Objet du Conseil n. 3023 du 25 mars 1998 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 25 MARZO 1998
OGGETTO N. 3023/X Vendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. (Interrogazione)
Interrogazione Tenuto conto che sono ormai trascorsi più di due anni dall'approvazione della Legge regionale n. 40/95;
Considerato che a tutt'oggi nulla è dato di sapere circa l'iter per la messa in vendita del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica;
Avuto notizia che il Presidente dello IACP avrebbe ventilato l'ipotesi di una probabile diminuzione del prezzo di vendita degli alloggi di cui sopra;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale per conoscere:
1) l'elenco degli utenti che hanno manifestato la volontà di acquisto riferito ad ogni stabile inserito nel piano vendita, l'importo totale e le condizioni di pagamento di ogni singolo alloggio;
2) se sono stati applicati interamente i criteri previsti dalla Legge 40/95 ed in particolare gli articoli n. 3 e 4;
3) se risulta fondata la notizia della probabile diminuzione del prezzo di vendita degli alloggi poiché nel caso affermativo sarebbe corretto che ciò venisse portato a conoscenza di tutti gli utenti interessati all'acquisto.
F.to: Parisi - Lanièce - Aloisi
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e assetto del territorio, Lavoyer.
Lavoyer (FA) Per quanto attiene i primi due punti dell'interrogazione, l'Assessorato ha trasmesso i quesiti agli enti gestori, in particolare all'Istituto Autonomo Case Popolari e al Comune di Aosta, quindi riferirò ai consiglieri le risposte pervenute.
Per quanto attiene il punto 1, l'Istituto Autonomo Case Popolari ci ha trasmesso una nota dove dice che, successivamente alla presa d'atto della deliberazione della Giunta regionale n. 5717 del 13 dicembre 1996, recante approvazione del piano regionale di vendita e dei programmi di reinvestimento del Comune di Aosta, dell'Istituto Autonomo Case Popolari, dell'Ente ferrovie dello Stato e delle Poste, ai sensi della legge regionale n. 40, con deliberazione n. 32 del 29 aprile 1997 l'Istituto ha provveduto ad approvare la bozza di convenzione con le banche operanti in Valle d'Aosta per la concessione di prestiti finanziari agli assegnatari acquirenti degli alloggi posti in vendita ai sensi della legge n. 40, la bozza di convenzione con il Consiglio notarile dei distretti riuniti di Ivrea e di Aosta per la vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, l'accordo sottoscritto in data 12 marzo 1997 dal Presidente dell'Istituto, dal Dirigente dell'Ufficio casa del Comune di Aosta, dal rappresentante Sunia e CGIL.
La convenzione con il Consiglio notarile è stata sottoscritta il 10 giugno 1997, le sottoscrizioni delle convenzioni con le banche, attualmente in corso, si concluderanno il prossimo 25 marzo. Il Servizio tecnico dell'Istituto ha quindi provveduto ad espletare gli adempimenti previsti dalla legge n. 40, la determinazione dei vani convenzionali, prezzi di vendita eccetera.
Con deliberazione del 28 novembre 1997 è stata formalizzata l'approvazione della vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, definiti al primo comma dell'articolo 1 della legge regionale n. 40.
Con deliberazione del 29 dicembre 1997 il Consiglio ha approvato lo schema tipo di contratto di cessione in proprietà di alloggio e pertinenza, il regolamento di condominio, il regolamento di condominio generale di quartiere e i criteri per la redazione delle tabelle millesimali per la ripartizione delle spese in fabbricati di edilizia residenziale pubblica.
Nel corso della predisposizione della documentazione tecnica il competente servizio dell'Istituto ha rilevato problematiche connesse con il frazionamento delle aree di alcuni quartieri e con la corretta iscrizione in catasto di alcuni fabbricati. Le conseguenti operazioni di rilevamento, frazionamento ed iscrizione catastale sono pressoché ultimate.
Dallo scorso mese di febbraio l'Istituto ha disposto delle riunioni con tutti gli inquilini degli alloggi inseriti nel piano di vendita al fine di fornire ogni indicazione utile all'utenza. Gli interessati hanno formulato le proprie richieste di acquisto alle quali fanno seguito le formali comunicazioni di vendita. Si può fondatamente ritenere che i primi atti di vendita saranno perfezionati nel mese di maggio.
Questa premessa è necessaria per arrivare alla risposta definitiva al primo quesito. È evidente che, fintanto che non saranno completate le assemblee, non sarà possibile fornire i dati relativi richiesti al punto 1 dell'interrogazione.
Per quanto attiene invece il Comune di Aosta, su questo primo quesito l'Ufficio casa e l'Assessore Piovano comunicano che non si conosce al momento l'attuale propensione all'acquisto degli alloggi di loro proprietà inseriti nel piano di vendita essendo appena terminate le verifiche tecniche costituenti il rilevamento e il riaccatastamento degli stessi pertanto, il Comune sta contattando gli inquilini per rilevare la propensione dell'acquisto nonché l'importo totale e le condizioni di pagamento di ogni singolo alloggio. Questo anche il Comune di Aosta per sottolineare che non è in questo momento, finché non sono definite tutte queste verifiche, in grado di dare con precisione l'elenco richiesto dai consiglieri.
Vi è l'impegno comunque, sia da parte dell'Istituto Autonomo Case Popolari che del Comune di Aosta, di fornire ai consiglieri interroganti questi dati appena li avranno raccolti.
Per quanto attiene il secondo punto, posso sintetizzare le risposte date dall'Istituto Autonomo Case Popolari e dal Comune di Aosta che rispondono di avere applicato i criteri previsti dalla legge 40, in particolare gli articoli 3 e 4. Ambedue gli enti fanno riferimento a rispettive deliberazioni, approvate dal CO.RE.CO..
Per quanto attiene invece il punto 3, penso che gli interroganti facciano riferimento ad una proposta di abrogazione del comma 3 dell'articolo 9 della legge n. 40 che era inserito nelle proposte fatte dal gruppo di lavoro di modificazione delle leggi n. 39 e n. 40, stesso gruppo di lavoro istituito per la definizione delle leggi n. 39 e n. 40 e che ha anche elaborato le proposte di definizione dei due testi di legge.
Se questa proposta veniva approvata dalla Giunta e in seguito dal Consiglio regionale, scattava per alcuni inquilini un aumento o una riduzione, a seconda della scelta, del costo dell'alloggio. Allo stato attuale probabilmente alcuni enti gestori hanno informato gli inquilini che è in corso di discussione questo disegno di legge. Nessuno in questo momento è in grado di dire se ci sarà la diminuzione o meno.
Intanto le modifiche al disegno di legge sono in commissione, dove ci sarà ampio dibattito sull'argomento dopodiché sarà il Consiglio regionale che deciderà se apportare o meno questa modifica alla legge n. 39. Qualora questa modifica venga apportata, sarà tenuto conto del suggerimento degli interroganti e sarà cura degli enti gestori di informare tutti gli inquilini interessati.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi.
Parisi (Aut) Ringrazio l'Assessore premettendo che avevo già preparato la risposta perché sapevo già cosa mi avrebbe risposto all'interrogazione. Sono chiaroveggente, Assessore: sapevo che lei sarebbe stato così abile da rispondere come al solito. Dopo cinque anni ci troviamo ad avere queste risposte, dopo tre anni dall'approvazione di due leggi, ancora oggi non sappiamo esattamente cosa è successo. Questa è la conclusione di tutto quanto, però non vorrei essere così "tranchant" anche perché l'Assessore non ha detto la verità o almeno chi gli ha fornito la risposta non ha detto la verità.
Per quanto riguarda il punto 1, evidentemente vi era un motivo ben preciso nella domanda; quando chiediamo quanti hanno manifestato la volontà di acquisto, le condizioni di pagamento e gli importi dei singoli alloggi, è perché volevamo verificare qual era per ogni immobile la percentuale di richiedenti perché questo presupponeva il fatto che l'immobile fosse o meno messo in vendita e poi entriamo nel secondo punto che è quello degli articoli 3 e 4 in quanto vi erano dei criteri applicativi; volevamo verificare le condizioni di pagamento perché questo voleva appurare se era stato richiesto il pagamento in contanti o dilazionato in quanto questo presuppone anche il reinvestimento. Evidentemente, se sul totale degli inquilini che hanno manifestato l'intenzione di acquistare gli alloggi, il pagamento è dilazionato, non sappiamo come potrà essere attuato il piano di reinvestimento perché il denaro che dovrebbe entrare nelle casse dell'Istituto per essere reinvestito probabilmente, così come previsto, non avverrà più. Erano queste le motivazioni. Volevamo sapere gli importi anche per stabilire qual era la differenza reale fra la legge n. 560 e la legge n. 40 che è stata approvata da questo Consiglio, legge che il sottoscritto ed altri non hanno votato.
Assessore, a questo lei non mi ha risposto, dopo due anni ancora non riusciamo ad avere questa risposta.
Passando al punto 2, articoli 3 e 4, volevo far presente all'Assessore - perché forse lui affidandosi alle risposte che gli vengono fornite da altri non è andato a guardare la legge n. 40 - che l'articolo 3 della legge n. 40 recita: "Le proposte di piano di vendita predisposte dagli enti proprietari devono contenere: i criteri di priorità seguiti nell'individuazione del patrimonio da alienare, l'elenco e l'ubicazione degli immobili ad uso abitativo e non da cedere, il prezzo di vendita degli immobili ad uso abitativo e i tempi di cessione". Cosa significa questo Assessore? Significa che, una volta individuato il patrimonio non cedibile, tutto il resto del patrimonio andava messo in vendita al 60 percento così come abbiamo stabilito con la legge n. 40.
Invece l'Istituto e il Comune di Aosta cosa hanno fatto? Hanno preso l'immobile numero uno, è andato avanti in maniera aritmetica e ha messo in vendita il 60 percento escludendo dal piano vendita tutti gli altri immobili che rientravano nelle condizioni di essere alienati. E questa è, secondo me, un'omissione di atti di ufficio o un abuso perché l'indagine conoscitiva, per tutta quella parte di immobili che rientrava in quelli cedibili, non è stata fatta; è stata fatta soltanto un'indagine conoscitiva a livello aritmetico e non sull'intero patrimonio cedibile.
L'articolo 4 poi, caro Assessore, stabilisce anche i criteri prioritari per effettuare il piano vendita. Quest'articolo dice alla lettera a): "alloggi con assegnatari inclusi nell'area di decadenza dell'assegnazione per superamento del limite di reddito ai sensi delle vigenti disposizioni regionali in materia di assegnazione". Questo significa che nel piano vendita questi immobili, una volta fatti gli accertamenti, dovevano avere la priorità rispetto agli altri, cosa che non è stata fatta.
Alla lettera b) si parla di edifici già parzialmente alienati perché questo significava completare delle operazioni che erano già state fatte.
Alla lettera c) si parla di edifici nei quali è più elevato il numero di inquilini che manifestano la volontà di acquistare; le posso assicurare, Assessore, che ci sono degli immobili dove gli inquilini nella quasi totalità hanno manifestato l'intenzione di acquistare. Eppure questo non è avvenuto e ci troviamo oggi a mettere in vendita degli immobili dove la percentuale di utenti che hanno espresso la volontà di acquistare è minima, ma molto minima, e io avrei gradito disporre di questi dati, così il Consiglio avrebbe saputo che verranno messi in vendita degli immobili dove magari c'è solo un inquilino che ha espresso la volontà di acquistare. Mi auguro che questi dati ci pervengano per poter verificare se questo è vero o non è vero però, ancora adesso non abbiamo avuto la possibilità di averli.
Sulla politica della casa, Assessore, lei un giorno mi ha fatto vedere il malloppo e, quando in altre occasioni avevo sollevato questa problematica, lei mi aveva fatto una cartellina, e io speravo che finalmente questo malloppo fosse arrivato in Consiglio. Devo purtroppo esprimere la mia grande delusione perché in commissione sono arrivati solo il regolamento per quanto riguarda il fondo sociale che è l'applicazione dell'articolo 51 della legge e alcuni aggiustamenti alla legge n. 39, che è quella sull'accesso e sulla permanenza negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. La politica della casa purtroppo è stata un buco nero della Giunta, una cosa che non si è riusciti a fare anche se poi, enfatizzando in conferenze stampa e comunicati, si direbbe invece che è stato attuato tutto il piano della politica della casa. Su questo però ci sono i dati che sono di senso contrario rispetto a quanto è stato enfatizzato attraverso i mezzi di informazione, i quali mi auguro che ogni tanto abbiano la sensibilità di ascoltare anche le voci di protesta che si levano da questo Consiglio. Sì, Assessore, perché sono cinque anni e io ho provveduto a mandare un dossier al Direttore della Stampa proprio perché, dall'enfasi di alcune conferenze stampa, sembrerebbe che in questo Consiglio mai nessuno abbia detto alcunché su quello che invece è un problema serio che riguarda tutta la cittadinanza non solo aostana, ma valdostana. Ci troviamo ancora adesso a non aver risolto uno di quei problemi che riguardano la politica della casa, uno soltanto.
Non voglio dilungarmi di più perché avremo modo di parlarne quando discuteremo degli emendamenti che sono stati portati alla legge n. 39, però volevo aggiungere un'altra cosa. Avevamo approvato come Consiglio un piano di interventi di conservazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e quello era un piano di intervento che riguardava tutto il patrimonio di edilizia residenziale pubblica...
(interruzione dell'Assessore Lavoyer, fuori microfono)
... e quindi è stato realizzato con 4,5 miliardi che erano stati approvati da questo Consiglio. Adesso pare che l'Istituto, almeno dai conteggi di coloro che hanno espresso l'intenzione di acquistare, voglia addebitare loro le spese che sono state effettuate per l'allacciamento del metano e credo che questo vada verificato perché a mio avviso quella spesa non è una spesa di straordinaria manutenzione dell'alloggio, ma è una spesa dettata da problemi tecnici voluti dall'ente proprietario.
Mi auguro che l'Assessore, a parte quelli che sono tutti gli altri problemi, intervenga almeno per fare in modo che questa cosa venga chiarita e che quella maggiorazione di prezzo applicata con la legge n. 40 non venga ulteriormente aumentata in maniera che definirei illegittima.
Mi scuso della lunghezza del mio intervento, avrei altre cose da dire, ma mi riservo di dirle in altra occasione.
