Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 532 du 14 mars 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 532/X - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Oggetto n. 876 in data 4 febbraio 1994: Attività di forma­zione professionale di cui alla legge regionale 5 maggio 1983, n. 28. Approvazione del primo stralcio del programma delle attivi­tà e di spesa per l'anno 1994.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti: 26

Votanti e favorevoli: 21

Astenuti: 5 (Bavastro, Collé, Marguerettaz, Tibaldi e Viérin M.)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 898 in data 4 febbraio 1994: Dipendente regiona­le sig. Federico Montesanti ? Proroga del collocamento in aspettativa senza assegni ai sensi del decreto legge 28 dicem­bre 1993, n. 542.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Votazione a scrutinio segreto

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 931 in data 11 febbraio 1994: Concessione di un contributo di lire 7.000.000 a favore dello Sci club Gressoney Monte Rosa nelle spese previste per l'organizzazione di una ga­ra di sci alpinismo denominata "Trofeo Welf?Rial", in pro­gramma a Gressoney il 17 aprile 1994, ai sensi della legge re­gionale 31/1992. Approvazione e impegno di spesa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 932 in data 11 febbraio 1994: Concessione di un contributo di lire 8.800.000 allo Sci club Rutor nelle spese pre­viste per l'organizzazione di due gare Fis di slalom speciale maschile, in programma a La Thuile l'8 e 9 aprile 1994, ai sensi della legge regionale 31/1992. Approvazione e impegno di spe­sa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 933 in data 11 febbraio 1994: Concessione di un contributo di lire 11.000.000 a favore dello Sci club Aosta nelle spese previste per l'organizzazione di due gare Fis di slalom speciale maschile, in programma il 6 e 7 aprile 1994, ai sensi della legge regionale 31/1992. Approvazione e impegno di spe­sa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 934 in data 11 febbraio 1994: Concessione di un contributo di lire 8.500.000 a favore dello Sci club St-Barthélemy nelle spese previste per l'organizzazione di una ga­ra di sci alpinismo denominata "Trofeo Fillietroz", in program­ma il 27 marzo 1994, ai sensi della legge regionale 31/1992. Approvazione e impegno di spesa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 935 in data 11 febbraio 1994: Concessione, ai sensi della legge regionale 31/1992, di un contributo di lire 6.500.000 alla Monterosa ski S.r.l., nelle spese previste per l'or­ganizzazione della "IV Coppa intercontinentale", gara interna­zionale di sci alpino riservata agli universitari, svoltasi a Champoluc il 20, 21 e 22 gennaio 1994. Approvazione e impe­gno di spesa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 936 in data 11 febbraio 1994: Concessione di un contributo di lire 15.000.000 al Comune di Brusson nelle spese per l'organizzazione della VI edizione del Trophée de la glace 1994 ? gara automobilistica internazionale su ghiaccio, svoltasi a Brusson il 29 e 30 gennaio 1994. Approvazione e impegno di spesa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 1027 in data 11 febbraio 1994: Affido a trattati­va privata dell'esecuzione dei lavori di adeguamento dell'im­pianto elettrico dell'Istituto tecnico commerciale e per geometri di Châtillon. Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Vorrei chiedere alcuni chiarimenti in merito a questa delibera. Qui si parla di rifacimento dell'impianto elettrico di Villa Pano­rama, ed alcune definizioni di questa delibera mi hanno susci­tato alcuni dubbi, rispetto ai quali chiedo, all'Assessore compe­tente, alcune delucidazioni.

Qui si dice che si rende indispen­sabile intervenire urgentemente all'esecuzione di una prima parte di lavori; vorrei sapere quali sono le ragioni che determi­nano questa urgenza. Sovente la Commissione di Coordina­mento ha rilevato che delibere di questo tipo o similari sono state affidate a trattativa privata con il requisito dell'urgenza, che poi in realtà non sussisteva. Vorrei sapere con maggior specificazione di cosa si tratta, cioè a cosa si riferisce questa urgenza.

Si provvede poi con formalità di trattativa privata; vorrei sape­re quali sono stati i criteri di scelta delle ditte interpellate. Qui c'è un elenco: alcune hanno fornito la loro proposta, altre non l'hanno fornita e quindi sono state escluse.

Infine, c'è un ribasso d'asta del 25 percento e in forza di questo ribasso mi sembra sia stata scelta la ditta aggiudicataria; poi, nel quadro economico dei lavori, abbiamo una suddivisione do­ve c'è il prezzo al netto del ribasso, l'IVA ed "opere di non esatta valutazione, economie, anticipazioni, spese tecniche e collaudi" per un importo di circa 15 milioni ove, facendo due calcoli ma­tematici, si vede subito che qui viene individuato il ribasso d'asta. Vorrei avere dei chiarimenti su questa osservazione.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore alla pubblica istruzione, Lou­vin.

Louvin (UV) - Je réponds à l'absence du collègue Ferrero puisque j'ai eu moyen de me rendre sur les lieux au cours des mois derniers, notamment c'était le 28 du mois de décembre de l'année dernière, quand (et monsieur Tibaldi s'en souvient certainement) certaines prises de position avaient eu lieu de la part des étudiants de cette même école, Villa Panorama, qui soulignaient le mauvais état des lieux, étant donné que l'école n'avait plus eu, depuis longtemps, des interventions de manutention extraordinaire.

Le Conseiller rappelle également que nous avons approuvé dans ce Conseil, il y a quelques mois, un projet concernant le réaménagement de Palazzina Ex Montefibre, dans lequel cette école devra, dès que possible, trouver place.

Nous avons eu cette rencontre, monsieur Ferrero et moi-même, avec les étudiants et les professeurs de cette école, nous avons convenu sur la nécessité d'intervenir immédiatement pour la mise en règle de l'installation électrique de cette école, qui se présentait comme dangereuse.

Je dois dire que, malgré les critiques qui parfois parviennent à cette Administration, l'Assessorat des travaux publics a bougé avec une extrême rapidité sur ce dossier, en approuvant dans des délais très courts le projet pour cette intervention et en faisant un appel d'offres restreint, qui a donné les résultats dont cette délibération témoigne.

Pour ce qui concerne l'urgence, je tiens à souligner qu'il s'agit d'une mise en règle d'une installation électrique qui doit être faite pour cette école et qui a été expressément revendiqué par le proviseur, par les étudiants et par les professeurs de cette école.

Deuxièmement, pour ce qui concerne le choix, toutes les entreprises qui normalement oeuvrent dans le domaine de l'électricité dans la région ont été invitées, et celle qui a eu l'adjudication c'est l'entreprise Garzotto de Châtillon, qui probablement aura pu faire le meilleur rabais se trouvant sur place, mais en tout cas le choix de l'entreprise a été fait exclusivement sur la base des conditions économiques offertes.

Pour ce qui concerne la troisième question posée par monsieur Tibaldi c'est-à-dire: "opere di non esatta valutazione, economie, anticipazioni, spese tecniche e collaudi", à part les deux dernières qui concernent les vérifications techniques à la suite des travaux et dont il n'est pas possible d'évaluer à priori le montant, s'agissant de payer les honoraires de l'ingénieur ou de l'expert en électricité, qui sera par la suite chargé par l'Administration, "opere di non esatta valutazione" concernent la cassure des murs pour la mise en place des tuyaux d'électricité.

Il va de soi que pour ce genre d'interventions l'on ne peut pas quantifier dans les détails le montant et que cela ne peut être fait qu'à la suite des travaux.

Donc j'estime que cela a été fait, non seulement conformément à ce qui est fait d'habitude, mais dans la plus parfaite régularité et, personnellement, je félicite les travaux publics d'être intervenus aussi rapidement.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 1 (Bavastro)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 1052 in data 11 febbraio 1994: Esecuzione, in economia, a mezzo della ditta I.S.A.F. srl di Champdepraz, dei lavori urgenti di pronto intervento per le opere di contenimento movimento franoso lungo la strada per la località Pianfey in Comune di Issogne. Approvazione ed impegno di spesa.

Si dà atto che il Consigliere Lanièce non partecipa alla discus­sione e alla votazione dell'oggetto.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 1224 in data 21 febbraio 1994: Concessione di un contributo di lire 60.003.327 al Comitato organizzatore della Fiera di Sant'Orso di Donnas, ai sensi della legge regionale 31/1993. Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 1225 in data 21 febbraio 1994: Concessione di un contributo di lire 5.216.000 al Comune di Nus per l'organizza­zione della manifestazione "La net di tradichon" ai sensi della legge regionale 31/1993. Approvazione ed impegno di spesa

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 1257 in data 21 febbraio 1994: Appalto a licita­zione privata e approvazione di spesa dei lavori di realizzazione di uno stabilimento industriale per l'insediamento del Ced?Syntax processing S.p.A. nell'area ex Ilssa?Viola nel Co­mune di Pont?Saint?Martin. Finanziamento della spesa.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Collé.

Collé (PpVA) - Per chiedere all'Assessore, visto che ci sono diversi consiglieri nuovi e si tratta di una cosa rilevante, se ci può dare alcune delucidazioni sul futuro di questo stabilimento.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e ar­tigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Si tratta di un'iniziativa industriale molto interessante, che consiste nello spostamento nell'area di Pont-Saint-Martin del cuore del centro di calcolo dell'Olivetti.

Questa iniziativa prevede l'assunzione di 75 Valdostani, 15 all'anno; si è già iniziato dal 1993 ad avere i primi 15 assunti in attesa che lo stabilimento sia completato.

L'attività della Syntax Processing consiste nel fornire servizi informatici a tutte le grandi società: man mano i centri di calco­lo delle società vengono sostituiti da collegamenti in esterno con società di servizi informatici di questo tipo, che garantisco­no la sicurezza e la potenza di calcolo necessaria.

Questa società ha un fatturato di oltre 100 miliardi, che ha la sede legale in Valle d'Aosta, già adesso paga l'IVA sul fatturato ed opera in un settore che continua ad essere in espansione, vale a dire quello dei servizi informatici.

L'impegno della società è di investire 65 miliardi; l'impegno della Regione è quello di costruire lo stabilimento e di erogare un mutuo per 10 miliardi.

Il numero di dipendenti è più elevato dei 75 Valdostani, che so­no l'impegno assunto; c'è l'impegno da parte della società, man mano che il personale che opera andrà in pensione, di sostituir­lo con altrettanti Valdostani. Si può avere quindi un'iniziativa che, a regime, può avere fino a 300 Valdostani occupati.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Ho guardato con attenzione questa delibera e mi sono letto an­che gli atti che costituiscono il presupposto, cioè la convenzione che è stata stipulata fra la Regione e la Sintax, una modifica che ne è conseguita, e così via. L'intervento dell'Assessore la qualifica come molto interessante; io non so fino a che punto possa essere considerata interessante una proposta di questo tipo e dirò il perché.

Per prima cosa bisogna tenere in considerazione la monocultu­ra industriale che si sta sviluppando in bassa Valle, nel senso che nell'area della bassa Valle (Arnad, Pont-Saint-Martin, Donnas e Hône) si sta sviluppando forse anche in maniera preoccupante un indotto che dipende tutto da una grande in­dustria, che è l'industria Olivetti, la quale fa capo all'ing. De Benedetti che ricorre, spesso e volentieri, a finanziamenti e ad erogazioni di tipo statale o regionale per riuscire a supportare le sue attività. É un po' una prerogativa dei grossi industriali che abbiamo in Italia, i quali sono sempre ben visti dal potere politico, sia a livello nazionale sia a livello regionale.

A parte questa piccola premessa introduttiva, volevo fare alcu­ne considerazioni sui contenuti di questa delibera. Qua si parla di opere che consistono nella realizzazione di strutture in ce­mento armato, di finiture, di impianti tecnologici necessari all'attività produttiva; vorrei sapere se la Regione si assume anche l'onere di installare completamente gli impianti fissi, quelli che servono per l'attività produttiva, perché allora è co­modo fare gli imprenditori in questa maniera, è comodo con 37 miliardi che vengono dati dalla Regione autonoma Valle d'Ao­sta, insediare un'attività in bassa Valle ed avviarla, non si sa poi con quali garanzie di mercato e con quali garanzie occupa­zionali. Anche perché la convenzione non parla molto di ga­ranzie, ma parla di progetti in maniera molto lata e generica. Quindi, sarebbe interessante sapere quali sono queste siste­mazioni che vengono fatte e - che si dice - vengono finalizzate alla funzionale conduzione degli edifici e delle attività in essi previste.

Un altro elemento che mi sembra degno di riflessione è il valore di investimento della Regione autonoma, 37 miliardi e mezzo: a fronte di quale garanzia occupazionale? Si legge in convenzione 75 unità residenti entro cinque anni, questo significa che 15 unità ogni anno verranno gradatamente assunte ed occupate all'interno di questo insediamento.

Abbiamo già avuto episodi di questo tipo, dove sono state fatte tante promesse, sono stati spesi tanti soldi, ma i livelli occupazionali non sono stati rag­giunti. Ne cito uno: ad esempio, potrebbe essere la Verrès S.p.A., dove era prevista l'assunzione di altre 80 unità, mentre ne sono state assunte solo 40, e in una recente mozione ho sol­levato dei problemi che potrebbero sorgere quanto prima anche in quella realtà industriale.

L'imprenditore effettua investimenti per 65 miliardi in cinque anni con l'unico impegno di investirne almeno 10 nei primi tre; ma, guarda caso, questi primi 10 vengono erogati dalla Regione autonoma Valle d'Aosta con un apposito finanziamento. Ed an­che qui è la mano pubblica che accomoda questo imprenditore a creare l'insediamento produttivo.

Fermiamoci un attimo al primo anno, nel quale sono previste 15 unità occupate in questa realtà industriale a decorrere dal momento in cui sarà terminato l'insediamento; 37,5 miliardi per 15 unità (perché le 75 unità sono ancora un progetto laten­te) sono 2,5 miliardi per ogni persona che vengono investiti: mi sembra assurdo. Con 2,5 miliardi si riesce a dar lavoro almeno a 10 persone, non ad una sola persona; quindi non so quali cal­coli macro o microeconomici siano stati fatti dall'Assessorato e dagli uffici preposti a queste scelte. E questo, ricordando ap­punto che abbiamo episodi in Valle d'Aosta di prese in giro, do­ve (non mi ricordo più chi ne parlava in una recente seduta di questo Consiglio) vengono privilegiati gli imprenditori "mordi e fuggi" che vengono in Valle d'Aosta, succhiano da "mamma Regione" finché possono, e poi quando non esce più il "latte fi­nanziario" lasciano aziende senza futuro e soprattutto operai o dipendenti in mezzo alla strada.

Mi è parso di ritrovare in questa delibera un'operazione di questo tipo. Non ho vissuto i presupposti, perché qui si risale alla convenzione del 21 maggio 1992 e mi occupavo di altre cose allora; però adesso che ci viene portato in Consiglio un appalto a licitazione privata per l'approvazione di spese di questi lavori di realizzazione dell'insediamento mi sembra opportuno fare tali considerazioni, e mi sembra opportuno che anche gli altri consiglieri facciano le riflessioni che ritengono di dover fare.

Un'ultima questione riguarda l'urgenza estrema che si legge in premessa, che secondo me non ha alcun riferimento con la con­venzione del 1992; l'unico riferimento che può avere, visto che siamo in periodo pre-elettorale, è quello di dare un "contentino" all'opinione pubblica. Quindi non ravviso la necessità di questo elemento, oggi, 14 marzo 1994; piuttosto, sarebbe stato oppor­tuno parlarne anche a livello di commissione consiliare, cioè una commissione di sviluppo economico. Lo so che sono cose che sono state fatte in passato, sono già state decise e sono già state pianificate, però la IV Commissione si è rinnovata, è cambiata come composizione e come equilibri, e sarebbe stato importante sentire le voci dei nuovi componenti della IV Commissione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Erano state più volte chieste a questa Giunta notizie sugli in­sediamenti nell'area ex ILVA. Questa è una risposta, non posso non dare atto all'Assessore di questa cosa; mi sembra però (e qui sono d'accordo con Tibaldi) che l'imprenditore investa sem­pre poco di suo in queste joint venture che si creano. Lavoravo all'Olivetti, so che la Syntax Processing può anche avere un futuro; l'aspetto che mi sembra sempre deficitario è "sempre" l'impegno dell'Olivetti, cioè del socio privato rispetto al socio pubblico. In questo periodo stiamo facendo delle scommesse in tutti i campi perché l'occupazione è una cosa abbastanza sog­gettiva, è difficile da trovare; però la Conner è un esempio in cui, appena finito l'impegno della Regione, è calata l'occupa­zione.

É vero che c'è stata una crisi a livello mondiale, però se l'imprenditore investe un po' più del suo ha un interesse mag­giore a che l'attività vada avanti. L'unica perplessità è questa, che la Regione non abbia preteso un impegno più forte da parte dell'imprenditore.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e ar­tigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Sulle osservazioni fatte credo che si debba anzitutto distingue­re per ciò che riguarda il settore dell'informatica fra i tre campi in cui viene diviso.

Il settore dell'informatica che ha difficoltà è il settore dell'hardware, vale a dire il settore della costruzione di pezzi; la concorrenza con i paesi dell'Estremo Oriente, che hanno ma­no d'opera a più basso costo, fa sì che l'hardware sia in crisi e probabilmente in difficoltà non più superabili.

Nel mercato dell'informatica invece continua ad avere un tasso di sviluppo interessante il mercato del software, vale a dire la creazione di programmi, e un tasso di sviluppo ancora superio­re i servizi informatici (per gli USA si parla di 180mila miliardi di servizi informatici in un anno e i tassi di crescita sono supe­riori anche in Europa al 10 percento), che continuano ad essere indispensabili per la modernizzazione delle strutture delle so­cietà avanzate. Quindi, da questo punto di vista, qui non si tratta di una fabbrica che produce delle componenti; si tratta di un'azienda che produce servizi, e i servizi sono e, credo, saran­no sempre necessari.

Dal punto di vista degli impegni assunti dall'azienda, questi sono di assumere 75 persone a partire dall'anno scorso, 15 per­sone sono già assunte nel 1993, 15 dovranno essere assunte nel 1994, e così via. Le 75 persone non hanno difficoltà ad essere assunte, semmai siamo noi come Regione che, avendo fatto una convenzione il 21 maggio 1992 (la convenzione fu votata allora all'unanimità dal Consiglio regionale) ci troviamo nel 1994 ad appaltare i lavori. Quello che oggi dobbiamo approvare è l'ap­palto dei lavori e l'urgenza deriva proprio dal fatto di non esse­re in ulteriore ritardo, perché queste procedure di appalto sono complesse e porteranno di per sé via molti mesi. Se si vuole parlare di urgenza, credo che questo sia uno dei casi in cui l'ur­genza è manifesta.

Credo che anche i calcoli fatti dal Consigliere Tibaldi non corri­spondano al vero, nel senso che, pur non sapendo a quanto ver­rà appaltata definitivamente l'opera per cui c'è una base d'asta di 30 miliardi, calcolando pure i 37,5 miliardi come messi al massimo, per i 75 addetti il costo non è di 2,5 miliardi ma è di 500 milioni. Ho detto che oltre ai 75 addetti c'è da presumere un'occupazione sussidiaria di personale che man mano andrà in pensione, per cui il costo per posto di lavoro sarà inferiore, e si tratta di posti di lavoro riservati a giovani diplomati e lau­reati, giovani per i quali oggi è grande la difficoltà di occupa­zione.

Abbiamo scuole per periti informatici a Verrès, scuole per telecomunicazioni speciali ad Aosta, abbiamo anche opera­tori locali che sicuramente possono essere impiegati in attività di questo tipo; quindi, pur trattandosi oggi solo della fase di appalto, credo che sulla iniziativa debba essere riconfermato il giudizio che il Consiglio regionale aveva dato nel 1992. Poi, in campo di occupazione, di successo delle imprese, credo di non dover insegnare a rappresentanti di quella forza politica come la mobilità, l'innovazione e la trasformazione delle imprese in questo periodo siano all'ordine del giorno e come il libero mer­cato imponga trasformazioni a cui le amministrazioni cercano di far fronte con il dovere di trovare occupazione, facendo quanto possibile per avere occupazione qualificata per i propri giovani.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Per alcune ulteriori considerazioni, che mi sembrano necessa­rie.

Qui si dice che l'unico settore dell'informatica in crisi è quello dell'hardware; mi sembra, leggendo dai giornali, sentendo dai mass-media, che il settore della informatica subisca una crisi generalizzata, non solamente quello dell'hardware, e che quindi un eccesso di concentrazione industriale di questo tipo può cau­sare ulteriori problemi all'area industriale che si tende a svi­luppare in bassa Valle.

Ne sono prova industrie di questo tipo: la Baltea Disk, la Con­ner, la stessa Tec Disk, dove si continua a dare dei finanzia­menti sotto forma di formazione professionale o con qualche altra storia inventata, che in realtà vanno a coprire dei buchi di bilancio. Queste cose le si sanno, le conoscono i Valdostani; ecco perché il nostro appunto viene fatto su questo nuovo tipo di in­vestimenti, che in realtà appartiene ad una categoria di in­ve­stimenti che vengono appoggiati dall'Amministrazione regiona­le e non sappiamo quale reale futuro possano dare alla regione.

L'Assessore ha detto che sono state assunte già 15 persone, ma dove sono state assunte, presso quali aziende? Non è stato detto, ci piacerebbe saperlo. Presso la Syntax? La Syntax è già operativa? Non ci risulta, comunque ci informeremo meglio. Anche perché questo finanziamento così enorme, così improvvi­so, a fronte di risvolti occupazionali ridotti, stride con l'ostilità a venire incontro a rilanciare attività produttive (ad esempio, la Nuova Rock) per dare occupazione a trenta persone subito. Qui però si continua a ritardare, mentre per operazioni di que­sto tipo, dove ci sono investimenti di decine di miliardi, comode, e ovviamente a vantaggio di un imprenditore conosciuto, noto come un mangiatore di risorse pubbliche, vengono rilasciate con maggior leggerezza.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti: 26

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 3 (Bavastro, Linty e Tibaldi)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 977 in data 11 febbraio 1994: Approvazione del progetto dell'appalto a licitazione privata e del bando di gara relativi all'esecuzione delle opere civili e relativi impianti per il completamento dello stabilimento da adibire a Centrale del latte in Comune di Gressan. Approvazione e parziale impegno di spesa.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, Vallet.

Vallet (UV) - Credo sia opportuno, anche se sinteticamente, riassumere ed illustrare al Consiglio quali sono le ragioni, intanto dell'ur­genza, e poi, quelli che sono i presupposti, alla base di questo atto, che possiamo ritenere come conclusivo di un iter e di un ragionamento, iniziato parecchi anni or sono, per dare risposte concrete e positive alle traversie della Centrale del latte della Valle d'Aosta.

I presupposti quindi vanno ricercati nei contenuti di quella de­libera del febbraio 1993, che conteneva l'approvazione delle li­nee programmatiche per la riorganizzazione del settore lattie­ro-caseario, sulla base delle seguenti considerazioni: l'insosti­tuibilità della zootecnica nel contesto economico dell'agricoltura valdostana, l'opportunità che tutto il latte prodotto in Valle d'Aosta sia lavorato e trasformato in Valle d'Aosta.

Quella delibera andava a definire quelli che noi riteniamo deb­bano essere i ruoli di tutte le organizzazioni che operano nel settore lattiero-caseario nella nostra regione, e all'interno di quella delibera si andava ad attribuire un ruolo per certi versi nuovo anche alla Centrale del latte. E questo ruolo nuovo con­siste nel fatto che la Centrale del latte non deve essere pensata come iniziativa o attività economica a sé stante, ma deve essere integrata in quello che è il contesto di tutto il settore lattiero-caseario, proprio perché per essere economicamente valido il discorso non si deve limitare alla produzione del latte alimen­tare fresco, ma deve prevedere la possibilità di fare, all'interno di questo stabilimento, altre lavorazioni. Quindi un ruolo per la Centrale del latte di "polmone".

Centrale del latte che quindi deve avere la possibilità di ri­spondere e di lavorare diversificando la produzione ed evitando che in Valle d'Aosta si produca solo ed esclusivamente fontina. La diversificazione produttiva dev'essere pertanto alla base di un discorso nuovo di commercializzazione e distribuzione dei prodotti della filiera lattiero-casearia all'interno della nostra regione e - perché no? - anche fuori.

L'approvazione di queste linee programmatiche fu alla base della legge regionale approvata nell'aprile 1993 di ricapitaliz­zazione della società Centrale del latte che, stanziando 10 mi­liardi, ritrasferì la proprietà - la quale nel frattempo era diven­tata di Finaosta - in capo alla Regione, e che prevedeva l'uti­lizzo di questi 10 miliardi in parte al ripianamento delle perdite che in questi anni la Centrale del latte è costretta a subire, te­nuto conto del fatto che il vecchio edificio non è più agibile e quindi la Centrale del latte deve appoggiarsi a terzi fuori Valle per la lavorazione del latte.

Alla base di quella legge di rifinanziamento c'era un program­ma di risanamento della società, programma che portava a concludere che, alla base di ogni possibile risanamento, doveva esserci la possibilità per la società di trasformare il latte in Valle d'Aosta, e quindi la messa a disposizione della società di uno stabilimento per la trasformazione del latte.

Riteniamo che questo sia un intervento di tipo strategico per l'avvenire dell'intero settore lattiero-caseario, quindi coerente­mente con quanto vi ho detto, abbiamo cercato di accelerare al massimo le procedure per la realizzazione per l'appalto, per il completamento della struttura in Comune di Gressan. Da qui le ragioni dell'urgenza. Abbiamo predisposto un programma che mi porta a dire, forse con un pelo di presunzione, che se non ci saranno intoppi di natura varia, entro i primi dieci giorni del mese di giugno 1994 riusciremo a fare la consegna dei lavori, e con ogni probabilità, per quanto riguarda la pro­duzione di latte fresco, dovremo essere in grado di produrre la prima confezione nel mese di giugno 1995. Per queste ragioni chiediamo al Consiglio di voler ratificare la delibera.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Linty.

Linty (LN) - Per chiedere solo una questione di forma. Quest'ordine del giorno aggiunto l'ho visto questa mattina, mi risulta essere stato assunto in data 11 febbraio 1994 e la commissione l'ha visto il 10 marzo; non posso pronunciarmi su questo atto perché l'ho visto questa mattina insieme a tutto il resto dell'ordine del giorno. Credo che un argomento così importante debba essere comunicato per tempo ai consiglieri, in modo che se uno ha dei dubbi, va ad informarsi o a chiedere delle spiegazioni.

Era solo per sollevare una questione di forma, che spero non si verifichi più.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - La Centrale del latte è anche questa una storia infinita di soldi da pagare, di debiti, di fallimenti, che si riversano anche su quel deficit di cui parlava Vallet.

In commissione abbiamo tutti espresso delle perplessità su questo atto; abbiamo anche pensato tutti che potrebbe essere una soluzione per diversi problemi di produzione lattiero-ca­searia in Val d'Aosta. Quello che avevamo chiesto erano dei dati un po' più precisi su cosa avrebbe potuto portare al famoso pareggio dopo due anni questa cooperativa, quali erano le quantità di latte che avrebbe dovuto lavorare; siccome anche questa è una scommessa su come stiamo andando avanti e sic­come abbiamo degli esempi che non sono tanto belli, special­mente nella Centrale del latte, abbiamo chiesto dei chiarimenti in commissione. Queste precisazioni sulle quantità di latte, su quello che si può fare, su quello che si farà, io almeno non le ho avute.

Vorrei precisare un'altra cosa. In commissione era stato detto che questa società sarà appoggiata dalle cooperative lattiero-casearie della Valle; è stato detto che una di queste l'appoggia già, ma le altre aspettano di vedere, dopo due anni, se il bilan­cio sarà in attivo, in passivo o in pareggio. Mi sembra una cosa un po' strana, perché questa società, secondo me, ha le poten­zialità per funzionare, se effettivamente tutto il reparto lattie­ro-caseario della Valle d'Aosta individua in detta società una struttura per la trasformazione del latte eccedente alla fontina o, comunque, per una diversificazione del prodotto. Questa era stata la nostra perplessità. Tutti eravamo abbastanza d'accordo che potesse essere una cosa valida, però volevamo avere alcuni dati in merito a tale società.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Prima il mio collega Linty ha fatto un intervento di tipo forma­le, se vogliamo; in maniera molto morbida ha detto quali sono le ragioni delle nostre perplessità, in quanto veniamo questa mattina, fisicamente, a conoscenza di un atto che è di capitale importanza. Mi sembra che sia un po' il filo conduttore di que­sto Consiglio regionale, e non so quanti lo hanno notato o se sono io che sono prevenuto; oggi abbiamo un ordine del giorno particolarmente nutrito e complesso, dove siamo chiamati ad esaminare e ad approvare atti di una certa importanza e di una certa vitalità per alcune realtà sociali ed economiche della Valle d'Aosta, e ci vengono prodotti con questo criterio dell'ur­genza e conditi e indorati come se fossero interventi necessari, già previsti e programmati.

L'intervento che è stato fatto nel settore lattiero-caseario da parte della Regione autonoma Valle d'Aosta è monumentale; penso che se facessimo la somma di tutti i soldi che sono stati dati a questa azienda - che non si sa se è esistente o inesisten­te, se è come la Syntax che sulle pagine gialle non esiste ma per l'Assessore evidentemente esiste - sarebbe una cifra che mi fa­rebbe pensare. E poi si ha paura di parlare di mafia di monta­gna? La mafia non è solo quell'organizzazione criminale che spara; mafia è anche quell'organizzazione criminale che tutela interessi particolari a danno di interessi pubblici.

Mi chiedo se gli assessori competenti, gli amministratori, si fanno ogni tanto un esame di coscienza sugli interventi che vengono fatti; mi chiedo se l'Assessore Vallet, visto che è il rap­presentante di questo ramo amministrativo particolarmente delicato e complesso, ha valutato attentamente il momento, e soprattutto l'opportunità di questo intervento.

E poi rilevo delle assurdità: continuiamo ad investire soldi per prodotti che vengono lavorati e confezionati fuori Valle, ma an­che qui esiste o non esiste questa Centrale, o rimane comunque un serbatoio di voti, come molti altri serbatoi che sono dislocati in tutta la nostra regione? Però l'intervento viene sempre condito ed indorato come un intervento strategico; allora mi chiedo se questa è la strategia del gioco dell'oca o se è una strategia un po' più intelligente o interessante.

Comunque la Lega Nord vota contro questo provvedimento.

Si dà atto che, dalle ore 12,21 alle ore 12,25 presiede il Vicepre­sidente Aloisi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Collé.

Collé (PpVA) - Per dire che il nostro gruppo, al momento, non ha ancora rice­vuto questa ratifica di deliberazione; non so se c'è stato un di­sguido o meno, comunque non siamo preparati su questo argo­mento.

Però volevo fare una domanda e volevo sapere se prima di questo incarico - sempre per la stessa cosa - era già stato affi­dato alcuni anni fa lo stesso incarico ad altri professionisti; se sì, come mai, questa variazione.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, Vallet.

Vallet (UV) - Credo sia opportuno puntualizzare su alcune affermazioni che sono state fatte.

Mi pare che il Consigliere Tibaldi faccia delle affermazioni ge­neriche, che non sono neanche del tutto precise, nel senso che è proprio per evitare di dover continuare a lavorare il latte pro­dotto in Valle d'Aosta, fuori della Regione Valle d'Aosta, che si va a fare questo investimento, e proprio per evitare che ogni anno la società debba spendere 700 milioni, che sono la parte più importante del deficit, per far fare la lavorazione presso terzi fuori Valle.

Questo perché i ragionamenti che sono stati fatti hanno portato alla conclusione che la Centrale del latte in Valle d'Aosta ha ed avrà ancora il suo ruolo; quindi la determi­nazione che si è presa è stata quella di operare per riattivare le condizioni affinché la Centrale del latte possa operare in Valle d'Aosta.

Il Consigliere Chiarello esprime perplessità per quanto riguar­da il conto economico. Ho già accennato, in parte, che la Cen­trale del latte attualmente, dovendo affidarsi a terzi per la la­vorazione del latte, perde mediamente da 80 a 100 milioni al mese; questi 700 milioni sono i costi sopportati per la lavora­zione fuori Valle.

Come si pensa di ripianare quanto manca? Evidentemente con un minimo incremento di quelle che saranno le vendite dei pro­dotti fatti dalla Centrale del latte. L'attuale gestione della so­cietà sta compiendo uno sforzo con dei risultati positivi, che vanno nella direzione intanto di salvaguardare la quota di mer­cato, e in questo senso abbiamo dei risultati che ci consentono di dire che nell'ultimo semestre 1993 le vendite sono state in­crementate di un 5 percento. Il dato rapportato annualmente ci consente di dire che ci sarà un incremento di circa l'8-9 percen­to delle vendite, in netta controtendenza con quanto avviene in campo nazionale per questo tipo di mercato, dove assistiamo ad una contrazione che va dal 2 al 4 per cento.

Per quanto riguarda la composizione societaria, è vero, i ragio­namenti che erano stati fatti nel 1991 e nel 1992 portavano alla conclusione che la composizione societaria avrebbe dovuto far riferimento ad una cooperativa creata fra gli attuali conferitori della Centrale del latte. Proprio in conseguenza invece del ruolo che intendiamo attribuire alla nuova Centrale del latte, crediamo che la cooperativa, se di cooperativa si dovrà trattare, o comunque il nuovo assetto societario, non dovrà tenere conto solo degli attuali conferitori, ma dovrà riferirsi anche ai casei­fici che sono strutturati e sono pensati quasi esclusivamente per la produzione della fontina.

Questo intervento, lo ripeto, è strategico; credo che per affron­tare questo discorso il Consiglio regionale debba liberarsi un attimo dai pregiudizi o comunque da quanto di negativo c'è stato in passato, dai fallimenti, dalle perdite, ma debba ragio­nare all'interno di quest'ottica nuova che vuole vedere la Cen­trale del latte perfettamente inserita in quello che è l'intero contesto lattiero-caseario.

Consigliere Collé, non mi risulta - ed ho chiesto conferma al mio predecessore Perrin - che l'Amministrazione regionale ab­bia conferito altri incarichi. Se di altri incarichi si è trattato, sono incarichi che sono stati conferiti dalla società stessa ai tempi, tanto per capirsi, della gestione Polchi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Quello che volevo sentir dire a Vallet, quando ha detto che portare il latte a lavorare fuori Valle costa 700 milioni all'anno, era quanto costa in Valle quando è costruito questo stabilimen­to. Si possono fare i conti di quanto verrà a costare la lavora­zione del latte in Valle? É quello che si chiedeva per capire se può funzionare, quanti sono i litri di latte che deve lavorare per raggiungere il pareggio di bilancio.

Dal momento che ci sono i dati di quanto costa fuori Valle, si voleva almeno avere un preventivo di quanto verrà a costare in Valle.

Presidente - Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto.

Presenti: 31

Votanti: 30

Favorevoli: 27

Contrari: 3

Astenuti: 1 (Chiarello)

Il Consiglio approva