Objet du Conseil n. 4223 du 16 février 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4223/IX Interventi per assicurare il miglioramento della qualità dell'aria e la tutela della popolazione contro l'inquinamento atmosferico. (Approvazione di mozione)
Mozione Ricordato che con Decreto 12 novembre 1992, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 novembre 1992, il Ministro dell'Ambiente ha indicato alle competenti autorità criteri ed elementi di orientamento al fine di assicurare il miglioramento della qualità dell'aria e la tutela sanitaria della popolazione contro l'inquinamento atmosferico;
Rilevato che il Decreto, oltre ad individuare le zone metropolitane che sono obbligatoriamente incluse nel campo di applicazione del Decreto, affida alle Regioni il compito di individuare ulteriori zone esposte al rischio di inquinamento atmosferico e da sottoporre ad attento controllo e dà facoltà ai singoli comuni di decidere autonomamente l'inserimento nel campo di applicazione del Decreto;
Sottolineato che la città di Aosta, per l'intensità del traffico locale e di transito e per le esigenze di un intenso funzionamento degli impianti di riscaldamento rientra fra le zone a rischio e deve essere dotata di una adeguata rete per controllare, prevenire ed eliminare l'inquinamento atmosferico;
Evidenziato, inoltre, che la Regione Valle d'Aosta non si è ancora dotata di un Piano regionale di risanamento dell'aria previsto dalla normativa statale da ormai molti anni;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
impegna
la Giunta regionale ad assumere gli opportuni provvedimenti:
1) per elaborare ed approvare un Piano regionale di risanamento dell'aria;
2) per inserire la città di Aosta nel campo di applicazione del Decreto antismog;
3) per completare e rendere funzionante la rete di rilevamento dell'inquinamento atmosferico;
4) per rendere costantemente informata la popolazione della qualità dell'aria che quotidianamente si respira.
F.to: Riccarand.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) La Regione Valle d'Aosta ed i comuni della Valle d'Aosta sono finora rimasti al di fuori delle zone di controllo istituite in diversi punti del territorio italiano per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico.
Noi non siamo stati inclusi nelle zone A e B della legge 615 del 13 luglio 1966, che è la prima legge organica in materia di provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico, così come - per venire al caso più recente - non siamo stati inclusi nel campo di applicazione del decreto antismog che è del novembre 1992.
In assenza di una previsione specifica di zone di controllo dell'inquinamento atmosferico, ci sono state, attraverso un processo durato diversi decenni, delle conseguenze negative rispetto alla qualità dell'aria che si respira nella nostra Regione.
Noi siamo ancora oggi senza un adeguato e continuo controllo della qualità dell'aria e della presenza di inquinamenti atmosferici ed abbiamo avuto una situazione sicuramente di peggioramento della qualità dell'aria, dovuta in particolare a due fattori.
Il primo è la diffusione che si è avuta in questi ultimi anni di un sempre maggior numero di impianti di riscaldamento funzionanti ad olio combustibile fluido; cioè, mentre l'uso della nafta è ormai vietato in tutte le grandi città italiane (zone A e B), noi, attraverso un uso scriteriato dell'esenzione fiscale su questo prodotto, abbiamo incentivato oggettivamente il passaggio da impianti di riscaldamento a gasolio ad impianti di riscaldamento a combustibile fluido; questo processo è ancora in corso, nonostante tutto quello che è già stato detto più volte in Consiglio regionale e che fra l'altro sta rallentando e provocando difficoltà allo stesso processo di metanizzazione, perché c'è una convenienza economica ad usare un prodotto come l'olio combustibile fluido, che è dato in esenzione fiscale. Questo fenomeno, che è stato sostanzialmente incontrollato, anzi oggettivamente favorito dalla pubblica amministrazione, è una delle cause del grave peggioramento della situazione atmosferica ad Aosta, ma anche a Courmayeur, Valtournenche..., cioè nei più grossi agglomerati urbani.
L'altro fattore che ha determinato il peggioramento della qualità dell'aria è il traffico sempre più intenso, traffico locale e traffico internazionale.
Nel traffico locale incide pesantemente il fatto che noi, con l'esenzione sulla benzina, cioè con il poter acquistare prodotti in esenzione fiscale, favoriamo un maggior uso del mezzo privato, per cui c'è un maggior traffico rispetto ad altre realtà ed abbiamo quindi dei livelli di inquinamento che, in proporzione alle nostre dimensioni, sono maggiori che altrove.
A ciò va poi aggiunto l'inquinamento derivante dal traffico internazionale di passaggio e turistico, ma soprattutto dal traffico internazionale di merci, cioè dai 2500 Tir che mediamente passano attraverso la nostra Regione e la città di Aosta.
In questa situazione è mancata complessivamente un'iniziativa organica da parte dell'Amministrazione regionale, tesa all'autotutela e quindi alla creazione di meccanismi di controllo reale della situazione, di prevenzione, di risanamento della qualità dell'aria.
A dire il vero, alcuni comuni della nostra Regione si sono mossi con maggiore sensibilità della stessa Amministrazione regionale. Ho visto, ad esempio, una deliberazione del Consiglio comunale di Valtournenche del 17 luglio 1992 con la quale lo stesso Comune chiede autonomamente direttamente al Ministero della sanità, come previsto dalla legge, di essere inserito nelle zone B della legge 615 del 1966, cioè nelle zone in cui ci sono limiti di controllo più severi.
Ora, io credo che sia necessario assumere iniziative molto concrete e forti, che invertano profondamente la tendenza degli anni passati
Le proposte contenute nella mozione sono sostanzialmente quattro: completamento della rete di rilevamento dell'inquinamento atmosferico, che non solo non è ancora funzionante, ma, ribadendo critiche già fatte in passato, devo anche dire che è stata mal concepita, perché non è in grado, così come è strutturata, a permettere un adeguato rilevamento della qualità dell'aria.
Faccio un solo esempio. Ad Aosta è prevista una sola stazione fissa, quando tutti i decreti e le normative italiane per il rilevamento della qualità dell'aria d'un centro urbano prevedono più stazioni, ovviamente per poter confrontare i dati e per averne su un territorio più esteso del Comune.
In ogni caso, neanche questa rete di rilevamento è ancora pienamente in funzione, come è già stato più volte sollevato in Consiglio. La rete è costata quattro miliardi, la legge esiste da quattro anni, ma ancora oggi gli unici dati che abbiamo sono praticamente quelli di una stazione mobile che si sposta un po' di qua e di là, fa una campagna ad Aosta, poi si sposta a Morgex o a Courmayeur, con risultati che sono quelli che sono e che non sono assolutamente sufficienti per pianificare un intervento organico.
Abbiamo una carenza di informazioni alla popolazione sulla situazione reale. I dati che vengono forniti sono molto scarni ed inadeguati. Del resto la rete di rilevamento è inadeguata. Non abbiamo un piano regionale di risanamento dell'aria, che pure è richiesto da una legge che credo sia del 1983, quindi risale a dieci anni fa. Diciamo, quindi, che c'è da completare e migliorare un sistema di rilevamento e di informazione sulla qualità dell'aria ad Aosta, ma anche negli altri centri maggiormente a rischio della nostra Regione.
Ritengo, poi, che ci sia la necessità di includere alcuni comuni all'interno del decreto antismog del novembre 1992 del Ministero dell'ambiente, che ha riorganizzato un po' tutto il sistema di controllo dell'inquinamento dell'aria, ha previsto tutta una disciplina abbastanza elastica, non complessa, ma abbastanza efficace per tenere sotto controllo la situazione e per intervenire quando si creano determinate situazioni di allarme e di pericolo.
Il primo Comune che noi chiediamo sia inserito nel campo di applicazione del decreto antismog è il Comune di Aosta, cioè quello più esposto ai rischi, però anche i comuni di Valtournenche e Courmayeur dovrebbero essere inseriti al più presto, attrezzandoli con delle stazioni di rilevamento abbastanza semplici per poter rilevare i dati sull'inquinamento e per poter intervenire.
Faccio presente che il decreto antismog individua direttamente alcune realtà metropolitane ed altre in città che sono obbligatoriamente soggette all'applicazione del decreto e lascia poi alle Regioni ed ai comuni di inserirsi all'interno del campo di applicazione della normativa.
Io credo, quindi, che questo problema debba essere affrontato e risolto, anche perché, come sicuramente i consiglieri e la Giunta sanno, è stato discusso ed è ancora in discussione al Consiglio comunale di Aosta, che ha deciso di dedicare a questo argomento un'apposita adunanza il 24 febbraio, cioè nella prossima settimana, ma io credo che anche la Regione debba svolgere la sua funzione di stimolo e di indirizzo e da ciò discende appunto la mozione ed i punti che ho cercato di illustrare.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore dell'ambiente, territorio e trasporti, Nicco.
Nicco (Ass. tec.) Se la mozione intende essere un'esortazione alla Giunta a proseguire un lavoro già intrapreso, deve essere senz'altro accolta.
Si invita la Giunta ad assumere provvedimenti su quattro punti specifici, il primo dei quali concerne l'elaborazione di un piano regionale di risanamento dell'aria.
Effettivamente, è da molti anni che ci sono le indicazioni per procedere in questa direzione, almeno a partire dal ricordato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo 1983, che all'articolo 3 recita testualmente: "Le Regioni controllano il rispetto dei limiti di cui all'allegato 1 e, ove le concentrazioni superino o rischino di superare i predetti limiti, provvedono a predisporre appositi piani di risanamento".
Probabilmente già allora si pensava che ci sarebbe stato qualche problema nel realizzarli, dato che si dava poi un lasso di tempo di dieci anni entro cui tali piani avrebbero dovuto essere realizzati.
C'è stato poi il decreto 20 maggio 1991, con il quale i Ministri dell'ambiente e della sanità hanno congiuntamente stabilito i criteri tecnici per l'elaborazione di questi piani regionali di risanamento e di tutela della qualità dell'aria, criteri molto precisi, che indicano modalità di censimento, stima, elaborazione di un inventario delle emissioni...
Come Assessorato, avendo la competenza del monitoraggio ambientale, fin dallo scorso ottobre abbiamo avviato dei contatti con il Politecnico di Milano al fine di poter dotare l'Amministrazione di un modello informatizzato di controllo e di gestione delle emissioni, da aggiornare poi in modo autonomo.
E' stata predisposta una bozza di deliberazione, finalizzata a dotare l'Amministrazione regionale di questi dati di base ed incaricare poi i competenti Servizi dei due assessorati, ambiente e sanità, per definire entro sei mesi un primo piano di risanamento della qualità dell'aria. Credo che verrà approvata in una delle prossime riunioni della Giunta.
Anche qui, come ho già detto per altre situazioni, quando di un problema si devono occupare troppi settori o troppi assessorati, a volte si perde più tempo di quanto ne occorrerebbe se invece si potesse operare con un'unica e coordinata direzione attorno ad un certo problema.
Inserire la città di Aosta nel campo di applicazione del decreto antismog. In effetti il cosiddetto decreto antismog del 12 novembre 1992 detta una serie di criteri generali per la prevenzione dell'inquinamento nelle aree urbane. Per quanto ci riguarda, in merito abbiamo cercato subito un confronto con il Comune di Aosta, tant'è che il 15 dicembre abbiamo ufficialmente chiesto al Sindaco di promuovere di comune accordo l'inserimento del territorio della città capoluogo fra le zone particolarmente esposte a rischio, perché in effetti c'erano e ci sono dei dati che sono preoccupanti da questo punto di vista. Possiamo metterli a disposizione se sono ritenuti utili per il dibattito. Su questo punto stiamo aspettando le determinazioni del Consiglio comunale di Aosta, che si riunirà appunto per stabilire se è d'accordo a proseguire in questa direzione o meno. Comunque noi abbiamo dato un'indicazione in tal senso.
Per quanto riguarda poi la rete di rilevamento dell'inquinamento atmosferico, di recente abbiamo fatto il punto in questo Consiglio. Avevo detto che ci rimaneva da risolvere il problema del servizio di assistenza tecnica, sul quale avevamo avuto dei preventivi che non erano propriamente quelli che ci saremmo aspettati. Perciò abbiamo pensato di procedere intanto ad un servizio provvisorio di assistenza tecnica, in attesa del collaudo finale della struttura che è stata realizzata. La Giunta regionale, in data 29 gennaio, ha per l'appunto approvato questo contratto di servizio provvisorio di assistenza tecnica. Il Servizio competente assicura che dal mese di maggio la rete entrerà in funzione, salvo le due stazioni di Ayas e di Donnas che devono ancora essere allacciate alla rete dell'Enel.
Rimane un problema di cui abbiamo già discusso qualche volta, cioè quello del personale che deve essere stabilmente addetto al funzionamento di questa rete. Come è noto e come ripeto, si è istituito un Servizio a cui poi non è stato assegnato personale. Con estrema difficoltà siamo riusciti a mettere assieme, a raffazzonare il personale necessario in questa fase, ma ciò non toglie che nel medio-lungo periodo occorrerà ritornare su tale questione.
Infine, per quanto riguarda l'informazione alla popolazione circa la qualità dell'aria, ricordo che è stata assunta un'iniziativa congiunta dagli assessorati dell'ambiente e della sanità e dall'USL con la quale credo che si sia ottenuto un primo significativo risultato, nel senso che ogni mercoledì tanto il telegiornale pomeridiano quanto quello serale della terza rete dedicano uno spazio di tre minuti per rendere noti i dati della settimana e per approfondire gli aspetti relativi al funzionamento della rete e alla conoscenza degli agenti inquinanti.
Pertanto, se questi quattro punti vogliono essere un'esortazione alla Giunta a proseguire in questa direzione, penso che la mozione possa essere accolta.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) Je partage les considérations qui ont été faites à propos de l'intérêt qu'il faut porter pour achever les travaux concernant le réseau régional qui doit donner, par la suite, un aperçu de la pollution dans notre Région. Comme je partage les autres considérations qui ont été faites et les invitations qui sont concentrées dans cette résolution. L'unique point que je me permets de souligner et sur lequel il faudrait avoir, au préalable, au moins certaines considérations de la Commune est le deuxième: "Per inserire la città di Aosta nel campo di applicazione del decreto antismog".
Puisqu'il y aura, si j'ai bien compris, un débat qui concerne ce thème au niveau de la Commune, je ne sais pas si l'Assesseur veut attendre - et je demande la même chose au Conseiller Riccarand - le résultat de ce débat avant de prendre une décision dans ce sens au sein du Conseil régional. C'est une proposition que je fais au Conseil et à l'Assesseur compétent. Je répète que je partage et que j'apprécie toute une série de considérations sur les systèmes à adopter et sur l'exigence, au-delà du fait que la ville d'Aoste soit insérée ou non dans les villes concernées par le "decreto" 12 novembre 1992, de les adopter.
J'ai lu ce décret qui présente toute une série de considérations. Dans une première partie, il présente une série de réglementations presque infinies. Il reprend même "il codice della strada" qui devra être revu. Il donne une série d'éléments d'évaluation aux articles 3 et 4, "campo di applicazione", pour les résolutions qui doivent être adoptées, "determinazione delle zone urbane particolarmente vulnerabili", à l'article 4.
Si je n'ai pas mal compris, les buts de cet arrêté sont insérés à l'article 1: "Scopo del presente decreto è quello di fornire, a fronte di episodi acuti di inquinamento atmosferico, alle autorità competenti, criteri generali e elementi di orientamento al fine di assicurare la tutela sanitaria della popolazione e il miglioramento della qualità ". J'espère que le thème concernant la question du choix sera supporté par des éléments concrets par la ville d'Aoste. Le choix d'insérer ou non la ville d'Aoste dans un certain système devrait être fait d'après une série de considérations et de données dont je viens de connaître une partie. Ces données seront fournies par l'Assessorat compétent. Je ne sais pas s'il y a d'autres analyses qui ont été faites par la Commune et qui pourront permettre une série de réflexions pour arriver à la décision: Aoste oui ou Aoste non dans ce système. Ceci n'empêche qu'il y ait l'exigence de prendre en considération le problème de la pollution de l'air et surtout la question du chauffage. Au-delà de la circulation des voitures, le problème des chauffages est un des problèmes les plus délicats et les plus polluants. Là, il faut vraiment arriver à une décision sérieuse, qui soit surtout réglementée et adoptée.
Je me permets, alors, de demander si c'est le cas de voter aujourd'hui sur ce point ou bien s'il ne vaut pas mieux donner l'opportunité à la Commune de faire au préalable son débat et après, par la suite, si la décision est positive on va insérer la ville d'Aoste dans ce plan, sinon on pourra réfléchir et faire d'autres considérations. Mais j'estime que le choix doit être adopté avant tout par la Commune et, par conséquent, je demanderais aux proposants si on peut, et si l'Assesseur est d'accord, voter les autres trois points et attendre pour ce qui est du point deux les considérations qui seront faites par la Commune d'Aoste.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA)Beh, non desidero certo che la Regione assuma una decisione in contrasto con la volontà del Comune di Aosta, anche se il decreto le dà questa possibilità. Ritengo opportuno, invece, che questa scelta maturi all'interno del Consiglio comunale.
Pertanto, se questo è il problema, noi proporremmo di sostituire la formulazione del punto due: "Per inserire la città di Aosta nel campo di applicazione del Decreto antismog", con la seguente: "Per inserire, in accordo con il Comune, la città di Aosta nel campo di applicazione del Decreto antismog". Così, da una parte si esprime la volontà del Consiglio regionale, ma dall'altra si dice anche che tale volontà si dovrà esplicare in accordo con il Comune e quindi si conviene che la scelta dovrà maturare all'interno del Comune.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore dell'ambiente, territorio e trasporti, Nicco.
Nicco (Ass. tec.) Mi sembra che le osservazioni del Consigliere Rollandin siano più che pertinenti. Purtroppo abbiamo già una serie di dati negativi. Quelli rilevati dal 30 novembre 1982 al 14 febbraio 1993, relativi alle polveri, sono quasi tutti i giorni superiori ai valori entro i quali dovrebbero essere. Così pure per il monossido di carbonio.
Al di là di questo, nella sostanza sono perfettamente d'accordo e proporrei, invece, di formulare ancora diversamente il punto due, in modo forse più rispettoso della decisione del Consiglio comunale di Aosta, che potrebbe recitare così: "Per valutare, con la città di Aosta, la possibilità di inserire il territorio nel campo di applicazione del decreto antismog".
Presidente Do lettura dell'emendamento proposto dall'Assessore all'ambiente, territorio e trasporti, Nicco, al punto due della parte deliberativa della mozione.
Emendamento Il punto 2) della parte deliberativa della mozione viene così modificato:
"2) per valutare, con la città di Aosta, la possibilità di inserire il territorio nel campo di applicazione del decreto antismog".
Se non ci sono obiezioni, lo do per acquisito e già integrato nella mozione, che ora leggo nel testo emendato.
Mozione Ricordato che con Decreto 12 novembre 1992, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 novembre 1992, il Ministro dell'Ambiente ha indicato alle competenti autorità criteri ed elementi di orientamento al fine di assicurare il miglioramento della qualità dell'aria e la tutela sanitaria della popolazione contro l'inquinamento atmosferico;
Rilevato che il Decreto, oltre ad individuare le zone metropolitane che sono obbligatoriamente incluse nel campo di applicazione del Decreto, affida alle Regioni il compito di individuare ulteriori zone esposte al rischio di inquinamento atmosferico e da sottoporre ad attento controllo e dà facoltà ai singoli comuni di decidere autonomamente l'inserimento nel campo di applicazione del Decreto;
Sottolineato che la città di Aosta, per l'intensità del traffico locale e di transito e per le esigenze di un intenso funzionamento degli impianti di riscaldamento rientra fra le zone a rischio e deve essere dotata di una adeguata rete per controllare, prevenire ed eliminare l'inquinamento atmosferico;
Evidenziato, inoltre, che la Regione Valle d'Aosta non si è ancora dotata di un Piano regionale di risanamento dell'aria previsto dalla normativa statale da ormai molti anni;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
impegna
la Giunta regionale ad assumere gli opportuni provvedimenti:
1) per elaborare ed approvare un Piano regionale di risanamento dell'aria;
2) per valutare, con la città di Aosta, la possibilità di inserire il territorio nel campo di applicazione del Decreto antismog;
3) per completare e rendere funzionante la rete di rilevamento dell'inquinamento atmosferico;
4) per rendere costantemente informata la popolazione della qualità dell'aria che quotidianamente si respira.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione emendata testé letta.
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 21
Il Consiglio approva all'unanimità
Presidente Il Consigliere Beneforti ha chiesto per mozione d'ordine; ne ha facoltà.
Beneforti (DC)Chiederei di discutere la mozione sulla Cogne.
(...Interruzione...)
Abbia pazienza! Non farò alcuna relazione, anche perché credo che la mozione sia già abbastanza chiara, tanto nelle premesse quanto nella parte deliberativa...
Se la Giunta intende accettare la mozione, non faccio alcuna relazione né all'inizio né alla fine.
PresidenteIl problema è che prima c'è il punto 54...
Beneforti (DC)Poiché la questione della Cogne è importante ed urgente, chiedo che si possa...
(...Interruzione...)
Noi siamo stati qui fino ad ora anche per cercare di mantenere il numero legale e se ora chiediamo l'inversione dell'ordine del giorno su un problema abbastanza...
Presidente Poiché mi sembra di aver colto una certa disponibilità da parte del Consiglio, credo che si possa anticipare la discussione del punto 55.
