Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2690 du 23 juillet 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 23 LUGLIO 1997

OGGETTO N. 2690/X Azione per controllare lo sviluppo dell'attività edificatoria in Comune di Pré-Saint-Didier. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso:

- che, con delibera n. 4352 del 15 maggio 1987, la Giunta regionale della Valle d'Aosta approvava il P.U.D. che prevedeva la realizzazione di 67.700 metri cubi di cementicazione del Comune di Pré-Saint-Didier (di cui 41.000 metri cubi di seconde case e 27.700 di volume alberghiero);

- che tale zona era ed è vincolata ex legge n. 1497/42;

- che il Comune di Pré-Saint-Didier, nel 1996, dando applicazione alla legge regionale n. 44/94, delimitava gli ambiti inedificabili del suo territorio inserendovi pure un mappale oggetto della succitata convenzione in quanto tale superficie risultava soggetta a rischio di valanghe (delimitazione che veniva, poi, impropriamente, se non illecitamente, rettificata dall'Amministrazione comunale al fine di giustificare l'atteggiamento del Sindaco del Comune di Pré-Saint-Didier che aveva, nel frattempo, concessionato l'edificazione di una delle costruzioni del predetto P.U.D.);

- che, indipendentemente dalle scelte comunali, la Giunta regionale approvava, nel febbraio 1997, gli ambiti inedificabili relativi al Comune di Pré-Saint-Didier considerando il succitato fondo costruito come inedificabile;

- che l'area di cui sopra risulta già oggi interessata dall'illecita edificazione;

- che, indipendentemente da quanto sopra, l'attivazione del P.U.D. era subordinata all'esecuzione di uno studio volto ad accertare l'idoneità, ai fini della sicurezza dell'insediamento e della sottostante S.S. 26 bis, della galleria paravalanghe prevista a protezione della strada di accesso all'enorme speculazione edilizia;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore all'Ambiente per sapere:

1) quali azioni abbia intrapreso per evitare l'edificazione summenzionata;

2) quali poteri sostitutivi abbia azionato di fronte all'inerzia del Sindaco di Pré-Saint-Didier e della sua Giunta;

3) se risulta che la presente pratica edilizia sia stata caratterizzata, a monte, da n. 2 pareri della Sovrintendenza alle Belle Arti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, l'uno sfavorevole e l'altro favorevole all'edificazione e quali azioni abbia posto in essere per chiarire una così grave contraddizione di fondo ed a chi risulta addebitabile un tale atteggiamento.

F.to: Dujany

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.

Dujany (Aut) L'interpellanza riguarda la realizzazione concreta, conseguente ad un'approvazione di P.U.D., diretta a realizzare oltre 60mila metri cubi di cementificazione nel Comune di Pré-Saint-Didier, approvazione di P.U.D. che risale al 15 maggio 1987, diretto alla realizzazione di oltre 40mila metri cubi di seconde case e 27mila circa di volume alberghiero.

A seguito dell'approvazione del P.U.D. sono iniziate alcune edificazioni e la prima domanda che pongo all'Assessore è come sia stato possibile all'inizio dare corso all'esecuzione di quest'edificazione, nel momento in cui lo stesso P.U.D. prevedeva che la sua attivazione era subordinata all'esecuzione di uno studio volto ad accertare l'idoneità, ai fini della sicurezza, dell'insediamento e della sottostante S.S. 26 bis, della galleria paravalanghe prevista a protezione della strada di accesso all'enorme speculazione edilizia.

Non mi risulta - e ne chiedo conferma all'Assessore - che sia mai stato eseguito questo studio, volto a dare garanzie sul non pericolo in merito sia all'insediamento che alla sottostante S.S. 26. Anzi, sotto questo profilo mi risulta che siano state presentate da parte di società private dei progetti finalizzati a variare quest'ingresso, contando di evitare di rispondere a questo requisito modificando semplicemente l'accesso a quest'enorme operazione immobiliare. Se così fosse, non sarebbe comunque sufficiente il semplice cambiamento di ingresso per non ottemperare a quella che era prevista come una condizione essenziale perché l'operazione stessa potesse partire.

Oltre a quest'aspetto, nell'ambito del Comune di Pré-Saint-Didier e in seguito da parte della Giunta regionale nel febbraio ?97 sono stati approvati gli ambiti inedificabili relativi al Comune di Pré-Saint-Didier. Da parte della Giunta regionale sono stati individuati come inedificabili per pericolo di valanghe alcuni fondi che sono già stati oggetto nel frattempo di costruzione; fondi che non dovevano ottenere, sulla base degli elementi a mia conoscenza, neppure la concessione edilizia proprio perché non rispondevano a questa preliminare condizione e cioè alla presentazione di questo studio volto ad accertare la sicurezza del percorso con riferimento all'insediamento, ma non solo, anche con riferimento alla sottostante strada statale 26.

Nell'ingarbugliata vicenda si inserisce anche un altro elemento, su cui chiedo informazioni precise all'Assessore. Chiedo se risultino nella pratica essere stati espressi da parte della Soprintendenza addirittura due pareri, l'uno contrastante con l'altro: il primo, che avrebbe sancito un parere sfavorevole all'edificazione, trattandosi di un'operazione che va ad incidere su zona vincolata dalla legge 1497/42; il secondo invece che avrebbe avuto esito positivo.

Ultima domanda che pongo all'Assessore: nel momento in cui pare che il Comune di Pré-Saint-Didier non intervenga per evitare l'esecuzione di quest'operazione immobiliare in difetto di requisiti essenziali, chiedo se lo stesso Assessore abbia posto in essere e abbia dato applicazione a quei poteri sostitutivi che la legge gli impone o gli dà la facoltà di attivare qualora il Comune risulti inadempiente.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'ambiente, urbanistica e trasporti, Riccarand.

Riccarand (VA) La vicenda è piuttosto complessa, io cercherò di tratteggiarne gli elementi essenziali.

Direi anzitutto che occorre distinguere fra quello che è il P.U.D. complessivo, relativo alle zone C8 e C9 a monte di Pallesieux e quello che è il caso specifico della più recente concessione edilizia, che riguarda un fabbricato a destinazione alberghiera perché sono due problematiche collegate che tuttavia vanno viste nelle loro diversità.

Per quanto riguarda il P.U.D. sulle zone C8 e C9, va evidenziato che questo trova la sua motivazione nel piano regolatore generale adottato dal Comune di Pré-Saint-Didier negli anni ?70 e approvato dalla Giunta regionale nel 1977. Tale piano regolatore individuava a monte di Pallesieux due grandi zone edificabili, denominate C8 e C9 e indicava già anche la volumetria realizzabile all'interno di tali zone.

Il P.U.D. che è poi stato approvato dalla Giunta regionale il 15 maggio 1987 è la conseguenza di tale previsione del piano regolatore; va a definire la modalità della collocazione dei volumi all'interno di queste due zone, però sulla base di scelte di edificazione a suo tempo fatte. È in tale sede, nella fase di approvazione del P.U.D. adottato dal Comune, da parte della Regione, che si pone la vicenda dei due pareri della Soprintendenza su cui il Consigliere Dujany chiede dei chiarimenti.

Effettivamente ci fu un primo parere della Soprintendenza relativo al P.U.D. in data 12 settembre 1995 in cui il Soprintendente Prola dava un giudizio negativo sul P.U.D. proposto perché totalmente in contrasto con le esigenze di tutela paesaggistica ed ambientale, evidenziando che con tale tipo di P.U.D. si andava a prevedere un'edificazione in tale zona superiore a quella complessiva che avevamo nell'esistente abitato di Pallesieux, quindi con sovradimensionamento massiccio e soprattutto con una disseminazione di fabbricati in una zona molto vasta.

Tale parere negativo diventò positivo un anno dopo, il 30 settembre 1986, sulla base di una serie di sollecitazioni che erano pervenute alla Soprintendenza, in particolare, come risulta agli atti, una sollecitazione da parte dell'Assessore al turismo di allora, Giuseppe Borbey. L'Assessore in data 20 agosto ?86 sollecitò un riesame del parere negativo richiamando anche il fatto che tale P.U.D. era conforme al piano regolatore generale del 1977 e contestando il fatto che si potesse superare quella previsione di piano.

In effetti la Soprintendenza, riesaminata l'argomentazione, in data 30 settembre 1986 espresse parere positivo e l'iter del P.U.D. si concluse poi il 15 maggio 1987 con l'approvazione da parte della Giunta regionale.

Gli interventi edilizi attuali sono evidentemente una conseguenza di quelle approvazioni e a questo punto affronterei il caso specifico di una delle concessioni perché qui stiamo parlando di una delle concessioni, quella che riguarda un fabbricato alberghiero, oggetto di una concessione alla fine del ?96.

Il caso è stato segnalato da un rapporto informativo del comando della stazione forestale in data 7 maggio 1997, con cui si segnalava il contrasto fra la concessione edilizia rilasciata dal Sindaco di Pré-Saint-Didier in data 26 settembre 1996 e le determinazioni della deliberazione della Giunta regionale del 24 febbraio 1997, che ha approvato gli ambiti inedificabili, fra i quali vi sono alcuni mappali riguardanti l'albergo in questione, che sono inseriti in un ambito inedificabile perché soggetto a valanghe. Il comando della stazione forestale ha evidenziato quest'elemento di contraddizione, segnalando all'Amministrazione regionale la situazione.

Esaminato tale rapporto informativo, il sottoscritto Assessore competente in materia urbanistica ha segnalato con lettera del 19 maggio 1997 al Sindaco e al Comune la difformità fra la concessione rilasciata dal Comune e le determinazioni degli ambiti inedificabili assunte dalla Giunta, fra l'altro accogliendo quelle che erano le proposte iniziali del Comune di Pré-Saint-Didier e quindi ha invitato il Comune ad annullare la concessione sul fabbricato alberghiero che riteniamo essere illegittima.

Il Sindaco, in data 3 giugno 1997 - e quindi nei termini di legge, per rispondere ai rilievi fatti all'Amministrazione regionale - ha risposto ribadendo la legittimità della concessione edilizia rilasciata dal Comune, allegando i pareri di due legali a supporto della sua tesi e sostenendo, sulla base di una serie di argomentazioni, che tale provvedimento è perfettamente legittimo.

L'Ufficio urbanistica ha esaminato le osservazioni del Comune e i pareri legali e mantiene la sua valutazione negativa rispetto alla legittimità del provvedimento stante gli atti attuali quindi, procederemo a segnalare nuovamente lo stato di fatto rispetto alla situazione attuale.

In conclusione, cosa si può dire rispetto a questa vicenda? Ci sono due aspetti da evidenziare. In primo luogo c'è un problema di carattere generale, credo sia evidente a tutti, nel vedere il livello di edificazione che si sta realizzando a Pallesieux, che c'è un aspetto di intervento massiccio che è poco inserito nell'ambiente, che ha un pesante impatto ambientale e che è evidentemente la conseguenza di scelte sbagliate che sono state operate vent'anni fa, in un momento in cui si è approvato un certo tipo di piano regolatore generale.

Voglio però evidenziare che l'attuale Giunta regionale, rispetto a questa politica di ampliamenti di zone di nuova costruzione ed in particolare per seconde case, ha svolto in questi anni un'azione di riduzione molto forte, nel senso che in tutti i piani regolatori generali che sono stati portati alla nostra approvazione abbiamo proceduto ad una riduzione delle zone C significative, in modo da evitare questi problemi. Abbiamo inoltre contenuto la politica delle seconde case, cercando di privilegiare al massimo gli interventi di recupero. Purtroppo paghiamo oggi le conseguenze di scelte operate negli anni ?70, in cui forse certe sensibilità e certe coscienze a livello urbanistico ed ambientale non erano ancora adeguatamente sviluppate.

Per quanto riguarda il caso specifico del fabbricato, ma ripeto che si tratta di una parte molto parziale dell'intervento complessivo del P.U.D., credo che nessun rilievo possa essere fatto all'Amministrazione regionale perché ha seguito tempestivamente ed attentamente la questione non appena è stata segnalata la vicenda.

È una vicenda complessa perché il Comune sostiene che a monte ci sono degli errori materiali. Va anche sottolineato che la società titolare della concessione ha fatto ricorso al TAR contro la deliberazione della Giunta regionale, quindi è una materia molto complessa che andrebbe analizzata punto per punto. Però sicuramente la Giunta ha seguito con attenzione la cosa, ha segnalato gli elementi di difformità che a suo avviso sono stati rilevati e applicherà tutti gli strumenti previsti dalla legge per cercare di risolvere questa questione nel rispetto della normativa regionale in materia.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.

Dujany (Aut) Per replicare e per rilevare che la risposta dell'Assessore mi pare del tutto insufficiente e semplicistica. È troppo comodo rintracciare la causa di quest'operazione alla Giunta regionale operante nell'87 perché l'Assessore ha dimenticato un aspetto essenziale di estrema delicatezza, ovvero proprio in quella convenzione approvata allora era previsto - e su questo l'Assessore non ha detto una sola parola - che l'attivazione all'esecuzione del P.U.D. era subordinata all'esecuzione di uno studio volto ad accertare l'idoneità ai fini della sicurezza dell'insediamento, trattandosi di insediamento in zona valanghe, elemento conosciuto perlomeno di fatto. Quindi si prevedeva l'essenzialità di questo documento per far sì che partisse nel concreto l'esecuzione di quest'operazione.

Sotto questo profilo l'Assessore non ha detto una sola parola: non mi ha informato se è vero che è stato eseguito questo studio per cui vi sono tutte le condizioni previste perché oggi la pubblica Amministrazione non possa intervenire. Ma se, come risulterebbe a me, questo studio non è mai stato presentato, sarebbe troppo comodo accusare politicamente la Giunta dell'87 perché oggi l'Amministrazione regionale avrebbe dovuto, in sede di autotutela, annullare il P.U.D. fintanto che non si fosse realizzata quella condizione e sempre che da questo studio venga meno quel pericolo di valanghe a cui la stessa condizione tendeva a sopperire.

In secondo luogo mi pare davvero del tutto semplicistico il secondo rilievo laddove l'Assessore, confermando l'esistenza di due pareri della Soprintendenza, dice che il secondo in realtà andava ad uniformarsi allo strumento urbanistico che permetteva questo tipo di edificazione. Anche qui mi pare che facciamo un po' di confusione: una cosa è un piano regolatore approvato che va a regolarizzare la parte urbanistica, altra cosa è il fatto di tener conto della tutela del paesaggio.

Non essendoci nessun piano regolatore approvato che avesse valenza anche di tutela del paesaggio, quest'aspetto era una valutazione di carattere esterno che nulla aveva a che vedere con l'aspetto strettamente urbanistico quindi, mi sorprende il fatto che l'Assessore oggi non si preoccupi di questa discrepanza di pareri e che mi risponda dicendo che, essendoci una previsione di piano regolatore generale legittimata con l'approvazione da parte della Regione del piano, tutto risulta in qualche modo regolare. Eh no, Assessore: qui sul piano della tutela del paesaggio nulla è mai stato approvato che tenda a regolarizzare questa vicenda, quindi ritengo che sotto il profilo dei poteri sostitutivi la Regione avrebbe dovuto intervenire sotto un duplice profilo: per bloccare immediatamente quest'operazione in tutte le sue parti, ancora enormi, da realizzare finché non fosse stato predisposto questo studio, volto ad evitare un pericolo per l'incolumità non solo di coloro che abitano all'interno dell'operazione immobiliare, ma anche della sottostante strada statale; secondo aspetto, un'esigenza di intervento dell'Amministrazione regionale di fronte all'inattività dell'Amministrazione comunale sotto quest'ulteriore aspetto della tutela del paesaggio perché dovrò pur preoccuparmi del fatto che vi sono due pareri totalmente opposti l'uno all'altro, trovandomi in una zona vincolata dalla 1497.

La cosa mi sorprende tanto di più se a dirla è l'Assessore che è stato negli anni addietro il grande difensore del verde e che attualmente sta regolarizzando uno dei peggiori esempi di abuso edilizio presenti in Valle, quello del President del Breuil. È un esempio alle porte del Paese, un esempio di scempio edilizio e urbanistico di cui sta legittimando sul piano edilizio e sul piano della tutela del paesaggio la sua edificazione. Dopo vari ordini di demolizione e dopo tutta una vicenda durata vent'anni, con quest'Assessore si va a regolarizzare un esempio di abuso.

Concluderei chiedendo, oltre che un intervento in questa vicenda, una maggiore coerenza a difesa del territorio.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'ambiente, urbanistica e trasporti, Riccarand.

Riccarand (VA) Riprendo solo tre aspetti che mi sembrano anche attacchi personali e diffamatori non giustificati.

Sul primo punto inviterei il Consigliere Dujany, quando legge le condizioni poste in una deliberazione, in particolare mi riferisco alla deliberazione della Giunta regionale che ha approvato il P.U.D. dell'87, di leggere tutta la frase e non solo una parte e di fare bene attenzione a quello che c'è scritto per rendersi conto di cosa significano realmente le cose, che non stanno nei termini che sono stati detti dal Consigliere Dujany.

Per quanto riguarda i due pareri della Soprintendenza, non ho affatto detto che la Soprintendenza ha fatto bene a fare quella scelta o a cambiare posizione da negativa a positiva; ho solo riferito quali sono le argomentazioni e le motivazioni per cui il Soprintendente ha ritenuto di dover cambiare la sua posizione. Quelle non sono scelte mie, sono scelte che sono state fatte e che hanno portato ad una situazione che poi non poteva più essere modificata.

Per quanto riguarda l'Hôtel President, il Consigliere mi attribuisce delle responsabilità che non ho perché le responsabilità dell'Assessore all'urbanistica in materia di tutela del paesaggio risalgono al 1° luglio di questo mese; finora non ho assunto nessun atto che riguarda quest'edificio, anche se ci sono certe decisioni che sono state assunte ben prima che facessi l'Assessore alla tutela del paesaggio e che comportano degli adempimenti successivi. Questo il Consigliere lo dovrebbe sapere molto bene e non ritengo che si possa essere scorretti a scendere su questo piano di polemica.

(... interruzione del Consigliere Dujany, fuori microfono...)

Presidente C'è stata una precisazione, Consigliere Dujany, non ravvedo le motivazioni di natura personale, pertanto non le do la parola. Con questo punto all'ordine del giorno chiudiamo i lavori della seduta mattutina.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 12,59.