Objet du Conseil n. 259 du 25 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 25 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 259/XI Ritiro della mozione: "Solidarietà alle popolazioni del Centro America colpite dalle recenti catastrofi naturali".
Mozione A fronte delle terribili catastrofi naturali che hanno colpito i paesi del centro America, ed in particolare il Nicaragua;
Consapevoli che tali paesi, già in situazioni economiche disagiate, non hanno le risorse necessarie per far fonte sia ai primi interventi di soccorso sia alle future ricostruzioni;
Esprime
La propria solidarietà alle popolazioni vittime della fame, della carestia, e minacciate da epidemie;
La propria volontà di collaborare ad iniziative di carattere umanitario e politico che si stanno attivando per esprimere una reale solidarietà;
Condivide
La proposta avanzata da diverse forze politiche tendente a chiedere agli organismi finanziari internazionali di condonare l'enorme debito di questi paesi;
Invita
Il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta, i Parlamentari della Valle d'Aosta, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, a partecipare alle iniziative che sostengano il condono dei debiti a questi paesi;
Chiede
Al presidente della Giunta di partecipare, insieme alla comunità valdostana alla campagna di aiuti che organizzazioni umanitarie hanno attivato.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti - Curtaz
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Con questa mozione vogliamo riprendere, attualizzare e realizzare un atteggiamento costante di questo Consiglio di fronte alla sofferenza e al disagio di popolazioni colpite da disastri naturali, non ultimo ricordiamo che recentemente proprio in ambito nazionale la Regione e anche questo Consiglio hanno dato un grosso contributo per ricostruire Sellano, ad esempio. Ricordo ancora che nel 1994, di fronte a problemi enormi in Africa, abbiamo finanziato gli aiuti ai médecins sans frontières.
Qui ci troviamo di fronte ad una catastrofe di proporzioni apocalittiche provocata dall'uragano Mitch nel Centro America. Tutti noi abbiamo avuto modo di vedere dai servizi televisivi qual è la situazione drammatica in cui si trovano queste popolazioni. Penso che in questa circostanza sia opportuno, che il Consiglio, esprima una solidarietà nei confronti di queste popolazioni; Oltre ad esprimere una solidarietà che potrebbe rimanere soltanto nell'ambito della parola, credo che valga la pena attivare un atteggiamento di compartecipazione ai disagi dovuti alla catastrofe in questi Paesi.
La mozione chiede perciò al Consiglio di intervenire in due modi: innanzi tutto accogliendo la proposta avanzata da più forze politiche - ricordo Veltroni in prima persona per i DS, ricordo il rappresentante dei Verdi - di chiedere che gli organismi internazionali studino iniziative per condonare o attenuare il debito internazionale che colpisce questi Paesi. Pertanto con la mozione si chiede ai rappresentanti di questa Comunità, sia al Presidente del Consiglio che agisce nella sede istituzionale della Conferenza dei Presidenti del Consiglio, sia al Presidente della Giunta, che può agire in sede di Comitato delle regioni, sia ai nostri Parlamentari, il cui lavoro si svolge all'interno del Parlamento, di sostenere ciascuno nell'ambito del proprio operato istituzionale le iniziative politiche che vanno nell'ottica di fare pressione presso gli organismi internazionali finanziari perché venga studiato un meccanismo di condono del debito che questi Paesi hanno contratto nei confronti delle banche internazionali.
La seconda richiesta che si fa è quella di esprimere la volontà di contribuire, anche con aiuti finanziari, tramite il Comitato o direttamente, a far fronte all'emergenza. Mi rivolgo in modo particolare al Presidente della Giunta, nel senso che è lui il garante della volontà politica di attingere ad una parte di risorse regionali per venire incontro alle esigenze di queste popolazioni.
Ricordo che in campo nazionale ci sono state già tutta una serie di campagne che il Governo italiano, e la Croce Rossa hanno attivato; anche in campo regionale c'è un'iniziativa recente della Caritas di Aosta che chiede alle parrocchie della Regione di mobilitarsi per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite e con la mozione si chiede di partecipare anche noi come regioni ad una raccolta di aiuti che organizzazioni umanitarie anche di questa comunità hanno già attivato.
Président La parole au Conseiller Cerise.
Cerise (UV) Mi dispiace chiudere questa seduta dei lavori ancora una volta con un argomento un po' triste.
Credo che questa sia una mozione di chiaro stampo demagogico populista che mira a dare voce da protagonista ad una forza politica disarcionata. È chiaro che quando uno sta in un fosso, fa sentire la sua voce perché non lo si vede. Questo sarebbe perfettamente nel gioco delle parti se non ci fosse la nota stonata data dal fare promozioni propagandistiche su una tragedia come questa.
Questa mozione nella sua parte iniziale più che per un riferimento umanitario, si caratterizza per un contenuto da taglio buonista che se fosse accompagnato dal sottofondo delle zampogne bene si inserirebbe nel clima del prossimo Natale.
Quello che c'è di interessante nella premessa della mozione è di apprendere finalmente che anche per i Verdi le alluvioni sono catastrofi naturali.
Vedete, fino a ieri infatti eravamo convinti che per questa Forza politica le alluvioni e le loro conseguenze erano da mettersi in capo a chi governa, se al Governo non vi sono loro evidentemente, e se ci sono, a chi nel Governo ha responsabilità sul territorio come è successo recentemente, se evidentemente non sono loro stessi. Spero che ve lo ricordiate, Consiglieri Verdi del Gruppo dell'Ulivo, semmai ci sarà un'altra alluvione in Valle d'Aosta. Non vorrei che per voi in Nicaragua queste calamità e i drammi che ne derivano siano attribuibili alla natura e in Valle d'Aosta all'azione politica della maggioranza.
Entrando nei dispositivi per la verità esposti in modo confuso nella mozione, ricordo come la volontà di collaborare ad iniziative per alleviare le popolazioni colpite da queste tragedie al di là dei sentimenti di partecipazione che sono condivisi da ogni Consigliere, sia bene espressa nella legge regionale n. 44/90 che ha per titolo "Interventi regionali di cooperazione e solidarietà con i Paesi in via di sviluppo". Al terzo comma dell'articolo 1 di questa legge è stabilito che rientrano nella cooperazione allo sviluppo gli interventi straordinari destinati a fronteggiare casi di calamità e situazioni di denutrizione e carenze igienico-sanitarie che minacciano la sopravvivenza delle popolazioni. Mi pare che questo sia il caso.
Ricordo che questa legge prevede, e la Consigliera Squarzino lo sa bene, l'istituzione di un comitato di larga rappresentanza - nel quale ci sono cinque consiglieri regionali, i rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni non governative - al quale è dato fra l'altro l'onere di concertare e coordinare le iniziative volte alla cooperazione, allo sviluppo e alla solidarietà. Quella era la sede per aprire un dibattito sugli eventi calamitosi che hanno recentemente colpito i Paesi della fascia equatoriale dell'America del Sud e fare delle proposte concrete da sottoporre agli organi politici decisionali e quindi coinvolgere tutte le sedi ritenute opportune. Questo era ed è il percorso corretto per affrontare questa problematica.
Mentre i promotori della mozione scrivevano questa paginetta da appendice del libro Cuore, noi ci occupavamo seriamente del problema inviando una lettera all'Osservatorio interregionale sulla cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri per conoscere: primo, le indicazioni emerse a seguito della missione nicaraguense venuta in Italia per spiegare la situazione; secondo, se a livello nazionale esiste la proposta per la realizzazione di interventi specifici; terzo, l'ammontare del debito estero di questi Paesi.
E andiamo sulla richiesta di condonare l'enorme debito estero di questi Paesi. Faccio presente come questa sia una forzatura poco pensata avanzata sull'onda di emotività irrazionali che portano ad aggravare la disugualità piuttosto che ad eliminarla. Basti pensare che ogni anno muoiono più di 10 milioni di persone, soprattutto donne e bambini, per denutrizione, 20 ogni minuto, 2.880 persone al giorno. Ogni 10 giorni soccombe un numero di persone uguale a quello delle persone decedute per l'alluvione. Allora, perché non richiedere anche per tutti i paesi indigenti questa liberazione?
La proposta dell'annullamento del debito estero dei Paesi in via di sviluppo, per memoria, fu fatta da Fidel Castro nel giugno 1992 al Congresso di Rio su "economia ed ecologia". Ha fatto un discorso serio quella volta Castro, non il discorso che fa qualcuno adesso che ha la coscienza sporca per aver venduto le armi e che adesso propone di annullare il debito.
Da allora su questo tema si è aperto un dibattito a livello internazionale del quale potrei riferirvi, ma vi risparmio la noia; vi do però degli spunti di riflessione.
Primo, pochi credono alla possibilità di recuperare effettivamente il debito di questi Paesi; secondo, il debito costituisce sovente un deterrente per molti governanti - ed è anche il caso del Sud America - di questi Paesi ad intraprendere azioni politiche esterne ed interne pericolose per gli stessi popoli e per la pace; terzo, il debito è sovente dovuto a investimenti fatti per l'acquisto di armi necessarie ai conflitti, anche qui interni ed esterni; quarto, vista la lontananza tra Stato e popolo, la situazione debitoria statuale è spesso ininfluente per le condizioni di vita delle popolazioni; quinto, quale può essere la discriminante per cui si annulla o si chiede di annullare il debito estero di un paese piuttosto che un altro a fronte di tragedie che sono costanti per interi popoli.
Infine, per quanto riguarda gli ultimi due punti della mozione, ribadisco che questi debbano essere riportati in sede di Comitato per la cooperazione allo sviluppo, dove l'argomento è già posto all'ordine del giorno del 10 dicembre.
Chiedo pertanto ai promotori della mozione di ritirare la stessa anche in conformità agli strumenti che la Regione si è data in materia e per rispetto di questa tragedia che non deve essere sfruttata per fini di mera visibilità partitica e di sfacciata propaganda.
Président Collègues conseillers, nous sommes en discussion générale. Qui demande la parole pour première intervention? Pour deuxième intervention la parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Ringrazio il Consigliere Cerise per la lezione interessante che ci ha fornito e credo che chiederò il resoconto e lo manderò all'Onorevole Veltroni perché credo che Veltroni non conoscesse tutti questi dati quando ha avanzato la proposta di condonare il debito estero.
Rispetto poi alla procedura, fa presente che c'è un modo unico per procedere e ci ha ricordato qual è la procedura con cui i problemi vanno posti. A questo punto credo che nessun consigliere possa mai nel Consiglio esprimere un proprio parere o chiedere al Consiglio un indirizzo, una decisione su temi che sono di attinenza di commissioni consiliari. Non credo che l'esistenza di un Comitato impedisca a questo Consiglio di affermare che l'emergenza Nicaragua è un problema che si ritiene importante e di chiedere al Comitato di farsene carico.
Non credo che iniziative di questo genere debbano partire unicamente dal Comitato per avere una risonanza in Consiglio. Io credo che esistano più procedure perché i consiglieri possano presentare le loro istanze e chiedere al Consiglio di pronunciarsi.
Per questo motivo non ritiriamo questa mozione, che noi naturalmente voteremo.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Voglio fare un'osservazione di metodo sul modo in cui il Consigliere Cerise affronta certe questioni. Lei, Consigliere Cerise, se non erro è intervenuto finora in Consiglio quattro o cinque volte sempre per parlare dei Verdi. Probabilmente, non ci fossimo noi, non avrebbe ancora preso la parola. Quando prende la parola lo fa con battute, spiritosaggini, eccetera, che non so quanto siano apprezzate all'interno di questo Consiglio, continuando a manifestare disprezzo per una forza politica e per i suoi rappresentanti. Francamente non la capisco perché credo che questo disprezzo che lei manifesta voglia essere una forma di provocazione che personalmente non raccolgo.
L'ho già detto in altre occasioni, credo che il Consigliere Cerise abbia delle cose intelligenti da dire, fra l'altro le cose che ha detto nella seconda parte del suo intervento sono elementi di riflessione che personalmente credo di poter accogliere come contributo al dibattito, ma non capisco perché queste cose non si possano dire con tranquillità e con rispetto senza dover per forza polemizzare a mio avviso anche oltre i limiti di un comportamento deontologico corretto all'interno di un Consiglio.
Per quanto ci riguarda continueremo a rispettare la forza politica di appartenenza del Consigliere Cerise, continueremo a rispettare le idee del Consigliere Cerise, continueremo a rispettare il Consigliere Cerise. Vediamo chi si stufa prima.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Al di là delle scaramucce politico-personali, non so bene come definirle, cercando di riportare i termini della questione nell'alveo naturale, credo che di fronte alla proposta dei Consiglieri Verdi che tante volte abbiamo… chiedo scusa, dell'Ulivo, c'è anche Beneforti, cioè credo che, al di là di tante occasioni in cui ci siamo trovati ad esprimere ordini del giorno più o meno simili a questo in cui c'è un'espressione di solidarietà nei confronti di paesi o di persone colpite da eventi tragici o comunque tristi, di fronte a questo specifico caso, ripeto, se riusciamo a farlo come Consiglio regionale di depurare tutte le frasi forse un po' fuori luogo, anzi certamente fuori luogo dette dal Consigliere Cerise, il succo della questione per quanto mi concerne è un impegno assunto dal Consigliere Cerise in quanto Presidente del Comitato di cui alla legge che egli stesso citava di proporre al Comitato stesso di farsi carico della problematica di cui in questa mozione si parla.
Ripeto, credo che al di là dei toni, in genere quando su presentazione di una mozione c'era un'assunzione di responsabilità pubblica, cioè fatta all'interno di quest'aula, finora la prassi ha sempre voluto che sulla parola data i Consiglieri proponenti ritirassero la mozione. Non vorrei che l'intestardirsi della Consigliera Squarzino o comunque dei proponenti sul fatto di mantenere questa mozione fosse a sua volta dettato da una scaramuccia politico-personale che non sarebbe neanche in questo caso costruttiva per ciò che interessa a tutti i consiglieri presenti qui dentro, cioè vedere questa piccola Regione, questo piccolo Consiglio regionale riuscire a concretizzare le limitate risorse sia proprie, sia provenienti dall'esterno come giustamente ricordava la collega Squarzino per andare incontro a queste popolazioni.
Quindi se è possibile, e se magari anche il Presidente della Giunta potesse dire qualcosa in merito, la cosa migliore sarebbe proprio un ritiro di questa mozione con un'assunzione anche da parte dei Consiglieri di opposizione di verificare che le cose promesse vengano poi veramente attuate.
Président La parole au Président du Gouvernement.
Viérin D. (UV) Le problème qui a été soulevé par la présentation de cette motion est sans doute un problème important, voire grave qui nous met face à une responsabilité, qui fait appel à notre esprit de solidarité. Ce problème, par ailleurs, est complexe parce que pour donner suite à ces intentions, à cette volonté de témoigner notre solidarité aux populations qui ont été si durement éprouvées par les calamités naturelles, il faut approfondir toute une série de problèmes et surtout essayer de définir les moyens les plus appropriés pour apporter la solidarité de cette Assemblée et de la Communauté valdôtaine tout entière.
A cet effet il me semble que la proposition qui a été formulée, non pas de rejeter cette initiative, mais de l'approfondir, par le biais d'un comité qui est l'expression de cette Assemblée - parce que le Comité de coopération pour les Pays en voie de développement est l'expression de toute l'Assemblée, vu qu'il comprend des représentants de la majorité et de l'opposition - peut être retenue car, au-delà des motions, des sentiments qu'on peut exprimer dans cette Assemblée, il y a la possibilité d'approfondir et d'analyser ces thèmes importants et, par la suite, d'en discuter tous ensemble. En fait c'est l'Assemblée, vu que nous sommes tous représentés, qui présentera des propositions.
Donc nous partageons la proposition qui a été formulée de renvoyer l'analyse de ce problème au sein de ce comité. Et ce, permettez-moi de le dire, non pas comme représentant du Gouvernement, mais comme membre de l'Assemblée parce que cela donnerait également un sens concret à une volonté exprimée par l'Assemblée par l'adoption de cette loi qui, effectivement nous permet de définir nos actions.
Les objectifs, les finalités que le Président Cerise a voulu nous rappeler sont exactement celles que nous examinons aujourd'hui. Et de plus, pour une fois, ce ne serait pas l'initiative de quelqu'un, d'une part ou d'une autre partie de cette Assemblée, il s'agirait également de renforcer le rôle, la fonction, la mission d'un organe du Conseil. Et donc, de valoriser davantage celle que nous appelons tous une centralité ou une participation réelle et effective de l'Assemblée dans les processus décisionnels.
C'est pour ces raisons que moi aussi j'invite ceux qui ont présenté cette motion de bien vouloir accepter la proposition de la retirer, non pas pour éviter que l'on se penche sur ce problème, mais pour permettre au comité pour les actions de soutien et de solidarité au profit des Pays en voie de développement, de se pencher, lui, sur le problème et de nous formuler ses propositions. De notre part, en tant que Gouvernement, nous pouvons, d'or et déjà, prendre l'engagement de mettre à exécution les propositions qui seront formulées par ce comité et donc nous pourrons témoigner concrètement de cet esprit de solidarité qui a toujours caractérisé la Communauté valdôtaine.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Apprezzo il fatto che in quest'aula, oltre a persone che hanno deriso quest'iniziativa, ci siano altre persone che la considerano un'iniziativa seria. Penso di poter accogliere, proprio per lo spirito che ha animato questa nostra iniziativa, gli inviti a riflettere da parte del Consigliere Marguerettaz e del Presidente Viérin. Ritorniamo sulla nostra posizione annunciata dalla Consigliera Squarzino e accettiamo la proposta di ritiro della mozione con l'impegno di portare questo problema all'attenzione degli organi competenti.
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Mi associo ai miei colleghi nel ritirare la mozione però, voglio solo far notare che la mozione era rivolta al Presidente della Giunta, era il Presidente della Giunta che ci doveva rispondere e non era Cerise con il linguaggio che ha usato, con la maniera che ha usato.
Credo che, per favorire un rapporto serio fra maggioranza ed opposizione, ci debba essere anche correttezza e ognuno di noi può presentare tutte le mozioni che ritiene opportuno in base al Regolamento e poi ci saranno le risposte, sì o no, a queste mozioni però, ognuno deve essere nel diritto e nessuno si deve sentire offeso come ci ha offeso il Presidente Cerise.
Noi ci aspettavamo la risposta dal Presidente della Giunta e se il Presidente della Giunta ci invitava a rivolgerci alla Commissione e a ritirare la mozione, lo avremmo fatto prima di arrivare alle condizioni a cui siamo arrivati a concludere questo Consiglio. Credo che questo Consiglio non si sia certamente concluso bene e questo mi dispiace.
Presidente In sede di discussione generale tutti i consiglieri hanno diritto di intervenire liberamente, credo che in questo non possiamo censurare l'intervento…
(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)
… le conclusioni sono state tratte con l'accettazione della proposta di ritiro della mozione.
Nous avons terminé notre ordre du jour. Je tiens à demander aux Chefs de groupe de bien vouloir se retrouver avant le début de la séance prévue pour lundi prochain, à 15 heures 30. Ils seront convoqués pour une Conférence des Chefs de groupe pour ordonnancer les travaux du prochain Conseil qui concernera le budget.
La séance est levée.
