Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 505 du 24 mars 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 24 MARS 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 505/XI Campagna di informazione in merito ai reali rischi di valanghe in Valle d'Aosta. (Interpellanza)

Interpellanza Visto l'allarme diffuso nei giorni scorsi da giornali e televisioni nazionali circa il rischio, in questo periodo, di valanghe sul territorio della nostra regione, allarme generato, oltre che dalla tipologia delle condizioni climatiche, anche e soprattutto dalla recente tragedia di Dailley;

Preso atto delle preoccupanti dichiarazioni di albergatori ed operatori del settore turistico, secondo i quali, a seguito di tali informazioni allarmistiche, le località sciistiche della nostra regione sono state accuratamente evitate dai turisti e dagli sportivi, sinceramente preoccupati dalle notizie riportanti l'eventualità di valanghe e slavine anche a ridosso delle piste di sci;

Considerato che la diffusione di notizie così allarmistiche ha generato nell'opinione pubblica l'immagine di una Valle d'Aosta ad alto "rischio valanga", in preda agli elementi scatenati e incontrollabili della montagna; visione catastrofica, questa, assolutamente non corrispondente al vero, che ha avuto come unico risultato quello di scoraggiare chicchessia ad "avventurarsi" nelle nostre località di montagna, e quindi ha prodotto ripercussioni economiche non indifferenti al nostro mercato turistico;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) quali sono i suoi intendimenti circa quanto sopra riportato, ovvero se ha già predisposto o se intende predisporre per l'immediato futuro una opportuna campagna di corretta informazione in merito ai reali rischi di valanghe in Valle d'Aosta e al modo più appropriato per frequentare l'ambiente alpino, che circonda le nostre località sciistiche e di alta quota;

2) se ritiene utile adoperarsi al fine di evitare che l'attuale campagna di disinformazione in merito a quanto sopra debba ripetersi negli anni a venire, costituendo un problema per tutti gli operatori commerciali e turistici della nostra regione e in caso di risposta affermativa come si intende operare.

F.to: Lanièce - Collé - Comé - Viérin M. - Marguerettaz

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Una campagna stampa o meglio di comunicazione pubblica per essere efficace deve rispondere ad almeno due requisiti fondamentali: la sicura provenienza delle fonti di informazione che la rendono possibile e l'esatta trascrizione dei dati che tali fonti forniscono nonché il loro migliore utilizzo a vantaggio dell'utente.

Nel caso della tempestiva, ma quanto mai inesatta campagna divulgativa che i mezzi di informazione italiani hanno disposto subito dopo la tragedia di Dailley, mi pare che almeno uno dei suddetti requisiti sia stato completamente disatteso.

Mi spiego meglio: o i media hanno frainteso o trascurato i bollettini che suppongo gli uffici di stampa della Regione e l'Ufficio valanghe abbiano diffuso in quei giorni oppure i nostri uffici regionali competenti - e questa sarebbe senz'altro l'ipotesi peggiore - non hanno informato correttamente i comunicatori pubblici ovvero i giornali, le televisioni e le radio che si sono dati "un gran daffare" nel dipingere scenari apocalittici sulle nostre montagne.

Mi chiedo altrimenti come avrebbero potuto molti giornalisti, che sicuramente non si sono recati in Valle per constatare di persona la reale situazione e hanno solamente potuto contare su bollettini meteo e su altre testimonianze, scrivere e diffondere notizie così allarmistiche che per fortuna non hanno trovato conferma nei fatti, altrimenti oggi ci troveremmo a fare i conti con tragedie peggiori di quella che purtroppo è successa nella frazione di Morgex. Basti pensare ad alcuni articoli titolati: "Morgex, frazione di Courmayeur" o altrimenti " Dailley, frazione di Morgex, un avamposto turistico di Courmayeur" oppure "Morgex (Courmayeur)", dove apparivano alcune dichiarazioni che non c'entravano per nulla con la realtà. Penso ad alcuni telegiornali nazionali che hanno indicato tutta la Valle d'Aosta come pericolosa dal punto di vista delle valanghe, mentre in altre zone magari non vi era nessuna indicazione e poi purtroppo anche lì si sono verificate delle valanghe.

Mi rendo perfettamente conto che la sicurezza e la tutela della salute pubblica vengono prima di ogni altra cosa, certo prima del benessere economico dei nostri albergatori, ma qui ci si trova di fronte alla situazione opposta. Diffondendo notizie inesatte su eventi calamitosi impossibili non si è tutelata la sicurezza pubblica, ma si è ottenuto un danno economico per i comprensori sciistici e turistici della nostra Valle.

Questo è un fatto che, a prescindere dalle colpe soggettive, non deve più ripetersi e per far sì che non si ripeta più questo fatto riteniamo indispensabile fare due passi: il primo, quello di capire dove è nato l'errore al fine di non ripeterlo più; il secondo, quello di predisporre per il futuro i mezzi adatti a far fronte ad una nuova emergenza di questo tipo.

Ecco perché riteniamo che fin d'ora sia necessario ipotizzare un coordinamento più stretto fra gli Uffici stampa della Regione, la Protezione civile, l'Ufficio valanghe.

Non credo che occorra spiegare qui che una valanga che cade, per ipotesi, nella Val Ferret, non ha nulla a che vedere con le condizioni climatiche di Gressoney ovvero se una zona specifica della Valle può essere interessata ad un fenomeno franoso, non necessariamente devono esserlo anche altre zone; eppure vi ricorderete che dopo la tragedia capitata nella frazione di Morgex più di una testata ha diffuso notizie circa il pericolo di recarsi in qualunque zona della Valle d'Aosta, da Champoluc a Courmayeur come se quella prima valanga fosse solo l'anticipo di chissà quali smottamenti nevosi. Questo è un esempio di come una cattiva informazione possa avere più di una ripercussione negativa.

Abbiamo letto in questi giorni le dichiarazioni a proposito dei rappresentanti dell'ADAVA, ad esempio di Canepa: "La cattiva informazione ci ha seriamente penalizzato, per due giorni certi organi di stampa hanno detto che la zona di Courmayeur era molto pericolosa e che era raggiungibile solo in elicottero, mentre la viabilità stradale era stata interrotta solo per alcune ore. Si sta ripetendo la stessa situazione dell'anno scorso quando i giornali avevano scritto che l'enorme seracco delle Grandes Jorasses stava per cadere su Courmayeur senza sapere che si trovava a circa 15 chilometri dal Paese. Bisogna far capire che la situazione di pericolo è terminata, altrimenti rischiamo di far la fine della costiera adriatica di qualche anno fa quando si disse che tutta la zona era infestata dalle mucillagini, mentre in realtà c'erano solamente alghe in alcuni tratti".

Queste sono state le dichiarazioni rese da Canepa. Altre dichiarazioni sono state fatte da Piero Roullet, Presidente dell'Associazione albergatori che ha evidenziato uno scollamento e la mancanza di un portavoce cosa che ha penalizzato gli albergatori e li ha resi incapaci di gestire la situazione, chiedendo una serena ed approfondita riflessione per evitare il ripetersi in futuro di situazioni analoghe e ponendo l'esigenza di un maggior coordinamento per quanto riguarda la diffusione delle notizie.

Questo è un invito che rivolgiamo all'Assessore e alla Giunta proprio perché gli episodi che prima ricordavo hanno comportato dei danni economici notevoli in quanto la stampa nazionale ed estera su questi fatti ha montato dei casi inesistenti, cioè ha trasformato la nostra Regione in una zona pericolosissima, mentre il pericolo c'era ma era limitato ad una determinata zona; occorre quindi che l'Ufficio stampa della Giunta, che è sempre presente alle manifestazioni, alle mostre, quando arrivano le squadre di calcio di serie A, si mobiliti nel momento in cui purtroppo succedono degli avvenimenti così gravi che possono avere delle ripercussioni sulla nostra economia.

È vero che le disdette sono state limitate al 10 percento, sta di fatto che si tratta pur sempre della difesa dei nostri interessi e della divulgazione della verità.

Per questo motivo vogliamo conoscere con l'interpellanza gli intendimenti della Giunta regionale in merito a questa situazione, sperando che dalle parole dell'Assessore emerga la volontà di cercare in un futuro, prendendo spunto dalla situazione che si è verificata quest'anno e da quella delle Grandes Jorasses, di coordinare meglio gli Uffici stampa in modo che esca un'unica notizia e, nel caso in cui gli organi di informazione nazionali diffondano delle notizie troppo allarmistiche o che "superino" la realtà, di poter intervenire subito con una comunicazione ufficiale per diffondere notizie corrispondenti alla realtà esistente in Valle d'Aosta.

Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (FA) È opportuno fare una considerazione preliminare.

La recente tragedia che ha colpito la frazione di Dailley purtroppo si è inserita in una situazione calamitosa ben più grave in senso generale che ha interessato in modo veramente catastrofico alcune località dell'arco alpino, in particolare le stazioni sciistiche a noi vicine della Francia e soprattutto quelle austriache. È stato quindi inevitabile l'allarmismo generale e la conseguente diffusione di notizie che hanno creato preoccupazione nell'opinione pubblica. Purtroppo alcuni mezzi di informazione non hanno ripreso correttamente le notizie. Da parte dell'Ufficio stampa della Presidenza della Giunta attraverso l'ANCI-ANSA e con contatti diretti con i responsabili delle relazioni, si è cercato di rettificare le informazioni non corrette e di fornire gli elementi utili affinché fosse chiaro che la situazione in quel momento in Valle d'Aosta era totalmente sotto controllo.

Abbiamo però appurato che sovente la fonte delle informazioni sul pericolo di valanghe era il bollettino niveo meteorologico. D'altro canto il bollettino niveo meteorologico è un bollettino che viene diffuso non solo dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, ma da tutte le località dell'arco alpino su uno schema ben preciso.

È chiaro che a fronte di una situazione catastrofica come è stata quella dell'Austria e parzialmente in Francia e anche in Svizzera l'interesse degli organi di informazione era di andare a leggere il bollettino che fra l'altro è diffuso anche su Internet. Ora, questo bollettino non fa riferimento al pericolo di valanghe nelle zone antropizzate, sulle piste di sci o sulle vie di comunicazione, ma dà il pericolo di valanghe in senso lato, valanghe che possono anche cadere in un burrone non antropizzato.

La grande confusione è che si parla di grado del pericolo delle valanghe che è un discorso di tipo generale e non è riferito nello specifico alle stazioni sciistiche o alle arterie di collegamento o peggio ancora alle zone antropizzate.

Nelle scorse settimane, comunque, in collaborazione con l'Assessorato del turismo, l'Ufficio stampa della Presidenza della Giunta e l'Assessorato dell'ambiente, territorio e opere pubbliche da cui dipende questo bollettino, abbiamo provveduto ad inserire su tale bollettino due commi, uno relativo alla situazione dei comprensori sciistici, l'altro relativo alla situazione della viabilità al fine di meglio precisare che, nonostante in alcune zone della Valle ci possa essere un reale pericolo di caduta valanghe, i comprensori sciistici erano e sono aperti e sicuri perché su di essi la sicurezza è garantita dai singoli direttori di pista e sulle strade c'è la percorribilità che è garantita dall'assessorato e dalle amministrazioni locali.

Per quanto riguarda invece gli intendimenti che si vogliono portare avanti per ovviare ad altre situazioni di disinformazione in merito ai reali rischi di valanghe in Valle d'Aosta e per cercare di fornire le notizie appropriate per frequentare l'ambiente alpino, vogliamo annunciare come Giunta che da questa settimana, in collaborazione con l'Ufficio stampa della Presidenza della Giunta, verrà redatto un notiziario turistico settimanale che, oltre ad essere un mezzo promozionale di tutto quanto si fa in questo settore, potrà diventare utile strumento per dare al momento opportuno le comunicazioni sulla situazione della neve o sul pericolo valanghe. Il notiziario, se si presentasse la necessità - mi riferisco ad altre eventuali situazioni di calamità -, potrebbe quindi avere anche uscita quotidiana.

Per evitare di trovarci ancora coinvolti in una campagna di disinformazione, stiamo mettendo a punto, in collaborazione con il Dipartimento del sistema informativo della Presidenza della Giunta, un progetto per installare sulle piste di sci delle telecamere fisse collegate via internet che permettono di avere in tempo reale la situazione sulle stazioni sciistiche e quindi evitare la diffusione di notizie allarmistiche. Queste saranno delle testimonianze oggettive che non potranno essere smentite perché saranno su internet.

È opportuno fare un'ultima considerazione. Non dobbiamo dimenticare che viviamo in una regione di montagna, che con elementi come le valanghe dobbiamo imparare a convivere, evitando di alimentare allarmismi oppure cogliere l'occasione per fare del vittimismo, perché sulle disdette da una verifica che è stata fatta puntuale dall'Assessore risulta che il fenomeno era ridotto ai minimi termini, soprattutto quando questo tipo di fenomeno non riguarda le zone antropizzate oppure piste o collegamenti viari, che possono essere fruibili solo che dopo tutti gli accertamenti sulla sicurezza che già sono previsti, sono stati fatti.

In conclusione, come già detto, saranno fatti tutti gli sforzi possibili - in questo senso possiamo accogliere il suggerimento - per migliorare ancora l'attuale organizzazione per l'informazione, ma nulla potremo fare contro la malafede o la diffusione di notizie parziali, imprecise o peggio ancora false.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Ringrazio l'Assessore per la risposta dalla quale emerge la preoccupazione della Giunta regionale in merito a queste campagne di disinformazione che sono avvenute non solo in quest'occasione, ma anche in passato.

Proprio per evitare in futuro queste campagne di disinformazione, l'Assessore ha annunciato che la Giunta regionale sta mettendo in atto alcuni provvedimenti, fra cui il bollettino, un notiziario settimanale e l'introduzione di telecamere sulle piste; questo vuol dire che da parte della Giunta ci si è resi conto che questa campagna di disinformazione può comportare delle ripercussioni negative. L'Assessore ha detto che le disdette non sono state numerose e anch'io nel mio intervento ho parlato del 10 percento; ovviamente i dati uno li interpreta come vuole, ma si tratta comunque di cercare di evitare in futuro il verificarsi di questa situazione. Era già successo per il seracco delle Grandes Jorasses e si è ripetuto per la tragedia della frazione di Morgex, quindi occorre un'iniziativa da parte della Regione per cercare di tutelare la nostra Valle.

Le iniziative che ha presentato l'Assessore sono positive, speriamo che vengano attuate al più presto in modo che non si possa più verificare il ripetersi di certe situazioni che hanno lasciato l'amaro in bocca a tutti i Valdostani.

Ringrazio e lo invito a mettere in pratica al più presto queste nuove iniziative.