Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 540 du 7 avril 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 7 AVRIL 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 540/XI Intendimenti circa l'attuazione delle disposizioni concernenti l'autonomia scolastica. (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto della delibera di Giunta n. 818 del 22 marzo 1999 concernente disposizione transitorie per l'anno scolastico 1999/2000, in merito alla razionalizzazione degli istituti, all'autonomia e alla dirigenza scolastica;

Considerato che la Valle d'Aosta è tuttora priva delle norme regionali che, in base al comma 20 dell'art. 21 della legge 59/97, diano attuazione alle disposizioni concernenti l'autonomia scolastica e il dimensionamento degli istituti;

Constatato che in data 25 febbraio 1999 è stato emanato il DPR che regolamenta l'attuazione dell'autonomia nelle scuole, aprendo spazi di ampia autonomia ed indicando strumenti innovativi, anche nella fase transitoria;

Considerato che nella succitata delibera vengono sollecitate iniziative finalizzate a sperimentare forme di autonomia scolastica nell'ambito della didattica e dei curricoli,

La sottoscritta Consigliera regionale:

Interpella

l'Assessore competente per conoscere:

1) quale è il quadro normativo di riferimento delle scuole valdostane che nel prossimo anno scolastico 1999/2000 intendono sperimentare innovazioni metodologiche e didattiche;

2) quali sono le intenzioni del governo regionale circa l'esercizio della facoltà di disciplinare con propria legge le materie di cui all'art. 21 della legge 59/97, e quali i tempi e le procedure previste;

3) per quale motivo la scuola valdostana, che si era caratterizzata per sperimentazioni innovative, anticipatrici di scelte politiche a livello nazionale, da alcuni anni si trova a segnare il passo e a rincorrere quanto viene deciso a livello nazionale.

F.to: Squarzino Secondina

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Il tema dell'autonomia scolastica prende le sue forme già con la legge n. 59/97, legge "Bassanini", il cui articolo 21 introduce nuovi comportamenti amministrativi nell'ambito della gestione delle scuole. Recita l'articolo che "alcune funzioni dell'amministrazione centrale e periferica della pubblica istruzione in materia di gestione del servizio di istruzione sono progressivamente attribuite alle scuole con personalità giuridica", poi indica le modalità con cui si esercita tale autonomia, indica quali sono le condizioni che consentono agli istituti di avere quest'autonomia oltre agli ambiti principali di esercizio di quest'autonomia. Al comma 8 specifica che questa si esplica nell'"utilizzare risorse e strutture", nell'"introdurre tecnologie innovative", nel "superare certi vincoli in materia di unità oraria delle lezioni, di unitarietà del gruppo classe, delle modalità di riorganizzazione delle risorse umane" e via dicendo.

Tra l'altro quest'articolo 21 della "Bassanini" dice al comma 20 che tutta questa materia relativa all'autonomia scolastica sarà disciplinata con propria legge dalle Regioni a Statuto speciale; è quella stessa legge con cui doveva essere regolamentata la quarta prova di francese agli esami di Stato.

Due anni fa è stato definito il quadro dell'autonomia scolastica ed è stata data alla Regione Valle d'Aosta la possibilità di disciplinare con propria norma la materia dell'autonomia. Nel frattempo, nel restante territorio nazionale, sono stati attivati gli strumenti normativi che realizzano le condizioni per l'esercizio di quest'autonomia. Già nel giugno dello scorso anno con DPR n. 233 sono stati definiti i criteri con cui vanno dimensionati gli istituti in modo da essere sufficientemente grandi da poter giustificare la qualifica di dirigente al proprio direttore didattico o preside o capo di istituto. Si è chiesto anche alle varie regioni e province di definire un piano entro dicembre 1998 per indicare, a partire dal prossimo anno scolastico, quali sono le scuole che hanno questo riconoscimento di autonomia scolastica, quindi vengono ridefiniti dal punto di vista territoriale anche i vari istituti, vengono fatti i vari accorpamenti necessari anche a livello verticale perché ogni raggruppamento scolastico abbia una sua sufficiente consistenza.

Precedentemente era stata definita, con decreto legislativo del marzo 1998, la qualifica dirigenziale dei capi di istituto ed era stato anche detto che per questi capi di istituto era necessario procedere a delle attività formative.

Recentemente, il 25 febbraio, è stato emanato il DPR in materia di autonomia scolastica che provvede a definire l'applicazione di quest'autonomia a partire dall'anno scolastico 2000, nel frattempo però indica in una norma transitoria anche alcune caratteristiche dell'autonomia in questo prossimo anno scolastico.

In questi due anni cosa abbiamo fatto noi? Sono state emanate due delibere di Giunta. In quella dello scorso anno sono indicate alcune linee provvisorie di azione, fra le quali no alla sperimentazione di nuovi indirizzi, no alla soppressione o istituzione di nuove scuole a meno che non ci siano dei numeri piccolissimi; è stata altresì introdotta la possibilità di sperimentare alcune flessibilità nell'articolazione dell'orario, nell'articolazione delle classi e anche nella durata delle lezioni.

La cosa interessante della delibera dell'anno scorso era la costituzione di una commissione che doveva studiare i criteri per riorganizzare le scuole in Valle d'Aosta, poi in un secondo momento è stato affidato alla Commissione anche il compito di studiare i criteri dell'autonomia. In realtà questi criteri di autonomia non sono stati studiati da questa commissione perché sono una cosa diversa rispetto al ridimensionamento e seguono una logica differenziata. Pertanto sull'autonomia non è stato fatto nulla da questa commissione.

Recentemente con una delibera di Giunta, la n. 818 del 22 marzo 1999, vengono riprese alcune indicazioni provvisorie già presenti nella delibera dello scorso anno per quanto riguarda nuove sperimentazioni: no a nuove istituzioni, no a soppressioni a meno che non ci siano alcuni numeri piccoli, flessibilità di organizzare sia il gruppo classe, sia l'orario, sia la durata delle lezioni; vengono indicate alcune linee innovative che vengono suggerite come sperimentazione; viene detto sì ai corsi di aggiornamento per i futuri dirigenti scolastici.

Qui fra l'altro io mi chiedo: se non è stata ancora fatta la norma sul dimensionamento delle strutture scolastiche, se non è stato stabilito ancora quali sono i centri scolastici che hanno una dimensione tale da sostenere un dirigente, come si può dire che si preparano i futuri dirigenti scolastici se non si sa ancora quante saranno le scuole?

Mi dispiace dirlo, ma come capita molte volte ancora una volta su alcuni aspetti innovativi importanti noi utilizziamo il sistema della delibera invece della legge; la stessa cosa più volte avevamo detto in questi anni senza riuscire mai a giungere ad una soluzione, per esempio l'introduzione dei moduli nella scuola elementare che è retta tuttora da una delibera e non è stata definita da una norma legislativa. Questo a mio avviso introduce degli elementi di debolezza rispetto all'autonomia che le scuole sono chiamate ad esercitare in Valle d'Aosta. Ripeto, non c'è ancora una proposta chiara di razionalizzazione, non c'è nulla per quanto riguarda l'autonomia, nel frattempo è stato emanato questo regolamento a livello nazionale.

Pertanto mi chiedo qual è il quadro normativo entro cui si possono sperimentare innovazioni metodologiche e didattiche, cioè che rapporto c'è fra questa possibilità che abbiamo noi in Valle d'Aosta e quello che transitoriamente è consentito da questo regolamento? E poi, cosa intende fare il Governo rispetto al suo esercizio di facoltà di disciplinare con propria legge la materia sull'autonomia? E per quale motivo questa volta registriamo dei ritardi, mentre in altre situazioni siamo stati innovativi per quanto riguarda le proposte di innovazione didattica?

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Trois sont les questions posées auxquelles je vais donner réponse.

Pour ce qui est de la première, la délibération du Gouvernement régional n° 818/99, portant: "Dispositions transitoires pour l'année scolaire 1999-2000 concernant l'expérimentation, la création et la suppression des établissements scolaires régionaux et lignes directrices pour l'expérimentation de l'autonomie scolaire et l'attribution de la direction aux proviseurs", contient les normes juridiques de référence des institutions scolaires qui au cours de la prochaine année scolaire se proposent de promouvoir des actions novatrices en matière d'autonomie scolaire parmi lesquelles l'expérimentation d'actions didactiques innovatrices.

Je précise que cette délibération, qui a été assumée de la part du Gouvernement régional, a été aussi présentée aux organisations syndicales et a été anticipée au Conseil scolaire régional; un avis favorable à ce sujet a été exprimé par tout le monde.

Le texte préconise de favoriser dans les institutions scolaires de tout ordre et degré la réalisation d'actions novatrices dans le but d'expérimenter l'autonomie scolaire dans le cadre des cours et des filières d'études existants sans préjuger les successives modifications qui s'avéreraient nécessaires en fonction des nouvelles lignes directrices ministérielles et des résultats des travaux du Centre régional d'aide à l'autonomie scolaire. Ces actions doivent poursuivre les finalités suivantes - je les cite -:

a) réalisation d'actions méthodologiques et de filières novatrices concernant entre autres le développement de la didactique bilingue;

b) réalisation d'activités visant l'intégration des institutions scolaires et du territoire au niveau institutionnel, social et culturel en vue de l'amélioration de la qualité de l'enseignement;

c) mise en ?uvre de parcours de formation capables de favoriser l'intégration des élèves handicapés au niveau de la classe, du groupe et du territoire aux termes de la loi n° 104/92;

d) organisation d'activités de soutien spécifique et de rattrapage en vue de l'amélioration du taux de réussite scolaire;

e) réalisation d'activités d'orientation scolaire et professionnelle;

f) mise en place de cours complémentaires en option;

g) réalisation d'initiatives de continuité;

h) introduction de l'enseignement de la langue anglaise à l'école primaire.

Le texte de la délibération préconise aussi de prévoir en tant qu'instrument prioritaire pour la réalisation des objectifs du point 4 l'introduction des éléments de flexibilité suivants:

a) flexibilité du groupe classe, de classe ou de section;

b) organisation de l'emploi du temps et de la durée du cours aux termes des normes des programmes d'enseignement et du contrat de travail en vigueur;

c) adaptation du calendrier scolaire aux termes des normes du texte unique n° 297/94;

d) de prévoir par délibération successive, si nécessaire, des mesures financières d'aide à la réalisation d'initiatives et d'actions prévues au point 4.

Il est entendu que les institutions scolaires intéressées doivent à ces fins donner la priorité aux financements existants et rechercher dans la mesure du possible et par des conventions spécifiques le partenariat et l'aide financière des organismes territoriaux intéressés par les initiatives.

Deuxième question: la Région réglementera par sa propre loi toute la matière aux termes de l'alinéa 20, article 21 de la loi n° 59/97 selon les limites prévues par le Statut spécial et son règlement d'application.

Troisième question: là je dois dire que les considérations précédentes sont la raison pour laquelle il faut attendre l'ensemble des normes de l'Etat avant de procéder aux adaptations nécessaires aux spécificités de l'école valdôtaine et cela afin d'harmoniser le système.

D'ailleurs au cas où les choix régionaux devanceraient les normes de l'Etat et ne correspondraient pas aux dispositions ministérielles, Mme Squarzino, vous-même, en tant que signataire de l'interpellation, vous en demanderiez compte dans l'une des prochaines séances du Conseil.

D'ailleurs de la part de certaines organisations syndicales il a été remarqué comme un fait important celui qu'on puisse décider compte tenu de l'existence d'un cadre complet parce que les décisions qui ont été prises en Italie en ce qui concerne l'autonomie n'ont pas donné de bons résultats. Le fait d'être pressés n'a pas bien fait considérer quelles étaient les retombées négatives à ce propos.

Il est enfin à préciser que le Conseil scolaire régional est en train d'aborder le problème du dimensionnent des institutions scolaires et qu'il exprimera son avis dans un document rédigé par la Commission d'études visée par la délibération du Gouvernement régional n° 418/98.

Je peux vous assurer que l'ensemble des normes régionales sur l'autonomie scolaire sera prêt avant le mois de septembre 2.000 à cette époque les institutions scolaires ayant personnalité juridique auront leurs propres dirigeants scolaires formés à cet effet et pourront exercer leur activité en pleine autonomie.

J'en termine en soulignant de nouveau que ces parcours, ces modalités et ces temps ont déjà été présentés soit aux organisations syndicales, soit au Conseil scolaire régional et que sur ces points nous avons un avis favorable de tout le monde.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Rispetto alle risposte avute non è che sia molto soddisfatta, nel senso che lei mi ha tradotto i vari punti della delibera n. 818/99 che avevo sotto mano e che ho letto. Non è che mi abbia dato elementi nuovi, soprattutto non mi ha risposto rispetto al quadro normativo.

Avevo anche accennato al fatto che questo nuovo regolamento del 25 febbraio prevede delle iniziative per le scuole che sono possibili fin dal prossimo anno scolastico 1999-2000 e che invece, tenuto conto della situazione così come si è venuta a creare da noi, non sono possibili perché all'articolo 12 del regolamento sull'autonomia nella disciplina transitoria si dice che: "Le istituzioni scolastiche possono realizzare compensazioni fra le discipline e le attività previste dagli attuali programmi; il decremento orario di ciascuna disciplina e attività è possibile entro il 15 percento del relativo monte orario annuale".

Allora, questa possibilità di giocare per così dire all'interno proprio del curriculum scolastico fra l'85 percento di materie curriculari di base e un 15 percento, questa possibilità, che è proprio una delle sperimentazioni più interessanti, è attivabile per le nostre scuole? Sembra di no, stante il quadro attuale che lei, Assessore, ha delineato leggendo la delibera in oggetto.

È vero che lei, rispetto ai tempi, ha dato come indicazione il 1° settembre 2000, ma io le ricordo che se tutto è pronto per il settembre 2000, le scuole potranno attivarsi per tutto quello che riguarda i progetti di autonomia molto più tardi perché lei sa benissimo che se una legge è pronta per il settembre 2000, prima che le scuole inizino a fare i programmi e a definire i piani formativi, trascorre un anno.

Non solo, già adesso siamo in ritardo di un anno perché, come ricordavo prima, nel 1999-2000 nelle altre regioni già si sa qual è l'entità delle scuole che hanno una loro autonomia. E questo è importante saperlo adesso per poter fare i progetti dopo. Se io lo so all'ultimo momento, come faccio a progettare? Lei sa benissimo come nella scuola il tempo di progettazione va da un anno all'altro; per lo stesso piano di aggiornamento, lei me lo ricorda, le iniziative vanno predisposte l'anno precedente per l'anno successivo. E ricordo ancora che nell'anno 1999-2000 le altre scuole già potranno applicare queste innovazioni relativamente alla compensazione fra le materie, cose che non possiamo fare ancora.

È vero, credo bene che i sindacati siano d'accordo su queste iniziative perché è comunque un riempire un vuoto, quindi è importante che qualcosa si cominci a costruire, però è un procedere passo a passo, giorno dopo giorno, senza dare alle scuole la certezza di qual è il quadro entro cui il prossimo anno scolastico potranno operare.