Objet du Conseil n. 345 du 6 octobre 1976 - Verbale

OGGETTO N. 345/76 - Acquisto di un dipinto a olio recante una veduta seicentesca della Città di Aosta. Approvazione ed impegno di spesa.

Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sulla seguente proposta relativa all'oggetto: "Acquisto di un dipinto a olio recante una veduta seicentesca della Città di Aosta. Approvazione ed impegno di spesa", proposta trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza dell'1 e 2 luglio 1976:

Da parte dell'Avvocato Raimondo Craveri, di Roma, è stato offerto in vendita alla Regione un dipinto ad olio, di sua proprietà, recante una veduta seicentesca della Città di Aosta.

In merito a tale opera il Soprintendente regionale ai Monumenti, Antichità e Belle arti, ha relazionato quanto segue:

"Questo dipinto a olio (cm 165x200) fu segnalato per la prima volta al pubblico in occasione del XXXI Congresso storico subalpino di Aosta, nel 1956. Così ne scrisse Carlo Carducci:

"Un ignoto pittore di scuola piemontese ma di precisa influenza francese ha dipinto forse nella prima metà del '600 una veduta panoramica di Aosta, ponendo il suo cavalletto sul dorso della collina che chiude la città verso nord.

Si tratta di un'opera quasi sicuramente eseguita su ordinazione, ricca di realismo nella minuta calligrafica "ripresa" con un evidente effetto illuministico.

Osservando con attenzione i particolari del dipinto riconosciamo facilmente i grandiosi monumenti romani e medioevali che ancora oggi caratterizzano il panorama di Aosta.

Così sulla sinistra vediamo presso l'Arco d'Augusto, che sembra conservare ancora qualche particolare dell'attico, il grande ponte di legno gettato sul Buthier. A destra dell'Arco si nota il piccolo e compatto nucleo di S. Orso dominato dalla sagoma del suo campanile; poi la città si estende con la linea compatta delle sue mura, con le sue torri quadrate, con le sue altane, i suoi campanili e le sue posterule.

All'ingresso verso Torino, una massa oscura contrasta col nitore delle costruzioni circostanti: è l'alto muraglione del Teatro Romano che domina la visione di questo settore vicino alla torre sovrastante l'antica Porta Praetoria.

In primo piano è visibile la massa della torre dei Balivi con la sua caratteristica copertura, poi le guglie dei campanili svettanti sulla distesa delle costruzioni permettono di identificare i grandi edifici sacri della città. Ecco i due della cattedrale al centro del complesso urbano; sulla sinistra quello di San Giuseppe e l'altro di San Benigno, a destra priva della guglia la torre campanaria di Santa Croce. Chiude il limite occidentale del muro romano la Torre Nova, mentre nel fondo tutto il lato meridionale della cortina sembra ancora nascosto dalla massa scura del fogliame degli alberi. Tuttavia si riescono a intravvedere e a riconoscere le inconfondibili sagome del Castello di Bramafam e della Torre del Pailleron.

Dal punto di vista urbanistico l'interessante quadro conservatoci in una collezione privata torinese (dimensioni: m. 1,65x2,00 m) dimostra in maniera evidente come nel '600 la città fosse racchiusa completamente dal cerchio delle mura romane e soltanto due nuclei rappresentano un primo tentativo di espansione logicamene accentrato proprio sulla direttrice delle grandi arterie che portavano a Torino e verso il Gran San Bernardo; ad est, cioè il nucleo di Sant'Orso e a nord quello di St. Etienne".

Una valutazione esatta del valore del quadro di cui si tratta deve prescindere dal suo interesse artistico che, in assoluto, non appare certamente eccezionale, ma deve bensì tener conto dell'importanza iconografica. Per la precisione dell'assieme, per la minuziosa cura dei dettagli, la veduta di Aosta dell'ignoto artista seicentesco, è di valore iconografico del tutto eccezionale, anche in relazione ad altre vedute coeve, ed insostituibile.

Per quanto sopra considerato, si ritiene che una valutazione commerciale sia cosa del tutto secondaria e legata, comunque non all'interesse artistico del dipinto, ma alla sua collocazione nella storia dell'iconografia della Valle d'Aosta.

Sarebbe pertanto estremamente auspicabile che l'Amministrazione della Valle d'Aosta ne entrasse in possesso, anche in considerazione del fatto che il dipinto è attualmente conservato fuori Valle, quindi non a disposizione del pubblico e degli studiosi e non passibile di azioni di tutela attiva da parte di questa Soprintendenza".

In seguito a trattative con il proprietario è stato raggiunto un accordo sul prezzo dell'opera di cui si tratta; prezzo concordato in lire 40.000.000.

La Giunta regionale, in relazione a quanto sopra, ritiene opportuno acquisire al patrimonio della Regione il dipinto sopradescritto, che potrà convenientemente essere sistemato in una delle sale di riunioni della Presidenza del Consiglio regionale e, pertanto, propone che il Consiglio regionale

Deliberi

1) di approvare l'acquisto dall'Avvocato Raimondo Craveri, di Roma (Via di Monserrato n. 154), del dipinto ad olio recante una veduta seicentesca della città di Aosta, descritto in premessa, per il prezzo convenuto di lire 40.000.000;

2) di approvare il prelevamento dal capitolo 205 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1976 ("Fondo di riserva per le spese impreviste"), che presenta la necessaria disponibilità, della somma di lire 40.000.000 (quarantamilioni) da portare in aumento allo stanziamento del capitolo 223 del bilancio preventivo medesimo ("Spese per acquisto di mobili, macchine ed arredi per ufficio, ecc."), salvo convalida con legge regionale;

3) di approvare ed impegnare la spesa di lire 40.000.000, oltre all'IVA in quanto dovuta, sul capitolo 223 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1976 ("Spese per acquisto di mobili, macchine ed arredi per uffici, ecc."), che presenta la necessaria disponibilità, stabilendo che alla liquidazione della spesa stessa si provveda su presentazione di regolare fattura vistata dal Presidente della Giunta regionale e a sua richiesta previa presa in carico di inventario del dipinto acquistato.

L'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti MILANESIO illustra l'argomento, facendo presente che il prezzo attribuito al dipinto di cui trattasi è stato ritenuto congruo e conveniente per la Regione, dal Prof. Brigante Giuliano, dell'Università di Siena, esperto di grande valore.

I Consiglieri LUSTRISSY e CHANU, a nome dei Consiglieri demopopolari, dichiarano di ritenere eccessiva la valutazione di 40 milioni ed annunciano il voto contrario del loro Gruppo.

Il Consigliere MONAMI annuncia l'astensione del Gruppo comunista.

Il Consigliere CLUSAZ invita i Consiglieri demopopolari a tener conto della perizia di stima presentata dall'Assessore.

L'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti MILANESIO sostiene ancora l'opportunità dell'acquisto e la congruità del prezzo pattuito con il venditore.

IL CONSIGLIO

preso atto di quanto riferito dall'Assessore al Turismo, Milanesio;

con voti favorevoli diciotto e voti contrari otto, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti: trentuno; votanti: ventisei; astenutisi dalla votazione i Consiglieri Crétier, Dolchi, Manganoni, Monami e Tonino),

DELIBERA

1) di approvare l'acquisto dall'Avvocato Raimondo Craveri, di Roma (Via di Monserrato n. 154), del dipinto ad olio recante una veduta seicentesca della città di Aosta, descritto in premessa, per il prezzo convenuto di lire 40.000.000;

2) di approvare il prelevamento dal capitolo 205 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1976 ("Fondo di riserva per le spese impreviste"), che presenta la necessaria disponibilità, della somma di lire 40.000.000 (quarantamilioni) da portare in aumento allo stanziamento del capitolo 223 del bilancio preventivo medesimo ("Spese per acquisto di mobili, macchine ed arredi per ufficio, ecc."), salvo convalida con legge regionale;

3) di approvare ed impegnare la spesa di lire 40.000.000, oltre all'IVA in quanto dovuta, sul capitolo 223 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1976 ("Spese per acquisto di mobili, macchine ed arredi per uffici, ecc."), che presenta la necessaria disponibilità, stabilendo che alla liquidazione della spesa stessa si provveda su presentazione di regolare fattura vistata dal Presidente della Giunta regionale e a sua richiesta previa presa in carico di inventario del dipinto acquistato.