Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 298 du 24 novembre 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 298/X - Iniziative ed intendimenti della Giunta regionale sul problema della casa. (Interpellanza)

Interpellanza - Vista la liberalizzazione del mercato della casa al di fuori di ogni logica programmazione e regolamentazione pubblica dei canoni d'affitto;

Vista altresì, l'assenza di una politica della casa a livello regio­nale;

A conoscenza dei numerosi sfratti e della massa di cittadini in cerca di alloggio con particolare riferimento alle giovani coppie;

A conoscenza delle iniziative prese dal Coordinamento degli in­quilini sfrattati e senza casa;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente e la Giunta regionale per conoscere:

? quali sono gli intendimenti della Giunta regionale su un pro­blema di grande rilevanza sociale come quello della casa;

? quali iniziative intende assumere per far fronte alle esigenze degli inquilini sfrattati e senza alloggio;

? se non ritiene opportuna una aggiornata indagine sulla situa­zione abitativa in modo da prevedere e programmare gli inter­venti che si rendano necessari.

F.to: Lanièce-Rini-Marguerettaz

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (DC) - Di fronte all'aggravarsi della situazione di un bene di prima neces-sità come quello della casa, di fronte alle reazioni degli inquilini sfrattati e dei cittadini senza casa, di fronte alle con­tinue richieste delle famiglie di giovani coppie, pensionati ed anziani che richie-dono un alloggio adeguato alle loro esigenze, di fronte alla docu-mentazione di cui siamo venuti in possesso e dalla quale abbiamo appreso di come non sia la prima volta che in questo Consiglio si parli del problema della casa, come bene sociale, abbiamo presen-tato quest'interpellanza per conoscere quali siano gli intendimenti della Giunta regionale su un pro­blema di così grande rilevanza. Perché le linee e gli intendi­menti sono necessari per dare una risposta sia ai cittadini sen­za casa, sia al Coordinamento che si è costituito fra gli sfrattati di Aosta e Regione.

Il Coordinamento si presenterà per chiedere alla Giunta quale politica della casa intende seguire e come intende affrontare il problema degli sfrattati di oggi e di domani, ponendo l'accento sulla necessità di un immediato blocco degli sfratti, per con­sentire la ricerca di un accordo fra le parti in causa, con even­tuale mediazione della Regione stessa.

Inoltre quest'interpellanza ha lo scopo di conoscere se è stata fatta una indagine sulla situazione abitativa in Valle d'Aosta.

Noi crediamo che un'anagrafe degli sfrattati attuali e di quelli potenziali dovrebbe essere effettuata al più presto, se si vuole affrontare il problema con serietà e razionalità.

Riteniamo inoltre indispensabile che la Regione si fornisca di una struttura adeguata per conoscere e farsi carico dei pro­blemi dei suoi cittadini, di una struttura quindi capace di dare le consulenze necessarie ai cittadini che ne hanno bisogno, per conoscere dapprima i casi sociali che si presentano, con partico­lare riferimento agli anziani, agli invalidi, ai cittadini più de­boli e bisognosi, per coordinare con i comuni la ricerca di aree fabbricabili da destinare alle cooperative edilizie che le richie­dono; per tenere i contatti diretti con le associazioni e i coordi­namenti che si costituiscono fra gli inquilini sfrattati ed in cer­ca di alloggio; per amministrare un fondo sociale, in modo da venire incontro economicamente ai casi più disperati che non possono coprire le spese di affitto e quelle condominiali; per re­cuperare e ricercare le risorse da destinare alla costruzione di nuove abitazioni per quanti non sono in condizione di usufruire del mutuo messo a disposizione della Regione per l'acquisto della prima casa.

Infine, per programmare la cessione agli in­quilini degli enti pubblici e parapubblici dell'alloggio in cui abitano, in modo da evitare una vendita generalizzata degli stessi.

Questa struttura può realizzarsi sia tramite L'IACP, sia trami­te l'Assessorato regionale ai lavori pubblici o quello alle finan­ze.

Per quanto ci riguarda, ci batteremo perché ciò si realizzi e ci uniremo a quanti hanno compreso l'importanza del problema e lottano per risolverlo.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Rini.

Rini (DC) - Condivido in pieno quanto il collega Lanièce ha affermato nell'illustrazione dell'interpellanza, e vorrei soffermarmi so­prattutto sull'importanza che riveste il problema relativo agli sfratti.

In questi ultimi tempi i prezzi degli affitti sono più che rad­doppiati, sono aumentati gli sfratti per finita locazione e trova­re un alloggio da affittare ad un prezzo accessibile è cosa im­possibile.

Si è di recente costituito il Coordinamento degli inquilini sfrattati senza casa; noi condividiamo quest'iniziativa perché gli interessati si sono dati un organismo di rappresentanza che può essere un punto di riferimento per la Giunta, per il Con­siglio, per tutti noi, ma soprattutto perché hanno dimostrato di voler affrontare e sostenere il problema della casa in modo con­creto, senza strumentalizzazione e fuori dalle logiche degli schieramenti e dei partiti.

Molti sono gli sfratti che derivano dal costo degli affitti, molte famiglie non sono in condizione di far fronte alle richieste dei proprietari.

Di fronte al libero mercato degli alloggi è necessario quindi che l'ente pubblico si ponga il problema e cerchi di limitare il feno­meno dei senzatetto, che con lo scadere dei contratti saranno sempre più numerosi.

Oggi ci sono famiglie costrette a vivere in tuguri, in garage, in abitazioni sprovviste di ogni tipo di igiene, oppure ospiti di pa­renti o amici in attesa di trovare una sistemazione migliore.

A queste famiglie - molte delle quali sono alla disperazione - oc­corre dare una risposta, occorre esprimere la nostra solidarietà in termini concreti, realizzando e portando avanti una politica di cui parlava appunto il collega Lanièce.

Dobbiamo tutti insieme cercare di risolvere il problema, per evitare che dei cittadini meno fortunati di noi debbano mettere il tavolo in piazza e raccogliere le firme per essere ascoltati. Sono dei cittadini che rivendicano non un bene di lusso, ma un alloggio in cui vivere con la loro famiglia. Rivendicano un bene sociale che la società dovrebbe garantire a tutti coloro che ne hanno necessità e diritto.

L'attuale Giunta regionale ha deciso di tagliare la spesa per i mutui della prima casa, quello che si risparmia potrebbe essere investito per una politica della casa oppure destinato alla co­struzione o ristrutturazione di alloggi da assegnare agli sfrat­tati. Se il bilancio non è sufficiente a coprire le spese della Re­gione, è giusto e doveroso tagliarle; ma i tagli si devono fare in settori meno importanti.

Dobbiamo cambiare strada ed affrontare il problema; dobbiamo agire concretamente e ascoltare l'invito che proviene dal Coor­dinamento degli inquilini e degli sfrattati; dobbiamo dar loro retta ed affrontare in modo diverso la politica della casa. Qui non si tratta di maggioranza o di minoranza, tutti insieme dobbiamo affrontare il problema nell'interesse dei senzatetto. Credo che i primi passi per iniziare a risolvere la questione sia­no i seguenti:

1 - blocco degli sfratti per un periodo sufficiente per poter veri­ficare i casi singoli e cercare di trovare un accordo;

2 - fare in modo che la Regione si renda garante presso i pro­prietari di alloggi.

É giusto che anche i proprietari di alloggi siano presi in consi­derazione ed è giusto che gli stessi ricavino dal loro investimen­to un giusto guadagno, altrimenti nessuno investirà più per costruire case. La Regione potrebbe, per esempio, affittare di­rettamente dai privati ad un prezzo remunerativo e giusto, e subaffittare agli sfrattati e ai senzatetto ad un prezzo che tenga conto delle effettive disponibilità degli stessi. Si eviterebbe così di vedere tanti alloggi vuoti e tanta gente che cerca invano una sistemazione.

Credo che si debba al più presto censire gli alloggi pubblici oc­cupati e verificare se gli occupanti ne hanno veramente diritto.

Queste sono le mie impressioni ed alcune proposte, ma penso che se tutti noi vogliamo veramente risolvere il problema, dob­biamo fare delle proposte e tutti insieme dobbiamo optare per quelle migliori.

Siamo schierati dalla parte del Coordinamento, al quale dare­mo l'aiuto che necessita per far sentire la propria voce; per cui, se si renderà necessario, torneremo su questo argomento con altre interpellanze o delle mozioni.

Si dà atto che alle ore 18,22 assume la Presidenza il Vicepresi­dente Aloisi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - Le problème soulevé par MM. Lanièce, Rini et Marguerettaz est sans doute un problème important, qui a des retombées sur le plan social.

Il avait par ailleurs déjà été évoqué précédemment par MM. Aloisi, Lavoyer, Bich et Piccolo, qui s'étaient également penchés sur cette question.

Pour donner une réponse, je crois que nous pouvons examiner ce problème sous deux points de vue: le premier, des réponses immédiates aux différents décrets d'expulsion; l'autre, dans un contexte général de mesures à envisager, pour qu'il y ait un nombre supplémentaire de logements qui puissent être utilisés. Je me bornerais à répondre personnellement au premier volet, laissant à M. Ferrero la réponse sur les mesures d'ordre général, parmi lesquelles s'insère également l'activité du représentant de l'Administration régionale au sein du Comitato per l'edilizia residenziale, qui s'est penché sur ce problème, pour définir quelles sont les lignes d'ordre et de caractère général à envisager en perspective.

Pour ce qui est donc des problèmes immédiats, il est important de signaler que dès son installation, le Gouvernement a examiné la question du logement, pour trouver des solutions à la nécessité et à la carence de logements, qui caractérise en particulier le chef-lieu. La Commission chargée des expulsions, que je préside en raison de mes fonctions de préfet, a donc examiné à maintes reprises ce problème et a fixé à ce propos certains critères que je vais vous présenter.

Il a été convenu de l'inopportunité d'un renvoi généralisé des expulsions, pour ne pas pénaliser les propriétaires qui ont la nécessité de rentrer en possession de leur logement. Il a donc été décidé de suivre une procédure qui tienne en considération les deux exigences, celle des propriétaires et celle des locataires.

Donc, les autorisations qui sont accordées par le préfet de recourir à la force publique pour la mise à exécution des expulsions, ont été accordées uniquement après que toutes les solutions possibles aient été évaluées. En conséquence, les huissiers de justice ajourneront jusqu'à ce qu'ils soient assurés de la disponibilité de la force publique sans préjudice de ces évaluations.

De plus, il a été convenu un échelonnement des expulsions dans les cas suivants: en présence d'individus ou groupes qui envisagent des solutions de type privé, en accordant à cet égard un échelonnement jusqu'à 2-3 mois, sur présentation d'une documentation adéquate et le propriétaire entendu, ou encore individus ou groupes insérés dans le classement des logements sociaux, c'est-à-dire individus ou groupes qui pourront bénéficier d'un logement grâce au nouveau projet de construction de logements sociaux prévus pour 1995-1996.

Pour ces cas-là, dans l'attente de l'évaluation de l'impact qui pourra avoir l'éventuelle prorogation jusqu'à en 1995-1996 desdites expulsions, il est envisagé de proroger immédiatement au moins l'expulsion jusqu'à janvier 1994, après vérification des nécessités auxquelles je faisais référence.

Pour ceux qui ne sont pas insérés dans un classement ou dans une position qui puisse permettre la mise en route de cette procédure, ou enfin qui sont sans solution, la commission a proposé de chercher des structures telles que résidences ou hôtels, susceptibles d'accueillir provisoirement les groupes qui ont été expulsés. Des structures ont déjà été trouvées; l'une à Sarre, l'autre à La Roche, Aoste.

Une troisième, à Aymavilles, a également donné sa disponibilité; à savoir les propriétaires se sont déclarés prêts à mettre à la disposition leur résidence pour accueillir ceux qui sont sans logement. Il est à définir une convention pour l'utilisation de ces structures; de plus, la Commune d'Aoste procède encore à une recherche dans ce sens, pour que tous les établissements intéressés puissent signaler leur intention de participer à un accord. Ces accords, avec une convention, devraient donc permettre de mettre à la disposition de ceux qui sont sans logement des structures adéquates.

Une autre initiative mise au point par la Présidence du Gouvernement consiste à examiner la possibilité que les associations de locataires et les associations des propriétaires parviennent à un accord qui définisse des seuils de loyer, étant donné que les dispositions actuelles (la loi sur les pactes par dérogation) ont entraîné une hausse remarquable de loyer et que de nombreuses familles ne sont pas en mesure de payer ce loyer.

Si ces pourparlers qui sont en cours grâce à l'appui de l'administration publique produisent leurs effets, il pourra donc être envisagé de créer un fonds social, auquel faisait référence M. Lanièce, pour permettre aux familles démunies de payer le loyer prévu par lesdits seuils.

En ce qui concerne enfin le problème du logement en général, le groupe de travail créé à cet effet, aux termes d'une délibération du Gouvernement du mois de mai dernier, a examiné les 150 demandes visant à l'attribution d'un logement social - suivant la procédure prévue par l'article 24 de la loi de 1987 -, qui étaient en souffrance à la Région, à la commune d'Aoste et auprès de l'Institut autonome des maisons populaires.

Ce groupe de travail a choisi, sur la base de l'existence des condi-tions requises, 50 cas environ, qui pourront bénéficier d'un loge-ment suivant ladite procédure, dans la limite des logements dispo-nibles qui seront signalés tour à tour par la commune d'Aoste, ou par l'Institut autonome des maisons populaires, à la Région.

Quant au troisième point de l'interpellation, il est à signaler que nous avons déjà demandé aux organismes compétents de procéder à une étude et à une mise à jour de la situation dans ce domaine, de façon à disposer toujours de données réelles quant à la disponibilité de logements, pour faire face aux situations qui ont été présentées.

Cette étude vise également à mettre au jour les éventuelles situations irrégulières, à savoir ces cas de logements qui sont occupés sans que les personnes remplissent les conditions requises.

Si dà atto che alle ore 18,31 riassume la Presidenza il Presiden­te Stévenin.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Ferrero.

Ferrero (Ass.tec.) - L'interpellanza, come ha detto il Presidente, permette di af­frontare due livelli del problema abitativo, che certamente sono intrecciati fra di loro. Il primo, quello immediato, dell'emer­genza, su cui ha appena riferito il Presidente della Giunta; il secondo è quello della programmazione nel medio e nel lungo periodo. Su questo vorrei intervenire, riprendendo e precisando ulteriormente la risposta che ho dato il 29 settembre all'inter­pellanza sullo stesso argomento presentata dal consigliere Bich ed altri.

Approfitto dell'interpellanza per mettere a fuoco alcune linee generali di carattere politico, che l'Assessorato ai lavori pub­blici, d'intesa con il Consigliere Borre, che rappresenta la Re­gione nel Comitato per l'edilizia residenziale, sta seguendo per la predisposizione di un piano di politica abitativa per i pros­simi anni.

Questo piano sarà pronto per una prima valutazione politica da parte di diversi soggetti coinvolti entro la fine del prossimo mese di dicembre. Tale programma cercherà di essere in maniera marcata un programma operativo, quindi dovrà individuare oltre agli obiettivi generali gli strumenti legislativi, gli attori, le procedure, i tempi e le risorse.

Infatti sono convinto, come credo tutto il Consiglio, che sia fini­to il tempo delle promesse facili, dei proclami e della filosofia sulla casa. É chiaro che l'emergenza-casa non nasce dal nulla, da fattori contingenti, ma è il risultato di una latitanza dei sog­getti competenti (istituzionali e non) che si è protratta per troppo tempo, e ciascuno valuti quali sono le sue responsabilità e quelle delle forze politiche e sociali a cui appartiene.

D'altra parte, è chiaro che ci sono cause legate alla legislazione e al mercato immobiliare in senso proprio; gli sfratti hanno avuto un'impennata difficile a governare anche a causa della legge sull'equo canone, e per effetto non secondario dell'espan­sione della domanda di immobili per il terziario.

Si può dire che il tentativo, seppure in via di principio condivi­sibile, di regolamentare i canoni di affitto, ha finito per creare vincoli pesanti elusi da tutti e per aprire la corsa allo sfratto.

Quell'esperienza occorrerà dunque tenerla ben presente per non ripeterne gli errori. Del resto, è evidente che il mercato immobiliare non è impermeabile all'andamento generale dell'economia; la crisi si avverte ormai anche nel settore, per cui una caduta della domanda finirà per ridimensionare il fe­nomeno degli sfratti e degli attuali alti ed eccessivi costi del mercato. Questo, peraltro, non significa che il mercato immobi­liare possa essere lasciato a sé stesso in attesa che si aggiusti da solo. Un intervento pubblico con funzione calmieratrice è as­solutamente opportuno, come avevo già anticipato alla fine di settembre, anche se è estremamente delicato e dovrà essere attentamente valutato per le possibili ripercussioni economi­che.

Vorrei ribadire l'intenzione di voler intervenire per controllare gli affitti su due direttrici: una, è quella a cui già si è riferito il Presidente della Giunta or ora, dell'istituzione di un fondo so­ciale di cui alla legge 15/87, per integrare con un contributo pubblico il canone di locazione pagato dall'inquilino, comunque a prezzi riconosciuti congrui e con la garanzia del rilascio in ca­so di bisogno del locatore.

Questo intervento contribuirà certa­mente a ridimensionare la corsa agli sfratti e potrà favorire il recupero al mercato di alloggi sfitti, anche se per me è evidente che il fondo non può essere l'unico strumento, in quanto da solo potrebbe creare delle nicchie protette per i proprietari, con un aggravio per il bilancio pubblico e senza andare completamente alla radice del problema.

L'altra direttrice, è quella della costruzione attraverso conven­zioni pubblico-privato di nuovi alloggi da immettere sul merca­to dell'affitto. Naturalmente per i soggetti appartenenti alle cosiddette "fasce deboli" occorre invece fornire, costruendo o re­cuperando, abitazioni a canone sociale.

Vorrei sottolineare che sono consapevole che lo scoglio principa­le per tutti gli interventi pubblici è rappresentato non tanto dal finanziamento, e a questo proposito mi permetto di fornire ra­pidissimamente qualche dato sullo stato dei finanziamenti per l'edilizia residenziale: tra finanziamenti esistenti e fondi dello stato per il triennio 1992-1995 in termini di contributi in conto capitale e in conto interesse, quindi che attivano ulteriori in­vestimenti, per l'edilizia agevolata ci sono 17 miliardi circa, per l'edilizia sovvenzionata 13 miliardi circa, per un totale di 30 miliardi, una parte dei quali ha un effetto moltiplicatore, con la possibilità di costruire alcune centinaia di alloggi a fronte di un fabbisogno abitativo che è valutato attualmente in 800 alloggi, gran parte ad Aosta, di cui 3-400 con carattere di emergenza.

Lo scoglio principale, dicevo, per gli interventi pubblici in que­sta materia, non è tanto il finanziamento, ma è la difficoltà di concertazione fra i diversi soggetti pubblici interessati e insie­me la difficoltà di individuare procedure snelle in grado di dare risposte nel breve periodo. In questa direzione, il programma per la politica abitativa dovrà individuare subito una o due aree-pilota per sperimentare nuove e più agili procedure. Sempre nell'ottica di dare risposte organiche e tempestive stiamo studiando anche l'adozione di un testo di legge per l'at­tuazione dei progetti integrati di cui alla legge 179/92. Si tratta di importanti strumenti programmatori che permettono inter­venti di respiro ampio, con la convergenza di interessi pubblici e privati.

Ci collochiamo cioè nell'ottica del superamento della tradizionale contrapposizione fra pubblico e privato, verso for­me nuove di col-laborazione che permettano davvero la trasfor­mazione urbana, in cui l'ente pubblico mantiene il ruolo di gui­da e di coordinamento del cambiamento, e il privato un ruolo operativo e in parte anche finanziario, come esecutore intelli­gente di decisioni pubbliche.

Voglio terminare dando una rapidissima informazione sulla legge 76/84, sul mutuo prima casa, dicendo che per quanto con­cerne l'intervento pubblico a sostegno dell'acquisto in proprietà della prima casa l'Assessorato intende intervenire, da un lato, sui criteri per la formazione delle graduatorie, per renderle più eque, utilizzando, per esempio, strumenti già in uso in altre regioni per valutare il reddito effettivo.

Dall'altro lato, le modi­fiche di detta legge dovrebbero riguardare le tipologie da fi­nanziare privilegiando la costruzione e il recupero piuttosto che l'acquisto, se non è acquisto di nuove costruzioni; in questo modo si riporterebbe la legge allo spirito originario, che era an­che quello della costituzione di fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia.

Infine, informo il Consiglio che stiamo lavorando per la sana­toria delle domande di mutuo relative al primo semestre 1993 per quan-to riguarda l'acquisto. La settimana prossima farò una proposta alla Giunta regionale per la soluzione di questo pro­blema.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (DC) - Ringrazio il Presidente della Giunta e l'Assessore Ferrero per le risposte che mi sono state date.

Sono in parte soddisfatto, anche se mi auguro che alle parole seguano i fatti. Ricordiamo che la casa non è un bene di lusso, ma è un bene di prima necessità che dovrebbe essere in parte garantito dall'ente pubblico.

Ci troviamo ad affrontare un problema che ha coinvolto delle persone che stanno vivendo drammaticamente questo momen­to; persone che sono state sfrattate e che sono in attesa di una risposta da parte dell'Amministrazione regionale.

Quindi, il nostro dovere come Consiglieri regionali è quello di unirci, in­dipendentemente dalla posizione di maggioranza o di opposi­zione, per cercare di dare una risposta concreta e immediata a queste persone che hanno bisogno di sentire che l'Amministra­zione regionale guarda anche ai fatti sociali, guarda anche ai problemi piccoli in confronto ai problemi dei dipendenti della Cogne e di altri molto più grossi. Anche se sono pochi, è giusto dare loro l'adeguata attenzione.

Mi auguro che tutti quanti, e soprattutto la Giunta prenda a cuore questo problema e cerchi di predisporre un piano di at­tuazione delle idee che sono state enunciate sia dal Presidente che dall'Assessore Ferrero. Il diritto di avere la casa è un diritto più che rispettabile, ed è giusto che tutti noi facciamo qualcosa per dare una mano alle persone che si trovano in grave difficoltà.