Objet du Conseil n. 444 du 24 février 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 24 FÉVRIER 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 444/XI Ripristino di condizioni di buon funzionamento dell'IRRSAE a seguito di dimissioni di membri del Consiglio direttivo. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto delle dimissioni rassegnate in data 2 febbraio 1999 da cinque membri "valdostani" del Consiglio Direttivo dell'IRRSAE;
Constatato che si tratta di membri eletti o designati dal mondo della scuola, all'interno del Consiglio Direttivo dell'IRRSAE;
Constatato che tali dimissioni sono dettate dal fatto che "permangono " nel Consiglio Direttivo "condizioni tali da impedire l'assolvimento della funzione" affidata ai membri del Direttivo;
Considerato che con tali dimissioni si evidenzia nell'Istituto una situazione di difficoltà più volte emersa in questi anni;
Considerato inoltre le osservazioni critiche fatte dagli stessi operatori dell'IRRSAE.
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere
1. come valuta il gesto di dimissione dei membri del Consiglio Direttivo.
2. come valuta la situazione di disagio e di paralisi che si è venuta a creare all'interno dell'Istituto.
3. come intende procedere per ripristinare nell'Istituto di ricerca condizioni minimali di lavoro e di funzionamento.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti - Curtaz
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Stamani diciamo che i punti all'ordine del giorno sono stati un po' stravolti per cui è anche difficile rispettare tutto perché magari si poteva tornare a quello precedente se fosse arrivato qui l'Assessore Vallet che prima era assente.
Président L'Assesseur Vallet sera absent toute la matinée pour des raisons de travail.
Squarzino (PVA-cU) Dell'IRRSAE si è molto parlato in questo Consiglio, non solo la sottoscritta, ma anche altri, denunciando alcune situazioni di disagio e le difficoltà di gestione. Noi prendiamo atto che non si sono voluti vedere i segnali premonitori che già c'erano e adesso la situazione è esplosa. Quali sono gli elementi che caratterizzano questa situazione ormai esplosa?
Primo, c'è una lettera di dimissioni dei cinque membri del Consiglio direttivo. Qui forse può essere interessante, anche per chi non è addentro alla situazione, sapere che il Consiglio direttivo è formato da 15 membri di cui 4 universitari scelti d'intesa fra la Regione e il Ministro della pubblica istruzione. Di questi 4 universitari 2 si sono già dimessi, precedentemente.
Ci sono 3 rappresentanti della Regione scelti dal Consiglio regionale dei quali 2 si sono già dimessi.
Ci sono 3 docenti del mondo della scuola scelti su una rosa di 6 nomi indicati dal Consiglio scolastico regionale dei quali 1 aveva già dato le dimissioni per motivi di salute, le altre 2 si sono dimesse adesso.
Nel Consiglio direttivo ci sono 5 docenti eletti dai rispettivi ordini di scuola dei quali 1 solo non ha ancora dato le dimissioni.
A questo punto ci troviamo davanti ad un Consiglio direttivo formato da 2 membri nominati dal Consiglio regionale, 2 universitari e 1 preside eletto dal mondo della scuola, un Consiglio direttivo ridotto a 5 persone su 15 e notate che sono assenti proprio le componenti del mondo della scuola, i rappresentanti eletti direttamente dal mondo della scuola o indicati dal Consiglio scolastico regionale. Questo già ci dice che è un fatto molto grave. Non solo ma, mentre le precedenti dimissioni erano dettate da motivi o di salute o di altri impegni, queste 5 dimissioni in blocco segnalano una situazione di disagio, una presa di coscienza collettiva.
Quali sono le motivazioni? La motivazione addotta da questi membri dimissionari del Consiglio direttivo è la constatazione che permangono in questo Consiglio direttivo condizioni tali da impedire l'assolvimento della funzione che è stata loro affidata.
Qui loro non fanno l'elenco di tutti i motivi, ma se uno va a vedere anche solo gli ultimi eventi, si rende conto che non ultimo motivo di queste dimissioni sono le modalità con cui è stato approvato il programma o non approvato il programma, qui è ancora dubbia la cosa perché nella riunione del 10 novembre 1998 appare dai verbali che il programma è stato votato con un numero al limite della legalità. Infatti nella riunione del 21 dicembre 1998 i docenti contestano il verbale precedente, contestano il fatto che loro non avevano affatto dato un assenso al programma per cui c'è una discrepanza proprio nelle cose più importanti che sono il numero legale di persone presenti nel momento di approvazione del programma e le dichiarazioni di votazione o non votazione che questi membri del Consiglio direttivo hanno fatto.
Fra l'altro questi membri del Consiglio direttivo avevano chiesto con forza che fosse discusso in Consiglio direttivo il programma, questo non è stato loro consentito, e guarda caso una serie di osservazioni che questi membri del Consiglio direttivo volevano fare all'interno della riunione sono state poi le stesse che l'Assessorato ha presentato in una lunga lettera ai dirigenti dell'Istituto.
Ora il Consiglio direttivo non può nemmeno riesaminare il programma rinviato dagli uffici dell'Assessorato perché non c'è il numero legale quindi, secondo fatto grave, l'Istituto è senza programma ed è chiaro che tutta una serie di attività che nelle scuola devono essere fatte, sono bloccate o partiranno in ritardo.
Come si è potuto addivenire a questo stato di confusione, alla concomitanza di fatti così gravi? Qui il documento che gli operatori dell'IRRSAE hanno steso ci dà tutta una serie di motivazioni. Sugli organi di informazione vengono indicati chiaramente i punti che vengono denunciati, quindi c'è una denuncia ben precisa.
Si denuncia la totale paralisi delle attività dell'Istituto, si citano le dimissioni congiunte di 5 consiglieri, si fa l'elenco delle disfunzioni che si sono finora verificate in quest'Istituto, fra queste la chiusura del Centre di documentazione pedagogica di cui si è già parlato in questo Consiglio (ricordo che tutti i libri sono ammucchiati in un garage, i docenti hanno bisogno di questa documentazione ma non possono accedere) o ancora l'inagibilità della Biblioteca pedagogica, l'unica realtà specialistica sul territorio regionale e questo patrimonio librario è in internet, ma non è accessibile dai docenti. Tutto il mondo può sapere i titoli di alcune migliaia di volumi contenuti in questa libreria, ma nessuno vi può accedere.
E ancora la sede inadeguata, i limiti della gestione del coordinamento interno e rispetto a questo i docenti, nel documento più discorsivo e più analitico che hanno inviato alle autorità e alle organizzazioni sindacali, chiariscono bene cosa vogliono dire i limiti della gestione del coordinamento interno da parte del Segretario generale e anche da parte del Presidente. Dicono: "non è garantito l'influsso informativo continuo e la trasparenza fra l'organo direttivo, il Consiglio direttivo e la struttura operativa, i docenti comandati. Non esistono criteri di chiarezza, esaustività, tempestività dell'informazione. Ci sono procedure di comunicazione fra Segretario generale e docenti comandati che sono non formalizzate, sono espresse oralmente di fretta. C'è questa informalità continua e abborracciata dei rapporti".
"C'è una confusione di ruoli che è andata aumentando in modo esponenziale con l'attuale Presidente che, proprio perché non proviene dal mondo della scuola ed è poco presente nell'Istituto, non ha sufficiente consapevolezza del ruolo autorevole che gli compete e delega le sue funzioni principali al Segretario generale, quindi c'è il Presidente che è l'interlocutore designato per Statuto a tenere i contatti con gli altri IRRSAE e con le altre istituzioni che in realtà non lo fa e molti di questi atti istituzionali sono firmati dal Segretario generale e non dal Presidente".
Ancora, "nello stesso programma di Istituto il Segretario generale e il Presidente appaiono come referenti di progetto"; è come se in alcuni progetti dell'Amministrazione regionale il referente del progetto fosse l'Assessore o il Presidente della Giunta. È una cosa che non sta né in cielo né in terra.
Ricordo che una delle cause di questo stato di disagio è quella indicata dai docenti, cioè la nomina di un Presidente estraneo al mondo della scuola. Vorrei ricordare che il 5 febbraio 1997 sono state elette in questo Consiglio regionale le 3 persone da designare al Consiglio direttivo. Ricordo che in quell'occasione la minoranza non ha neanche potuto esprimere un suo candidato, mentre eravamo d'accordo sul fatto che la minoranza dovesse esprimere un suo candidato.
Alla votazione, Signor Assessore, hanno partecipato su 30 consiglieri presenti 18 consiglieri, quindi hanno scelto queste 3 persone solo 18 consiglieri, quelli dell'Union, Pour la Vallée, degli ADP-PRI, i Riformisti Valdostani. Gli altri 12 consiglieri, l'opposizione più 2 forze allora in maggioranza, i Verdi e i DS, si sono astenuti, non hanno partecipato alla votazione e le motivazioni erano proprio queste, si diceva cioè che, non provenendo queste persone dal mondo della scuola, non avevano le competenze per poter dirigere un simile Istituto.
Il Presidente dell'IRRSAE è l'unico Presidente dell'IRRSAE in tutta Italia che non è competente di scuola e questo naturalmente crea tutta la confusione di cui abbiamo parlato.
Ho fatto questo "excursus" storico per ricordare tutta una serie di fatti che descrivono la situazione in cui si trova quest'Istituto. Una situazione che non nasce solo da ieri o dall'altro ieri, ma da parecchio tempo, che trae la sua radice da disfunzioni, difficoltà di parecchio tempo fa.
Allora di fronte a questa situazione noi chiediamo all'Assessore quale valutazione dà di questo gesto, ma, al di là di questo, se si è reso conto che esiste questo disagio e soprattutto come intende procedere per ripristinare nell'Istituto di ricerca le condizioni minimali di lavoro e di funzionamento.
Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV) En prémisse je dois dire que je me tiendrai aux faits et non pas aux considérations sur les personnes, ce qui me semble devoir rentrer dans des requis de bonne conduite.
Pour ce qui est des évaluations qui ont été faites quant à la nomination des membres choisis par le Conseil régional, j'aimerais dire que ce n'est pas de ma faute si le Conseil régional était réuni seulement avec 18 membres.
Je considère tout de même que les nominations ont été faites sur la base d'une loi qui prévoit d'ailleurs des requêtes de participation aux organismes différents et l'IRRSAE est un de ces organismes; cette loi existe, a été votée par cette Assemblée et donc c'est à cette loi qu'on se réfère quand on fait des choix sur des candidatures.
L'actuel Conseil de direction de l'IRRSAE a été créé par arrêté de l'Assesseur régional de l'éducation et de la culture le 27 mars 1997 et nommé pour 5 ans, donc l'échéance étant celle du 27 mars 2002. Le Conseil de direction de l'IRRSAE est composé, comme cela aussi a déjà été rappelé, par 15 représentants choisis parmi 5 représentants du personnel de direction et enseignant élus en dehors du Conseil scolaire régional par des personnels de toutes les branches professionnelles en service dans la Région. Je ne citerais pas les noms.
Et encore trois représentants de la Région choisis par le Conseil régional, dont un désigné par la minorité; trois personnes choisies par l'Assesseur régional à l'éducation et à la culture d'après une liste de 6 noms proposés par le Conseil d'enseignement régional à l'exclusion de ces propres membres; quatre personnes choisies conjointement par le Ministère de l'instruction publique et l'Assesseur régional à l'éducation et à la culture d'après une liste de 8 noms proposés par le Conseil national universitaire.
Le Conseil de direction de l'IRRSAE avait déjà reçu et pris acte des démissions du Professeur Chiosso et de Mme Goris qui était membre du CUN ainsi que de M. Piero Brunet, un des membres choisis par le Conseil régional provenant du monde de l'école.
Je voudrais aussi dire qu'il y a qu'une personne entre les trois choisies par le Conseil régional qui ont démissionné parce qu'en ce moment M. Ricci et Mme Ventura n'ont pas encore démissionné…
(interruzione della Consigliera Squarzino, fuori microfono)
… le Conseil de direction de l'IRRSAE avait été convoqué le 5 février dernier, l'ordre du jour prévoyant entre autres la prise d'acte des démissions du Conseil de direction de la part aussi de Mme Villot qui en faisait partie et cet ordre du jour a été complété ensuite par un point qui demandait l'inscription à l'ordre du jour de la prise d'acte des démissions du Conseil de direction de Mme Marcoz. Le Conseil pouvait donc à ce moment compter sur dix membres.
Le 4 février, donc à la veille de la réunion du Conseil de direction, cinq autres membres du Conseil de direction ont présenté leurs démissions. Tout de même c'est ainsi que la réunion du 5 février n'a pas pu avoir lieu le quorum n'était pas atteint, les cinq démissions d'avant et les dernières cinq qui se sont rajoutées.
Le Conseil de direction n'a donc pas pu délibérer sur les démissions de Mme Villot et de Mme Marcoz, ni le pourra à l'avenir, le Conseil étant réduit à ce moment à cinq membres. Pour l'instant sont remplaçables dans le Conseil le Professeur Chiosso, Mme Goris et M. Piero Brunet, Représentant de la Région parce que pour ces trois membres le Conseil de direction avait pris acte des démissions.
Le remplacement de ces trois membres au sein du Conseil de direction permettrait d'atteindre le quorum de 8 personnes, ce qui donnerait lieu aux prises d'acte des autres démissions.
Il existe cependant un problème de temps parce qu'il est vrai que deux professeurs universitaires inscrits dans les listes du CUN se sont déclarés disponibles à remplacer les Professeurs universitaires M. Chiosso et Mme Goris, mais cependant le décret de nomination ne pourra être pris aux termes des lois en vigueur qu'après l'avis favorable du Ministère de l'instruction publique.
De plus pour ce qui est du remplacement du Représentant de la Région, M. Piero Brunet, la procédure prévoit aux termes de la loi régionale n° 11 du 10 avril 1997 un délai minimum estimé en environ 2 mois.
La procédure de remplacement ne pourra être achevée qu'à la fin du mois d'avril sur les prévisions que nous venons de faire, date à laquelle le Conseil de direction pourra délibérer sur les autres sept démissions et sur l'administration ordinaire.
Il faut aussi souligner que l'Assessorat de l'éducation et de la culture n'a pas approuvé le programme des activités de l'IRRSAE pour l'année 1999 adopté par le Conseil de direction lors de la séance du 21 décembre et qui devait être examiné aux termes du dernier alinéa de l'article 5 du Statut de l'IRRSAE.
Compte tenu des observations qui ont été avancées de la part de l'Assessorat de l'éducation et de la culture, on a demandé de revoir le programme en se conformant à la loi de création de l'IRRSAE qui prévoit qu'il appartient au Conseil de direction de délibérer sur le programme des activités mais, comme on a déjà dit, la réunion du Conseil de direction du 5 février n'a pas eu lieu, donc il n'a pas été possible d'approuver le programme, ce qui a bloqué toute l'activité de l'institut y compris le plan de formation à l'intention des établissements scolaires.
Cela dit, il s'avère que les temps nécessaires pour atteindre le quorum des conseillers permettant le fonctionnement normal du Conseil de direction nécessite d'un délai trop long et cela risque de porter atteinte à la programmation des plans de formation des établissements scolaires définis sur la base du plan de formation proposé par l'IRRSAE.
En plus, aux termes de l'article 39 du Statut de l'IRRSAE adopté par arrêté du Président du Gouvernement régional, le Conseil de direction doit établir son bilan avant le 15 du mois de mars et le faire parvenir pour son approbation à l'Assessorat de l'éducation et de la culture avant le 31 du mois de mars.
Ce bilan de clôture doit être discuté en la présence des 3/4 des conseillers, c'est-à-dire 12 personnes, ce qui en raison de ce qui vient d'être exposé ne pourra par avoir lieu même par la substitution des trois membres qui sont actuellement remplaçables.
En effet leur nomination prenant effet bien après la date fixée pour la présentation du bilan, elle ne permettrait pas, même au cas où le remplacement des autres sept membres serait par la suite accepté, d'atteindre le quorum pour l'approbation du bilan dans le délai utile prévu par le Statut de l'IRRSAE.
Je viens aux questions qui ont été posées. Sur la base des faits que je viens d'exposer, ayant vérifié toutes les possibilités concernant les éventuelles substitutions des membres du Conseil de direction, compte tenu des exigences de fonctionnement de l'Institut, il a été de mon devoir de prendre acte des démissions de 10 membres sur 15, de prendre aussi acte de l'impossibilité de fonctionnement de l'Institut, d'informer le Gouvernement régional, de proposer au Président du Gouvernement le 19 février par un courrier aux termes de l'article 13 de la loi n° 43/90, loi qui a institué l'IRRSAE, qu'il y avait des conditions de non fonctionnement de l'Institut. En ce cas le Président du Gouvernement régional, sur proposition de l'Assesseur de l'instruction publique - récite ainsi la loi, maintenant c'est l'Assessorat de l'éducation et de la culture - et après avoir entendu le Gouvernement régional, pourvoit à la dissolution de l'organisme en nommant à sa place un commissaire qui s'occupera de la gestion provisoire de l'organisme et se chargera de la constitution du nouveau Conseil.
La charge de commissaire prend fin à l'acte d'installation du nouveau Conseil. Voilà ce qui a été fait: donc j'ai demandé au Président du Gouvernement, ayant fait tout ce qui était prévu par la loi et par le règlement de l'IRRSAE, de nommer un commissaire.
En conclusion, je profite pour dire deux choses parce que je note qu'une résolution, sur laquelle on discutera plus tard, demandait ces choses, donc je vois qu'une des requêtes qui a été avancée de la part des conseillers qui ont présenté la résolution sur l'IRRSAE vient d'être satisfaite, pour ce qui est des locaux nous sommes en train de travailler et nous pensons dans de brefs délais de pouvoir résoudre le problème des locaux de l'IRRSAE. Pour ce qui du fait de relater à la Vème Commission, ce n'est pas le cas de le prévoir dans une résolution étant cela un devoir de l'Assesseur et une possibilité que la Commission a en tout moment de demander d'entendre l'Assesseur sur ce thème et à ce sujet.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Credo che la risposta che ha dato l'Assessore in parte giustifichi l'interpellanza che abbiamo presentato.
La situazione che si è venuta a creare all'IRRSAE non era più sostenibile e le responsabilità stavano, come stanno, in chi era alla guida di quest'Istituto.
Dicevano i latini che il pesce puzza sempre dalla testa e questo credo sia il caso più evidente. Ci poteva essere stata anche qualche esagerazione nelle cose che sono state dette sull'IRRSAE, ma se era vera anche una minima parte di quello che è stato detto per ciò che rappresenta quest'Istituto, per quello che è chiamato a svolgere quest'Istituto, si doveva intervenire in tempo utile. È chiaro, ne siamo convinti, che chi doveva controllare non ha controllato.
È vero che si dice che non bisogna ledere l'autonomia di certe istituzioni, ma quando ci sono delle denunce motivate non si può lasciar correre come si è lasciato correre perché che le cose non vanno o vanno male in quest'Istituto è dal 1994, non è da ora.
Oggi il danno che si è creato all'IRRSAE è tanto, io dico che è troppo. Quando si va su tutte le pagine dei giornali a livello locale e nazionale, si dà una brutta dimostrazione per una Regione autonoma come la nostra.
Rivendichiamo tutti insieme e giustamente un maggior rispetto della nostra autonomia, ma dobbiamo capire, e l'ho detto più volte anche in questa sede, che i primi a rispettare la nostra autonomia dobbiamo essere noi e nel caso dell'IRRSAE la Sovrintendenza agli studi, gli ispettori scolastici, la stessa Giunta regionale.
Di fronte alle denunce che erano avvenute da parte dei sindacati, dei componenti del direttivo di quest'Istituto, non c'era bisogno di attendere le dimissioni per intervenire perché esistevano problemi di struttura e di gestione. Si è scritto su tutti i giornali che nell'IRRSAE c'è il Far West, oggi si arriva qui e si dice che adesso si commissaria; credo che questo commissariamento andasse fatto prima quando ancora si era in tempo a non fare diffamare un Istituto di ricerca importante come quello dell'IRRSAE perché quest'Istituto doveva essere, come deve essere, un fiore all'occhiello della Valle d'Aosta come lo è la Biblioteca regionale.
In questa situazione affidandolo a persone incapaci si è ottenuto questo risultato; ieri per non ledere l'autonomia di quest'Istituto, però oggi a distanza si accetta la richiesta di cambiare gestione e di arrivare ad un commissariamento.
Mi auguro che in questo momento il Commissario non sia preso così come è uso e consuetudine nominare i commissari in altri enti e istituzioni nella nostra Regione, ma sia preso un Commissario che si intenda anche di problemi scolastici.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) L'Assessore mi ha dato una risposta di tipo essenzialmente burocratico, anche se posso condividere le scelte che ha fatto, nel senso che non c'è stata nessuna analisi delle carenze, dei problemi, delle cause di questo disagio. Se non si prendono sul serio e non si analizzano le cause dei disagi, le risposte date sono insufficienti e le elenco.
Lei ha parlato di commissariamento e io condivido quest'idea del commissariamento; il commissariamento risolve il problema del Consiglio direttivo, non quello dell'altro organo direttivo dell'Istituto che sono persone di nomina politica.
Lei ha parlato di locali; i locali possono andare bene, ma il problema riguarda non solo i locali, ma anche il personale della Biblioteca; se non si risponde prevedendo anche di intervenire dotando l'IRRSAE del personale necessario per far funzionare la Biblioteca, il problema non si risolve.
Ripeto, condivido la scelta del commissariamento, che però viene fatta dopo un'analisi burocratica dei fatti, senza andare a vedere qual è la causa che ha determinato quel succedersi di eventi.
