Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3509 du 30 juin 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3509/IX Iniziative per far fronte alla microcriminalità dilagante in Aosta. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Gremmo:

Interpellanza Il problema della micro-criminalità ormai dilagante ad Aosta fra le vie Torino, Vevey, Lucat e piazza Vittorio Veneto è esploso in tutta la sua drammaticità.

In particolare si segnale la presenza di spacciatori, si verificano aggressioni a cittadini intimoriti, furti, eccetera

Si interpella

il Presidente della Giunta per conoscere in che misura si è ritenuto di affrontare con le dovute misure il fenomeno.

In particolare si ritiene di dover chiedere se non sia opportuna la presenza in loco di ronde di agenti in borghese in grado di prevenire o bloccare immediatamente chi vive di droga, spaccio o violenze. O si vuole fare di via Torino il "Bronx" di Aosta?

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Purtroppo la mia introduzione è breve, perché avevo ieri un appuntamento con dei commercianti di questa zona che dovevano darmi dei dati più precisi sulla situazione, poi naturalmente le persecuzioni si subiscono fino in fondo, non ho potuto essere ad Aosta.

Brevemente in modo generico, perché poi quello che interessa è la risposta di chi può, e non delle mie grida quasi al vento.

Qui c'è un problema di microcriminalità al punto che qualcuno ha definito via Torino il Bronx di Aosta; il problema è drammatico ed i cittadini, ma specialmente direi gli operatori del commercio, sono allarmati e allertati. Spacciatori di droga, aggressioni, scippi, cittadini intimoriti, ce n'è di tutti i colori.

Io non so, io ve lo dico poi fate quello che volete, è come il discorso del Pronto Soccorso del comune di Aosta. L'unica cosa che posso fare da adesso per i pochi mesi, le poche settimane che rimango ancora, ogni volta che viene fuori un problema, questo non perché quello che diceva il giornalista Zanotto, a Gremmo piace pescare nel torbido, ma perché qualcuno me lo viene a dire e allora io l'unica cosa che posso fare è dirvelo, c'è un problema di microcriminalità drammatico. Anche qui adesso magari mi direte che mancano gli organici, sarà anche vero, ci si dirà che la situazione è quella che è. Mi chiedo, ed è una domanda che faccio all'intelligenza del Presidente Lanivi, mi chiedo se pare da rassegnarsi a questa situazione. Poi facciamo quello che vogliamo, però io non penso che sia opportuno una rassegnazione e vorrei, abbiate pazienza, qualcosa di concreto e con me credo che lo vogliano in parecchi.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Lanivi.

Lanivi (GM) Il Consigliere Gremmo ha sottoscritto questa interpellanza il 15 giugno, pochi giorni dopo l'elezione e la nomina di questo Governo regionale. Se vogliamo essere molto seri anche nelle risposte, mi auguro che non si aspetti miracoli. Credo di rendere conto di ciò che è stato fatto, dei risultati raggiunti, non acquisendo meriti per scelte di chi mi ha preceduto e indicando un modo o un'intenzione, una volontà di agire in questo settore che è vero che ha le sue conseguenze in questi stati di disagio. Dobbiamo allo stesso tempo pensare che bisognerebbe fare un'azione di tipo preventiva. Perché una linea puntata solo ed esclusivamente sul lato curativo o punitivo, ci porterebbe in condizioni di una società dura e rigida. Punterei questo atteggiamento di attenzione soprattutto sui punti dove può nascere disagio, (sarebbe una raccomandazione che dobbiamo farci insieme studiando i modi per colpire).

Dico queste cose perché è doveroso da parte mia farlo. Il problema della sicurezza e dell'ordine pubblico nella città di Aosta e con particolare riguardo al comparto che esiste tra via Torino, via Vevey e via Lucat, è stato affrontato nel passato mese di aprile su iniziativa della Regione con i rappresentanti dei commercianti della zona e le forze dell'ordine. Vi è stata un'azione comune tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, con il coordinamento del questore, che hanno potuto agire e hanno agito con la collaborazione dei commercianti stessi. Ecco i dati che sono di tipo punitivo e tra l'altro è stata, di recente, portata a termine dalla squadra mobile e dal capo gabinetto della polizia scientifica della questura, un'indagine di polizia giudiziaria inerente un traffico di sostanze stupefacenti nelle vie Torino, Duc, piazze Pluves e Narbonne di Aosta. Detta indagine ha permesso di assicurare alla giustizia le persone responsabili dei traffici illeciti con grande sollievo per le istanze di sicurezza degli abitanti.

Sono state arrestate complessivamente otto persone, due denunciate a piede libero altre due sono ricercate per provvedimenti restrittivi emessi dall'autorità giudiziaria. Da ultimo, in data 15 giugno, sono stati arrestati, per traffico di sostanze stupefacenti in via Monte Solarolo, tre spacciatori. Complessivamente, dall'inizio dell'anno, sono state arrestate ventisette persone per traffico di sostanze stupefacenti e tredici persone per reati contro il patrimonio, in modo particolare furti. Le forze dell'ordine oltre alla descritta attività di repressione svolgono la capillare intensa attività di prevenzione su tutto il territorio del comune di Aosta mediante pattuglie e anche squadre di agenti in borghese che operano con la fattiva collaborazione dei cittadini, abitanti nelle zone maggiormente interessate.

Questo è il punto: quale l'obiettivo? Direi rendere permanenti e periodici gli incontri tra questa Presidenza, anche per le funzioni che svolge di responsabilità sull'ordine pubblico, con le forze dell'ordine e della sicurezza. A qual fine? Al fine di avere un quadro continuamente aggiornato della situazione ed avere un coordinamento delle azioni da assumere.

Questa risposta è direi più puntata sul lato finale della vicenda. Chiaro che tutto questo pone l'altro problema che è di tipo più ampio e cioè di individuare azioni e comportamenti, che sono responsabilità di tutti, questo lo voglio sottolineare. Mi pare che la cultura che sta prevalendo in questo momento nel paese è quella di non assegnare più una responsabilità in qualche posto così che tutti sono deresponsabilizzati; le considerazioni che ho fatto tendono soprattutto ad indicare delle responsabilità che sono collettive, di chi governa, ma anche di chi, con azioni direi apparentemente non forti iniziali, si trova alla fine con delle conseguenze difficili.

Mi sembra che il Consigliere, Gremmo abbia accennato alla vicenda di Piloto Io. Non voglio affrontarla in questo momento perché reputo non sia il caso. Mi sembra però che questo discorso apra un problema di rapporto con i giovani e che quindi certe misure possano anche ottenere magari l'applauso da qualcuno inizialmente, però non risolvono il problema. Ecco perché ritengo che ci vada uno sforzo collettivo ed anche una coscienza collettiva perché fin dall'inizio si evitino conseguenze che richiedono l'uso della cosiddetta forza.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Condivido largamente la filosofia del Presidente, mi è nota e in qualche maniera è sempre condivisibile. E' vero tutto quello che ha detto.

Volevo solo ad alta voce fare presente al Consiglio come i dati sono allarmanti perché ventisette arrestati solo per stupefacenti dall'inizio dell'anno, e siamo a metà anno e tredici per furto, sono dati drammatici. Quando prima parlavo degli extracomunitari e dicevo il rapporto con la droga e il rapporto con la delinquenza è un rapporto che veramente di più si sta sedimentando. In questa particolare zona di Aosta, forse anche per la situazione sociale, il problema si sta evidenziando in forma drammatica.

Verissimo, bisogna che ciascuno si prenda le sue responsabilità, faccia la sua parte, è vero soprattutto quello che diceva il Presidente, che il problema forse non è repressivo, anzi non è mai repressivo, perché non amo le società di tipo poliziesco, è essenzialmente a monte. E' un problema di educazione, forse anche sociale, rimuovendo le forme di disagio appunto e di insicurezza e di povertà che determinano certe cose. Io continuo a dire che il compito che intendo in qualche maniera assolvere, forse perché molti mi hanno votato, qualcuno mi ha votato per questo, è quello di essere un po' attento a queste situazioni proprio perché ho la sensazione che sui problemi della devianza siamo in grande ritardo. Soprattutto perché fenomeni di alterazione del tessuto sociale nostro sono talmente avanzati, ripeto quello dell'immigrazione clandestina del Terzo Mondo, il problema degli extracomunitari diventerà volere o volare un problema enorme, io non vorrei che si arrivasse al punto di quel paese francese dove sono stati obbligati a fare addirittura il referendum per dire che non volevano gli extracomunitari e naturalmente il 90 percento, 93 percento credo, dei cittadini, ha votato come avrei votato io, cioè dicendo che gli extracomunitari non li volevano.