Objet du Conseil n. 786 du 6 juillet 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 786/X - Lamentele dei genitori in merito all'assistenza pediatrica nei poliambulatori della Bassa Valle. (Interpellanza)
Interpellanza - Tenuto conto delle lamentele dei genitori pubblicate dagli organi di formazione in merito all'assistenza pediatrica nei poliambulatori della bassa Valle;
Verificato che effettivamente esiste un grosso problema a riguardo.
Il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per conoscere:
1) quali sono le decisioni prese in merito a tale problema e che cosa intende fare in futuro;
Suggerisce il distacco per un giorno alla settimana di un medico del reparto Pediatria dell'Ospedale regionale di Aosta in modo che i neonati possano essere seguiti nei loro problemi da un medico dello stesso Ospedale dove sono nati.
F.to: Chiarello
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Questa, delle tre interpellanze che ho fatto oggi, pur nulla togliendo alle altre, è la più importante perché riguarda di nuovo la sanità, i servizi sociali in Bassa Valle, anche se penso che il discorso non riguardi solo la Bassa Valle. Io sono più sensibile a questa zona anche perché vi abito e sono quindi più investito dalle lamentele della gente.
Questo problema è legato ad altri problemi del poliambulatorio ed è una delle cose che penso l'assessore voglia e debba risolvere. Qui in Bassa Valle risulta che non c'è un pediatra che si reca normalmente nei poliambulatori, nonostante ci sia una forte presenza di neonati. Dai dati che ho avuto nella Valle di Gressoney, per quanto riguarda il poliambulatorio di Gaby e nella Basse Valle, risulta che in questo periodo ci sia una buona natalità, per fortuna.
Nella parte finale dell'interpellanza rivolgo all'assessore un consiglio che mi era stato suggerito dagli utenti di questo servizio: la possibilità che i pediatri della pediatria di Aosta possano recarsi a turno in questi poliambulatori, per seguire i neonati. Secondo me questo è un problema importante, da risolvere nel più breve tempo possibile.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità ed assistenza sociale, Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Ringrazio il Consigliere Chiarello per questa interpellanza, perché mi dà modo di chiarire in Consiglio regionale un aspetto delicato dell'assistenza sanitaria in Valle d'Aosta, qual è quello della pediatria in generale.
Prima di tutto, anche in riferimento alla lettera delle mamme della Bassa Valle, va chiarito come diceva il Consigliere Chiarello che il problema non riguarda purtroppo solo la Bassa Valle, ma tutta la Valle d'Aosta, e si deve distinguere il problema della pediatria in due fasi nettamente distinte, una riguarda la pediatria di base, l'altra riguarda la pediatria consultoriale.
La pediatria di base significa che il pediatra sostituisce il medico di medicina generale, che deve prendere in carico i nuovi nati da zero a quattordici anni. Questo è un punto molto importante, perché nella convenzione alla pediatria di base si chiarisce appunto che può prendere in carico solo i nuovi nati, per cui tutti quelli che già sono in carico ai medici di medicina generale rimangono, se vogliono, in carica ai medici di medicina generale.
Dico che questo è un problema molto importante, perché di fatto questo vanifica la possibilità di inserimenti di nuovi pediatri in Valle d'Aosta, legato alla esiguità delle nascite in tutta la Valle, che sono circa 800 all'anno. I dati che ho io a livello di USL indicano che le nascite nel 1993 sono state 871, a giugno di quest'anno 444, per cui rimaniamo sempre sui 900 nati all'anno al massimo.
Questo numero suddiviso per i 14 distretti sanitari dà, ad esempio nel distretto 14, una media di 17 nascite all'anno; abbiamo un totale di 107 bambini da 0 a 6 anni per tutti i comuni della Valle di Gressoney e 131 da 7 ai 14 anni.
Allora, se teniamo presente che i 17 nati sono un numero enormemente basso, perché la convenzione prevede che il pediatra di base sia pagato per una quota capitaria che è mediamente di 75mila lire per ogni bambino, perché varia a secondo delle fasce di età, aumenta con l'aumentare dell'età, è evidente che nessun pediatra si inserirà mai nei distretti sanitari della Valle d'Aosta essendo così basso il numero delle nuove nascite perché non sopravvive.
Ho fatto un calcolo dei 54 nati mediamente nel distretto 13 (Donnas, Pont-Saint-Martin eccetera), diciamo una sessantina fra distretto 13 e distretto 14; ho moltiplicato per 75mila, mi viene un totale di 4,5 milioni annuo che non può far sopravvivere nessuno. Con 800 nati in teoria dovrebbe esserci un inserimento di un pediatra per tutta la Valle d'Aosta, perché con 800 nati andiamo ad un 60 milioni lordi annui che è il salario normale di un medico, ma è evidente che un pediatra per tutta la Valle d'Aosta è inimmaginabile, perché il pediatra deve assicurare una assistenza dalle ore 8 di mattina alle 20.
Questo allora è il grosso problema della Valle d'Aosta: che la convenzione nazionale blocca la possibilità di prendere in carico i bambini che sono già assegnati ai medici di medicina generale. É un rapporto di forza "politico" fra i medici di medicina generale che hanno un peso politico più forte a livello centrale, rispetto ai pediatri che sono ancora una minoranza e non possono portare avanti le loro tesi, che sono quelle, giuste secondo me, che dovrebbero loro prendere in carico tutti i bambini da 0 a 14 anni.
Questo è il dato fondamentale da cui noi come amministrazione regionale non possiamo uscire, perché purtroppo non è nella nostra competenza modificare le convenzioni nazionali che sono ratificate con decreto del presidente della repubblica.
C'è poi il secondo aspetto che riguarda la pediatria consultoriale, e su questo, con riferimento alla Bassa Valle, la situazione è la seguente. Abbiamo in tutta la Valle d'Aosta solo sei pediatri convenzionati per tutte le ore consultoriali, che sono quelle che si riferiscono alla medicina preventiva, cioè quelle che fanno soprattutto le cosiddette visite di tappa da 0 a 3 anni. Quando i bambini nascono, l'U.O. di pediatria al Beauregard rilascia ad ogni famiglia un libretto sanitario con l'invito a rivolgersi all'assistente sanitaria con le visite successive.
Dicevo che ne abbiamo semplicemente sei in tutta la Valle d'Aosta, sommando questi a quelli dei pediatri di base, in tutta la Valle d'Aosta abbiamo un totale di otto pediatri che fanno attività sia di pediatria sia consultoriale, e ci rendiamo conto che è assolutamente insufficiente.
Si deve tenere presente che ci sono delle incompatibilità fra pediatria di base e pediatria consultoriale, perché se si supera un tot di numero di ore convenzionate, non si può poi avere nuovi iscritti come pediatria di base.
Si deve aggiungere anche che ultimamente al distretto n. 3, Villeneuve, la dott.ssa De Benedetti ha lasciato la pediatria di base il primo febbraio e nella graduatoria delle aspiranti per l'anno in corso ci sono otto pediatri tutti fuori della Valle d'Aosta; di questi pare che uno sia disponibile a venire in Bassa Valle. Se viene, risolverà in parte il problema di tutto il comprensorio del poliambulatorio di Donnas. Ripeto, se viene, perché con i dati dei nuovi nati che ho riferito prima, il nuovo pediatra impiegherà 6-7 anni prima di avere la possibilità di sopravvivere, se non riesce ad acquisire per la sua capacità e il rapporto di fiducia che instaura con i genitori i bambini che sono già in carico ai medici di medicina generale.
Stiamo discutendo di questo da tempo con l'USL e riteniamo di poter dare una risposta più completa rispetto a quanto detto oggi in fase di redazione del piano socio-sanitario regionale, basando il tutto su un principio che ci sta a cuore, che è quello di far uscire dall'ospedale i medici. Se riusciamo ad attuare questo principio, che già in parte si attua, riusciremo sicuramente a coprire il più possibile le ore di specialistica mancanti, parliamo oggi di pediatria, ma potremmo parlare di otorino, di ginecologia, di odontostomatologia, insomma di tutte le specialità che non vengono coperte pur essendo pubblicate sul bollettino ufficiale.
Questa è una ipotesi di lavoro, che però è frenata da due grossi limiti: uno è posto dalla legge finanziaria di quest'anno, che ha definito il divieto per le pubbliche amministrazioni di assumere personale a tempo determinato e di stabilire rapporti di lavoro autonomo per prestazioni superiori a tre mesi. Il comma successivo dice che non possono essere stabiliti più di due rapporti di lavoro autonomo per prestazioni inferiori a tre mesi con la medesima persona nell'arco dell'anno. É un grosso handicap, perché nessuno accetta di lavorare per tre mesi all'anno, aspettando poi l'anno successivo di essere incaricato nuovamente.
Il secondo grosso handicap che dobbiamo superare riguarda sempre la legge finanziaria, che ha ridotto l'istituto dell'incentivazione della produttività del 30 percento rispetto all'anno precedente, perché è quello su cui puntiamo per far uscire il medico dall'ospedale e fargli utilizzare le ore di plus orario fuori dall'orario di servizio, che sono retribuite in base all'obiettivo che l'amministrazione regionale gli pone.
Se come amministrazione regionale pongo al medico l'obiettivo di andare a Donnas o di andare a Morgex per coprire le ore mancanti, lo retribuisco in base a quello che è previsto dal contratto di lavoro. Ripeto, contratto di lavoro che è stato superato dalla legge finanziaria che, non seguendo una logica di assistenza sanitaria, ma semplicemente una logica di tipo economico finanziario, ha ridotto drasticamente i fondi del 30 percento.
Malgrado questo, speriamo di poter convincere alcune unità operative, quelle che possono farlo perché non posso andare a chiedere all'oncologia, che ha due medici in tutto l'ospedale e non riesce a dare una risposta esaustiva alle esigenze ospedaliere, di mandare i loro medici a Donnas o a Châtillon o a Morgex. Posso chiederlo là dove il rapporto fra medici presenti in servizio e carichi di lavoro è tale da poter farli uscire sul territorio.
Queste sono le nostre intenzioni, che dovremo cercare di formalizzare con molta attenzione nel piano sanitario perché l'equilibrio fra ospedale e territorio è molto delicato: si rischia di potenziare da una parte, ma di aprire dei varchi enormi dall'altra.
In conclusione devo dire che ritengo giuste le proteste delle mamme della Bassa Valle, e sono altrettanto giuste le proteste di tutte le mamme di tutta la Valle d'Aosta. Dobbiamo però cercare anche noi di non esasperare il problema, perché se è vero che il pediatra di base è un medico specializzato in pediatria, è anche vero che il medico di medicina generale è un medico che nel suo cursus laurea ha fatto anche attività di specialistica pediatrica e molte volte ha una esperienza tale da poter dare risposte di tipo sanitario adeguate anche per le esigenze dei bambini.
Questo per dire che se mio figlio è curato dal medico di medicina generale, non per questo è curato peggio di chi ha come medico un pediatra, anche perché si deve puntare molto sull'assistenza di secondo livello che è quella di tipo ospedaliero. Concludo dicendo che ci impegnamo in questo senso, speriamo di poter dare delle risposte complete che riguardino tutta la Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Quello su cui sono d'accordo con l'assessore è l'eventuale spostamento di medici, cioè lo spostamento della medicina nel territorio di cui si è sempre parlato, che porterebbe a meno ospedalizzazione, per cui quando si fanno i conti della serva poi verrebbe a costare molto meno la Sanità.
Quello che non credo sia vero è una strumentalizzazione delle mamme; probabilmente succede questo perché quando si va al poliambulatorio, c'è solo un'infermiera che il massimo che può fare è pesare il bambino, e poi se si vuole una visita specialistica si deve andare a pagamento, anche perché le distanze sono lunghe e non è che si possa star via per molte ore con i bambini piccoli. Quindi il disagio c'è effettivamente.
Pensavo che l'assessore desse una risposta positiva o negativa; mi risulta che in pediatria ci sia la disponibilità a questo spostamento, almeno da parte di qualche pediatra; spero che l'assessore faccia quello che è nelle sue possibilità.
Nessuno aveva chiesto un pediatra fisso lì, perché effettivamente il numero dei bambini è basso, ma si chiedeva che almeno un giorno alla settimana ci fosse la presenza di un pediatra distaccato dall'ospedale.
