Objet du Conseil n. 2973 du 25 février 1998 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 25 FEBBRAIO 1998
OGGETTO N. 2973/X Termini della convenzione con l'ISECO S.p.A.. (Interpellanza)
Interpellanza Vista la convenzione stipulata tra Regione Valle d'Aosta e Società Baltea Impianti Depurazione S.r.l. per il finanziamento dell'attività produttiva nei Comuni di Saint-Marcel per la raccolta e l'essiccamento del siero residuo dalle lavorazioni dei caseifici regionali;
Considerato che per dare attuazione a quanto previsto dalla convenzione la Società Baltea Impianti Depurazione S.r.l. ha costituito, insieme con la Finaosta S.p.A., una specifica società denominata ISECO S.p.A. della quale Finaosta detiene una partecipazione del 20 percento;
Visti i conti consuntivi della Regione Valle d'Aosta che evidenziano un crescente ammontare dei contributi connessi, sulla base della suddetta convenzione e della successiva legge regionale n. 10/94, alla Società ISECO che nel 1996 hanno raggiunto i 3300 milioni;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
se la Società ISECO percepisce dalla Regione, quale unica forma di finanziamento, i contributi previsti dalla sopra richiamata convenzione ovvero abbia con essa altri rapporti di natura commerciale e finanziaria;
se la stessa svolge esclusivamente le attività oggetto della convenzione medesima o operi anche in settori diversi dal trattamento di derivati dalla produzione lattiero-casearia; se il "per lo meno inusuale" rapporto tra ricavi, utili e contributo regionale che si evidenzia dalla lettura degli ultimi bilanci di esercizio dell'ISECO S.p.A. è da considerarsi casuale;
se si intende procedere ad una revisione dei termini della convenzione nell'interesse dell'Amministrazione regionale.
F.to: Viérin Marco
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Questa convenzione parrebbe avere qualche problemino sotto vari aspetti, sia quello finanziario che poi quello pratico. Sotto l'aspetto finanziario, leggendo bene la convenzione, la cosa che pare strana è che all'atto della stesura della convenzione al punto dove si conveniva quanto da farsi, si dice che la Società Baltea si impegna, cioè la convenzione è iniziata con la Società Baltea, ma poi nella stessa convenzione si dice che tale Società si impegna a costituire una società denominata, lasciando il nome in bianco, con un capitale sociale di 200 milioni. E poi è nata l'ISECO. Mi sembra che l'ISECO sia nata a scatola chiusa cioè dopo aver avuto la garanzia che c'era questa convenzione con la Regione.
Questo è il primo interrogativo che fa nascere gli interrogativi che voglio porre oggi in quest'aula, sui quali voglio fare delle domande ben precise all'Assessore.
Nel testo della mia interpellanza, nell'ultima parte delle premesse, richiamo i 3,3 miliardi di contributo a fondo perso dati nel ?96 e su tutto quello inerente a questa convenzione mi chiedo se la Società ISECO percepisce dalla Regione quale unica forma di finanziamenti i contributi previsti da quella convenzione che ho richiamato prima, ovvero abbia con essa altri rapporti di natura commerciale o finanziaria. Alcune cose le sappiamo già, però vorremmo avere un'illustrazione dettagliata.
In secondo luogo vogliamo sapere se la stessa svolge esclusivamente le attività oggetto della convenzione medesima, oppure operi anche in settori diversi dal trattamento di derivati dalla produzione lattiero-casearia. È chiaro che, se questo succede, la Società può abbattere dei costi fissi notevoli. E anche qui, se andiamo a rileggere la convenzione, c'è un passaggio un po' meschino, nel senso che si mettono già le mani avanti e si dice fra le finalità che la Società concessionaria, al fine di razionalizzare impieghi del personale addetto, potrà ricercare sbocchi alternativi per i propri dipendenti nei periodi di inattività dello stabilimento, oppure - questo è il passaggio - potranno essere considerate attività nell'ambito di servizi a carattere pubblico e sociale anche quelle attinenti a settori diversi da quello specifico lattiero-caseario. E anche questo era già inserito nell'89.
Inoltre chiediamo, come terza domanda, se il perlomeno inusuale rapporto fra ricavi, utili e contributo regionale che si evidenzia dalla lettura degli ultimi bilanci di esercizio dell'ISECO è da considerarsi casuale. Voglio leggere ai colleghi alcuni dati perché danno certamente a pensare. Ho preso 5 esercizi, dal ?92 al ?96, i dati sono abbastanza interessanti per l'ISECO, non per la Regione, nel senso che il totale dei ricavi in questi 5 anni ammonta a 25,848 miliardi, l'utile lordo ammonta a 5,431 miliardi, mentre nel patrimonio netto e nel fondo rischi e oneri, cioè utili accantonati in senso pratico, il totale è di 4,62 miliardi. Quindi su 25,848 miliardi di ricavi in 5 anni, la Società ha avuto 11,558 miliardi di utili, di cui ha destinato una parte ad utili e una parte a fondo rischi ed oneri e a patrimonio netto. Però il patrimonio netto non è stato fatto come investimenti sull'attuale stabilimento della Regione, ma mi pare che abbia comprato una sua sede e così via, quindi patrimonio netto cioè valore aggiunto per l'ISECO. È vero che tutto questo va defalcato del 20 percento perché questa percentuale è di proprietà Finaosta e quindi rientra nelle casse della Regione.
Però, se facciamo questi conteggi, vediamo che questa Società, se non prendeva neanche una lira dalla Regione, era inutile lo stesso.
Al quarto punto chiediamo se si intende procedere ad una revisione dei termini della convenzione nell'interesse dell'Amministrazione regionale. È vero che questa convenzione è stata fatta per 15 anni, ma è anche vero che la stessa specifica a pagina 5, articolo 2, comma 3, ultima parte, che la revisione dei contributi di gestione, come sopra fissato, potrà essere richiesta sia dall'ente Regione che dalla Società concessionaria qualora, per effetto di circostanze imprevedibili, si verifichino aumenti o diminuzioni degli elementi indicati sub articolo 16 del citato Regolamento. La revisione in aumento o in diminuzione avverrà secondo le modalità previste dal detto articolo 16.
Quindi c'è anche la possibilità di verificare quest'andamento per decidere se lasciarlo andare avanti ancora per gli anni che mancano o se intervenire. Interpello l'Assessore su questo fatto anche in considerazione - sono sicuro che l'Assessore è informato di questo certamente - del fatto che sono emerse delle novità che possono essere inserite in quel comma della convenzione che ho appena letto. Basti pensare al problema del burro e della panna: il Regolamento CEE, recepito dallo Stato italiano, obbliga a fare queste lavorazioni con impianti di pastorizzazione e così via, quindi ci sono gli elementi per andare a verificare l'accordo con ISECO.
Ultima considerazione. La Regione, oltre a dare questi contributi a fondo perso - perché è vero che probabilmente ci sono degli arretrati sul ?96, quindi sono di 3,3 miliardi, ma è anche vero che ad oggi possono essere sintetizzati in circa 1,5-2 miliardi - ma oltre a questi contributi, dicevo, la Regione cosa fa? Ha dato lo stabilimento "chiavi in mano" all'ISECO che quindi non ha avuto nessun rischio di costruzione, né di stabilimento, né di niente.
La Regione di quali costi si fa carico con questi contributi? Si fa carico di spese di manutenzione straordinaria di fabbricati e impianti, di spese di ammortamento di impianti e fabbricati perché poi l'ammortamento fisiologico, l'ammortamento del valore degli impianti e dei fabbricati se lo accollerà la Regione nonché di una buona parte delle spese correnti che è una cosa ancora più forte, circa il 50 percento dai conteggi che ho fatto perché nell'articolo 15, punto 10, della convenzione si dice che la Regione deve pagare una parte, che viene calcolata in circa mezzo miliardo, delle spese per il personale, di energia elettrica, di combustibili, di prodotti reattivi - di lavaggio eccetera -, di manutenzione ordinaria, di materiale di consumo in generale - ho visto addirittura i sacchi di carta - e delle spese generali di gestione, ma in questa maniera penso che qualsiasi persona dei 118 mila Valdostani sia capace a fare l'imprenditore!
Vorrei capire se si vuole andare avanti a mantenere in piedi questa convenzione o si vuole mettere mano a questa convenzione grazie anche alle possibilità che ci dà la convenzione anche se risicate perché purtroppo è una convenzione pazzesca grazie a questi piccoli appigli che abbiamo soprattutto sul fatto che nuove cose sono all'orizzonte, tipo il problema del burro e della panna. Questo non lo dico solo per risolvere il problema tecnico sul tappeto riguardante la futura gestione di un eventuale burrificio, ma proprio anche per sapere cosa la Regione vuole dare come contributi a questa Società, se vuole continuare su questo passo o meno. Eventualmente, dopo le risposte dell'Assessore, non vorrei dilungarmi perché i dieci minuti a mia disposizione sono ormai trascorsi, c'è anche il problema della scelta politica, cioè vogliamo indirizzare il discorso del burro e della panna tutto all'ISECO facendo impianti in quella Società, o meglio, nello stabilimento della Regione in gestione all'ISECO, o vogliamo scegliere altra sede tipo la Centrale del latte? Questa è un'altra domanda a cui l'Assessore dovrebbe rispondermi perché io ho un'idea, però preferirei sapere quella dell'Assessore.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Vallet.
Vallet (UV) Premesso che risponderò puntualmente alle domande, quelle formulate nell'interpellanza, credo sia necessario fare alcune puntualizzazioni prima di rispondere.
Intanto, in relazione all'ultimo capoverso della premessa, dove si citano i 3,3 miliardi del consuntivo ?96, vorrei dire che al capitolo 43990 non sono ascritti solo i costi della convenzione con ISECO, ma sono ascritti anche i costi relativi al contratto per il trasporto del siero, che è svolto da Società diversa da ISECO.
Per quanto riguarda invece i costi ascrivibili almeno al ?96 per la convenzione, questi sono determinati da una quota fissa e da una quota proporzionale e dalla revisione prezzi. Quota fissa, quota proporzionale ed istituto della revisione prezzi che sono stati determinati sulla base della convenzione che l'Amministrazione ha stipulato con ISECO nell'88.
In relazione a questo, nel ?96 abbiamo liquidato 1 miliardo e 90 milioni di quota fissa comprensivo di IVA, 148 milioni di quota proporzionale, 694 milioni di revisione prezzi, per un totale di 1 miliardo e 933 milioni.
Per quanto riguarda il ?96, nell'esercizio ?96 abbiamo liquidato anche 1 miliardo e 92 milioni relativi alle revisioni prezzi maturate dal ?91 al ?94.
Per quanto riguarda le risposte puntuali alle domande, la Società ISECO ha con l'Amministrazione, oltre alla convenzione per la gestione del centro di essiccamento del siero, due convenzioni in atto: una che riguarda la manutenzione dei caseifici della Regione e un'altra che riguarda la gestione del depuratore di Arnad.
Per quanto riguarda la convenzione per la manutenzione dei caseifici, l'importo liquidato nel ?96 è di 223 milioni IVA compresa per interventi di manutenzione su attrezzature, quindi caseifici di proprietà regionale aventi un valore complessivo superiore ai 12 miliardi; i 223 milioni IVA compresa sono quindi l'1,8 percento se rapportati al valore degli impianti.
Devo dire a corollario che questa convenzione per la manutenzione delle strutture dei caseifici è particolarmente favorevole per l'Amministrazione regionale in quanto tiene conto di un monte ore di 7328 ore, equivalenti a 250 milioni di lire, che vengono messe a disposizione dell'Amministrazione gratuitamente per la realizzazione della manutenzione, tenuto conto del fatto che i costi determinati per la fissazione dell'allora quota fissa tenevano conto di personale che avrebbe dovuto essere utilizzato durante tutto l'anno.
La convenzione per la gestione del depuratore di Arnad è stipulata sulla base di un contratto che porta 112 milioni annui, aggiornabili su base ISTAT.
Per quanto riguarda la seconda domanda, cioè se l'ISECO svolge esclusivamente le attività in convenzione con la Regione o svolge anche altre attività, la risposta è che queste convezioni equivalgono in termini monetari al 47,3 percento dell'attività complessiva della Società. Non capisco perché il Consigliere Viérin debba stupirsi del fatto che in convenzione è prevista per la Società la possibilità di svolgere altra attività, non riesco proprio a capire di cosa ci si deve stupire.
Per quanto riguarda invece il terzo punto, e cioè sulla definizione, che lascio tutta al Consigliere Viérin, sul perlomeno inusuale rapporto fra ricavi, spese e utili, noi abbiamo analizzato la convenzione in atto e non abbiamo rilevato discrepanze tali da mettere in discussione la validità della convenzione e da farci affermare che la convenzione contrasta con gli interessi dell'Amministrazione. La valutazione che le strutture dell'Assessorato hanno fatto sono di tipo diverso.
Se poi la Società ISECO produce utili, così come produce utili, credo che questo derivi dal complesso delle attività della Società e non solo dalla gestione del centro di essiccamento. Credo che questo dipenda dalle indubbie capacità imprenditoriali del "management" della Società e non credo che di questo ci si debba stupire più di tanto. E poi non credo neanche che sia compito dell'Assessorato dell'agricoltura, che ha in corso una convenzione, andare a valutare se c'è oppure no capacità imprenditoriale da parte dell'ISECO. Ne prendiamo atto con soddisfazione tenuto conto del fatto che la Società è una partecipata Finaosta.
Voglio solo evidenziare un dato: che rispetto a quanto previsto dalla convenzione, l'occupazione è sicuramente raddoppiata, si parla di 39 unità; che la Società versa IVA, IRPEG, IRPEF e ILOR per 2,8 miliardi. Evito tutto il panegirico sui 9/10 del riparto fiscale.
Per quanto riguarda la quarta e conclusiva domanda: se si intende procedere alla revisione dei termini della convenzione nell'interesse dell'Amministrazione regionale, premesso che dall'analisi che abbiamo fatto questa convenzione non contrasta affatto con gli interessi dell'Amministrazione regionale, devo dire invece che stiamo valutando con la Società eventuali futuri sviluppi che possono andare in diverse direzioni. Intanto stiamo valutando la possibilità e l'opportunità di adeguare la situazione impiantistica e quindi le possibilità produttive dello stabilimento di Saint-Marcel perché è sicuramente possibile migliorare l'efficienza funzionale del centro e soprattutto andare a diversificare la produzione, o meglio, migliorare in termini quantitativi le produzioni tenuto conto che il valore aggiunto del siero in polvere adesso prodotto, destinato ad uso zootecnico, è sicuramente basso, mentre ben diverso sarebbe il valore aggiunto se quel siero potesse essere utilizzato per l'alimentazione umana.
Altro ragionamento che stiamo facendo con la Società riguarda la questione del burrificio, tenuto conto che attualmente al Centro di essiccamento di Saint-Marcel si conferisce del siero magro con oneri di trasporto sicuramente importanti, oneri che si manterrebbero identici se invece di siero magro si trasportasse siero grasso, stiamo valutando che tipo di investimenti è necessario fare per attrezzare il Centro di Saint-Marcel con impianti che possano scremare e pastorizzare il siero da trasformare in burro presso la Centrale del latte.
Sono ragionamenti che stiamo facendo in queste settimane rispetto ai quali posso solo confermare le intenzioni, non posso anticipare le conclusioni.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Oggi non sono per niente soddisfatto delle risposte dell'Assessore perché non è possibile, Assessore, finire con le sue ultime dichiarazioni secondo cui "va bene così, Madama la Marchesa". Questo, secondo lei, perché io le dimostrerò che c'è qualcosa di anormale. Ora voglio capire se quest'anormale è frutto di un'incomprensione o se è frutto di qualcos'altro e sarò molto preciso.
Partendo dalle risposte che lei ha dato alle mie domande, proprio per non dimenticarmi di niente, lei mi dice che la quota fissa è 1 miliardo e 2, la proporzionale 150 milioni circa, 700 milioni circa la revisione prezzi per circa 2 miliardi, ed è quello che ho anticipato poc'anzi. Ho anche anticipato che i 3 e 3 del ?96 erano dovuti ad un discorso del pregresso.
Mi sono dimenticato di una cosa, che aggrava ancora la questione, e cioè il trasporto non è a carico della Società, è pagato dalla Regione, quindi la Società si trova il prodotto trasportato a porto franco. Questo è un ulteriore aggravante.
Seconda domanda: lei mi dice, Assessore, che l'ISECO ha due convenzioni con la Rava, di una ero al corrente, quella con i caseifici, e ritengo che sia una cosa logica, anche la seconda presumo non crei problemi, quindi su questa risposta non ho niente da obiettare, anzi.
Sulla terza domanda lei dice testualmente che il 47 percento è quanto conferito dalle nostre convenzioni in essere con l'ISECO; allora non capisco cosa si vuole definire perché lei dice ancora che non sono stati rilevati motivi per rimettere in discussione la convenzione che non contrasta con l'interesse della Regione e aggiunge che non capisce perché debba avere un significato che il 53 percento questa Società lo faccia con terzi. Assessore, questo è un discorso molto semplice da un punto di vista imprenditoriale: se posso avere garanzie certe sulla sede dello stabilimento, su uno zoccolo duro di lavoro che non perderò mai e sul quale guadagnerò sempre, io posso dedicarmi per l'altro 50 percento ad altre attività a rischio; lo farebbero tutti. Se potessimo andare a dire a tutti gli imprenditori valdostani: vi garantiamo il 50 percento della vostra attività per 15 anni, sul restante 50 percento prendetevi i vostri rischi, tutti gli imprenditori accetterebbero al volo questa convenzione. Anche perché con il 50 percento di lavoro certo, ma con alle spalle la possibilità di utilizzarlo in uno stabilimento di proprietà regionale, l'imprenditore sul 50 percento che va a ricercare nel mercato libero può avere un abbattimento di costi fissi e questo è un altro vantaggio. Ecco perché era importante sapere quanto era, rispetto al bilancio complessivo, la percentuale di lavoro che l'ISECO faceva a seguito di convenzione con l'Amministrazione regionale.
Nella risposta alla terza domanda l'Assessore mi ha detto che, se la Società ISECO produce utile, meglio per loro, non c'è da stupirsi, non è nostro compito. Condivido questo giudizio, ma lo condivido se, e dove sta il se? Sta nel fatto che tutte le altre società che fanno il lavoro che l'ISECO fa per nome e per conto della Regione in base alla convenzione dell'88, tutte le altre società del nord Italia non è che prendono dei contributi, pagano. Qui porto un caso specifico così i colleghi possono verificarlo, ad esempio sul nord Italia la Ditta francese Eroserum paga da 8-10 lire al litro il siero agli agricoltori e guarda caso anche l'ISECO paga, purtroppo non paga il siero che prende dai nostri contadini ai quali dà il contributo la Regione, ma paga il siero che compra fuori Valle. Qua non ci siamo, Assessore, c'è qualcosa che non va; altro che la Regione non deve andare a vedere perché ha questi utili! Lo credo bene che ha gli utili!
Detto questo della situazione di mercato, torno sul discorso del futuro perché ho voluto lanciare un sasso nello stagno sul futuro, punto sul quale l'Assessore ha un po' glissato? Qui dobbiamo decidere perché il problema sarà chiaro: o sarà l'ISECO, quindi la Regione spenderà altri soldi per potenziare quello stabilimento e darà altre possibilità di un certo tipo all'ISECO, penalizzando il settore agricolo valdostano, oppure la cosa più logica è cercare di far arrivare a pareggio di bilancio la Centrale del latte perché questa non potrà andare a pareggio se non fa queste cose. Faccio una domanda: perché non può essere la Centrale del latte che fa quello che fa l'ISECO oggi? Forse, anziché dare noi quei 3-4 miliardi l'anno per pareggiare i buchi della Centrale, se li troverebbe a bilancio perché sono gli utili che ha l'ISECO oggi, quindi arriveremmo se non altro a portare in pareggio la Centrale. Non ho mai capito perché queste cose non può farle la Centrale del latte. La Centrale del latte avrebbe solo bisogno di fare la raccolta del siero, poi di fare un discorso di diminuzione di volume - cosa che in gergo tecnico mi pare si chiami compattazione - e infine questo volume viene addirittura la Società Euroserum a ritirarlo presso lo Stabilimento di Gressan, quindi noi certamente otterremmo un pareggio della Centrale del latte e allo stesso tempo una diminuzione di spese per contributi all'ISECO. Questo è chiaro. Se l'Assessore non vuole aprire gli occhi su questo fatto e non trovare una gabola nella convenzione per non farci prendere in giro ancora per 6-7 anni, io invece credo che lo si debba fare perché ritengo che il danno per l'Amministrazione regionale sia enorme. Non vorrei che si continuasse a fare gli investimenti sullo Stabilimento di Saint-Marcel di proprietà della Regione in comodato all'ISECO anche sul discorso del burro e della panna perché nella Centrale del latte abbiamo degli spazi vuoti che potrebbero essere utilizzati per inserire degli impianti che possono permettere di fare queste cose tanto più che la Centrale del latte può poi restituire il prodotto ai caseifici per la vendita.
Con questa situazione l'Assessore non può dire che alla Regione non interessa se l'ISECO ha il 40 percento di utile sul fatturato, non può dire questo perché è pazzesco soprattutto se confrontato alle altre imprese che fanno la stessa lavorazione nel resto d'Italia che non percepiscono nessun contributo, anzi pagano il siero un tanto al litro agli agricoltori, cosa che qui non facciamo. Anzi, sembra quasi che gli facciamo una cortesia ad andargli a prendere il siero, altrimenti non sanno dove smaltirlo, ma non gli diciamo che, se si impostasse la cosa in maniera diversa, potremmo pagarlo anche 5-6 lire al litro anziché fargli la cortesia di andarglielo a prendere, come fanno nel nord Italia.
È un discorso per il quale intervenire richiede anche un anno o un anno e mezzo, però non accetto le risposte dell'Assessore che dice che va bene così. Non posso accettarle come Consigliere regionale e come Valdostano.
