Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 147 du 7 octobre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 8 OCTOBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 147/XI Ritiro della mozione: "Programmi di azione per la lotta contro le tossicodipendenze".

Mozione Visto il dilagante problema della droga e dell'alcolismo che interessano la nostra Regione;

A conoscenza del dramma personale che vivono i tossicodipendenti e le loro famiglie, nonché il nucleo sociale che li circonda;

Ritenuto che la battaglia contro la droga è una delle motivazioni politiche, ideali e etiche più forti per ogni Comunità;

Convinto che l'unica risposta seria e concreta sono la prevenzione, l'educazione e la lotta agli spacciatori. Sono la cura, la riabilitazione e il lavoro e quindi il reinserimento nella vita pubblica, sociale e lavorativa;

Preso atto dello sforzo realizzato da tempo dall'Amministrazione Regionale nel campo della lotta contro le tossicodipendenze;

Il Consiglio Regionale

Impegna

La Giunta Regionale a predisporre, nel più breve tempo possibile:

1) un programma di lavoro per una forte azione preventiva che coinvolga la scuola, la famiglia, le autonomie locali, gli ambienti di lavoro, la cultura.

2) un programma che guardi al disagio, alle deviazioni giovanili, che intervenga sui problemi dei giovani, che garantisca sbocchi occupazionali;

3) un programma, unitamente alle Autorità competenti ed alle forze dell'ordine, per debellare a livello regionale, per quanto possibile, il mercato della droga.

F.to: Beneforti - Curtaz - Squarzino Secondina

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Questa mozione è stata presentata per richiamare l'attenzione del Consiglio e anche della Giunta su un problema importante e allo tempo stesso per richiamare l'attenzione di tutti sulla realtà cruda e drammatica della tossicodipendenza ed anche dell'alcolismo che sta dilagando anche nella nostra Regione.

Nei giorni scorsi abbiamo promosso degli incontri fra persone, amici, anche con alcuni sacerdoti per affrontare l'argomento ed è venuto fuori da questi incontri in maniera chiara che occorre intensificare l'azione pubblica contro questo grave problema.

In questi incontri si è parlato anche di legalizzazione, di linee antiproibizionistiche, di normalizzazione, di droga libera. Ci siamo anche confrontati su questi argomenti e su quanto oggi viene dibattuto a tutti i livelli: a livello di Parlamento, a livello di Governo oltre che in tutte le sedi istituzionali.

Tutti quanti, al termine di questi confronti, ci siamo resi conto che occorre intensificare le azioni già intraprese a livello regionale, che occorre rompere le congiure del silenzio e dell'indifferenza che ci sono attorno a questo problema perché con la droga muore nell'uomo la volontà, l'intelligenza, la voglia di vivere. Sappiamo tutti che la droga toglie all'uomo gli amici, la famiglia ed infine la vita. È una forma strisciante e lenta di eutanasia, è un intreccio perverso di vita e di morte per cui come si può parlare, come qualcuno parla, di droga libera o di normalizzazione?

Non si può pensare certamente che in una società civile, matura ed aperta sussistano isole recintate e chiuse in cui verrebbe consumata la droga magari con il controllo anche dei servizi sociali. Non si può neppure pensare in questo caso di abbandonare per strada chi non tiene il passo, non si può non pensare, e noi ce lo siamo detti, che è in gioco il valore primario della vita e che la stessa va difesa fino alla sua naturale conclusione.

E abbiamo concluso che l'unica risposta che si può dare è la prevenzione, è l'educazione, è la lotta agli spacciatori a tutti i livelli locali e nazionali, è nella cura in comunità terapeutiche dove vale la risorsa umana e dove prevalgono il criterio dell'accoglienza e della condivisione, è nella riabilitazione e nel lavoro, è nel reinserimento nella vita pubblica e sociale delle persone colpite da questo vizio.

Infatti è indispensabile, riteniamo, condurre una lotta senza quartiere al traffico degli stupefacenti colpendo non solo gli spacciatori occasionali ed abituali, ma la criminalità organizzata che sulla droga ha costruito le proprie fortune.

È necessario attivare un programma che guardi al disagio e alle devianze giovanili, che intervenga sui problemi dei giovani, che garantisca sbocchi occupazionali.

È necessario organizzare una forte azione preventiva che coinvolga la scuola, la famiglia, gli ambienti di lavoro, le autonomie locali, la cultura.

È necessario far comprendere a tutti che il carcere non contribuisce certamente al recupero di chi fa uso di sostanze stupefacenti.

Ed è la stessa Comunità europea su questa strada; il Parlamento europeo ha approvato un piano di prevenzione della tossicodipendenza e si è espresso contro ogni genere di liberalizzazione e di legalizzazione.

La Regione Valle d'Aosta, bisogna riconoscerlo, ha realizzato da tempo un grande sforzo nel campo della lotta contro le tossicodipendenze, ha investito e sta investendo somme non certo indifferenti su questo problema. Con il Progetto Arianna fu dato il via alla prevenzione nella scuola anche se in quel momento scarsa fu la collaborazione degli operatori della scuola, delle famiglie e degli studenti per realizzare quel Progetto. Gli enti locali, che dovevano svolgere un ruolo determinante per la prevenzione sul territorio, non si sono posti come dovevano il problema neppure in quei comuni dove il fenomeno droga esisteva ed esiste in forma anche più ampia che in altri. Anche i progetti giovani, previsti da un'apposita legge regionale, non sono stati tutti realizzati; a quanto ci risulta, pochi sono stati i comuni che hanno utilizzato i fondi previsti, insignificante è stato il numero dei giovani che sono stati interessati per cui dobbiamo cercare di riprendere questo discorso per portare avanti quest'azione di prevenzione che si rende necessaria. Non basta amministrare sia come Regione, sia in particolare come comuni e soprattutto anche in ogni sede istituzionale si deve operare mettendo al centro di ogni nostra azione l'uomo e quindi creare le condizioni perché l'uomo non debba vivere nel disagio, nell'insicurezza e nell'ingiustizia sociale.

L'uomo deve recuperare la sua identità all'interno della società, deve rendersi libero da qualsiasi schiavitù ed emarginazione, deve evitare di cadere nella nuova povertà e quindi nella droga come nell'alcolismo. Il nostro ruolo deve essere questo o almeno lo è per noi cattolici, ma credo che debba esserlo per tutti, per i presidi e i docenti della scuola, per i genitori nelle famiglie, per le istituzioni locali sul territorio, per i servizi sanitari dell'USL. Lo deve essere per i datori di lavoro, per il rapporto che deve sussistere fra droga e mondo del lavoro, rapporto fino ad oggi molto trascurato. Lo deve essere anche per i centri terapeutici pubblici e privati ai quali devono essere garantiti i supporti necessari per lo svolgimento dell'assistenza, lo deve essere anche per le forze dell'ordine, di polizia, dei magistrati a cui va data la massima collaborazione nella lotta al traffico e ai corrieri della droga.

Altre posizioni che vengono proposte come aperte e tolleranti che nella realtà liquidano la questione cercando strade più facili e brevi, sono state sconfitte nei paesi che hanno già fatto esperienze di liberalizzazione della droga. In quei paesi hanno pagato in termini di vite umane più di quanto avevano previsto. Infatti in Svezia, in Olanda e in altri paesi stanno rivedendo la loro legislazione perché non hanno risolto il problema.

Noi pertanto non dobbiamo registrare la stessa sconfitta. Ci dobbiamo convincere, ripeto, che solo con un'azione a grande raggio, rimuovendo gli ostacoli, le difficoltà burocratiche e strutturali, l'indifferenza e l'inerzia, si possono raggiungere anche nel campo della tossicodipendenza degli obiettivi positivi.

Ed è in tal senso che abbiamo presentato questa mozione ed è in tal senso che si richiede un programma di lavoro per una forte azione preventiva che coinvolga la scuola, la famiglia, le autonomie locali, gli ambienti di lavoro e la cultura. Sono tutti settori che devono comprendere che bisogna collaborare per affrontare un problema così grave perché la prevenzione va fatta nella scuola, ma va estesa anche al territorio perché non può rimanere solo nella scuola e allora bisogna che contribuiscano anche gli enti locali e le famiglie con un programma che guarda al disagio giovanile, alle deviazioni giovanili, che intervenga sui problemi dei giovani, che garantisca sbocchi occupazionali. Qui è indispensabile affrontare il problema del lavoro e dobbiamo vedere prima, per eliminare il disagio giovanile, come il lavoro deve essere dato dopo.

Vi dico per esperienza che nessuno oggi in ambienti di lavoro cerca e vuole assumere persone che escono dai centri di recupero, questo è grave per cui bisogna portare avanti un'azione anche nei confronti dei datori di lavoro perché comprendano che queste categorie devono essere aiutate e che il giovane, che non trova lavoro e si ritrova in mezzo alla strada, prima o poi ricade sempre nel discorso della droga e tutti i nostri sforzi morali, economici e sociali vanno a finire nel niente.

Penso a un programma da portare avanti insieme alle autorità e mi rivolgo al nostro Presidente che è anche Prefetto; bisogna cercare di debellare anche a livello regionale questo problema perché assisto alla festa della Polizia, alla festa dei corpi militari e sembra quasi che ci sia un'assuefazione a quella che è la situazione esistente. Invece bisogna cercare di eliminare l'esistente perché essi ritengono di aver riportato un successo quando i loro interventi non aumentano però, è quello che c'è che bisogna cercare di eliminare.

Credo che in una Regione come la Valle d'Aosta debba esserci una certa attenzione anche nei confronti degli spacciatori; mi direte che chi vuole la droga va a procurarsela a Torino o altrove, può anche darsi però, in una città come la nostra, vedere in Piazza Plouves o in Piazza dell'Ospedale vendere la droga, credo che questo debba essere eliminato. La vendita di droga nelle nostre piazze può essere certo eliminata con la sorveglianza delle forze e dei corpi di polizia.

In questi giorni è stato approvato da parte della Camera dei deputati un provvedimento di legge per il rifinanziamento del fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, provvedimento che adesso deve tornare al Senato. Poiché il nuovo provvedimento prevede in particolare la regionalizzazione delle risorse ovvero saranno le regioni a decidere i finanziamenti dei progetti di recupero anche se sulla base degli indirizzi nazionali, è più che mai necessario, Presidente e Assessore, predisporre nostri programmi in modo da recuperare questi finanziamenti per far fronte anche a questo problema.

Président La parole à la Conseillère Secondina Squarzino.

Squarzino (PVA-cU) Due cose molto brevi proprio per aggiungere alcuni elementi di contorno.

In Valle d'Aosta vediamo che, rispetto al "trend", ci sono casi di tossicodipendenze meno gravi però, sono aumentati i casi di gente che si accosta per la prima volta o che inizia ad avere contatto con questo problema. È molto più sporadico ed occasionale questo contatto però, questa fascia di persone sta aumentando.

Questo significa che occorre fare un'opera di prevenzione molto capillare. Vorrei ricordare come l'opera di prevenzione che è stata condotta in campo nazionale rispetto all'AIDS e la stessa campagna di informazione condotta anche a livello regionale, con tutta una serie di iniziative, abbia dato dei risultati positivi rispetto sia a livello nazionale, che a livello locale. Si registra effettivamente un regresso rispetto alla presenza di sieropositivi fra i tossicodipendenti.

Allora la cosa che bisognerebbe fare è riprendere di nuovo un lavoro capillare di informazione per quanto riguarda il fenomeno della tossicodipendenza. Si è passati da un primo momento negli anni ottanta, in cui si informava tutti, ad un momento in cui, penso al Progetto Arianna e ad altri progetti, si punta sul cambiamento del comportamento dei ragazzi. E questo va bene, ma a questo punto bisognerebbe recuperare i due momenti che sono stati portati avanti in modo distinto e fare in modo che siano uniti.

Come seconda cosa, credo che tutto il lavoro che si fa per migliorare la scuola e per combattere la dispersione sia un grosso aiuto preventivo però, questo lavoro di prevenzione va fatto non tanto nelle Superiori quanto proprio a livello di Scuola media inferiore o al massimo nei primissimi anni della Scuola superiore perché il 95 percento dei diplomati non è tossicodipendente. Quindi se lavoriamo con l'informazione solo nella scuola non ci avviciniamo a quella che è la maggior popolazione a rischio, si tratta proprio di individuare degli interventi mirati che vadano a rivolgersi alla fascia di popolazione che non sono gli studenti degli ultimi anni, del triennio superiore tanto per essere chiari. Vanno pertanto individuati in modo più puntuale quali sono i destinatari a cui rivolgere quest'opera di informazione.

E poi aggiungerei ancora che bisogna continuare quel lavoro di attivazione di sbocchi occupazionali per queste fasce a maggior rischio. Tutte le iniziative dell'Agenzia del lavoro o le stesse iniziative dell'Amministrazione regionale, per quanto riguarda i lavori socialmente utili o i lavori di pubblica utilità, sono iniziative che vanno portate avanti perché sono effettivamente un grosso aiuto per consentire a questi giovani di trovare un'occupazione, di riprendere la capacità di lavorare e quindi di entrare poi nel mondo del lavoro normale, e non solo nel mondo del lavoro protetto.

Credo che il piano socio-sanitario, rispetto a questo Progetto obiettivo 6.2.3, sia abbastanza esplicito, comprenda tanti elementi. Quello che chiediamo all'Assessore come impegno - per questo abbiamo presentato una mozione - (forse avremmo dovuto essere più precisi, ma abbiamo cercato di rappresentare un po' tutto il problema legato alla tossicodipendenza), quello che bisogna fare secondo noi è veramente individuare risorse per fare azioni specifiche di prevenzione per quanto riguarda la tossicodipendenza, ma anche per quanto riguarda l'alcolismo perché sono azioni di prevenzione differenziate. Quindi noi chiediamo all'Assessore, se è possibile, di prevedere risorse per questo tipo di attività sapendo che queste risorse, se ben finalizzate, cambiano la realtà giovanile e sociale perché frenano la diffusione di uno stato di disagio che non favorisce la qualità della vita della società.

E ancora proponiamo all'Assessore di riflettere se non sia il caso di pensare ad un dipartimento delle dipendenze patologiche in modo da mettere insieme tutte quelle realtà che in ambiti diversi lavorano su questo tema. In questo senso volevamo sollecitare l'Assessore a rendere concreto quello che già nel piano socio-sanitario c'è, ma che ha bisogno di uno stimolo più puntuale, più preciso, più deciso e con più risorse.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) En abordant un thème si complexe, je tiens avant tout à souligner que dans son programme de législature la majorité a clairement exposé son intention de lancer des campagnes et différentes actions dans le domaine complexe de la dépendance aux stupéfiants, aux drogues, à l'alcool, au tabac et cetera.

Je rappelle également que cette démarche s'inscrit dans le prolongement de réalisation de la précédente législature en fait d'analyses, d'études, d'interventions sur ces mêmes problèmes et que tous partagent l'intention de consolider et d'organiser les structures et les services en mesure d'y apporter une réponse concrète.

Il me semble donc que cette motion tend à demander l'engagement du Gouvernement dans un domaine où celui-ci a déjà annoncé sa volonté d'intervenir dans un souci de continuité avec les initiatives précédentes.

L'Assessorat de la santé, par le biais du service compétent, est en train d'élaborer une campagne ad hoc dans le domaine de la prévention primaire et secondaire et à ce sujet dernièrement le Gouvernement régional a constitué un groupe de travail mixte, Assessorat et USL, pour qu'il puisse faire avancer des propositions au Gouvernement même.

Il me paraît toutefois peu constructif de détourner ainsi l'attention de l'opinion publique qui a besoin de disposer des éléments lui permettant de faire face à ces problèmes. Il serait faux de lui laisser penser que leur faible ampleur au niveau local permet de les résoudre définitivement alors qu'il s'agit là de problèmes généralisés ayant une envergure planétaire. Dans ce contexte demander que des programmes garantissant des débouchés en termes d'emploi soient mis en place sans préalablement connaître quelle est l'ampleur du phénomène en termes de chômage, n'est pas sérieux.

Le problème de l'emploi est déjà suffisamment complexe pour ce que chaque question soulevée ne soit pas prétexte à en souligner l'urgence. De plus, recommander au Gouvernement d'instaurer de concert avec les autorités compétentes et les forces de l'ordre un programme visant à éliminer le marché de la drogue pour l'instant n'est rien d'autre qu'une indication générique. Les forces de l'ordre ont déjà le mérite d'effectuer un travail de fond d'une grande qualité et leur activité est normalement coordonnée par le Gouvernement dont le Président détient les fonctions de Préfet conformément au Statut d'autonomie.

Pour ce qui est des points 1 et 2 de la motion, je tiens à souligner quatre grandes initiatives de la Région que par ailleurs les Conseillers Beneforti et Squarzino ont déjà en partie touchées.

La première initiative concerne le Projet Ponte qui a eu la première démarche il y a trois ans après le Projet Arianna et qui a touché presque toutes les institutions scolaires avec un montant de quelque 200 millions de lires chaque année. C'est un projet qui est en train de donner ses premiers résultats à l'intérieur de l'école.

Je veux toucher aussi le problème de la loi sur la famille qui, même avec des ressources limitées, essaie de donner de premières réponses pour ce qui est toute la problématique des jeunes. La loi sur la famille doit encore entrer en vigueur car elle prévoit un règlement d'application que nous sommes en train de mettre en place.

Les collègues ont déjà touché l'argument du schéma de l'arrêté ministériel de l'Etat : "Linee guida per la regionalizzazione del sistema di assistenza dei tossicodipendenti", là où on prévoit une régionalisation des ressources financières dans la mesure de 75 pour cent à faveur des régions. Nous avons déjà donné notre avis par rapport à cet arrêté ministériel, nous sommes d'accord aussi que le Ministère définisse des lignes directrices car le Congrès de Naples a dit clairement quelle est la ligne politique du Gouvernement après des batailles conduites entre ceux qui soutiennent la ligne de la "riduzione del danno" et ceux qui soutiennent la ligne de la légalisation des drogues. A ce propos le projet de loi, présenté par le Député Lumia (Democratici di Sinistra) et approuvé à la Chambre des députés, donnera des réponses concrètes à ce thème en disant qu'on est pour l'instant contraires à la libéralisation des drogues. C'est la position que le Gouvernement valdôtain a toujours tenue.

En revenant aux initiatives au niveau régional il faut citer le Projet Vallée d'Aoste solidale, le Projet Marginalité dans lequel, en élaborant le plan triennal de politique de l'emploi, l'Agence de l'emploi en collaboration avec la Présidence de la Junte prévoit une intervention spécifique dans le secteur de la toxicomanie. Quand je parle de toxicomanie, je parle de pluritoxicomanie parce que les temps sont mûrs pour dire qu'il existe la toxicomanie en sens strict, mais il existe l'alcoolisme, il existe le problème du tabagisme donc, le plan socio-sanitaire dit clairement quelles sont les lignes à suivre.

Nous avons des ressources financières grandes à disposition si nous rapportons la situation du Val d'Aoste par rapport aux autres régions d'Italie, mais évidemment la difficulté énorme de ces politiques de prévention c'est de rejoindre les écoliers dans le Projet Ponte et cetera. Vous connaissez le résultat d'une recherche qui a été faite à l'intérieur des écoles qui dit que les étudiants connaissent tout de la drogue et surtout les risques dérivant de la drogue et que malgré cela ils s'approchent trop facilement d'elle.

Il a été dit justement que la difficulté c'est de rejoindre les jeunes non scolarisés et c'est le problème des problèmes de toute société. Nous avons mis en place ce groupe de travail qui doit nous suggérer une ligne d'action. Est-ce qu'on met en place des "unità di strada"? Le groupe de travail a dit que ces unités dans une Région comme la Vallée d'Aoste risquent de ne pas fonctionner. Elles fonctionnent dans un quartier de Naples ou de Turin où il est facile de rencontrer les jeunes non scolarisés. Dans une Région montagnarde comme la nôtre le problème se pose de façon différente par rapport à une grande ville, mais il est aussi difficile à résoudre et donc je ne suis pas à même de donner des réponses concrètes.

Je partage pleinement ce que vous avez dit et je demande à vous et à tous les conseillers de cette Assemblée de formuler des propositions concrètes. C'est un thème qu'on peut aborder à l'intérieur de la Vème Commission.

Pour ces raisons, pour le fait que nous sommes sur la même ligne, pour le fait que nous pouvons démontrer que nous travaillons dans cette direction, je vous demande de retirer la motion en m'engageant d'aborder le problème en Vème Commission, mais d'une façon différente par rapport à l'attitude de chaque jour.

Ce ne sont pas les conseillers qui posent les questions à l'Assesseur, mais ce serait utile que la Vème Commission puisse faire des propositions concrètes car la vérité absolue sur un thème si délicat n'existe pas donc, je demande votre collaboration et je vous demande de retirer la motion.

Président La parole à la Conseillère Secondina Squarzino.

Squarzino (PVA-cU) Ritiriamo volentieri la mozione. Mi sembra che il nostro obiettivo sia stato raggiunto, visto che si tratta di un grosso problema in cui non c'è una contrapposizione, ma c'è la condivisione sull'importanza del problema.

Siamo contenti di aver verificato questa sensibilità e prendiamo atto dell'impegno che l'Assessore ha qui espresso; credo che la V Commissione, anche se non ne faccio più parte, sarà ben contenta di poter affrontare questo problema. Grazie Assessore, ritiriamo la mozione.

Président La motion est retirée.

Il Consiglio prende atto.