Objet du Conseil n. 3025 du 25 mars 1998 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 25 MARZO 1998
OGGETTO N. 3025/X Riapertura della pista di bob di Lac Bleu a Cervinia. (Interpellanza)
Interpellanza Appreso della nascita di un comitato che chiede la riapertura della pista di bob di Lac Bleu a Cervinia;
Considerato che tale richiesta viene appoggiata da alcuni bobbisti valdostani, solitamente costretti ad emigrare in Trentino ed addirittura all'estero per potersi allenare;
Preso atto che l'Assessore al Turismo ha dichiarato che per ripristinare la pista bisognerebbe impegnare almeno 35 Miliardi di Lire, mentre i rappresentanti del comitato promotore hanno affermato che gli interventi minimi indispensabili per riaprirla richiederebbero una spesa di 2 o 3 Miliardi di Lire;
Risaputo che la Valle d'Aosta vanta importanti e prestigiose tradizioni in questo sport, avendo nel passato espresso anche dei campioni mondiali;
Visto che la candidatura di Torino all'organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2006, potrebbe rappresentare una occasione di rilancio dell'impianto a livello internazionale;
Valutato che la riapertura della pista, considerata una delle più belle e impegnative del mondo, contribuirebbe sicuramente ad avvicinare a questo sport nuovi praticanti;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per conoscere:
1) da chi sono state compiute le stime che hanno portato l'Assessore ad affermare che per il ripristino della pista di bob di Lac Bleu necessiti una spesa di 35 miliardi di Lire;
2) se non ritenga opportuno, qualora non sia già stato fatto, commissionare ad un apposito gruppo di esperti le valutazioni del caso, consentendo così a questa assemblea di esprimere il proprio parere sulla base di valutazioni oggettive.
F.to: Linty
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.
Linty (LNPIAP) Quest'interpellanza scaturisce da un divario di cifre che era apparso in una intervista resa dall'Assessore in merito alla possibile riapertura di questa pista di bob, poiché l'Assessore sosteneva che per ripristinare il circuito sarebbero stati necessari 35 miliardi nei lavori. Invece chi si è preso l'incarico di promuovere la riapertura di questa pista sostiene che per riaprirla, pur specificando gli interventi minimi indispensabili per renderla agibile, i miliardi sarebbero 2 o 3, con una differenza di più di 30 miliardi sulla stima fatta.
Penso che sia un sentimento condiviso da tutta l'Assemblea circa l'importanza di questa pista di bob anche in vista delle olimpiadi invernali del 2006, visto che c'è Torino candidata, anche se dubito che opterebbe per Cervinia.
Abbiamo una potenzialità che da diversi anni è inattiva e sarebbe sicuramente importante e necessario farle riprodurre i fasti che ha prodotto negli anni.
Si chiede all'Assessore chi ha compiuto le stime che lo hanno portato ad affermare che sono necessari 35 miliardi di lire per la ristrutturazione, e se come Assessorato ha già commissionato a un gruppo di esperti le valutazioni del caso, anche per poter dare a tutti i consiglieri una valutazione attendibile circa l'eventuale spesa da sostenere da parte della Regione.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore al turismo, commercio e sport, Agnesod.
Agnesod (UV) La problematica del bob in questi anni è stata al centro dell'attenzione da parte nostra, per cercare di capire quali strade era possibile percorrere per giungere a conclusione di questo problema.
Abbiamo raccolto uno studio che era stato commissionato nel ?91, affidato all'arch. Steler per la modifica della pista, allo studio di architettura Capra per i rilievi del terreno e le strutture di partenza e di arrivo, e al dr. Fabrizio Gregori per lo studio geologico.
Per quanto riguarda il discorso dell'intervento minimo, le cifre a cui faceva riferimento il Consigliere Linty sono dovute alle stime dell'arch. Steler, che prevedeva l'intervento con una spesa di circa 9 milioni di franchi per la sistemazione di circa 600 metri della pista sui 1520 esistenti, quindi circa 3,5 miliardi, per adeguamento alle normative della Federazione internazionale del bob Fibt e Fil.
Si trattava di adeguamenti tecnici e di sicurezza, mentre non erano comprese in questa stima stazione di partenza e di arrivo, impianto di cronometraggio, fabbricati per giuria, cronometristi, postazioni televisive, adduzioni idriche. Ovviamente non erano inclusi illuminazione, impianto di cronometraggio, tivù a circuito chiuso e protezione solare, che veniva indicata come necessaria vista l'esposizione della pista. Poi ci sarebbe stata tutta la problematica della ghiacciatura artificiale, perché adeguare una pista con delle spese di questo genere e di questo livello senza avere la certezza di poter far svolgere un'eventuale gara a una data determinata, comporta un rischio molto alto di trovarsi senza una ghiacciatura adatta. Vent'anni fa si poteva anche andare in questa direzione, ma adesso, con la tecnologia nuova, con le piste che abbiamo in giro per l'Europa, non possiamo presentarci in queste condizioni!
A fronte di queste problematiche abbiamo nuovamente approfondito la questione, ma come già in questo Consiglio ebbi modo di dire rispondendo a un'altra iniziativa un po' di tempo fa, la stima che abbiamo potuto raccogliere da questi dati va verso la cifra che ho espresso in quell'articolo uscito quindici giorni fa. Quindi 3,5 miliardi servono per l'impianto di base come minimo per adeguamenti; 6 miliardi sono previsti per le strutture varie che ho detto prima: stazione di partenza, illuminazione, adduzioni idriche, tivù a circuito chiuso, impianto di cronometraggio, protezione solare e fabbricati per giuria, cronometristi e postazioni televisive; 12 miliardi circa, questa è l'ipotesi che abbiamo acquisito, per la refrigerazione artificiale, cioè per la ghiacciatura artificiale.
Esiste un problema innanzitutto di prezzi, perché c'è l'adeguamento, e poi abbiamo un problema della sopraelevata perché c'è lo smottamento di una lingua che si incunea ed interseca una volta sola la pista, però è formata da materiale che è in fase di smottamento. Quella zona è soggetta a uno smottamento piuttosto evidente, e questo emerge dalla perizia geologica, per una quarantina di metri; è stata formulata l'ipotesi di uno scocca ponte su quella zona per evitare di posare la pista su un terreno che frana. Quindi una pista a sbalzo sempre con la ghiacciatura artificiale ovviamente, con dei problemi tecnici di giunti e di dilazione che sono stati evidenziati dai tecnici. Era stata ipotizzata la doppia scocca, una esterna in cemento armato della luce di 40 metri, portante una scocca interna che porta i giunti di dilatazione. Il problema complessivo diventa anche importante dal punto di vista della protezione, perché i tubi devono essere particolarmente protetti in quanto una rottura comporterebbe un rischio di danno ambientale notevole per l'inquinamento che ne potrebbe derivare.
Con i 3 miliardi che sono previsti di oneri di progettazione, con circa 3 miliardi per questa sopraelevata, più la direzione lavori e la rivalutazione dal ?91 al ?98, arriviamo a quelle cifre che ho espresso. Questo tanto per spiegare il motivo per cui siamo andati a fare questo tipo di valutazione.
Sempre allo studio di Steler erano previsti costi di gestione per 4,5 milioni di franchi annuali, questo nel ?91, circa 1,3 miliardi più IVA di costi globali di gestione all'anno, dai quali Steler ipotizzava un certo tipo di entrata in maniera ottimistica perché riteneva che ci sarebbe stata sempre la presenza annualmente della gara di Coppa del mondo e questo è tutto da vedere. A questo proposito abbiamo fatto un incontro a Milano con la Fisi, presenti alcune componenti del comitato di Cervinia del bob; in quell'occasione il generale Valentino non si è dichiarato contrario alla realizzazione, in quanto, se abbiamo i fondi per farla, è pur sempre una struttura in più che la federazione può mettere a disposizione per la pratica di attività sportive collegate con la federazione. La stima che dicevo prima prevedeva in maniera ottimistica 650 milioni annui di entrate, che portavano a uno sbilancio di circa 700 milioni all'anno all'epoca, rivalutato di un 20 percento possiamo pensare che in questo momento potremmo avere uno sbilancio annuale di 800-850 milioni. Questi sono soldi persi ogni anno per la gestione. Avessimo la sicurezza di avere almeno ogni anno la presenza della gara di Coppa del mondo, potrebbe anche essere affrontato questo discorso; ma dagli incontri con la Fisi questa certezza non ci viene assolutamente data, perché la Fisi ha già Cortina in questo momento, che è la pista ufficiale per quanto riguarda la federazione su cui far disputare le gare. Sono sei gare che si svolgono su 12 piste omologate complessivamente.
Quindi noi andremmo ad inserirci in questo contesto. È vero che Cervinia ha una tradizione, è vero che a Cervinia esistono ancora atleti che praticano e questo potrebbe far pesare in positivo un possibile reinserimento nel futuro, ma a fronte di questi impegni sicuramente è una scelta da fare con molta ponderazione.
Non siamo di principio contrari alla messa in pristino di questa pista. L'ipotesi che si faceva era quella di prepararla per fini turistici, non per fini agonistici, quindi saltando la parte più pericolosa di cui parlavo prima e riducendola dal punto di vista della lunghezza, per metterla a disposizione per chi vuole praticare questo genere di attività sportiva. Questa è una strada forse più percorribile e in conseguenza di questo ci siamo sentiti con il Comune di Valtournenche, che ha avviato la redazione di uno studio di fattibilità che riguarda quest'area. Studio che è stato avviato dalla Giunta comunale di Valtournenche in una delibera del mese scorso e che è stato affidato in seguito ad una gara all'ing. Guergel (si tratta di uno studio tedesco), il quale si era già occupato in passato di questa pista, quindi ha già dei dati in suo possesso che potrebbero risultare interessanti per riuscire ad avere un quadro più chiaro della situazione.
Siamo in questa fase. Abbiamo dovuto scontrarci con una situazione di difficoltà, dovuta alla condizione in cui si trovava questo impianto, alla necessità di investire forti capitali e alla difficoltà dovuta alle condizioni in cui si trova il territorio oggetto di passaggio della pista.
Si dà atto che, dalle ore 10,40, presiede il Vicepresidente Chenuil.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.
Linty (LNPIAP) Intanto ringrazio l'Assessore per avermi delucidato in merito a questa differenza fra le stime fatte dal comitato promotore e quelle più analitiche, fatte dall'Assessorato.
Vi è da dire una cosa sostanzialmente. Sicuramente 35 miliardi rappresentano una spesa non indifferente per la Regione, unitamente anche agli alti costi di gestione che questa genererebbe in futuro, quando la pista fosse messa in condizione di funzionare per le attività agonistiche. Mi rendo perfettamente conto che pone qualche riserva l'approvazione di una spesa così alta. Va però ricordato che sicuramente la Fisi tiene Cortina finché noi abbiamo la pista inagibile, credo che sia difficile da parte della Federazione un assenso a priori, non vedendo il progetto di ristrutturazione o non sapendo come si vuole fare.
Va anche detto che una pista agonistica, non solo per diletto o per turismo, potrebbe rappresentare per la nostra realtà regionale un approccio da parte dei giovani a uno sport che forse da noi è un po' preso sotto gamba, ma che in altri paesi europei si vede assegnare un'importanza molto più elevata rispetto a quella che gli riconosciamo noi.
Quindi tutto quello che mi auguro è che, visto che dove si è voluto si sono trovati i soldi da spendere in questa regione, si faccia uno sforzo per vedere di ripristinare questa pista più in fretta possibile.
