Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 577 du 6 avril 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 577/X - Atteggiamento della giunta regionale in seguito all'esito del referendum che ha sancito il divieto di transito in territorio elvetico di autotreni stranieri. (Interrogazione)

Interrogazione - Considerato che l'esito del referendum svoltosi in Svizzera il 20 febbraio scorso ha sancito, a partire dal 2004, il divieto di tran­sito degli autotreni stranieri sul territorio elvetico;

Tenuto conto che tale decisione avrà come effetto immediato un rilevante aumento di transiti attraverso il Traforo del Monte Bianco penalizzando ulteriormente, dal punto di vista ambien­tale, la nostra Regione;

Valutato altresì che la decisione peserà sugli autotrasportatori italiani con maggiori oneri che sono stati quantificati in 750 miliardi di lire;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) qual è l'atteggiamento dell'esecutivo relativamente al pro­blema sollevato dal risultato referendario svizzero;

2) quali provvedimenti si intende assumere per attenuare gli ulteriori disagi derivanti alla Valle da quella decisione.

F.to: Lanièce.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'Ambiente, Territorio e Tra­sporti Riccarand.

Riccarand (VA) - Il Consigliere Lanièce ha posto alcune domande relative al re­ferendum svoltosi in Svizzera il 20 febbraio scorso. Il referen­dum popolare svoltosi in Svizzera ha modificato la costituzione della Confederazione elvetica, introducendo nella costituzione un nuovo articolo in cui si afferma: 1) la Confederazione pro­tegge la zona alpina contro gli effetti negativi del traffico, essa limita la nocività del traffico di transito in modo che gli esseri umani, gli animali e le piante, con i loro ambienti di vita, non ne siano danneggiati; 2) le merci in transito da una frontiera all'altra attraverso le Alpi sono trasportate per ferrovia; 3) la capacità delle strade di transito delle regioni alpine non deve essere aumentata, le circonvallazioni per alleggerire il paese non sono oggetto di questa disposizione.

E poi c'è una disposizione transitoria, per cui il traffico di merci in transito deve essere trasferito dalla strada alla ferrovia en­tro dieci anni.

Questa modifica costituzionale ha trovato il suo presupposto in un precedente referendum svoltosi nel 1992, con cui la popola­zione svizzera aveva deciso di potenziare il sistema ferroviario, realizzando nuovi collegamenti attraverso due nuovi tunnel ferroviari sotto il Loetschberg e sotto il S.Gottardo, proprio per riuscire a trasportare una grossa quantità di merci su ferrovia, compresi anche i containers e le strade viaggianti, cioè i camion che salgono sui pianali ribassati.

Quindi la volontà che emerge dai due referendum, quello del 1992 e questo del 20 febbraio 1994, è di trasferire il traffico internazio­nale di merci interamente su rotaia nell'arco di dieci anni.

La conseguenza immediata del referendum però è stata quella di bloccare sul versante svizzero tutti i lavori di ampliamento di autostrade e di strade, che erano utilizzate per i transiti in­ternazionali e che riguardano tutta la zona alpina. É chiaro che questa decisione svizzera è coerente con una domanda sempre più forte di riduzione del traffico merci su tutto l'arco alpino. Questa esigenza del resto era contenuta anche nel documento che attualmente è in esame dai vari paesi che si affacciano sull'arco alpino e che va sotto il nome di convenzione delle Alpi, che già contiene queste indicazioni di trasferimento del tra­sporto merci attraverso le Alpi dalla gomma alla rotaia. Ed è del resto una esigenza fortemente presente non solo in Svizze­ra, ma anche in Austria, che ha sottolineato in modo positivo l'esito di questo referendum svizzero.

É però evidente che la situazione in Valle d'Aosta, soprattutto per quello che riguarda la direttrice del Monte Bianco, questa decisione della Confederazione svizzera, in assenza di iniziative concrete da parte nostra sul versante italiano, determinerà senz'altro un fenomeno di ulteriore pressione del trasporto merci su strada sulla nostra direttrice, perché essendo bloccato progressivamente il percorso lungo la Svizzera, essendoci re­strizioni via via crescenti lungo la direttrice austriaca, la pres­sione che già è forte sulla direttrice del Monte Bianco tenderà ad aumentare. Si pone con ancora maggiore urgenza sul nostro territorio la necessità di un contenimento di questo fenomeno, e quel problema della necessità di una riduzione del traffico di TIR che già questa maggioranza e questo Consiglio nel suo in­sieme più volte in passato, con mozioni e con ordini del giorno, avevano manifestato.

Gli strumenti concreti per intervenire sapete che sono stati in­dividuati; come Consiglio regionale abbiamo approvato nel no­vembre scorso un disegno di legge finalizzato al controllo e alla riduzione del traffico di TIR, il disegno di legge non è stato vi­stato dal presidente della commissione di coordinamento, la giunta lo ha riapprovato, è attualmente all'esame delle com­missioni, ritornerà all'esame del Consiglio ed io credo che una prima risposta in positivo rispetto anche a questo referendum svizzero debba essere rappresentata da una riapprovazione da parte del Consiglio di questo disegno di legge, in modo che si possa dare attuazione ad una serie di provvedimenti che in questo disegno di legge sono contenuti e che permettono di ri­durre questa pressione.

Ci sono poi altre iniziative che si possono assumere a livello legislativo e normativo, e c'è poi il problema fondamentale che è quello di un potenziamento dei collegamenti ferroviari inter­nazionali anche per la Valle d'Aosta. Abbiamo sostenuto come regione, negli anni passati, l'elaborazione di un progetto di col­legamento ferroviario con Martigny (il collegamento Aosta-Martigny); ci sono anche ipotesi di collegamento verso la diret­trice di Ginevra sotto il Monte Bianco; è fondamentale che si arrivi anche in Valle d'Aosta ad avere un collegamento ferro­viario a livello internazionale per il trasporto merci ed anche per il trasporto persone, che rappresenta la soluzione più coe­rente con quello che sempre più si chiede a livello di tutto l'arco alpino per proteggere l'ambiente su tutto il nostro territorio.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) - Ringrazio l'assessore per la risposta e mi au­guro che alle parole seguano i fatti, cioè che si tenga nella do­vuta considerazione questo problema molto importante che po­trebbe avere delle gravi conseguenze per il nostro territorio.