Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 4078 du 7 janvier 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4078/IX Confronto fra l'ipotesi di una unica sede ospedaliera attraverso l'ampliamento dell'attuale struttura ospedaliera di viale Ginevra e l'ipotesi di una sede completamente nuova - articolo 1 - legge regionale n. 51 del 5 settembre 1991.

Bich (Presidente) Per illustrare le motivazioni che hanno richiesto la convocazione straordinaria per l'argomento posto all'ordine del giorno, pregherei uno dei consiglieri che hanno sottoscritto la richiesta, di argomentare ed illustrare la posizione.

La parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC)Devo dire con franchezza che mi aspettavo - la prassi so che è questa - che su un problema del genere e per il tempo che è trascorso, da parte della Giunta regionale, fossero date non dico una relazione, ma alcune indicazioni in premessa del mio intervento e degli interventi dei colleghi che dopo di me certamente interverranno.

Questa richiesta di convocazione del Consiglio straordinario è stata avanzata per i ritardi con cui, da parte della Giunta regionale, non si è riferito al Consiglio regionale in merito allo studio di fattibilità del nuovo ospedale regionale.

Se da parte della Giunta non si è ritenuto di esprimere alcune indicazioni, seguiremo la prassi normale e sentiremo successivamente qual'è la presa di posizione della Giunta regionale su questo argomento che è un aspetto importante della politica sanitaria nella nostra regione.

Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale n.51 del 5 settembre 1991 aveva previsto il confronto che oggi si svolge in questa sede. Quando fu approvata la legge 51, io ricordo, che è la legge che prevedeva il finanziamento dello studio di fattibilità per un nuovo ospedale, l'allora maggioranza non ebbe niente in contrario a ritornare in questo Consiglio per effettuare un confronto fra la ristrutturazione ed ampliamento dell'esistente e lo studio di fattibilità del nuovo ospedale.

L'allora minoranza chiese che fosse il Consiglio e non la Giunta a decidere la scelta e allora noi accettammo quell'emendamento al disegno di legge perché si discutesse in questa sede il confronto e la strada da seguire fra le due ipotesi che avevamo.

L'applicazione e la ristrutturazione dell'esistente ospedale di via Ginevra fu decisa dalla Giunta regionale con delibera n.875 del 26 gennaio 1990. Quella deliberazione, quel provvedimento, fu preso allora - almeno questo è quanto si è potuto constatare - senza un confronto con l'Unità sanitaria locale, senza un confronto con le organizzazioni sindacali mediche e non mediche, senza un preventivo confronto col Comune di Aosta e quindi anche le autonomie locali, senza un confronto in Consiglio regionale e soprattutto in Consiglio regionale non è mai avvenuto un confronto sulla proposta di ristrutturazione o ampliamento dell'ospedale.

Un'opera così importante come quella della ristrutturazione ed ampliamento veniva approvata senza la ricerca, quindi di nessun consenso da parte delle parti interessate, degli addetti ai lavori, nonostante la spesa che questo provvedimento comportava e che doveva poi anche essere inviato al centro per poter avere i finanziamenti previsti dall'edilizia sanitaria messi a disposizione dal Ministero della sanità.

Questo modo di comportarsi di allora, io credo che ci fosse l'intenzione di ripeterlo da parte dell'attuale Giunta che forse, dimenticando le pretese precedenti, intendeva decidere unitariamente come è abitudine fare - e ha fatto in più circostanze - in questi 7 mesi di vita amministrativa della nostra regione.

Quindi siamo stati costretti a presentare la richiesta di convocazione straordinaria per avere un confronto previsto dalla legge. Alle richieste avanzate in occasione di interpellanze, mozioni ed interrogazioni ed in particolare con una mozione ben precisa del gruppo della democrazia cristiana, si è sempre risposto con argomenti tendenti a rinviare ogni discussione sull'argomento.

Io non voglio polemizzare, come si dice che io cerchi di fare, ma devo dire che la politica del rinvio è all'ordine del giorno di questa Giunta regionale, di questa maggioranza.

Tutto, signori miei, ha un limite e deve certamente averlo.

Il rinvio in qualche occasione è stato giustificato dalla mancanza di un'intesa con l'Ordine Mauriziano, io ritengo che occorra sgombrare il campo da questo atteggiamento, io dico che questo riferimento al Mauriziano è un falso problema.

Occorre e occorreva fare questo confronto in questa sede, occorre decidere la strada che si intende seguire, occorre stabilire il ruolo che s'intende assegnare al Mauriziano nella nostra regione; se deve mantenere una presenza in Valle d'Aosta o meno.

Occorre avere idee chiare e precise e proposte precise con cui andare al confronto con il Mauriziano, perché se si fa l'ospedale nuovo tale decisione porta ad un certo tipo di confronto col Mauriziano, se si fa la ristrutturazione o l'ampliamento porta un altro tipo di confronto col Mauriziano.

E non è la stessa cosa. Non si può continuare ad andare a dire che è il Mauriziano che non dà risposta, che c'è una conflittualità col Mauriziano nel momento in cui al Mauriziano non sono state fatte proposte e non si potevano magari neanche fare oggi.

Oggi noi dobbiamo prima di tutto scegliere la strada che vogliamo portare avanti per risolvere il problema della ospedalità nella nostra regione.

Ripeto, una volta stabilito che c'è l'ospedale nuovo, si va dal Mauriziano e si fa il discorso dell'ospedale nuovo e si stabilisce cosa se ne fa del vecchio e del ruolo che deve mantenere il Mauriziano nella nostra regione.

Se si fa un discorso di ristrutturazione ed ampliamento è un altro il discorso.

Per cui qui bisogna decidere che cosa intendiamo portare avanti e non sempre sentirsi ribadire - e questo viene ripetuto anche in altre sedi - che bisogna prima di tutto risolvere il problema col Mauriziano.

Io ho avuto degli incontri col Mauriziano nei due anni che sono stato Assessore, li ho avuti con due Presidenti e mi è stato detto "fateci delle proposte, diteci cosa la Valle d'Aosta vuol fare, dopodiché si apre una trattativa, si apre un confronto e si arriva ad una decisione".

Io ho avuto l'impressione e si ha l'impressione che si voglia tener aperta una conflittualità col Mauriziano per rinviare ogni decisione chissà per che cosa; io ritengo che non abbia senso.

La conflittualità non ha senso, perché la conflittualità permanente non paga; non paga il Mauriziano, ma soprattutto non paga noi.

Non è neanche onesto mantenere da parte nostra uno stato di conflittualità nei confronti del Mauriziano dal momento in cui la situazione che si è creata l'abbiamo voluta come Regione Valle d'Aosta; noi abbiamo sottratto al Mauriziano la gestione dell'ospedale con la legge Mariotti a suo tempo e io sono stato allora, in sede sindacale, uno degli artefici nel togliere l'ospedale dalla gestione del Mauriziano.

Però non è questo che vuol dire mantenere uno stato di conflittualità permanente; occorre arrivare certamente ad affrontare e risolvere il problema nella maniera che riteniamo più utile ed opportuna per la nostra Regione.

E qui c'è da stabilire qual'è la linea che s'intende seguire col confronto di oggi, perché bisognerà uscire in qualche maniera da una scelta che deve essere certamente fatta.

Il discorso dell'ospedale nuovo è stato un punto del programma della Giunta precedente a questa, perché lo studio di fattibilità rientrava nel programma della Giunta Bondaz, di cui facevano parte anche forze politiche e movimenti che ora fanno parte di questa nuova maggioranza.

Anzi devo dire che ci sono delle forze politiche in questa maggioranza che nella precedente sono stati i più ardenti sostenitori di uno studio di fattibilità per l'ospedale nuovo.

Quindi credo che da parte del PDS, per andare verso un ospedale nuovo non ci siano problemi, come non penso che ci siano problemi per il movimento degli ADP per andare alla realizzazione di un ospedale nuovo. Credo che anche il Comune di Aosta, che in un primo tempo ha dato il suo consenso all'ospedale nuovo, oggi non possa rimangiarsi quello che ha sostenuto e detto in diversi ordini del giorno e delibere, in quanto da parte del Comune di Aosta c'era la volontà di realizzare un superparcheggio - così l'hanno chiamato - nella zona adiacente l'attuale presidio sanitario di viale Ginevra.

Per cui non si comprende come oggi, nonostante il progetto di fattibilità sia stato presentato entro il mese di settembre com'era previsto, all'Assessorato alla sanità e quindi all'Amministrazione regionale, un'Assessore dell'area del PDS non abbia ritenuto opportuno riportare in questo Consiglio, il problema per il confronto che era previsto da una legge.

(...Interruzione fuori microfono...)

Ci sono volute 12 firme, amico Bajocco, per poterci confrontare. Ci arrivavo ugualmente, tant'è vero che non vi siete premurati - lo dicevo all'inizio - e me l'aspettavo, caro Assessore Cout, una relazione introduttiva da parte della Giunta, dato che ci eravate arrivati.

Allora sentiremo qual'è la relazione della Giunta, perché se ci arrivava ugualmente vuol dire che avete affrontato il problema, vi siete confrontati in Giunta e nella maggioranza e direte in questo Consiglio qual'è la linea che intenderete seguire, io credo.

A fine di questo dibattito un provvedimento, una risoluzione certamente dovrà essere presa, perché si rende urgente ed indispensabile.

Non per fare della retorica, per risalire ai tempi antichi, perché cerco di andare anche svelto nel concludere questa breve illustrazione per poter sentire qual'è il pensiero e il parere della Giunta e della maggioranza, dicevo però che il progetto di ristrutturazione e ampliamento dell'ospedale regionale previsto dalla famosa delibera 875, a quel momento - per poter fare il confronto occorre anche ricostruire un momentino di storia degli aspetti che hanno contraddistinto questa problematica - a cose fatte divenne patrimonio, perché come ho detto prima non ci fu confronto come c'è oggi sulle due ipotesi.

A cose fatte il Comune di Aosta che, anche se non aveva la volontà vera e propria di realizzare la ristrutturazione e l'ampliamento, voleva l'ospedale nuovo, prese una deliberazione, un ordine del giorno - che furono presentati e che ho qui, ma non vi sto a leggere - in cui si prendeva atto della ristrutturazione e ampliamento e, da parte del Comune di Aosta, si raccomandava soltanto il discorso del parcheggio.

Sembra che per il Comune di Aosta il problema più fondamentale sia sempre stato quello del parcheggio.

Ci furono anche, allora, i medici ospedalieri aderenti all'ANPO, la CIMO, l'ANAO e CGIL-Medici che espressero un loro parere il quale si racchiudeva in questi termini: "In relazione al punto 5 ritiene prioritario l'accorpamento dell'attuale presidio ospedaliero in un'unica struttura con un unico accesso centralizzato mediante ampliamento dell'attuale sede di viale Ginevra con ristrutturazione totale o parziale, o manutenzione straordinaria delle strutture ivi esistenti".

Ci fu anche allora, il Collegio dei primari che in data 9 aprile 1990 si espresse "La prevista costruzione di un nuovo edificio ospedaliero adiacente all'attuale costituisce indubbiamente una grande possibilità di crescita per la sanità regionale. Il Collegio concorda pienamente con la scelta di riunire in area adiacente i due complessi ospedalieri; soluzioni alternative che prevedono la separazione spaziale anche modesta tra i diversi complessi sarebbe di gran lunga meno funzionale.".

Il programma poi previsto dalla ristrutturazione e ampliamento e quindi la delibera 875 del 26 gennaio 1990, fu inviata definitivamente a Roma con i relativi progetti di fattibilità per l'approvazione ad ottenere i finanziamenti previsti dal Ministero della sanità. E la delibera fu fatta il 18 gennaio 1991 dalla Giunta di cui ero anche un rappresentante.

In data successiva, 3 agosto 1990, il CIPE assegnò la prima tranche di finanziamenti alla Valle d'Aosta con una deliberazione, che ho qui, che portava un importo per la Valle d'Aosta - la prima tranche di 3 anni - di 31.686 milioni.

(...Interruzione fuori microfono...)

Consigliere Rollandin mi lasci finire, poi lei avrà la possibilità di contestare e di brontolare, io sto rifacendo un po' di cronistoria per come si era arrivati e come è stata portata avanti la ristrutturazione e ampliamento in base alla delibera 875.

Poi dirò quello che devo dire sullo studio di fattibilità e poi il Consiglio trarrà le sue conclusioni.

Noi vogliamo puntualizzare una parte e l'altra perché si è sempre detto che ci deve essere un confronto, le due ipotesi devono essere messe a confronto. L'avete voluto voi, mi presentaste un emendamento da mettere nella legge, come ricordavo all'inizio, affinché si potesse arrivare a questo confronto.

Quindi per avere le idee chiare bisogna ricordarsi come si è fatta un'ipotesi e come è venuta fuori l'altra e senza risentimenti da parte di nessuno; io ho cercato di fare una cronistoria perché il materiale ce l'ho e quindi ho ricostruito le varie vicende.

Sia l'ampliamento e ristrutturazione che l'ospedale nuovo, prevedevano la realizzazione di 800 posti-letto all'ospedale regionale; con la delibera 875 si partiva da una realtà di posti-letto esistente nella nostra regione di 594 e si doveva arrivare agli 800 posti-letto previsti dagli standard nazionali.

Quindi si dovevano realizzare con la ristrutturazione ed ampliamento 206 posti-letto e gli stessi 800 posti-letto si sarebbero dovuti realizzare con il progetto di fattibilità del nuovo ospedale.

Questo era un aspetto di fondo, poi l'altro aspetto di fondo - è bene ricordarsi di quell'ipotesi - era la riunificazione e quindi l'accorpamento degli attuali 3 presidi, Beauregard, ex Maternità e Ospedale regionale.

Questo, tramite - come si dice nella delibera - la realizzazione di un nuovo corpo ospedaliero integrato con l'esistente presidio dell'ex Mauriziano.

La delibera 875, oltre all'ampliamento e alla ristrutturazione del presidio di via Ginevra, prevedeva anche altri obiettivi. Non si limitava certamente solo all'obiettivo del ricovero ospedaliero e della sanità vista come presidio ospedaliero, e questo obiettivo di realizzare posti-letto era anche per evitare la mobilità ospedaliera della popolazione verso ospedali fuori valle; prevedeva migliori condizioni di ricovero ai soggetti degenti nella struttura ospedaliera, con camere e posti adeguati, senza sovraffollamento come avviene attualmente.

Senza avere le situazioni, tanto per intenderci, che ci sono in alcune unità operative all'interno del presidio ospedaliero, di cui si parlerà più avanti, perché ritorneremo su questo argomento più avanti.

Si tentava con quella ristrutturazione e ampliamento di eliminare quelle carenze che esistevano ed anche oggi in certe unità operative sussistono e devono certamente essere eliminate.

S'intendeva inoltre dotare la struttura ospedaliera per l'assistenza a ciclo diurno, cioè l'istituzione di day-hospital, di dotare la struttura di spazi per l'attività libero-professionale dei medici dipendenti, di dotare la struttura ospedaliera di un reparto per detenuti degenti, infine di adeguare alle misure di sicurezza gli impianti per le strutture del presidio ospedaliero.

Il tutto doveva avvenire tramite un piano decennale degli interventi 1988-1996, partendo con un piano triennale 89-91.

Com'è noto, il piano triennale e decennale previsti dalla delibera 875, oltre all'adeguamento della struttura ospedaliera ed alle esigenze che ho elencato, che esistevano all'interno del presidio di via Ginevra, prevedeva altresì la realizzazione di un piano di R.S.A. (residenze sanitarie assistenziali) per anziani non autosufficienti, prevedeva il potenziamento dei presidi sanitari di base sul territorio, prevedeva il potenziamento del poliambulatorio di Donnaz, la definizione del poliambulatorio di Morgex, la realizzazione del poliambulatorio di Châtillon, che oggi è in via di ristrutturazione.

La riorganizzazione prevedeva altresì dei servizi d'igiene e prevenzione e di assistenza veterinaria di competenza dell'Unità sanitaria locale, con la realizzazione di un nuovo laboratorio di sanità pubblica.

Il tutto, com'è noto, con una spesa prevista nel decennio di 225 miliardi, di cui 130-135 per l'ampliamento e la ristrutturazione dell'ospedale di via Ginevra, 65-70 per gli altri progetti che ho ricordato, 25 miliardi per l'ammodernamento tecnologico, di cui 31.600 milioni previsti per il primo triennio come stanziato dal CIPE a favore della Valle d'Aosta. Questo è quanto prevedeva e prevede tuttora - perché non è stata modificata - la delibera 875 che prevedeva, fra l'altro, come dicevo, il piano di ristrutturazione e ampliamento del presidio di viale Ginevra.

Il confronto, quale scelta oggi ci induce fare? Stando al confronto ed alle considerazioni finali dello "Studio Quaranta" è fuori dubbio che la scelta ricade sull'ospedale del tutto nuovo.

Ci sono delle argomentazioni valide e abbiamo riconosciuto anche altre argomentazioni, forse enunciate con troppa semplicità, che dovranno essere maggiormente approfondite in modo particolare per quanto riguarda gli aspetti sanitari e dovranno essere approfondite ed esaminate con gli addetti ai lavori, in particolare coi tecnici preposti perché possano dare il loro contributo ad una scelta definitiva delle opzioni programmatiche che devono essere affrontate.

Le motivazioni e le argomentazioni a sostegno della tesi dell'ospedale nuovo sono - o possono essere - che si può realizzare una struttura completamente nuova con tutti i requisiti che deve avere un ospedale al centro dell'Europa come il nostro; e se volete di capoluogo di regione come il nostro.

In questa regione c'è un unico ospedale, quindi bisogna cercare di realizzare tutte le specialità possibili che sono realizzabili nel momento in cui si porta avanti il discorso dell'ospedale nuovo.

Una struttura del tutto nuova certamente ha aree a disposizione che raddoppiano le attuali, comprese quelle previste per l'ampliamento.

Se voi vedete il confronto che è stato riportato nella relazione, vi renderete conto che quelle aree che sono state individuate per la struttura nuova, sono aree che hanno una volumetria molto grande e ci è permesso di realizzare una struttura nuova al passo certamente coi tempi ed in base alle necessità che noi abbiamo.

È chiaro che una struttura nuova ci porta anche ad avere un'organizzazione più razionale della struttura ed anche un'organizzazione più razionale del personale che ci lavora ed una più equa distribuzione dei posti-letto per evitare l'attuale situazione che si sta vivendo all'interno dell'ospedale regionale. Quindi una migliore funzionalità e migliori coordinamenti all'interno della struttura.

In questo senso la relazione dello "Studio Quaranta" mette in evidenza tutti questi aspetti anche sul piano tecnico, però devo dire, come ho affermato, che sul piano tecnico, andando più avanti e andando ad approfondire tutti gli aspetti dello studio di fattibilità, si dovrà sentire il parere degli addetti ai lavori prima di decidere definitivamente la strutturazione interna del nuovo progetto.

L'altra possibilità che abbiamo è quella di scegliere, con la nuova struttura, la localizzazione del nuovo ospedale; lo "Studio Quaranta" prevede addirittura cinque possibilità, anche se a nostro parere la priorità è assegnata nel seguente ordine.

Se andiamo a vedere i progetti è chiaro che la migliore - poi se ne può discutere, siamo qui per confrontarci - da un primo esame, anche se sono sempre necessari approfondimenti, è quella di Saint-Christophe, poi viene Montfleury, la ex-Cogne, l'ex maternità ed infine Busseyaz.

Queste erano le cinque localizzazioni e secondo noi dovrebbero andare, per la scelta, in questo ordine.

Io devo dire anche che dobbiamo fare in modo, nell'individuare la localizzazione, che siano superate le contrapposizioni che ci possono essere fra centro e periferia e cercare di localizzare il nuovo ospedale, se questa sarà la scelta, in una localizzazione che sia la più utile possibile agli interessi della comunità valdostana, che sia localizzata in maniera da essere accettata ed avere il consenso maggiore possibile della collettività valdostana.

Anche se abbiamo fatto un'elencazione che poi va approfondita, non sto qui ad illustrare le motivazioni dei pregi e dei difetti che ha ogni area, dato che ognuno di noi, qui in Consiglio, credo che abbia letto la relazione che ci è stata presentata ed è stata allegata alla convocazione di questo Consiglio regionale.

Gli aspetti economici; dalla relazione "Quaranta" si deduce che l'insediamento previsto in una delle singole cinque località indicate costa meno dell'ampliamento. Infatti la spesa per la realizzazione del progetto di ampliamento e ristrutturazione, che è prevista in 135.160 milioni, se la dividiamo per i metri quadri di superficie che sono 58.250, dà un costo di 2,32 milioni al metro quadro.

Il 2,32 è un importo certamente superiore a quello previsto per le cinque localizzazioni, infatti Busseyaz è il 2,17, Saint-Christophe è il 2,17, Montfleury è il 2,19, l'ex maternità è il 2,22, la ex-Cogne è il 2,27.

Dobbiamo tener conto che con l'ospedale nuovo sono agevolati anche certi aspetti urbanistici che toccano in particolare gli accessi alla nuova struttura, il problema dei posteggi, i collegamenti con le statali e con l'autostrada, il collegamento anche con l'aeroporto in modo tale da poter fare il soccorso tramite gli elicotteri che noi abbiamo e cerchiamo di avere a disposizione nella nostra regione.

Queste argomentazioni io le ho volute citare qui, sia per quanto riguarda la ristrutturazione e l'ampliamento, sia per quanto riguarda lo studio di fattibilità dell'ospedale nuovo, perché si apra un confronto serio e concreto.

È chiaro, e lo ripeto per la terza volta, che per fare un confronto serio e concreto non si deve rimanere ognuno sulle proprie posizioni, ma si deve prima di tutto conoscere qual'è il parere della maggioranza e della Giunta regionale; in particolare ci sono aspetti che la Giunta regionale deve dire in questa sede perché è necessario conoscerli per poter anche vedere e prevedere le conseguenze che ci possono essere a seguito anche di mancato pronunciamento.

Innanzitutto occorre conoscere e sapere i tempi entro i quali il nuovo ospedale può essere realizzato ed i tempi della realizzazione del nuovo ospedale sono certamente legati al piano dei finanziamenti, per cui occorre conoscere, se questa è la strada, come la Giunta intende coprire la spesa che è necessaria per realizzare una struttura ospedaliera nuova.

Sono circa 200 miliardi solo la struttura; perché sono 176-180 miliardi, poi tutti gli altri imprevisti che sono anche indicati nella relazione dell'ing. Quaranta e sicuramente, senza le attrezzature ed apparecchiature, si va certamente intorno ai 200 miliardi.

Qui è necessario sapere come s'intendono coprire questi 200 miliardi di lire, alla luce dei finanziamenti statali che ci sono e sono previsti, eccetera, ma si deve sapere come si realizza questo obiettivo, perché i tempi sono importanti. Se si parla di 10 anni come si è parlato fino ad oggi e si sostiene che per realizzare l'ospedale nuovo i tempi sono 10 anni, sono certamente tempi lunghi.

Sappiamo, da informazioni assunte, che i tempi si restringono per la costruzione nella misura in cui ci sono pronti i finanziamenti; le società che possono appaltare lavori di questo tipo è chiaro che realizzano l'obiettivo nella misura in cui ci sono i finanziamenti a determinate scadenze, allora si impegnano a realizzare nei tempi più stretti.

Ma c'è anche un altro aspetto, perché se i tempi sono lunghi - 10 anni come qualcuno dice - occorre anche vedere come si sistema la situazione attuale in cui si trova l'ospedale regionale.

Non possiamo certamente pensare di aspettare l'ospedale nuovo nella situazione in cui ci troviamo oggi in certi servizi ed in certe unità operative dell'ospedale regionale.

Si è sempre detto anche in questo Consiglio quando si è discusso della problematica che, sia per quanto riguarda i tempi di realizzazione di ristrutturazione e di ampliamento dell'ospedale, sia per quanto riguarda il discorso della realizzazione di un nuovo ospedale regionale, si doveva intervenire per affrontare quei problemi che oggi abbiamo all'interno dell'ospedale di via Ginevra.

Le carenze che sussistono e ci sono, dobbiamo certamente affron-tarle perché i tempi lunghi aggravano questa situazione e non possiamo lasciare gli operatori che operano all'interno del-l'ospedale, come gli utenti, nelle condizioni in cui si trovano oggi.

Come dicevo si è sempre parlato di questo problema e si era fatto anche, a suo tempo, un piano di interventi che era necessario e che comportava una spesa di circa 24 miliardi per affrontare l'attuale situazione interna.

C'erano interventi che rientravano nei finanziamenti nazionali del Ministero della sanità, mentre altri completamente a carico dell'Amministrazione regionale, però sono tutti interventi che, se si va avanti nel tempo, devono essere fatti nel più breve tempo possibile.

Perché occorre conoscere i tempi entro i quali si può realizzare la struttura nuova, in base anche ai finanziamenti che ci sono? Perché se i tempi sono ristretti si possono fare anche quegli interventi che oggi sono più necessari e più urgenti, se i tempi sono più lunghi bisogna fare anche altri interventi che si rendono necessari.

Tenete presente che se i tempi sono lunghi, oltre ai 200 miliardi di spesa del nuovo ospedale, se questa sarà la scelta, oltre alle apparecchiature, eccetera, ci sono anche questi miliardi di spesa che dobbiamo prevedere per poter sanare la situazione attuale in attesa di passare in una struttura certamente nuova e migliore.

C'è poi da vedere, è chiaro, un discorso - anche sull'ospedale nuovo - di costi e benefici, che è una relazione che manca, Assessore, allegata alle relazioni che ci avete presentato.

Bisogna anche prevedere una relazione che si rende necessaria, perché se l'impostazione è questa è necessario avere e conoscere, non tanto per noi, ma è necessaria se vogliamo avere e recuperare i finanziamenti dal Ministero della sanità, perché per il progetto di ampliamento e ristrutturazione - come siete a conoscenza - una delle cose che era stata richiesta dal Ministero era proprio una relazione costi-benefici.

Noi avevamo assegnato alla società di Torino lo studio e non so se questo studio è stato presentato; poi ci riferirà certamente l'Assessore Cout se sul progetto di ristrutturazione ed ampliamento la relazione di questo studio di Torino - a cui avevamo affidato l'incarico di fare la relazione - e la documentazione integrativa da rimettere al Ministero, ci è pervenuta.

Ma lo stesso discorso-relazione bisogna predisporlo, o farlo predisporre da questo studio di Torino, o allo stesso ing. Quaranta, questo studio costi-benefici che si rende necessario per poter fare una valutazione, certamente nostra, ma se vogliamo ottenere i contributi messi a disposizione per questi servizi, per questi settori, dal Ministero della sanità, è indispensabile che si debba presentare una relazione costi-benefici realizzati.

E' chiaro che poi c'è da rivedere il discorso dei posti-letto, e questo vale per il progetto di ristrutturazione ed ampliamento come anche per lo studio di fattibilità del nuovo presidio, in quanto ambedue sono stati fatti su 800 posti-letto, mentre la nuova legge del 1992, la finanziaria, prevede 6 posti-letto ogni mille abitanti, per cui c'è da ricalcolare certamente tutto il discorso che deve essere fatto sia in un'ipotesi che nell'altra.

Noi abbiamo certamente urgenza di posti-letto ed in particolare in quei reparti d'urgenza che abbiamo all'interno dell'Unità operativa.

Questo problema ha creato una conflittualità - diciamolo francamente - permanente fra gli stessi medici ed in particolare fra i primari delle Unità operative.

Oggi pare che questa conflittualità sia rientrata, è stata raggiunta un'intesa, almeno per quanto riguarda la documentazione che ci è pervenuta, e l'immagine che i medici hanno dato all'esterno è che questa conflittualità fra medici sia certamente rientrata.

Ho assistito anch'io alla conferenza stampa del Collegio dei primari, ho letto anche i documenti che sono stati emessi dagli stessi, devo dire che ho trovato in questi documenti pronunciamenti e affermazioni vere e credibili, come ho trovato medici credibili, ma anche alcuni alquanto opportunisti.

Per cui ritengo che la nuova, dichiarata volontà di predisposizione per un nuovo ospedale sia dettata in buona fede dal collegio dei medici, anche se mi rimane il dubbio, per qualcuno, che lo stato attuale gli va meglio certamente di un cambiamento all'interno dell'ospedale regionale.

Comunque dobbiamo prendere atto del nuovo modo di porsi del Collegio dei primari, che non è sufficiente certamente, ma dobbiamo sentire anche tutte le altre organizzazioni sindacali, mediche e non mediche, far esprimere tutto il corpo medico dell'ospedale regionale sulla problematica che si sta affrontando e io mi auguro che se ne facciano carico loro stessi.

E se loro stessi non se ne fanno carico tramite le loro organizzazioni, noi dobbiamo vedere, Assessore Cout, di sentire il parere di tutto il corpo medico che esiste all'interno dell'ospedale regionale. E dobbiamo anche farci carico di sentire coloro che appartengono alle organizzazioni sindacali certamente non mediche.

Quindi occorrono - e mi avvio a conclusione - risposte concrete, cari colleghi della maggioranza, se vogliamo dare risposte alle richieste che ci sono già pervenute da parte delle organizzazioni sindacali mediche ed a quelle che ci perverranno in futuro, ricercando quel confronto che dicevo prima.

Bisogna dare risposte concrete anche alle richieste che ci pervengono dalla gente ed affrontare i problemi con lo spirito che si rende necessario.

Nella sanità io ritengo che occorra eliminare ogni minimo interesse di parte, perché purtroppo nel passato molto spesso e volentieri la sanità è stata amministrata tenendo presente più il tornaconto politico che gli interessi dell'utenza e della collettività.

Troppo spesso si sono strumentalizzate situazioni per coprire determinate responsabilità ed oggi la gente, caro Assessore Cout e maggioranza, si domanda quali sono i problemi affrontati ed impostati da questa maggioranza nei sette mesi di governo per quanto riguarda la sanità. Questa è una domanda che circola.

Io sono stato attento e cerco di essere attento a ciò che ci circonda e se volete vi posso anche esporre i contenuti degli articoli di stampa che riportano la vostra attività - l'attività di questa maggioranza - nel settore socio-sanitario.

Da questa documentazione emerge chiaramente che esiste solo un tentativo di delegittimare quanto deciso dalla precedente Giunta nel settore sanitario.

Ho letto due cose ultimamente, strombazzate: la realizzazione del 118 come un fatto di questa Giunta regionale, quando invece vi siete seduti al potere e avete trovato tutto fatto il progetto di realizzazione della centrale operativa unica e lo sbandierate come una conquista, quando è stato già appaltato tramite lavori pubblici dalla precedente Giunta regionale.

Quello che non dite e dovete dirlo è perché non avete presentato ancora il progetto, la legge, della nuova pianta organica dell'USL, in cui si deve prevedere anche l'organico da dare al 118.

Caro Assessore, siamo oggi al 7 di gennaio, lei aveva promesso che entro il mese di dicembre, al progetto presentato a luglio in questa sede dalla democrazia cristiana, lei avrebbe contrapposto il progetto dell'Assessorato, della maggioranza e della Giunta, da confrontare con quello che noi avevamo presentato, per ricercare una sintesi tra i due progetti.

Io mi sono dichiarato disponibile e ho rinunciato alla discussione in aula di quel progetto di legge che avevo presentato, per aspettare che cosa? Per aspettare il progetto della Giunta in modo tale che su certe cose non ci sia interesse di parte, ma si deve vedere di fare gli interessi della collettività.

Oggi siamo al 7 gennaio, il 31 dicembre è passato e il progetto alla Presidenza del Consiglio non è stato presentato, come non è stato presentato nessun altro documento in materia di pianta organica.

E noi, dice il giornale - che non so dove l'ho messo, ma è qui - che facciamo un esperimento sul 118 che in Italia non si è fatto in nessun'altra regione; e abbiamo solo la realizzazione della centrale operativa unica che ha iniziato i lavori e sono stati sospesi per il freddo.

Ma non si dice perché non siamo andati avanti sulla pianta organica. Come fa a funzionare il 118 se non c'è il personale, non si prevede il personale adeguato e necessario per farlo funzionare?

Avete emesso un comunicato che avete acquistato la struttura di Arpuilles, quando in questo Consiglio si è discusso ed approvato da tempo l'acquisto e, nonostante l'acquisto, è stata approvata anche la concessione a due studi professionali di realizzare un progetto di ristrutturazione di questa struttura, per fare un centro di riabilitazione per coloro che sono ammalati di mente, o far tornare in valle coloro che noi abbiamo fuori.

Ma dico, signori, non venite qui a raccontarci certe novelle, la gente queste cose le sa e le giudica, ma giudica tutti; si è parlato già nel passato della realizzazione del 118 e di Arpuilles e qualcuno mi ha telefonato dicendo "ma non avete già fatto? È tornato indietro tutto?".

Signori miei, cerchiamo di essere concreti, sinceri e cerchiamo di affrontare i problemi come devono essere affrontati!

Lo stesso vale per la ristrutturazione delle Unità operative all'interno dell'ospedale. C'era un progetto generale che io ho qui ed anche il Comune stesso dava atto; è stato presentato al Comune di Aosta e il Comune dava atto di poter realizzare quel progetto che prevedeva delle unità operative, prevedeva tutto quel che leggevo prima che portava a 23-24 miliardi di spesa.

Ho sentito che il Comune di Aosta ha concesso ora le concessioni edilizie che avete richiesto, non su tutto il progetto che era stato presentato allo stesso Comune di Aosta e che il Comune aveva accettato.

E nel secondo intervento, ve lo tiro fuori se aprite una polemica su questo, perché mi riservo poi di tornare sull'argomento, se fate una polemica, perché c'era tutto un progetto e vi siete limitati a realizzare una concessione edilizia riduttiva rispetto a quella più generale che bisogna portare avanti nella realizzazione di ristrutturazione ed ampliamento dell'ospedale nuovo.

Revocate la legge sulla risonanza magnetica? Ma guarda caso! È più facile certamente revocare una legge come quella della risonanza magnetica, ma ne discuteremo perché è all'ordine del giorno del prossimo Consiglio e ne faremo una questione, lo vedremo.

Abbiamo speso 5 ore per discuterla quando fu approvata in questa sede quella legge e ci fu un grosso confronto e dibattito in questa sede quando fu portata la risonanza magnetica; ne discuteremo certamente altre 5 ore, perché vogliamo fino in fondo conoscere il perché. Ci dovete anche dire il perché certe apparecchiature ed attrezzature sono ancora imballate nonostante già siano state acquistate. E' facile disfare, ma è difficile creare. E le avete le attrezzature, ne abbiamo parlato qui.

Oggi non mi rivolgo più a voi su questo problema, ve l'ho già detto allora, non presento più interpellanze ed interrogazioni, mi rivolgo in altre sedi e chiederò di intervenire perché i due Doppler non sono stati impiantati a Morgex e a Donnaz e perché la gamma-camera ancora non funziona, nonostante quando fu acquistata c'erano i locali in cui metterla per farla funzionare.

Non avete nemmeno portato qui più la legge che prevedeva la normativa dei concorsi regionali; noi abbiamo portato una legge, l'avete modificata, il coordinamento vi ha bocciato la legge e ora non avete neanche ripresentato più una. Avete accettato supinamente quello che dal centro in materia si pretendeva e si voleva e avete fatto delle delibere di costituzione delle Commissioni di concorsi nominando un Presidente di queste Commissioni - io non so quanto sia legale o meno - ma avete seguito una procedura che certamente non era la procedura che la Valle d'Aosta si era data da tempo e oggi però, purtroppo, sottostà alle linee nazionali.

Non avete qui ripresentato una legge per l'effettuazione dei concorsi e si doveva discutere in questo Consiglio anche di questo problema, che è importante, che esiste, che abbiamo di fronte e c'è un grosso ritardo nel fare i concorsi.

Può darsi che abbiate preso la via più breve, io ve lo auguro, però avete rinunciato ad una parte della possibilità di legiferare in materia come Regione autonoma a statuto speciale.

Non sono stati neanche applicati gli accordi sindacali che abbiamo fatto e, guarda caso, questi accordi sindacali sono delibere di Giunta approvate dalla Commissione di coordinamento che danno applicazione ai contratti nazionali.

Io ho presentato qui delle interpellanze ed interrogazioni per sapere i motivi per i quali questi accordi sindacali non sono stati applicati almeno nello spirito con cui erano stati sottoscritti; e sono stati sottoscritti da organizzazioni sindacali mediche e non mediche.

Non solo non sono stati applicati, qui si fanno delibere che bloccano, dove non si pagano più certe incentivazioni e certi diritti che hanno i lavoratori medici e non medici dell'ospedale e addirittura si minaccia, si fanno delibere di recupero.

E così passa indifferentemente da parte dell'Assessorato.

E mi sento dire in questa sede a suo tempo - e mi auguro che l'esperienza abbia fatto cambiare idea anche all'Assessore - che l'unica strada da seguire è quella di porsi al tavolo del trattativa a tre: Assessorato, USL e organizzazioni sindacali.

E qualche sindacalista ha detto anche: "così non esiste più lo scarico di responsabilità", per fortuna quel sindacalista non appartiene all'organizzazione della quale io ho fatto parte per 30 anni, altrimenti mi sarei anche vergognato.

Perché questo? Perché i sindacati sugli accordi nazionali hanno preso delle direttive ben precise, ci sono intese che devono essere raggiunte fra organizzazioni sindacali e Assessorato alla sanità e devono essere demandati questi accordi all'USL perché li approvi e l'USL non può mettere certamente in discussione gli accordi che vengono fatti in sede sindacale.

Ma guarda caso questo capita solo in Valle d'Aosta!

Noi dobbiamo rimettere in discussione per che cosa? E andiamo all'incontro a tre perché non abbiamo la forza e la capacità di dire all'USL che deve applicare questi accordi che sono stati fatti in sede sindacale.

Cosa fa l'Assessorato allora? Prima fa gli accordi e poi fa la mediazione perché vengano applicati?

Cari miei, caro Assessore Cout, caro amico Lanivi, qui bisogna cercare di intervenire affinché queste intese e questi accordi vengano rispettati sia per quanto riguarda il personale medico che il personale non medico.

E non si possono andare a recuperare delle indennità e degli incentivi che sono stati dati, che questa gente si è già guadagnata e che gli spettano di diritto.

Piuttosto, se ci sono cose che non vanno, al prossimo contratto di lavoro si vanno a rivedere, ma finché si sono fatti e sottoscritti degli accordi, gli accordi vanno rispettati da una parte e dall'altra.

Se non riusciamo a farli rispettare domani ci troveremo, anche da parte dei lavoratori, il mancato rispetto di certe indicazioni organizzative che devono essere portate avanti all'interno dell'ospedale.

Volevate sostituirlo e non siete stati capaci nemmeno di sostituire l'Amministratore straordinario. Qui sbagliamo anche le delibere che vengono fatte, vengono dichiarate addirittura non valide.

Ma vi rendete conto della figura che ha fatto la Valle d'Aosta anche su questo piccolo aspetto rispetto alle altre Regioni?

Ma non si fanno tutti i dovuti accertamenti se si può o non si può sostituire un Amministratore straordinario?

Ma che immagine diamo noi di questa Regione?

Io ho voluto cogliere l'occasione per riprendere anche questi argomenti che sono oggetto di discussione in sede sindacale, che sono oggetto di discussione fra i lavoratori dell'ospedale, sia medici che non medici, e che sono anche oggetto di manifestazioni, di scioperi, di azioni sindacali, da parte dei lavoratori interessati; e queste manifestazioni sindacali, scioperi sindacali, poi, vanno a ricadere sui nostri utenti.

E guarda caso queste ripercussioni sui nostri utenti vengono per che cosa? Per l'incapacità di dire all'USL: "devi pagare e devi tener fede agli accordi sindacali che sono stati sottoscritti".

Signori miei, o qui si porta avanti una politica seria e concreta, altrimenti i mali della sanità non si guariscono; è inutile dare la colpa a Roma, al centro, è inutile aprire la conflittualità con l'ospedale Mauriziano, è inutile far tutti questi discorsi che stiamo facendo, se poi in fondo noi non siamo capaci, almeno nella nostra regione, di affrontare quei problemi che abbiamo per dare una sanità più tranquilla alla gente che vive in questa regione.

Io non volevo, come dicevo, fare qui un processo, ma ho voluto richiamare alcuni argomenti affinché si cerchi di intervenire, per il peso che deve avere una Giunta regionale, per il peso che deve avere una maggioranza, per cercare di ottenere il rispetto delle intese che erano state a suo tempo raggiunte...

Si dà atto che dalle ore 17,14 presiede il Vicepresidente Stévenin.

Presidente Consigliere Beneforti l'ora è passata.

Beneforti (DC)Sono alla fine, riprenderò dopo.

Io voglio dire che sono in attesa di conoscere, almeno coloro che hanno firmato la richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio rimangono in attesa di conoscere, quali sono gli indirizzi che la Giunta intende dare nella scelta che siamo obbligati a fare.

L'urgenza - e l'urgenza c'è - impone una presa di posizione politica della Giunta.

Da settembre ad oggi sono passati tre mesi, avevate il progetto dello studio di fattibilità in mano, per cui io credo che sarete in grado oggi di presentare al Consiglio quelle linee, quelle indicazioni ed i supporti anche, che sono necessari per arrivare a determinare una scelta finale.

Vi devo dire, lo sapete anche voi e lo sappiamo tutti, che la situazione che ci sta di fronte non ci permette ulteriori rinvii, non ci permette nemmeno vie di mezzo, non ci permette certamente di accettare soluzioni contrarie ai bisogni ed alle esigenze della nostra gente.

Con questo ho terminato, ci riserviamo di presentare una risoluzione finale che chiederemo che sia messa in votazione.

Più tardi chiederemo, come minoranza, come opposizione - almeno i 12 che hanno firmato la richiesta di convocazione - la sospensione di 5 minuti per poter, alla luce delle indicazioni che la Giunta darà, predisporre la risoluzione finale da portare all'approvazione del Consiglio. Grazie.

Presidente Grazie Consigliere Beneforti. Altri firmatari della richiesta di convocazione del Consiglio intendono prendere la parola?

La discussione comunque è aperta a tutti coloro che intendono chiedere la parola.

La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) Il mio intervento non sarà lungo e su tutti i problemi come quello del Consigliere Beneforti, credo che sia opportuno su questa questione specifica attenersi abbastanza a quello che è il tema, anche se giustamente per molti aspetti la questione della scelta di un nuovo ospedale o la ristrutturazione ed ampliamento del vecchio investono una serie di problemi di natura abbastanza varia e vasta.

Sarò comunque breve, perché penso che un po' tutte le forze politiche della maggioranza o della minoranza vorranno esprimere al proposito le loro valutazioni.

Comincerei dicendo che i problemi sanitari in generale ormai sono un problema sempre più grosso non solo in Valle, ma in tutta Italia; è un problema che diventa sempre più grave e di soluzione difficile, o comunque complicato per diversi aspetti e per la cosa in sé. Ad esempio la durata media della vita delle persone è una questione che sarà comunque legata molto strettamente - ed è un bene questo - alle questioni della sanità.

Se questo, forse, è un aspetto positivo, ci saranno altri aspetti, quali i tempi che stiamo vivendo, che ci impongono nel settore della sanità delle risposte serie, delle scelte serie e razionali, delle scelte molto, molto meditate.

Direi che relativamente all'oggetto, sarà molto importante riuscire a definire, in vista anche di quelle che saranno le modifiche che vengono previste nella legge-delega sulla sanità, il decreto attuativo per ciò che riguarda la riforma della sanità e il riferimento alle questioni degli ospedali, sarà molto importante riuscire a definire un tipo di ospedale che sia compatibile con le nuove scelte sanitarie, che proprio in questo settore vanno a definire degli ospedali come delle aziende; aziende che dovranno avere i loro bilanci, alla fine, in pareggio, dove verranno previste delle entrate che dovranno essere assicurate per una quota non inferiore al 30 percento da parte della Regione, in parte dagli introiti che derivano dal pagamento delle prestazioni erogate sulla base di tariffe, da parte appunto degli utenti e dalla Regione, ed una quota di partecipazione alla spesa da parte dei cittadini.

Ora mi sembra che l'indirizzo sia quello di andare ad individuare negli ospedali come delle aziende che devono vivere una loro vita che deve, alla fine dell'anno, rendere conto anche sotto il punto di vista economico e gestionale.

Ne risponderanno a chi gli ha assicurato i finanziamenti, a chi potrà prendere provvedimenti conseguenti in caso di bilanci in disavanzo, nei confronti degli altri ospedali pubblici e nei confronti anche degli ospedali non pubblici che saranno previsti.

Mi sembra che una cosa dovrebbe essere abbastanza chiara, non solo, non sarà più solo lo Stato o la Regione che deve coprire i disavanzi, o almeno lo voglio sperare.

Ho detto questo per arrivare a dire cosa? Che bisognerà cominciare a prevedere anche per la questione azienda ospedaliera di ragionare in modo più manageriale, in modo diverso; quindi andranno pensate delle strutture razionali e funzionali.

Per arrivare al nostro problema - e qui cercherò di evitare una serie di osservazioni che, fra l'altro, per alcuni aspetti erano molto giuste, del Consigliere Beneforti sullo studio che è stato fatto - mi sembra che a questo studio alcune questioni non possano essere contestate. Anche un estraneo, in qualche modo, deve concordare su alcuni aspetti che sono stati messi in evidenza.

Alcune questioni mi sembrano ovvie, alcune questioni di fondo, comunque questioni abbastanza precise che, se consideriamo le due proposte, ci danno, per ciò che riguarda la costruzione del nuovo, in una posizione sicuramente di vantaggio.

Sotto il punto di vista organizzativo e della managerialità, è molto più facile riorganizzare o pensare ad una organizzazione complessiva in un ospedale nuovo che non in un ospedale ristrutturato dove bisogna rimeditare sui percorsi, sulle disposizioni e non pensare a priori a mettere nero su bianco sulla carta e poi attuare.

Mi sembra ci sia un altro vantaggio indubbio, che una nuova localizzazione per la costruzione dell'ospedale ci darebbe senz'altro la possibilità comunque di inserirlo nella città o comunque in un luogo vicino alla città e mantenere quindi la centralità dell'ospedale.

Ci darebbe la possibilità di snellire tutta una questione che riguarda gli accessi, che riguarda la circolazione che in qualche modo diventa problematica e lo sarebbe ancora nel caso di un ampliamento e dell'occupazione di spazi che sono destinati, al momento, a parcheggi, o che comunque ci creerebbero ulteriori problemi.

C'è la questione di una maggiore versatilità per ciò che riguarda le scelte e la disposizione degli spazi, dei servizi, se andiamo a costruire un nuovo ospedale; è molto più difficile intervenire sull'esistente spostando, integrando, che non costruire il nuovo.

L'economicità, lo studio, in alcuni punti, faceva notare come la sola questione dei percorsi che vengono fatti da una serie di persone per accedere alle sale operatorie disposte in un certo punto, o ai servizi, dalla lavanderia alla mensa, non pensiamo poi alla questione dei trasporti dalla mensa se addirittura, invece di un'unica unità, ce ne sono tre.

E al risparmio che si avrebbe anche di personale, che pur mantenendo il numero attuale potrebbe essere riorganizzato ed utilizzato diversamente.

Quindi l'indubbio vantaggio per l'utenza soprattutto, che penso sia quello che ci interessa maggiormente.

Direi però che questi sono gli aspetti che balzano subito agli occhi e - lo ripeto - anche a persone che forse non sono introdotte nella questione, anche a persone estranee, perché chiunque s'interessi di managerialità e di organizzazione del lavoro riuscirebbe a capire. Ma dicevo che sarebbe un po' raccontare delle frottole e sarebbe anche creare delle illusioni nella gente se noi scegliessimo la ristrutturazione o l'ampliamento del vecchio o la costruzione di un nuovo ospedale e aggiungessimo che scegliendo così - in un modo o nell'altro - da domani risolviamo tutti i problemi.

Io penso che se vogliamo ragionare non dico facendo dell'alta politica sanitaria, ma calandoci nella realtà delle cose, nel lavoro di ogni giorno, come sottolineava per alcuni aspetti Beneforti, ci sono delle questioni che vanno risolte comunque. Poi torneremo magari anche su quelle.

Ci siamo già soffermati nei Consigli precedenti, e lo faremo nel prossimo Consiglio, visto che ci sono già - e sugli accordi e su alcune questioni - delle interpellanze, ci torneremo senz'altro, non penso che oggi avremo il tempo di discutere di tutto e non vogliamo sottrarci alla discussione.

Direi però che, in riferimento a tutto questo, noi dobbiamo considerare una serie di problemi che comunque ci sono; alcuni di questi più vecchi, alcuni più recenti.

Vi è un primo problema - e ne accennava anche il Consigliere Beneforti - la questione dei posti-letto va definita; i posti-letto devono essere 570-580, devono essere 670, devono essere 800, se consideriamo il 6 per mille più lo 0,5 per mille, così come previsto in rapporto alla popolazione.

Dobbiamo considerare la popolazione di 114.000 abitanti o vogliamo tentare di spingere su una popolazione che considera almeno 20.000 abitanti in più medi, visto che abbiamo un turismo che ci porta delle presenze ben maggiori?

Quindi come vogliamo muoverci su questo? Come vogliamo poi considerare questa questione rispetto a questioni più generali che sono riferite al piano socio-sanitario che andrà senz'altro rivisto almeno per alcune linee?

Il piano è stato rivisto qualche anno fa, in parte, ma essendo più vecchio nella sua struttura di 10 anni e nei contenuti, deve tener conto che sono passati degli anni e quindi va rivisto e va rivisto in molte parti.

Vi sono quindi delle scelte da fare in riferimento alla prevenzione che si vuol mettere in atto, quindi che rapporto vi sarà tra questa prevenzione e l'ospedale. Dovremo tenere conto di quelli che individueremo come i servizi sul territorio, che per alcuni aspetti sono stati già individuati e su cui eventualmente ritorno successivamente. Sono stati citati anche dal Consigliere Beneforti.

Anzi possiamo venirci subito, la questione del laboratorio di sanità pubblica ad esempio, la questione del poliambulatorio di Châtillon, del RSA - l'RSA è il presidio polidistrettuale di Antey Saint-André - che era stato individuato.

E mi permetto una piccola parentesi, non è che le cose siano rimaste ferme, le cose stanno andando avanti, purtroppo con ritardi che sono determinati non esclusivamente, anzi, non direi dalla nostra volontà.

Solo per definire la situazione, per ciò che riguarda il laboratorio di sanità pubblica, si era prima prevista la ristrutturazione dell'attuale in via Guido Rey, poi si è dovuta individuare una nuova area, quando il Sindaco ha dato l'ok per la nuova area qualcuno ha scoperto che non era prevista nel piano regolatore la destinazione per i servizi sociali e abbiamo dovuto far richiesta di modifica al piano regolatore. Questo adesso è stato fatto e lo studio è stato consegnato il 28 dicembre 1992, finalmente.

Poliambulatorio di Châtillon, l'architetto ha consegnato lo studio il 12 dicembre e per la RSA di Antey-Saint-André, l'arch. Nicoli e l'ing. Ottin hanno presentato lo studio di fattibilità relativo ai lavori in questione in data 18 dicembre 1992.

Su questi tre progetti ora c'è solamente bisogno della relazione economico-finanziaria, che è stata affidata al Cresa-Culta-Ceva, cui faceva riferimento il Consigliere Beneforti, e spero che al più presto possa essere preparata.

Vi sono altre questioni che vanno decise, anche in riferimento appunto ad una ridefinizione del piano.

Dobbiamo ad esempio prevedere una neurochirurgia? Non so, se ci va una neurochirurgia ci vuole una sala speciale.

Dobbiamo prevedere una chirurgia toracica?

Sono tutte questioni che vanno decise, quindi direi che è molto importante che prevediamo anche un riferimento ad una revisione molto celere ed a breve termine del piano socio-sanitario.

Vi è la questione delle ristrutturazioni urgenti. Mi sembra una cosa questa di fondamentale importanza.

Comunque, si dovesse prevedere una ristrutturazione o un ampliamento, o si dovesse prevedere una nuova costruzione, penso che il problema a breve termine sia proprio quello di pensare alle ristrutturazioni urgenti di alcuni reparti.

L'hanno sottolineato anche i Primari nella loro conferenza-stampa, vi sono ancora camere a 6 letti, vi sono servizi igienici promiscui ed insufficienti, vi sono spazi sociali che mancano. Assenza di privacy viene detto; il malato deve raccontare i fatti propri in presenza di altri, mancanza di spazi per nuove tecnologie; la gamma-camera, lì si può discutere fino a quando vogliamo, ma si è dovuto prevedere ad un certo punto uno studio di ristrutturazione per poterla collocare.

Vi sono altre carenze come gli spazi ambulatoriali; c'è la questione del reparto di psichiatria, adesso appunto stiamo vedendo se si riesce a trovare una soluzione alla maternità - ed è stato fatto un sopralluogo a proposito - ed un collegamento poi anche alla questione del centro di Arpuilles, che è previsto ed il cui progetto sta andando avanti e su cui potremo eventualmente discutere in altra occasione.

Vi è una promiscuità di percorsi, vi è una dispersione dei servizi ed è necessario pensare ad una ristrutturazione.

Quello che ha fatto la nuova maggioranza, la nuova Giunta, non è stato stravolgere quello che aveva individuato la Giunta precedente; il progetto che è stato preparato allora è ancora un progetto tenuto in considerazione.

Le riunioni che sono state fatte coi Primari e col personale dell'ospedale hanno individuato il modo d'intervenire, hanno semplicemente detto "questa ristrutturazione va fatta in 4 o 5 fasi" e si è raggiunto un accordo per partire da una prima fase che andava individuata.

Ci sono già problemi per ristrutturare su 3 piani per un piccolo settore, io penso che su questo almeno si possa concordare.

Si dovrebbe appunto partire con una parte di pronto soccorso, con l'unità di neurologia ed al secondo piano con l'unità di medicina generale, per poi intervenire anche negli altri settori, compresi interventi che vanno previsti nei corpi secondari che sono appunto una ristrutturazione già iniziata per il 118, una ristrutturazione della centrale termica, spostamento dei gas medicali, e via di seguito.

Su questo finalmente c'è la concessione edilizia e sono previsti i fondi per il primo intervento, noi pensiamo, perché ormai tutto è fatto e si potrà procedere agli appalti, in una prima riunione di Giunta di poter proporre questa ristrutturazione.

Sulla questione del 118 vorrei aggiungere che noi non vogliamo né farci meriti che non abbiamo, né vogliamo avere l'esclusiva delle scelte che sono state fatte. Era partita questa ristrutturazione, comunque sul 118 bisognerà che, come abbiamo cominciato ad adottare una delibera, anche su questo, al più presto - e pensiamo che sia possibile farlo prima della fine di febbraio - la Giunta possa proporre una legge con cui poter effettivamente partire col servizio.

Una legge, naturalmente, stralcio del piano socio-sanitario, perché è urgente e così è anche previsto nelle direttive che sono state impartite a livello nazionale, non perché vogliamo stralciarlo e istituire un posto di primariato o meno, la questione è che in altra occasione era stato sollevato il problema in questi termini e non penso che sia il caso di disquisire su questa questione.

C'è la questione del finanziamento, diceva il Consigliere Beneforti, che è purtroppo dolente, una questione su cui si discute e si rimanda da tempo, sulla quale andranno fatte delle scelte e bisogna vedere cosa vuol fare effettivamente la Regione, perché i finanziamenti che sono previsti dallo Stato per un certo tipo di intervento bisognerà vedere se intanto potranno essere utilizzati per un altro tipo di intervento.

Bisognerà riuscire a capire come possiamo muoverci anche per non perdere questi 20 o 30 miliardi che sono già previsti.

Io direi comunque che, una volta che il Consiglio ha scelto il tipo d'intervento che vuol fare, anche perché quest'anno, visti i fondi che ci sono a disposizione, lo Stato ha deciso di rinviare la data di presentazione dei progetti su un piano decennale, perché sarà questo che dovrà fare la Regione, non dovrà solo decidere, non basterà questo studio.

Dovrà preparare dei progetti, li dovrà presentare al nucleo di valutazione e dovranno essere dei progetti che prevedono interventi decennali e allora si potrà riuscire a capire cosa ci verrà dallo Stato.

Si tratterà appunto, prima, di decidere, perché fino a quando non abbiamo deciso abbiamo una pratica in corso e non sappiamo se deve andare avanti. Una volta che avremo una risposta dallo Stato potremo cominciare a pensare, secondo me, come Regione, come finanziare il resto.

Per cominciare si potranno prevedere variazioni di bilancio nei bilanci prossimi o nel bilancio del 1993. Si potrà eventualmente pensare, al limite, se non v'è altra soluzione, ad accedere ad un mutuo.

Nella situazione in cui ci si trovava quest'anno, andare ad immobilizzare le spese per un intervento su cui dobbiamo ancora aspettare una risposta dallo Stato, non conoscendo ancora l'entità del finanziamento, era forse un po' prematuro ed azzardato fare una previsione.

Penso comunque che, trattandosi di un problema di tale importanza e riguardando una situazione così delicata quale quella della sanità, su cui già in Consiglio si è votata una mozione unanime sulla salvaguardia dello stato sociale, eccetera, eccetera, si possano trovare delle intese, visto che sono scelte e non interessi di parte - su questo concordo col Consigliere Beneforti - si potranno trovare le intese maggioranza-minoranza, per riuscire anche a trovare i soldi ed immobilizzare quindi le somme necessarie.

Direi che se questi sono problemi contingenti, urgenti, problemi dei quali non possiamo non tenere conto nelle decisioni che dobbiamo prendere, la questione più importante e fondamentale da risolvere, per ciò che riguarda la costruzione del nuovo ospedale, o la ristrutturazione ed ampliamento del vecchio, che si scelga in un modo o che si scelga nell'altro, è il rapporto col Mauriziano.

Io penso che da anni ci siamo trascinati questo problema e da anni, nostro malgrado, dobbiamo farvi riferimento nelle decisioni che dobbiamo prendere in rapporto alla struttura ospedaliera in Valle d'Aosta.

Sono state prospettate negli anni soluzioni diverse, si è parlato di trovare una clinica dove il Mauriziano potesse avere i suoi posti-letto, si sono fatte altre ipotesi; per il momento bisogna che tutti quanti riconosciamo che se non si è risolto niente è perché è un problema di difficile soluzione. E' un problema che va affrontato e risolto al più presto, perché se non risolviamo questo, non possiamo decidere liberamente.

E' anche per questo, Consigliere Beneforti, che abbiamo portato in ritardo in Consiglio lo studio, non ha importanza comunque, ma è anche per questo.

In questi mesi ci siamo trovati, come Assessore coi funzionari, assieme al Presidente della Giunta, col Mauriziano per vedere di dirimere la questione, per vedere finalmente di sciogliere la matassa.

In queste riunioni abbiamo potuto, secondo me, capire alcune cose che forse ci offrono una soluzione; il Mauriziano, per bocca del Presidente, si è detto comunque interessato a vedere la questione, qualsiasi sia la scelta che faccia la Regione su questo problema, quindi secondo me abbiamo in questo momento, e fino a prova contraria, tutti gli interessi per vedere se possiamo risolvere - come diceva anche il Consigliere Beneforti - la questione col Mauriziano senza andare ad una conflittualità e tenendo conto delle proposte e delle osservazioni che ci sono state fatte dallo stesso.

Il Mauriziano ci dice: "per noi è molto importante essere presenti in Valle d'Aosta, abbiamo bisogno di essere presenti in due regioni, siamo comunque disponibili a trattare". Quindi aspettano delle proposte.

Io penso che le proposte che potremmo fare al Mauriziano potrebbero essere di valutare la possibilità di cessione da parte del Mauriziano della vecchia struttura per la parte che è sua e avanzare una proposta al Mauriziano - nel caso che il Consiglio scelga poi di andare alla costruzione di un nuovo ospedale, un domani o oggi - la proposta di cedere o una parte di un reparto per 60-80 posti-letto nel nuovo, o una presenza del Mauriziano eventualmente nel Beauregard.

Hanno alcune riserve su una presenza nel Beauregard, però sembra che su una proposta del genere si possa discutere.

Io direi che sarebbe una grande novità per la Valle d'Aosta se riuscissimo a definire le questioni col Mauriziano in questi termini, se si riuscisse a trovare un accordo.

Direi però che questo va fatto, secondo me, prima e comunque in relazione alla decisione che dobbiamo prendere, perché occorre che definiamo questo, proprio perché è così strettamente legato alle scelte che dobbiamo fare, lo possiamo fare in breve termine.

Dobbiamo chiedere al Mauriziano che entro un mese e mezzo ci diano una risposta, una loro disponibilità su questa questione, altrimenti noi continuiamo a trascinarci le questioni ancora per anni. Quindi direi che la prima questione, secondo me, che dobbiamo sapere è questa. Il Mauriziano sta aspettando una proposta da parte della Giunta, su indicazione del Consiglio, sta aspettando un'indicazione che potrebbe andare nel senso che avevo indicato e il nuovo Consiglio d'amministrazione del Mauriziano è disponibile ad avere un incontro per farsi illustrare la proposta che sarà fatta, nei prossimi giorni.

Io direi che questa è la prima questione che va definita e direi che solo in questo modo e solo quando risolviamo entro un certo termine la questione col Mauriziano e sappiamo se possiamo continuare la discussione, se viene accettata o se viene respinta, noi potremo sapere come dovremo comportarci per l'oggetto che stiamo discutendo, per la scelta quindi che dobbiamo fare.

Non aggiungerei per il momento altro.

Consigliere Beneforti lei ha citato e tirato in ballo altre questioni, ne abbiamo discusso, ne discuteremo, ci sono interpellanze presentate, io non è che voglia rifiutare il dibattito, penso che il dibattito di oggi è più opportuno che sia incentrato sulla questione, quindi avremo senz'altro occasione di ridiscuterne in altri momenti.

Chiedo scusa, io penso che comunque se è vero che il Consigliere Beneforti ha già prospettato l'ipotesi della presentazione di una risoluzione da parte della minoranza, penso di poter dire che anche la maggioranza ha preparato una sua risoluzione ed anche noi siamo dell'idea che, dopo un confronto che ci sarà, sarebbe opportuno semmai sospendere un attimo per vedere, alla luce del dibattito che c'è stato, se vi sono possibilità d'intesa sulle due proposte.

PresidenteSono annunciate due risoluzioni. Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Io credo che questa richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale sulla questione dell'ospedale regionale sia stata doverosa ed opportuna da parte dei gruppi di minoranza.

Noi infatti ci trovavamo con una legge regionale che è del 5 settembre 1991, n.51, che il Consiglio aveva voluto contenesse delle scadenze precise per quanto riguardava la discussione dello studio che doveva mettere a confronto le due ipotesi; l'ipotesi di un ampliamento dell'attuale struttura ospedaliera, oppure l'ipotesi della costruzione di una nuova.

La legge prevedeva che questa discussione venisse fatta dal Consiglio entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge stessa; ora i tempi si sono allungati, però arrivati a questo punto, sapendo che lo studio era stato presentato fin dal mese di settembre, era opportuno arrivare ad un primo dibattito in Consiglio, in modo da esprimere determinati orientamenti.

Le considerazioni che io farò si atterranno evidentemente strettamente a quello che è l'oggetto della legge e quello che è l'oggetto anche della convocazione straordinaria, cioè analisi di questo studio di fattibilità fatto dalla società PRO-GEN e valutazioni e orientamenti che possono scaturire da questo studio.

A nostro avviso lo studio fatto dalla società di Torino che è stata incaricata di fare questo confronto fra le due ipotesi, ha un limite che si evidenzia con una certa forza; manca in questo studio un esame complessivo di quello che è lo stato attuale dell'offerta sanitaria in Valle d'Aosta.

Questo era stato un elemento che era stato richiesto, ricordo, nel dibattito che avevamo fatto in Commissione c'era una richiesta e penso nella deliberazione fosse contenuta questa richiesta.

E' evidentemente necessario sapere se è veramente necessario oggi in Valle d'Aosta costruire o avere un presidio ospedaliero di 700-800 posti-letto, oppure bisognerebbe sapere se sarebbe più opportuno pensare ad un ospedale più piccolo dei 700-800 posti-letto, ponendo quindi maggiore sforzo sul discorso della prevenzione, sul discorso della ospedalizzazione a domicilio, sul discorso dell'assistenza decentrata sul territorio.

Questa analisi purtroppo non è presente in questo studio ed è una carenza che ostacola una valutazione più completa, io credo, in questa fase.

Detto questo, se il presupposto dei 700 posti-letto - 695 qui si dice - è ritenuto valido, evidentemente andrebbe verificata questa ipotesi; però se è ritenuto valido e mi sembra, da una serie di considerazioni che oggi ho sentito qui, che questo potrebbe essere considerato un punto di equilibrio abbastanza accettabile, se così è le conclusioni di questo studio fatto dalla società PRO-GEN sembrano abbastanza precise, abbastanza inequivocabili.

L'orientamento favorevole alla costruzione di un ospedale nuovo da questo studio emerge in modo netto e molto preciso.

L'elemento che viene considerato più negativo da questo studio, ma crediamo anche dall'esperienza che quotidianamente viene fatta da chi opera in questo settore, è rappresentato dall'attuale frammentazione del presidio ospedaliero in 3 sedi; e questo è evidentemente il dato più negativo, indicato mi sembra nella relazione n. 5 dello studio fatto, in cui si evidenziano abbastanza bene i problemi di funzionalità determinati dall'attuale dispersione su tre sedi ed i costi di funzionamento che sono notevolmente più elevati.

Qui si fanno alcuni esempi, quello del servizio di trasporto dei pazienti per degli esami che devono essere continuamente spostati da una sede all'altra; il problema del servizio di cucina e di mensa; il servizio di lavanderia; lo spostamento che si rende necessario dello stesso personale medico da una struttura all'altra.

Tutto questo evidentemente comporta dei costi di gestione che, anche nella prospettiva che diceva l'Assessore di considerare in prospettiva l'ospedale come un'azienda che deve avere un certo bilancio positivo alla fine dell'anno, evidentemente sono tutti dati che pesano molto negativamente sull'attuale nostra struttura ospedaliera.

La risposta che è stata immaginata in passato e che viene esaminata dallo studio, di dare una soluzione a questo problema della frammentazione ampliando l'attuale ospedale di via Ginevra - sappiamo che l'ipotesi è quella di costruire una nuova struttura sull'attuale parcheggio demolendo la palestra CONI ed utilizzando questa ulteriore area per un parcheggio pluripiano - io credo che le osservazioni che vengono fatte su questo tipo di ampliamento siano abbastanza condivisibili.

Si tratta di un ampliamento che sul piano urbanistico è molto dif-ficile da giustificare e da inserire; si tratta di una zona che è un'area molto ridotta, comunque la si prenda, anche estendendo-la, molto congestionata, persino di difficile accesso, mentre evidentemente una struttura ospedaliera deve essere facilmente accessibile.

Poi si tratta di un ampliamento che, come mi pare giustamente venga sottolineato, andrebbe a farsi su una struttura che nella sua base essenziale ha ormai 50 anni di vita e quindi, anche come adeguamenti tecnologici, si presta con grossa difficoltà ad un rinnovamento complessivo della struttura.

Quindi io credo che ci siano controindicazioni rispetto ad un progetto di ampliamento significativo, cioè mirato su questo obiettivo dei 700 posti-letto.

Del resto anche le tabelle che qui sono state indicate, dal punto di vista economico, i costi comparati sulla ristrutturazione ed ampliamento dell'esistente ed il nuovo insediamento, sono tali da rendere abbastanza discutibile la scelta dell'ampliamento.

Anche in termini economici qui vedo il dato 135 miliardi ristrutturazione ed ampliamento dell'esistente, contro i 170-180 miliardi per una struttura completamente nuova, quindi anche questi sono dati che depongono a favore di una struttura di tipo nuovo.

A noi, in base agli elementi che ci sono in questi studi, in base alle valutazioni che sentiamo nel mondo medico-sanitario e anche nel dibattito politico, sembra che la scelta di una struttura nuova sia, forse, in questo momento quella che va nella direzione più valida.

Lo studio della PRO-GEN fa anche, giustamente, altrimenti si parlerebbe un pochino nel vuoto, l'ipotesi di localizzazione di questa nuova struttura ospedaliera e indica 5 diverse localizzazioni.

Qui, a nostro avviso, le note sono un po' dolenti, perché a noi pare che di queste 5 ipotesi di localizzazione, almeno 3 siano del tutto impresentabili; andare a proporre Busseyaz come sede di una struttura ospedaliera ci sembra una cosa che non sta in piedi dal punto di vista della localizzazione, degli accessi, delle dimensioni dell'area, non ci sembra assolutamente valida.

La stessa cosa dicasi rispetto alla proposta di localizzare l'ospedale nell'area di Montfleury, io credo che sarebbe un delitto andare ad intervenire in quell'area, sia pure per una struttura ospedaliera; è un'area agricola, coltivata, ambientalmente pregiata e io credo che non sia minimamente ipotizzabile la localizzazione di una struttura ospedaliera in quella zona che, oltretutto, non è neppure delle migliori dal punto di vista dell'accessibilità.

Non ci pare neppure valida la proposta di un insediamento nell'area industriale Cogne, la parte al di là del Buthier; anche quella è un'area che abbiamo detto, l'abbiamo discusso recentemente nella legge per reperire i fondi per acquisire l'area, è un'area che deve rimanere fondamentalmente industriale, oltre al fatto che comunque è un'area per la quale è difficile ipotizzare oggi una sua liberazione rispetto alle strutture produttive che ci sono, quindi io non credo sia realistico quel tipo di ipotesi.

Rimangono sostanzialmente due ipotesi, una è l'area dell'ex maternità che è un'ipotesi che va presa in considerazione anche e soprattutto perché ha il vantaggio che si tratta di un'area che fondamentalmente è già di proprietà regionale e quindi ha sicuramente un vantaggio notevole; tuttavia alcune perplessità derivano dalla dimensione ridotta dell'area, tant'è vero che, se ho capito bene, dalle planimetrie e dal progetto si ipotizzerebbe per realizzare la struttura ospedaliera in tale area la demolizione della scuola di agricoltura e quindi lo spostamento di tale struttura in una sede totalmente diversa, cosa che mi sembra, anche questa, abbastanza problematica.

Rimane quindi ed è la preferenza che noi indichiamo - ed in questo concordiamo abbastanza con quanto detto dal Consigliere Beneforti - l'area di Saint-Christophe che è esterna alla città, ma comunque ai confini con la città di Aosta, è facilmente accessibile, ha la strada statale, ha alle spalle la ferrovia che può essere attrezzata con una stazione, è vicina all'aeroporto, è un'area ampia, in questo momento non compromessa e, secondo noi, può essere una localizzazione interessante, anche se ovviamente si possono anche studiare altre soluzioni ancora.

Noi quindi esprimiamo un orientamento favorevole rispetto alla costruzione di una nuova struttura, tra le localizzazioni ipotizzate ci sembra che queste due che abbiamo indicato siano le più valide ed in particolare quella di Saint-Christophe.

Sottolineiamo inoltre il dato che la localizzazione nuova della struttura ospedaliera permetterebbe di liberare un'area centrale molto importante per la città di Aosta e per delle scelte di urbanistica avanzata nella nostra città. E' un'area molto importante dove c'è attualmente l'ospedale e quindi sicuramente potrebbe essere utilizzata e sfruttata in modo meno congestionato e meno intensivo di quanto avviene attualmente con risultati molto positivi, noi pensiamo, rispetto all'insieme della città di Aosta.

Rispetto al problema dei rapporti col Mauriziano, è un problema che esiste da tempo, che ha condizionato le scelte, eccetera; a me non pare, anche dopo aver sentito le affermazioni che ha fatto oggi l'Assessore alla sanità, che le esigenze dell'Ordine Mauriziano siano così gravi, così pesanti, da condizionare le scelte che si devono fare.

L'Ordine Mauriziano ha bisogno comunque di ribadire una presenza in Valle d'Aosta, ma credo che le dimensioni di questo bisogno possano essere fortemente circoscritte, quindi non credo sia questo l'elemento che ci deve condizionare e da cui dobbiamo far dipendere tutte quante le scelte future.

Quindi noi, sulla base degli elementi che sono emersi, a meno che non ci siano controindicazioni precise - però bisogna che qualcuno le esprima se ci sono queste controindicazioni precise - noi siamo per camminare in questa direzione con una certa decisione e speditezza.

Si tratta di andare avanti, di passare da uno studio di fattibilità ad una progettazione di massima, si tratta di reperire le aree, perché questo è un altro problema su cui bisogna lavorare e comunque evitare che aree attualmente disponibili magari, col tempo, non lo risultino più.

Si tratta di reperire i fondi e sicuramente se ci sono dei progetti, dei programmi, da presentare a livello ministeriale vanno presentati, però io dico anche che noi abbiamo, in questo momento, delle entrate aggiuntive che vanno ben al di là di quella che è la capacità impositiva locale. Abbiamo avuto un finanziamento aggiuntivo da parte dello Stato di 430 miliardi di lire e io credo che noi possiamo benissimo intervenire nei prossimi mesi, con una variazione sul bilancio di previsione del 1993, per cominciare ad accantonare 50 miliardi, quello che è necessario, per pensare ad un'utilizzazione rispetto ad una struttura come quella dell'ospedale che evidentemente ha una rilevanza enorme per tutta quanta la nostra comunità.

Noi quindi siamo per camminare con decisione rispetto a questo tipo di orientamento ed evidentemente questo non ci sembra assolutamente in contraddizione con gli interventi di ristrutturazione urgenti che devono essere fatti sulla struttura esistente.

Sappiamo che comunque, se anche decidiamo di andare in una certa direzione, saranno necessari dei tempi relativamente lunghi, non è una questione che si risolve in tempi brevi, ci sono tempi abbastanza lunghi per la progettazione, per l'approvazione, per il reperimento delle aree, per il reperimento dei fondi, per la costruzione, quindi è sicuramente un'operazione che si proietta in un arco di tempo superiore ai 5-6 anni.

Io credo che questo sia ovvio, allora gli interventi di ristrutturazione vanno fatti, laddove sono necessari, però è evidente che è ben diversa l'ottica in cui ci si pone a seconda se l'obiettivo è quello di ampliare l'attuale sede o di fare una struttura nuova, quindi una scelta di questo genere io credo sia abbastanza urgente ed opportuna e credo che questo fosse anche lo spirito con cui i gruppi di minoranza hanno sollecitato e richiesto la convocazione straordinaria di questo Consiglio e questo dibattito, oggi, in questa sede.

Si dà atto che dalle ore 18,17 presiede il Presidente Bich.

PresidenteChi chiede la parola? Il Consigliere Milanesio.

Milanesio (PSI) Io ho l'impressione che questa volta forse riusciremo ad essere più propositivi e più costruttivi che non in occasione dell'altra convocazione del Consiglio straordinario, vale a dire sui problemi dell'occupazione e con riferimento specifico alla questione dell'ILVA-Cogne.

Intanto perché ci troviamo di fronte ad uno studio, a mio avviso fatto abbastanza bene, che finalmente può consentire ad un po' di Amministratori che si erano già impegnati su questo problema, che avevano cercato di approfondirlo e, per la verità, secondo me, non vi erano riusciti sufficientemente, di dire qualcosa di molto preciso.

Io non voglio togliere alla proposta inizialmente portata avanti da altre Amministrazioni che avessero una qualche giustificazione - e mi riferisco, ad esempio, all'ampliamento dell'ospedale Mauriziano - anche perché tutto questo avveniva in un contesto inesplorato, cioè non c'erano delle proposte sostanzialmente alternative, o le proposte alternative erano molto vaghe, non erano state approfondite, non si era fatta la valutazione dei costi e degli spazi sufficienti per far sorgere un'eventuale nuova struttura ospedaliera.

Si era in presenza, sostanzialmente, di una proposta che aveva dei sostenitori e di indicazioni generiche e non verificate in altri luoghi, quindi ha trovato corpo in quel momento una certa volontà che mirava a fare, magari alla svelta, qualcosa che invece, comunque vadano a finire le cose, ha bisogno di tempo e di molto tempo. Questa deve essere la consapevolezza che deve guidare i lavori di questo Consiglio e le decisioni di questo Consiglio.

Se anche noi qui, questa sera, decidessimo qualche cosa, dobbiamo sapere che tra il dire e il fare, secondo me, ci sono di mezzo, come minimo, da 6-7 a 10 anni.

Quindi intanto prendiamo consapevolezza di questo aspetto che è fondamentale.

Io non ho difficoltà a dire che noi socialisti siamo favorevoli alla costruzione di un nuovo presidio ospedaliero e le ragioni sono sostanzialmente contenute nello studio di pre-fattibilità dell'ing. Quaranta.

Ce lo siamo letto attentamente, l'abbiamo esaminato, l'abbiamo valutato e siamo arrivati, penso con il buonsenso, alle analoghe conclusioni cui è pervenuto il gruppo della democrazia cristiana e quello del Consigliere Riccarand. Siamo pervenuti alla conclusione che per quello che ci riguarda è opportuno, anzi è necessario, mettere in atto da subito tutte quelle iniziative per arrivare a costruire un nuovo presidio ospedaliero; e che l'area migliore per questo, fra quelle che sono state prese in considerazione, ma noi evitiamo di prenderne in considerazione altre, perché non credo inoltre che sarebbe utile ed opportuno, l'area che si presenta come la più idonea per la sua ubicazione, per i suoi collegamenti, per il suo soleggiamento, per il collegamento eventuale con il Beauregard, è quella di Saint-Christophe, a ridosso del Comune di Aosta.

Quindi noi ci sentiamo di dare una risposta, riteniamo che questa risposta sia sensata e ragionevole.

Cosa fare a questo punto nel frattempo? Per intenderci noi non riteniamo che le trattative in corso, ormai da 20 anni, con l'Ente Mauriziano, siano ostative nella ricerca di una soluzione, nell'individuazione di una soluzione.

Non vorrei che si perdesse altro tempo, anche se un mese e mezzo - magari fosse un mese e mezzo! - ma che si facesse procedere l'individuazione, progettazione e tutti gli atti necessari per la creazione del nuovo presidio ospedaliero e parallelamente fare le trattative con l'Ente Mauriziano che in questo momento ha, probabilmente, una disponibilità maggiore di quanto non avesse in passato.

Comunque io credo che la Regione abbia la possibilità di fornirgli delle soluzioni e delle alternative che potrebbero essere di suo come di nostro gradimento e che prescindano comunque dalla realizzazione e dall'ubicazione del nuovo ospedale.

Questo in estrema sintesi, però sarebbe forse un po' limitativo nell'affrontare, sia pure con poche parole, il problema che abbiamo sollecitato porre all'ordine del giorno e farne oggetto di discussione, sarebbe limitativo non fare qualche considerazione, sia pure da profano, perché io non sono certo un esperto di problemi della sanità, sul funzionamento comunque della sanità e lamentare una complessiva inefficienza di questo settore.

A cosa può essere attribuita questa inefficienza? Per quello che mi riguarda, per quel poco che ne ho capito, io l'attribuisco soprattutto alla mancanza di autonomia gestionale dell'USL.

Qui è ora di smetterla di dare applicazioni distorte a leggi dello Stato che fanno delle affermazioni abbastanza precise; la legge 412 ha ridotto all'osso i controlli sull'attività dell'USL, la Regione, a mio avviso, ha fatto rientrare dalla finestra quello che in qualche modo è uscito dalla porta.

Ci sono troppe ingerenze della Regione, troppe ingerenze della Giunta regionale, troppe ingerenze degli Assessori regionali alla sanità sulla gestione dell'USL, per quello che mi riguarda.

Credo che dobbiamo fare il discorso della responsabilizzazione, della responsabilità e solo a quel punto possiamo poi dare giudizi sul successo o sull'insuccesso di questa gestione, sulle capacità di questo Amministratore straordinario o sulle supposte incapacità.

Io ho l'impressione che in presenza di leggi nuove si continui ad operare con una vecchia mentalità e questo è assolutamente inaccettabile.

Per quello che ci riguarda noi chiediamo oggi alla Giunta ed al Presidente della quinta Commissione soprattutto, di voler fare una serie di audizioni, brevissime, circoscritte, che possano consentire ai consiglieri regionali che vorranno approfondire questo argomento, di prendere contezza dalla viva voce dei protagonisti, in qualche modo, di quelle che possono essere le incomprensioni, perché io prima di dire che ci sono delle malevolenze o ci sono atteggiamenti precostituiti, voglio dire che ci possono essere delle incomprensioni e quindi, se ci sono incomprensioni, queste vanno chiarite in qualche modo.

Ciascuno deve sapere qual'è il ruolo che gli è assegnato e di questo ruolo deve rispondere in modo preciso a tutti.

Quindi la richiesta, parallelamente ad aver espresso il nostro parere sullo studio e quindi sulla soluzione da dare al nuovo presidio ospedaliero, la nostra richiesta molto precisa è quella di convocare per una serie di audizioni, brevi, ma significative, l'Assessore, l'Amministratore straordinario, i due Coordinatori e il Comitato dei garanti.

Questo perché assieme si possa fare il punto su quello che non funziona nei rapporti tra enti e istituzioni diverse che hanno la pretesa, in qualche modo, di occuparsi tutti di sanità, mentre qualcuno dovrebbe occuparsi di programmazione ed altri di gestione. Solo che il malvezzo presente nel nostro paese, a cui non sfuggiamo neanche qui nella nostra Regione, è che si confonde l'obbligo dell'Ente pubblico di dare dei servizi con la gestione degli stessi.

Io credo che siano due momenti diversi, la Regione può programmare, decidere, indicare, individuare, ma non deve gestire e non deve farsi coinvolgere nei momenti gestionali nel modo più assoluto e totale. Credo che in questo risiedano le numerose incomprensioni che si sono manifestate e si stanno manifestando e le polemiche, di cui poi abbiamo contezza sui giornali e sulla stampa quotidiana.

Quindi, riconoscendo a questa nostra iniziativa, se non altro, il merito di aver riaperto un dibattito su un problema scottante sul quale ci è sembrato che la Giunta un po' traccheggiasse - ed è per quello che ci siamo permessi di richiedere questa convocazione straordinaria - noi riteniamo che però in questo Consiglio, se ci sarà la volontà, potrà anche uscire una formulazione unitaria di un ordine del giorno.

Da interventi che ho sentito fino adesso non mi è parso di cogliere voci dissonanti, mi è parso di cogliere voci che hanno una certa affinità di vedute, se non addirittura coincidenza di vedute e mi pare anche di capire che ci sia la volontà di impugnare il problema per risolverlo una volta tanto.

Ripeto, non nascondiamoci dietro l'Ente Mauriziano, è stato un alibi fino ad oggi, perché non è un vero ostacolo per una decisione che questo Consiglio può assumere, che questa Regione può assumere.

Io non penso che l'Ordine di S.Maurizio e Lazzaro, ancorché potentissimo, nobilissimo, che affonda le sue radici addirittura nella tradizione un po' misterica dei Templari, non credo che sia così potente da impedire a questo Consiglio regionale di prendere delle decisioni in piena autonomia.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) Je crois que plusieurs conseillers estiment que ce Conseil extraordinaire ait une importance particulière surtout pour le fait qu'on devrait finalement - a dit quelqu'un - décider.

Au contraire je crois qu'on a entendu aujourd'hui l'histoire qu'on avait déjà rappelée au moment du débat de cette loi 51. Chose plutôt drôle: c'était la première foi qu'il fallait approuver une loi pour faire un projet, car l'unique résultat de cette loi qui prévoyait l'engagement de 250 millions de lires, c'était d'arriver à présenter la relation que aujourd'hui nous sommes là à discuter.

Et je regrette que quelqu'un sous-estime la force de l'ordre Mauricien. Car si on voulait en faire l'histoire, alors il faudrait rappeler ce qui dit l'article 41 de la loi 833 de '78: "Articolo 41. Con legge dello Stato, entro il 31 dicembre '79 si provvede al nuovo ordinamento dell'ordine Mauriziano."

Je crois que c'est le plus beaux exemple de la force de l'ordre Mauricien. En effet jamais un gouvernement a réussi à modifier ce qui est l'Ordre Mauricien.

Si quelqu'un a des doutes je crois qu'on est là avec les différents projets qui avaient été présentés et qui n'ont pas bougé d'un doigt, ce qui est le projet réel.

Et là on disait même: "al nuovo ordinamento dell'Ordine Mauriziano, ai sensi della quattordicesima disposizione transitoria finale della Costituzione, e in conformità, sentite - c'était l'unique chose qu'on avait accepté - sentite le regioni....": non pas en accord avec elles.

"Sentite le regioni interessate, per quanto attiene l'assistenza ospedaliera".

D'après '78 l'article 41 est toujours là, la seule chose qu'on a réussi est de faire des conventions avec l'ordre Mauricien. Et, je répète: ici on est en train de faire un très intéressant débat en oubliant qu'on est encore à mettre un point sur le problème de l'ordre Mauricien.

Notamment ce serait très simple discuter et résoudre le problème. Au contraire il y a eu là des débats, des propositions et même des accords qu'à la dernière minute n'ont pas été acceptés de la part du ministère compétent.

Après, je crois que je suis un peu étonné de entendre monsieur Beneforti qui fait toute une histoire comme si jusqu'à hier il était je ne sais pas où, ou si jusqu'au mois de juin il ne faisait pas partie de cette majorité.

Au contraire, un des premiers pas qu'il avait souligné au moment où il avait accepté de faire l'Assesseur, c'était qu'il était à même finalement de résoudre le problème de l'ordre Mauricien.

Nous sommes aujourd'hui en convocation extraordinaire et le point est encore là.

Les différentes propositions, les différentes délibérations qui ont été adoptées - et j'inviterai Beneforti à relire la délibération qu'il a cité: 875-Linee di riorganizzazione e sviluppo dei servizi. On le dit clairement!

On dit déjà tout ce qui a été fait: alors ce n'est pas question de mérites des uns ou des autres.

"Evidenziato che per il triennio 1989-91 ai fini della relazione del suddetto piano pluriennale di investimenti, è prevista l'attribuzione alla Valle di una somma di lire - su un primo finanziamento di 10mila miliardi - così ripartita: 4777 milioni per anziani, 23 miliardi per strutture ospedaliere e ambulatoriali..." La délibération est de janvier '90, Beneforti.

Par la suite il y a eu l'arrêté du 29 du mois d'août, là où on donnait l'argent. Et le dernier arrêté "Decreto 29 agosto 1989, 321" où ils donnèrent les critères. Au contraire le décret 3 août 1990 fixe finalement qu'on a alloué - 3 août '90 - qu'il y avait la disponibilité de l'argent et depuis ce moment rien n'a été modifié.

Alors on est encore là: la délibération 615 dit toute une série de considérations très claires: "di rinviare al successivo provvedimento del consiglio regionale l'approvazione del programma definitivo, di cui al sopracitato articolo 20 tenuto conto delle valutazioni emerse a livello ministeriale in merito al suddetto programma". Après on fait toute l'histoire.

On dit - chose que quelqu'un oublie - mais qu'est ce que c'est l'histoire de l'ordre Mauricien? C'est simple: il suffit de considérer que il n'existe pas, en oubliant que nell'ospedale ex-mauriziano on a encore 423 posti letto et on sait très bien que si on ne résout pas ce problème, on ne peut pas faire à nouveau 800 places-lits, car il faut considérer résolu ce problème. C'est là le petit particulier qu'on veut oublier.

Encore la délibération, que je ne sais pas combien ont lue: "le incertezze delle decisioni legate all'attribuzione dell'articolo 80 ultimo comma della 833, non hanno consentito infatti alla regione di definire un quadro organico di sviluppo delle strutture ospedaliere in rapporto ai bisogni di ricovero espressi dalla popolazione, determinando situazioni organizzative i cui effetti, dovuti alla mancanza di posti letto disposti dagli standard previsti e alla impossibilità di unificare i presidi possono essere considerati in termini di maggior spesa per la gestione dei presidi ospedalieri e di mobilità ospedaliera per la popolazione".

Mais c'était déjà dit ici! Ce qu'on vient de dire comme "finalement on a découvert qu'il y avait un système meilleur: faire un hôpital nouveau"!

Et encore, les engagements: "dotare la struttura ospedaliera della regione di 800 posti letto tenuto conto del fabbisogno rilevato in applicazione degli standard della legge 109 dell''88". Alors il n'y avait pas besoin de déranger des professeurs de n'importe où pour savoir quelles étaient les exigences: c'est là un calcul mathématique.

"Nell'ambito di tale obiettivo va perseguita in particolare la finalità di riequilibrio della dotazione di posti letto tra posti letto propri della regione e quelli dell'ordine Mauriziano": piano decennale degli interventi. Toujours dans la même délibération, toujours dans la même délibération.

Et là c'est écrit.

"Riordino, ristrutturazione, ampliamento e conservazione del presidio ospedaliero della regione; la realizzazione di un nuovo corpo ospedaliero per un totale di..., collegato e integrato, eccetera..; l'effettuazione di un intervento di ristrutturazione".

Il y a toutes les observations: "costo di massima del programma decennale realizzazione e ampliamento del nuovo corpo ospedaliero". Quelle est la découverte et l'exigence de discuter sur certains barèmes, sur certaines choses? Tout avait déjà été dit il y a longtemps. La question ce n'est pas de dire ce qui est nécessaire que tout le monde connaît: le malheur c'est qu'on ne décide plus ce qui est nécessaire et comment faire. Alors, on risque d'avoir une paralyse inutile pour la simple raison qu'il faut quand même attendre une décision qui est liée à un aspect qui n'est pas secondaire, mais qui est capital.

Alors, je crois que si quelqu'un est à même de dire - demain, d'ici un mois - ce que j'espère, que finalement l'ordre Mauricien est d'accord d'accepter qu'il n'y aura plus des exigences au delà - comme je viens d'entendre - des 80 lits, ou de 100 lits; je crois qu'on peut revenir et discuter ce qui est le programme.

Mais jusqu'à ce moment je regrette de le dire, je ne sais pas qui est à même de dire qu'on peut intervenir dans un secteur plutôt que dans l'autre.

Les autres interventions: oui, on peut résoudre le problème comme on avait dit - et je veux rappeler la conférence de début d'année de Beneforti, conferenza stampa: "Ospedale regionale: occorre riunificare i presidi ospedalieri e raggiungere gli 800 posti letto sia tramite il progetto di ristrutturazione e ampliamento dell'esistente, sia tramite un nuovo ospedale".

De cette façon on a tout réglé; on en fait deux: "sia tramite la ristrutturazione e ampliamento, sia tramite un nuovo ospedale".

Si quelqu'un est à même de me donner une explication satisfaisante d'un point de vue mathématique de ce que signifie ce passage, je serai sans doute enthousiaste d'y venir.

Et par conséquent je crois le débat d'aujourd'hui - après on discute sur les financements, sur l'économie, sur les macro, sur les micro, et quelques collègues ont pris comme analyse le document Quaranta, le document des 150 millions de lires.

Alors, le document des 150 millions dit une chose importante: il a pris le plan de la ville d'Aoste et des communes environnantes - car jusqu'au mois de juillet '92 le pauvre ne savait quoi faire: je crois qu'il avait pris des contacts, mais le pauvre disait: "mais pour faire un projet il faudrait au moins que quelqu'un me dise où je dois faire le projet, quels sont les terrains disponibles!".

Alors il a pris le plan et il a essayé de voir où il y avait encore une surface disponible pour faire insister les structures.

Je crois que si on appliquait les mêmes systèmes lorsque quelqu'un veut faire une villa ou un projet, je crois qu'il y aurait à rire. "Tu vas me faire une maison" "Mais où?" "Tu dois faire une maison. Après, qu'il soit dans une zone plutôt que dans une autre, n'a aucune importance."

Et en effet on a mis, et le collègue Riccarand l'a mis en évidence, on a mis Busseyaz. C'est évident, c'était l'unique zone verte, là où on pouvait encore placer quelque chose. On a mis Montfleury et cetera, je ne veux pas reprendre cette polémique là.

Après on est arrivé à Saint-Christophe. Là, ce sont des considérations que le pauvre a dû présenter pour arriver quand même à des considérations. Considérations que je crois il n'y a pas un qui aujourd'hui travaille à l'hôpital qui n'est pas à même de nous dire.

On donne comme une découverte qu'un hôpital nouveau est mieux qu'un hôpital éparpillé dans d'autres anciens. Mais je crois que si on entre à l'hôpital aujourd'hui et au lieu de demander si on peut entrer à l'hôpital on demande: "mais qu'est-ce que tu en penses?", il est à même de le dire.

Mais quelle découverte est, cette solution? Le problème c'est de voir ce qui est factible, qui c'est tout autre problème; ce que personne ne veut insister c'est sur la factibilité.

Et je veux rappeler à quelqu'un que, aujourd'hui ce n'est plus à la mode, mais autrefois c'était le grand problème des laboratoires: il n'y a pas les laboratoires, et je veux rappeler les interpellations de quelques collègues sur le code ai laboratori, facciamo un laboratorio nuovo, projets de laboratoires nouveaux. Tout a été réglé, la Commune d'Aoste est d'accord, tout était disponible pour faire. Le laboratoire est encore à réaliser aujourd'hui.

Alors, ici on risque de faire de très beaux débats, intéressants du point de vue de l'histoire; on peut rappeler les projets, on peut reprendre les projets qui ont été réalisés entre-temps. Je crois que l'unique défaut de ce débat c'est qu'il risque d'être improductif.

Et je sais que peut-être quelqu'un résout le problème comme on l'avait résolu dans d'autres moments: il suffit d'indiquer la zone et après on verra. On risque de ne faire rien du tout.

Combien de projets ont été indiqués dans la zone de la ville d'Aoste sans que jamais soit réalisé un projet!

Justement il y a à voir l'avis de la Commune d'Aoste, voir les différents responsables, et cetera, chose importante et intéressante, mais le problème c'est que jusqu'à présent, pendant les différents débats, il y a là une situation difficile.

Et je crois d'avoir avoué que - d'autres collègues l'ont rappelé - il y a sans doute une situation difficile et la restructuration qui avait été déjà prévue - et ça je crois que tous veulent l'unanimité - doit être faite quand même.

Autrement on risque de porter de l'avant un débat et en même temps d'arrêter ce qui est indispensable. Et ça je crois que c'est sans doute important de le réaffirmer.

Mais pour le restant je crois que si on ne met pas le point final - je dis final -, non un accord qui doit par la suite être discuté, qui en même temps on verra si et par hasard, si les choses et cetera, autrement on n'arrivera jamais à comprendre combien de lits on peut avoir comme gestion définitive en tant que région comme programme, et en tant que unité sanitaire locale comme gestion.

Je crois que c'est un problème qui à toute évidence est le premier à résoudre! Si quelqu'un est à même de dépasser ce problème sans un accord avec l'ordre des Mauriciens, je crois qu'on est là pour l'entendre.

A ce que je connais, il faut que l'Ordre Mauricien soit d'accord.

Alors, je crois que l'exigence d'avoir la possibilité de résoudre les disponibilités réelles en considérant que jusqu'à présent il y a une série de posti letto qui sont considérés fuori valle - posti letto qui sont considérés comme places de l'administration régionale, qui doit être insérée dans un programme futur.

Je crois que si on prend le temps nécessaire - que, d'après ce que je viens d'entendre, et compte tenu de la disponibilité des Mauriciens, j'espère que soit finalement la bonne solution - après je crois qu'on est disponibles à discuter l'accord avec l'ordre Mauricien.

Mais il faut avant qu'il y ait cette disponibilité que l'Assesseur venait de dire, qu'il parait finalement qu'il y ait, là aussi, un changement. Et c'est ce qu'on attend depuis des années.

Il y a encore quelques collègues qui se rappellent du projet qui avait été présenté à Saint-Vincent: il y avait un projet accepté de l'ordre des Mauriciens tout près des termes de Saint-Vincent, qui allait finalement donner la solution à tous les problèmes.

A la dernière minute les Ministères ont dit non, et on est retombés dans la même situation d'aujourd'hui.

Alors je crois que faire le débat en oubliant qu'il y a ce problème, je crois que c'est vraiment prendre du temps utile à un débat important comme le débat sur le système sanitaire qui devra être abordé.

Je crois, avec plus de sérieux du point de vue des perspectives, et en n'oubliant pas qu'aujourd'hui ce que la population veut c'est de savoir finalement quel est l'endroit où ils peuvent s'adresser.

Toute autre querelle, tous les débats je crois qu'ils sont plutôt improductifs, inutiles.

Je crois que le point c'est de savoir, d'ici une année, d'ici six mois, d'ici deux années, quels seront les services qui peuvent être présentés dans notre région.

Et dans ce sens j'invite à être très attentifs à ce qui se passe, très attentifs aux exigences existantes, et surtout de continuer le travail qui a été fait, pour faire de façon que l'intervention de l'Etat soit suffisante aussi dans ce secteur.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco.

Bajocco (PCI-PDS)Innanzitutto voglio dire che questo non è uno studio di 250 milioni, ma uno studio della PRO-GEN s.r.l., dott.ing. Quaranta, altrimenti se andiamo avanti col concetto del denaro tutti i progetti che vengono dati a destra e a manca, da oggi in poi, in questo Consiglio li affronteremo con la cifra e non penso che sia un discorso corretto.

Gli ultimi tre interventi, in linea di massima, anche se l'intervento di Rollandin non mi trova molto d'accordo su certi aspetti, gli altri due mi trovano d'accordo, ma per quale ragione? Prima di tutto perché sono rimasti nel tema.

Questa convocazione del Consiglio parla molto chiaro e dice: "qui dobbiamo discutere sul problema di un ospedale nuovo o di una ristrutturazione e un'ala nuova al vecchio".

Invece il Consigliere Beneforti, io capisco che il problema della sanità è grande, sono temi importanti, ma guarda caso è partito dall'A ed è andato a finire alla Z su tutti i problemi della sanità.

In certe sue affermazioni sembra quasi che il male, tutto quello che c'è, oggi, all'interno di questo ospedale, non è stato risolto in questi pochi mesi da parte di un Assessore del nostro partito, del PDS.

Io voglio far presente a questo Consiglio che qui siedono i sei Assessori alla sanità, in tanti anni; sei Assessori, guardateli in faccia, qui ci sono sei Assessori che hanno gestito la sanità in Valle d'Aosta, democristiani, unionisti, oggi pidiessino.

(...Interruzione fuori microfono...)

No voi socialisti siete rimasti fuori, non diciamo di più.

Sul problema in discussione io mi trovo d'accordo pienamente con questo studio, ma per quale ragione? A dirvi la verità non sono un tecnico, ma leggendo quanto c'è scritto in questo studio so che ci sono molte cose da perfezionare, ma mi trova pienamente d'accordo.

Vedo che i servizi che oggi non ci sono ed i servizi che oggi ci sono, su questo non dovrebbero più esserci; allora su quello che noi abbiamo oggi, diceva bene Rollandin quando diceva "andiamo all'ospedale e tutti diranno che siamo sul nuovo, tutti vorrebbero qualcosa di nuovo", ma se vogliamo qualcosa di nuovo non dobbiamo metterci delle pulci, non bisogna mettere la pulce del Mauriziano.

E' vero che c'è, esiste il problema del Mauriziano, dobbiamo cercare di lavorare per poterlo risolvere.

Non sono dell'avviso che se noi non risolviamo il problema del Mauriziano non possiamo discutere o dare un ok sull'indirizzo dell'ospedale nuovo. Non sono d'accordo su questo, perché la Regione può benissimo lavorare in questa direzione.

Non sono molto d'accordo su quello che diceva l'Assessore prima, quando diceva "se non decidiamo sul Mauriziano non possiamo forse risolvere questo problema". Su questo non sono d'accordo perché io sono dell'avviso che se noi in questi 30 giorni sappiamo lavorare bene col Mauriziano possiamo risolvere questo problema.

Il problema di ristrutturare l'ospedale di via Ginevra, se ognuno di noi conosce quel percorso, se ognuno di noi conosce la viabilità di quella zona, è grave: non possiamo lavorare per dire "non risolviamo il problema del Mauriziano, dobbiamo arrivare in quella direzione"; a tutti i costi dobbiamo uscire da via Ginevra. In quella situazione, man mano che andiamo avanti, sarà sempre peggio.

Sul problema dei posti-letto io sono dell'avviso che la Regione debba lavorare, andare avanti sugli 800 posti-letto. In questi giorni in Valle d'Aosta ci sono stati migliaia e migliaia di turisti e la gran parte dei turisti infortunati non sono residenti in Valle d'Aosta e sono quelli che hanno inciso nelle strutture sanitarie della nostra regione. E' per questo che il partito dove io milito è per un ospedale nuovo, per lavorare in quella direzione.

Non voglio qui dare un indirizzo sull'individuazione delle aree, è logico che l'area migliore, vedendo la città di Aosta com'è dislocata, potrebbe essere quella di Saint-Christophe, perché è quella vicino alla ferrovia, è quella vicino all'autostrada, è quella vicino all'aeroporto, è quella vicino ad una viabilità che sarebbe ottimale per poter dare la possibilità ai mezzi di trasporto, le Croce Rossa o chi per esse, di immettersi in quella zona per salvare la vita della gente.

Io mi auguro che la risoluzione sarà approvata, e mi auguro che lo sia proprio all'unanimità, perché il problema che stiamo discutendo è un problema importante.

Un'altra cosa ha detto bene Beneforti, ma forse non è stata applicata dai vari Assessori, ha detto: "la sanità deve essere una unità di tutti, non come è stato fatto fino adesso che ci sono stati degli interessi politici, interessi di voto". Il nostro partito non baratterà mai la sanità per degli interessi di voto, noi lavoriamo per l'interesse della gente, per l'interesse della qualità e per questa ragione siamo favorevoli in linea di massima a questo progetto.

Si dà atto che dalle ore 19,02 presiede il Vicepresidente Stévenin.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Rusci.

Rusci (PRI) Sono un poco imbarazzato ad intervenire su un argomento così importante.

Questa fine legislatura sarà ricordata per aver visto in Consiglio regionale il dibattito affrontare dei temi spessi, importanti, e casualmente ai due Assessori del PDS è stato dato di delineare, su importanti momenti amministrativi, strategie che occuperanno i futuri Consigli regionali per almeno un decennio: l'occupazione da un lato, la sanità dall'altro.

Io diligentemente mi sono preparato il compitino in questi giorni e alla fine ho scoperto che dovevo dare delle risposte banali, molto banali, troppo banali, per poter essere così largamente condivisibili - invece poi vedo che sono condivisibili da molti consiglieri, almeno dagli interventi che si sono succeduti - perché banale è rispondere alla domanda "vogliamo un ospedale nuovo o vogliamo un ospedale vecchio ristrutturato?".

E' come chiedere ad ognuno di noi se preferisce stare con i piedi in un paio di scarpe nuove, eleganti, belle dal punto di vista estetico, comode e funzionali, oppure rabberciate, rattoppate, visitate alcune volte dal calzolaio.

Se la risposta è questa, dico perché ci abbiamo impiegato tanto? Io ormai comincio ad avere stratificata nella mia testa un poco di memoria storica anche su questi argomenti e mi ricordo i fieri dibattiti in Consiglio comunale - manca il Presidente Bich, però c'è il Consigliere Chiofalo a farmi da buon testimone - e io ricordo perché negli anni 87-88 in Consiglio comunale si bloccò la ristrutturazione: perché non andava bene quel progetto di ristrutturazione e già lì si ventilava l'ipotesi di un ospedale nuovo. Cinque anni sono passati da quel momento.

Perché la ristrutturazione nuova con l'investimento sull'area dell'attuale parcheggio avrebbe tolto la luce, avrebbe costituito un fondo buio ad alcune famiglie che drammaticamente abitavano sulla strada confinante con il parcheggio dell'ospedale.

Andò così! Vedete alle volte come i grandi problemi sono poi bloccati e condizionati da piccole cose?

Non vorrei ricordare il problema della ristrutturazione del quartiere Cogne, ma per far capire - Bajocco tu te lo ricordi molto bene in Consiglio comunale - il grande investimento urbanistico della ristrutturazione in verticale, scelta moderna, intelligente, rimasi l'unico io a sostenerlo in Consiglio comunale perché improvvisamente i pensionati Cogne che soffrivano di asma avevano delle difficoltà ad immaginare di vivere al quindicesimo piano di un grattacielo.

Dicevano "e poi se si bloccano gli ascensori e non possiamo salire?". E' difficile pensare di aggredire problemi di questa portata e pensare poi di essere condizionati da argomenti di questo tipo.

Per dire che è appena ovvio, ma è proprio una banalità, dire che nuovo è meglio di vecchio ristrutturato, per centomila motivi che sono stati tirati fuori: di allocazione urbanistica, l'attuale collocazione non è la migliore dal punto di vista urbanistico, il nodo è un nodo estremamente congestionato, non è servito da parcheggi, non è servito da penetrazioni, c'è uno spreco di risorse umane e di personale che è incredibile.

Sicuramente la qualità della degenza ospedaliera, quindi della vita alberghiera degli ammalati all'interno dell'ospedale è una modesta qualità. Attenzione, c'è di peggio: basta avere la disgrazia di avventurarsi in altri luoghi ed in altre zone per trovare del peggio.

Io credo che qui comunque, indipendentemente da coloro che si sono succeduti su quella sedia di Assessore, un minimo di attenzione su questo problema, a livelli differenti e con sensibilità differenti, ci sia stato; io non mi sentirei di dire che la qualità dell'assistenza sanitaria in Valle d'Aosta è una cattiva qualità. Questo non mi sento assolutamente di sostenerlo.

Ci sono delle luci e delle ombre, come in tutti i settori produttivi e lavorativi della nostra regione, però nel complesso direi che la qualità è una qualità decente.

Allora, dato per scontato che è meglio il nuovo, bisogna vedere come si approccia, come si arriva a quell'obiettivo.

Intanto i tempi, ce lo siamo detto qui, 7-10 anni, e nel frattempo? Poi c'è un condizionamento forte, bisognerà pur arrivare a sciogliere il nodo delle proprietà. Io non credo che il Mauriziano sia un'entità così priva di significato, citato e tutelato dalla Costituzione.

Il Consigliere Rollandin nel suo intervento ha detto del potere di questa organizzazione, bisognerà fare i conti col Mauriziano e, nel frattempo, di qui all'ipotizzare che comunque si arriverà al nuovo, ci sono i 7-10 anni della fase transitoria da gestire.

Io ho di fronte agli occhi due dati di fatto obiettivi: il primo, l'hanno ricordato tutti qui dentro, ma ce lo hanno detto i Primari, ce lo hanno detto le organizzazioni sindacali, mancano i posti-letto; in media la popolazione della Valle d'Aosta è ipotizzabile attorno alle 130.000 unità, eliminando le punte in alto ed in basso della presenza in Valle d'Aosta, occorrerebbero 100 posti-letto.

Qualcuno ci dice "con 100 forse riusciamo a tamponare, possiamo assicurare una capacità di ricovero sufficiente, adeguata e dal punto di vista sanitario e per una decente qualità di servizio"; questo è un primo dato di fatto.

Un secondo dato di fatto: la nuova normativa nazionale ed i relativi decreti delegati ci fanno capire che la situazione peggiorerà, perché la legge-delega trasforma gli ospedali in aziende che debbono garantirsi il pareggio di bilancio; qui non ci sarà più qualcuno che paga a piè di lista tutto. La legge lo dice "interventi contributivi dal pubblico, dalla Regione, dal 30 all'80 percento, massimo, dei costi", dopodiché ospedali ed USL dovranno pensare ad entrate proprie. Quali? Come? Attraverso la vituperata partecipazione alla spesa da parte dei cittadini utenti, ma anche attraverso l'erogazione di prestazioni a pagamento, ivi compresi i ricoveri. Ricordo che la legge dice che un 6-12 percento dei posti-letto, tra gli standard di cui parlavo prima, debbono essere a pagamento.

Allora si torna al problema dei posti-letto e della qualità; se i cittadini non hanno spazi e qualità a disposizione nella struttura pubblica locale, cosa faranno? Sceglieranno altre strutture pubbliche esterne, o private. Questo farà diminuire ovviamente le entrate e se ci sarà una contrazione delle entrate ci sarà una diminuzione degli investimenti, se ci sarà una diminuzione degli investimenti la qualità delle prestazioni del pubblico sarà inferiore e quindi ancora meno i cittadini vorranno usufruire delle prestazioni del pubblico.

Io non credo che la Valle d'Aosta voglia questo. Altra risposta banale: la Valle d'Aosta vuole questo? Sicuramente no.

Allora, la legge delega prevede che entro 180 giorni, cioè entro il giugno del 1993, le Regioni disciplinino le modalità di finanziamento del sistema sanitario.

Questo è un dato di fatto obiettivo, c'è un interesse politico poi che questo Consiglio regionale deve avere ed è quello di costituire certezze, punti fermi e chiari, nel quadro dell'evoluzione della sanità sciogliendo i nodi sostanziali nell'interesse non solo dell'utenza, ma anche - voglio ricordarlo - dei 1.850 dipendenti della "sanità".

Allora come dovremmo comportarci? Ci siamo confrontati più volte su piani sanitari grandi, importanti, i piani sanitari vecchia maniera, che avevano però al loro interno sempre dei punti di difficile soluzione e produttivi di grande attrito, perché mescolavano i progetti di sviluppo agganciandoli alla pianta organica ed alle carriere dei singoli.

Allora noi dovremmo proporre interventi più limitati e forse meno ambiziosi, ma per produrre sulla sanità effetti positivi a breve e medio termine ed a controllare e qualificare la spesa sanitaria.

Anche perché noi dobbiamo tener conto che se gli ultimi 10 anni sono stati caratterizzati da una logica di spesa di sviluppo aggiuntivo - cose nuove all'interno delle strutture della sanità - ora mi sembra di capire che le risorse stanno diminuendo, o per lo meno non aumentano. Dobbiamo assicurare degli standard sanitari ed allora noi dobbiamo puntare alla razionalizzazione dell'esistente con l'obiettivo di riqualificare tutta l'offerta dei servizi al cittadino.

E arriviamo alle proposte concrete. Se ne è discusso, se ne è parlato in maggioranza, noi siamo d'accordo di chiedere, tra le proposte concrete - e citiamo anche i tempi di attuazione di queste proposte concrete - che in 30-45 giorni si chiuda un'ipotesi di accordo con il Mauriziano.

E' inutile stare qui a dire quali saranno le difficoltà, ma noi dobbiamo dare atto all'Assessore, in maggioranza ci ha detto che la situazione obiettiva è tale per cui con il Mauriziano si può arrivare a chiudere un accordo definitivo. Perché non dovremmo credergli? Noi prendiamo atto e ribadiamo questa richiesta come richiesta del partito repubblicano.

Chiediamo di portare in 90 giorni alla discussione del Consiglio regionale le linee-guida per la ristrutturazione dei servizi sanitari - era il famoso non piano sanitario, erano le linee-guida alle quali mi riferivo nella prima parte dell'intervento - che dovranno interessarsi di posti-letto in totale e per aree funzionali e, là dove è possibile, anche territorialmente.

Dovranno indicare le prestazioni erogabili dalle nostre strutture sanitarie pubbliche, dalle nostre strutture valdostane, dalle strutture pubbliche esorbitanti la Valle d'Aosta ed anche dalle strutture private; e dovranno indicare la riorganizzazione e la razionalizzazione delle strutture esistenti per recuperare spazi ai posti-letto, alle attività assistenziali, alle tecnologie ed in genere alla qualità di vita per la degenza per il malato.

Sono poi appaltabili nell'immediato - anche questo lo abbiamo appreso con estremo piacere, ma teniamo a ribadirlo - le opere relative al primo lotto di ristrutturazione che tutti voi conoscete e siamo arrivati alla stretta finale per il riordino del sistema di emergenza. Conclusione con un'altra banalità: è tempo di stringere su queste decisioni rimanendo il sì condizionato per la nuova struttura ospedaliera.

Basterebbe una considerazione per dire che è tempo di assumere decisioni, facevo riferimento alla mia memoria storica ormai stratificata anche su questi argomenti. Sono stato, assieme al collega Bich, in Consiglio d'amministrazione dell'allora ospedale regionale, ebbene, a memoria mia non ricordo una conferenza-stampa organizzata dai Primari ospedalieri nel loro complesso. Basterebbe questo a dimostrare che è indispensabile assumere delle decisioni concrete e rapide, soprattutto per l'immediato ed il breve termine.

D'altra parte in questa conferenza-stampa, alla quale io ho partecipato, nessun Primario ha detto "è meglio questo piuttosto che altro, è meglio il nuovo, piuttosto che la ristrutturazione"; i Primari hanno detto "esistono dei problemi che sono diventati ingestibili, o si danno delle risposte o la qualità dell'assistenza sanitaria in Valle d'Aosta rischia di essere compromessa".

Voi lo sapete, tra i Primari qualche problemino c'è stato, probabilmente c'è ancora anche in questo periodo qualche attrito, allora se hanno pensato di porre la stessa diagnosi sulla sanità valdostana, forse questa volta è meglio ascoltarli. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 19,16 presiede il Presidente Bich.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz.

Bondaz (DC) Io vorrei stemperare un momentino questa discussione, che sicuramente è stata interessante ed un merito ha avuto la presentazione di questa richiesta di convocazione: finalmente siamo riusciti a stanare dalle loro tane - se mi passate l'espressione - alcune persone e l'Assessore stesso, che finalmente hanno detto qualcosa.

Voglio dire una cosa, Consigliere Rollandin. L'ironia è estremamente facile a farsi quando si fa tutta una storia di questo tipo, ma mi permetto di dire che se si potesse fare dell'ironia sarebbe altrettanto semplice farne su quello che è stato il passato, nel senso che la sua persona ha avuto prima la carica di Assessore alla sanità, poi di Presidente della Giunta, per cui tutti questi problemi che oggi sembrano già definiti, fatti - la delibera è stata fatta non c'era bisogno di fare questo discorso - sarebbe stato estremamente semplice che fossero portati a termine senza dover arrivare oggi, dopo 4 anni, a fare una discussione di questo genere.

Io mi rendo conto che le questioni che riguardano il Mauriziano, a cui alcuni hanno fatto riferimento, sono sicuramente questioni importanti; è vero quello che dice Rusci che l'Ordine Mauriziano è tutelato costituzionalmente, ma, Santo Dio!, ci siamo sempre piccati noi valdostani - da sempre, a qualunque partito apparteniamo - di essere una Regione a statuto speciale, una Regione che crede nella sua totale autonomia, nella possibilità che questa autonomia speciale ci deve dare, allora bisogna anche avere il coraggio di fare delle scelte o dare delle indicazioni che poi possono anche essere in contrasto, per carità!

Qui certe volte si ha la paura di sbagliare e la paura di sbagliare fa non fare e il non fare è la cosa peggiore che possa esistere in un'Amministrazione, perché uno può fare e sbagliare anche, in buona fede - perché io do la buona fede a tutti - ma il non fare è la cosa peggiore.

Se siamo veramente convinti che la nostra autonomia deve essere un'autonomia non assistita, così come ci ha detto l'anno scorso, in una conferenza che è stata fatta qui in questo palazzo dal prof. De Rita, che ci ha fatto una lezione e ci ha detto sulla faccia che noi siamo autonomia assistita e protetta, allora cerchiamo di non esserlo più.

Quindi cerchiamo di fare delle cose che possono, al limite, anche andare in contrasto con quelle che sono le leggi, ma che possono avere un fondamento autonomistico valido e importante.

Anche in questo problema che riguarda l'ospedale c'è la possibilità di fare un'azione di questo genere, perché è vero che l'Ente Mauriziano è un ente potente, come qualcuno ha detto, è verissimo, nessuno lo discute, avrà le sue tradizioni, le sue capacità, ma non voglio pensare che la Regione autonoma della Valle d'Aosta, solo per questo semplice motivo, non sia in grado di tutelarsi in un altro modo.

Se così è, se s'intende l'autonomia come un qualcosa di prospettico, come un'autonomia in fieri e non un'autonomia statica, per cui siamo diventati un'Amministrazione che si prende i soldi da Roma, se li gestisce e li dà ai valdostani, quindi siamo un'autonomia assistita così come ci ha detto il prof. De Rita- se ci crediamo - ma visto che l'Assessore alle finanze crede molto in queste organizzazioni, allora cerchiamo di cambiare anche noi la mentalità. Cerchiamo di fare qualcosa che serva alla nostra Regione.

E se vogliamo fare qualcosa possiamo anche metterci in contrasto con l'Ente Mauriziano, non è detto che il mettersi in contrasto possa essere qualcosa di non producente e di non valido e non possiamo vincere una certa difficoltà di impostazione, di tutela dell'Ente Mauriziano.

Io credo che l'Ente Mauriziano abbia delle difficoltà, sicuramente oggettive, se non mantiene in Valle d'Aosta, o in una regione limitrofa al Piemonte, un suo presidio ospedaliero anche minimale. Qualcuno ha ricordato anche la questione di Saint-Vincent, verissima, c'era anche questa ipotesi che poi è andata in fumo ed era una proposta che avrebbe cercato di salvare un po' capra e cavoli, di questo do atto.

Se non si arriva a queste cose in termini di contrattazione con l'Ente Mauriziano, e io credo non riusciremo mai a metterci d'accordo con l'Ente - io lo dico con dispiacere questo - perché se l'Ente non mantiene queste strutture muore, muore per dettato costituzionale; quindi non può permettersi di morire, a meno che non trovi qualche soluzione in qualche altra regione, cosa che evidentemente non gli interessa.

Allora dobbiamo cercare di superare questo da un punto di vista costituzionale se vogliamo dare alla nostra autonomia un qualcosa di pressante, un qualcosa di valido, un qualcosa di prospettico; non sederci "la Costituzione dice quello, l'Ente Mauriziano è qualcosa di troppo forte per noi e noi ci sediamo, stiamo fermi, stiamo zitti, non diciamo niente", io credo che questa sia la cosa peggiore.

E' vero, qualcuno ha detto: "dobbiamo decidere il nuovo, il vecchio". Mi rendo conto che la domanda posta così è una domanda la cui risposta è estremamente semplice, è chiaro che il nuovo è sempre meglio del ristrutturato, non ci sono problemi a questo riguardo, però mi permetto di dire, senza far della polemica, perché non mi va di farla, che nel passato si era parlato contro l'ipotesi di un nuovo ospedale, ma si voleva una ristrutturazione del vecchio con l'abbattimento della palestra CONI, con tutti i problemi che questo avrebbe comportato, con la creazione dei parcheggi lì vicino, quindi con l'intasamento di tutta una zona della città di Aosta che, a mio giudizio, sarebbe stato negativo.

Questo è un giudizio del tutto personale, non condivido personalmente una ristrutturazione dell'ospedale in quella sede così, o quanto meno la ristrutturazione totale; che poi si debbano fare delle ristrutturazioni parziali nell'attesa di costruire il nuovo, questo credo che sia lapalissiano, perché se non fosse così evidentemente manterremmo una struttura ospedaliera che presenta delle deficienze.

Viceversa noi dobbiamo giocare le nostre carte su due strade: una quella della costruzione dell'ospedale nuovo e l'altra, quella di ristrutturare quelle divisioni, quei presidi, o quella parte di ospedale che ha necessità di mettere a posto le proprie cose. E in questa ottica ci si era mossi.

Io mi auguro che il Consigliere Rusci abbia fatto il suo intervento provocatorio in un certo qual senso, perché quando mi viene a dire che l'Assessore - e, per carità, se è vero io m'inchino e non dico niente di più - dice che entro 30-40 giorni viene risolto il problema con l'Ente Mauriziano, io ne prendo atto e sarò il primo a dirgli che è stato bravo, che la Giunta è stata brava.

Io non ho motivi per dire una cosa per un'altra, mi permetto di avere qualche dubbio, tutto lì.

Poi può darsi che i tempi siano estremamente brevi proprio perché sono parecchi anni che si sta trattando col Mauriziano ed il Mauriziano, probabilmente, dice "adesso finiamo con questa patata bollente che continua a rimanerci in mano".

Poi il discorso della localizzazione, signori miei, è un discorso che va affrontato coi tecnici più che da noi Amministratori, o politici, se vogliamo usare questo termine un po' grosso.

D'altra parte - qui mi riferisco all'ironia che faceva il Consigliere Rollandin - dice "è come fare una villa, se io devo fare una casa devo dire al progettista dove voglio farla".

Può anche essere vero questo, ma è anche vero che i problemi urbanistici che esistono per la costruzione di un ospedale sono di gran lunga superiori a quelli della costruzione di una villa, non è così semplice.

Tant'è che nel mandato che era stato dato allo studio Quaranta era preventivato anche questo: lo studio Quaranta doveva dirci anche qual'era la localizzazione sulla base delle scelte urbanistiche esistenti; poi si può cambiare il ruolo di un terreno, che da agricolo può diventare necessario per i servizi sanitari, ma Santo Dio!, ci è sembrato estremamente corretto dare questo incarico allo studio Quaranta.

Che poi lo studio Quaranta abbia fatto come dice Rollandin:"qui va bene, qui va bene", è un fatto di cattiva gestione di un mandato, se così è stato.

Io mi auguro che viceversa questo non sia stato fatto, che siano state fatte delle scelte su quelle località che meglio potevano essere localizzate per una nuova struttura ospedaliera.

Anche perché, e mi ricollego a quanto è stato detto nella conferenza-stampa da parte del Collegio dei primari, a parte la questione dei posti-letto che evidentemente è una questione che dovrà essere in qualche modo risolta, ma che certamente ha delle difficoltà - e qui mi riferisco anche a quanto diceva Rusci - la legge prevede l'autofinanziamento degli ospedali. Mi sta molto bene, può essere un criterio di managerialità importante che si vada verso una specie di privatizzazione anche in questo campo, ma mi fa specie e condivido quanto è stato scritto che dice "questo significa che se il nostro ospedale non si metterà competitivo con le altre strutture sanitarie, private o pubbliche - di private non ne esistono in Valle d'Aosta - di altri stati confinanti assisteremo ad un progressivo calo di disponibilità economiche con conseguente riduzione della qualità dei servizi offerti. Anche questo può innescare un altrettanto evidente circolo vizioso".

E' evidente questo, perché se noi non diamo dei servizi particolari, interessanti, la gente dice "ma io ho bisogno della risonanza magnetica, non mi fermo ad Aosta, non c'è, vado a Bergamo, vado a Torino, vado a Grenoble".

Se questo è l'indirizzo io vorrei sapere, e mi spiace, come mai l'Assessore alla sanità che faceva parte della maggioranza precedente e quindi mi riferisco non solo al PDS, ma mi riferisco al partito repubblicano, agli ADP, che in accordo si è deciso di acquistare la risonanza magnetica e viceversa adesso ci presentano come Giunta, di cui loro fanno ampiamente parte, una revoca di questa legge, che va evidentemente in contrasto con quelle che sono le richiese di autofinanziamento a cui Rusci ha fatto riferimento.

Io condivido in gran parte le cose che lui ha detto.

Qui ci troviamo in una situazione di contrasto, da una parte si dicono tante belle cose che possono anche essere condivisibili e dall'altra parte si agisce diametralmente nella direzione opposta.

A questo punto bisogna che qualcuno, il Presidente della Giunta se è il caso, prenda il mazzo in mano e dica finalmente le ragioni dei pro e dei contro e qual'è l'indirizzo specifico che si vuol dare a questo problema, al di là dell'ospedale nuovo o dell'ospedale vecchio, perché comunque l'autofinanziamento, se la legge va avanti in questi termini, ci sarà sia che noi abbiamo l'ospedale nuovo, sia che rimanga l'ospedale vecchio.

Quindi le esigenze di carattere finanziario rimarranno sempre ed oggi sappiamo quanto costa la sanità in Valle d'Aosta.

Quindi non vorrei che, come è successo nel passato in termini abbastanza modesti, nascessero in Valle d'Aosta, per carenza dell'Ente pubblico - quindi carenza nostra, di tutti - delle strutture private per permettere ai cittadini di avere determinati servizi.

Può anche essere giusto questo, per carità, il regime di monopolio non va molto bene, la concorrenzialità è una cosa che da più sprint anche ai nostri Primari, ai nostri medici, agli stessi infermieri che avrebbero della concorrenza.

Qui c'è scritta una cosa che mi ha fatto molto sorridere, anche se è una cosa indubbiamente molto vera, quando si dice che abbiamo assistito negli anni 70 e 80 ad una deospedalizzazione.

Direi che un'affermazione di questo tipo purtroppo è vera, ma detta da questo Collegio dei primari, mi è suonata come un campanello d'allarme non indifferente.

Con questo - e voglio concludere - non è che il problema dell'ospedale in sé o della sanità in Valle d'Aosta sia colpa, caro Bajocco, di Cout, perché voglio dirti che questa responsabilità ce l'abbiamo tutti quanti, perché è dal 1970 che stiamo parlando di queste cose; forse tutti insieme abbiamo perso molto tempo a discutere "dobbiamo ristrutturare, dobbiamo costruire, o dobbiamo fare" e poi non facevamo perché "a me piace blu ed all'altro piace verde".

Cerchiamo di mettere un punto fermo, diciamo esattamente qual'è la nostra posizione e andiamo avanti, ma non abbiamo paura di andare avanti, facciamo qualcosa!

Cari signori della Giunta, prendete delle decisioni qualunque esse siano, vedrete che in qualche modo risolveremo dei problemi, ma star fermi - scusatemi e chiudo - è la cosa peggiore.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Martin.

Martin (ADP) Signor Presidente, signori consiglieri, io spero veramente che quella di oggi sia per questo Consiglio l'ultima tappa - su questo argomento per lo meno - di un lungo giro che fino ad oggi ci ha fatto spendere molte parole, ma non ha prodotto poi, in realtà, nessun fatto concreto.

Spero che quest'oggi, con questa seduta straordinaria, si possa invertire la tendenza, si possa veramente arrivare a qualche risultato concreto.

Penso che non sia più ammesso, soprattutto su un argomento di questo genere, il solito gioco delle parti che si fa notoriamente tra maggioranza ed opposizione.

Non è possibile perché, dicevo, è un argomento molto importante, ma non è possibile a mio avviso anche perché su questo argomento tutte le forze politiche hanno avuto modo di dire la loro, chi direttamente avendo gestito per anni l'Assessorato interessato, chi indirettamente avendo partecipato a Giunte che negli anni si sono susseguite.

Quindi direi che le forze politiche sono tutte, in egual misura, responsabili dei ritardi - perché di ritardo certamente si tratta - su questo problema, ritardi denunciati dai Primari in una Conferenza-stampa di alcune settimane fa, ritardi denunciati dagli operatori sanitari, dall'opinione pubblica, ritardi che fino ad oggi non ci hanno fatto dire se siamo per il sì o per il no rispetto ad una nuova costruzione, se siamo per il sì o se siamo per il no rispetto ad una ristrutturazione.

Questo è un peccato, perché se non altro, avessimo detto sì almeno ad una ristrutturazione, siccome questo argomento è da parecchio tempo che si trascina, oggi forse i lavori sarebbero stati terminati.

E' inutile piangere sul latte versato, penso che sia invece utile mettere una pietra sopra a quello che è successo in passato, è inutile ricercare polemiche, è inutile ricercare primogeniture, perché come vi dicevo su questo argomento certamente non ce ne sono.

Soprattutto penso sia inutile ricorrere alla retorica rifacendo la storia da Adamo ed Eva, perché su questo argomento la storia la conosciamo tutti e penso che siamo tutti d'accordo che adesso è importante mettere la parola fine.

Qual'è la nostra posizione politica su questo argomento? Noi pensiamo che per affrontare compiutamente questo argomento, quattro siano i problemi principali che si debbono affrontare.

Il primo riguarda la vertenza con il Mauriziano; abbiamo sentito dall'Assessore - e lo ha ribadito il mio collega Rusci - che ci sono prospettive nuove con l'Ordine Mauriziano, che pare che le cose si stiano mettendo bene. Io sono sicuro che sulla base di queste prospettive l'Assessore Cout riuscirà, in un tempo che ha stimato in 30 giorni, 45, 2 mesi - non è il giorno più il giorno meno - laddove i suoi cinque predecessori non sono riusciti per 15 anni.

E sarò felicissimo se questo avverrà, perché finalmente si potrà mettere la parola fine su un argomento che da troppo tempo si trascina.

Se questa è la trattativa che sta andando avanti col Mauriziano, acquistiamo quindi l'ospedale di viale Ginevra, chiudiamo la trattativa o dando una nuova sede a questo ordine che sappiamo, per statuto, deve avere una sede in una regione diversa dal Piemonte, quindi in Valle d'Aosta, oppure con un reparto - come pare stiano chiedendo - nello stesso presidio che andremo a costruire.

Bisogna però fare in fretta, bisogna chiudere al più presto queste trattative, in modo che si possa procedere speditamente sulla ristrutturazione o sulla costruzione del nuovo.

Il secondo problema: penso si debba pensare alla situazione attuale in cui versa l'ospedale di viale Ginevra. Servono lavori di manutenzione straordinaria, è necessaria la ristrutturazione di alcune parti per il recupero di un numero di letti che ci riporti più vicino agli standard nazionali, serve un'azione politica a mio avviso finalizzata alla valorizzazione professionale del personale e tutto questo naturalmente solo in attesa di una soluzione che deve essere poi definitiva.

Quindi serve un maquillage per fare fronte nel medio periodo a quelli che sono i problemi più evidenti che si manifestano oggi in questa struttura ospedaliera.

Il terzo problema, la soluzione definitiva del futuro ospedale regionale o attraverso la ristrutturazione e l'ampliamento dell'esistente, o attraverso la costruzione di una nuova sede ospedaliera.

In questo senso ci è stato presentato uno studio condotto da una équipe di professionisti di Torino, noi condividiamo molte delle affermazioni che sono fatte in questo studio, soprattutto dove ci viene specificato che non è più possibile ampliare l'ospedale di viale Ginevra, per problemi urbanistici legati al traffico, legati alla viabilità, legati al problema dell'inquinamento; per problemi di spazio, lo spazio è molto contenuto, manca lo spazio per dotarlo di parcheggi idonei; per problemi strutturali dell'ospedale stesso.

Non dimentichiamo che si andrebbe ad intervenire su un fabbricato che è vicino, o forse addirittura ha già superato, i 50 anni di età.

Viceversa ci pare che si possano fare delle considerazioni favorevoli, delle considerazioni positive sulla costruzione di un nuovo ospedale che nello studio viene indicato, come zona idonea, in quel di Saint-Christophe.

Vi sono considerazioni favorevoli di tipo economico, ma anche di carattere più tipicamente di razionalità del servizio reso al pubblico, possibilità di spazi più ampi, possibilità di avere parcheggi sufficienti.

Qualcuno ha detto che dire se è meglio il nuovo piuttosto che la ristrutturazione, significa dare una risposta di tipo banale.

Questo è certamente vero, però io vorrei ricordare che fino ad oggi una risposta di questo tipo, in quest'aula, non è mai stata data. Allora o siamo banali tutti noi, oppure è arrivato il momento di dare una risposta, anche banale, ad un problema che certamente banale non è, perché è molto serio e una volta per tutte deve essere affrontato e questa è la sede per dire cosa vogliamo fare.

Ho detto che noi siamo favorevoli alla costruzione di un nuovo ospedale piuttosto che all'ampliamento dell'esistente; questo dice lo studio perché lo studio non pone in alternativa la costruzione del nuovo piuttosto che le tre sedi attuali, pone la costruzione di un nuovo ospedale in alternativa ad un'unica sede ampliata dell'esistente.

Dicevo che siamo favorevoli a questo e questo sarà certamente più facile da ottenere se avremo chiuso la trattativa col Mauriziano, ma io, mi sbaglierò anche, ma ho l'impressione che si possa comunque, anche in mancanza di una chiusura della trattativa col Mauriziano, percorrere questa strada, perché questo potrebbe anche, forse, condizionare in senso positivo per noi la trattativa col Mauriziano.

Ossia andare a costruire quei posti-letto che sono già di nostra proprietà e che non sono del Mauriziano.

Lo studio Quaranta ci ha fatto capire che con le tecniche attuali e quello che lui propone è possibile procedere per lotti, è possibile successivamente ampliare un ospedale regionale; certo, bisogna essere molto previdenti e fare in modo che l'area che si va ad acquisire sia molto ampia - questo sarà certamente necessario - per ampliamenti futuri, per avere del verde attorno e cose di questo genere.

Quindi penso che questo si possa fare anche se non c'è una chiusura definitiva col Mauriziano.

Il quarto problema forse è legato meno all'argomento che trattiamo oggi che è ospedale nuovo oppure ampliamento dell'esistente; penso che noi ci dobbiamo chiedere, come d'altronde ha fatto prima Riccarand, cosa ci serve, cosa serve ad una comunità come la nostra.

Io ho sentito dire nel piano socio-sanitario regionale che era prevista l'istituzione di un osservatorio epidemiologico che doveva servire a dirci quali erano le necessità nel settore ospedaliero della nostra regione; mi pare che questo non sia mai stato utilizzato, non sia mai stato istituito e non so se oggi siamo in grado veramente di dare una risposta a questa domanda.

Un altro argomento, a 10-12 anni dalla riforma sanitaria e visto che ho sentito parlare di un aggiornamento, che ritengo giusto, un aggiornamento del piano socio-sanitario regionale, non è forse lecito chiedersi se è ancora valida l'organizzazione interna dell'USL in 8 servizi?

Non è forse lecito chiederci se è ancora di attualità la suddivisione della valle in 14 distretti? Questo è un altro argomento su cui, a mio avviso, dovremmo forse avere una risposta.

In terzo luogo vogliamo pensare alla sanità in valle in maniera un po' diversa da come abbiamo fatto fino ad oggi? In altri termini, vogliamo sviluppare una politica sanitaria che preveda l'ospedale regionale ed altre strutture sanitarie collegate al nostro territorio, alle qualità climatiche che offre la nostra media montagna? Vogliamo sviluppare, in definitiva, un'industria della salute? Non pensiamo che oltre a non dover mandare i valdostani altrove per certe riabilitazioni, non possiamo diventare noi coloro che offrono questi servizi con indubbi vantaggi per l'occupazione e per l'economia indotta?

Io penso che questa sia una delle cose a cui questo Consiglio regionale, oltre a pensare all'ampliamento o alla costruzione del nuovo ospedale, debba forse pensare, per dare una prospettiva molto più larga alla situazione sanitaria in generale, ma non solo sanitaria in quanto qui si tratta di dare delle risposte anche sul piano dell'occupazione e di dare delle nuove prospettive anche all'economia della nostra valle.

Sono alcune considerazioni che pongo all'attenzione della Giunta, in particolare dell'Assessore alla sanità, ribadendo che per quanto riguarda il nostro gruppo, ci auguriamo che quanto prima possiamo chiudere l'annosa trattativa con il Mauriziano e, chiusa questa, si possa quanto prima partire con i lavori di ristrutturazione dell'attuale ospedale e poi, finalmente, dare questa risposta così banale sulla costruzione di un nuovo ospedale.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti, dopodiché nessun altro Consigliere si è iscritto a parlare. Se i colleghi consiglieri intendono farlo, per programmare i tempi, sarebbe bene che lo facessero subito.

La parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC)Grazie Presidente.

Io volevo dire che ho ascoltato con molta attenzione tutti gli interventi che si sono succeduti dopo il mio intervento iniziale e devo dare atto che sono stati interventi concreti, interventi anche precisi e devo dire che sono ancora più soddisfatto di aver promosso questa convocazione con gli altri 11 consiglieri regionali proprio per l'esito che ha avuto e sta avendo questo confronto sul problema sanità.

Voglio dire che è vero che nella mia esposizione ho anche debordato dal tema vero e proprio che era all'ordine del giorno, Consigliere Bajocco, però, vede, io sono trascinato anche a debordare nel momento in cui mi accorgo che si assumono degli impegni e poi non si portano avanti e non si rispettano.

Allora si coglie l'occasione per dire che si erano fatte delle scelte che poi non si sono portate avanti e guarda bene che queste scelte non fatte e poi non portate avanti si ripercuotono su una situazione delicata come quella del settore sanitario.

Oggi noi abbiamo una situazione nella sanità e nell'USL che sta esplodendo e c'è certamente chi ne risentirà di questa situazione; saranno certamente gli utenti, perché se si arriva ad azioni di sciopero, di lotta, per ottenere il rispetto degli accordi sindacali, è chiaro che chi ne risente sono gli utenti che potrebbero aver bisogno dei servizi o dei ricoveri ospedalieri.

L'Assessore Cout nella sua breve risposta ha detto: "noi vogliamo fare scelte serie, i problemi della sanità sono seri e gravi, per cui meritano scelte serie e risposte meditate". Noi siamo d'accordo su questo, che non si può certamente affrontare alla giornata il problema della sanità e che ci vogliano risposte serie ed anche meditate, ma questo studio di fattibilità era in possesso dell'Assessore fin da settembre e c'è voluta la richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale per poterlo avere in questo Consiglio e per poterlo affrontare e discutere.

Pacatamente com'è stato affrontato, a parte il mio modo di parlare, tutte le forze politiche hanno partecipato e si conosce oggi qual'è l'orientamento generalizzato del Consiglio sul problema dell'ospedale nuovo sì, o ospedale nuovo no, se la vogliamo mettere in questi termini.

Assessore Cout - e mi riferisco anche al Presidente Lanivi - è vero che c'è la legge-delega, ci sono problemi di bilancio, bisogna anche ragionare in maniera manageriale, come ha anche affermato in certe sue riflessioni il Consigliere Rusci, ma è vero, noi siamo una Regione a statuto speciale, dobbiamo però garantire buona assistenza a tutti i cittadini, a chi ha i soldi ed a chi non li ha.

Stiamo attenti a fare determinati ragionamenti Consigliere Rusci, che poi ci sia chi si può curare perché ha i soldi e chi non ha i soldi non si cura, perché questo è il problema di fondo. Quello che a noi interessa è realizzare una sanità che garantisca l'assistenza a tutti i cittadini che abitano nella nostra regione.

Ci deve essere certamente una gestione manageriale, ma se è necessario non spenderemo in altri settori e cercheremo di spendere di più nella sanità, se si rende necessario, come Regione, delle nostre risorse, se non ci vengono dal fondo sanitario nazionale.

Vedremo noi, quando si fanno i bilanci, di spendere di più nel settore della sanità, ma io sono convinto che non bisogna smantellare nemmeno in questo settore lo stato sociale; oggi non siamo, neanche nella nostra regione, in queste condizioni.

Poi voglio dire, Assessore Cout, il problema del Mauriziano: io non ho capito su che metodo siamo o non siamo rivolti. Lei ha detto che il Mauriziano è interessato a qualsiasi scelta che la Regione compia, mi pare abbia detto così.

Io sono convinto, lo so, perché lo stesso discorso è stato fatto nei miei confronti quando ci siamo incontrati per discutere il futuro. Il Mauriziano è disponibile alla vendita del suo ex Mauriziano, dell'ospedale che ha qui, è disponibile ad altre soluzioni pur di rimanere certamente, con un puntino nella cartina geografica del Mauriziano, anche in Valle d'Aosta. Ecco perché io dico che è un falso problema quello del Mauriziano e non ce lo trasciniamo dietro per non decidere.

Questo è quello che io raccomando Presidente Lanivi, non ci trasciniamo dietro il Mauriziano per non decidere, o per mantenere fede alla delibera 875, come qualcuno - ho capito - qui dentro vuol fare.

Siamo tutti d'accordo, se quella è la strada che seguiamo manteniamoci fede, però se quella non è la strada...; sarei anch'io favorevole alla delibera 875 se quella è la strada, ma non possiamo mantenere fede a questa delibera cercando la maniera di trascinare la vicenda e la conflittualità con il Mauriziano.

Noi dobbiamo decidere cosa vogliamo fare, ospedale nuovo oppure ristrutturazione e ampliamento, dopodiché andiamo al Mauriziano con una proposta ben precisa e gli diciamo "la Valle d'Aosta intende realizzare questo, la tua presenza in Valle d'Aosta è questa"; è lì che si confronta e si discute, ma dobbiamo andarci con le idee chiare.

I 15 giorni, i 30 giorni, i 45, non servono a niente, non risolvono il problema se non ci andiamo con una proposta precisa; se non la volete fare in Consiglio fatela in Giunta, ma fatela questa proposta, altrimenti il problema non si risolve e non si affronta.

Quindi quello che chiedo, Assessore, è di vedere di fare una proposta precisa, non ci potete tirare dietro dicendo "ma il Mauriziano questo non vuole...", no il Mauriziano la chiede una proposta.

Se c'è da acquistare il vecchio lo acquisteremo, ci faremo uffici, ci faremo altre cose, se è necessario.

L'altro problema è questo, caro Consigliere Rollandin, io ho cercato nella mia relazione-introduzione di ricordare anche cosa prevedeva la delibera 875, lo so che lo sappiamo tutti quello che prevedeva la delibera, e ho cercato anche di dire cosa preveda lo studio di fattibilità dello studio Quaranta.

Ho cercato sinteticamente di ricordare una cosa e di ricordare l'altra, quanto veniva a costare l'una e quanto venivano a costare le altre per poter cercare di fare un confronto ed una riflessione, così come prevedeva la legge 51 che ci ha dato mandato, alla luce dei due progetti, di vedere qual'era il migliore da seguire nella nostra regione, e ho fatto una valutazione.

Dice Rollandin "c'è scritto qui", lo so anch'io che è scritto qui, l'ho letta 10.000 volte quella delibera! Figurarsi se non la so, la so a memoria.

Anche quando fa l'ironia e dice "sa, quando si costruisce qualcosa bisogna dire anche dove si va a costruire"; caro amico Rollandin, io ti devo dire che io ricevetti una lettera dall'allora Presidente della Commissione competente, che era Vallet, dove mi si diceva, fra gli obiettivi da mettere, perché la scelta della società a cui affidare l'incarico di realizzare lo studio di fattibilità fu portata in Commissione consiliare, mi pare la terza; io andai in questa Commissione e dopo mi fu fatta una lettera che mi diceva qual'era il pensiero di Riccarand e qual'era il pensiero di Perrin e di Vallet.

Dove mi si diceva: "eseguire, nell'eventualità di un orientamento favorevole ad una struttura ospedaliera completamente nuova, uno studio urbanistico di localizzazione - presentazione di una rosa ristretta di localizzazioni - con le individuazioni degli elementi di giudizio e con la presentazione della soluzione che sarà giudicata più idonea da parte della società". Questo è quello che mi fu detto dalla Commissione consiliare quando si scelse la società che doveva fare lo studio di fattibilità, non mi sono alzato la mattina e me lo sono inventato e ho detto "andate a costruire la villa nel tal posto".

Dopodiché questo è stato riportato nel disciplinare allegato alla delibera d'incarico allo studio Quaranta, dove si diceva "uno studio urbanistico di localizzazione".

Quindi è inutile venir qui a fare dell'ironia, Rollandin, accettate il confronto per lo meno. Sembra quasi che il confronto dia fastidio.

Cercate di demolire le posizioni degli altri, perché non accettate il confronto; dico accettate il confronto e il dialogo, discutiamo, confrontiamoci e poi la soluzione si trova.

Non si fanno i primi della classe, certamente, con la presunzione di demolire gli altri, ma mica gli altri si fanno demolire, io vengo qui dentro sempre documentato e so benissimo che questo che abbiamo fatto fu deciso dalla Commissione consiliare, su suggerimento della Commissione consiliare, che io ho riportato nel disciplinare e la Giunta approvò la delibera col disciplinare che era stato fatto.

Quindi non è che l'abbiamo inventata, una mattina mi sono alzato e abbiamo inventato questa cosa, l'abbiamo portata perché volevamo portarla.

E' come il discorso degli 800 posti-letto, è chiaro, si è detto 100.000 volte qui dentro che dovevamo arrivare a 800 posti-letto con la ristrutturazione e l'ampliamento, come con l'ospedale nuovo. Tutte e due le strade dovevano portare a 800.

Adesso tutte le strade portano, con la finanziaria, a 700 e dovremo arrivare a 700, perché la finanziaria prevede il 6 per mille, in base agli abitanti. L'ho detto anche nella conferenza-stampa.

C'era solo da vedere qual'era la strada da seguire per arrivare, allora, a 800 e oggi a 700 posti-letto.

Quello che mi spiace, nel concludere questo intervento, è questo - e concludo perché non voglio farla più lunga di quello che non è ed altre cose le rivedremo in occasione del prossimo Consiglio regionale, perché ci sono interpellanze e mozioni e ne andremo a riparlare - che ho l'impressione che oggi, nonostante tutto, ci sia chi non vuol scegliere.

Arrivati in finale a questa riunione di Consiglio regionale, sarebbe molto grave e serio dire di non scegliere e rifugiarsi dietro il discorso del Mauriziano per non scegliere.

Io dico che se voi maggioranza fate questo, non siete credibili né oggi né domani, avete soltanto lo scopo e l'obiettivo di rinviare un problema che oggi può trovare soluzione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio.

Milanesio (PSI) Sarò brevissimo. Intanto intendo preannunciare la presentazione di un ordine del giorno che chiede sostanzialmente (fuori microfono)

PresidenteDovreste solo consegnare.

Milanesio (PSI)Io intendo presentare un ordine del giorno che ho scritto a mano, lo consegnerò e poi ne farò fare una copia dattiloscritta.

Volevo solo aggiungere brevissime considerazioni finali sulla scorta degli interventi che si sono succeduti dopo quanto mi ero permesso di dire, sia pure in forma sintetica.

Io credo che comunque un dato possa essere acquisito questa sera da questo Consiglio, ed è sostanzialmente l'improponibilità dell'ampliamento dell'ospedale esistente.

Io credo che poi si possa anche sforzarci di arrivare a qualche altra conclusione, per esempio l'ubicazione del nuovo presidio ospedaliero.

So benissimo che questo è un argomento parziale, ma vorrei ricordare - l'ha fatto bene anche Bajocco - che questo Consiglio è stato convocato certamente per occuparsi di problemi della sanità, in qualche modo, in generale, ma con un oggetto all'ordine del giorno specifico ed è su questo che ci si deve esprimere, altrimenti - scusate l'espressione - avremmo fatto la pipì fuori dal vaso.

Io ribadisco che mi pare che dagli interventi della gran parte dei consiglieri si evinca che non è proponibile, per ragioni diverse, diversissime, che non voglio illustrare, che sono già state illustrate, che sono contenute in questa relazione, che non è proponibile l'ampliamento dell'attuale ospedale.

Poi ci sono dei tempi, tempi lunghi, che si allungano sempre di più, è chiaro, se non dimostriamo la necessaria determinazione; e lì io do ragione a quanti sostengono che la questione dell'Ente Mauriziano è una variabile indipendente da questa vicenda, perché solo se noi abbiamo le idee chiare e diciamo cosa vogliamo fare, possiamo trovare una soluzione per l'Ente Mauriziano.

Sappiamo benissimo che la soluzione che vuole l'Ente Mauriziano è quella di mantenere una presenza ospedaliera, in qualche modo, in Valle d'Aosta, ma siamo noi che dobbiamo circoscrivergliela e in qualche modo anche caratterizzarla, perché non è un fatto negativo se si può verificare, ad esempio, un minimo di concorrenza.

Come potrebbe anche verificarsi, invece, una presenza di specializzazione, quindi complementare rispetto ad un ospedale generale.

Quindi è fuorviante, secondo me, il discorso della necessità di far precedere tutto questo da una trattativa, noi dobbiamo sapere quello che vogliamo e fino ad oggi, se non abbiamo chiuso la trat-tativa con l'Ente Mauriziano, è perché non sapevamo quello che volevamo.

Per lo meno qualcuno voleva l'ampliamento dell'ospedale, ma questa soluzione mi sembra tramontata alla luce di questo studio, parziale, ma prezioso, se non altro sotto questo profilo.

Questo studio è arrivato, se non altro, a questa conclusione, che se volessimo ampliare l'Ente ospedaliero, lì dov'è adesso noi dovremmo coventrizzare quel quartiere, cioè dovremmo demolire un quartiere e creeremmo dei problemi di viabilità, urbanistici, non ci sarebbe il rispetto degli standard edilizi, non ci sarebbe il rispetto degli standard qualitativi; insomma non si può fare. Almeno questo dovremmo cercare di capire questa sera.

Dopodiché qualcuno di noi si è permesso di indicare delle soluzioni, ha detto "sarebbe meglio Saint-Christophe", ci fermiamo lì.

Se dalla discussione di questa sera scaturisse, se non altro, una decisione di questo tipo sarebbe già molto importante.

Noi non vogliamo sostituirci alla Giunta, non vogliamo sostituirci al governo regionale, non siamo noi che dobbiamo fare le trattative, però procediamo. Mi pare che siano maturi i tempi per prendere questa decisione.

Io insisto poi nella presentazione di quell'ordine del giorno col quale invito il Presidente della quinta Commissione a convocare per delle audizioni conoscitive quei personaggi, quei ruoli, quelle entità, che in qualche modo dovrebbero dare applicazione alla 412 che mi sembra che in questo momento sia oggetto di gravi incomprensioni, quanto meno di gravi incomprensioni.

Presidente Chi chiede ancora la parola? Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV)Je sais très bien que sur un point il y a une difficulté et c'est de donner une réponse au thème que je crois est à la base de n'importe quel choix.

Si le Mauricien a 432 places-lit, de quelle façon on peut résoudre le problème sans avoir l'avis et l'accord avec l'ordre des Mauriciens.

Si quelqu'un est à même de donner cette réponse, je crois que les autres débats ont sans doute un sens. Car la loi que quelqu'un a voulu réappeler même la loi finanziaria, comme les autres lois précédentes, disait que au niveau régional dans l'ensemble les places-lit nécessaires sont - avant c'était le 6,5 pour mille, et les autres le 7 pour mille.

Mais si on ne résout pas ce problème, je regrette - je ne veux convaincre personne, je veux seulement redire cet aspect pour la simple raison qu'il soit clair que quelqu'un ne veut pas comprendre.

Quelqu'un ne veut pas comprendre que le thème qu'aujourd'hui on veut faire passer comme finalement le choix, est à nouveau mera illusione. Et je regrette qu'on fasse certaines affirmations à la veille de certaines échéances - voire les élections.

Si quelqu'un veut faire paraître comme résoulus les problèmes de la santé en Vallée d'Aoste avec finalement le nouveau choix, eh bien, je crois que c'est un mauvais choix et un mauvais résultat pour ce qui est du travail du Conseil.

Car malheureusement ce n'est pas qu'on ne veut pas choisir: on ne peut pas choisir.

Je regrette que quelqu'un nous invite à être plus autonomistes. Quelqu'un se rappelle encore du Decreto Bordon; on avait fait le coup de force: finalement ospedale regionale.

Là on a eu le débat, il y a eu une plainte qui s'est traînée pendant des temps, des années. Résultat, après tous les recours, les contre-recours, sentence définitive: la propriété est de l'Ordre Mauricien.

Alors, si on veut faire paraître que finalement on peut faire tout ce qu'on veut, que finalement on peut choisir, j'estime qu'on peut même, à nouveau, donner l'idée de résoudre un problème. Malheureusement ce n'est pas ainsi.

Et je dirais même que si on veut - comme quelqu'un suggérerait - faire quand même quelque chose, on risque d'empirer encore la question, car l'Ordre Mauricien aura encore davantage la force d'être à même de conditionner la politique régionale en Vallée d'Aoste.

Alors, ou bien on arrive finalement à cet accord, autrement faire des ordres du jour où l'on dit: "on va faire ça, on va faire quelque chose d'autre", je crois que malheureusement ce n'est pas encore le moment. Et personne ne veut attendre, personne ne veut faire des choix différents.

Je crois que ce serait la chose la plus belle de présenter un débat sans avoir l'Ordre Mauricien à côté. Je crois que ce serait la plus belle joie de pouvoir discuter dans cette salle de la santé valdôtaine sans dire qu'il existe le problème de l'Ordre Mauricien.

Et je crois que - comme il s'est déjà passé - on peut faire les plus belles déclarations. On peut faire d'ordres du jour parfaits mais, ou bien les solutions sont réelles et ont du concret, ou autrement ils risquent de rester des bonnes intentions et de bons ordres du jour.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) Molto brevemente anche perché penso che su alcune questioni mi abbia preceduto il Consigliere Rollandin.

Soprattutto per dire che su una cosa io sono d'accordo in questo momento con quanto aveva detto il Consigliere Bondaz, che non sarà l'Assessore in questo momento - e soprattutto lui da solo - che risolverà grosse questioni, quali quella dei rapporti col Mauriziano, o quella della questione dell'ospedale, proprio perché e comunque, penso che in questo momento un Assessore alla sanità in Valle d'Aosta, su queste questioni, debba porsi due problemi.

Uno di sentire esattamente cosa il Consiglio sceglie, quali sono le soluzioni che vengono proposte e le prospettive che si aprono in base a queste soluzioni e poi operare successivamente in modo che queste prospettive possano avere le loro gambe.

Per questo su alcuni aspetti sono stato, forse, frainteso dai Consiglieri Rusci e Martin, proprio perché esistono queste questioni e concordo con quanto diceva il Consigliere Rollandin, è necessario ad un certo punto mettere dei paletti per sapere cosa dobbiamo fare.

Il problema non è che in questo momento, con le condizioni che ci sono, l'Assessore Cout può risolvere le questioni del Mauriziano che si sono trascinate per anni; io non ho certamente quella pretesa, so che è una questione spinosa e delicata quella dei rapporti col Mauriziano, però quello che mi è parso di capire, quello che penso, in qualche modo, sia riuscito a capire anche il Presidente della Giunta, col quale abbiamo avuto questo incontro col Mauriziano, è che in questo momento sembrano disponibili a trattare su alcune questioni.

La cosa è in questi termini, dobbiamo, non in contrasto, ma con una proposta di collaborazione, vedere se col Mauriziano vi è una soluzione, però c'è il pericolo che una proposta possa trascinarsi e possa andare alle "calende greche".

Bisogna mettere dei paletti, bisogna dire entro un certo termine vediamo di sapere esattamente, con degli atti concreti da parte del Mauriziano, quale effettiva volontà c'è di operare nel senso che viene proposto.

Proprio per questo penso che il Consiglio regionale dovrà proporre al Mauriziano delle cose abbastanza precise e il Mauriziano, tramite i suoi organismi - il Presidente, il Consiglio d'amministrazione - con degli atti concreti ci dica sì o no.

Dopodiché, passato un certo tempo, non sarà Cout o, al limite, il Presidente della Giunta che può decidere, sarà Cout o il Presidente della Giunta che porteranno in Consiglio la situazione esatta che è emersa dopo i rapporti che abbiamo avuto col Mauriziano.

Poi si potrà riaffrontare la questione e decidere più liberamente, penso, che il Mauriziano ci dica sì o che il Mauriziano ci dica no.

Io volevo solo aggiungere questo, proprio per spiegare quanto io penso personalmente per ciò che riguarda i rapporti col Mauriziano che, ripeto, si è dichiarato disponibile, ma sono questioni su cui va fatta una verifica.

Detto questo, non so se vi sono altre richieste d'intervento, altrimenti proporrei una pausa di alcuni minuti per vedere se con i colleghi della maggioranza possiamo concordare un ordine del giorno, una risoluzione, anche e soprattutto alla luce di quello che è stato il dibattito in Consiglio.

Presidente La seduta è sospesa per cinque minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,18 alle ore 21,16 e che, dalle ore 21,16, presiede il Vicepresidente Stévenin.

Presidente I lavori riprendono.

Vengono distribuiti un ordine del giorno a firma di Bruno Milanesio, una risoluzione a firma di Beneforti, Riccarand e Milanesio e una risoluzione a firma della maggioranza, presentata dall'Assessore Cout.

Do la parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) Siccome è una risoluzione che è stata corretta e dovrebbe essere battuta, io la leggerei e poi ne farei avere successivamente copia; per non perdere tempo comincerei a leggerla.

Risoluzione

"Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, riunitosi in adunanza straordinaria il 7 gennaio 1993;

Tenuto conto del dibattito svolto sui documenti presentati dalla PRO-GEN S.r.l., concernenti lo studio di fattibilità per la progettazione di un nuovo presidio ospedaliero dell'USL della Valle d'Aosta in merito alla politica socio-sanitaria regionale;

Rilevato che le conclusioni dello studio sopra richiamato, pur contenendo utili indicazioni per le scelte che l'Amministrazione regionale dovrà compiere in futuro, non ha tenuto conto dei vincoli derivanti alla Regione dalla presenza dell'Ordine Mauriziano sul territorio regionale, né ha potuto fare riferimento, per quanto concerne l'ipotesi di una nuova sede ospedaliera, di precisa indicazione politica socio-sanitaria regionale;

Tenute presenti le prevedibili conseguenze della recente legge-delega in materia sanitaria che introduce importanti modificazioni rispetto al precedente assetto del sistema sanitario;

Rilevato altresì che la Regione Valle d'Aosta aveva già espresso un giudizio critico sul provvedimento governativo sia per quanto concerne il mancato rispetto del ruolo e delle competenze delle autonomie regionali, sia in particolare per quei contenuti tendenti a rimettere in discussione i riferimenti essenziali dello stato sociale;

Rilevato che il momento attuale rappresenta una fase di transizione dal passato sistema sanitario a quello che si attuerà a seguito della nuova legislazione nazionale che vedrà ampliate le responsabilità sotto ogni profilo finanziario, programmatorio e di governo delle regioni;

Considerato che la soluzione del problema concernente la definizione delle future strutture ospedaliere è subordinata alla ridefinizione dei rapporti tra Regione ed Ente Mauriziano e che nella prospettiva di un esito positivo potrà essere indicata la costruzione di un nuovo ospedale;

Tenuto conto che comunque è indispensabile dare risposte nei settori che richiedono interventi di ristrutturazione urgenti;

Il Consiglio regionale impegna la Giunta a:

1) Proseguire il confronto con l'ordine Mauriziano sui cui esiti riferirà in Consiglio entro 60 giorni, affinché si giunga al rinnovo a breve della convenzione e ad un accordo definito sul piano giuridico che preveda:

a) l'acquisizione dell'immobile di proprietà del Mauriziano da parte della Regione Valle d'Aosta;

b) la contestuale cessione da parte della Regione Valle d'Aosta all'Ordine Mauriziano di una struttura sanitaria, con dimensioni non superiori ai 60-80 posti-letto, da individuare all'esterno o all'interno di quello che verrà individuato come definitivo ed unico presidio ospedaliero.

2) Definire le linee-guida per la realizzazione dei servizi socio-sanitari della Regione per gli anni 90.

3) Presentare entro la fine del mese di febbraio 1993 la legge-stralcio al piano sanitario, così come richiesto dal d.p.r. 27 febbraio 1992 concernente l'attivazione del sistema dell'emergenza.

4) Deliberare entro fine gennaio gli appalti relativi al primo lotto dei lavori di ristrutturazione del presidio ospedaliero di viale Ginevra.

5) Proseguire, in accordo con l'USL, negli interventi di razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse a disposizione e di miglioramento delle modalità organizzative dei servizi."

Presidente Viene fotocopiato il testo per essere poi distribuito.

Se ci sono interventi. Non ci sono. Va bene, allora io passerei all'esame della risoluzione presentata da Beneforti, Riccarand, Bruno Milanesio e all'ordine del giorno presentato da Bruno Milanesio.

L'ordine del giorno presentato da Milanesio è stato presentato per primo, qualcuno intende chiedere la parola?

La parola al Consigliere Milanesio.

Milanesio (PSI) Lo illustro perché questo non ha niente a che fare con la discussione che si è tenuta circa la costruzione o meno dell'ospedale, chiede solo che venga convocata la quinta Commissione e che si facciano delle audizioni per verificare lo stato di applicazione della legge n.412 nella nostra Regione.

Si invita sostanzialmente il Presidente della quinta Commissione a convocare l'Assessore regionale, il Comitato dei garanti, l'Amministratore straordinario, i Coordinatori sanitari ed amministrativi.

Credo che possa valer la pena approvare questo ordine del giorno.

Presidente Dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Milanesio?

La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) Ci asteniamo sull'ordine del giorno del Consigliere Milanesio.

Presidente Passiamo quindi al voto dell'ordine del giorno.

Ordine del giorno "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta;

Preso atto della discussione intervenuta circa l'opportunità di giungere ad un nuovo presidio ospedaliero;

Ritiene opportuno verificare lo stato di applicazione della legge n.412 nella nostra Regione circa la rispondenza dei ruoli previsti rispetto a quelli effettivamente svolti da: Giunta regionale, Comitato dei Garanti, Amministratore straordinario, Coordinatori sanitari ed amministrativi;

Invita - a tal proposito - il Presidente della V Commissione consiliare ad intraprendere una serie di audizioni conoscitive con i soggetti sopramenzionati."

F.to Bruno Milanesio.

Presidente Ricordo al Consigliere Milanesio che in quinta Commissione potrà comunque, nel corso della riunione, qualche membro chiederlo, non è vietato.

Passiamo alla votazione.

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 26

Favorevoli: 8

Astenuti: 18 (Agnesod, Bajocco, Chenuil, Cout, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Marcoz, Martin, Monami, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Rusci, Stévenin, Vallet e Voyat)

Il Consiglio non approva.

Risoluzione "Il Consiglio regionale riunito in data odierna in seduta straordinaria per assumere le decisioni conseguenti come previsto dal comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale n.51 del 5 settembre 1991.

Dopo ampio dibattito e confronto fra le due ipotesi poste in esame: a) ampliamento e ristrutturazione dell'attuale struttura ospedaliera; b) sede ospedaliera completamente nuova.

Approva

l'ipotesi di realizzare una struttura completamente nuova e dà mandato alla Giunta di provvedere alla deliberazione degli atti conseguenti e di sottoporre gli stessi all'esame preventivo delle Commissioni consiliari competenti e del Consiglio regionale.

Dà mandato altresì alla Giunta regionale di predisporre il programma di realizzazione del progetto con i tempi occorrenti collegato al piano di finanziamento necessario, tenendo presente l'opportunità di localizzare il progetto stesso nell'area di Saint-Christophe. Ciò nell'ambito degli adempimenti previsti e da predisporre con urgenza nei confronti del Ministero della Sanità a seguito del piano pluriennale di investimento ai sensi dell'articolo 20, della legge 11 marzo 1988, n.67 e del D.M. 29 agosto 1989, n.321 e delle successive indicazioni del Ministero stesso, nonché a seguito della delibera del CIPE del 3 agosto 1990.

Il Consiglio regionale, stante la situazione e le caratteristiche in cui si trovano certi servizi e U.O. dell'ospedale regionale, dà mandato alla Giunta regionale, alla luce dei tempi di realizzazione del nuovo presidio ospedaliero, di predisporre che venga dato seguito agli interventi di ristrutturazione interna, come previsto dal progetto redatto e rimesso a suo tempo all'esame del Comune di Aosta per gli adempimenti conseguenti. Tale progetto prevede la ristrutturazione e la revisione delle sezioni di neurologia, gastroenterologia, medicina generale ed oncologia medica e la realizzazione di un'area per detenuti (tavv.1-13); nonché la ricollocazione della psichiatria, la nefrologia, l'anatomia patologica e la ristrutturazione e ampliamento del pronto soccorso e dei laboratori di analisi (tavv.14-34). Tali unità e servizi attualmente occupano spazi inadeguati, con scarsa dotazione di servizi e di igiene. Inoltre la ristrutturazione dei locali da utilizzare, per il potenziamento dei servizi e per la realizzazione di nuove Unità Operativa., a seguito del trasferimento all'esterno, 1° aprile 1992, dei magazzini economali; nonché il progetto di ristrutturazione del Beauregard per il quale esiste il consenso dell'U.S.L. e del Comitato dei garanti tendente al recupero di posti-letto onde far fronte alle esigenze del presidio di via Ginevra e per creare le condizioni per dare seguito alle ristrutturazioni richiamate in precedenza.

Il Consiglio regionale, infine, invita la Giunta regionale a riferire al Consiglio in merito ai mandati ricevuti dal Consiglio regionale stesso entro la fine di febbraio 1993."

F.to: Beneforti - Riccarand - Bruno Milanesio.

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 26

Favorevoli: 8

Astenuti: 18 (Agnesod, Bajocco, Chenuil, Cout, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Marcoz, Martin, Monami, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Rusci, Stévenin, Vallet e Voyat)

Il Consiglio non approva.

Presidente Viene distribuita la risoluzione presentata dall'Assessore Cout.

Io sono sicuro che i consiglieri hanno intenzione di scendere sotto a presenziare alla manifestazione organizzata dalla Presidenza del Consiglio, per cui hanno fretta, però dobbiamo lasciare il tempo.