Objet du Conseil n. 4459 du 7 avril 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4459/IX Costituzione della regione in un procedimento giudiziario a tutela di atti di violenza ed arbitrio contro le donne. (Reiezione di mozione)
Mozione Notizie di stampa informano che il prossimo 31 marzo si svolgerà al Tribunale di Aosta il processo nei confronti di tre extra-comunitari accusati di aver violentato una giovane valdostana. Da sempre la comunità valdostana, in forme diverse, è impegnata nella difesa della dignità della donna e in particolare, ha sempre condannato ogni forma di violenza sessuale contro le donne.
In occasione dell'8 marzo non mancano mai inviti pressanti ad un impegno diretto degli organismi pubblici per respingere ogni forma di sopraffazione e di arbitrio. E' evidente che, qualora provato, l'atto per cui sono accusati tre extra-comunitari sarebbe inaccettabile da parte della coscienza civile del Peuple Valdôtain.
Per questa ragione si impone una risposta forte alla violenza contro le donne da parte di chicchessia, anche per bloccare sul nascere un fenomeno che potrebbe estendersi se non colpito e duramente.
La Regione Autonoma non può essere indifferente di fronte ad episodi inquietanti ed allarmanti.
Tutto ciò premesso, il Consiglio regionale invita il Presidente della Giunta a costituirsi parte civile nel richiamato procedimento giudiziario.
PresidenteLa parola al Consigliere Gremmo.
Gremmo (LAP)La questione degli extra-comunitari è ormai drammatica perché crea solo problemi alla convivenza civile, basta leggere le cronache: gli extra-comunitari hanno trasformato i box di Tzambarlet in centri di associazione a delinquere e la regione getta via una barca di milioni in centri di assistenza. In più nella cultura musulmana la donna ha un ruolo subalterno e nella nostra regione ciò diviene veicolo di episodi violenti verso le donne.
Le associazioni femministe si sono costituite parte civile per dare un segnale forte contro queste situazioni di disagio diffuso, anche la regione dovrebbe intervenire e avrebbe potuto farlo il comitato per il Terzo Mondo. La regione può fare un gesto politico assumendo una posizione forte contro questo problema, perché nei prossimi anni sarà ancora più pressante, io credo che le società multirazziali non siano ineluttabili, anzi bisogna difendere le identità culturali e comportamentali perché c'è un rifiuto da parte degli extra-comunitari di accettare le regole della nostra comunità.
Io non ho mai colto grande sensibilità nel Consiglio su questi problemi e se non assumesse ora una posizione sarebbe molto grave, perché ci sono associazioni che guadagnano miliardi di contributi e speculano sulla questione degli extra-comunitari.
PresidenteLa parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) L'obiettivo della mozione non sollecita un'iniziativa a tutela della donna ma contro gli extra-comunitari. Se la violenza fosse stata fatta da valdostani questa mozione non sarebbe stata presentata, quindi la mozione usa la donna per sparare contro gli extra-comunitari altrimenti la Regione si dovrebbe costituire parte civile in tutti i processi per violenze a donne a prescindere da chi ne è l'autore.
PresidenteLa parola al Consigliere Monami.
Monami (GV-PDS-SV)Io chiedo al Consiglio di non lasciarsi strumentalizzare da questo volgare atteggiamento e ritengo che il senso critico e il buon gusto del Consiglio non accetterà questa provocazione.
Presidente La parola al Presidente della Giunta.
Lanivi (GM) La mozione ripropone alcuni problemi per la coscienza di ognuno di noi. Sentendo le parole del Consigliere Gremmo mi sono venute in mente le parole del Padre Nostro, che credo sia un'invocazione universale. L'atteggiamento deve essere di reciproca comprensione fra gli uomini proprio perché siamo riconducibili ad un unico padre, i problemi che ci sono oggi si sono già verificati in Europa, oppure la cultura europea così come è oggi è nata anche grazie alla fusione fra culture diverse. La situazione attuale enfatizza certi processi e la rapidità dei fenomeni è molto grande, quindi l'Europa dovrà confrontarsi con persone provenienti sia dall'Africa sia dall'Est Europa.
Il problema è come rapportarsi con queste comunità che da una parte hanno la legittima volontà di difendere la propria cultura, d'altra parte devono rispettare la radice della cultura europea, quella migliore, quella fondata sulla tolleranza e sul rispetto degli altri. Sicuramente ci saranno dei passaggi complessi ma sappiamo che sta all'intelligenza europea trovare delle soluzioni né violente né con barriere inutili. Per quanto riguarda i riferimenti con la cultura valdostana io starei molto attento, perché il razzismo non è valore della cultura valdostana, l'etnia valdostana è frutto faticoso della capacità di integrare gli altri.
Ma c'è un altro problema che ci deve far meditare ed è quello della criminalità che non ha solo caratteristiche di colore ma ha anche altre origini; sono già stati presi provvedimenti ma non sono riferiti in modo specifico a fenomeni extra-comunitari. Nello specifico non è possibile che la Regione possa costituirsi parte civile, quindi questa mozione è improponibile; sarà mia cura comunque prendere tutte le misure per espellere dal territorio nazionale gli aggressori qualora vengano giudicati colpevoli, ma queste misure le prenderei nei confronti di chiunque.
PresidenteLa parola al Consigliere Gremmo.
Gremmo (LAP) Non dubitavo che per il Consigliere Monami fosse volgare voler difendere le donne valdostane, tra l'altro volgare vuol dire popolare e il popolo ha una saggezza indubitabilmente più alta dei politicanti dei partiti, quindi la sostanza è che lei, donna, non ha ritenuto opportuno dare la propria solidarietà ad una donna. Poi non è il punto, e rispondo a Riccarand, se fossero o no valdostani, se l'avessero fatto degli altri io avrei presentato lo stesso la mozione.
Non è vero che la mozione non sia presentabile: il Comune di Roma regolarmente interviene nei processi su violenze sulle donne. Per ribattere al Presidente Lanivi, devo dire che io non ho mai parlato di etnia valdostana, io ho detto che oggi l'Europa è oggetto di un'invasione che è diversa da quelle del passato perché quando arrivavano i saraceni era facile far loro la guerra, oggi la situazione è diversa perché in una società l'inserimento di presenze - e lo dico per Baiocco - sottoproletarie determina delle tensioni sociali pericolose ed emerge la criminalità che arresta il processo di integrazione che faticosamente si forma.
Mio nonno fu presidente della Camera di Commercio di Aosta nel '21-'22 e scrisse una serie di articoli sul pericolo per la Valle di un'immigrazione di lavoratori da altre regioni dicendo che gli industriali volevano spaccare l'unità dei lavoratori valdostani inserendo dei lavoratori immigrati. Queste affermazioni si possono adattare all'oggi perché per il capitale mondialista è utile spaccare i rapporti culturali inserendo delle masse diverse per far perdere l'identità agli autoctoni. Si distrugge l'identità dell'immigrato che perde la sua di partenza e si distrugge l'identità della società di accoglienza, questo per creare la società multirazziale, basta guardare i telefilm americani per vedere che sono tutti omologati, bevono tutti coca-cola - che a me non piace - e fanno una vita grama preda della criminalità perché non hanno radici.
Noi siamo per la tolleranza e il rispetto ma proprio perché nella cultura europea la tolleranza non si può esercitare solo da una parte, collega Monami, il primo rispetto è quello per chi ospita, io quando entro in casa d'altri chiedo permesso e non mi stravacco per poi farmi buttare fuori a pedate. Io non vedo un approccio intelligente ad un fenomeno che diventerà sempre più esteso: io voglio cambiare la legge Martelli e impedire la presenza di perso-ne che non abbiano certe caratteristiche, oggi sono le autorità che hanno atteggiamenti razzisti, gli albanesi non li ho imbarcati io.
Nella Bibbia il Signore che è un pluralista, ha infatti diviso le tre famiglie di Sem, Cam e Yafet, perché è bello che ci siano delle differenze. Io trovo ridicolo che delle delegazioni della Valle d'Aosta vadano in Senegal a dire:" Siamo fratelli perché parliamo francese". La colonizzazione europea ha imposto la lingua con la violenza e si deve sperare che l'Africa si affranchi. La stessa cosa deve avvenire qua: noi non possiamo accettare delle omologazioni che posson passare perché si fa finta di niente di fronte ad un fenomeno talmente vasto che va a scompaginare i rapporti sociali del nostro Paese.
Bisogna rispettare le altre culture, infatti il Corano ha dei grossi pregi perché dice di tagliare la mano ai ladri quindi ci sarebbero degli esponenti del PDS e di altri partiti che girerebbero senza una mano, - del PDS non del nostro Consiglio -, ma il Corano è rapportato ad una cultura specifica in cui la donna è un oggetto, qui la donna non è un oggetto.
Si dà atto che dalle ore 11.26 presiede il Vicepresidente Stévenin.
PresidenteLa parola al Presidente della Giunta.
Lanivi (GM)Solo per dire che tra il Padre Nostro e Sem, Cam e Yafet c'è di mezzo la vicenda di Cristo.
Presidente Passiamo alla votazione.
Esito della votazione
Presenti: 19
Votanti: 16
Favorevoli 1
Astenuti: 3 (Lanièce, Pascale e Stévenin).
Il Consiglio non approva.
