto, ma una losa dei Paesi nordici.
Pertanto abbiamo voluto presentare questa mozione, per vedere se anche all'Assessore risulta che ci siano dei problemi d'interpretazione o altro, e soprattutto per capire se è intenzione dell'Amministrazione regionale mettere mano a questa legge, che sta creando alcuni problemi. Gli stessi uffici ci hanno informato che i problemi ci sono, che stanno lavorando su interpretazione, e che sarebbe utile andare a chiarire bene tutti questi aspetti che sono legati alla legge di cui stiamo parlando.
Una cosa che a nostro avviso fa un po' specie e di cui siamo venuti a conoscenza - poi l'Assessore ci dirà se è vero o meno - è che il Politecnico di Torino abbia dato la certificazione sia alla losa di serizzo così come alla losa di courtil. Non so se il Politecnico sia l'organo preposto, l'Assessore ce lo dirà; mi sembra che ci sia una corrispondenza fra la Regione, Ufficio tetti in lose e Politecnico, non sono riuscito a trovare nessuna delibera e non ho trovato nessun incarico, però mi risulta che ci sia una corrispondenza in corso da più tempo, e mi risulta anche che il Politecnico di Torino abbia dato una certificazione di validità, d'idoneità sia a una losa che all'altra.
Il problema che volevamo sottoporre è questo. Chiediamo che soprattutto per i cittadini non vi siano dei problemi e quindi chiediamo che si vada a definire meglio una legge che crediamo in modo particolare per quanto riguarda l'allegato A non sia troppo chiara. Quindi chiediamo alla Giunta e all'Assessore, in modo particolare, se vuole andare a chiarire questa legge, affinché non vi siano più problemi d'interpretazione e soprattutto affinché cittadini valdostani, che hanno fatto un tetto e hanno speso diversi milioni di lire, non si trovino in condizione di non avere il contributo perché lo stesso è stato rifiutato dagli uffici.
PrésidentLa parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV)Le Conseiller Collé a rappelé quelques-uns des éléments qui sont à la base de la loi n° 10/90.
La loi n° 10 se propose de promouvoir dans les zones d'intérêt historique ou environnemental la construction des toitures en lauze veillant au respect des couleurs, des caractéristiques technologiques et de la technique aussi de pose des toitures anciennes. L'article 5 de ladite loi renvoie à l'annexe A qui vient d'être cité; ce que M. Collé vient de dire est confirmé dans l'annexe A, c'est-à-dire que les lauzes doivent avoir un clivage et un contour irrégulier et des caractéristiques techniques susceptibles de garantir la durée du matériel dans le temps, et cetera.
Evidemment il y a eu des problèmes d'interprétation, le recours qui a été cité c'est un recours qui a été présenté dans le temps au Tribunal administratif; nous nous rendons compte que nous ne pouvons pas, sur des problèmes d'interprétation, faute de clarté de la loi, quant à certains cas particuliers en ce moment, donner des définitions qui pourraient être favorables ou défavorables aux citoyens, sans avoir une certitude meilleure à cet égard. C'est pour cela que nous sommes en train de travailler avec les bureaux, pour porter une meilleure définition en ce qui est de l'annexe A quant aux caractéristiques des lauzes.
Donc nous ferons une modification de loi, modification qui sera soumise à cette Assemblée j'espère en l'automne prochain, mais je veux souligner quelques aspects à ce sujet, parce que j'avoue que je suis venu ici au Conseil un peu démuni, car je n'ai pas tous les éléments que M. Collé a demandés. J'avais porté mon attention sur les prémisses de la motion et sur son contenu.
Jusqu'à présent n'a pas été soumise à évaluation la lauze telle ou telle autre, la lauze de courtil plutôt que la lauze de Norvegia, et ainsi de suite, ce n'est pas la définition de provenance qui crée des problèmes.
Ce sont les caractéristiques portées à l'annexe A qui ont été soumises à évaluation, et là je reprends des arguments que M. Collé a portés: faute de clarté, alors cette interprétation a pu créer des problèmes. Mais il doit être clair que ce n'est pas une définition, qui établit que la lauze d'un côté plutôt que de l'autre est admise à contribution ou non; ce sont les caractéristiques qui sont définies et de cette définition il en découle que certaines lauzes, indépendamment du lieu d'origine, aient pu être acceptées ou non acceptées. Donc la lauze de courtil, comme toute autre qui est certifiée et qui correspond aux qualités prévues à l'annexe A, est déjà à présent reconnue, si elle a un clivage et un contour irrégulier comme cela est dit dans l'annexe A.
Bien sûr la possibilité d'avoir un manque de clarté existe, et donc ce que nous devrons faire c'est de rendre plus adhérentes à l'esprit de la loi n° 10 les caractéristiques des toitures qui devront être mieux détaillées, afin que les aides financières allouées par le biais de cette loi, soutiennent l'esprit même de la loi qui permet d'avoir ce respect dans les zones d'intérêt historique ou environnemental, c'est-à-dire la construction de toitures en lauzes veillant au respect des couleurs, des caractéristiques technologiques, et cetera.
Cette meilleure définition de l'annexe A devrait permettre aussi de ne pas arriver à un financement généralisé à toutes couvertures, y compris certaines couvertures en carrelage de pierres qui seront sans doute particulières, mais qui n'ont rien à voir avec la couverture en lauze.
Nous adopterons, dans le futur proche, les mesures nécessaires pour faire respecter l'utilisation des matériaux garantissant la pleine application de la loi n° 10 dans son esprit, et aussi des techniques de travail et de pose de ces matériaux, parce que la loi renvoie aux techniques de pose des toitures anciennes.
Pour revenir à la motion, si on demande de reconnaître tel ou tel autre type de lauze, donc la dénomination d'une lauze d'un côté plutôt que de l'autre, cela est déjà assuré par la loi, parce qu'aucune lauze n'est exclue par la loi, provenant d'un côté ou de l'autre. Ce que la loi et l'annexe A définissent c'est le type de matériel et donc le clivage et le contour des lose. Là je répète que la situation n'est pas très claire; en ce sens nous nous sommes engagés à apporter une modification à la loi.
Si le problème - au-delà du contenu de la motion - est celui que M. Collé a évoqué tout à l'heure, qu'on doit revenir sur ce type de description et donner une meilleure définition, là nous sommes d'accord; nous sommes en train de travailler à un projet de loi.
Je demanderai donc, en accord avec M. Collé sur ce thème, de bien vouloir retirer la motion, car l'engagement sera celui de porter ce projet de loi en discussion au Conseil.
PrésidentLa parole au Conseiller Collé.
Collé (Aut)Ringrazio l'Assessore per la risposta. Diciamo intanto che l'Assessore ha condiviso la presentazione di questa mozione, perché abbiamo sollevato un problema che esiste, che non è solo condiviso da noi, ma credo dallo stesso Assessore. C'è un problema d'interpretazione e mi permetta, Assessore, non solo su come viene posato il materiale, ma anche sul materiale. Quindi il problema è duplice: su come viene posato e sullo stesso materiale.
Credo che, come in tutte le cose, dovremo lavorare con il buon senso e prima di fare qualsiasi cosa, andiamo a vedere alcuni tetti valdostani e andiamo a renderci conto di come questi sono fatti, perché ho visionato in questo mese una quindicina di tetti di diversa tipologia e mi sono reso conto come alcuni tetti di un certo materiale possano essere tranquillamente non solo bene integrati, ma possano rappresentare meglio quelle specificità che sono citate in legge, piuttosto che altri materiali che da tanto tempo in Valle d'Aosta stiamo usando.
Ritiro la mozione, perché lo spirito credo che vada nella stessa direzione, cioè quella di andare a rivedere la legge, quella soprattutto di andare incontro ad una chiarificazione soprattutto per i cittadini valdostani, che oggi in molti si sono trovati in difficoltà.
Lei parlava prima del ricorso; mi sono stupito come di fronte a un ricorso vinto la prima volta, perso dalla Regione, vinto di nuovo la seconda volta, la Regione vada al Consiglio di Stato. Sono andato a vedere questo tetto e sinceramente non riesco a capire le motivazioni degli uffici.
Lei ha parlato di "carrelage", credo che voglia dire piastrelle di marmo o qualcosa del genere; no, non siamo qui a dire che in Valle d'Aosta si possano piastrellare i tetti. Siamo qui a dire invece che là dove si vede un bel tetto, è giusto che questo possa continuare ad essere ed è giusto che i Valdostani abbiano libertà di scelta su più materiali.
Aspetto che l'Assessore entro l'autunno possa portare questa modifica alla legge in Consiglio regionale, per poi tornarci sopra.
