Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 366 du 27 janvier 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 27 JANVIER 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 366/XI Problemi di inquinamento elettromagnetico causato dalle linee elettriche. (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto che sono sempre più numerose le prese di posizione di associazioni e di singoli cittadini nel problema dell'inquinamento elettromagnetico;

Rilevato che numerose linee elettriche presenti in Valle d'Aosta non rispettano le distanze minime dai fabbricati stabilite dall'art. 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23.4.1992;

Ritenuto che ci si debba attivare affinché i titolari delle linee (ed in particolare l'ENEL) si attivino tempestivamente per attenuare gli effetti dell'inquinamento in questione;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se si ritiene il problema meritevole di interessamento da parte dell'Ente pubblico regionale;

2) in caso affermativo, se non si ritenga di prendere contatto con l'ENEL e con gli altri eventuali proprietari delle linee, al fine di censire tutte le situazioni a rischio, di adottare i provvedimenti necessari e di effettuare i lavori utili a diminuire l'entità del fenomeno, rispettando quanto meno le previsioni normative in materia.

F.to: Curtaz

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Posso cortesemente chiedere quale Assessore risponderà a questa interpellanza, per sapere solo a chi rivolgermi?

In questo periodo i problemi dell'inquinamento elettromagnetico sono all'ordine del giorno anche dell'opinione pubblica per la vicenda di Hône, della quale ci siamo tutti interessati a vari livelli, ma non solo; ci sono delle altre iniziative di cittadini preoccupati per questa tematica e cito un esempio. Come Capogruppo ho ricevuto una comunicazione per conoscenza di un amministratore condominiale di un edificio in Comune di Gressan, che segnala un problema analogo e invia una lettera all'ENEL affinché si provveda.

Il punto è che questo problema d'inquinamento trova già una soluzione normativa, che è contenuta nell'articolo 5 del DPCM 23 aprile 1992, dove però sono previsti dei tempi di risoluzione di questi problemi piuttosto lunghi. Se non ricordo male, è previsto che i proprietari, l'ENEL, o chi per essa, intervengano a risolvere queste questioni entro il 31 dicembre 2004. Però inviterei anche a riflettere che quando la normativa dice "entro", non significa nell'immediatezza del termine finale, significa che ci si può attivare fin da subito, anche perché attivarsi tardivamente e comunque in prossimità del termine finale significa trovare il sistema per ottenere delle deroghe, delle proroghe, eccetera.

Quindi ritengo che ci sia proprio lo strumento normativo per imporre all'ENEL soprattutto due cose: di fare un censimento di tutte le situazioni a rischio, che immagino siano almeno qualche decina in Valle d'Aosta, forse di più, però sarebbe meglio conoscerle; di capire poi attraverso una concertazione, attraverso una pressione nei confronti degli enti proprietari delle linee elettriche, quali provvedimenti intendono adottare e quali lavori intendono effettuare per portare a soluzione questo problema, sulle cui conseguenze siamo tutti un po' oggi senza certezze definitive in campo scientifico.

Però inviterei a stare un po' attenti, perché forse faccio un azzardo dal punto di vista scientifico, anzi lo faccio sicuramente, ma a me sembra tanto che questa questione dell'inquinamento elettromagnetico somigli alla discussione che si faceva circa 10-15 anni fa sull'amianto, quando si cominciava ad avere dei dubbi, ma nessuno aveva certezze scientifiche sulla nocività dello stesso.

Poi si è scoperto, attraverso l'evoluzione della scienza medica, che l'amianto aveva degli effetti cancerogeni quando per anni abbiamo costruito scuole, edifici pubblici e privati anche utilizzando l'amianto.

Ci sono dei segnali poco rassicuranti rispetto a questo problema. Io credo quindi che al di là di queste scadenze di legge possa essere, e in questo senso va l'interpellanza, sollecitata l'ENEL per un intervento propedeutico, quanto meno a degli interventi conoscitivi, per portare a soluzione un problema che prima o poi deve essere affrontato e possibilmente risolto.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) L'interpellanza del Consigliere Curtaz e la sua esposizione sono come al solito corrette, e questo gli fa onore, e condivido quanto il Consigliere ha affermato. Il problema è all'attenzione del Governo regionale, che ha incaricato l'ARPA di seguire questa tematica.

In merito do lettura di una nota che la stessa mi ha fatto pervenire:

"Il problema dell'inquinamento elettromagnetico in generale e in particolare dei campi elettrici magnetici a 50 hertz prodotti dagli elettrodotti, è uno degli aspetti del rischio ambientale su cui oggi è più sensibilizzata l'opinione pubblica. Per questo motivo, per il fatto che in Valle d'Aosta sono numerose le linee elettriche ad alta tensione e per tutto quanto previsto dalla vigente normativa, l'interessamento da parte dell'ente pubblico regionale è doveroso".

La normativa vigente, che è quella già citata dal Consigliere Curtaz, il DPCM 23 aprile 1992, "Limiti massimi di esposizione al campo elettrico e magnetico generale e la frequenza industriale nominale 50 hertz negli ambienti abitativi e negli ambienti di lavoro", stabilisce i limiti di esposizione all'articolo 4 e le distanze di rispetto dagli elettrodotti all'articolo 5. Inoltre l'articolo 7 impone l'obbligo agli esercenti degli elettrodotti di presentare al Ministero dell'ambiente relazioni sui criteri d'intervento. Queste due scadenze già citate all'articolo 7 sono una entro 18 mesi, pertanto esattamente entro il novembre 1993, e l'altra entro ulteriori 12 mesi, cioè entro il novembre 1994. A noi non risulta lo stato dell'arte, tant'è che l'ARPA ha chiesto informazioni con una lettera specifica all'ENEL sede di Roma e all'ENEL sede di Aosta, per avere informazioni in merito.

Il secondo DCPM è quello del 1995, già citato, che prevede le azioni di risanamento senza peraltro specificare esattamente, quando parla all'articolo 5 di azioni di risanamento da adottare entro il 31 dicembre 2004, se il completamento si riferisce a tutte le azioni di risanamento o solo a quelle definite prioritarie, perché la normativa parla di azioni prioritarie ma non specifica esattamente.

Cosa c'è da dire? C'è da dire che i limiti di esposizione e le distanze minime sono in realtà cautelative solo per quanto riguarda gli effetti acuti, immediati della esposizione a campi a 50 hertz. Il grosso dibattito oggi in corso riguarda la possibilità d'insorgenza di effetti per esposizione continuativa a livelli di esposizione molto inferiori rispetto a quelli in grado di generare effetti acuti.

Il Consigliere Curtaz dice che non ci sono certezze giuridiche dal punto di vista scientifico; è vero, questa è la dimostrazione. Se ci sono alcune risposte sugli effetti acuti immediati all'esposizione, ed è il caso di Hône che stiamo esaminando, (perché ho incaricato il Servizio di medicina legale di prendere in considerazione le istanze presentate dai cittadini che abitano e avremo delle risposte anche lì probabilmente dal punto di vista scientifico e dal punto di vista medico-legale non totalmente esaustive), non ce ne sono per quanto riguarda l'esposizione continuativa, su cui la ricerca scientifica non ha ancora prodotto nulla di concreto.

Come ho detto, l'ARPA su indicazione del Governo regionale, sta svolgendo quest'attività di supporto ad amministrazioni comunali e a cittadini su casi specifici di problemi connessi alla vicinanza degli elettrodotti alle abitazioni. Ho già citato il Comune di Hône; siamo a conoscenza di questa istanza di alcuni cittadini di Gressan, ci ricordiamo del dibattito che si è svolto l'anno scorso riguardo a cittadini in Viale della Pace ed è una materia comunque che sta suscitando vieppiù l'attenzione da parte dei cittadini, la cui soglia di attenzione ovviamente si sta giustamente alzando.

L'ARPA effettua queste misure di livelli di campo elettrico e magnetico e con l'uso di modelli matematici previsionali appositamente messi a punto può stimare l'effetto ambientale dell'installazione di nuove linee o di variazioni proposte.

Per rispondere alla prima questione dico che l'ARPA, proprio su sollecitazione dell'Assessorato, ha preso contatto con l'ENEL per l'aggiornamento sullo stato di avanzamento degli adempimenti e delle opere di bonifica previste dalla normativa nazionale; c'è stato un incontro ultimamente con i responsabili dell'ENEL di Aosta e dell'ENEL di Torino. Non ne conosco ancora l'esito perché l'incontro è recentissimo.

Sempre l'ARPA sta lavorando alla redazione di un rapporto complessivo sull'esposizione a campi a 50 hertz della popolazione regionale in prossimità degli elettrodotti, in modo da quantificare l'estensione del problema, evidenziare le situazioni più problematiche e indicare priorità di intervento, perché questa è una attività prevista per il 1999, per la quale dovrà essere incaricato un professionista esterno convenzionato, non essendoci professionalità interne in grado di farlo.

Questo è un obiettivo che è stato dato dall'Amministrazione regionale per il 1999 all'ARPA, pur non in modo formale ma in seguito a una serie di incontri.

In conclusione, confermo che l'interessamento dell'Amministrazione regionale c'è, aspettiamo la risposta tecnica degli incontri tecnici tra l'ARPA e l'ENEL, dopo di che ci riserviamo di prendere le opportune misure. A nessuno sfugge che l'ampiezza del fenomeno non si risolve in Valle d'Aosta, perché se è vero che questi DPCM fissano delle date a così lunga scadenza - e qui concordo con il Consigliere Curtaz che quando le date dicono entro una tale data, non significa che gli interventi debbano essere effettuati dieci minuti prima della scadenza di questa data, ma dovrebbero iniziare prima - a nessuno sfugge per onor del vero che l'ENEL nella sua complessità ha sicuramente dei contatti a livello ministeriale molto più forti rispetto a quelli che possono esserci a livello regionale.

Noi faremo la nostra parte, perché la Valle d'Aosta sicuramente dal punto di vista ambientale e orografico ha dei problemi di attraversamento di linee elettromagnetiche che devono essere seguite con molta attenzione. Pertanto mi impegno a prendere successivamente contatti con l'ENEL nel momento in cui avremo un documento tecnico su cui dibattere.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Prendo atto della risposta direi interlocutoria dell'Assessore. Prendo atto positivamente della sua buona disponibilità manifestata nel seguire il problema. Mi riservo di tornare su questo problema quando ci saranno questi dati più precisi, che l'ARPA dovrebbe ottenere attraverso questi contatti con l'ENEL, quindi mi riservo di tornare più dettagliatamente sul problema.

Chiedo all'Assessore se volesse avere la cortesia di farmi avere questa lettera dell'ARPA e portare a conoscenza del sottoscritto o forse della commissione consiliare competente gli esiti di questi incontri che l'ARPA ha con l'ENEL.