Objet du Conseil n. 683 du 9 juin 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 9 JUIN 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 683/XI Notizie in merito ad una richiesta di riesame della valutazione negativa sulla compatibilità ambientale del progetto della pista agricola Vedun-Clapey. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto della valutazione negativa sulla compatibilità ambientale del progetto della pista agricola Vedun-Clapey in Comune di Avise, espresso dal Comitato scientifico per l'ambiente;
Appreso che in data 7.5.1999 l'Assessore regionale al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche ha inviato al Presidente del Comitato scientifico una lettera per richiedere un "riesame dell'argomento, con invito a valutare a quali eventuali condizioni e limitazioni potrebbe essere rilasciato un parere favorevole";
Ritenuto che tale richiesta sia del tutto irrituale e costituisca un'indebita ingerenza nell'attività del preposto Comitato scientifico;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
L'Assessore competente per sapere:
1) quale norma di legge consente o prevede la richiesta di riesame da parte dell'Assessore competente;
2) se, in passato, vi sono già state simili procedure e quali sono gli intendimenti per il futuro;
3) quali sono le ragioni e le valutazioni che lo hanno spinto ad inviare la missiva in esame.
F.to: Curtaz - Marguerettaz
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Scopo dell'interpellanza è quello di ottenere dei chiarimenti e di portare all'attenzione del Consiglio una vicenda che io definisco brutta e che spero al termine della discussione di non dover definire bruttissima.
Si tratta di un'interferenza a mio giudizio indebita che l'Assessore competente ha esercitato nei confronti dell'abrogando Comitato scientifico per l'ambiente.
Cosa è successo? È successo in riferimento a questa pista agricola, Vedun-Clapey in Comune di Avise, che il Comitato scientifico per l'ambiente dà un parere negativo. Secondo la legge vigente, l'Assessore poteva fare due cose: poteva prendere atto di tale parere negativo, poteva portare il progetto in Giunta motivarlo adeguatamente ed approvarlo, ma in questo caso non ha fatto né la prima cosa né la seconda.
Ha preso carta e penna e ha inviato al Presidente del Comitato scientifico per l'ambiente una lettera in cui, dimostrando di conoscere bene la materia, alla fine chiede una cosa a mio avviso sconcertante perché, a fronte di un parere definitivo ancorché consultivo e derogabile - bastava un'adeguata deliberazione della Giunta -, dice: "Alla luce di quanto esposto, si richiede al Comitato scientifico per l'ambiente il riesame dell'argomento con invito a valutare a quali condizioni e limitazioni potrebbe essere rilasciato un parere favorevole che potrebbe consentire…" eccetera.
Questi sono i fatti, poi io non so come il Comitato scientifico per l'ambiente abbia preso quella lettera; penso che se quel comitato è composto da persone serie, l'abbiano presa e l'abbiano buttata nel cestino perché era irricevibile.
Ci interessa sapere quale procedura sia mai stata adottata visto che si tratta di una procedura "contra legem".
Non vorrei che l'Assessore ci rispondesse che ha anticipato quella che sarà una futura procedura per certi versi analoga prevista dalla nuova legge. Non vorrei perché intanto si applicano le norme vigenti e non quelle abrogate né quelle in divenire, non vorrei perché in secondo luogo la lettera porta la data del 7 maggio, quindi ben prima che il Consiglio regionale approvasse la nuova normativa e se questa fosse la risposta, direi che sarebbe un taccone peggiore del buco.
Fatta questa descrizione e censurata quella che a nostro giudizio è un'indebita ingerenza sull'attività di un comitato scientifico a cui l'Assessore, ripeto, poteva tranquillamente derogare seguendo le indicazioni di legge, chiediamo in base a quale norma l'Assessore abbia ritenuto di agire, se in passato vi siano state simili procedure o anche simili prassi - mi interesserebbe sapere se è già successo una volta in tutti questi anni - e quali sono le ragioni e le valutazioni che lo hanno spinto ad inviare la missiva in esame perché non vorremmo scoprire - e spero che l'Assessore voglia tranquillizzarmi in questo senso - che dietro a queste pressioni ci siano interessi privati da parte di qualcuno.
Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Devo confessare un certo stupore, Consigliere Curtaz, e anche un po' d'irritazione, me lo consenta, per come ha concluso. Non è nel suo stile, me ne dispiace. Dicevo stupore e anche un po' d'irritazione, evidentemente non per l'interpellanza in sé perché questo fa parte della logica e delle giuste attribuzioni di questo Consiglio, ma perché questa vicenda è il risultato che conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, che qualcuno dei membri del Comitato scientifico per l'ambiente confonde i ruoli se è vero, come è vero, che invece di chiedere spiegazioni all'Assessore, ha pensato bene di rivolgersi al Consigliere di riferimento.
Dicevo stupore perché il fatto che l'Assessore competente, e quindi fino a prova contraria membro di quell'organo a cui compete deliberare in materia di valutazione d'impatto ambientale, abbia invitato un proprio organo consultivo, perché questo è il Comitato scientifico per l'ambiente, a riesaminare un proprio parere in quanto fondato su presupposti in parte palesemente errati, ma nel merito entrerò successivamente perché due sui tre presupposti su cui si fonda il parere del comitato sono palesemente errati ed infondati, dicevo stupore perché, che questo fatto diventi oggetto di un'interpellanza, è sorprendente. Evidentemente facciamo valutazioni diverse rispetto al ruolo degli organi consultivi e ne prendo atto.
Dirò sin dalla premessa che per me è chiaro che la considerazione svolta in premessa dell'interpellanza circa l'irritualità e circa l'indebita ingerenza dell'Assessore nell'attività del comitato scientifico è destituita di ogni fondamento, non sta in piedi, non esiste, adesso ci arriviamo…
(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)
… Se è vero che nessuna norma prevede espressamente la possibilità di richiedere il riesame, è altrettanto vero che nessuna norma lo vieta e dunque questo è consentito ed è legittimo, caro Consigliere Curtaz.
Questo è un approfondimento che peraltro ho fatto e rispetto a questo gli uffici mi hanno messo nero su bianco - ho il conforto dell'Ufficio legislativo del Consiglio neanche della Giunta - quando un Consigliere del mio gruppo propose d'inserire, approvando il disegno di legge il comma 2 dell'articolo 15 che, ripreso dalla legge sull'impatto ambientale di Trento, prevede espressamente, questa volta sì, la possibilità di richiedere il riesame per la Giunta e quindi per l'Assessore. Ripeto, consentito e legittimo.
Personalmente trovo incredibile che ci si stupisca del fatto che all'interno di una procedura che si conclude con una delibera di Giunta l'Assessore proponente la delibera, che quindi ha rispetto alla collegialità della Giunta una certa responsabilità o perlomeno deve rispondere di quello che porta all'approvazione, constatati alcuni evidenti strafalcioni contenuti nel parere del comitato e riportati nel testo della delibera, abbia voluto dare - perché io ho voluto dare - la possibilità all'organo consultivo di riesaminare ed approfondire la questione, magari riparando ad evidenti errori di valutazione che dimostrano l'assoluta non conoscenza dei luoghi o magari anche la malafede di qualcuno che, non fosse altro per le sue origini, i luoghi li dovrebbe conoscere, ma che ha dato al comitato, scrivendolo pure, indicazioni sicuramente non corrette che hanno tratto in inganno il comitato stesso perché, ripeto, due delle tre argomentazioni sono palesemente infondate; scrivere così come è stato scritto nel parere del comitato che la zona non pare adatta a causa delle sue caratteristiche fisiche e di pendenza diffusa ad accogliere il pascolo di bestiame bovino, non solo è falso, ma è anche ridicolo.
Dire e scrivere che la realizzazione del tracciato costituirebbe la realizzazione di una viabilità ad anello, che comporterebbe probabili aumenti del traffico automobilistico non è vero in quanto l'anello c'è già e la viabilità su quelle strade poderali - meglio di me sa il Consigliere - è regolata dalla legge n. 17/85.
Dicevo che per me è incredibile che ci si stupisca, a meno che non si voglia fare della dietrologia, e mi dispiace, Consigliere Curtaz, lei ha concluso in una maniera che mi conferma che è intenzione fare della dietrologia.
Per quanto riguarda il passato, rispondo al secondo punto, gli uffici mi scrivono che non risultano agli atti lettere con richiesta di riesame. Aggiungo che in passato chi mi ha preceduto ha alle volte utilizzato prassi diverse e di fronte a pareri non condivisi ha spesso insabbiato evitando di portare all'approvazione della Giunta le relative delibere; posso fornire accurata ed approfondita documentazione. Per il futuro, a scanso di equivoci e d'interpretazioni, il Consiglio ha appena votato l'articolo 15, comma 2, della legge di modifica alla legge n. 6/91 che espressamente prevede la possibilità per la Giunta e quindi per l'Assessore di richiedere il riesame.
In sintesi, quindi, il fatto che ad una richiesta che a me pareva di assoluto buon senso, che andava nella direzione di dare la possibilità al comitato di riconsiderare valutazioni espresse su motivazioni in parte infondate, invece di esaminare subito il merito, magari accogliendo la proposta dell'Assessore di essere sentito dopo aver fatto un sopralluogo congiunto perché questo ho chiesto nella lettera citata, si sia preferito dibattere in perfetto giuridichese della ritualità o dell'irritualità della procedura o delle supposte prevaricazioni dell'Assessore, ecco a me tutto questo fa sinceramente un po' sorridere e - aggiungo - in qualche modo mi conferma della bontà delle modifiche che abbiamo apportato alla legge n. 6/91.
In conclusione, nessuna stranezza, Consigliere Curtaz, nessuna irritualità e soprattutto nessuna indebita ingerenza. Se ho peccato, si è trattato forse di lesa maestà nei confronti di chi troppo spesso crede a torto di essere depositario unico della scienza e della verità, ma soprattutto non ama e non accetta di essere messo in discussione. Voglio aggiungere che non sono pentito e neanche dispiaciuto; posso assicurare i consiglieri che, qualora si ripresenti un caso analogo, non esiterò a riproporre una richiesta di riesame perché questo fa parte del corretto rapporto che deve esistere all'interno degli organi di una sana amministrazione. Le ragioni e le valutazioni che mi hanno spinto ad inviare la missiva attengono il merito, posso consegnare copia della lettera, credo che sia già in possesso del Consigliere e quindi concludo non avendo altro da aggiungere.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Innanzitutto sul tema della legittimità perché fra tutte le cose che ho sentito questa mi sembra la più incredibile: che nel diritto amministrativo tutto quello che non è vietato è consentito. Questa non l'avevo mai sentita. Non sono amministrativista, ma mi piacerebbe vedere a quattr'occhi quale ufficio legale della Regione osa dire una cosa del genere, ma voglio fare un esempio per far capire come sia assurda questa tesi.
Qui ci sono tanti sindaci, immaginiamo che di fronte a un parere negativo della commissione edilizia comunale, a cui il sindaco può derogare, invece di prendersi la responsabilità di derogare, il sindaco chieda il riesame. Ma dove esiste questa cosa qua? Ma chi l'ha mai fatta? Tant'è che la legge di valutazione d'impatto ambientale reca la data del 4 marzo 1991, sono passati otto anni, in otto anni è una prassi che non è stata mai seguita, è stata inaugurata in questo caso. Ed è una prassi che ripeto è illegittima.
Non ho un particolare stile da salvaguardare, se l'Assessore pensa che ci sia stata una caduta di stile, mi dispiace, ma non era questo lo scopo. Ho soltanto detto: "Caro Assessore, lei con questa vicenda la dietrologia se la va a cercare" e spiego il perché. A parte che non ha risposto alla mia domanda, diciamo di basso profilo, perché non l'ho sentita una risposta, cioè se ci sono interessi privati oppure no, ma lei aveva la possibilità di derogare a questo parere, di dire con una delibera di Giunta a questi Signori che hanno completamente sbagliato.
Io non sono entrato nel merito di questa vicenda intanto perché non la conosco, non ho motivo di discutere che le argomentazioni che lei ha oggi portato all'attenzione del Consiglio siano valide o meno valide, ma non è questo il punto; il Comitato scientifico per l'ambiente avrà sbagliato, ha sbagliato tante altre volte e l'ho criticato io stesso, non c'è nessun particolare esperto "deus ex machina" all'interno del Comitato scientifico per l'ambiente. Io dico solo che la procedura corretta era quella di acquisire un parere e se il parere è negativo, la Giunta può fare una deliberazione positiva motivandola. Il fatto che si richieda di rivedere il parere, dà adito a tutte le dietrologie del mondo, abbia pazienza perché significa che lei non ha voluto prendersi in quest'occasione le sue responsabilità, di questo si tratta e mi dispiace.
Non ho altro da aggiungere. Lei ha detto che se si ripresenterà il caso, lo rifarà, ma lo rifarà per forza perché adesso la legge nuova che entrerà in vigore lo consentirà. Certo che lo farà e questa volta lo farà legittimamente, quindi non ho niente in contrario che la prossima volta lo faccia, non sarò certo io a fare questioni se lo farà, però fintanto che la legge in vigore è attuale, andava applicata nella sua pienezza.
