Objet du Conseil n. 2788 du 22 octobre 1997 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 22 OTTOBRE 1997
OGGETTO N. 2788/X Realizzazione dell'impianto di depurazione della Valdigne. (Interrogazione)
Interrogazione Richiamato l'appalto concorso vinto dalla Secit nel 1989 inerente la realizzazione dell'impianto di depurazione a servizio del territorio della "Valdigne";
Richiamata la risoluzione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale in data 7 novembre 1991 che impegnava l'Amministrazione regionale a far predisporre un nuovo progetto dell'impianto sul nuovo sito;
Vista la delibera di giunta n. 8462 del 18 settembre 1992 che ha incaricato la Secit S.p.A. per la predisposizione di una nuova documentazione progettuale;
Richiamate le ormai innumerevoli assicurazioni espresse in Consiglio regionale dall'Assessore ai LL.PP;
Visti i termini fissati dal CIPE per accedere ai finanziamenti FIO;
Visto che le tipologie di costruzione previste dal vecchio progetto possono essere probabilmente superate sia da un punto di vista tecnico che di impatto ambientale;
Rilevato che nell'ultima alluvione parte dei collettori già realizzati sono stati fortemente danneggiati e che ad oggi non sono ancora stati ripristinati;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale per sapere:
1) se vuole rimettere in discussione la scelta della localizzazione dell'impianto di depurazione dell'alta Valle e quali sono le scadenze inderogabili per il mantenimento dei finanziamenti FIO;
2) se la Società Secit S.p.A. di Milano ha provveduto ad adeguare il progetto alle attuali innovazioni tecnologiche e se sono già stati acquisiti i pareri di legge dal Comune di La Salle.
3) se è stata fatta una seria analisi sul riposizionamento dei collettori onde cercare di evitare future identiche situazioni che oltre ad arrecare un danno finanziario determinerebbero un gravissimo danno ecologico soprattutto ad impianto funzionante.
F.to: Viérin Marco - Lanièce - Collé
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, infrastrutture ed assetto del territorio, Lavoyer.
Lavoyer (ADP-PRI-Ind) Innanzitutto ringrazio gli interroganti che mi danno la possibilità di fare il punto della situazione sull'argomento.
Premetto che le preoccupazioni e gli interrogativi dei consiglieri sono propri anche della Giunta e quindi sono legittimi e condivisibili.
Ma per rispondere puntualmente ai quesiti, il primo quesito: se la Giunta vuole rimettere in discussione la scelta della localizzazione dell'impianto di depurazione dell'alta Valle e quali sono le scadenze inderogabili per il mantenimento dei finanziamenti FIO, effettivamente la Giunta regionale, vista l'ipotesi di nuova localizzazione in base al progetto della SECIT, ha individuato alcuni aspetti.
Il primo è la difficoltà di ordine tecnico nella realizzazione dell'opera nel nuovo sito, nel sito a Valle.
Il secondo riguarda i notevoli costi di realizzazione del nuovo sito in conseguenza delle difficoltà tecniche non solo della localizzazione dell'impianto, ma anche di tutte le opere di protezione dello stesso, oltre che le grandi difficoltà di inserimento dal punto di vista ambientale necessarie per questa nuova localizzazione.
Il terzo punto critico sono le notevoli difficoltà di ordine amministrativo nella possibilità di affidamento alla SECIT del lavoro nel nuovo sito; ho visto la modificazione dell'impianto stesso, la lievitazione dei costi rispetto agli importi ordinari dell'appalto concorso.
Viste le difficoltà di cui sopra, si vuole esplorare, d'accordo con l'Amministrazione comunale di La Salle e la Comunità montana, la possibilità di una soluzione alternativa che sia rispettosa di quanto fissato dal Consiglio regionale, cioè spostamento dell'ubicazione dell'impianto di depurazione. Una soluzione alternativa che possa essere realizzata a costi contenuti e dal punto di vista amministrativo più agevoli.
Sono quindi stati avviati tutta una serie di contatti con il Comune di La Salle e con la Comunità montana della Valdigne, l'ultimo incontro si è verificato lunedì scorso per verificare la fattibilità di ubicazioni alternative individuate nell'area di cava in sinistra orografica, in prossimità del ponte dell'Equilivaz.
Quindi, per rispondere alla prima parte del quesito, e cioè se si vuole rimettere in discussione, non è che rimettiamo in discussione; abbiamo analizzato in modo approfondito le problematiche che emergevano dal secondo posizionamento e prima di andare in quella direzione si vuole verificare tutte le possibilità alternative. D'accordo con le amministrazioni locali, è emersa questa nuova possibilità che semplificherebbe notevolmente lo spostamento, che andrebbe nella direzione di rispettare la volontà a suo tempo espressa dal Consiglio regionale e che contemporaneamente permetterebbe dal punto amministrativo di semplificare le procedure di appalto per l'assegnazione alla SECIT stessa di quest'intervento.
Per quanto attiene la preoccupazione degli interroganti sulle scadenze inderogabili per il mantenimento del finanziamento FIO, ce le abbiamo ben presenti. È quindi necessario, per non perdere questo finanziamento, che venga assunta una decisione definitiva entro quest'anno in modo da poter comunicare con il secondo rapporto semestrale del ?97 le determinazioni finali assunte dall'Amministrazione regionale. Ed è anche indispensabile che i lavori inizino entro la prossima primavera. In questo modo la scadenza in dicembre ?98, anche da accordi che gli uffici hanno ottenuto con i responsabili del finanziamento, può essere rispettata in via generale perché in tale data la realizzazione dell'impianto sarà notevolmente avanzata.
Con il secondo quesito si chiede se la Società Secit S.p.A. di Milano ha provveduto ad adeguare il progetto alle attuali innovazioni tecnologiche e se sono già stati acquisiti i pareri di legge dal Comune di La Salle. Il progetto definito dalla SECIT è adeguato alle attuali innovazioni tecnologiche che non sono così impetuose nel settore della depurazione delle acque. Gli sforzi maggiori sono infatti finalizzati alla riduzione degli spazi necessari per la realizzazione degli impianti; il processo depurativo non è comunque mutato. Verranno assunte tutte le precauzioni perché le attrezzature utilizzate dal progetto siano le più adeguate da un punto di vista tecnologico. La progettazione compete alla SECIT, che deve essere incaricata di ciò solo quando si è sicuri della nuova ubicazione.
Non sono stati al momento richiesti pareri ufficiali al Comune di La Salle perché il progetto non è ancora stato ufficialmente spostato dalla Regione. La variazione eventuale del sito comporta comunque una comunicazione da parte degli enti locali, comune o comunità montane - questo è il motivo di un serrato confronto con le stesse - di disponibilità nell'individuare un'area alternativa che va valutata sotto il profilo ambientale, possibilità di mascheramento dell'impianto da valutarsi in sede di VIA ai sensi della legge 6/91. È poi possibile attivare in questo caso procedure accelerate per l'approvazione delle necessarie varianti urbanistiche ove queste si rendessero necessarie.
Sul terzo quesito: se è stata fatta una seria analisi sul riposizionamento dei collettori onde cercare di evitare future identiche situazioni che oltre ad arrecare un danno finanziario determinerebbero un gravissimo danno ecologico soprattutto ad impianto funzionante, leggo in una nota fornita dagli uffici che il progetto dei collettori fognari e la loro successiva realizzazione erano il risultato di una seria valutazione del loro posizionamento in relazione ai vincoli derivanti dall'urbanizzazione delle località che devono essere servite. Il deflusso delle acque all'interno di una fognatura è determinato dalla pendenza naturale del piano di posa, che segue evidentemente quella del terreno in cui si realizza l'opera. Non possono essere realizzati tratti in salita senza onerosi accorgimenti che possono essere superati con tecnologie sofisticate tramite pompaggio degli stessi quindi, per poter permettere l'allacciamento degli utenti, il tracciato deve essere posizionato a valle degli stessi. La zona dove generalmente viene realizzato un collettore fognario è quella lungo un corso d'acqua che è naturalmente pendente. Certo che se i centri da servire sono realizzati a ridosso della sponda, il collettore va posto lungo la sponda stessa con evidenti pericoli in caso di alluvione nonostante tutti gli accorgimenti adottati per la sua protezione.
In merito all'ultima preoccupazione degli interroganti nella premessa, dove facevano riferimento ai danneggiamenti avuti nell'ultima alluvione, posso assicurare che tutti gli interventi di ripristino sono in fase di definizione e sono già stati avviati partendo da monte e scendendo verso valle. Quindi si sono avviati tutti gli interventi partendo da Courmayeur e scendendo a valle.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Questa è una vicenda che il sottoscritto aveva portato all'attenzione del Consiglio per ben due volte, precisamente nel ?95 e nel ?96, e per ben due volte alle domande poste in maniera molto chiara all'Assessore, che aveva risposto che il sito sarebbe stato comunque e sempre quello. Non voglio rileggere i passaggi di tutte e due le discussioni, basta riprendere l'ultima del giugno ?96, dove l'Assessore addirittura disse: "Penso di poter affermare che entro fine mese, cioè fine giugno ?96, la Giunta approverà gli atti amministrativi da sottoporre al Consiglio per l'approvazione e la definizione".
È grave il fatto che le stesse considerazioni l'Assessore le fece un anno e quattro mesi fa, sia sul discorso dei problemi della SECIT, per quanto concerne la realizzazione del nuovo progetto, sia per quanto riguarda le nuove procedure di appalto e la lievitazione dei costi. Quindi l'Assessore ha ripetuto le stesse cose, tranne una, cioè l'unica cosa che ha modificato è stata quella di dire che la Giunta ha cambiato idea sulla localizzazione quando per ben due volte in questa legislatura aveva affermato che l'idea non sarebbe stata cambiata. Ricordo che il Consiglio regionale approvò all'unanimità quel nuovo sito e oggi l'Assessore dice tranquillamente che la Giunta pensa di cambiarlo.
Un altro fatto grave è quando sento dire dall'Assessore che il parere del Comune di La Salle non è ancora stato chiesto perché il progetto dall'Amministrazione regionale non è stato ancora approvato, non è ancora stato fatto suo, ma qui torniamo indietro su tutto quello che diciamo in altre occasioni infatti questo significa che, quando la Regione avrà approvato il progetto, dirà al Comune di La Salle: "è questo, devi accettarlo". Mi si dice inoltre che si è fatta una riunione lunedì scorso con la Comunità montana della Valdigne; se non altro per correttezza bisognerà fare un incontro approfondito anche con il Consiglio comunale di La Salle perché è il Comune che sarà direttamente interessato dall'opera e che permetterà la realizzazione del servizio per tutta la Comunità ed è ad oggi ancora ufficialmente all'oscuro di certe decisioni. Alla faccia del rispetto delle autonomie locali! Questo è il nodo, Assessore.
Andando per gradi, l'Assessore mi dice che i finanziamenti FIO scadevano entro fine anno e quindi per quella data l'Amministrazione regionale doveva prendere una decisione. Questa decisione è stata in gestazione per tre anni, oggi a tre mesi dalla scadenza si decide dove rilocalizzare il depuratore della Valdigne: forse perché così nessuno potrà fare obiezioni? Forse perché così il comune o le comunità locali non potranno chiedere di modificare, di trovare una soluzione che vada bene ad entrambi? Perché la risposta sarebbe: "Sarete mica matti! Non c'è tempo! Perdiamo i finanziamenti".
Se questa è stata la strategia, dico che è una strategia sbagliata perché è una strategia di altri tempi, contestata anche da chi siede sui banchi della Giunta. E sarà così, colleghi; si dirà al Comune di La Salle e alla Comunità della Valdigne che non sarà più possibile variare il progetto, che non si potrà più decidere un altro sito, che l'unica possibile sarà quello dell'ex cava o dell'attuale cava - detta di Sorrenti per chi conosce la zona - e si dovrà accettarlo altrimenti fra due mesi si perderebbe il finanziamento FIO. Se è così, è una vergogna perché sapevamo già che il progetto SECIT era più costoso, sapevamo già che c'erano dei problemi burocratici e tutto questo lo sapevamo già due anni fa. Però due anni fa e anche un anno fa l'Assessore ha sempre ripetuto che non c'era motivo di preoccuparsi e che il sito rimaneva quello approvato nel corso della IX legislatura ed individuato anche dalle comunità locali. È chiaro che non possiamo far altro che sollevare queste incongruenze e sottolineare questo modo di agire scorrettissimo, senza avere la possibilità per la forza dei numeri di modificare questi comportamenti scandalosi della maggioranza.
Per quello che concerne il tracciato dei collettori, l'Assessore mi dice che non si può modificare perché sono necessarie tecniche costose e che potrebbero creare futuri problemi. Io dico però che ci sono anche casi dove questo tracciato può essere modificato perché, come l'Assessore sa, più della metà dell'attuale tracciato a seguito di una piccola alluvione di un anno fa è stato praticamente demolito e non è ancora stato ripristinato del tutto, come alcuni atti della Giunta dimostrano, quindi almeno in quei siti molto delicati, dove l'aumento delle acque nella Dora neanche in maniera eccezionale può ricreare gli stessi problemi, quindi prima di rifarli tout court, una piccola analisi andava fatta. Anche perché ad impianto funzionante il danno sarà sicuramente maggiore rispetto a quello avuto nel passato quando i collettori non funzionavano.
Penso che non serva dire altro, se non esprimere un rammarico: in primo luogo quello di essere stati presi in giro, noi qui trentacinque consiglieri eletti dal popolo valdostano e tutte le amministrazioni locali interessate che spesso e volentieri vogliamo a parole difendere e alle quali vogliamo assegnare un loro ruolo. Quello che sta succedendo in questo caso è effettivamente vergognoso.
