Objet du Conseil n. 3059 du 25 mars 1998 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 26 MARZO 1998
OGGETTO N. 3059/X Attuazione dell'organico funzionale di circolo nelle scuole elementari della Regione. (Reiezione di mozione)
Mozione Richiamato il Contratto Collettivo Nazionale Decentrato, concordato tra il Ministero della Pubblica Istruzione e le OO.SS. nazionali, che prevede per i docenti di scuola elementare il passaggio dalla titolarità nel plesso scolastico alla titolarità nel circolo didattico;
Sottolineato che il comma 4 dell'articolo 21 di tale CCND prevede che siano esclusi da tale passaggio i docenti titolari su plessi non sedi di circolo e ubicati in comuni di montagna, per gli evidenti disagi che tale applicazione provocherebbe agli insegnanti;
Evidenziato che nell'elenco ministeriale delle 2536 sedi scolastiche definite "di montagna" non sono comprese quelle valdostane in quanto materia di competenza della Giunta regionale;
Richiamata inoltre, la delibera di Giunta n. 716 del 9 marzo 1998 con cui si stabilisce, a partire dall'anno scolastico 1998/99, l'attuazione dell'organico funzionale di circolo nelle scuole elementari della Regione;
Rilevato che, con questa delibera, si modificano i criteri concordati nel CCND e che, paradossalmente, in Valle d'Aosta le scuole ubicate in comuni di montagna si ridurrebbero al numero di tre;
Sottolineato che tale decisione comporterà notevoli disagi per molti insegnanti che, sovente per ragioni di avvicinamento alla famiglia, richiedono il trasferimento di sede;
Espressa inoltre viva preoccupazione che la delibera di Giunta di cui sopra modifichi lo stato giuridico degli insegnanti e che tale decisione possa dar vita ad uno stato di tensione tra il personale docente, cosa certamente deleteria per il buon funzionamento della scuola elementare;
Affermato infine che la giusta volontà di migliorare il servizio scolastico non può comunque penalizzare eccessivamente la figura degli insegnanti;
il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta regionale a rinviare l'eventuale applicazione dell'organico funzionale di circolo, di cui alla delibera di Giunta n. 716 del 9 marzo 1998, ad una riconcertazione con le parti interessate
F.to: Marguerettaz - Collé - Viérin M.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Ciò che mi ha spinto a presentare questa mozione, lo confesso, è anzitutto un aspetto di carattere personale: essendo io insegnante elementare e, nel caso in cui dovessi accingermi a rientrare, fra non molto, nell'organico della scuola elementare, oltre al futuro dei miei colleghi, penso anche al mio, ma a parte queste battute iniziali, il problema credo che sia davvero di una notevole rilevanza.
Immagino che non tutti i colleghi conoscano a fondo l'argomento anche se l'oggetto ha occupato anche gli spazi dei giornali. Mi rendo conto che è un oggetto che riguarda prettamente una categoria di persone quali quella degli insegnanti elementari della scuola pubblica, quelli in servizio naturalmente, quindi credo sia utile dare un minimo di spiegazione ai colleghi su ciò che sta accadendo e che sta inquietando non poco tutti gli insegnanti di scuola elementare.
Ci troviamo di fronte ad un contratto collettivo nazionale decentrato per citare uno dei tanti atti che portano alla sostanza dell'argomento che, a livello nazionale, è stato firmato dalle parti, quindi evidentemente dal Ministero della pubblica istruzione e dalle organizzazioni sindacali, che prevede che l'insegnante elementare non avrà più una sede di riferimento, intesa come un plesso scolastico, cioè non avrà più la titolarità in un plesso scolastico, ma avrà la titolarità all'interno di un circolo didattico. Questo, come saprete, comporta diversi comuni e diverse scuole.
Questo per quali motivazioni? Evidentemente le motivazioni ufficiali sono quelle di rendere un miglior servizio alla scuola. Il dubbio che personalmente ho è che, così come quando furono istituiti i moduli didattici - anche qua, per semplificare, i tre insegnanti al posto dell'insegnante unico -, il discorso che sottende questi provvedimenti sia prettamente di carattere economico, ma è un dubbio e tale rimane.
Dicevo quindi che un insegnante non ha più la titolarità all'interno di una scuola, ma all'interno di un circolo. Questo cosa comporta per gli insegnanti e perché questo provvedimento preoccupa gli insegnanti? È evidente che dà luogo a tutta una serie di disagi per gli insegnanti stessi sui quali tornerò e che gli insegnanti giustamente vogliono o evitare o perlomeno limitare, ma il tutto nasce, dicevo, da quest'accordo fra le parti a livello nazionale. In questo stesso contratto si prevede però, soprattutto per quegli insegnanti che fanno scuola in comuni particolarmente disagiati, cioè in plessi distanti, cosiddetti di montagna, per i quali il disagio sarebbe davvero notevole perché potrebbe comportare all'interno del circolo anche degli spostamenti di chilometri, che da questo provvedimento fossero esentati tutti i docenti titolari su plessi non sedi di circolo e ubicati in comuni di montagna. Quindi, per semplificare, quegli insegnanti che insegnano in comuni di montagna non saranno assoggettati a questo provvedimento.
Il Ministero poi ha fatto di più, ha stilato un elenco di duemila e passa comuni che sono esentati da questo provvedimento. La cosa che può apparire anche simpatica è che all'interno di quest'elenco ministeriale vengono definiti comuni di montagna comuni ad esempio nella vicina Liguria che sono situati a 20-30 metri sul livello del mare.
In Valle d'Aosta abbiamo la possibilità di rivedere questa nuova organizzazione scolastica e, se ci fosse stata la stessa filosofia nella Giunta regionale che ha guidato le scelte del Ministero nazionale, è evidente che le scuole di montagna, le scuole disagiate nella nostra Regione dovrebbero essere la stragrande maggioranza. Così non è perché la Giunta con delibera del 9 marzo scorso ha deciso che in Valle d'Aosta, come scritto realisticamente nelle premesse della delibera, le scuole di montagna sono tre, precisamente la scuola di Rhêmes-Notre-Dame, Valgrisenche e Gressoney-La-Trinité. Questo si commenta da solo, evidentemente la filosofia della Giunta è stata diversa da quella del Ministro Berlinguer e questo nel 99 percento dei casi lo apprezzerei, non in questo caso. Questo ha suscitato tutta una serie di inquietudini nel personale docente.
Quali giustificazioni porta la Giunta regionale a sostegno del fatto che si sono modificati i criteri nazionali? Le giustificazioni, che sono presenti anche nella delibera di Giunta, affermano che quest'impostazione è decisamente valida per il miglioramento del servizio scolastico e che quindi l'applicazione "tout court" del decreto nazionale ridurrebbe, come è evidente, essendo la nostra una Regione al cento per cento di territorio montano, l'applicabilità di quest'organizzazione ad un numero limitato di plessi quindi, siccome l'iniziativa è positiva per il servizio scolastico - così ragiona la Giunta -, noi l'estendiamo a tutto il territorio valdostano tranne quelle tre scuole che ho appena ricordato. Quindi è bene che noi andiamo a ragionare su questi termini, a ragionare sul fatto se davvero ci sono i presupposti che portano a dire questo Consiglio, che dovrà pronunciarsi su questa mozione con consapevolezza, se questa riorganizzazione del servizio scolastico sia o meno migliorativa rispetto al passato e se, messi sui due piatti della bilancia da una parte il probabile miglioramento del servizio scolastico e dall'altra il disagio che si crea nei confronti degli insegnanti, questi due piatti vanno sullo stesso livello o se, viceversa, ce n'è uno che pesa decisamente più dell'altro.
Innanzitutto l'argomento forte della Giunta per dire che c'è necessità di estendere a tutta la nostra Regione questo tipo di provvedimento sta nel fatto che così si salvaguardano 25-26 posti di lavoro, ancora recentemente su La Stampa ho visto un articolo dove si riportano delle dichiarazioni della Sovrintendente e il titolo dell'articolo è "Evitata la riduzione di organico".
Sappiamo tutti che spesso i giornali non traducono nei titoli quella che è la sostanza dell'argomento ma, se questo fosse il nocciolo duro della questione, se questo fosse l'argomento portante della decisione della Giunta, ci rendiamo conto che sarebbe oltremodo riduttivo perché abbiamo detto ciò che si spera è invece che tutti questi provvedimenti siano in funzione di un miglioramento del servizio scolastico. Con questa delibera, dice la Giunta, abbiamo salvato 25 posti di lavoro.
Come potranno essere salvati questi 25 posti di lavoro? E poi anche qui sarebbe interessante capire, nel caso in cui 25 insegnanti non avessero più una titolarità, se sarebbero licenziati o piuttosto riutilizzati in un altro modo. Ma, dicevo, come saranno recuperate queste 26 risorse a livello di insegnanti? Saranno recuperate attraverso dei progetti specifici che i consigli di circolo insieme al Collegio docenti dei vari circoli potranno elaborare e proporre all'attenzione dell'Assessorato; progetti che possono riguardare lo spazio mensa o il cosiddetto spazio accoglienza, tutte necessità di cui le famiglie sentono il bisogno. Rendiamoci conto però che attualmente, o comunque, che un grosso numero di insegnanti proprio in questi tempi sta predisponendo questi progetti perché sono progetti che hanno un valore, rispondono ad una necessità delle famiglie. Il problema è che, se tutti i dieci circoli della Valle elaboreranno più progetti in questo senso, le risorse a disposizione saranno comunque 25 o 26, quindi una media di 2 virgola qualcosa insegnanti a disposizione di questi progetti a livello di circolo didattico.
È lecito pensare che, a fronte di quest'organizzazione, questi progetti non risponderanno o risponderanno solo in maniera molto parziale a quelle che sono le giuste aspettative delle famiglie. Anche perché ci troveremmo di fronte a due possibilità: ci saranno i piccoli comuni di montagna che non sono classificati di montagna dalla delibera di Giunta, dove gli insegnanti elaboreranno dei progetti per poter mantenere un organico laddove rischierebbe di ridursi; contemporaneamente ci saranno dei progetti delle scuole di città, dei grossi plessi, pensiamo ad Aosta o a Saint-Vincent, dove ci sarebbe forte necessità di progettazioni alternative che diano risposta alle numerose problematiche che sono presenti all'interno di questi plessi. Sono un po' di anni che sono fuori dalla scuola elementare, ma parlando con dei colleghi mi sono sentito far presente come in particolare ad Aosta vi siano delle situazioni estremamente difficili da gestire all'interno delle classi e uno dei tanti problemi, ma non certo l'ultimo, di cui si è fatto cenno qualche Consiglio passato è la presenza di numerosi figli di extracomunitari che vengono inseriti nelle scuole con problemi di lingua, di adattamento e via dicendo. Quindi anche questi grossi centri, anche le scuole di città elaboreranno tutta una serie di progetti e a quel punto la coperta starà strettissima e, come dicevo all'inizio, ben difficilmente potrà rispondere alle esigenze di tutti.
Ma, sempre nell'ottica dell'eventuale miglior servizio, c'è un dato che sappiamo già essere certo successivamente all'applicazione di questa delibera di Giunta. Il dato certo è che diminuiranno le ore di compresenza all'interno della scuola tanto che esse probabilmente spariranno del tutto all'interno delle classi con meno di 13 bambini. Cos'è la compresenza? Anche qua brevemente, per spiegare ai colleghi un po' digiuni della materia, la compresenza è il momento in cui due insegnanti si ritrovano all'interno dello stesso gruppo o classe e conducono attività comuni oppure differenziate a seconda della necessità della classe stessa. Questa compresenza non molti anni fa era stata sbandierata da più parti come un aspetto estremamente positivo dell'organizzazione scolastica e io l'ho vissuto personalmente per pochi anni, ma comunque l'ho sperimentato direttamente e ho potuto vedere come in molti casi quest'affermazione fosse vera perché era ciò che ti permetteva di organizzare, ad esempio - dico una delle tante esigenze alle quali si poteva rispondere con la compresenza - a necessità di recupero di alunni in difficoltà, soprattutto in situazioni di classi con un numero elevato di alunni. Ora, dicevo, con quest'organizzazione la compresenza viene fortemente ridotta, in molti casi addirittura sparirà. Queste sono alcune motivazioni per dire che, dal punto di vista della qualità del servizio, mi permetto di esprimere semplicemente alcuni piccoli dubbi sulla reale capacità che ne deriverà di rispondere a tutte le attese che le famiglie e gli stessi docenti hanno. Fin qui ho riempito un piatto della bilancia.
Sull'altro piatto della bilancia, dicevo, stanno le altrettanto giuste a mio modo di vedere aspettative e richieste degli insegnanti. Questa nuova organizzazione comporterà tutta una serie di grossi disagi; quali? Sostanzialmente due, molto sentiti e molto forti.
Il primo è che l'insegnante avrà la titolarità su un circolo didattico e quindi sarà soggetto all'assegnazione in plessi diversi, magari un anno in un plesso, l'anno seguente in un altro ancora, da parte - immagino - del direttore didattico. Questo credo che sia uno dei punti che preoccupa maggiormente gli insegnanti; non so fino a che punto arrivi il potere del direttore didattico, sicuramente nella replica l'Assessore mi approfondirà il concetto, ma mi è capitato, con la vecchia organizzazione scolastica quando, per quanto concerne l'assegnazione delle classi, la prassi era che gli insegnanti stessi si mettessero d'accordo e fra di loro concordassero in quali classi avrebbero insegnato, che mi fosse assegnato "d'imperio" una classe perché il mio Direttore didattico dell'epoca - sto parlando di meno di dieci anni fa - riteneva necessaria per la situazione difficile che c'era in quella classe la cosiddetta presenza maschile. Qui apro solo una piccola parentesi: che se il Consigliere Squarzino sente così forte la necessità di avere una consulta femminile, ogni tanto ho la sensazione di vedere una consulta di insegnanti elementari maschi, noi lì siamo una forte minoranza e talvolta anche discriminati sessualmente. Chiusa la parentesi. Ho citato questo esempio per dire che in passato il potere didattico fosse già rilevante in questo senso. Se il potere rimane lo stesso, un domani che l'ex Consigliere Marguerettaz riprende a fare l'insegnante, in base allo stesso criterio egli può essere assegnato, se ad esempio fosse nel Circolo di Gignod, a Saint-Rhêmy piuttosto che a Saint-Chistophe. È evidente che questo è un grosso fattore di preoccupazione.
L'altro fattore di preoccupazione riguarda i trasferimenti degli insegnanti che, come tutti sanno, vengono fatti nel 98 percento dei casi per ragioni di famiglia. Anche qui, i trasferimenti avverranno con molti rischi perché, se non c'è più la titolarità nella scuola, ma nel plesso, io che abito a Saint-Christophe ed insegno a Chambave e ho evidenti necessità e ragioni per avvicinarmi alla mia famiglia, non potrò più chiedere l'avvicinamento nella sede di Saint-Christophe, cioè dove abito, ma dovrò chiedere l'avvicinamento al circolo dentro il quale è compreso Saint-Christophe che, come dicevo, è il Circolo di Gignod e fra le scuole appartenenti a detto Circolo ci potrebbe essere Saint-Rhêmy; quindi paradossalmente io che insegno a Chambave chiedo di avvicinarmi a casa mia a Saint-Christophe e correrei il rischio - questo è un punto da capire bene, ma è uno dei tanti timori che ci sono fra gli insegnanti - di essere trasferito a Saint-Rhêmy con una penalizzazione ulteriore rispetto alla situazione passata.
Sono stato lungo e ve ne chiedo scusa, concludo rapidamente dicendo cosa si chiede con questa mozione.
Non si chiede di non fare nulla, credo che i termini della mozione siano estremamente chiari e al tempo stesso non volutamente polemici; chiediamo con questa mozione che si sospenda l'applicazione di questa delibera e si riconcerti il tutto con le parti interessate, ovvero gli insegnanti attraverso le loro rappresentative sindacali. Questo perché tutte le cose che posso aver detto sono opinabili, me ne rendo conto; il dato invece di cui siamo tutti certi è che questo provvedimento preso così come è stato preso ha creato una fortissima preoccupazione all'interno degli insegnanti elementari. Credo che tutti i capigruppo stiano ricevendo in questi giorni delle raccolte di firme nate in maniera assolutamente spontanea e non pilotata né da organizzazioni politiche né da organizzazioni sindacali tanto che alcuni sindacati credo abbiano cambiato opinione proprio in seguito a questa sollevazione popolare da parte degli insegnanti stessi. Raccolta di firme che ha un'adesione massiccia, che chiede di rivedere quest'impostazione della Giunta e che esprime un forte disagio, che è la cosa prima da evitare all'interno della scuola. Credo che se chiedessimo all'Assessore Vicquéry qual è uno dei sogni nel cassetto che ha l'Assessore Vicquéry, lui ci risponderebbe: eliminare uno stato di tensione fra i medici per avere un ambiente sereno, dove non ci siano questi scontri al suo interno. Credo che nella scuola dovrebbe essere uguale; possiamo pensare tutti i provvedimenti di questo mondo ma se ci ritroviamo contro e in situazione non convinta proprio i primi operatori della scuola, che sono gli insegnanti, l'operazione - fosse anche la più nobile di questa terra - è destinata a fallire.
Sappiamo che gli insegnanti chiedono con forza una revisione di questo, sappiamo che hanno già proclamato uno sciopero che credo sia fissato per i primi giorni di settembre, prima che questo accada chiediamo di rivedere questa delibera. Eventuali altre osservazioni le farò dopo aver sentito la replica dell'Assessore.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'istruzione e cultura, Louvin.
Louvin (UV) Je dois remercier le collègue Marguerettaz qui, tout en énonçant des propos et en faisant des considérations que je ne partage pas entièrement et, pour le ton de son intervention, a quand même mis les collègues dans la condition de mieux connaître cet argument qui, pour sa nature "corporative", est un argument très spécifique et qui demande une certaine connaissance des mécanismes d'attribution du personnel aux écoles et par là des réflexions sur les effets que des mécanismes d'une certaine nature plutôt que d'autre peuvent produire.
Il a notamment bien fait de rappeler que certaines dispositions ont été adoptées au niveau national pour l'introduction du tableau fonctionnel des effectifs par circonscription et que notre Région est dans une situation particulière dans la mesure où elle peut intervenir en faisant appel à ses propres compétences en la matière, comme elle se doit de le faire, pour établir elle-même les conditions d'application de cette transformation introduite par la loi 662/96 et reprises ensuite par d'autres dispositions de loi.
La réflexion que nous avons menée au sein du Gouvernement à l'occasion de la discussion de cette délibération, le 9 du mois de mars - mais elle a été également précédée par d'autres discussions détaillées et en profondeur sur cet argument - a mis en évidence que l'introduction du tableau par circonscription aurait permis une distribution plus équitable des ressources dans nos écoles pour faire face à des situations assez contradictoires que nous retrouvons dans certains de nos établissements scolaires.
Il ne s'agit pas de revenir sur la philosophie des modules, qui ont été introduits avec satisfaction dans notre école, parce qu'ils ont apporté des éléments de modernisation et d'ouverture par rapport à l'attitude des enseignants et qui sont considérés globalement positifs, mais sur des situations de déséquilibre qui font que certaines écoles avec 40 élèves ont 5 ou 6 enseignants et certaines écoles, qui en ont 50, ont 13 enseignants seulement.
Les mécanismes d'attribution qui ont été utilisés jusqu'à présent, qui définissaient l'attribution des enseignants en fonction des classes instituées et non pas en fonction du nombre d'élèves attribués à l'école, ont produit certains déséquilibres qui se sont confirmés au fil des années. Pour cette première raison nous avons estimé, après une année entière de réflexion sur la matière, - ceci pour dire aussi que nous ne sommes pas parvenus à une décision inopinée et non réfléchie - mais, sur la base d'une année de réflexions au sein de l'Administration scolaire avec les directeurs didactiques, avec les organisations syndicales, de parvenir à une situation où le nombre dans le rapport entre les enseignants et les élèves soit plus équitable.
Or, cela se branche cependant sur un autre aspect qui a demeuré dans l'ombre dans l'exposé de Monsieur Marguerettaz et c'est l'aspect de l'autonomie scolaire. L'autonomie scolaire signifie de plus en plus la possibilité de la part du corps enseignant d'établir des modalités d'organisation de leur propre travail qui soient plus fonctionnelles aux compétences des enseignants et à la condition que l'on vit sur le territoire régional. A cet effet je voudrais rappeler qu'au courant du mois de février de cette même année le Gouvernement a adopté une autre délibération très importante dans laquelle il a établi les lignes directrices concernant l'autonomie scolaire et son application graduelle.
Je crois que les deux choses vont de pair: autonomie signifie possibilité de disposer de façon responsable des ressources à utiliser de la façon la meilleure; l'autonomie serait par contre en conflit avec un système figé, qui définit à l'avance et sur des bases territoriales, le personnel à utiliser sans possibilité de disposer des ressources qui existent déjà dans le contexte des projets scolaires de plus vaste envergure. A ce propos nous avons déjà fait une pause de réflexion et de concertation, la pause dont s'inspirait la conclusion du discours de Monsieur Marguerettaz en réalité a déjà eu lieu. Sur le territoire national l'effectif de circonscription a déjà été en large mesure appliqué avec des résultats peut-être assez contradictoires, mais du fait aussi de certaines difficultés liées notamment à la D.O.P., "alla dotazione organica provinciale", qui a obligé tous les "provveditori" à transférer dans ce même tableau supplémentaire tous les enseignants en excès pour les réattribuer par la suite aux circonscriptions scolaires. Le mécanisme s'est avéré inefficace et c'est donc dans une direction différente qu'on s'est orienté par la délibération dont on discute aujourd'hui.
Nous avons en effet voulu peser, comme vous l'avez fait tout à l'heure, le pour et le contre, et nous avons mis nous aussi sur la balance tous ces éléments, mais nous avons mis surtout en évidence le fait que le choix qu'en quelque sorte vous suggérez, celui de figer la situation ou bien d'appliquer - ce qui n'est pas normalement dans nos habitudes - d'une façon automatique les mécanismes qui sont appliqués au niveau national, aurait amené à des conséquences assez lourdes pour notre système scolaire, en premier lieu l'impossibilité de réaliser les finalités d'autonomie scolaire puisque l'on réduirait à 11 écoles seulement sur 84 l'application de ces dispositions de souplesse qui sont liées à l'effectif de circonscription. L'autonomie scolaire - celle que nous évoquions tout à l'heure - serait totalement annulée si on l'appliquait seulement aux écoles qui sont situées dans des communes où siègent les directions de circonscription. De l'autre côté ce n'est pas le premier des arguments, mais il est de taille; nous aurions eu au total une réduction des effectifs très importante. Si l'on avait figé donc, avec "l'organico di plesso", l'attribution à chaque école du personnel scolaire, du fait des modalités nouvelles de calcul d'attribution des enseignants, nous aurions eu 25 enseignants en moins sur tout le territoire régional.
S'il est vrai, Monsieur Marguerettaz, que parfois certains choix au niveau national se font pour des raisons d'économie et se traduisent par le fait de donner à l'école moins que ce que l'on devrait, ici c'est exactement le contraire parce que nous sommes dans la condition de faire peser un excédent de 25 postes sur le budget régional. Pour la plupart il ne s'agirait pas d'effectifs et qui par conséquent perdraient leur place.
Je peux donc affirmer que cela est une des conséquences positives qui sera jouée intelligemment - je l'espère - par nos directeurs didactiques.
Quand vous avez évoqué les aspects négatifs, vous avez mis en évidence l'hypothèse du rôle pervers du directeur didactique. Or, je ne sais pas si des situations d'attraction fatale ou de "basic instincts" pourraient se produire dans nos directions didactiques. Je ne le crois pas personnellement et de toute façon je tiens à vous rassurer pour votre avenir d'enseignant - si le cas se présentera pour l'année prochaine - face à quelque possible Kim Basinger qui voudrait, au niveau de direction didactique, tâcher de vous séduire. Le contrat de travail appliqué à nos écoles, auquel il s'agira de donner encore des dispositions supplémentaires dans l'accord délocalisé, qui devra être réalisé à l'échelle régionale, prévoit que le directeur didactique, je cite: "in relazione ai criteri generali stabiliti dal Consiglio di circolo e in conformità al piano annuale delle attività deliberato dal Collegio docenti, assegna i docenti ai plessi". Donc il n'y a pas de toute évidence un plein pouvoir discrétionnaire de la part des directeurs didactiques, qui assumeraient des décisions contraires au bon vouloir de l'ensemble des enseignants. Il y aura par contre une dynamique intelligente, une dynamique de responsabilité du corps enseignant et face à la responsabilité nous nous trouvons dans la même situation que nous avons déjà connue dans les réformes administratives de cette législature: on a toujours peur, toujours face à l'innovation on se trouve face à quelqu'un qui essaie de mettre un frein. C'est une crainte naturelle, mais c'est une crainte qui doit être bien maîtrisée parce que les enseignants doivent comprendre qu'ils sont eux-mêmes les maîtres du jeu avec leurs directeurs didactiques bien entendu, mais non pas les victimes des décisions unilatérales et irraisonnées de la part des leurs directeurs didactiques.
Quant au deuxième aspect, celui des déplacements, d'une façon purement abstraite je peux convenir avec le Conseiller qu'il va y avoir une situation dans laquelle la possibilité de mutation d'une place sur une école à une autre place sur une autre école sera moins facile et moins immédiate. Il y a cependant quelque chose qu'il ne faut pas oublier: dès lors que le plan annuel des activités du Collège des enseignants et les critères établis par le Conseil de circonscription sont connus, l'enseignant peut déjà très bien imaginer quelle sera la répartition à l'échelle de la circonscription dans laquelle il demande à être muté et il saura parfaitement quels seront les critères de priorité qui joueront dans l'autre direction didactique qui doit de toute façon les rendre évidents.
Par conséquent il s'agit simplement de connaître la règle qui est appliquée et en s'appuyant sur cette règle, de calculer, comme savent très bien le faire les enseignants, parce qu'ils ont une capacité extraordinaire de bien comprendre certains mécanismes, de parvenir à la réponse finale. Donc, s'il n'y a plus la certitude totale d'être "parachuté" sur une telle place, il y a quand même une possibilité très facile d'éviter qu'une telle hypothèse de rejet en fond de vallée s'avère une réalité.
Je ne pense pas que cela se produira et de toute façon tous les cas qui ont été projetés donnent des résultats tout à fait réconfortants dans ce sens.
D'ailleurs n'oublions pas non plus que la mobilité des enseignants est un fait qui existe depuis 1990 dans notre école élémentaire; "i moduli interplesso" sont déjà une réalité donc, cette mobilité théorique en réalité demeurera subordonnée à des conditions établies à l'intérieur des circonscriptions, précisées dans l'accord qui sera réalisé au niveau régional avec les organisations syndicales et donc les enseignants connaîtront au préalable les critères qui leur permettront de prévoir leur propre destination.
Permettez-moi encore de vous anticiper aussi ce qui est en train de se produire aujourd'hui dans nos écoles. Vous avez fait état d'une situation de malaise que nous avons constatée, mais qui est due en très large mesure à un manque de connaissance précise des mécanismes à établir.
Les mesures de mise en application de cet effectif de circonscription sont en train de se réaliser à deux niveaux: au niveau plus général les opérations pour repérer les ressources disponibles de la façon la plus généreuse possible au bénéfice de nos écoles dans un but de distribution équitable du personnel; au niveau des circonscriptions les conseils des enseignants sont déjà au travail, ils sont en train de préparer et de présenter leurs projets pour l'utilisation plus rationnelle des enseignants. Ceci dans une double direction: dans la direction des enseignants eux-mêmes compte tenu de la didactique; dans la direction des familles parce que là aussi ces projets doivent répondre à des besoins qui jusqu'à présent n'ont pas eu de satisfaction. Vous avez évoqué au passage les notions de "tempo mensa" et "tempo accoglienza", ce ne sont pas des aspects négligeables. Des milliers de familles demandent être assistées aux institutions scolaires, un service que les écoles privées rendent déjà à leurs élèves et que les écoles publiques, à cause de ce mécanisme que nous avons utilisé jusqu'à présent, n'ont pas pu donner. Or, là si on parle de situation d'équité entre l'école publique et l'école privée, nous devons donner à notre école publique les moyens pour le faire.
Je crois qu'il y a quand même quelque chose d'intéressant qui est en train de se manifester. Les échos que j'ai eus jusqu'à présent, à l'égard des projets en cours d'élaboration, démontrent une attention toute particulière pour un domaine auquel nous n'avions pas nous-mêmes réfléchi, le domaine informatique. De nombreuses circonscriptions scolaires ont mis en évidence un certain retard didactique du corps enseignant face aux nouvelles technologies. Il y a un travail important au niveau de la mise à disposition des équipements, les écoles - surtout les petites écoles - n'ont pas de moyens en ce moment pour s'équiper au point de vue compétences, pour faire face à ce nouveau défi et de nombreuses circonscriptions didactiques sont en train de s'équiper pour que chaque circonscription ait une structure de laboratoire avec une ou deux personnes disposées et capables d'offrir ce service. Il est sûr qu'il y a un certain enrichissement si on travaille en réseau à l'intérieur de nos écoles et si on sort des cloisonnements de certaines écoles trop renfermées sur elles-mêmes, écoles qui se sont ouvertes à leur intérieur grâce aux modules, mais qui doivent aussi s'ouvrir sur l'extérieur et à des apports particuliers.
Je pense que tout cela doit nous faire conclure, quant à l'esprit de cette réforme, qu'il s'agit d'une réforme courageuse de la part de ce Gouvernement, d'une petite réforme, mais d'une réforme importante qui peut donner de très bons résultats. Et si nous pouvons faire et nous devons faire quelque chose pour éliminer ces tensions et ces mécontentements, nous le ferons sans doute avec grand sens de responsabilité.
Mais pour venir à la conclusion quant à la suggestion qui nous est adressée dans la motion, je pense que par rapport au fait de reporter encore une fois la question, sans avoir - et je ne l'ai pas - une solution alternative valable, une solution différente nous permettrait d'écarter les quelques problèmes dont nous avons discutés ce matin, je pense qu'il est important d'aller de l'avant dans cette innovation, qui sera à mon sens fort appréciée au moment où l'on pourra faire à la fin de la prochaine année scolaire un premier bilan sur le fonctionnement de ces nouvelles procédures d'attribution du personnel scolaire.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Chiedo scusa, non ho purtroppo seguito la conclusione perché stavo prendendo appunti su un passaggio precedente le conclusioni dell'Assessore, ma me la posso immaginare dopo aver seguito con molta attenzione tutte le cose che ha detto nella replica.
Partiamo dal fondo delle sue osservazioni. L'Assessore dice che non vede soluzioni diverse e al tempo stesso valide che possano organizzare meglio il servizio scolastico e al tempo stesso tranquillizzare gli insegnanti. Io ne vedrei, e poi casomai gliene suggerisco alcune, ma a parte il mio contributo che può anche non essere preso in considerazione, ci sono le stesse organizzazioni sindacali che dicono di essere disposte a collaborare nuovamente con lei, se collaborazione c'è stata, come lei ha detto, in passato, ma su questo mi permetterò di fare alcune osservazioni. Ho qui un comunicato stampa del SAVD école, quindi sindacato al di sopra di ogni sospetto che si è riunito il 4 marzo scorso, dove è scritto, leggo testualmente: "altre soluzioni finalizzate a sperimentare un'autonoma gestione delle risorse da parte delle istituzioni scolastiche potrebbero essere adottate con il fine di raggiungere un effettivo miglioramento dell'offerta di servizi". E ancora: "Il SAVD école dichiara quindi tutta la propria disponibilità a collaborare con la ricerca di soluzioni, nel caso in cui invece ciò non fosse possibile dichiarerà lo stato di agitazione della categoria".
L'Assessore dice che non vede altre soluzioni, ma la controparte, anche se è orribile chiamarla in questo modo, diciamo allora gli insegnanti, tramite le loro organizzazioni sindacali dicono invece di vedere la possibilità di trovare altre soluzioni che migliorino l'offerta del servizio e non penalizzino in questo modo gli insegnanti. Ecco lo spirito della mozione. Se la sua decisione, Assessore, è quella di respingere la mozione, potrà anche suggerire ai Consiglieri di maggioranza e anche a qualcuno di opposizione di non votare la mozione, ma da qui a una o due settimana lei farà, volente o nolente, i conti con questa situazione. Allora, cercare il muro contro muro, quando già si sa che c'è una situazione di tensione è una posizione politica che non ha ragione d'essere visto che lei, e lo sa bene, ha delle difficoltà per vedere firmato il decreto di trasferimenti dei vari insegnanti da parte delle organizzazioni sindacali , visto che lei ha la difficoltà che da qui a poco tempo, come è già stato annunciato, ci sarà uno sciopero generale della categoria...
(interruzione dell'Assessore Louvin, fuori microfono)
... non per altre questioni, tant'è vero che, se le questioni nazionali verranno a cadere e quindi verranno a cadere le motivazioni dello sciopero nazionale, in Valle d'Aosta lo sciopero sarà comunque svolto proprio per l'applicazione di questo decreto ministeriale.
Non voglio essere polemico, Assessore, ma stia attento a non essere lei quello che mette la testa sotto la sabbia perché la situazione è davanti agli occhi. Ho voluto dibattere di questa situazione prima proprio cercando di togliere un minimo di tensione fra le parti, di cominciare a vedere se da parte della Giunta regionale ci sia una disponibilità a ragionare sulla cosa. Non metto in dubbio tutte le cose che lei ha detto, se fosse vero quello che lei ha appena detto e cioè che l'agitazione da parte degli insegnanti è dovuta ad una mancanza di informazione corretta, una posizione quale quella che suggerisco con la mozione potrebbe permettere a lei, all'Amministrazione, alla Sovraintendenza, ai direttori didattici piuttosto che agli ispettori tecnici, di spiegare meglio questa situazione, di tranquillizzare gli insegnanti e magari di evitare le manifestazioni di protesta che sono previste. Mi sembrava un consiglio non da oppositore in questo caso, ma un consiglio da consigliere al di là del ruolo delle parti.
Penso di avere una proposta. Lei ha detto che l'applicazione di questo decreto senza la variante valdostana avrebbe limitato questa riorganizzazione scolastica ad un numero ristretto di plessi - lei ha parlato di 11, in delibera è scritto 17 - sugli 84 e che sarebbero i plessi siti nella Valle centrale, quindi Aosta, Saint-Vincent piuttosto che Nus o Morgex eccetera. E allora perché, perlomeno in via sperimentale, perché non si tratta, come lei forse un po' maliziosamente pensa, di voler rinviare "sine die" la decisione, ma si tratta di prendere delle decisioni, di sperimentarle senza fare il muro contro muro con la classe insegnante e allora perché non inizialmente applicare realmente solo all'interno di questi 17 o 11 scuole questa riorganizzazione scolastica? Questo non creerebbe eccessivo disagio agli insegnanti perché, se ad esempio l'area dove posso essere trasferito è circoscritta non mi crea eccessivo disagio, io che avevo la titolarità in quel di Porossan, rientrando in tutti i plessi del Circolo di Aosta la mia area di titolarità sarebbe assai più ristretta e comoda rispetto agli esempi che facevo prima di un Circolo di Gignod o di tanti altri circoli nella Valle. Perché allora non ipotizzare di iniziare a sperimentare questa nuova organizzazione laddove questa crea meno disagio e cioè proprio rispettando una volta tanto i criteri che sono usciti dal contratto collettivo nazionale? Questa è un'ipotesi.
Io penso che noi in Valle d'Aosta abbiamo alcune tendenze; lo abbiamo già fatto sempre nel settore scolastico quando si trattò di iniziare la sperimentazione dei moduli didattici. A livello nazionale decise prudentemente il Ministro di allora di iniziare una sperimentazione lasciando la libertà alle varie scuole di organizzarsi con un sistema di modulo didattico; in Valle d'Aosta allora decidemmo che era giusto che tutti lo facessero già a partire da subito. Oggi non vorrei che si seguisse la stessa strada, cioè quella di essere più realisti del re perché? Tra l'altro siamo in un momento di fine legislatura, questa è una decisione senz'altro importante che può anche andare nella direzione che l'Assessore auspica, ma che mi sembra davvero essere troppo forzata in questo senso.
Credo che se c'è davvero una volontà politica di tornare a ragionare su questa materia, la possibilità ci sia, anche perché nella delibera n. 418/98, a cui lei faceva riferimento, con cui vengono approvate le linee di indirizzo dell'autonomia scolastica e si costituisce il gruppo di lavoro relativo, si stabiliva che inizialmente questo gruppo di lavoro doveva lavorare principalmente proprio sulla riorganizzazione della redistribuzione delle risorse insegnanti... allora mi è stata data un'informazione non corretta... però credo che non sarebbe assolutamente male se ci fosse un gruppo di lavoro che ragionasse in questi termini, che ragionasse cioè sulla possibilità di arrivare ad un sistema più snello dell'organizzazione scolastica, ma senza far sì che magari delle contromosse, alle quali lei mi pare abbia fatto sottilmente riferimento nella sua replica da parte degli insegnanti, possano vanificare.
Le faccio un esempio, Assessore. Lei dice, se noi snelliamo un sistema, abbiamo la possibilità di raccogliere risorse, attitudini, capacità dei vari insegnanti, ma nel momento in cui mi trovassi ad essere unico insegnante o uno dei pochi insegnanti all'interno di un circolo con una certa attitudine o con una certa professionalità, vedi il settore informatico a cui lei faceva riferimento, se fossi una delle poche risorse del circolo ad avere una competenza in quella materia, lei crede che io l'espliciterei? L'espliciterei nella misura in cui questa non mi penalizza troppo dal punto di vista personale, è evidente. Se la mia competenza mi crea troppo disagio, lei ha ragione di dire che ci sono le aspettative delle famiglie, ma ci sono anche le aspettative delle famiglie degli insegnanti e lei potrà fare tutto quello che vorrà, ma questa cosa non si potrà cambiare. È evidente che ognuno fa i conti con un senso civico, sociale e professionale che è dato dal suo mestiere, ma al tempo stesso giustamente fa i conti con le sue necessità familiari di vita da libero cittadino.
Sono proprio queste due cose che bisogna cercare di conciliare per far migliorare un servizio scolastico. Se puntiamo sulla prima, come mi pare lei stia puntando, dicendo che gli insegnanti capiranno, che gli insegnanti sono spaventati come sempre di fronte alle novità, ma poi si adegueranno, non stiamo seguendo la strada giusta.
In sintesi, non le chiediamo assolutamente di rinviare "sine die" le decisioni, non sta proprio in questo la volontà che sottende la presentazione della mozione, però le chiediamo, per usare le sue stesse parole, di non nascondere la testa nella sabbia di fronte a dei problemi con i quali, mozione votata o mozione non votata, lei dovrà fare i conti e comunque rispondere, piuttosto che iniziare ad avere un atteggiamento politico che distenderebbe gli animi e permetterebbe magari un'applicazione quale è quella che lei ha in testa oggi e che potrebbe essere meglio capita e quindi meglio corrisposta dagli insegnanti.
Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Credo che tutta quella serie di osservazioni su aspetti positivi che nella scuola verranno da una diversa organizzazione delineata, in cui si dà più autonomia alle scuole, vadano presi seriamente in considerazione.
C'è effettivamente un disagio nella classe degli insegnanti per cui chiederei all'Assessore, al di là di come viene votata la mozione, che, nel momento in cui viene avviata la contrattazione decentrata, questo tema sia oggetto di particolare interesse in modo da rivedere i criteri con cui queste linee vanno applicate.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'istruzione e cultura, Louvin per dichiarazione di voto.
Louvin (UV) Je remercie Madame Squarzino pour l'intervention qu'elle vient de faire. Je peux l'assurer que lors des discussions avec les organisations syndicales, au moment de la contraction délocalisée, on fera un grand effort d'attention pour que les critères soient établis d'une façon claire et nette et pour que les inquiétudes qui sont propres au corps enseignant soient prises dans la bonne considération.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz per dichiarazione di voto.
Marguerettaz (Aut) Intervengo dichiarando il voto favorevole e adducendo una motivazione in più proprio data da questo ultimo scambio: parlo a nuora perché suocera intenda, a dei livelli proprio bassi...
Le organizzazioni sindacali, Assessore, hanno ricevuto comunicazione della volontà di questa maggioranza, di questa Giunta, di approvare l'organico funzionale di circolo. Si sono confrontati con gli insegnanti e gli insegnanti hanno raccolto il 98 percento delle firme in ogni circolo didattico.
Adesso, vogliamo giocare questa manfrina? Giochiamo questa manfrina. Il Consigliere Squarzino si asterrà, voterà contro la mozione, correrà in sindacato, dirà "Però ho detto questo" e si salverà la faccia, ma non è questa la politica né a favore della Valle d'Aosta né, in questo caso, a favore degli insegnanti.
Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Presenti: 29
Votanti e favorevoli: 7
Astenuti: 22 (Agnesod, Bavastro, Bionaz, Borre, Chenuil, Ferraris, Florio, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Mostacchi, Perrin C., Perrin G.C., Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Squarzino, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
