Objet du Conseil n. 77 du 23 septembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 23 SEPTEMBRE 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 77/XI Determinazioni in merito all'attuazione dello schema di decreto legislativo recante l'istituzione dell'addizionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche. (Interrogazione)
Interrogazione Preso atto dello schema di decreto legislativo recante l'istituzione dell'addizionale Comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche adottato in attuazione della Legge delega prevista dall'articolo 7 comma 3 bis Legge 15 marzo 1997 n. 59 e aggiunto dall'articolo 1 comma 10 Legge 16 giugno 1998 n. 191.
Richiamata la legge regionale n. 48 del 1995;
Tenuto conto della ormai sempre più pesante pressione fiscale.
Preso atto della dichiarazione dell'Assessore alle Finanze rilasciato agli organi di informazione;
Rilevato che per i prossimi anni tale addizionale potrà essere applicata dalle Regioni.
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
La Giunta regionale per sapere:
quali sono le intenzioni dell'Amministrazione regionale in merito all'attuazione dello schema di decreto legislativo recante l'istituzione dell'addizionale Comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche adottato in attuazione della Legge delega prevista dall'articolo 7 comma 3 bis Legge 15 marzo 1997 n. 59 e aggiunto dall'articolo 1 comma 10 Legge 16 giugno 1998 n. 191.
F.to: Viérin M. - Comé - Collé
Président La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.
Agnesod (UV) In merito al quesito posto dagli interroganti desidero sottolineare innanzitutto il fatto che a questo momento il Governo non ha ancora emanato provvedimenti definitivi ed attuativi; si è trattato finora di un dibattito su una serie di proposte avanzate dal Governo stesso e discusse con l'ANCI e non con le regioni poiché la competenza è statale.
Dalle notizie in nostro possesso, sembra che l'ipotesi avanzata dall'ANCI sulla "tassa di scopo" sia stata accantonata lasciando all'autonomia dei comuni la decisione in merito.
Sempre sull'argomento esiste una presa di posizione della Lega delle Autonomie locali di cui la Regione fa parte che sottolinea la propria posizione contraria all'addizionale facoltativa sull'IRPEF ribadendo che dovrebbero invece essere introdotte misure significative, seppur graduali, di federalismo fiscale e finanziario evitando però di aumentare la pressione fiscale sui cittadini con addizionali locali.
Il federalismo finanziario e fiscale deve comportare un ridisegno complessivo del bilancio statale e delle norme tributarie; vanno definite forme di partecipazione e di unificazione di tasse e di imposte varie che, così come sono oggi, gravano in maniera pesante sulle tasche dei contribuenti.
Il meccanismo proposto avrebbe previsto un'addizionale comunale con aliquota base dello 0,5 percento e con contestuale riduzione delle aliquote IRPEF ordinarie, quindi con un minor gettito di entrate per l'IRPEF ordinario senza aumenti per quanto riguarda quest'aliquota base a carico dei contribuenti. In più lo schema prevedeva però un'altra addizionale comunale la cui misura in ogni caso non avrebbe dovuto eccedere lo 0,5 percento rispetto all'aliquota base con un incremento annuo che non avrebbe dovuto superare lo 0,2 percento; quest'ultima sì a carattere facoltativo ed aggiuntivo rispetto alle attuali condizioni di tassazione. Questo per dare alcune informazioni sullo schema che, come dicevo prima, è stato contestato dall'ANCI regionale, dalla Lega delle Autonomie e su cui noi siamo contrari come Regione.
Detto questo, occorre sottolineare che in Valle d'Aosta i comuni usufruiscono di una legge propria di finanziamento, importante, che garantisce entrate in maniera articolata sia per le spese correnti che per le spese di investimento. Mi riferisco alla legge n. 48/95, la quale, tenendo conto del rapido modificarsi degli equilibri in questo settore, ha bisogno di essere rivista ed adeguata quindi d'intesa l'Amministrazione regionale, l'Associazione dei sindaci e i presidenti delle comunità montane provvederemo, nel corso del prossimo anno, attraverso un gruppo di lavoro paritetico, ad una revisione della stessa legge n. 48 e alla stesura di un documento, che eventualmente potrà - se sarà ritenuto opportuno - tenere conto in qualche misura di queste determinazioni che presumibilmente lo Stato adotterà entro la fine del corrente anno.
Credo di essere stato sufficientemente chiaro perché sull'argomento esiste - ed è anche comprensibile - parecchia confusione, ovviamente non per colpa nostra, ma credo sia nostro dovere dare le spiegazioni soprattutto a queste interrogazioni che riguardano argomenti tecnici collegati con interpretazioni che vengono date da altri enti che non sono la Regione.
In effetti, la presa d'atto delle mie dichiarazioni rilasciate sulla pagina regionale della Stampa in data 9 settembre 1998 e il fatto che sia sulla stessa interrogazione posto in evidenza che per i prossimi anni una tassa addizionale potrà essere applicata dalle regioni, nulla hanno a che vedere con le leggi a cui l'interrogazione fa riferimento, vale a dire la legge n. 59/97 e la legge n. 191/98 che contiene l'articolo 3bis e non viceversa come è scritto nell'interrogazione. Ma questo è superabile, non è così negativo perché evidentemente sull'argomento c'è parecchia confusione a tutti i livelli anche se doverosamente però da parte nostra deve essere evidenziato per chiarezza e giusta informazione.
L'addizionale regionale, non chiesta dalle regioni, o meglio non in questa forma e su questo avevamo fatto anche un ordine del giorno, è stata imposta alle regioni stesse con il decreto legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997, istitutivo dell'IRAP.
L'articolo 50 di tale decreto prevede l'istituzione dell'addizionale regionale e stabilisce anche nell'ultimo comma che per gli anni 1998 e 1999 l'aliquota addizionale regionale è fissata nella misura dello 0,5 percento su tutto il territorio nazionale. Non è in gioco quindi la nostra intenzione; dobbiamo prendere atto che esiste e con questa misura non abbiamo possibilità di scelta. Solamente a partire dal 2000 le regioni che lo vorranno potranno applicare un aumento massimo dello 0,5 percento. Ecco perché risposi alla domanda del cronista precisando che per gli anni contributivi 1998 e 1999 non esiste discrezionalità, si applica e basta, non potendo fino al 2000 adottare alcun provvedimento.
Ovviamente, visto l'evolvere continuo e il proliferare di norme in materia, è difficile valutare uno scenario che se sarà di federalismo pieno, cioè di compartecipazione senza oneri aggiuntivi ad una situazione fiscale già pesante, potrà vederci orientati in una direzione piuttosto che in un'altra.
Per chiarezza completa informo che nella predisposizione dello strumento di bilancio pluriennale, ora in fase di preparazione, la Giunta non ha previsto alcuna forma di modifica o di ulteriore tassazione rispetto all'attuale pur avendone le possibilità. Direi anzi che stiamo operando nella direzione di alleggerire la pressione fiscale e ne è un esempio la legge n. 24 del 4 maggio 1998 che ha abolito la tassa sulle concessioni governative per il commercio su area pubblica. Siamo stati la prima Regione in Italia ad adottare questo provvedimento proprio per dare a questo settore un po' di respiro tenuto conto delle difficoltà che incontra in questo momento nel contesto generale dell'economia.
Credo di aver risposto in maniera puntuale e precisa in una materia delicata che sta creando in questo momento allarme e preoccupazione un po' in tutto il Paese.
Président La parole au Vice-président Marco Viérin.
Viérin M. (Aut) Inizio con il dire che la risposta non è proprio precisa, perché se il sottoscritto è già a conoscenza che le due Commissioni finanze di Camera e Senato hanno approvato quanto veniva enunciato nell'interpellanza, e quindi se gli uffici che hanno preparato la risposta all'Assessore, non sanno queste cose, non posso fare nessuna considerazione nel merito, anzi non voglio farla perché le considerazioni si fanno da sole.
Vi informo che le due Commissioni hanno già approvato l'addizionale IRPEF, quindi non è che non è stato fatto ancora il decreto…
(interruzione dell'Assessore Agnesod, fuori microfono)
… non sono due cose diverse, ho capito cosa vuol dire, Assessore, ma le dimostro che non sono due cose diverse proprio perché abbiamo iniziato con la legge n. 48, quella a cui lei faceva riferimento, in merito alla finanza locale con il discorso della ripartizione dell'IRPEF.
Ora, andiamo a dividere i due campi: uno è l'IRPEF che competerà all'Amministrazione regionale, l'altro è l'RPEF che competerà agli enti locali.
Su quello dell'Amministrazione regionale concordo che è lo 0,5 percento per il 1998 e il 1999 e poi si dovrà decidere fra 0,5 percento e 1 percento e nell'interpellanza abbiamo chiesto quali sono le intenzioni dell'Amministrazione regionale in merito all'attuale schema proprio perché noi in quella legge Regionale n. 48 destiniamo il 95 percento agli enti locali. Ebbene, sul 1998-1999 questo 0,5 andrà nel 95 percento agli enti locali o non andrà? E questo gli enti locali lo devono sapere e il bilancio regionale lo dovrà dire anche perché i bilanci comunali dovranno tenerne conto, ecco perché interessa anche quest'aspetto.
Sul decreto inerente ai comuni non concordo che l'Assessore mi dica che non c'entra perché condivido le prese di posizioni dell'ANCI e della sezione delle Autonomie locali - posizioni che anche lei, Assessore, ha detto di condividere - e ricordo che la nostra legge n. 48 va in quel senso.
A questo riguardo tutti siamo d'accordo nel dire che non si può andare a chiedere: imponete voi delle tasse perché noi vi deleghiamo delle cose da fare. E qui la Regione si è comportata correttamente perché l'articolo 3 della legge n. 48, concernente la delega e il trasferimento delle funzioni, stabilisce che le deleghe e i trasferimenti di funzioni regionali agli enti locali sono determinati da legge e nei casi di cui al comma 1 - che tratta queste deleghe - la legge regionale assicura agli enti locali una copertura finanziaria necessaria all'esercizio di funzioni trasferite e delegate cioè, la Regione - e concordo - ha assunto un atteggiamento completamente opposto a quello che tiene lo Stato in questo caso. Su questo concordiamo tutti, si vedano anche le dichiarazioni dei sindaci, Sindaco di Aosta in testa, sugli organi di informazione.
L'Assessore ha detto che andremo a definire come Governo, tramite un confronto con i sindaci e i presidenti delle comunità montane, una revisione della n. 48 in funzione di quanto da noi chiesto nell'interpellanza.
Io dico che è indispensabile più che altro perché sappiamo che l'IRPEF in un comune può arrivare ad un certo gettito e in altri comuni ad altri gettiti, quindi il rischio è di creare dei comuni ancora più poveri e dei comuni ancora più ricchi perché non è collegata alla densità della popolazione, ma solo al discorso dell'IRPEF e sappiamo bene, che le attività in certi comuni sono maggiori che in altri, quindi la sperequazione che ne può nascere, creerà situazioni in cui ad alcuni cittadini converrà risiedere in un comune piuttosto che in un altro.
In conclusione, riteniamo come Autonomisti che questa proposta, che sta andando avanti e che è già stata approvata dalle Commissioni del Senato e della Camera, sia una proposta da combattere anche con atti di questo Consiglio. Non riteniamo che si debba stare zitti o limitarsi ad appoggiare le tesi dei sindaci o delle comunità montane su questo fatto. Anche noi, come amministratori regionali, siamo chiamati a dire la nostra in un senso politico perché la legge n. 48 ha definito come finanziare i comuni valdostani e se ai comuni viene data questa gabella in più, essi si troveranno in difficoltà proprio vista la nostra legge n. 48. Infatti, l'addizionale IRPEF che loro andrebbero ad applicare è completamente diversa da comune a comune anche se la percentuale può essere la stessa proprio perché l'IRPEF è un dato troppo fluttuante e diverso da comune a comune.
Quindi ritengo che sia più che necessario prendere anche una posizione politica.
L'Assessore ha annunciato che a breve ci sarà una conferenza fra enti locali, comunità montane e comuni per rivedere la legge n. 48 però, a questo punto chiedo all'Assessore che si tenga conto nella revisione della n. 48 di quest'aspetto proprio perché se alcuni comuni vanno ad istituire certe addizionali IRPEF ci saranno delle sperequazioni sul gettito IRPEF fra ivari comuni. È diversa la cosa quando si parla di gettito IRPEF verso la Regione perché sono tutti cittadini valdostani.
