Objet du Conseil n. 385 du 27 janvier 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 27 JANVIER 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 385/XI Possibilità di derogare dall'esame preliminare di conoscenza della lingua francese in caso di urgente necessità di professionalità mediche ed infermieristiche. (Reiezione di mozione - Reiezione di risoluzione)
Mozione Considerata la necessità di dotare i servizi sanitari delle professionalità necessarie per garantire la tutela e la cura della salute dei cittadini;
Constatato che l'esame preventivo della conoscenza della lingua francese è uno degli ostacoli che impedisce all'azienda ospedaliera di assumere i medici e gli infermieri di cui la struttura necessità per garantire i servizi ai cittadini;
Considerato che la conoscenza della lingua francese è, sì, un fattore culturale importante per la nostra regione, ma non essenziale per lo svolgimento delle professionalità mediche ed infermieristiche;
Tenuto conto che in passato, in ambito scolastico, si era prevista - in casi particolari - la deroga dall'esame di accertamento della lingua francese, pur di assicurare agli alunni lo svolgimento di materie inserite nel curriculum scolastico;
Considerato inoltre che la tutela e la cura della salute del cittadino sono obiettivi prioritari in quanto derivanti dai diritti di cittadinanza riconosciuti ad ogni persona.
Il Consiglio regionale
Impegna
La Giunta regionale:
ad emanare disposizioni che prevedano la possibilità di derogare dall'esame preliminare di conoscenza della lingua francese per quelle professionalità mediche ed infermieristiche di cui l'azienda sanitaria ha urgente bisogno per garantire i servizi sanitari ai cittadini ed ottemperare al dettato costituzionale.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti - Curtaz
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina pour l'illustration de la motion.
Squarzino (PVA-cU) Le premesse indicate in mozione mi sembrano abbastanza chiare, nel senso che non richiedono una spiegazione così prolissa o dettagliata.
Credo che, sia nella giornata di oggi come in altri Consigli, sia emerso a più riprese il problema della carenza di personale medico ed infermieristico; in molti casi le cause di quest'assenza di personale dipendono proprio da quella barriera che l'esame preliminare di accertamento della conoscenza della lingua francese costituisce.
Sappiamo, per esempio, che molti infermieri e molti medici non riescono a superare quest'esame e poi di fatto, dato che abbiamo comunque bisogno di infermieri e di medici, allora ricorriamo ad altri strumenti come le convenzioni - di cui anche stamani si parlava - con cooperative di infermieri che non garantiscono che il nostro personale conosca la lingua francese, ma garantiscono per fortuna la presenza di personale infermieristico nel servizio sanitario.
Quello che qui si vuole sottolineare è questo: perché ricorrere a questi strumenti che non fanno altro che rallentare ulteriormente l'assunzione di persone di cui abbiamo realmente bisogno? Sappiamo che una serie di infermieri che lavoravano da noi con convenzioni, hanno partecipato a concorsi fuori Valle, li hanno vinti, sono diventati di ruolo e hanno di nuovo sguarnito i nostri reparti.
Sappiamo che la conoscenza della lingua francese è, sì, un fattore culturale importante per la nostra Regione, ma non essenziale per lo svolgimento della professionalità medica ed infermieristica. Fra l'altro, abbiamo anche in ambito scolastico un esempio di come può essere superata questa situazione, di impasse.
Questo Consiglio in passato ha votato, sia con la legge regionale n. 63/88 sia con la legge n. 12/93, una norma in cui si dice che "nei casi di assoluta comprovata necessità e limitatamente al perdurare di tale situazione"… "il Sovrintendente agli studi, esperiti gli opportuni accertamenti, può autorizzare l'assunzione di supplenti sprovvisti del requisito della piena conoscenza della lingua francese purché in possesso del titolo di studio prescritto per l'insegnamento dando priorità ai diplomati presso una scuola secondaria della Regione autonoma Valle d'Aosta".
La nostra richiesta è di questo tipo: perché non prevedere una norma analoga anche nel settore della sanità, in modo da risolvere problemi urgenti e situazioni a rischio che ci sono nella nostra sanità? Questo è il senso della mozione.
Président La discussion est ouverte. La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Mi limito ad annunciare che presentiamo una risoluzione su questo punto che è parzialmente modificativa di quello che è il contenuto della mozione. Intendo adesso annunciarla e poi il mio collega l'illustrerà.
Président Le Conseiller Tibaldi a présenté une résolution, qui récite:
Risoluzione Richiamata l'ormai cronica carenza di organico presso le strutture sanitarie regionali di personale medico e paramedico;
Rilevato - che tale situazione, oltre a creare disagio all'utenza, va a discapito dell'efficacia, dell'efficienza e della qualità del servizio sanitario regionale;
- che tra le principali cause di tale stato - confermate anche dall'esame dei dati inerenti i bandi di concorso - vi sono le difficoltà create dalla prova preliminare di francese;
Considerato che la tutela della salute del cittadino è un diritto costituzionalmente garantito e che, pertanto, deve avere priorità su ogni altra valutazione politica;
Il Consiglio Regionale
Impegna
la Giunta a presentare un disegno di legge urgente che, derogando all'attuale normativa sull'accesso al pubblico impiego, preveda per il comparto sanitario - limitatamente al personale medico e paramedico professionale - il superamento della prova di francese ai soli fini della corresponsione dell'indennità di bilinguismo.
F.to: Tibaldi - Frassy
La discussion est toujours ouverte. La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Abbiamo presentato questa risoluzione per un motivo molto semplice. Il problema che è contenuto nel punto 33 dell'ordine del giorno è un argomento che avevamo già anticipato nello scorso Consiglio regionale nel dibattito relativo alle problematiche della sanità in quanto avevamo individuato nel meccanismo dell'esame preliminare di francese una di quelle cause che stavano alla base dell'attuale carenza di organico.
Abbiamo poi visto come i colleghi del gruppo Verde siano stati bravissimi e forse più tempestivi di quanto non siamo stati noi che peraltro avevamo preannunciato iniziative su quest'argomento, di conseguenza abbiamo ritenuto che fosse opportuno a questo punto aprire la discussione anche da quello che è il nostro punto di vista, che si scosta per certi versi dalle conclusioni contenute nella mozione presentata dal gruppo Verde.
Perché si scosta? Si scosta perché i colleghi del gruppo Verde chiedono che la Giunta emani disposizioni che prevedano in maniera generica la possibilità di derogare all'esame preliminare per quelle professionalità di cui l'Azienda ha urgente bisogno.
Ora l'Assessore, senza bisogno della nostra risoluzione e della mozione testé sintetizzata, ha già provveduto in questa direzione. Dicevamo stamani che nei fatti le convenzioni che verranno attuate da qui a qualche settimana già derogano per certi versi a questa situazione. Ed è proprio partendo da questa situazione di realismo e di pragmatismo che vede l'Assessore Vicquéry primo attore - consapevole del fatto che il problema della sanità non può essere mediato ed intermediato da altre considerazioni di natura più prettamente politica - che pensiamo che sia opportuno riflettere e dare regola e regolamento nuovo a questa materia.
Perché? Perché pensiamo che la tutela della salute, bene primario come ognuno di noi penso lo ritenga e garantito anche a livello costituzionale, debba avere, di fronte a questa situazione di emergenza sanitaria che sta caratterizzando le strutture ospedaliere e sanitarie regionali, priorità assoluta.
Il discorso del francese e dell'accesso al pubblico impiego ci rendiamo conto che è un discorso impegnativo, complesso e difficilmente risolvibile nello spazio di quel poco tempo al quale dedicheremo l'attenzione nel dibattito che è testé iniziato, però senza voler fare delle fughe in avanti o senza voler fare dei passi all'indietro perché anche qui dipende dalle prospettive e dai punti di vista, diciamo solo questo.
Se è vero, e mi sembra che il dato trovi conferma dall'analisi di quelle che sono le risultanze degli ultimi bandi concorsuali tenuti dall'ASL, che il meccanismo del barrage preliminare del francese è stata una delle cause primarie nelle carenze di organico che stiamo patendo, penso che una riflessione possa essere fatta in maniera realistica dando fra l'altro applicazione a quello che già l'Assessore sta praticando e dire: l'esame di francese rimane, non diventa più una prova di sbarramento ossia il mancato superamento della prova stessa, ha influenza soltanto su quella che è l'indennità di bilinguismo che in questo caso ovviamente non verrebbe riconosciuta.
Qualcuno potrebbe dire che così facendo, noi facciamo cadere - al di là di quelle che sono riflessioni di tipo politico-culturale - quella specie di garanzia che è stata posta anche a tutela della popolazione che vive ed opera in questa Regione. Se così fosse, non ci troveremmo nella situazione di carenza di organico nella quale ci troviamo, evidentemente nel campo della sanità le risorse umane disponibili in loco non sono sufficienti e non vengono nemmeno integrate e sostituite dalle risorse umane che potrebbero essere disponibili sul territorio nazionale.
Allora non pensiamo che sia così fantasioso ed azzardato impegnare e chiedere alla Giunta di emanare delle disposizioni che deroghino a questa normativa limitatamente a quello che è il comparto sanitario e limitatamente a quello che è il personale medico e paramedico professionale, perché le premesse - che sono quelle che vi ho appena illustrato - devono avere a mio avviso priorità su ogni altro tipo di valutazione. Non solo, tenete presente che le convenzioni che stiamo attivando nel settore ospedaliero, ossia il distacco di medici che provengono da altri ospedali, già by-passano il meccanismo dell'accertamento della prova di francese con l'aggravante che, essendo distacchi temporanei, non consentono assolutamente di risolvere il problema in maniera definitiva e impediscono comunque che si crei quell'armonia che è necessaria all'interno di un qualsiasi lavoro di équipe e a maggior ragione di un'équipe medica dove è importante che ci sia un certo affiatamento perché sono situazioni tampone e provvisorie.
Questa è un'ipotesi, sicuramente ci potrebbero essere tante altre ipotesi; è evidente però che le altre ipotesi noi ad oggi non le abbiamo viste e riteniamo che l'attuale situazione della sanità valdostana inizi a diventare pesante non solo per quello che è un discorso di numeri, cioè di piante organiche, ma per i pesanti riflessi che può avere sull'efficienza e sulla qualità delle prestazioni della sanità stessa.
Qui voglio riagganciarmi sinteticamente ad una parte della discussione fatta stamani a chiarezza di quel sintetico no che l'Assessore ha dato e che in parte ha dovuto - mi smentirà se dico cose male intese - rettificare con una serie di dati che mi ha successivamente fornito. Nelle sale operatorie dell'Ospedale regionale non ci vanno persone che non hanno capacità medica perché nessuno di noi affermava questo, ma è bene sapere che, stante la carenza di organico che c'è nelle Unità operative di anestesia e di rianimazione, nelle sale operatorie ci sono medici non specialisti e non specializzati che sono coordinati chiaramente da chi ha acquisito già la specializzazione, ma è indiscutibile che questa previsione legittima, perché consentita dalla legislazione vigente, dovrebbe essere l'estrema ratio, dovrebbe essere l'eccezione.
L'Ospedale regionale della Valle d'Aosta ne ha fatto la regola perché l'obbligo di legge che impedisce a questo personale di fare le guardie, di fare i turni e le reperibilità notturne, non gli impedisce invece paradossalmente di andare in sala operatoria.
Questo è un dato sul quale bisogna riflettere che ci dice a qual punto sia l'emergenza sanità in Valle d'Aosta dopodiché penso che il confronto sia aperto. Noi responsabilmente abbiamo indicato una strada proprio in risposta ad una riflessione che stamani l'Assessore faceva su altro argomento dicendo che l'opposizione critica, ma non indica delle strade.
Noi la strada l'abbiamo indicata, non riteniamo che sia una strada sulla quale ci si debba sorprendere più di tanto anche perché c'è un indirizzo di principio e sulla proposta si possono poi fare tutte le valutazioni, ma sarebbe bello che si iniziasse a ragionare su qualcosa di concreto.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Vorrei fare qualche considerazione che sono certo alcuni colleghi giudicheranno estemporanee, forse fuori tema, inadatte al contesto di quest'aula, ma le voglio fare comunque.
Personalmente in questi 6 anni di presenza in questo Consiglio regionale mi è capitato nel primo anno, quindi nel 1993, di far parte di una commissione di concorso ancora istituita sui vecchi sistemi che prevedeva la presenza di commissari politici, cosa che oggi non è più. La commissione del concorso a cui sto facendo riferimento era per l'assunzione di un operaio non ricordo più di quale genere, comunque un manutentore all'interno della Regione. Ricordo che anche in quel concorso la prima prova che i candidati dovevano affrontare era la prova di francese.
Allora, se la valutazione da parte della commissione di quelle prove di francese di quella dozzina, mi sembra, di candidati che si erano presentati fosse stata di tipo scolastico, di tipo prettamente ligio alla verifica della conoscenza della lingua francese di quei 12 candidati, vi dico che nessuno di essi avrebbe passato quell'esame. Invece, alla fine di quel concorso un candidato fu assunto come operaio presso la Regione.
Era successo che tutta la commissione nella sua interezza aveva convenuto che la prova di francese, determinata per legge e giustamente sostenuta dai concorrenti per quel posto di lavoro, dovesse avere una valutazione relativa visto le mansioni che quel concorso prevedeva.
Vi ho raccontato quest'aneddoto perché la mia sensazione è che oggi - non so se è dovuto al fatto che sono cambiati i tipi di commissioni dei vari concorsi o per altre motivazioni - nelle varie commissioni che sono tenute a verificare la conoscenza del francese per le diverse mansioni buon senso non ce ne sia assolutamente perché la discussione che facciamo oggi è sotto un certo aspetto pericolosa perché dire che per un qualche settore vogliamo l'esame di francese e per qualcun altro non lo vogliamo le istituzioni della Valle vacillano un attimo. Però è altrettanto vero che stiamo facendo una discussione che, se le cose fossero state gestite ad esempio nel settore di cui stiamo parlando con un minimo di intelligenza da parte della commissione, quest'aula non dovrebbe essere chiamata a fare.
Credo che sia evidente facendo un parallelismo con l'aneddoto che vi ho raccontato che, nel momento in cui c'è effettivo bisogno di assumere un personale sanitario o parasanitario, la commissione dovrebbe avere un occhio riguardo alla valutazione del francese diverso rispetto al caso in cui questa necessità non c'è.
Ho parlato, ripeto, forse non da Consigliere regionale, ma da semplice cittadino che pensa di sapere cos'è il buon senso nel gestire le leggi e le disposizioni e prendo atto con un po' di dispiacere che questo non c'è più.
Certo questa è una materia di difficile gestione perché sappiamo anche che c'è un rovescio della medaglia. Sappiamo che l'esame di francese anche in ambito sanitario o forse proprio in quest'ambito spesso è servito da freno in determinati concorsi perché si attendeva di pubblicare altri concorsi che avrebbero permesso a candidati che nel primo concorso non avevano ancora i titoli per presentarsi di poter accedere poi ai concorsi successivi.
Queste sono cose che è bene che non si dicano più solo per la strada, nei bar o nei vicoli, ma che anche in quest'aula con tutta umiltà e sincerità si comincino a dire quindi, cercando di recuperare al di là delle ideologie di chi propone di togliere il francese dai concorsi o da chi dice di toglierlo qui oppure là, innanzitutto da parte nostra questa logica che se non è ferrea, se non è ideologica, è quella che più di ogni altra fa progredire anche la Valle nel suo complesso.
Di fronte a queste cose, senza poi stare nei canoni ordinari di queste tematiche, ritengo che in un certo senso un qualche indirizzo a seconda dell'esame vada dato.
Al di là delle leggi, così come viene richiesto dalle mozioni, non mi scandalizzerei del fatto che ad esempio l'Assessore alla sanità, nel caso in cui davvero ci sia necessità di assunzioni di medici o di personale paramedico, alzi il telefono o addirittura scriva una circolare in cui faccia presente la necessità di assumere un certo personale e che quindi la prova di francese deve avere una valutazione relativa rispetto ad altri momenti. Questo fa parte del buon senso, lo ripeto.
Président Si personne ne s'inscrit pour parler, je ferme la discussion générale. La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Giustamente diceva il Consigliere Marguerettaz che l'argomento è di quelli che meriterebbero un'attenzione maggiore rispetto a quella che può esserci a fine Consiglio, ma a me pare di poter capire che c'è un percorso logico che sta alla base della mozione dei Consiglieri Squarzino e Beneforti in parte ripreso dalla risoluzione del gruppo di Forza Italia ed è quello che passa - se così si può dire - attraverso una "realpolitik" del Consigliere Marguerettaz che dice cose sensatissime, cose di buon senso, che però hanno difficoltà applicativa in una normativa e in una legislazione così com'è quella attuale.
Questo percorso logico mi pare di capire che ha il suo punto di partenza nella demonizzazione delle carenze della dotazione organica dell'Ospedale di Aosta, non so l'ospedale dell'USL, per poi andare a finire, passando attraverso queste carenze, nel francese. Allora vorrei molto brevemente cercare di esorcizzare questi due temi perché non è vero come può sembrare che ci siano queste carenze.
L'USL della Valle d'Aosta è stata non dico l'unica, perché non ho dati certi, ma una delle pochissime USL che durante il 1998 ha continuato a bandire concorsi e ad assumere, i dati li ho presentati la settimana scorsa, per decine e decine e decine di personale.
La pianta organica dell'USL è di 1830 unità, il che significa un medico ogni 2 posti letto, il che significa un rapporto assolutamente sproporzionato rispetto a tutte le medie italiane ed europee. Non è vero che ci sono queste carenze, è vero che ci sono dei problemi contingenti che sono legati agli anestesisti, che sono legati agli oncologi, ai medici legali, ai medici del lavoro, ma questi medici non si trovano in nessuna parte d'Italia, c'è una carenza europea perché non si trovano neppure in Francia. I contatti che ho avuto con Chamonix mi hanno dimostrato che anche in Francia mancano gli anestesisti e non mi pare che in Francia ci sia il problema del francese.
La carenza è legata ad una riforma che tutti hanno voluto, ma che è entrata con il piede sbagliato perché è entrata senza poter assestare la situazione precedente, la quale, ricordo al Consigliere Frassy, prevedeva la presenza non di specializzandi nelle sale operatorie, ma di medici neolaureati che avevano fatto un piccolo tirocinio durante il corso di laurea nelle sale operatorie e questo fino al 1992.
Tutti noi che siamo stati operati fino al 1992 siamo stati operati anche da medici neolaureati che non sapevano neppure cosa era un bisturi per cui la riforma era necessaria, ma la riforma non poteva calarsi su una realtà nella quale le università avevano nel contempo inserito i numeri chiusi e avevano bloccato l'inserimento nelle scuole di specialità.
Stamani ho avuto una telefonata dal Direttore di specialità di anestesia che mi ha confermato che su 2 medici valdostani che hanno presentato la loro candidatura per specialità di anestesia, uno è arrivato 25° su 32 posti e l'altro è stato bocciato. Speriamo che possa recuperare, ma la situazione è questa: è difficilissimo entrare nelle specialità per motivi che non è il caso di affrontare perché apriremmo un capitolo molto interessante delle baronie universitarie.
Pertanto vorrei smitizzare questo, ci sono delle carenze, ma non sono così grandi e non sono assolutamente legate all'esame del francese perché i dati sono questi e li dico pubblicamente. Nel 1998, rispetto agli avvisi pubblici del personale medico, si sono presentati 37 candidati e sono stati ritenuti idonei alla prova di francese 31, bocciati 6; biologi presentati 4, ammessi 4. Concorsi pubblici del 1998: personale medico 7 candidati presenti, 7 candidati idonei. Avvisi quinquennali, secondo livello, primariato per intenderci: 12 candidati presentati, 12 candidati che hanno superato l'esame di francese. Allora non demonizziamo il francese perché è una scusante che non regge. Troviamone altre se vogliamo discutere sul francese, ma non discutiamo più di questi dati.
Poi c'è il capitolo a latere dei concorsi per infermieri professionali dove confermo che c'è stata una percentuale di bocciatura più alta, ma perché essendo stato bandito un mega concorso di 70 posti, si sono iscritti centinaia di infermieri professionali, se ne sono presentati circa 150, di questi ne sono stati bocciati una trentina, ma la conclusione è che i 70 posti sono stati coperti. E da chi sono stati coperti questi posti? Sono stati coperti dai ragazzi valdostani che avevano frequentato la Scuola infermieri professionali per cui mi pare di poter dire che il problema per quanto riguarda gli infermieri professionali non si pone.
Questo vorrei che fosse chiaro, perché se è vero quello che è successo nel concorso di oncologia che uno dei due candidati è stato bocciato, è anche vero che a questo candidato è stata data la possibilità di ripresentarsi nel successivo concorso e lo ha poi superato.
Detto questo, vorrei anche ricordare che l'Assessore Vicquéry non è così pragmatista per il piacere di by-passare il problema del francese; è la legge che permette questo, ma lo permette nei limiti dei posti di precariato, non parliamo di posti di ruolo.
Le convenzioni con le altre USL, il nuovo sistema messo in piedi dal contratto firmato la settimana scorsa dal Ministero che prevede contratti di formazione, contratti di tirocinio, contratti a tempo determinato prevedono una privatizzazione del sistema di rapporto di lavoro così come prevede lo stesso piano socio-sanitario un sistema di sinergie pubblico privato e questo significa che per i centri traumatologici - faccio un esempio concreto - dove non riusciamo a trovare medici specialisti in Traumatologia per le note incompatibilità, non mi scandalizzerei e spero che non vi scandalizziate neppure voi se si affidassero i centri traumatologici ad una società privata a scatola chiusa che fornisce il servizio compreso la presenza di medici specialisti in Traumatologia.
Infatti, quando si parla di sinergie pubblico/privato significa questo: significa dare in service alcuni servizi, significa non gestire più con una logica pubblicistica tutto il sistema sanitario. E questa è la logica che sta andando avanti non solo in Italia, ma in tutta Europa; basta leggere le riviste specializzate, basta vedere come stanno lavorando alcune cliniche come San Matteo di Pavia ad altissima specializzazione che stanno affidando settori dell'ospedale al privato, gestendo a livello di programmazione sempre il tutto da parte dell'amministrazione regionale. Per cui questa è una strada non sicuramente per by-passare il francese, ma è una strada per ragionare in termini di efficienza dei servizi sanitari.
Detto questo, evidentemente non può essere accettata la mozione presentata dal gruppo dell'Ulivo per le motivazioni che ho detto, ma men che meno può essere accettata la risoluzione del gruppo di Forza Italia perché sta trasformando il francese in un "optional".
A questo riguardo vorrei ricordare l'articolo 38 dello Statuto speciale che prevede l'obbligo dell'esame di francese nei concorsi pubblici e gli articoli 40 e 41 per cui l'esame di francese non è un "optional", di conseguenza non potete chiederci di votare una risoluzione di questo genere pur confermando che siamo disponibili ad aprire un dibattito per quanto riguarda l'accesso al pubblico impiego all'interno del quale dibattito potrà essere anche inserito il sistema sanitario perché per primi abbiamo sempre detto che il sistema della dictée, come confermava prima il Consigliere Marguerettaz, non è il sistema migliore e più efficiente per accertare la conoscenza della lingua francese.
Anzi sosteniamo che dovrebbe essere seguita una logica di professionalizzazione di accertamento in corso di servizio della conoscenza stessa con aggiornamenti obbligatori perché lì faremmo un passo avanti nella conoscenza, nella divulgazione e nell'utilizzo della lingua francese.
Per questi motivi chiedo di ritirare la mozione e la risoluzione, in caso contrario non possiamo che votare contro.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina pour déclaration d'intention.
Squarzino (PVA-cU) L'Assessore ha chiesto il ritiro della mozione. Noi non la ritiriamo, Assessore, anche perché sono veri in parte i dati che lei ha fornito, però lei ha un po' by-passato il problema e faccio solo due esempi.
Lei dice che in oncologia il problema è stato superato, ma in due concorsi di oncologia, il 29 settembre 1998 e il 14 dicembre 1998, su 4 candidati presentati 3 sono stati bocciati per il francese. Per gli infermieri, Assessore, lei mi può affermare che tutti gli infermieri che lavorano in Ospedale sono stati assunti mediante concorso?
Certo che in organico ci sono i posti da coprire, ma sono coperti proprio con convenzioni, quindi anche lei ha fornito dei dati che non sono totalmente esatti.
Io sono convinta che non è il francese il punto di maggior criticità della nostra sanità, però sono convinta anche che quest'elemento potrebbe dare un po' di respiro in alcuni settori in cui effettivamente c'è una strozzatura.
Non intendiamo pertanto ritirare la mozione.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Una risposta all'Assessore anche perché il suo invito è nel ritirare la risoluzione.
Ora, ritirare la risoluzione, a fronte di quella che a nostro modo di vedere è la situazione, è un po' come volere nei fatti ignorare i problemi.
L'Assessore ha citato dei dati, lo sottolineo, dei dati più che i dati, nel senso che ha citato sicuramente dei dati reali, ma che sono una parte di un insieme di dati e ha dimenticato di dirci, forse perché quei dati non li ha in questo momento disponibili, quali sono e quanti sono i concorsi banditi che sono andati deserti per mancanza di domande.
Ha anche dimenticato di fornire i dati relativi a quei candidati che hanno fatto poi sapere di rinunciare al concorso e alcuni di questi candidati lo hanno, se non motivato per iscritto, dichiarato pubblicamente che proprio per il problema che creava la prova di francese rinunciavano a partecipare al concorso.
Quanto al fatto poi che si dica che la situazione non è una situazione di emergenza in quanto riguarderebbe solo i medici legali, i medici del lavoro, gli anestesisti e gli oncologi non mi sembrano specializzazioni da sottovalutare.
Per i medici del lavoro sappiamo bene qual è la normativa in materia soprattutto da quando è in vigore il decreto legislativo n. 626/94 che ha rilanciato il ruolo della prevenzione medica nel campo del lavoro; gli anestesisti sappiamo che sono il punto nodale e di equilibrio della funzionalità di una struttura ospedaliera; sugli oncologi è intuitiva la prevenzione che in questo campo diventa vitale proprio nel senso letterario del termine, di conseguenza che queste carenze non sono delle emergenze e sono insignificanti, secondo il nostro punto di vista, vuol dire negare l'evidenza dei fatti.
Non ho capito il riferimento agli articoli 38-39-40 che fra l'altro fanno riferimento all'ordinamento scolastico e alla lingua francese perché nessuno di noi è venuto qui con l'intendimento di utilizzare strumentalmente il problema della sanità in chiave di rivoluzionamento di quelli che possono essere certi dogmi.
Abbiamo sempre sostenuto che il francese va valorizzato per quello che è; ma abbiamo anche sempre sostenuto che di fronte a certe realtà il comportamento di chi si ostina a non capire, che alle soglie del duemila certi costrutti ideologici, certi costrutti politici possono essere quanto meno oggetto di serena revisione e di sereno riesame, mi sembra - rimanendo in campo medico - di poterlo diagnosticare come un caso di cecità politica, ma questa è una valutazione totalmente soggettiva.
Il dato di fatto è che comunque ad oggi la sanità in Valle d'Aosta ha notevoli problemi che non hanno dietro l'angolo soluzione alcuna perché, lo ha riconosciuto l'Assessore stamattina e lo ha ribadito poc'anzi, le convenzioni sono delle misure tampone perciò le convenzioni non servono a risolvere il problema dell'emergenza sanità in Valle.
Chiudendo, esprimo una preoccupazione perché la riflessione fatta dal Consigliere Marguerettaz, che mi auguro non venga assolutamente praticata dall'Assessore Vicquéry, nonostante il tono dotto e pacato con cui il Consigliere Marguerettaz abilmente riesce ad essere certe volte anche convincente, è un'aberrazione che non ha possibilità alcuna di essere praticata senza riflessi di natura penale.
È un'istigazione a delinquere quella del Consigliere Marguerettaz perché ipotizzare delle circolari che, usando una definizione di tipo giuridico, sono "contra legem" e di conseguenza sono impraticabili, mi sembra una tesi non condivisibile.
Se è vero che la nostra risoluzione può andare a creare un po' di turbamento sulla problematica dei concorsi pubblici, la teoria del collega Marguerettaz più che creare del turbamento, crea della turbativa che è cosa ben peggiore.
Detto questo, in tutta coscienza ci sentiamo di dover mantenere questa risoluzione proprio perché è una risoluzione che riteniamo interpreti le esigenze reali della popolazione di questa Regione.
Ogni altra visione è deformata e per certi versi deformata da un'impostazione ideologica che non ci sentiamo di condividere e di sostenere sino a questo limite.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Lungi da me istigare alla delinquenza; il mio intervento invece voleva istigare al buon senso che sono due cose decisamente diverse.
Ho fatto una premessa al mio discorso che è il caso di risottolineare. Sappiamo tutti che ci sono delle leggi e sappiamo tutti che però le leggi devono trovare un'applicazione che può essere più o meno rigida; questo credo che anche a livello di tribunali, visto che siamo in quell'ambito, tutti ne abbiamo coscienza.
Qui si tratta di applicare una legge con un buon senso, era questo che intendevo dire e non sempre questo accade, ma se il Consigliere Frassy è preoccupato perché nel mio intervento ci può essere un invito alla delinquenza, e così fosse porterebbe in causa solo la mia persona e quindi sotto un certo aspetto mi permetto di dirgli che sono affari miei, quello che invece mi preoccupa assai di più è il contenuto della loro risoluzione che non istiga alla delinquenza, ma istiga ad una visione della Valle che personalmente non condivido.
Président Aux termes de l'article 104, 4ème alinéa, c'est la motion qui doit être votée d'abord et la résolution ensuite, la procédure est inversée en ce qui concerne les résolutions présentées dans le contexte des motions.
Je soumets au vote la motion:
Conseillers présents: 30
Votants: 21
Pour: 2
Contre: 19
Abstentions: 9 (Collé, Comé, Fiou, Lanièce, Marguerettaz, Martin, Nicco, Piccolo et Tibaldi)
Le Conseil n'approuve pas.
Je soumets au vote la résolution:
Conseillers présents: 31
Votants: 23
Pour: 2
Contre: 21
Abstentions: 8 (Beneforti, Collé, Comé, Fiou, Lanièce, Marguerettaz, Nicco et Squarzino Secondina)
Le Conseil n'approuve pas.
