Objet du Conseil n. 891 du 28 septembre 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 891/X - Azioni relative ai danni causati dai cinghiali alle coltivazioni agricole (Interpellanza)
Interpellanza - Richiamata la nostra interpellanza riguardante "Danni alle coltivazioni agricole causate dai cinghiali" e discussa in Consiglio il 26 luglio 1993;
Richiamata la nostra mozione riguardante i provvedimenti da intraprendere per permettere l'abbattimento dei cinghiali al fine di ridurre i danni provocati dagli stessi alle colture agricole, ai pascoli ed all'avifauna e discussa in Consiglio ad inizio ottobre;
Considerato che il 16 luglio c.a. scadrà il Decreto regionale "Nuove disposizioni sul controllo della popolazione del cinghiale presente in Valle d'Aosta";
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore dell'Agricoltura, forestazione e risorse naturali per conoscere:
1) quali sono stati i risultati ottenuti tramite la soluzione adottata dall'Assessore dell'Agricoltura, forestazione e risorse naturali e precisamente quanti capi sono stati abbattuti e quanti catturati dal Corpo forestale valdostano grazie all'applicazione del decreto n. 12 del 16 marzo 1994;
2) quanti censimenti sono stati effettuati per capire esattamente qual è il numero dei cinghiali presenti nella nostra Regione e quali i risultati;
3) quali azioni future verranno intraprese a breve e medio termine.
F.to: Marco Viérin
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente, Viérin Marco.
Viérin M. (PpVA) - Ritorno su un argomento che abbiamo già discusso alcune volte qui in Consiglio, sempre sollevato dal sottoscritto insieme ad altri consiglieri, anche se facenti parte attualmente del gruppo dell'Union: mi riferisco a Rini, che aveva firmato allora interpellanze su questo problema insieme al sottoscritto.
Richiamo l'interpellanza discussa in Consiglio il 26 luglio scorso, dove l'assessore confermò la situazione che io e il Consigliere Rini avevamo sollevato, e per dovere di cronaca mi permetto di leggere tre passaggi molto brevi.
L'assessore diceva: "Il faut dire que le sanglier est une espèce qui n'est pas habituelle dans notre région, une espèce qui a été importée et qui a provoquée, car la superficie de notre région est réduite par rapport à celle d'autres régions, une quantité énorme de dommages.
Le problème se pose donc d'une façon réelle et concrète. Il faut constater que la chasse au sanglier est assez difficile et que les résultats produits dans l'année passée sont très limités car seulement 25 sangliers ont été abattus. (...) Nous sommes donc en train d'évaluer l'opportunité de mieux définir le calendrier de chasse de cette espèce, mais pour faire ça il est évident qu'il faut arriver à une gestion scientifique de la chasse au sanglier, et donc en ce moment nous sommes en train de faire un monitorage pour comprendre exactement quel est le nombre des sangliers présents dans notre région".
Questo l'assessore ce lo diceva esattamente un anno e due mesi fa; ad oggi la situazione è ancora peggiorata e questo peggioramento il sottoscritto lo ha già richiamato nel Consiglio di ottobre dell'anno scorso, quando ha presentato una mozione, poi non approvata dal Consiglio.
In quell'occasione avevo anche dato all'assessore Vallet copia delle disposizioni assunte da regioni e province italiane, che avevano preso e adottato atti in merito a questo problema molto più snelli e molto più concreti.
Con questa interpellanza si vuol sapere quali sono stati i risultati ottenuti soprattutto con il decreto n. 12 del 16 marzo '94, quali sono stati i censimenti visto che l'assessore un anno e due mesi fa aveva detto che si sarebbero effettuati i censimenti, e quindi quanti cinghiali abbiamo sul nostro territorio regionale, e quali azioni future verranno intraprese a breve e medio termine, soprattutto in merito al vocìo che si sente nei nostri paesi in merito ad una eventuale brucellosi presente fra questi animali.
Si dà atto che dalle ore 16,47 assume la Presidenza il Vicepresidente Aloisi.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, Vallet.
Vallet (UV) - Mi consenta il Vicepresidente Viérin di iniziare con una battuta: se le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni servono anche per sensibilizzare la Giunta e l'assessore, posso garantire che su questo tema, dopo tre iniziative in un anno, sono sufficientemente sensibilizzato.
Detto questo, vengo alla risposta. I cinghiali abbattuti nella stagione venatoria 1993, quindi nel periodo di caccia normale e nel mese di dicembre con la caccia in battuta, sono stati 29, di cui 15 giovani e 14 adulti. Grazie all'adozione del decreto n. 45 del 30 dicembre '93, che ricordo prolungava a tutto il mese di gennaio la possibilità di effettuare la caccia in battuta, individuando quelle zone in cui la popolazione di cinghiali era particolarmente intensa, quindi si riteneva opportuno intervenire, e dava la possibilità per i mesi successivi di effettuare caccia da appostamento fisso, decreto che poi ho dovuto revocare ed integrare con un nuovo decreto, che è quello citato nell'interpellanza, n. 12 del 16 marzo '94, a seguito di due ricorsi al TAR.
Uno da parte dell'Enpa e dell'associazione nazionale per l'abolizione della caccia, e l'altro da parte di un gruppo di cacciatori. Dicevo che, grazie a questo decreto che aveva validità 4 mesi e che poi è stato reiterato ed ha validità fino al 30 settembre, fino quindi alla vigilia dell'apertura della caccia, sono stati abbattuti 37 capi di cui 5 da parte del corpo forestale valdostano.
Una considerazione sull'efficacia di questi interventi deve essere fatta e la considerazione che mi sento di fare è che questi provvedimenti vanno intesi comunque come momento di prova, in quanto mi sento di ribadire oggi le considerazioni che avevo fatto un anno fa circa la stanzialità della specie cinghiale in Valle d'Aosta e circa quindi la novità che costituisce per noi e per il nostro mondo venatorio la presenza del cinghiale e la caccia al cinghiale.
Rispondendo all'interrogazione nel mese di luglio dell'anno scorso, dissi che parlare di monitoraggio è diverso dal parlare di censimento. Parlare di censimenti in relazione alla specie cinghiale è fuori luogo, tenuto conto soprattutto dell'orografia che caratterizza la nostra regione; è più giusto quindi parlare di monitoraggio, riferendosi a segni tangibili che il passaggio dei cinghiali lascia sul territorio. In questo senso posso confermare che esiste una popolazione costante rispetto al passato, ma con mutamenti della densità nelle varie zone.
Mi spiego: zone in cui la presenza del cinghiale era significativa hanno adesso meno segni e meno tracce della presenza di questo animale, zone in cui prima non era stato segnalato adesso sono frequentate abitualmente.
Indubbiamente i passaggi denotano come la specie abbia superato la soglia di una equilibrata presenza, per cui è necessario ancora mettere in atto provvedimenti per tenere sotto controllo questa specie.
Il vicepresidente mi chiede al terzo punto di illustrare quali sono le azioni intraprese o da intraprendere a breve e medio termine. Qui devo fare una premessa che avevo già fatto un anno fa: è evidente che gli interventi che possiamo mettere in atto devono inquadrarsi in quella che è la legislazione vigente. A breve termine abbiamo decretato il calendario venatorio, che ha previsto fra le specie cacciabili il cinghiale ed ha previsto la caccia al cinghiale nel periodo dal 1° al 31 dicembre ancora in battuta. Caccia in battuta che sarà regolamentata dal decreto n. 34 in data 6 settembre '94, questo nel breve periodo.
Nel lungo periodo, il Consiglio ha votato nel mese di luglio scorso la nuova legge per la caccia in Valle d'Aosta, all'articolo 18 ci sono gli strumenti che avremo a disposizione per gestire questo problema. L'articolo 18 tratta il controllo della fauna selvatica. Questa legge prevede che il prelievo sia disposto dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessorato, sentito l'istituto nazionale per la fauna selvatica, previo esame della situazione e reperimento di dati oggettivi sulle popolazioni faunistiche interessate. Per le operazioni di cattura o di abbattimento è prevista la collaborazione con il corpo forestale valdostano, guardie venatorie volontarie, proprietari e conduttori muniti di porto d'armi per l'esercizio venatorio, e dei cacciatori esperti, una nuova figura che abbiamo introdotto nella legge.
Detto questo, mi sento di aggiungere che il perseguimento di risultati risolutivi entro breve tempo è puramente illusorio. Un ruolo importante dovrà essere svolto dagli agricoltori, che saranno chiamati a collaborare e a segnalare, e dai cacciatori, ai quali chiediamo buona volontà e comprensione.
Crediamo che questo argomento vada trattato con molto buon senso, con una buona dose di equilibrio; il fatto stesso che su di esso ci siano ricorsi al Tar da parte delle associazioni ambientalistiche e da parte di cacciatori, il fatto che il calendario venatorio sia stato impugnato al Tar dalle associazioni ambientalistiche e che si scateni una polemica da parte di un gruppo di cacciatori, testimonia del fatto che l'argomento è difficile e che per trattarlo ci vuole, ripeto, equilibrio e buon senso.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente, Viérin Marco.
Viérin M. (PpVA) - Solo per rispondere alle battute: forse in questo periodo sarebbe opportuno avere più teste e meno teste molli. Abbiamo visto questa mattina che di teste molli ce ne sono parecchie in questo Consiglio.
Il sottoscritto un anno e due mesi fa aveva portato questo problema in Consiglio, però ritengo ancora dopo la relazione dell'assessore, che in questo periodo passi avanti fatti in maniera un po' concreta non ne siano stati fatti.
La prima cosa che dobbiamo chiarirci è quindi quella se questo è un problema che per noi valdostani esiste o meno. Oggi purtroppo per il Governo regionale questo problema non esiste! Infatti ad oggi abbiamo avuto solo questi risultati, che sono scadenti, infatti, abbiamo delle continue petizioni, alcune di pochi mesi fa, che provengono da tutta la Valle, e questo vuol dire che, caro assessore, il monitoraggio non c'è bisogno di farlo, perché l' arrivo continuo di petizioni confermano che il problema c'è ed è in continua crescita in quanto non si sono adattati provvedimenti efficaci.
Ad esempio, il decreto che è stato fatto a settembre per il mese di dicembre prossimo venturo. Fare un decreto di questo tipo vuol dire tutelare i cinghiali, non far sì che si faccia un prelievo per risolvere in parte un problema, perché se andiamo a prendere questo decreto vediamo che l'articolo 2 dice: "La caccia in battuta al cinghiale nei settori autorizzati è consentita nei giorni di giovedì, sabato e domenica dalle ore 7,30 alle ore 16", ora tutti quelli che vivono fuori da Aosta sanno bene che, se si ha l'occasione di alzare in battuta alcuni capi di cinghiale, non è che si può dire alle 16 chiudiamo, perché vuol dire perderli. Inoltre cosa vuol dire? "In ogni singolo settore non possono essere effettuate due o più battute"; e ancora: "o più battute contemporaneamente e non più di una battuta la settimana".
A questo punto tanto valeva mettere un giorno, perché quando si legge completamente l'articolo, si capisce che si può andare uno di questi tre giorni, non si può andare tutti e tre. Questo articolo conclude ancora dicendo: "Non possono essere effettuate battute contigue anche se svolte in settori diversi"; questo vuol dire che se i cinghiali, alzati in battuta, finiscono in un altro settore, non si possono più andare a prendere.
Quindi, questo articolo è il chiaro sintomo di non voler aiutare chi cercherà di fare queste catture, ed è questo il succo del discorso in merito all'articolo 2.
Ma guardiamo anche l'articolo 7, dove si chiede che per ogni battuta si faccia una specie di dichiarazione: "Il capo battuta e il suo vice devono compilare il modulo, predisposto dall'assessorato all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, riportando la località dove si effettua la battuta, il numero dei partecipanti e la posizione iniziale degli stessi, allegando per maggior chiarezza una cartina della zona". Non so se abbiamo tutti il cervello all'ammasso qui; cioè i cacciatori che vanno a fare la battuta devono portarsi la cartina, mettere tutti i nomi dei 15-30 cacciatori sul sentiero da cui partono, e se per caso ad uno viene il mal di pancia bisogna modificare tutta la cartina...? Ecco, questi sono espressamente dei paletti per non far sì che i cinghiali vengano presi. Questo è il discorso sostanziale, perché qui dobbiamo guardare alla sostanza.
Questo decreto è il classico esempio che non consente la battuta al cinghiale, ed io sono convinto che le squadre di caccia al cinghiale saranno molto inferiori come numero, se questo decreto rimarrà in piedi, rispetto a quelle dell'anno scorso. Questa impressione si sente già sul territorio, si sente già da parte dei cacciatori, si sente già da parte di chi non si occupa prettamente di caccia, come il sottoscritto.
Concludo facendo presente un altro timore circa la presenza di questi ungulati sul territorio, ed è il discorso della brucellosi, perché tutti i capi abbattuti in questo momento devono essere consegnati al servizio veterinario che deve fare i prelievi; inoltre si deve sapere se in questi prelievi si è riscontrato....
Vallet (UV) - ... sono tutti negativi...
Viérin M. (PpVA) - Sono tutti negativi? Perfetto. Perché se ci fosse stato anche il caso brucellosi cinghiali saremmo arrivati all'assurdo.
Mi riservo, anche perché l'assessore nella risposta mi ha richiamato giustamente l'articolo 18 della nuova legge, di presentare una risoluzione dove chiederò l'impegno dell'assessore a rivedere questo decreto per la caccia a dicembre. Da qui a dicembre ci sono più di 60 giorni, quindi si potrebbe rivederlo.
