Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 85 du 23 septembre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 23 SEPTEMBRE 1998 (MATIN)

OGGETTO N. 85/XI Problematiche derivanti dall'entrata in vigore della nuova legge regionale in materia di urbanistica. (Interpellanza)

Interpellanza Appreso che alla vigilia del 14 agosto 1998, data dell'entrata in vigore della nuova legge urbanistica della Valle d'Aosta, sono state trasmesse alla Regione da una dozzina di Comuni bozze di Varianti sostanziali ai PRGC;

Rilevato che numerose di tali bozze di Variante sono state redatte senza un pubblico confronto all'interno dei Comuni, in modo affrettato e con lo scopo evidente di eludere la nuova normativa regionale che impone l'adeguamento del PRGC al PTP della Valle d'Aosta in occasione della redazione di varianti sostanziali;

Rilevato che adesso in tempi brevi la Regione deve esaminare tali bozze di Variante svolgendo una specifica istruttoria e valutandone i contenuti attraverso una Conferenza dei servizi denominata Conferenza di Pianificazione;

Rilevato che la struttura regionale competente in materia di urbanistica, con le recenti decisioni della Giunta regionale, invece di essere potenziata è stata ulteriormente indebolita in personale ed uffici;

Evidenziato che senza un forte rafforzamento delle strutture regionali competenti in materia di urbanistica e di tutela del paesaggio la Regione rinuncia di fatto a svolgere un ruolo di indirizzo e di controllo sugli assetti territoriali;

Preoccupati per le devastanti conseguenze della disattenzione manifestata in questi mesi dalla Giunta regionale per le questioni urbanistiche;

i sottoscritti Consiglieri regionali,

Interpellano

la Giunta regionale per sapere

1) quante bozze di Varianti sostanziali e da quali Comuni sono state trasmesse alla Regione prima del 14 agosto 1998 e devono ora essere sottoposte alle procedure di V.I.A. in base alla nuova legge urbanistica;

2) se tali bozze sono complete negli atti e nella documentazione di cui devono essere composte ai sensi di legge e se è già stato individuato il responsabile del procedimento ed avviata l'istruttoria;

3) se si intende porre la struttura regionale competente in materia di urbanistica nelle condizioni di esaminare le Varianti ai PRGC oppure si vuole lasciare decorrere i 150 giorni dopo i quali i Comuni possono procedere, anche in assenza delle osservazioni della Conferenza di Pianificazione;

4) quali provvedimenti si intendono assumere in modo da consentire alla struttura regionale competente in materia di urbanistica di affrontare nel migliore dei modi gli impegni derivanti dall'applicazione della nuova legge regionale.

F.to: Curtaz - Squarzino Secondina - Beneforti

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Prima di illustrare brevemente l'interpellanza, volevo capire perché, quando ci sono interpellanze presentate dal nostro gruppo, veniamo indicati due con il cognome e la terza con nome e cognome. Capisco Viérin Marco o Viérin Dino… no, chiudo la parentesi…

Président … il s'agit d'une forme de politesse qui est normalement employée pour les dames qui font partie d'une assemblée, dans ce cas du Conseil régional; il nous paraît utile de la garder. De toute évidence vous aviez compris qu'en ce qui concerne Marco Viérin il ne s'agit pas d'une question de sexe mais plutôt d'homonymie.

Curtaz (PVA-cU) Je partage l'exigence de politesse envers Mme Squarzino.

Per quanto riguarda l'oggetto dell'interpellanza, abbiamo appreso che nella prima quindicina del mese di agosto una serie di comuni valdostani, credo una dozzina circa, hanno trasmesso in Regione delle bozze di varianti sostanziali ai piani regolatori. Scopo evidente di questa presentazione, avvenuta in maniera un po' frettolosa e semiclandestina, l'esigenza di evitare di anticipare l'entrata in vigore della nuova legge in materia urbanistica, quindi una sorta non dico di iniziativa in frode alla legge, ma anticipatoria rispetto a quella che sarà la normativa di cui si è dotata questa Regione attraverso una delle ultime iniziative dello scorso Consiglio.

La cosa ci preoccupa anche per ragioni di carattere tecnico-burocratico, oltre che per ragioni politiche, perché poi non dico in tutti i comuni, ma sicuramente in molti comuni, questa presentazione è avvenuta in maniera frettolosa senza il necessario dibattito, senza confronto, eccetera.

L'aspetto tecnico che ci preoccupa è legato al fatto che questa mole di lavoro significativa - si tratta di 12 varianti, sono un bel malloppo che arriva negli uffici dell'Assessorato e viene ad inserirsi in un quadro in cui non solo l'Assessorato è stato smantellato insieme ai suoi servizi, ma in cui anche gli uffici competenti sono stati enormemente depotenziati proprio in personale e in competenze.

Da qui la nostra preoccupazione e una serie di questioni che eviterei di leggere all'Assessore competente, per capire qual è l'orientamento della Giunta per fronteggiare questa emergenza. Mi riservo all'esito delle risposte un ulteriore commento.

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet, pour la réplique.

Vallet (UV) Alcuni passaggi delle premesse dell'interpellanza richiedono una piccola premessa, per dire che giudicando dalla perentorietà di alcune affermazioni contenute nell'interpellanza constato che è cambiato il nome del gruppo, è cambiata in parte la composizione, ma non avete perso il vizietto di "sparare" sentenze che non sempre sono suffragate dai fatti, e di fare anticipazioni di previsioni nefaste e portatrici di chissà quali devastazioni. In questo senso vorrei tranquillizzare i Consiglieri, dicendo che a mio giudizio non ci saranno devastanti conseguenze relative a supposte disattenzioni perché disattenzioni non ci sono state rispetto ai problemi.

Certamente c'è stato un approccio forse un pochino più pragmatico, che non può, o forse meglio, che non vuole far dipendere la soluzione ai problemi o l'esame delle problematiche di un settore dal fatto di avere un dirigente in più o un dirigente in meno.

Rispetto poi al giudizio, espresso nelle premesse dell'interpellanza e ribadito in sede di illustrazione, riservato ai 12 comuni che hanno presentato le varianti, è evidente che abbiamo un approccio culturale di tipo completamente diverso, nel senso che il mio approccio non è quello di valutare l'attività delle amministrazioni come antagonista, approccio che peraltro fa parte anche del bagaglio culturale di qualche funzionario dell'Assessorato. Ma il mio approccio, dicevo, è quello di valutare l'attività dei comuni come partner o meglio come attori di un processo di gestione del territorio, che deve essere fatto dalle amministrazioni locali nella loro autonomie, all'interno di regole che vengono, queste sì, dettate e verificate dall'Amministrazione regionale.

Il fatto quindi di aver previsto la possibilità all'articolo 13, comma 2, per i comuni di presentare varianti sostanziali senza doverle adeguare al PTP se queste fossero state presentate prima dell'entrata in vigore della legge, non deriva da una volontà di consentire ai comuni chissà quali nefandezze, tenuto conto poi del fatto che comunque i comuni dovranno adeguare i loro piani regolatori ai contenuti del PTP entro 5 anni. Ma l'aver previsto questa possibilità in sede di discussione e di redazione della nuova legge urbanistica è perché abbiamo constatato, su segnalazione dei sindaci, che una serie di comuni aveva da tempo intrapreso l'iter per la redazione di varianti sostanziali.

Avendo ben presente qual è il lavoro sia tecnico, sia di confronto, necessario per addivenire alla redazione di una variante di piano, abbiamo previsto questa possibilità, tenendo conto - lo ribadisco - che tutti i piani regolatori della Regione dovranno essere adattati alle norme del PTP entro 5 anni. Quindi, da questo punto di vista, credo di potermi atteggiare con sufficiente tranquillità rispetto al fatto che, ripeto, non si creeranno particolari problemi.

Per venire adesso alle risposte puntuali alle quattro domande, sono state trasmesse prima del 14 agosto 12 varianti sostanziali relative ai comuni di Allein, Aymavilles, Fénis, Gressan, Gressoney-Saint-Jean, Perloz, Pont-Saint-Martin, Quart, Saint-Christophe, Saint-Pierre, Valsavarenche, Villeneuve. Tutte sono complete degli atti previsti dalla previgente legislazione in materia di valutazione di impatto ambientale. Come è noto, la legge n. 11/98, la nuova legge urbanistica, innova la procedura anche in tema di valutazione di impatto ambientale; infatti il parere espresso dalla conferenza di pianificazione varrà anche come parere espresso per quanto riguarda la valutazione di impatto ambientale.

Queste 12 varianti saranno esaminate sulla base dei criteri che gli uffici sempre hanno adottato per l'esame dei piani regolatori e delle varianti ai piani.

I responsabili del procedimento sono stati individuati nelle persone dell'arch. Del Degan e dell'ing. Courthoud; al primo è stato assegnato l'esame dei piani di Allein, Quart, Saint-Christophe, Valsavarenche e Villeneuve; al secondo l'esame dei piani di Aymavilles, Fénis, Gressan, Gressoney-Saint-Jean, Perloz, Pont-Saint-Martin et Saint-Pierre.

Se è vero che la legge n. 11/98 prevede per l'approvazione definitiva la possibilità (una volta trascorsi i termini previsti dalla legge) del silenzio-assenso, vorrei precisare che in questa fase rispetto a queste 12 varianti ci troviamo nella fase che la legge definisce di organica consultazione preventiva, che è preliminare alla fase di adozione da parte del comune. Quindi, ammesso e non concesso, e poi spiegherò perché, dovessero trascorrere i 150 giorni previsti senza che ci sia il parere della conferenza di pianificazione, saremmo sempre in tempo nella fase successiva di esame per l'approvazione definitiva a correggere il tiro.

Per venire alla risposta alle ultime due domande relative alla ridefinizione delle strutture competenti in materia di urbanistica, è vero che la direzione urbanistica è sotto organico, ma questo è un problema che esiste da tempo, quindi non deriva dal nuovo assetto organizzativo della direzione stessa ma esisteva già prima della nuova definizione delle strutture, operata dalla Giunta nel mese di luglio scorso.

Non è vero soprattutto che la struttura competente in materia di urbanistica è stata indebolita in termini di personale. È vero che l'ex Direzione di urbanistica è stata ridimensionata, ma è stata ridimensionata in componenti che non si occupavano di urbanistica, vedi Servizio tutela del paesaggio che non dipende più dalla Direzione urbanistica ma fa riferimento alla Sovraintendenza, al Dipartimento dei beni culturali.

Dalla Direzione di urbanistica è stata tolta anche, in quanto non è più stata prevista, la posizione dirigenziale specialistica che seguiva la redazione del PTP; ma questo per ragioni che mi sembrano del tutto evidenti. Il PTP è stato finalmente approvato, ora si tratta di applicarlo. E l'applicazione avviene attraverso due momenti: il primo, è quello di adeguamento dei piani a quanto previsto dal PTP e quindi la verifica dell'adeguamento compete alle strutture deputate all'esame dei piani; il secondo, sicuramente non meno importante, è quello di attuazione dei programmi e dei progetti previsti all'interno del PTP.

Rispetto al personale deputato all'aggiornamento, all'inserimento dei dati, perché la banca dati relativa al PTP non invecchi, quel personale è sempre lì. Per quanto riguarda questo specifico problema, questo fa ora riferimento al Sistema informativo territoriale regionale, per sviluppare il quale e per mantenere i rapporti relativi a questo problema con il nuovo Dipartimento informatico che fa capo alla Presidenza della Giunta, abbiamo previsto una funzione specialistica che fa capo non alla Direzione urbanistica, ma che fa capo direttamente al Coordinatore del Dipartimento del territorio ambiente, perché è lì che va collocata quella funzione se è vero che è questo dipartimento che si occupa e che gestisce i problemi legati al territorio, e non in modo specifico la Direzione urbanistica. La Direzione urbanistica è una delle strutture che si occupano di gestione del territorio.

Per ovviare alla carenza di organico di funzioni direttive che si occupano dell'esame, della valutazione e dell'istruzione dei piani regolatori, la Giunta, dopo aver preso atto di tale carenza nel momento in cui, a luglio, ha definito la nuova organizzazione, si è impegnata a riservare intanto l'individuazione di almeno 3 posti di 8° livello con funzioni specialistiche relative all'urbanistica e poi una corsia preferenziale per quanto riguarda l'espletamento di questi concorsi. E io ipotizzo che nel corso del primo semestre 1999 sarà possibile mettere a disposizione della Direzione urbanistica le persone necessarie.

Nel frattempo? Nel frattempo continuiamo a fare quello che abbiamo fatto per quattro anni, nel senso che sopperiamo con risorse esterne - consulenti - alle evidenti carenze di organico. Non è cambiato niente, e continueremo a fare riferimento in questo frangente - che mi auguro più breve possibile - a dei consulenti esterni. Quindi mi sento di dire che la struttura, così com'è, sarà in grado ancora di rispondere nei termini con i quali ha risposto in passato.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Grazie, Assessore. Prendo atto della sua risposta sicuramente esauriente e semirassicurante. Una risposta però, non posso fare a meno di evidenziare, che dà ulteriore fondatezza alla preoccupazione principale che veniva esplicitata nell'interpellanza, che è quella che nel giro di 150 giorni le 12 varianti di piano regolatore possano essere tutte esaminate dagli attuali uffici.

Io non ho dimestichezza con il diritto amministrativo, che in questa sede mi servirebbe molto, però a me stride il discorso che mi è stato testé fatto. Non preoccupiamoci - si dice - perché se alcune varianti non verranno esaminate nei 150 giorni, scatta il silenzio-assenso, ma poi in sede di approvazione definitiva potremmo ancora dire la nostra…

(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)

… ultima "ratio", va bene, però voglio fare due osservazioni. Intanto, un piano adottato e non ancora approvato entra in vigore e quindi poi si chiudono le stalle quando i buoi sono scappati, ma io credo che darebbe qualche problema di legittimità il fatto che a fronte di un silenzio-assenso preventivo poi la Regione adotti un provvedimento in contrasto con quel silenzio-assenso. Non mi sembra che sia una cosa così pacifica. Mi sa che questa estrema "ratio" sarà una pistola che spara a salve, perché basta un qualsiasi ricorso che evidenzi una contraddittorietà fra atti.

Voglio dire: prima è stato deciso così con il silenzio-assenso, poi è stato deciso in modo diverso con una deliberazione: credo che la seconda deliberazione possa essere annullata. Lo pongo come problema da inesperto di diritto amministrativo.

Dopo di che, e concludo, sulle premesse politiche non siamo d'accordo. Mi auguro che il nuovo Assessore sappia organizzare e provvedere alle questioni urbanistiche con la stessa grinta con cui mi ha risposto. Grazie.