Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2559 du 7 mai 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 7 MAGGIO 1997

OGGETTO N. 2559/X Impegno per uno studio completo del regime idraulico della Dora Baltea nella piana di Montjovet e per i conseguenti interventi di protezione dei centri abitati. (Ritiro di mozione)

Mozione Richiamato il programma dei lavori pubblici per il triennio 97-99 nonché del piano lavori per l'anno 1997.

Preso atto dell'audizione in III Commissione consiliare permanente del Sindaco del Comune di Montjovet ed altri in merito agli interventi di protezione e di sistemazione idraulica della Dora Baltea in Comune di Montjovet.

Tenuto conto che nell'audizione di cui sopra gli amministratori locali hanno dichiarato che nessuno studio, neanche di massima, è stato presentato al comune interessato come invece avveniva in passato.

Preso atto delle dichiarazioni dell'Assessore ai lavori pubblici Lavoyer, che gli interventi previsti dal piano triennale 1997/1998 e dal piano lavori per l'anno 1997 sotto la voce: "lavori di manutenzione e sistemazione idraulica della Dora Baltea della centrale ENEL di Montjovet fino alla confluenza del torrente Ayasse" per un importo complessivo di un miliardo e mezzo consistono nel solo innalzamento di una parte dell'argine orografico sinistro della Dora nel tratto immediatamente a valle delle paratoie ENEL e alla pulizia dell'alveo.

Rilevato che nulla è stato previsto per il ponte che collega la statale 26 con la stazione ferroviaria di Montjovet, ponte che invece è stato oggetto di alcuni interventi di rinforzo che hanno ridotto fortemente la sezione utile per il deflusso delle acque, e che quindi oggi crea un vero "tappo" che rischia di aumentare i pericoli di esondazione del centro abitato di Montjovet.

Il Consiglio regionale

impegna

l'Assessore ai lavori pubblici di promuovere uno studio completo, del regime idraulico della Dora Baltea nel tratto inerente la piana del Comune di Montjovet (sbarramento ENEL - ponte di collegamento alla ferrovia) che individui i più idonei criteri di intervento per la protezione e la salvaguardia dei centri abitati.

F.to: Marco Viérin - Marguerettaz - Collé

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (PpVA) Questo è un argomento che avevamo dichiarato di portare in Consiglio se non veniva affrontato entro il mese di aprile in commissione, e puntualmente lo abbiamo fatto.

Lo abbiamo anche fatto perché questo caso deve farci riflettere sugli interventi regionali in merito ai fenomeni alluvionali del ?93-?94.

Questo problema della piana di Montjovet è stato portato in III Commissione, la quale fece un'audizione alcuni mesi fa, venendo a conoscenza di alcuni fatti direttamente dagli amministratori locali, fatti che ci inducono a riflettere e che si possono anche riprendere direttamente dal verbale della commissione.

Innanzitutto questi lavori che l'Assessorato intendeva e intende fare, erano già previsti a fine ?96 ma sono stati sospesi per necessità impellenti di eseguire altri lavori, quindi nel ?96 i relativi finanziamenti sono stati dirottati su altri capitoli. Nel ?97 li ritroviamo a bilancio (anche a bilancio triennale) per una somma complessiva di 500 milioni all'anno, però ci accorgiamo che gli interventi non sono definiti da una progettazione, ma sono lavori che sono stati ritenuti necessari verbalmente, a seguito di un sopralluogo dei tecnici dell'Assessorato. Pare che tali lavori consistano nell'innalzamento di 60 centimetri di un pezzo di alveo sulla sinistra orografica della Dora, a partire dalle paratoie dell'ENEL, e quindi all'inizio della piana di Montjovet, e da un disalveo di quel tratto, cioè paratoie/ponte che collega la stazione ferroviaria.

Infatti, al comune non è stata trasmessa nessuna documentazione, quindi non esiste un progetto cartaceo, e cosa ancor più grave, da quello che abbiamo appreso dalle audizioni non si è previsto di fare nessun lavoro sul ponte che sta a valle, ponte che ha creato dei problemi già nel ?93 e ancor di più potrebbe crearne adesso se si verificasse un'altra alluvione. Nel ?93 il ponte non era stato oggetto di nessun intervento, dopo l'alluvione invece è stato sottoposto ad interventi che ne hanno limitato la luce, cioè, per rinforzarlo gli si è innalzato di un metro la base, riducendogli di conseguenza un metro la luce. Oltretutto è stata allargata la strada e non si è pensato di realizzare una campata in più, fatto che anche gli amministratori locali hanno confermato. Questi fatti hanno permesso che questo ponte creerebbe oggi più di allora un vero tappo, che produrrebbe quel fenomeno di esondazione verso il centro abitato.

L'Assessore mi ha già contestato queste considerazioni al momento dell'approvazione del piano; sono andato a rivedere il verbale della commissione dove sono riportate nero su bianco le dichiarazioni del sindaco e di altri amministratori, ed è chiaro che questo è un problema che deve essere preso ad esempio, perché come è già stato detto in commissione i consiglieri dovrebbero sapere se esiste un vero e completo piano di intervento. Infatti solo dopo ben 8 giorni che il sottoscritto assieme agli altri colleghi aveva presentato questa mozione, il 2 maggio, l'Assessore competente ha inviato due studi alla commissione. Questi, Assessore, sono due studi che risalgono a 2-3 anni fa, uno del ?94 relativo al bacino del Po e uno del ?95 stilato dai tre professionisti incaricati dalla Giunta; ma in questi 2 studi troviamo, nelle considerazioni, quello che dicevo io poc'anzi e non troviamo nessun piano consequenziale di intervento e di prevenzione. Infatti nella relazione del ?94 del bacino del Po, nelle azioni da intraprendere si legge: "Ricognizione dei bisogni e disposizione di un programma a regime di manutenzione diffusa", e ancora: "Tutte le azioni precedenti concorreranno alla definizione di un piano di settore stralcio, come previsto dall'articolo 12 D.L. 398 del 5 ottobre 1993, da cui è emanato il programma triennale di intervento secondo quanto previsto dall'articolo 21 della legge 183/89".

Se andiamo a prendere la relazione dei professionisti - che abbiamo pagato lautamente - vediamo che per gran parte hanno ricopiato la relazione del bacino del Po, praticamente questi professionisti - che abbiamo pagato - per il 90 percento hanno ricopiato la relazione del bacino del Po: infatti la relazione del bacino del Po è stata fatta nel ?94, questa degli incaricati da parte della Giunta è stata fatta nel ?95. Ma fra le azioni necessarie proposte dai famosi tecnici nominati dalla Giunta leggiamo sotto il titolo "zone a rilevante pericolosità per gli insediamenti abitativi esistenti": "Sono aree che devono essere difese nel miglior modo possibile" e ancora più chiaramente si dice a pagina 75, sotto il titolo "Opere di regimazione e difesa idraulica": "Si rileva infatti la necessità di garantire attraverso un'organica attività di programmazione il superamento di logiche di intervento a carattere settoriale e congiunturale, individuando un sistema di soggetti e di procedure che concorrono ad unificare gli obiettivi, le metodologie e i criteri tecnici di intervento sul territorio", cosa che non abbiamo fatto per niente. Si aggiunge poi: "Si tratta in sostanza di coordinare le attività di studio, di progettazione e di intervento al fine di conseguire un'organica sistemazione dei bacini colpiti, stabilendo i seguenti obiettivi e finalità generali", e anche qui non abbiamo fatto niente. Abbiamo ad oggi solo le due relazioni e alcuni interventi "a pioggia", così definiti, perché c'è stato un sopralluogo e c'è stata un'intesa verbale e si è ritenuto di fare solo certi interventi.

Ho ritenuto insieme al gruppo di sollevare il caso di Montjovet perché sono stato anche chiamato dalla popolazione del posto a verificare in maniera diretta questo fenomeno, avevo portato l'argomento in commissione, ma in quella sede sono state parole al vento e si è dovuto presentare questa mozione affinché l'Assessorato tre giorni fa inviasse almeno una parte della documentazione. Documentazione che, ripeto, è la stessa di due anni fa; da allora ad oggi non abbiamo ricevuto nessuno studio reale e programmatico in merito.

Spero vivamente che non si verifichi un'altra alluvione nei prossimi anni, altrimenti ho paura che ci troveremo nella stessa situazione.

Con questa mozione chiediamo solo di fare uno studio più attento e completo sulla piana di Montjovet e che si proceda in maniera definitiva a fare uno studio dettagliato, come d'altronde hanno chiesto anche, nella loro relazione, due anni fa i tre esperti nominati dalla Giunta.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) Come ha detto il Consigliere Viérin, c'è stata più di una discussione in commissione su questo problema e ci sono state delle dichiarazioni del sindaco di Montjovet, che si è fatto portavoce fra l'altro dei firmatari della mozione. È stato proprio il sindaco ad assentire che una delle soluzioni possibili sarebbe stata quella di aprire una campata in più su questo ponte.

Vorrei dire però che vicino a questo ponte, in un'area che il sindaco ha ribadito pericolosa, ha rilasciato concessione per un deposito del GPL (gas propano liquido) attaccato alla Dora, in una zona che il sindaco, i firmatari della mozione, ma anche l'Assessore, hanno riconosciuto da proteggere, perché se facciamo delle protezioni nella Dora vuol dire che quella è una zona da proteggere. Secondo me un deposito del GPL proprio lì è una cosa pericolosa e non doveva essere fatto in quella zona. Allora sia quelle case che sono state costruite in quel piano, che quel deposito del gas metano non dovevano essere costruite a mio avviso; chi ha dato le autorizzazioni dovrà poi prendersi la responsabilità.

Poi quando un sindaco si fa carico di presentare mozioni per la sistemazione di questo torrente e l'Assessore ci viene a dire che il giorno prima ha concordato con il sindaco, vorremmo, come commissione, io almeno, come membro della stessa, avere le ultime risultanze di quello che succede e non che il sindaco in commissione dice una cosa, poi dall'Assessore ne dice un'altra! Vorremmo capire veramente quali sono i problemi di questo tratto di Dora.

Si dà atto che, dalle ore 13,04, presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Lavoyer.

Lavoyer (ADP-PRI-Ind) Devo riconoscere al Vicepresidente Viérin nelle sue azioni in Consiglio regionale una tenacia notevole.

Su questo argomento ho già avuto occasione di rispondere non so quante volte, in commissione, in Consiglio regionale, in sede di discussione del piano lavori, e oggi viene presentata una mozione che non ha senso perché impegna l'Assessore ai lavori pubblici a promuovere uno studio completo del regime idraulico della Dora Baltea nel tratto inerente alla piana del Comune di Montjovet, eccetera, quando questo è già stato fatto da anni.

Non è vero poi che gli studi inviati alla commissione competente sono stati inviati a seguito della presentazione di questa mozione, perché il Presidente ci ha chiesto gli studi e noi glieli abbiamo trasmessi. È la documentazione che ci è stata richiesta anche nella discussione dell'ultimo piano lavori, quindi non c'era nessuna mozione che ha ispirato l'Assessore ad inviare gli studi.

Il sindaco lo abbiamo sentito ripetutamente, abbiamo concordato tutti gli interventi che sono stati fatti e che restano da fare nella piana di Montjovet e che sono previsti sul piano lavori.

Questi sono i fatti che io conosco. Quando il sindaco è andato all'audizione in III Commissione, non ero presente, non so cosa ha dichiarato il sindaco; mi attengo a cosa dichiara il sindaco quando ha gli incontri con l'Assessore e con i tecnici dell'Assessorato.

Quanto alle dichiarazioni catastrofiche del Vicepresidente Viérin che dice che in merito alla programmazione non si è fatto niente, non è vero, si è fatto tutto. Se c'è uno degli esempi di efficienza dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta è proprio sulla programmazione di questi interventi, che sono portati ad esempio da tutti. Quindi non è vero che non si è fatto niente; abbiamo anche ottenuto 70 miliardi di fondi statali tramite la Cassa Depositi e Prestiti interamente finanziati dallo Stato proprio perché abbiamo fatto la programmazione. Quindi come fa il Vicepresidente Viérin a dichiarare che non abbiamo fatto nessuna programmazione?

Comunque leggo per l'ultima volta tutti i passaggi, poi se i consiglieri lo vorranno, farò loro avere la documentazione e la foto degli interventi che si dice che sono da fare e che invece risultano già fatti, in modo che rimangano agli atti:

"A seguito degli eventi alluvionali del settembre ?93 è stato predisposto dal dr. Leporatti e dal prof. Butera uno studio dell'evento alluvionale stesso sia sotto il profilo idrologico: valutazione delle quantità di pioggia cadute e loro comparazione con eventi precedenti, valutazione dei deflussi in Dora, sia sotto quello geomorfologico: individuazione delle aree a rischio". Qui c'è l'allegato 1 che posso far pervenire al Vicepresidente Viérin.

"Tale studio si è svolto in parallelo con analoghe iniziative assunte in sede di autorità del bacino del Po, in particolare per quanto riguarda la definizione e la valutazione del rischio idrogeologico i criteri da adottare nell'opera di ricostruzione. Il Consiglio regionale con delibera n. 1696 ha approvato il piano di ripristino e prevenzione dei danni a seguito degli eventi alluvionali ?93-?94, così come richiesto dalla legge 25 luglio 1994, n. 471: Disposizioni urgenti in favore delle zone colpite dagli eventi alluvionali nei mesi di settembre-dicembre ?93, come modificata dalla legge 30 giugno 1995 n. 265, conversione in legge del D.L. 154/95 concernente: Ulteriori interventi in favore delle zone alluvionate negli anni ?93-?94. Tale piano contiene l'analisi degli eventi alluvionali dal settembre ?93-?94, il relativo quadro dei dissesti, la definizione delle linee e del programma degli interventi". Qui c'è un altro allegato.

"Tutti gli studi effettuati sia a livello regionale sia a livello nazionale sono quindi confluiti nella determinazione delle fasce di pertinenza fluviale. Il piano stralcio delle fasce fluviali è adottato dalla autorità di bacino del Po ai sensi della legge n. 183/89 e rappresenta lo strumento conoscitivo, normativo, tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso riguardanti le aree soggette a rischio di inondazioni". E qui ci sono tutte le tavole della piana di Montjovet.

"Tali cartografie con le norme di attuazione sono state trasmesse a tutti i comuni interessati, tra cui il Comune di Montjovet," - non è vero quindi che il Comune di Montjovet non ha la documentazione - "esse contengono non solo le aree di esondazione della Dora Baltea, ma anche i tratti considerati come limiti di progetto, dove cioè sono da realizzare interventi di consolidamento delle arginature esistenti oppure nuove opere di difesa, tali da conseguire il livello di sicurezza fissato". Raramente ci sono degli studi così dettagliati, mi creda, Vicepresidente Viérin. Il Comune di Montjovet in particolare è sempre stato informato di quanto e di come si programmava di realizzare sul suo territorio ed è quindi perfettamente al corrente di questi interventi e del loro livello di priorità nell'ambito regionale. Quindi non sopralluoghi estemporanei.

Sì, abbiamo fatto anche qualche sopralluogo per verificare dal punto di vista politico quali potevano essere gli interventi prioritari all'interno del programma generale, ma vi è tutta una documentazione trasmessa al comune. Ripeto, non solo sopralluoghi estemporanei e interventi casuali a pioggia, ma concordati con il sindaco, vicesindaco e assessore. Non so chi ha firmato questa petizione, chi avete sentito oltre al sindaco in commissione.

"L'intervento denominato genericamente lavori di manutenzione e sistemazione idraulica della Dora Baltea dalla centrale ENEL di Montjovet fino alla confluenza del torrente Ayasse comprende fra gli altri l'intervento di consolidamento delle arginature in sinistra orografica a protezione del borgo di Montjovet ed eventuali pulizie dell'alveo, mentre quello indicato al ponte che collega la SS 26 con la stazione ferroviaria non ha assolutamente modificata la quota di fondo alveo". Il Vicepresidente Viérin propone di aggiungere una campata ad un ponte come se fosse una cosa che si può realizzare come montare un ponte Bailey.

"Questo intervento sotto il ponte - di cui abbiamo la documentazione fotografica, che attesta che è già stato fatto - non ha assolutamente modificato le quote di fondo alveo, visto che la platea in alveo analizzata allo scopo di rinforzare la pila centrale del ponte stesso, ha come quota superiore quella della fondazione della pila". La fondazione della pila è la quota dove viene messo il livello dell'alveo normalmente, cioè quando si fa una fondazione, si fa la quota di consolidamento dell'alveo sulla quota della fondazione della pila, non si va sotto la pila ad abbassare l'alveo, come invece è richiesto. Qua c'è la documentazione fotografica degli interventi...

(...interruzione del Vicepresidente Marco Viérin, fuori microfono...)

... allora sei stato male informato perché la fondazione della pila, la quota superiore è quella che coincide con il livello dell'alveo. Quindi non creiamo nessun tappo nel deflusso della Dora, ripeto, c'è tutta la documentazione fotografica e c'è tanto di quello spazio da far defluire tutta l'acqua che si vuole.

"Il problema idraulico della piana di Montjovet è che si tratta di una piana alluvionale, storicamente esondabile, e le opere di difesa esistenti così come si può attualmente vedere raggiungono già una quota notevolmente superiore a quella della terra di campagna". Pertanto anche gli interventi previsti di rinforzamento vanno già in una direzione eccezionale, proprio perché c'è questa situazione del borgo di Montjovet.

"In conclusione, lo studio completo del deflusso idraulico esiste già", la mozione di per sé non può impegnare a far niente perché già c'è e chiederei ai presentatori di ritirarla.

"I criteri d'intervento sono già definiti ed approvati dal Consiglio regionale per tutto il bacino regionale", non solo per la piana di Montjovet, quindi non è vero che non si è fatto niente perché il Consiglio ha approvato queste cose.

"Sono già noti e posti in piano lavori gli interventi per la protezione e la salvaguardia del centro abitato di Montjovet", ripeto: concordati con l'amministrazione comunale in ottemperanza con quanto indicato nel piano fluviale delle fasce.

Chiediamo veramente di ritirare questa mozione che non sta in piedi, altrimenti ci asterremo.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Viérin Marco per dichiarazione di voto.

Viérin M. (PpVA) Ascoltando l'Assessore Lavoyer mi viene in mente una battuta di Di Pietro, che ieri nel corso di una conferenza ha detto: tutte le volte che cerco di risolvere una cosa che è risolvibile su due piedi, mi trovo di fronte alla burocrazia, mi trovo di fronte ai burocrati. Questo lo riscontriamo nella nuova legge dei Lavori pubblici ed in tanti altri casi.

Questo per smorzare le polemiche, caro Claudio, perché non sono Assessore, ma per quanto riguarda il problema del ponte di Montjovet e altro, vivo molto più a contatto con la gente e conosco anche i problemi che la gente vorrebbe vedere risolti, problemi che all'Amministrazione non costerebbe niente risolvere, anzi risparmierebbe denaro pubblico.

So che è stata fatta la delibera e so che è stata votata da questo Consiglio in data 14 dicembre 1995, ma proprio in merito a quella delibera, forse potevamo scrivere nella mozione "ripromuovere uno studio" però abbiamo voluto mettere in maniera molto chiara "che individui più idonei criteri di intervento per la protezione e la salvaguardia dei centri abitati" come dicono in maniera molto esplicita i tre esperti. Esperti che, come succede tante volte, noi paghiamo e che poi ricopiano relazioni o progetti già fatti (del bacino del Po in questo caso)...

(...interruzione dell'Assessore Lavoyer, fuori microfono...)

... sì, studi paralleli: uno fatto un anno e mezzo prima e l'altro un anno e mezzo dopo. Infatti noi abbiamo dato l'incarico dopo che abbiamo ricevuto la relazione del bacino del Po.

Comunque tutte e due le relazioni sono molto chiare sulla necessità della prevenzione, quindi non sulle opere che sono state fatte per affrontare i danni causati.

Quando l'Assessore mi parla del ponte, che è il nocciolo sostanziale, non si ricorda che l'intervento sul ponte è stato fatto dopo il ?94, cioè dopo le due alluvioni. Allora, è stato un intervento studiato e coordinato? Mi pare di no, altrimenti non sarebbe stato fatto in quella maniera, parliamoci chiaro!

L'Assessore afferma che il sindaco ha detto questo e quest'altro; voglio aiutare i colleghi a capire perché chi era in III Commissione ha capito, pertanto leggo tre passaggi del verbale di Commissione.

Trèves, sindaco: "Al di là di tutto quello che c'era già stato verbalmente lo scorso anno, avevamo fatto una richiesta scritta, avevamo fatto un sopralluogo, dove ci aveva detto che era stato previsto un innalzamento dell'argine appena sotto la protezione delle paratoie dell'ENEL e un certo tipo di pulizia dell'alveo". È quello che ho detto nelle premesse e che l'Assessore ha ribadito. Però poi il sindaco continua: "Quello che ci lasciava perplessi e preoccupati è giustamente il problema del ponte. L'anno scorso - quindi nel ?96, ma poniamo anche nel ?95 - hanno fatto degli interventi per proteggere i basamenti del ponte che va alla stazione, e questi lavori hanno consolidato sì le fondazioni, però hanno ristretto lo spazio per il deflusso dell'acqua. Quindi lì c'è la possibilità di fare un'altra campata e il ponte quindi si può allargare, quello che può essere il suo futuro sviluppo per evitare problemi". Ricordo che a quell'audizione ha partecipato tutta l'Amministrazione.

Continua il sindaco: "Poi è importante ovviamente quella strozzatura del ponte (...) se bisogna scegliere che tipo di intervento fare, sarà ovviamente quello di cominciare a proteggere questi insediamenti abitativi, che non riteniamo siano protetti con questi interventi verbali".

Per quanto riguarda lo studio dice il sindaco: "Quando ci hanno detto che ci faranno degli interventi, non è che ci hanno detto sulla base di che studi".

A una domanda di Borre, che chiedeva se c'erano stati degli accordi, il sindaco risponde: "No, ci è stato comunicato in un sopralluogo che doveva essere alzato l'argine in un certo punto, però non è che ci è stato presentato uno studio di massima; anni fa lo era stato fatto". Mi pare molto chiara la questione!

Il sindaco ribadisce infine che "quello che forse è mancato un po' è proprio il fatto di verificare sul territorio quali sono i problemi, a volte tecnicamente sembra una cosa, vedendoli visivamente in realtà è un'altra cosa". Mi sembra che il sindaco sia stato molto chiaro anche su questo fatto.

Noi abbiamo quindi posto questo problema in maniera specifica; chiedo all'Assessore l'impegno che si faccia un'ulteriore riunione in III Commissione, ma che ci sia un vero momento di confronto sui problemi della piana di Montjovet, perché non vorrei trovarmi qui - sempre augurandomi che non venga un'altra alluvione - a ricordare le parole dette oggi, avendo eventualmente subito dei danni che si potevano evitare.

Se l'Assessore mi dà la garanzia che faremo un incontro in commissione, presente l'Assessore, con i firmatari della petizione siamo pronti a ritirare la mozione, altrimenti ne chiediamo la votazione.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Lavoyer.

Lavoyer (ADP-PRI-Ind) Quando il Presidente della commissione mi convoca, sono a disposizione.

Presidente Vista la disponibilità dell'Assessore Lavoyer a portare l'argomento in discussione quando sarà convocato in III Commissione, si ritiene soddisfatto e pertanto ritira la mozione, oppure intende perseverare? Valuti.

Ha chiesto la parola il Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (PpVA) Caro collega Aloisi, non è un problema di valutare, il punto è che se si scarica il problema sul Presidente della Commissione è un discorso che posso accettare ma non condividere appieno; adesso ho sentito che c'è anche la garanzia dell'Assessore di essere presente, chiedo solo che questo non avvenga fra due mesi, ma che avvenga nel mese di maggio.

Se c'è questa garanzia, la mozione è ritirata.

Presidente Compatibilmente con i tempi tecnici e politici presumo che il Presidente Parisi accetterà di buon grado la convocazione dell'Assessore in commissione.

La mozione è ritirata.

Il Consiglio prende atto.