Objet du Conseil n. 3027 du 25 mars 1998 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 25 MARZO 1998
OGGETTO N. 3027/X Risorse per la copertura dell'aumento delle spese dell'USL. (Interpellanza)
Interpellanza Richiamata la propria interrogazione con risposta scritta trasmessa all'Assessorato della Sanità con nota n. 8456 in data 30 dicembre 1997;
Premesso che
sul piano economico-gestionale si è rilevato che la spesa sostenuta dall'USL negli anni 1995, 1996 e 1997 ha subito una vertiginosa impennata passando dai 198 miliardi del 1995 ai 219 miliardi del 1996 (come da conto consuntivo), ai 286 miliardi del 1997 (come da bilancio di previsione) con un incremento (1995-1997) del 44,8 percento pari ad una maggiore spesa di 88 miliardi. Tale incremento è soltanto in parte riferibile ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione dell'ultimo contratto di lavoro approvato. È invece significativo il fatto che:
1- più di 9 miliardi sono stati iscritti al cap. 273 nel bilancio di previsione 1997 ("altre somme non attribuibili") e detta iscrizione si pone in contrasto, data la rilevanza della cifra e con i principi di trasparenza cui deve uniformarsi il documento contabile; l'incremento dello stanziamento indicato è infatti di 250 volte superiore all'esercizio 1995 e 266 volte superiore rispetto all'esercizio 1996.
2- il capitolo di spesa per servizi presso terzi (capitolo 92) subisce un incremento del 380 percento passando dai 5 milioni del 1996 a 1,9 miliardi nel 1997.
Scendendo nello specifico della maggiore spesa, l'esame delle diverse delibere dell'USL fa rilevare:
A1- una grande lievitazione delle spese per consulenze affidate a professionisti di fuori Valle e, in molti casi, senza aver predisposto le opportune gare, senza contare che il consulente prescelto può addirittura trovarsi, come in casi specifici, nei panni del controllore di sé stesso;
A2- i criteri adottati per l'acquisizione mediante gara di beni e servizi si prestano a vanificare i vantaggi economici derivanti dalle "migliori offerte", sia per il minor punteggio (massimo 40/100) riservato al parametro del prezzo del bene, sia per il metodo adottato di conferire un punteggio (massimo 60/100) ai requisiti tecnici, che in realtà sono i prerequisiti per l'accesso alla gara mediante offerta.
A3- la non corretta gestione di istituti contrattuali riguardanti il personale dipendente, quali la pronta disponibilità e l'incentivazione per obiettivi, con un ingiustificato aumento della spesa. Come voci accessorie concorrono infatti al registrato incremento di spesa di 1,8 miliardi nel 1996 rispetto all'anno precedente, di oltre 2 miliardi nel 1997 rispetto all'anno precedente per il personale medico e, rispettivamente di 1,7 miliardi e di 3,8 miliardi per il restante personale. La pronta disponibilità risulta essere largamente impiegata per l'attività di routine alla quale, per contratto, si deve invece provvedere assicurando la presenza di personale in servizio nell'intera giornata mediante opportuna turnazione.
L'incentivazione per obiettivi in realtà rimunera attività istituzionalmente dovute per le quali già è prevista l'ordinaria retribuzione e senza alcun miglioramento dei servizi come i tempi di attesa, l'occupazione dei posti letto eccetera; il tutto ovviamente a discapito del servizio pubblico e con evidenti vantaggi per l'attività professionale privata.
B - sul piano giuridico-amministrativo l'esame degli atti deliberativi mette in evidenza un grave sovvertimento dei principi e delle norme relative allo stato giuridico del personale. Si assiste infatti a indebite e immotivate promozioni sul campo per cui vengono affidate responsabilità di tipo direzionale ed organizzativo a dipendenti di qualifica inadeguata e privi della necessaria professionalità documentata, ovvero a dipendenti assunti per ben diverse mansioni attinenti a specifiche professionalità dalle quali vengono in tutto o in parte distolti. L'affidamento a consulenti esterni di compiti e funzioni pertinenti al personale dipendente qualificato ad hoc, porta all'emarginazione e subalternità di quest'ultime, generando disservizi e procurando l'aumento delle spese. Va inoltre ricordato come l'attuale direttore sanitario dell'USL sia privo dei requisiti previsti dagli articoli 15 e 5 del DPR 484/97.
C - sul piano dell'efficienza gestionale, si constata il mancato raggiungimento della quasi totalità degli obiettivi prefissati con deliberazione della Giunta regionale numero 473/97 alla Direzione Generale dell'USL, sia in termini di realizzazioni che di contenimento della spesa (nella fattispecie quella per le consulenze, che avrebbe dovuto ridursi di almeno il 50 percento), sia infine in termini di risultato delle molteplici consulenze affidate (ad esempio la formazione del budget che si è ridotta alla stesura di un elenco delle spese sostenute dalle singole UU.OO. senza il successivo necessario passaggio alla definizione delle risorse da attribuire alle UU.OO. in funzione del prodotto e secondo un corretto rapporto spese/ricavi; la determinazione dei carichi di lavoro si sta concludendo fuori dal tempo massimo con risultati risibili che nulla hanno a che vedere con i carichi di lavoro propriamente detti.
Il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per conoscere:
1) con quali risorse la Regione intende intervenire a parziale copertura dell'aumento della spesa così come indicato in premessa;
2) se la Giunta regionale intende convocare il vertice dell'Azienda USL al fine di comprendere quali sono stati i criteri gestionali e amministrativi adottati, che hanno generato le risultanze suindicate;
3) se non si ravvisino gli estremi per la revoca della nomina del Direttore Generale e sulla base di quali criteri viene mantenuto il Direttore sanitario dell'Azienda nella sua posizione alla luce dei requisiti di cui al DPR 484 del dicembre 1997.
F.to: Linty
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.
Linty (LNPIAP) Quest'interpellanza parte da un dato significativo, che dobbiamo riferire alla gestione anni ?95-97 dell'USL. Questo dato rappresenta un aumento di 88 miliardi della spesa dell'USL, quindi abbiamo un aumento della percentuale del 44,8 percento della spesa.
Sappiamo bene che la Regione con la legge regionale n. 19/96 determina annualmente le risorse disponibili per il finanziamento dell'USL. Nel ?96 la Regione ha fissato il pareggio di bilancio a 208 miliardi e nel ?97 a 221 miliardi, prevedendo anche un disavanzo di 55-59 miliardi. Teniamo in considerazione che stiamo parlando di dati sul bilancio di previsione per quanto riguarda il ?97. Con lettera prot. 2039 in data 20 gennaio 1998 la Regione parzialmente giustifica questo disavanzo perché l'unico paragrafo che spiega il disavanzo lo spiega solo per 23 miliardi, infatti si dice: "rilevato che parte di tale maggiore fabbisogno è da collegarsi a maggior spesa dovuta per arretrati contrattuali del personale dipendente convenzionato per un importo di circa 18 miliardi, cui vanno aggiunti gli oneri per mobilità passiva, per un totale complessivo di 23 miliardi". Quindi rimane ancora un ingiustificato disavanzo di circa metà del totale.
Va detto che a questo aumento molto elevato delle spese non corrisponde, almeno a prima vista, un potenziamento delle strutture sanitarie tale da giustificarne il merito.
Vi è poi da dire che ci sono delle stranezze contabili all'interno del bilancio dell'USL. Entrando nello specifico, balzano agli occhi i 9 miliardi che sono stati iscritti nel capitolo 273, "Altre somme non attribuibili", ed è un tantino troppo se pensiamo che in passato su questo capitolo le cifre scritte erano di pochi milioni.
Vi è poi un capitolo a parte, che riguarda le consulenze. Prima di trattare questo, vorrei ricordare come tra quelle stranezze contabili a cui mi riferivo prima spicca un errore che cuba intorno ai 250 milioni, perché sono state acquistate attrezzature hardware imputandole a un capitolo che con gli acquisti non ha niente a che vedere, perché è il capitolo 92, "Servizi presso terzi per altre attività finanziate con quote a destinazione vincolata". Sapete bene che quando si procede all'acquisto di un macchinario, tale acquisto viene iscritto in conto capitale e non in spese correnti.
Di più, c'è da considerare amaramente come in questa scuola, nonostante si diplomino annualmente fior fiori di ragionieri, l'USL della Valle d'Aosta ne deve pagare uno che viene da Ivrea. Questo è drammatico a dir poco. E poi mica si paga poco, perché questo prende 140mila lire all'ora, e qui sollevo anche una questione non tanto di merito, ma anche di legittimità, anche se l'USL cerca di svignare dicendo che l'indennità che è riconosciuta a questo ragioniere è pari a quella pagata come incentivo a un dirigente. L'USL si riferisce a un dirigente dell'area medica, ma un ragioniere non mi risulta che entri in sala operatoria, quindi la quota base deve essere presa dal personale amministrativo, quota che è di 110mila lire all'ora per chi ha più di 30 anni di anzianità.
Questa consulenza, che è il minimo perché cuba intorno a 175 milioni all'anno, va sommata a tutte le altre consulenze che sostiene l'USL, in modo a volte anche dubbio perché ci sono casi in cui un professionista viene incaricato di coordinare l'Ufficio tecnico e come singolo, e poi come studio associato di progettare rispettivamente delle strutture di una unità operativa. Quindi diventa difficile capire fino a che punto uno controlla e fino a che punto è controllato.
La stessa cosa succede per INVA: ha avuto incarico di automatizzare l'area amministrativa, ha subappaltato a Olivetti con subappalto ulteriore al CIC, e ha avuto incarico di monitorare tale area, compreso quanto previsto da delibera che affidava a lei l'automazione; dopo di che un partecipante INVA doveva assumere il ruolo di projet manager per il progetto di realizzazione del nuovo sistema, che era stato affidato alla società da cui lui prende lo stipendio.
Sono queste cose che sono quanto meno dubbiose circa queste consulenze. Va detto poi che sorge un legittimo dubbio circa la mancata consegna dei carichi di lavoro da parte di chi dovrà consegnarli, perché pare che questa mancata consegna avalli il ricorso alle consulenze. Dico questo perché ci troviamo in presenza di incarichi che potrebbero essere svolti da personale interno dell'USL, perché non è sempre così chiara la necessità di affidare consulenze all'esterno. Faccio l'esempio della ragioneria: i dipendenti prendono ordini da cinque consulenti diversi, che sono Deloitte & Touche, Sogess, Ragioniere di Ivrea, INVA e CIC, e purtroppo a volte non sono proprio così allineati. Quindi abbiamo questa forte ingerenza dei consulenti di cui si avvale l'USL verso il personale interno.
Un'ultima annotazione riguarda la domanda al punto 3, ovvero i requisiti che deve possedere il Direttore sanitario ai sensi delle leggi in vigore.
Mi rendo perfettamente conto che non è oggetto di quest'interpellanza, ma venuto a conoscenza che il Presidente della Giunta con decreto 16 gennaio 1998 ha ricostituito la Commissione tecnica per lo sviluppo e la realizzazione del sistema informativo sanitario regionale, e che all'interno di questa commissione c'è un dipendente dell'USL che è stato assunto con un contratto trimestrale non rinnovabile per più di un anno, mi chiedo se queste cose erano a conoscenza nel momento in cui questo decreto è stato emesso. Ripeto, rendendomi conto che non è oggetto dell'interpellanza, posso aspettare anche la risposta in un'altra occasione.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV) L'interpellanza del Consigliere Linty pone molti interrogativi, io vorrei innanzitutto precisare che il ruolo della Giunta regionale, nello specifico dell'Assessorato alla sanità, non è sicuramente quello di fare il controllo del merito dell'attività dell'USL, ma quello di fare un controllo di legittimità. Ricordo che non più di 15 giorni fa in questo Consiglio si è discussa un'interpellanza fatta da un consigliere, che chiedeva come mai la Regione interferiva così tanto nell'attività dell'USL, per cui eravamo in una situazione inversa rispetto a quanto presumo voglia dire il Consigliere Linty. Controllo di merito sugli aspetti della contabilità l'Assessorato non li fa pur essendo vigile e molto più vigile di quanto lo sono gli assessorati regionali alla sanità delle altre regioni d'Italia, che non vedono neppure gli atti delle aziende USL. Ci sono gli organi ufficiali istituiti, il primo dei quali il Collegio dei Revisori dei conti, che ha cinque rappresentanti all'interno del quale c'è anche quello nominato dalla Giunta regionale e che a tutt'oggi mai ha fatto dei rilievi rispetto all'attività gestionale e di contabilità da parte dell'USL, rilievi che, in caso contrario, dovrebbe notificare all'Assessorato regionale alla sanità. Io non ho mai ricevuto rilievi di questo tipo.
La materia trattata dall'interpellanza è molto complessa, i dati contabili dell'interpellanza non sono corretti, ma non voglio farne una critica al Consigliere Linty perché io stesso ho avuto delle difficoltà ad avere dei dati precisi fino a 15 giorni fa per carenza di contabilità relativa soprattutto ai conti consuntivi, perché in questi due anni l'USL si è trovata a fare un grossissimo lavoro di pulizia dei capitoli dal 1993 al 1997, che ha richiesto la necessità di convenzionarsi con l'USL di Ivrea. Sembra strano, ma un'azienda che gestisce più di 200 miliardi non ha da circa 4 anni il ragioniere capo e in virtù della normativa dell'USL, che si basa ancora sul DPR n. 761, i concorsi per il funzionariato vanno deserti perché possono partecipare ai posti apicali solo coloro che già hanno delle anzianità all'interno del servizio sanitario. Come Assessori regionali alla sanità abbiamo chiesto più volte di modificare questa normativa, che non permette ad esempio a un neolaureato in economia e commercio valdostano di partecipare a questi concorsi, non avendo "pedigree" nel Servizio sanitario nazionale. La normativa sta cambiando, ma è fonte di un blocco dell'attività, per cui per fortuna che c'è l'USL di Ivrea che ha dato una mano per ripulire i capitoli, altrimenti ci saremmo trovati di fronte a una situazione molto delicata.
Il costo è quello determinato dall'USL di Ivrea, che incassa parte di quanto paga l'USL di Aosta e in parte la riversa sui dipendenti, così come previsto dal contratto.
Per entrare nel merito, do lettura della parte tecnica della risposta che mi è stata fornita dall'USL e mi riservo dopo di fare alcune osservazioni anche alla luce di quanto il Consigliere Linty ha detto durante il suo intervento.
A fine esercizio 1995, all'inizio del mandato come Commissario straordinario dell'attuale Direttore generale, si è constatata la mancanza evidenziata fra l'altro da note del Ministero del Tesoro e del Collegio dei Revisori dei conti, dei conti consuntivi relativi agli esercizi 1993 e 1994. Si è provveduto pertanto a un complessivo riordino del bilancio e dei consuntivi degli anni ?93-94-95, pur in assenza di una sicura oggettività degli strumenti contabili. Per questo motivo alla spesa corrente dell'esercizio 1995, risultata dal conto consuntivo pari a 199 miliardi, vanno aggiunti circa 11 miliardi in quanto solo nell'anno successivo si è riscontrato che gli oneri sociali del personale dipendente, pari al 25 percento del costo del personale, erano stati contabilizzati nelle partite di giro anziché correttamente sul capitolo 035, "Oneri sociali a carico dell'USL". Di conseguenza, la spesa reale dell'esercizio 1995, per avere un riferimento omogeneo, deve essere calcolata sulla cifra di 210 miliardi. Fra la spesa 1995 e la spesa 1996 vi è quindi una variazione in aumento di 9 miliardi, più 4,29 percento da attribuire alle seguenti voci - e questo è importante perché è stata erroneamente contabilizzata sulla partita di giro tutta questa grossa voce del settore degli oneri sociali, che ha sballato i dati contabili, e l'aumento effettivo è del 4,29 percento, in linea con i tassi inflattivi -: tasso inflattivo del 3,5 percento, 7,35 miliardi; applicazione nuovo contratto collettivo area di comparto circa 500 milioni; presa in carico della assistenza infermieristica nelle microcomunità, 1 miliardo, che prima erano segnati ai Comuni; presa in carico del sistema di emergenza sanitaria 118; utilizzo dell'elicottero, che prima veniva contabilizzato sulle spese della Giunta regionale, in particolar modo dell'Assessorato all'agricoltura, per 1,9 miliardi; completamento del personale ambulanziere per 1 miliardo; aumento del numero di infermieri dipendenti in convenzione, al fine di completare la dotazione organica pari a 586 unità per 1,4 miliardi (vi ricorderete all'epoca i grossi problemi legati alla carenza di personale infermieristico, che sono stati risolti).
La somma di queste voci dovute o al tasso di inflazione o a livelli di assistenza aggiuntivi è pari a 13,15 miliardi, cifra ben superiore all'incremento di spesa contabile. Ciò significa che fra il 1995 e il 1996 l'aumento di spesa corrisponde ad un incremento reale e tangibile di livelli assistenziali, che l'azienda è riuscita a contenere il tasso inflattivo entro i limiti inferiori a quello ufficiale. Relativamente al 1997, che registra un preconsuntivo di 256 miliardi, - Consigliere Linty, questa è una notizia che ha confortato molto la Giunta nella sua completezza: rispetto ai 285 miliardi previsti il preconsuntivo registra 256 miliardi, che si equipara al preventivo assegnato dalla Giunta regionale - con un incremento di poco superiore al 20 percento rispetto all'esercizio precedente, le voci significative che hanno determinato tale aumento sono: tasso inflattivo del 2,5 percento, 5,475 miliardi; arretrati contrattuali dell'area dirigenziale (perché è entrato in vigore il contratto di lavoro) e saldi dell'area di comparto per ben 14 miliardi; incrementi contrattuali del personale per 13 miliardi compresi gli oneri sociali, messa a regime del sistema di emergenza sanitaria 118, 2,2 miliardi; aumento della spesa farmaceutica convenzionata per 2,9 miliardi, dovuti in parte all'aumento dell'IVA e in parte ad alcune modifiche del prontuario terapeutico (questa è una delle grossi voci che incidono sui bilanci dell'USL e che dipendono direttamente da scelte del Ministero della sanità, per quanto riguarda la farmaceutica convenzionata basta che spostino alcuni farmaci dalla fascia A alla fascia B o alla fascia C, perché si modifichino i bilanci delle strutture); spese vincolate finanziate con assegnazioni regionali, pari a 1,9 miliardi (e questa è la legge sulla contabilità, perché si è passati dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-patrimoniale, è stata fatta una gara di appalto per far decollare il tutto e posso dire con sollievo che la nuova contabilità è decollata un mese fa circa e siamo fra le prime Regioni ad intervenire in questo senso), più 700 milioni per lo screening per i tumori (anche questo decollato 15 giorni fa); incrementi contrattuali dei medici di medicina generale e specialistica per lire 4 miliardi (altro rinnovo contrattuale); spese per prestazioni richieste all'ARPA per 500 milioni; minori spese per il personale all'ARPA e per la gestione del servizio, meno 5 miliardi perché prima erano assegnati all'USL. La somma complessiva di queste voci determina un aumento di 39,675 miliardi superiore all'incremento contabile registrato per gli esercizi ?96-97 che era di 37 miliardi. Anche in questo caso l'azienda ha dimostrato di riuscire a contenere il tasso inflattivo. La conclusione è che a parità di livelli di assistenza erogata e di costo della vita l'USL non solo non ha registrato incrementi ingiustificati di spesa, ma al contrario ha conseguito risparmi notevoli.
Mi permetto a questo proposito di fare un inciso perché sul "Sole 24ore" di alcuni giorni fa c'è una pagina intera dedicata alla spesa sanitaria, il titolo è: "Ospedale, una mina da 3400 miliardi" ed è uno studio della Farmindustria che dice che l'applicazione dal 1° gennaio di quest'anno delle nuove tariffe per i ricoveri fissate con decreto ministeriale del giugno scorso, che ha rivisto il tariffario in vigore dal 1995, comporta un aumento del 42,5 percento del Fondo sanitario. Questo è indipendente da tutte le scelte che le Regioni o le singole aziende possono operare, perché con questo sistema di tariffazione succede che ogni prestazione sanitaria viene pagata per il valore che ha, quindi l'appendicite viene pagata 6 milioni, oppure l'operazione di chirurgia vascolare 12 milioni, eccetera, e viene contabilizzato scaricando sui bilanci dell'USL. Questa è una grossa mina che ha già fatto esplodere in parte i bilanci del sistema sanitario, ma che è oggetto di continuo esame e confronto fra Assessorati, Ministero della sanità e Ministero del tesoro.
Per rispondere ai punti dell'interpellanza, al capitolo 273 del bilancio preventivo per l'anno 1997 è stata iscritta la somma di lire 19,65 miliardi che si riferisce alle seguenti voci: mobilità sanitaria passiva (mobilità sanitaria passiva significa contabilizzare i pazienti valdostani che si fanno ricoverare fuori Valle) per il 1995 è pari a 4,7 miliardi, per il 1996 a 4,87 miliardi, per il 1997 - presunta e non ancora contabilizzata - a 5 miliardi, e i recuperi della Regione Valle d'Aosta di anticipazione di esercizi ?92-95 sono pari a 4,332 miliardi. L'iscrizione al capitolo 273 di tali voci, che ovviamente non dipendono da scelte discrezionali dell'azienda, è stata effettuata per garanzia di completezza delle politiche di spesa aziendale; comunque sulla partita della mobilità abbiamo un tavolo aperto con il Ministero e proprio la settimana scorsa i funzionari hanno tentato di raggiungere un accordo sui conti. Accordo che non è stato raggiunto perché ci sono stati inviati dalla Regione Piemonte tramite dischi informatici una contabilità illeggibile, che però per quanto riguarda la Regione Piemonte è stata contabilizzata e che il Ministero del tesoro ha recepito. Noi abbiamo contestato questa contabilità, perché non riuscendo a capire quanti sono i Piemontesi che sono stati ricoverati in Valle d'Aosta, non riusciremo mai a fare i conteggi sulla mobilità attiva in questo caso. C'è un tavolo aperto e siamo ancora in una situazione molto fluida e non riusciamo ancora a capire se siamo in una situazione di credito o di debito nei confronti delle altre Regioni.
Punto 2. Il capitolo di spesa 092, "Servizi presso terzi per attività vincolate", vede iscritta nell'anno 1997 la somma di 1,904 miliardi, derivante da una assegnazione regionale vincolata all'applicazione della legge regionale n. 19/96 che è appunto quella che prevede l'introduzione della nuova contabilità, che per l'appunto è stata utilizzata al fine di dare avvio al nuovo sistema contabile, l'acquisto dell'hardware e del software, i corsi di formazione, l'assistenza all'avviamento e quant'altro.
Il punto A.1. La spesa per consulenze è passata da 2,65 miliardi del consuntivo 1996 a 1,4 miliardi del preventivo assestato 1997; a questo proposito la Giunta regionale nel definire gli indirizzi per l'USL all'inizio del 1997 aveva chiesto che l'USL diminuisse di 1 miliardo le spese di consulenze e i dati ci confortano, anche se devo dire che in parte concordo con l'analisi fatta dal Consigliere Linty perché alcune consulenze, pur non potendo entrare nel merito della gestione dell'USL, da parte dell'Assessorato sono state rilevate come inopportune proprio perché sembrerebbe che all'interno delle consulenze che sono state assegnate vengano a definirsi dei rapporti fra personale, funzionariato in servizio e consulenti non proprio idilliaci. Una di queste consulenze è già stata citata, la consulenza con l'INVA, che però è società della Regione Valle d'Aosta, per un importo di lire 506.880.000, un'altra riguarda la consulenza con la Soges per l'avvio degli uffici di controllo e gestione, consulenze che a nostro parere dovrebbero essere ripensate da parte del management dell'USL.
Dice l'USL: "Va precisato che in parte tale risultato (cioè la diminuzione da 2,65 miliardi a 1,4 miliardi), che altrimenti apparirebbe pressoché inspiegabile soprattutto in un periodo di complessivo riordino dell'azienda, il quale richiede giocoforza un notevole impiego di consulenza professionale, è stato raggiunto attraverso un riordino delle consulenze stesse che sono state specificatamente finalizzate ad obiettivi all'uopo individuati anche dalla Regione, ad esempio interventi per l'applicazione della legge n. 19 (qui concordiamo in pieno), interventi per l'applicazione della 626, che in una struttura ospedaliera è onerosissima, tenendo presenti i rischi che ci sono, interventi per lo sviluppo del sistema informativo, progettazione per l'edilizia sanitaria" (che sta dando degli ottimi risultati, soprattutto per quanto riguarda la manutenzione straordinaria dove i risultati sono tangibili).
Punto A.2: premesso che l'articolazione dei punteggi nelle gare di acquisizione di beni e servizi spetta esclusivamente alle commissioni tecniche nominate per l'espletamento delle gare e varia a secondo della tipologia di beni e servizi, appare del tutto infondata - sostiene l'USL - l'affermazione secondo la quale i requisiti tecnici coincidono con i prerequisiti per l'accesso alla gara. Questi ultimi infatti riguardano la composizione della società, la capacità finanziaria, le referenze tecniche, il numero di personale, mentre gli elementi che concorrono a formare il punteggio tecnico sono: qualità del bene o servizio offerto, affidabilità, garanzia di manutenzione, eccetera.
Punto A.3: non risponde al vero l'affermazione secondo la quale vi è stata una gestione scorretta delle voci accessorie del personale medico, che sono invece state determinate e distribuite nel pieno rispetto dei contratti di lavoro e degli accordi sindacali. In particolare, il ricorso all'istituto della pronta disponibilità normato dall'articolo 10 del contratto collettivo nazionale è stato inserito nell'ambito del piano annuale per affrontare l'emergenza in relazione alla dotazione organica, agli aspetti organizzativi della struttura, adottato formalmente con atto deliberativo.
Si fa presente che in merito all'utilizzo di una pronta disponibilità pomeridiana, qualora la pianta organica provvisoria dell'azienda non consenta di coprire in altro modo l'intero servizio assistenziale diurno, l'ARAN con le linee interpretative del contratto collettivo dell'11 giugno 1997, prot. 4017, ha fornito il seguente chiarimento: "Nelle more della revisione della pianta organica il problema può trovare soluzioni con altri istituti anche economici, idonei a contemplare le esigenze organizzative con il raggiungimento di risultati da parte di dirigenti in relazione alle modalità di assicurazione del servizio".
Punto B: è del tutto infondata l'affermazione secondo cui con specifici atti deliberativi l'azienda avrebbe promosso sul campo dipendenti di qualifica inadeguata, assunti per l'assolvimento di altre mansioni. L'unico atto di conferimento di responsabilità direzionali è la deliberazione n. 2448 del 16 ottobre 1997: "Individuazione responsabile dell'unità budgetaria", in cui tale incarico viene assegnato solo a personale con qualifica apicale.
Non risulta inoltre che a consulenti esterni vengano affidati compiti istituzionali. Questa è comunque materia di discussione che però non rientra nelle competenze del controllo dell'Assessorato regionale alla sanità.
Per quanto riguarda l'incarico di Direttore sanitario dell'azienda, lo stesso è stato conferito al dr. Bosso, ai sensi del decreto legge n. 583/96, convertito nella legge n. 4/97. Il dr. Bosso pertanto rientra nei casi previsti dall'articolo 15, comma 1, del DPR n. 484/97 e sarà tenuto a partecipare al primo corso di formazione manageriale previsto dalla normativa.
Punto C: il raggiungimento degli obiettivi prefissati con deliberazione della Giunta regionale n. 473/97 dovrà essere valutato dalla Giunta stessa sulla base di una relazione del Direttore generale in corso di ultimazione. La constatazione del mancato raggiungimento della quasi totalità degli obiettivi appare del tutto infondata ed anzi si può affermare che la direzione strategica è in grado di dimostrare di aver raggiunto la quasi totalità dei ben 21 obiettivi assegnati o in modo totale o in percentuale molto elevata.
Per quanto riguarda la spesa per consulenze già è stato detto.
Il processo di budget ha raggiunto risultati concreti ed elevata qualità certamente paragonabili ad USL di altre Regioni, che da anni lavorano in questo settore. Il processo può essere così riassunto:
a) recupero dello storico: sono stati recuperati, oltre ai dati di attività e di strutture, i dati di spesa storica resi disponibili dal sistema informativo collegandoli e verificandoli con quelli forniti dall'unità budgetaria;
b) negoziazione singola con l'unità budgetaria sugli obiettivi specifici a fronte degli obiettivi generali aziendali emanati con apposite linee direttive del giugno 1997 sul consumo di risorse;
c) consolidamento di risultati e valutazioni della compatibilità con le risorse di bilancio;
d) predisposizione di una scheda di budget 1998 per tutte le unità budgetarie.
È evidente che tale processo va completato con dati più consolidati, ottenibili dalla contabilità analitica che è stata avviata, come dicevo, nel 1998 assieme alla contabilità economico-patrimoniale con un risultato di cambiamento delle modalità di gestione del bilancio richiesto dalla normativa e fortemente supportato dalla Regione, che costituisce elemento di qualità dell'azione organizzativa di indubbio valore.
Anche i dati informativi sulle prestazioni sono sempre più perfezionati da un sistema informativo sviluppato con un'azione di riordino assai ampia e che ha modificato radicalmente le modalità di gestione dei dati e soprattutto delle informazioni. Tutto questo è stato ottenuto in un sistema organizzativo all'inizio molto carente, soprattutto dal punto di vista amministrativo, e che si sta rinforzando e rivalutando con l'emissione di nuovi quadri e con lo sviluppo della cultura aziendale.
L'utilizzo di consulenti è stato quindi necessario - però deve diminuire, come si è detto - sia per coprire carenze organizzative e di competenza, sia soprattutto per far crescere dal punto di vista della formazione e della qualificazione il personale in forza.
La determinazione dei carichi di lavoro ha richiesto più tempo del previsto, trattandosi di un'azienda con oltre 1800 dipendenti, aventi mansioni estremamente diversificate, di difficile rilevazione e con poca consolidata tradizione alla raccolta dei dati. Il lavoro comunque è in fase di ultimazione e la metodologia seguita, tutt'altro che risibile, è senza dubbio una delle più serie e oggettive fra quelle adottate dalle varie Regioni italiane.
Questo è quanto dice la relazione dell'USL. Aggiungo sui carichi di lavoro che ho dato disposizione all'USL perché a stralcio dei carichi di lavoro complessivi, che vengono fatti per la prima volta e dovranno poi essere aggiornati in futuro, vengano inviati per la verifica da parte dell'Assessorato regionale alla sanità alcuni, che riguardano le unità operative di nuova istituzione e i settori dove oggi ci sono degli incaricati, per evitare di proseguire con il precariato e definire le situazioni della pianta organica di ruolo.
Per quanto riguarda i punti che il Consigliere chiede, prima di dare una risposta precisa, vorrei evidenziare a grandi linee quali sono i cosiddetti disavanzi dal 1993 al 1995, che sono totalmente in linea con le spese sanitarie generali di tutte le Regioni. Faccio alcuni esempi, quelli più eclatanti. Nel 1993 per le competenze del personale dipendente c'era una spesa di 78 miliardi, nel 1997 sono 100 miliardi; gli oneri sociali da 24 miliardi a 37 miliardi; le partite di giro vanno di conseguenza, solo l'IRPET è passata da 19 miliardi a 25 miliardi, ma se vogliamo poi questo è un ritorno per la Valle d'Aosta perché incassiamo i 9/10. Assistenza medica generica: 1993, circa 11 miliardi, nel 1997, 15 miliardi. L'assistenza medica generica è poi quella che è l'attività dei medici sul territorio, medici pediatri sono stati aumentati, sono stati potenziati i servizi distrettuali, abbiamo alcuni pediatri in più, abbiamo circa 100 medici in servizio. Per l'assistenza ostetrica infermieristica convenzionata siamo passati da 110 milioni nel 1993 a 3,168 miliardi; qui si ha il massiccio ingresso degli infermieri non solo sul territorio, ma anche in ospedale. L'assistenza specialistica convenzionata interna è passata da 2,1 miliardi a 2,7 miliardi, per l'esterna invece non ci sono stati aumenti. La diagnostica strumentale in convenzione è passata da 982 milioni a 1,548 miliardi; l'USL si è convenzionata per prestazioni di altissima specializzazione, faccio un esempio, la risonanza magnetica nucleare per la quale, nel momento in cui verrà realizzata in Valle d'Aosta, verrà meno questa convenzione e la risonanza verrà gestita direttamente, però abbiamo un aumento notevole. L'assistenza riabilitativa in convenzione è passata da 2,1 miliardi a 4,6 miliardi; qui non riusciamo a dare delle risposte alla domanda di prestazioni, per cui si sono aumentati i fisioterapisti sul territorio e con la liberalizzazione del sistema susseguente alla riforma sanitaria il cittadino può recarsi presso le strutture in convenzione senza più l'impegnativa dell'USL. Questo fa sì che si dia una risposta migliore ai cittadini, ma che ci sia di conseguenza un aumento notevole di spesa perché, ripeto, la domanda rispetto all'offerta di servizi è enormemente aumentata.
Le attività finanziate con quote vincolate erano zero negli esercizi precedenti e sono 1,9 miliardi adesso, sono quelle che noi come Consiglio regionale diciamo che l'USL deve fare: progetti anoressia, progetti Alzheimer, progetti alcolismo, sono conseguenze di scelte politiche nostre che per forza di cose fanno, anzi, queste sì che controlliamo che vengano fatte. Altre attività vincolate per 3,604 miliardi; servizio lavanderia e pulizia da 1,1 miliardi a 3 miliardi, qui è stato totalmente rivisto il sistema di ricambio della biancheria che creava negli anni passati dei problemi per i degenti non indifferenti, è stato aumentato il cambio e sotto questo punto di vista devo dire che c'è una soddisfazione generale da parte di tutti. I premi di assicurazione passano da 700 milioni a 1,1 miliardi; la manutenzione degli immobili passa da 435 milioni a 2,5 miliardi, legge n. 626 e quant'altro, verifiche dell'Ispettorato del lavoro, del NAS, eccetera, per cui si è in grado di dimostrare che l'attività nel suo complesso è un'attività positiva pur essendoci dei settori su cui non c'è totale identità di vedute fra l'USL e l'Assessore regionale alla sanità.
Concludo sui punti che il Consigliere ha citato nel suo intervento. Con quali risorse la Regione intende intervenire a parziale copertura: con due interventi, uno con la legge di assestamento che verrà presentata fra poco e con la legge che è già all'attenzione del Consiglio regionale di utilizzo dei 20 miliardi del fondo globale. Devo dire comunque che questa è una costante, cioè tutti gli anni la Regione fa delle leggi di prelievo di fondi dai fondi globali per ripianare i disavanzi all'USL, è una costante che però è intenzione della Giunta regionale di chiudere con l'esercizio in corso, perché finalmente con la contabilità economico-patrimoniale avremo i dati precisi in tempo reale e con il 1998 potremo fare un bilancio di previsione assegnando sia gli obiettivi, sia le risorse finanziarie esatte all'USL a inizio anno, in modo da evitare la logica del disavanzo perché è una logica aberrante. Devo dire che siamo l'unica Regione d'Italia a dare delle indicazioni finanziarie certe all'USL il primo di gennaio di ogni anno, perché i nostri colleghi che in questo momento stanno discutendo i bilanci regionali, non sanno ancora qual è la disponibilità del Fondo sanitario nazionale.
Sul secondo punto evidentemente ci sono stati e ci sono una serie costante di incontri con l'USL per monitorare, perché la spesa sanitaria deve essere tenuta assolutamente sotto controllo, e sicuramente alcuni paletti sui criteri gestionali amministrativi li abbiamo dati, continuiamo a darli e continuiamo a monitorare il fenomeno.
Sulla terza domanda, se cioè non si realizzano gli estremi per la revoca della nomina del Direttore generale, devo dire che non si ravvisano, perché la situazione che è stata ereditata e la situazione particolare che vivono tutte le aziende sanitarie in questo momento sono molto, molto delicate. Si sta facendo un grossissimo sforzo di aziendalizzazione, alcuni risultati concreti che non sono visibili all'esterno ci sono, però manca ancora almeno un anno per poter mettere a regime il tutto e poter sia controllare la spesa, sia verificarne la congruità con gli obiettivi politici che l'Amministrazione regionale dà. Ricordo che in altre realtà d'Italia le nomine e le revoche dei Direttori generali sono state oggetto di corsi e ricorsi con le Regioni che hanno regolarmente perso i ricorsi. La Regione Piemonte ha ancora una situazione di Commissario straordinario. Sta andando avanti il disegno di legge di delega al Governo, che va a modificare il rapporto fra Amministrazioni regionali e Direttori generali; la richiesta degli Assessori al Ministro (richiesta che è stata accolta, vedremo se il Parlamento recepisce il concetto sotteso a tale richiesta) è che si passi da un rapporto così come è strutturato oggi ad uno di tipo fiduciario: il Direttore generale deve diventare il fiduciario delle Giunte regionali, di modo che nel momento in cui non raggiunge gli obiettivi, può essere revocato, e non solo - come dice attualmente la legge - nel caso in cui presenti dei disavanzi di gestione, perché i disavanzi di gestione per essere oggetto di revoca devono essere conseguenza del mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati e non conseguenza di scelte politiche dell'ente tutore.
Mi riservo di verificare alcune informazioni che il Consigliere Linty ha dato e che non conosco: sia il problema della composizione della commissione informatica, sia il problema della composizione di un dipendente dell'INVA che sembrerebbe essere poco conforme ai criteri di trasparenza tanto comuni in questo momento. Mi riservo di verificarlo, di riferirgli personalmente e di intervenire se del caso.
Si dà atto che, dalle ore 12,22, presiede il Vicepresidente Aloisi.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.
Linty (LNPIAP) Per replicare a tutto quanto ha detto l'Assessore ci vorrebbero delle settimane.
Quello che intendo fare, usando il tempo che mi è stato per la replica, è innanzitutto ringraziare l'Assessore per la risposta che mi ha dato, però dal momento che la Giunta si troverà a giudicare l'operato del Direttore generale, la pregherei di essere molto, molto vigile perché non c'è niente come i numeri che consentano dei movimenti incredibili.
Dico questo perché quando il Direttore generale dell'USL sostiene di aver centrato tutti gli obiettivi, dimentica però quanto è scritto nel consuntivo ?95-96 e nelle previsioni ?97, dati che ho avuto dall'USL, poi i documenti contabili se non sono reali posso capire, se non ho iscritto gli oneri previdenziali nelle partite di giro non c'è da aspettarsi grande precisione contabile in questo, anche se sarebbe il caso che qualcuno un giorno pagasse i propri errori, altrimenti continuiamo a dire che siamo sommersi nei problemi ma nessuno è mai responsabile di quello che fa. In modo alquanto discutibile lui sostiene di aver diminuito le spese di consulenza, ed è vero, se si legge il capitolo 164 del bilancio, si vede che ci sono 128 milioni in meno circa rispetto al ?95, quindi in prima battuta sicuramente è stato bravo. Peccato che spunta un nuovo capitolo, il capitolo 92, che incrementa dal ?95 al ?97 di 1,9 miliardi. Se voi andate a prendervi le delibere dell'USL che insistono su questo capitolo, vedete che non tutte ma buona parte sono relative a consulenze; allora il Direttore generale dovrà spiegare alla Giunta come mai diminuiscono visibilmente le consulenze sul capitolo di spesa deputato, ma aumentano su un altro capitolo che è sorto in modo alquanto dubbio.
Quando chiedevo se non si ravvisavano gli estremi per la revoca, non mi riferivo specificatamente al disavanzo perché mi rendo conto che l'USL così gestita non può che generare disavanzi, diciamo che è "nella norma" generare disavanzi, anche se i discorsi che abbiamo fatto in sede di V Commissione con l'Assessore, ricordo già nel ?95-96 auspicavamo che dall'anno dopo non ci dovesse più essere il ripianamento sistematico della Regione di questi disavanzi.
La richiesta di valutare la possibilità di una revoca deriva invece dal discorso più grave a mio parere delle consulenze, perché solo per il settore informatico c'è da rifarsi gli occhi. A parte l'INVA, che è partecipata dalla Regione, e che nel ?97 ha avuto incarichi per 846 milioni, altri incarichi sempre del settore informatico li ha avuti il consulente Borello per 226 milioni, li ha avuti il consulente DellaBianca per 288 milioni, li ha avuti il consulente Sofi per 199 milioni; quindi, sulla base delle consulenze di informatica avute e con tutti questi soldi spesi, credo che dovremmo avere un settore informatico dell'USL tutto automatizzato, che fa uscire anche i pasti caldi ai degenti. È qui che io pongo i dubbi!
Quando poi sento dire che i consulenti sono presi per far crescere la capacità professionale dei dipendenti, signori miei, se voi siete dipendenti dell'ufficio di ragioneria dell'USL e dovete prendere ordini da 5 consulenti che vi dicono 5 cose diverse, vorrei capire che professionalità potete farvi. Posso capire se viene messo un consulente per ogni settore, ma qui siamo arrivati in qualche modo a una perdita del controllo di come viene gestita tutta la questione delle consulenze.
Concludo chiedendo di poter avere dall'Assessore la copia della risposta che è stata fornita dall'USL della Valle d'Aosta, dando le dovute specificazioni per quel che riguarda la commissione informatica.
