Objet du Conseil n. 3176 du 28 février 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3176/IX Approvazione di una bozza di nuova convenzione da stipulare con l'Opera Pia delle missioni, proprietaria della Casa di riposo "Opera Pia delle missioni - Refuge Père Laurent", ai sensi e per gli effetti della legge regionale 15 gennaio 1987, n. 3.
Presidente Do lettura della delibera in oggetto e della relativa convenzione.
Deliberazione Il Consiglio regionale
- richiamate le leggi regionali 15 gennaio 1987, n. 3 e 5 aprile 1989, n. 20, concernenti gli interventi finanziari della Regione per il funzionamento di case di riposo gestite da istituzioni private e da enti locali;
- richiamata la deliberazione del Consiglio regionale n. 671/IX in data 5 luglio 1989 con la quale è stata approvata una bozza di nuova convenzione da stipulare con l'Opera Pia delle missioni, proprietaria della Casa di riposto "Opera Pia missioni - Réfuge Père Laurent", ai sensi e per gli effetti della legge regionale 15 gennaio 1987, n. 3;
- preso atto che la convenzione in atto scade il 31 dicembre 1991;
- visto il parere della V Commissione consiliare permanente;
delibera
1) di approvare la sottoriportata bozza di convenzione da stipulare con l'Opera Pia delle missioni, proprietaria della Casa di Riposo denominata "Opera Pia missioni - Refuge Père Laurent" di Aosta per il triennio 1992/1994 demandando la sottoscrizione al Presidente della Giunta regionale.
2) di rinviare ad un successivo provvedimento deliberativo della Giunta regionale l'approvazione e l'impegno della spesa prevista in lire 1.886.000.000 che graverà sul Capitolo del bilancio di previsione della Regione 1992, corrispondente al cap.61700 del bilancio della Regione per l'anno 1991 "Contributi alle istituzioni private ed agli enti morali nelle spese di gestione di case di riposo convenzionate per anziani ed inabili", nonché le modalità di liquidazione dei contributi.
Convenzione
tra
La Regione Autonoma Valle d'Aosta (di seguito indicata "Regione"), (codice fiscale n. 80002270074), rappresentata dal Presidente della Giunta regionale, avv.Giovanni Bondaz, a questo atto autorizzato in esecuzione della deliberazione del Consiglio regionale n. in data, controllata senza osservazioni dalla Commissione di Coordinamento, al n. in data
e
L'Opera Pia delle missioni, proprietaria della Casa di riposo denominata "Opera Pia delle missioni - Réfuge Père Laurent" (ex Rifugio dei poveri e Ma Maison, di seguito indicata "Refuge"), (partita IVA n. 00125220079) rappresentata dal Presidente dell'Opera Pia delle missioni, Don Elio Vittaz, nato a Nus (AO) il 19 giugno 1940 e residente a Champdepraz, Capoluogo n. 3;
In applicazione della legge regionale 15 gennaio 1987, n. 3, si stipula la seguente convenzione:
Articolo 1
Per il periodo dal 1° gennaio 1992 al 31 dicembre 1992, la Regione eroga al "Réfuge" un contributo giornaliero, in conto gestione, per ogni persona avente il domicilio di soccorso in un Comune della Valle d'Aosta, ospitata dal "Réfuge" nella misura di lire 33.000 (trentatremila).
Tale contributo è erogato a mensilità posticipate sulla base di fattura corredata da una distinta nominativa delle presenze.
Articolo 2
La Regione eroga, nell'anno 1992, sulla base di un preventivo programma, a spese sostenute e documentate, in soluzione quadrimestrale e a destinazione vincolata, le seguenti altre sovvenzioni:
- per attività di animazione, ricreazione e riabilitazione, sino ad un massimo di lire 25.000.000;
- per spese farmaci, ausili, protesi, materiale sanitario e di medicazione, non fornibili dal SSN, sino ad un massimo di lire 40.000.000 destinate agli ospiti esentati dal pagamento del ticket sanitario;
- per assistenza infermieristica e sanitaria, sino ad un massimo di lire 100.000.000;
- per spese aggiornamento del personale, sino ad un massimo di lire 10.000.000;
- per spese di manutenzione ordinaria e straordinaria sino ad un massimo di 100.000.000;
- per rimborso spese a personale volontario sino ad un massimo di lire 5.000.000.
Articolo 3
Il numero massimo, per il 1992, degli ospiti presenti è fissato in 155, subordinatamente ai criteri di recettività della struttura fissati dalla normativa regionale. L'importo della retta di ospitalità per l'anno 1992 è fissata in lire 1.200.000 mensili.
Articolo 4
Il "Réfuge" lascia a disposizione di ogni ospite la somma minima di lire 150.000 mensili per le sue minute necessità. Alle persone ospitate non possono essere chiesti pagamenti oltre a quanto stabilito dall'articolo 5 per qualsiasi prestazione del "Réfuge".
Articolo 5
Per la contribuzione degli ospiti e dei familiari tenuti all'obbligo della prestazione degli alimenti, il "Réfuge" si uniforma a quanto previsto per gli ospiti delle micro-comunità pubbliche della Regione.
Articolo 6
Le richieste di ammissione devono essere obbligatoriamente corredate da una relazione dei servizi sociali.
Nell'esame delle domande di ammissione il "Réfuge" si attiene ai seguenti criteri generali di priorità:
a) essere soli, avere familiari, parenti che abbiano gravissimi problemi di salute o gravi invalidità;
b) la non autosufficienza.
Articolo 7
La vigilanza sul funzionamento del "Réfuge" è demandata all'Assessorato alla Sanità ed Assistenza sociale, secondo le modalità previste dalla normativa regionale.
Articolo 8
L'organizzazione assistenziale interna deve, progressivamente, articolarsi in gruppi omogenei e strutturati per soddisfare gli specifici bisogni degli ospiti.
Articolo 9
L'organico del personale è approvato dal "Réfuge" sulla base dei criteri fissati dalla normativa regionale.
L'assunzione del personale avviene secondo le disposizioni di legge vigenti.
Articolo 10
Il "Réfuge" provvede ad organizzare corsi di aggiornamento del personale, in servizio o da assumere.
Articolo 11
Il "Réfuge" riconosce alla Regione il diritto di prelazione in caso di alienazione di beni immobili, di proprietà dello stesso, al momento dell'entrata in vigore della presente convenzione, poiché l'Amministrazione regionale ha come linea di tendenza, a fronte di eventuali richieste esterne, di assicurare le continuità dello Status quo sia come proprietà sia come destinazione.
Articolo 12
L'esatta interpretazione della presente convenzione ed ogni eventuale variazione dovranno essere concordate tra le parti.
Articolo 13
Entro il mese di settembre le parti si incontreranno per determinare gli importi di cui agli articoli.1, 2 e la cifra dell'articolo 3 per l'anno successivo.
La presente convenzione scadrà il 31 dicembre 1992 e potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno sino al 31 dicembre 1994, salvo disdetta di una delle due parti almeno tre mesi prima della scadenza di ogni anno.
Articolo 14
Le spese di registrazione della presente convenzione sono assunte a carico del "Refuge".
Presidente La parola all'Assessore Beneforti.
Beneforti (DC) Con questo provvedimento s'intende procedere al rinnovo della convenzione con la Casa di riposo Père Laurent, che è scaduta al 31 dicembre 1991.
Quindi c'è un rinnovo per i tre anni, dal 1992 al 1994 e si tratta poi di stabilire la convenzione per quanto riguarda l'anno 1992, perché ogni anno veniamo in Consiglio per approvare la convenzione annuale.
La spesa che prevede questa convenzione per l'anno 1992 è di 1.886.000.000, è la spesa che viene a carico della Regione per coprire il disavanzo che avrebbe la Cassa di riposo se non avesse questa convenzione con la Regione.
Rispetto allo scorso anno, abbiamo fatto una valutazione sull'andamento della Casa di riposo e la valutazione è stata fatta sui seguenti dati, che devo comunicare anche al Consiglio:
- nel 1992 i posti-letto a disposizione, che erano 128, diventeranno entro l'anno 155
- i dipendenti che nel passato, fino al 31 dicembre, erano trentanove, nel 1992 diventeranno quarantacinque
- i volontari, quelli che lavorano volontariamente, che sono al servizio della Casa di riposo, sono cinquantacinque.
Nel 1991 gli ospiti non autosufficienti rispetto agli autosufficienti sono l'85 percento, quindi la grandissima maggioranza, la quasi totalità, sono non autosufficienti.
Attualmente la Casa di riposo sta ristrutturando un rustico di proprietà della stessa e prevede ventisette posti-letto per autosufficienti, sono i ventisette posti che fanno passare da 128 a 155 posti-letto.
Inoltre, alla luce di questa situazione, con le valutazioni che abbiamo fatto è stato stabilito con la Casa di riposo che il contributo giornaliero, stabilito annualmente, sia nel 1992 di 33.000 lire a giorno per anziano; nel 1991 era 31.000, c'è stato l'aumento, per il rinnovo, del costo della vita normale e c'è stato anche l'aumento del contratto di lavoro dei dipendenti.
Anche all'articolo 2 della convenzione sono state aumentate le spese per attività di animazione, ricreazione e riabilitazione e sono state portate ad un massimo di 25 milioni. Nell'anno precedente erano 5 milioni.
Le spese per farmaci, ausili, protesi, materiali sanitari e di medicazione, che erano 20 milioni nel 1991, sono stati calcolati in 40 milioni per l'anno 1992.
Per assistenza infermieristica e sanitaria si è calcolato sino ad un massimo di 100 milioni.
Per spese di aggiornamento del personale 10 milioni.
Per spese di manutenzione straordinaria sino ad un massimo di 100 milioni.
Per rimborso spese al personale volontario, fino ad un massimo di 5 milioni.
La Casa di riposo da quest'anno lascia, com'è previsto anche nelle Case di riposo pubbliche, a disposizione di ogni ospite 150.000 lire al mese; lo scorso anno erano 140.000.
Per altri articoli della convenzione si fa riferimento alla legge 1993 che regolamenta il settore delle microcomunità pubbliche.
Resta fermo in questa convenzione, per quanto riguarda l'ammissione degli ospiti alla Casa di riposo, che per quest'anno chiedano ancora che rimanga come era previsto per gli altri anni; ed anche per l'assunzione del personale rimanga fermo l'articolo che era previsto lo scorso anno.
In sostanza l'articolo 6 che dice che nell'esame delle domande di ammissione ci si attiene ai criteri generali di priorità che devono essere anziani soli, avere familiari e parenti che abbiano gravissimi problemi di salute o gravi invalidità e non autosufficienti.
Per quanto riguarda le assunzioni verranno fatte secondo le norme vigenti. Quindi rispetto al regolamento che è previsto per le comunità pubbliche, rimane ormai poco o niente in queste convenzioni, cerchiamo ogni anno di avvicinarci sempre di più alla normativa delle nostre microcomunità pubbliche.
La quota forfettaria di retta mensile, resta di 1.200.000 lire.
Come dicevo si passa da 31 a 33.000 lire giornaliere di contributo a carico della Regione e, con 1.200.000 lire di retta, si arriva a raggiungere una quota a carico della Regione di 1.886 milioni, che rappresenterebbe, come dicevo, un residuo passivo a carico della Casa di riposo. Pertanto il calcolo delle 33.000 lire, rapportato a 1.200.000, viene fatto proprio per giungere a sanare questi 1.886 milioni che sarebbe il debito che la Casa di riposo avrebbe.
I rimborsi vengono fatti dietro presentazione delle notule di spese avvenute, per cui faranno, come ogni anno, una relazione sull'attività che è stata svolta e sull'attività che effettivamente è a carico della Casa di riposo. Resto a disposizione per ogni chiarimento che sarà necessario.
Presidente La parola al Consigliere Voyat.
Voyat (UV) Io avevo già avvicinato l'Assessore Beneforti questa mattina per anticipare alcune di quelle che sono le nostre osservazioni su questa convenzione.
Alcune le abbiamo già dette - e le ripeteremo oggi - per la convenzione fatta per la casa di La Salle, ritengo comunque che su questo si dovrà un giorno fare una discussione generale per prendere degli indirizzi che siano validi poi per tutti coloro che vogliono convenzionarsi con la Regione.
E' vero che finora siamo andati avanti con delle convenzioni ad hoc, a seconda di quelle che erano le necessità del momento, in quanto non avevamo ancora un'esperienza, non sapevamo ancora come dovevano essere garantite queste assistenze agli anziani in quanto come Ente pubblico eravamo agli inizi.
Ora però ritengo che, non essendo più il caso di una o due, ma essendo tre o quattro queste case che sono convenzionate, anche altre un domani potrebbero convenzionarsi, ci potrebbe essere quella di Châtillon, del Cottolengo di Saint-Vincent e la casa di........, dove evidentemente la Regione, a questo punto, con dei criteri generali, avrebbe la possibilità di convenzionarsi con tutti quelli che fanno questo servizio.
Per venire allo specifico della convenzione di oggi, all'articolo 1 io chiederei di sapere cosa vuol dire domicilio di soccorso, è una dizione che non ho mai sentito e non so che valore legale o giuridico possa avere.
Io so del domicilio, so della residenza, ma non so del domicilio di soccorso, vorrei quindi che mi si spieghi cosa significa questo domicilio di soccorso e allo stesso tempo preannuncio che noi avremo, come gruppo dell'Union Valdôtaine, degli emendamenti. Ad esempio, già all'articolo 1, ci sarà un emendamento dove dice "domicilio di soccorso", mettere residenza, che mi sembra la cosa più logica. E' logico che la regione deve pagare 33.000 lire al giorno per quelli che sono residenti, perché per i non residenti devono essere le Regioni o i Comuni dove sono residenti a pagare la quota.
Tant'è vero, Assessore Beneforti, che noi paghiamo a Biella, a Torino e ad altri istituti in Piemonte dove abbiamo gente ricoverata; siamo noi come Regione che paghiamo parte della retta o la retta intera, a seconda dei casi.
So che una volta c'erano anche dei non residenti in questa Casa e ritengo che per i non residenti debbano essere le regioni o i comuni di origine a pagare la quota e non la Regione Valle d'Aosta.
Per venire all'articolo 2, non mi formalizzerò, comunque voglio precisare che ci sono spese che mi sembrano esagerate: 40 milioni destinati alle spese farmaceutiche, 40 milioni destinati agli ospiti esonerati dal pagamento di ticket sanitario.
Sappiamo che i medicinali che non ricadono nell'esenzione ticket sono pastiglie o pomate, non sono medicinali molto cari, quindi 40 milioni di pasticche e pomate mi sembrano un po' esagerati.
Così come i 100 milioni per l'assistenza infermieristica e sanitaria. Ritengo che il personale infermieristico debba rientrare nelle spese del personale, non vedo perché si debbano aggiungere 100 milioni per il personale infermieristico, anche se, per carità, una quota la si può prevedere per casi estremi o per certi periodi per avere un'assistenza infermieristica, visto il grande numero di non autosufficienti, però ritengo che l'assistenza infermieristica debba essere, così come previsto nel regolamento e nelle leggi regionali dove si prevede che ogni tot ospiti ci sono tot assistenti e nello stesso tempo tot personale infermieristico, dove è possibile reperirlo.
Come sa benissimo l'Assessore non possiamo oggi come oggi permettere le assunzioni di personale infermieristico nelle microcomunità regionali, così come in quelle private, in quanto andremmo a diminuire il già scarso numero di personale che c'è all'interno degli ospedali, quindi siamo obbligati a chiedere che si convenzionino con personale dipendente USL.
Poi c'è spese per manutenzione ordinaria e straordinaria sino ad un massimo di 100 milioni, poi vedo che al punto 56 abbiamo un contributo di 50 milioni per le spese dell'ascensore, allora io dico o le diamo da una parte o le diamo dall'altra, oppure farei questa proposta - non conosco evidentemente la relazione e non ho visto quella che è la situazione della Casa Père Laurent - ma chiederei che quello del punto 56 sia rinviato ad approvazione della legge al punto 58 e ci sia lì la possibilità poi di dare, sulla base di questa legge, un contributo per l'eliminazione delle barriere architettoniche anche alla casa Père Laurent.
Poi arriviamo alla discussione che avevamo fatto questa mattina a quattr'occhi - l'Assessore ed il sottoscritto - per quanto riguarda l'articolo 3, dove dice "l'importo della retta di ospitalità per l'anno 1992 è fissata in lire 1.200.000 mensili.
Questa è la quota che dovrebbero pagare tutti ed a questa quota viene aggiunta quella della Regione; io dicevo all'Assessore se c'è un anziano che ha una pensione di 2.000.000, perché la Regione deve pagare 33.000 lire e lui si tiene le 800.000 lire e poi forse le versa ai parenti? No, chi ha la possibilità versa la quota intera, cioè le 40.000 al giorno che sono previste secondo questa convenzione più le 33.000 lire che passa la Regione, altrimenti c'è uno squilibrio.
Io capisco che per chi non ha la possibilità deve essere la Regione a pagare, ma chi ha la possibilità di pagare direttamente deve pagare direttamente, così come chi ha i parenti che sono tenuti all'obbligo degli alimenti, la differenza la devono pagare i parenti. Per questo io avevo chiesto questa mattina all'Assessore se poteva rinviare di 15 giorni questo punto, l'Assessore mi ha detto che era estremamente urgente approvarlo in quanto le difficoltà finanziarie della Casa Père Laurent sono, se non drammatiche, comunque serie, allora noi accettiamo di discuterlo presentando degli emendamenti e di votarla se vengono accettati, chiedendo comunque - qui avremmo poi altri emendamenti - che sia valido per un anno ed entro la fine dell'anno si ridiscuta il tutto.
Che sia valido per tutte le case che ospitano anziani e non ci siano più questi squilibri.
Ripeto, chi ha 2 milioni o più di pensione è giusto che paghi la retta intera e non sia la Regione a pagare per lui.
Andando avanti abbiamo ancora l'articolo 6, stesso emendamento che avevamo proposto per La Salle, dove si dice "le richieste di ammissione devono essere obbligatoriamente corredate da una relazione dei servizi sociali", noi diciamo di aggiungere la parola "favorevole", una relazione favorevole che penso sia una cosa implicita, se è una relazione contraria non penso che possa essere inserito.
Sempre all'articolo 6 un altro emendamento è quello di aggiungere un punto - oltre a quello di essere soli, o avere familiari e parenti che abbiamo gravi problemi di salute e invalidità, la non autosufficienza - che dica "residenti in un comune della Valle d'Aosta".
All'articolo 13 altro emendamento, ne avevo già parlato prima, togliere le parole "e potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno sino al 31 dicembre 1994" in quanto noi chiederemmo all'Assessore, soprattutto per quanto riguarda l'articolo 3, di ridiscutere in Consiglio regionale e quindi di riapprovarla anche per più anni.
Questa era una cosa che avevamo già discusso nel passato, se un anziano ha solo 250.000 lire di pensione e non ha altre rendite, viene ricoverato in una Casa privata anziché in una microcomunità, non vedo perché non debba essere la Regione a pagare tutta la differenza, 1 milione al mese anche. Chi invece ha la possibilità di pagare la quota deve pagarsela tutta, perché ritengo che non sia giusto che i privati - come questa istituzione - si accollino la differenza di 4, 5 o 600.000 lire al mese per uno che non ha la rendita, non ha una pensione adeguata, ma non vedo perché altri debbano approfittarsene e pagare una quota ridotta addossando alla Regione la differenza.
Questi sono gli emendamenti che noi presentiamo e chiederei all'Assessore - perché a questo punto noi potremmo votare a favore - di accettare gli emendamenti, come dicevo, fino a settembre-ottobre, dopodiché si farà una discussione con dei criteri che debbano essere validi per tutti.
Dico sin d'ora che per chi non ha rendite e non ha pensioni deve essere la Regione a pagare, così come paga una microcomunità; chi ha 250 - 300 o 400.000 lire di pensione e il costo noi sappiamo che è di 2.200.000-2.300.000 lire al mese, è la Regione che paga e la stessa cosa deve essere anche per gli istituti privati, ma dove c'è chi ha le rendite per poterlo fare, giustamente deve essere lui e non addossare le spese all'ente pubblico.
Presidente Comunico al Consiglio che sono intanto stati presentati gli emendamenti da parte del Consigliere Rollandin e Voyat.
Se non vi sono interventi chiudiamo la discussione generale.
La parola all'Assessore Beneforti.
Beneforti (DC) Per quanto riguarda il primo emendamento, quello sul domicilio di soccorso, s'intende domicilio nella Valle d'Aosta, di residenza. Per "ogni persona avente domicilio di soccorso in Valle d'Aosta" s'intende residente nella Valle d'Aosta, non è un problema mettere di soccorso o residente.
Alla Casa di riposo Père Laurent quelli di fuori valle non vengono ammessi, una volta sì, ma oggi non più, perché c'è la convenzione della Regione e prendono solo quelli che sono residenti nella nostra regione. Per un semplice fatto - è vero che ne abbiamo parlato ed io ho riapprofondito oggi il discorso che si era fatto nella discussione con la Casa di riposo - le 33.000 lire vengono fuori da un calcolo che viene fatto di spese; su questa strada si cammina da qualche anno, nel 1989 era 16.000 lire la retta a carico della Regione per ogni giornata, oggi siamo arri-vati a 33.000 lire perché è aumentato il numero del personale.
Vi ho detto quali erano i dati della situazione che esiste all'interno della Casa di riposo Père Laurent, quindi oggi siamo arrivati alle 33.000 lire ed è rimasta una quota mensile di 1.200.000 lire.
Le 33.000 lire sono il calcolo che viene fatto per sanare la situazione economica della Casa di riposo; con le 33.000 lire e le altre spese degli altri articoli, che citava anche il collega Voyat, si arriva a 1.886.000.000, tenendo presente quanto può essere ricavato nel 1992 da parte degli ospiti che sono nella Casa di riposo.
Si tiene conto che la retta è 1.200.000, quanto ricava la Casa di riposo dagli ospiti direttamente? Una cifra X. Allora la Regione, per poter andare a mettere la Casa di riposo a pareggio, quanto deve mettere? La differenza viene messa dall'Amministrazione regionale con la convenzione che si va a fare. Si stabilisce la quota forfettaria di 33.000 lire al giorno e con questo 1.886.000.000 la Casa di riposo fa fronte alle spese che ha.
Poi se si vuol cambiare il modo e il sistema io sono d'accordo; su questa scia abbiamo fatto anche la casa di riposo di La Salle, in un'altra maniera stiamo facendo la Casa di riposo Bonifacio Festaz. Lì addirittura presentano a pié di lista le spese che hanno avuto, dicono tanto si è incassato, tanto abbiamo speso, la Regione paga a pié di lista.
Questo è tutto un altro tipo di convenzione che abbiamo fatto con quest'altra Casa di riposo, con la Salle e con questa abbiamo fatto quest'altra procedura, perché questi della Casa di riposo Père Laurent, tengono a mantenere certe caratteristiche che loro avevano e che hanno.
Quindi questo è discutibile; tornando al discorso del domicilio di soccorso, con la parola residenza non c'è problema.
Per quanto riguarda le spese che diceva il collega Voyat, che sono rilevanti, io ho dato dei dati, teniamo presente che l'85 percento degli ospiti della Casa di riposo Père Laurent sono non autosufficienti ed hanno necessità di avere tutta quell'assistenza sanitaria che è necessaria; e guardate bene che non è indifferente il costo dell'assistenza sanitaria, come non è indifferente il costo dell'assistenza sanitaria anche nelle nostre microcomunità.
Indipendentemente da quello che si può pensare, anche nelle nostre microcomunità ci sono i costi di assistenza sanitaria e qui ce ne sono ancora di più, perché questa casa di riposo, purtroppo, sta diventando un cronicario dove l'85 percento non è autosufficiente.
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che necessita di assistenza infermieristica, di assistenza sanitaria, di spese di farmaci, di ausili, di protesi, tutto quel materiale che non viene supportato dall'assistenza sanitaria dell'USL, perché questo è il problema.
Questo è al di fuori di quanto oggi può essere dato a questa Casa di riposo da parte dell'USL tramite le norme di legge che ci sono e che danno l'assistenza ai cittadini.
Per quanto riguarda poi i 100 milioni per "spese di manutenzione ordinaria e straordinaria sino ad un massimo di 100 milioni" - poi c'è anche il problema degli ascensori - ho posto anch'io questo problema alla Casa di riposo "vi diamo già 100 milioni e volete ancora un contributo per l'ascensore".
Loro hanno sostenuto che con questi 100 milioni che sono scritti in convenzione hanno la necessità di fare altre spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, perché la casa comincia ad essere un po' obsoleta e hanno necessità di fare degli interventi per poter far star meglio gli ospiti della casa di riposo.
Io ho presentato in Giunta il contributo di 50 milioni per quanto riguarda gli ascensori, perché mi sono sentito in dovere, con l'85 percento di non autosufficienti che hanno, di non avere ancora le porte degli ascensori che si aprono a mano. Almeno cerchiamo di attrezzare questa Casa di riposo con delle porte automatiche all'ascensore, perché con la carrozzella possano salire ai piani e possano scendere.
Per quanto riguarda poi dopo le parole "corredate da una relazione" aggiungere la parola "favorevole", come aggiungere al punto c) "residenti nella valle d'Aosta", questo è già nell'articolo 1 che devono essere residenti nella nostra regione.
Io ho detto prima nella relazione, dopo che si era discusso in questa sede di La Salle, io ho parlato con i rappresentanti della Casa di riposo Père Laurent e loro mi hanno detto che per quest'anno - lo dicevo prima nella relazione e forse non mi sono espresso oppure non avete ascoltato - chiedevano di lasciare le cose come stanno, sia per quanto riguarda l'articolo 6 che per le assunzioni secondo le norme vigenti.
Hanno chiesto per il 1992 di lasciare questo discorso, perché ormai l'intesa era stata fatta, passata al loro comitato; per il 1993 si può ridiscutere, questo è il discorso che è stato portato.
Per quanto riguarda il togliere le parole "potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno sino al 31 dicembre 1994", la convenzione l'abbiamo sempre fatta di tre anni in tre anni, è disdettabile anno per anno; se non la vogliamo rinnovare non la rinnoviamo e anno per anno dobbiamo sempre ridiscutere, comunque, la convenzione con la Casa di riposo.
Siamo noi che dobbiamo dare soldi, quindi va ridiscussa, non vedo il perché si dovrebbe accettare questo emendamento; c'è la garanzia di poterla ridiscutere anno per anno.
L'obiettivo che abbiamo e quello che io sto cercando di sostenere - ed è anche quello che abbiamo fatto con La Salle e lo facciamo con questa - è di cercare di portare le case di riposo private alla stessa regolamentazione delle nostre microcomunità. La legge n. 93.
Adesso anche qui avete visto che non c'è più la cosiddetta Commissione paritetica che c'era prima, la vigilanza sul funzionamento di questa Casa di riposo è demandata all'Assessorato alla sanità. Cerchiamo in tutte le maniere di arrivare a dare anche a queste Case di riposo private la stessa regolamentazione che esiste nelle nostre Case di riposo pubbliche.
Per cui io chiederei ai presentatori degli emendamenti di tener conto di questa realtà e quindi di soprassedere a presentare gli emendamenti e di vedere, con l'anno prossimo, di impostare tutto un discorso diverso.
Presidente La parola al Consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) Le problème qui a été souligné par l'Assesseur de présenter l'aspect de nouveauté de cette convention en disant: "petit à petit nous sommes en train de approcher aux conventions qui existent comme gestion de microcommunauté".
En partie ça peut être vrai. Ce qui est un peu plus difficile à comprendre c'est que par exemple, pour ce qui est de l'embauchage du personnel "assunzione del personale", l'Assesseur nous dit: "pour 1992 quittons les situations telles que nous les connaissons déjà". C'est à dire qu'il n'y a pas de règles. Le Conseil d'Administration décide sur le personnel...
Le sens de l'introduction de cet amendement est lié à deux aspects: le premier c'est que ce sera en 1992 que il y aura la possibilité de embaucher du personnel. En 1993 je crois qu'il ne sera que des substitutions. Et en plus, c'est un argument que nous avions déjà soulevé, Assesseurs, c'est en priorité de essayer de considérer le fait que l'Administration régionale avec les Communes prépare du personnel pour l'assistance.
Donc ce serait un peu absurde d'avoir d'un côté des personnes qui pourraient même, à la rigueur, être valables pour un service, mais qui n'ont pas suivi un cours et qui sont par la suite prises en charge par ce Conseil d'Administration.
Tandis que d'autres qui ont fréquenté les cours régionaux ne sont pas acceptées et ne sont pas embauchées.
Là il y aurait quand même une question antipathique du point de vue de la fonction même de l'Assessorat et de ce qui est de sa prise en charge de l'assistance. Et par conséquent l'autre thème qu'on veut aborder c'est que cette convention, s'il n'y a pas les amendements, est valable pour trois années.
(...Interruption...)
Oui, mais "è tacitamente rinnovata"...
L'Assesseur vient de nous dire que l'amendement qu'on a présenté on ne veut pas l'accepter pour ne pas le discuter, et par conséquent c'est évident que la convention est là pour trois ans.
(...Interruption...)
Mais justement est "tacitamente rinnovata", mais alors des deux l'une. Lisons ensemble.
(...Interruption...)
C'est vrai qu'il y a l'article 12, mais l'article 12 dit que "l'esatta interpretazione della presente convenzione ed ogni eventuale variazione dovranno essere concordate tra le parti". Mais si l'autre partie n'est pas d'accord! Assesseurs, il y a l'article 12 avant l'article 13!
L'article 12 dit "concordate", et "concordate" veut dire qu'ils doivent être d'accord. Si l'autre n'est pas d'accord, si c'est approuvé ils disent: "bon, nous regrettons, mais la convention est celle que vous venez d'approuver". Là je crois il n'y pas de doute sur ce thème. Mais je crois que le système qu'on vient d'adopter a, comme c'est évident, des risques dans son ensemble.
Et je crois que surtout le problème qu'on a déjà soulevé à maintes reprises dans cette salle, d'un respect de justice par rapport aux personnes qui son hospitalisées dans ces différentes institutions qui ont une convention avec l'Administration Régionale.
Il y a là, et je crois que l'Assesseur le sait, des personnes qui vraiment ne méritent pas qu'il y ait encore une aide supplémentaire de la part de l'Administration régionale.
Il suffit d'avoir un compte rendu, non pas de la pension de retraite mais des propriétés. Des propriétés de ces personnes. Il y a là des personnes qui sont hospitalisées, qui vraiment ont des bien et ont justement des propriétés qui seraient à même de couvrir largement ce qui est le montant pour être hospitalisé dans ces...
Ce qu'on n'arrive jamais à saisir. Car au contraire on dit: "bon, il y a une pension de...". Par la suite les héritiers vont récupérer tous les biens des personnes qui pendant des années - parfois pendant des années: il y a des personnes qui sont hospitalisées pendant des années - sont aux frais et à la charge de l'Administration régionale.
Ce qui n'est pas correcte ni juste par rapport à un système qui est différent. Car par exemple pour ce qui est des microcommunautés, la chose est déjà réglée. Ici non.
Je demanderais encore un éclaircissement, Assesseurs, pour le dernier point de remboursement des frais: "rimborso spese a personale volontario sino a un massimo di 5 millioni".
Je demanderais si les personnes qui travaillent font déjà partie de certaines associations de bénévolat qui reçoivent déjà des financement pour l'activité qui vont exploiter, qui vont faire pendant le service. Justement se sont liées à des Associations. Alors, il faudrait au moins qu'il n'y ait pas de doubles, là. S'il y a du personnel qui ne participe pas, qui ne fait pas partie des associations, c'est compréhensible.
Mais autrement je crois que la chose n'est pas correcte.
Je crois que les amendement qu'on a présenté et que si j'ai bien compris, en partie sont acceptés et d'autres non, je crois que si l'Assesseur voudra bien...
(...Interruption...)
comme ça on pourra évaluer dans son ensemble cette bosse de convention.
Certainement le problème à éclaircir sont les interventions extraordinaires. Et là dans ce sens je n'ai pas entendu une réponse à la question qui a été soulevée de la part du collègue Voyat sur l'intervention qui va suivre à cette délibération, là où on dit qu'il faut allouer 50 millions pour les interventions dans la maison du Père Laurent.
Je veux comprendre quelle est la liaison: ils font déjà partie des 5 millions qu'on va mettre, et par conséquent on va les récupérer, ou c'est en plus de cette convention?
Voilà à ces éclaircissements on demanderait bien à l'Assesseur de vouloir nous répondre.
Presidente La parola al Consigliere Bajocco.
Bajocco (PCI-PDS) Io ritengo che abbiano fatto bene l'Assessore e la Giunta a predisporre questa convenzione anche per il rifugio di Padre Lorenzo, perché bisogna visitare quelle strutture per potersi rendere conto dello stato dell'immobile ed anche di come vivono queste persone.
Queste convenzioni, quella dell'altra settimana, nell'altro Consiglio, de La Salle e quella di oggi, a mio avviso dovranno essere riviste, perché vi sono aspetti positivi, ma vi sono anche aspetti che devono essere corretti.
Io non mi soffermo sull'articolo 2, perché penso che dall'incontro che l'Assessore ha avuto con il responsabile del rifugio Padre Lorenzo, le cifre possano essere anche un po' lievitate, le necessità ci sono e poi ci saranno dei rendiconti e quelli ci potranno dare una risposta.
Il discorso che voglio fare è un po' questo, gli emendamenti che sono stati presentati da Voyat e da Rollandin, mi sembra che in parte siano stati accettati, se non ho capito male.
Sull'articolo 1, per essere più chiari sul domicilio di soccorso con la parola residenza, credo che non ci siano problemi; sull'articolo 6, se non sbaglio, mi sembra che quindici giorni fa quando abbiamo discusso la convenzione de La Salle è stata già accettata anche quella parola, è già inserita in quella convenzione, mi sembra. Il comma 2, punto c) "residente nel comune di Aosta" è scontato, perché se inserisce il discorso nell'articolo 1 è scontato anche questo.
Sul problema dell'articolo 9, non so se l'Assessore si ricorda, mi sembra che sia stato sempre Voyat a sollevare questo problema, dopo la parola vigente aggiungere "il personale delle microcomunità" mi sembrava che l'Assessore l'avesse accolto l'altra volta. Voglio soffermarmi un attimo sull'articolo 3 - vedo che l'Assessore scuotendo la testa dice che la gran parte di questi articoli sono accettati, mi sembra -...
(...commento fuori microfono...)
No, io ho fiducia in quello che fa, è un ex difensore dei lavoratori, adesso siede in un posto diverso.
L'articolo 3, a mio avviso, è un problema che dobbiamo rivedere in seguito, io non so quando; c'è un emendamento che dice "vediamoci ogni anno", ma per quale ragione? Penso che abbiano fatto bene a sollevare questi problemi, già sollevati a suo tempo, noi l'avevamo sollevato anche in Commissione con l'Assessore.
Il problema è questo, un figlio che non vuole tenere il padre a casa e questo povero anziano viene sbattuto dentro una di queste microcomunità rifugio ed ha 3 o 4 milioni al mese, io ritengo che se per l'istituzione costa 1.200.000, è bene che questo paghi 1.200.000, ma non è giusto che l'Amministrazione regionale veda di arrotondare con una cifra di 150.000 lire mensilmente quando questo forse è stato sbattuto via da casa dal figlio e viene restituito al figlio l'altro milione e mezzo che avanza.
Su queste cose l'emendamento n. 3 chiede di rivedere entro un anno certi aspetti, qui dovremmo essere più chiari su queste cose. La ringrazio.
Presidente La parola all'Assessore Beneforti.
Beneforti (DC) Io lo ripeto per la terza volta, poi non lo ripeto più. Per quanto riguarda la quota di 1.200.000 e la quota forfettaria giornaliera delle 33.000 lire, io sono d'accordo di rivedere questo modo di finanziamento.
Noi abbiamo 3 case di riposo private, questa, quella di La Salle e...
(...Interruzione...)
...No, convenzionate ne abbiamo tre, alle altre non diamo una lira, fin che non si convenzionano non diamo una lira.
Ne abbiamo tre e abbiamo tre sistemi di finanziamento diversi, perché siamo partiti con tre sistemi diversi e si sta andando avanti con tre sistemi diversi.
Quello che si sta facendo dall'anno scorso e un po' adesso è di cercare di avvicinare la normativa nostra delle microcomunità pubbliche anche a quelle private e noi troviamo delle resistenze in queste private ad accettare la normativa pubblica, perché hanno tutta una loro cultura nel passato di aver agito in una certa maniera e di avere certi comportamenti e bisogna cercare sempre di confrontarsi, discutere e far capire che non si può rimanere fermi, ma bisogna camminare; e questo lo facciamo e lo stiamo facendo. Questa convenzione ricalca quelle del passato, perché c'è sempre stato il milione e duecento, invece di 33 la quota era 16.000, negli anni 1987-88-89-90, poi siamo arrivati al 1991 dove abbiamo fatto il salto.
Il problema qual'è? Non è che non facciano pagare chi deve pagare, il milione e duecento è la quota fissa, quello che loro recuperano dagli ospiti che pagano non è sufficiente a coprire tutte le spese e mancano 1.886 milioni in tutto; allora abbiamo visto a tavolino qual'era la quota forfettaria che giornalmente poteva essere pagate ed è venuto fuori il discorso delle 33.000 lire che va in aggiunta a quelli che possono pagare 1.200.000, o ne pagano meno, comunque alle entrate che la Casa di riposo ha.
Noi aggiungiamo quella quota mancante per farla chiudere a pareggio.
Potremmo fare, come facciamo con la Casa di riposo Bonifacio Festaz, dove addirittura loro fanno tutte le spese, presentano il conto e l'Amministrazione lo salda e paghiamo a pié di lista. Potremmo ripetere questo discorso anche con questi, questi invece questo sistema non lo vogliono, perché hanno una natura diversa, hanno un'altra provenienza e non lo vogliono.
Non so se mi sono spiegato, non è che non pagano, chi può pagare lo fanno pagare, questa è la realtà, ma i soldi non sono sufficienti per cui si è ricorsi a questo meccanismo che io ho trovato.
Voglio dire questo ai colleghi, un giorno bisognerà soffermarsi su questo discorso e vedere come stabilire quali sono questi contributi e come la regione finanzia queste case di riposo private, perché le spese aumentano e bisognerà farci un pensierino.
Teniamo però presente una cosa, per le nostre microcomunità private non ci conviene tirar tanto la corda, perché noi non abbiamo posti a sufficienza per ospitare anziani nelle microcomunità nostre, pubbliche.
In questa casa di riposo, nell'anno di grazia 1992, si arriva a 155 ospiti e tenete presente che è una delle poche case che ha già l'85 percento di non autosufficienti; basta andare dentro a vedere, a visitare. Si cerca comunque di portare avanti il discorso per cercare di modificare.
Per quanto riguarda gli emendamenti, io non è che non voglio accettare quegli emendamenti che abbiamo accettato per quanto riguarda La Salle, cioè quello della relazione dell'assistente sociale che deve essere determinante. Figuriamoci se io non concordo che l'Assistente sociale faccia una relazione, l'Assistente sociale rappresenta l'Assessorato, potete immaginare se non concordo su questo! Come se non concordo che le assunzioni debbono avvenire come nelle microcomunità pubbliche!
Soltanto che io ho accettato l'altra volta per La Salle, questa volta io ne ho parlato con quelli della Casa e mi hanno invitato a lasciare le cose come stanno, tanto l'Assistente sociale ci va ugualmente, le relazioni vengono fatte e bisogna tener presente anche la natura che ha questa Casa di riposo nella sua tradizione, eccetera.
Io l'ho detto prima in Consiglio e lo ripeto adesso, non è che io non voglia accogliere gli emendamenti, perché potevo proporli e correggere io, è solo che dall'incontro dei giorni scorsi con la Casa di riposo mi è stato chiesto di lasciare un momento così.
Le assunzioni, dovete capire che si prevedono - lo dicevo prima - nell'anno 1992 sei assunzioni, perché il personale è a trentanove unità e passa a quarantacinque, si prevedono sei assunzioni, perché aumenta il numero degli ospiti.
Questa è la motivazione per la quale io dicevo di riflettere un momentino su questo discorso.
Per quanto riguarda poi l'articolo 12 che diceva il Consigliere Rollandin "l'esatta interpretazione della presente convenzione ed ogni eventuale variazione dovranno essere concordate tra le parti", è chiaro che ci sono interpretazioni diverse, è come nei contratti di lavoro che io avevo e facevo, quando c'era qualche interpretazione diversa ci si incontrava e si faceva l'interpretazione.
Io voglio far rilevare al Consigliere Rollandin che un conto è l'interpretazione e un conto è dire che potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno, sino al 31 dicembre 1994, salvo disdetta di una delle parti almeno 3 mesi prima della scadenza di ogni anno. Questo non dà adito ad interpretazioni, perché sappiamo tutti che chi la vuole disdire tre mesi prima la disdice.
Questo è lineare, l'interpretazione avviene su altri punti della convenzione che potrebbero apparire interpretati in modo diverso tra noi e la Casa di riposo, quindi non c'è questo problema.
Voi capite che siamo in due a doverlo fare, a modificare questo articolo dicendo che potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno dobbiamo essere d'accordo, non posso modificare una cosa non sapendo se l'altra parte è d'accordo, perché la convenzione la facciamo in due. Non so se mi spiego.
Non posso modificare questo discorso quando non so se chi dovrà firmare con me accetta o meno la firma di una convenzione con questo emendamento.
(commento fuori microfono)
Sì, non gli diamo i soldi se non firma, però ci sono 155 ospiti nella casa di riposo e di questo dobbiamo tener presente, non possiamo non tenerlo presente. Per quanto riguarda l'aggiungere la parola favorevole a me va bene, era solo per il discorso che ha fatto la Casa di riposo.
Per quanto riguarda le norme vigenti, ripeto, era questo, per quanto riguarda l'essere rinnovata tacitamente di anno in anno, è una convenzione che deve essere firmata da due parti e io pongo un emendamento senza aver sentito qual'è il parere dell'altra parte.
Dobbiamo metterci in condizioni di non mettere noi in difficoltà, ma neanche gli altri, lasciamo le cose così in modo tale da poter in seguito cambiare anche il modo di fare queste convenzioni, perché ci dovremo trovare e vedere questo modo di finanziamento che deve essere fatto. Io mi posso assumere la responsabilità come Assessore, pur avendoli sentiti, del discorso delle parole "favorevole", come si è fatto per La Salle e, dopo la parola vigenti aggiungere "delle microcomunità comunali", quello di cui non mi posso assumere la responsabilità è l'emendamento n. 3, di togliere le parole "potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno"; questo non lo posso togliere perché è una convenzione che viene fatta a due.
Presidente La parola al Consigliere Voyat.
Voyat (UV) Io sono un po' sorpreso, pensavo che fare degli emendamenti leggeri senza andare a toccare l'articolo 3, che è quello fondamentale, fosse un primo passo di buona volontà per vedere di poter fare qualcosa di positivo che fosse anche qualcosa in più confronto a quanto dovremmo discutere come linea generale per tutte le case di riposo convenzionate con la Regione.
Mi scuserà l'Assessore e vorrei che il Consigliere Bajocco mi scusasse un attimo, per quanto io lo ringrazio per aver ripetuto quanto già ci diceva già due o tre anni fa e devo dire che a quel tempo le convenzioni erano meno onerose per l'Amministrazione regionale, ma anche più criticate di quanto non lo siano oggi.
Io dico tranquillamente signor Assessore che noi stiamo parlando di una convenzione di 1.886 milioni all'anno, lei mi viene a dire che il Consiglio d'amministrazione potrebbe anche non accettare. Bene, se non accetta è perché ha la possibilità di continuare.
Chiedo scusa Assessore, ad un certo punto costerà molto al Consiglio d'amministrazione riunirsi e dire "Visto che l'intenzione del Consiglio regionale, dell'Amministrazione regionale è di dare un criterio per il futuro per il sovvenzionamento e le convenzioni con le case di riposo per gli anziani, lo si fa per un anno solo", quindi siamo sicuri che non ci sarà più il rinnovo di anno in anno come diceva Rollandin.
Se non si accetta questo emendamento è perché, sotto sotto, c'è già l'intenzione di fare il rinnovo di anno in anno.
Assessore, lei permetta che noi esprimiamo questi dubbi, altrimenti se lei è convinto di questo accetta l'emendamento.
Su quanto noi dovremo discutere - non ne abbiamo il tempo e non vogliamo discuterne oggi - c'è anche la questione del servizio civile, Consiglio permettendo, per carità! ma dovremo discutere anche questo, perché per il futuro ritengo che dovremo vedere in che modo può entrare il servizio civile all'interno delle microcomunità. Quindi è un argomento in più che dovrà essere discusso in futuro.
Penso che con le nuove leggi qualcosa dovrà essere visto, se saranno approvate, comunque il volontariato è una cosa e il servizio civile adesso l'Assessore mi dice che c'è già; io non ero a conoscenza che ci fosse attualmente il servizio civile all'interno delle microcomunità.
Per venire a quelli che sono gli emendamenti, io dico che, pur avendo tutta la fiducia immaginabile e possibile nell'Assessore, non mi posso accontentare del suo formale impegno di vedere se loro accettano; io dico che ad un certo punto il Consiglio regionale deve dire se è d'accordo o non è d'accordo, se deve essere inserito o non deve essere inserito.
Se ad un certo punto La Salle può essere costretta ad accettare e invece l'Istituto Père Laurent può anche non essere obbligato ad accettare. Per quanto riguarda l'articolo 1 io ho chiesto a dei colleghi giuristi, avvocati, i quali mi hanno detto che il domicilio di soccorso non esiste, è una dizione che non esiste, il Codice civile prevede residenza, domicilio e dimora, ma non prevede il domicilio di soccorso.
Se l'Assessore mi dice che il domicilio di soccorso è da intendersi come residenza, dico benissimo, cambiamo e mettiamo residenza, almeno siamo sicuri e tranquilli.
(commenti fuori microfono)
Chiedo scusa, non ho capito. Quindi lo inseriamo.
All'articolo 13 sarebbe in discussione, dove si dice togliere le parole "potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno"; si accetta?
(...commenti fuori microfono...)
Oltre alle castagne ci sono anche le noci che arrivano adesso.
Forse l'Assessore Beneforti ha fatto male a non portare gli accordi precedenti,perché gli accordi precedenti, caro Assessore, prevedevano che per gli anziani inseriti su richiesta e parere favorevole degli Assistenti sociali della Regione, la Regione pagava fino a 5-600.000 lire al mese quando la retta era di 850-900-000 lire, quando ero io Assessore. Per gli altri non si pagava una lira, noi pagavamo per quelli che chiedevamo noi ed avevano il parere favorevole della Regione e si pagava la differenza per arrivare alla quota, poi si è cambiato.
Questo lo deve chiede al suo collega che è adesso all'agricoltura, che è stato modificato, però inizialmente noi pagavamo la differenza, ma chi aveva la possibilità di pagare la retta intera pagava la retta intera, non come oggi che la Regione paga per chi ha bisogno e per chi non ha bisogno.
Come no? Questo non è giusto però si fa.
E' chiaro che mettersi oggi a modificare l'articolo 3 sarebbe stato troppo pesante e non l'avevamo nemmeno chiesto, chiedendo - io l'avevo detto questa mattina all'Assessore - che la convenzione fosse ridiscussa prima della fine dell'anno per i prossimi tre anni secondo questi criteri; per chi non ha la possibilità di pagare, paga la Regione, per chi ha la possibilità e ha i parenti che hanno l'obbligo degli alimenti, pagano i parenti e chi ha la possibilità e delle rendite sue dirette paga direttamente, senza che la Regione paghi quella parte.
L'Assessore dice che loro hanno bisogno di 1.800 milioni, ma chi mi dice che tra questi 155 non ci siano quelli che possono pagare 2 milioni al mese e pertanto quelle 800.000 lire in più vengono ad essere defalcate poi da queste che diamo noi? Io non ho visto le rendite che hanno questi anziani.
Pertanto io chiederei all'Assessore di accettare anche questo emendamento, faremo una discussione più ampia per quello che potrà essere l'indirizzo per tutte le case di ricovero per anziani in Valle d'Aosta, quindi ci sarà un criterio unanime per tutti e, a questo punto, non ci sarà più la necessità di discutere caso per caso.
Presidente Ancora la parola all'Assessore della sanità ed assistenza sociale, Beneforti.
Beneforti (DC) Per concludere, io non voglio far polemiche, ho seguito una traccia di una delibera che esisteva e siamo andati avanti per anni con quella delibera, adesso c'è un'altra deliberazione, si cerca di modificare e ho detto e confermo che si cerca sempre e comunque di arrivare ad una normativa unica e di far applicare anche nelle case di riposo private la nostra normativa, che è quella pubblica.
Riconfermo un'altra cosa, chi può pagare 1.200.000 lire anche nella casa di riposo Père Laurent...
Consigliere Voyat mi ascolti per piacere. Io voglio riconfermare qui - tanto poi viene registrato - che anche chi può pagare nella Casa di riposo 1.200.000 lire le paga; questo è chiaro, abbiamo fatto i conti, ci siamo messi attorno ad un tavolo ed abbiamo visto - quando doveva passare da 31.000 a 33.000 la quota giornaliera pro-capite - abbiamo fatto dei conti e veniva fuori 1.886.000.000 e perché la Casa potesse andare a pareggio ce li dovevamo mettere.
Se facciamo il discorso che chiunque deve pagare, teniamo presente anche le nostre microcomunità, caro amico Voyat, e un giorno faremo la discussione di vedere chi paga e chi non paga, quando noi non incassiamo neanche il 10 percento di quello che spendiamo; spendiamo 35-40 miliardi all'anno e non incassiamo neppure il 10 percento.
Su questo discorso faremo una discussione a parte.
Pertanto riconfermo questo e riconfermo che accetto gli emendamenti della residenza in Valle d'Aosta, perché l'ho sempre intesa così ed è così; per quanto riguarda aggiungere la parola "favorevole" al parere dell'Assistente sociale mi va benissimo e mi va benissimo anche aggiungere "per il personale delle microcomunità comunali" all'articolo 9.
Quello che non posso accettare è di togliere le parole "potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno sino al 31 dicembre 1994", per cui la maggioranza respinge questo emendamento ed accetta gli altri.
Presidente La parola al Consigliere Bajocco.
Bajocco (PCI-PDS) Sono contento che l'Assessore Beneforti abbia accettato la maggior parte di questi emendamenti, perché andavano, penso, anche nel senso dell'altra convenzione.
Abbiamo perso un'ora di tempo quando si poteva avere già un risultato prima.
Posso anche concordare con l'Assessore sul problema dell'emendamento del rinnovo, per quale ragione? Perché l'articolo 13 dice "entro il mese di settembre le parti s'incontreranno per determinare gli importi di cui agli articoli 1 e 2, la cifra dell'articolo 3 per l'anno successivo. La presente convenzione scadrà il 31 dicembre 1992 e potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno sino al 31 dicembre 1994", penso che sia anche compito di ogni Consigliere, prima di arrivare a settembre, fare qualsiasi iniziativa per invitare l'Assessore a rivedere questo provvedimento e discutere, di anno in anno, se è da rinnovare o da disdire.
Con questo voto come l'Assessore ha detto.
Presidente La parola al Consigliere Rollandin.
Rollandin (UV) Bajocco avait commencé très bien, a terminé d'une façon un peu paradoxale, mais on se l'attendait.
Je dois dire que en effet, si il fallait ajouter un élément au débat, Bajocco l'a ajouté.
Car justement pour éviter de faire un certain débat, on n'avait pas relu entièrement le premier comma de l'article 13, qui c'est un autre élément pour dire que chaque année il fallait au moins le revoir.
Compte tenu que ici, Assesseurs, on dit: "gli importi di cui agli articoli. 1, 2 e 3 per l'anno successivo saranno rivisti" et on pouvait dire "secondo gli indici ISTAT", selon certains paramètres: on ne dit rien du tout.
(commenti fuori microfono)
Non, Bajocco, ce n'est pas sur l'échéance: c'est sur le montant. "Articolo 1, 2 e 3" signifie que les différents problèmes financiers sont ouverts.
Et alors la raison du choix de dire: qui ne soit pas "tacitamente rinnovabile", c'est justement pour ça.
Pour une fois, Assesseurs, qu'on avait essayé de ne pas faire un débat qui ce soit trop long, je crois que, au contraire, chaque intervention nous porte à discuter davantage sur des thèmes qui méritaient un débat où dans les Commissions compétentes où dans un autre contexte. Car en effet, le collègue Voyat l'a dit, on n'a même pas dit un mot sur le montant: 1 milliard etc., on ne l'a pas dit! Que c'était exagéré, on l'a dit, ce sont des évaluations qui ont été faites. On les accepte.
Mais enfin qu'il y ait la possibilité au moins d'évaluer d'une façon différente les différents paramètres qui sont remis en cause chaque année. Il y a des problèmes concrets, Assesseurs.
Pour le restant on prend acte que au moins une partie des amendements ont été acceptés, et on renvoie le débat sur la substance à une autre rencontre.
Presidente Chiedo al Consiglio se possiamo passare a votazione.
Ci sono gli emendamenti presentati dai consiglieri Rollandin e Voyat.
Si vota sull'emendamento primo presentato dai consiglieri Rollandin e Voyat, di sostituire all'articolo 1 le parole "domicilio di soccorso" con la parola "residenza".
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Votiamo l'emendamento n. 2 all'articolo 6. I consiglieri hanno l'emendamento di cui conoscono il contenuto.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Votiamo il terzo emendamento, all'articolo 9, è da correggere quello che era stato distribuito, dopo le parole "vigente" aggiungere "per il personale delle microcomunità comunali".
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
C'è un quarto emendamento, che qui non era elencato, togliere le parole "potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno sino al 31 dicembre 1994" e, per completare l'emendamento, togliere le ultime parole sempre dell'articolo 13 "di ogni anno", altrimenti l'emendamento non avrebbe senso.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 28
Contrari: 16
Favorevoli: 11
Astenuti: 1 (Pascale)
Il Consiglio non approva.
Passiamo alla votazione sulla convenzione nel suo complesso.
Non va votato articolo per articolo, fa parte della delibera di Giunta e si vota sull'oggetto nel suo complesso.
Ha chiesto la parola, penso per dichiarazione di voto, il Consigliere Voyat.
Voyat (UV) Evidentemente dobbiamo dire che votiamo a favore, pur avendo dei grandi dubbi sull'articolo 3, dubbi che andremo a chiarire in un prossimo futuro, così come mi sembra di aver capito che l'Assessore ed il Consigliere Bajocco si siano impegnati a discuterne al più presto in Consiglio regionale.
Quando all'articolo 13 si dice "entro il mese di settembre le parti s'incontreranno" io chiederei che ci sia l'impegno dell'Assessore in prima personale e di tutta la maggioranza di fare prima una discussione in Consiglio regionale. Non vorrei che ancora una volta l'Assessore si trovasse con la controparte e poi in Consiglio non possa accettare gli emendamenti che eventualmente l'opposizione....
(...intervento fuori microfono...)
Il Presidente non è d'accordo di venire in Consiglio regionale.
In Commissione? Credo che per i criteri di massima, se vogliamo scegliere dei criteri che siano validi per tutte le case di riposo in Valle d'Aosta, la discussione debba essere fatta in Consiglio regionale, non in Commissione. E' evidente che, a questo punto, questi criteri dovranno servire per tutti.
(...commenti fuori microfono...)
Certo, in Commissione si fanno delle grandi discussioni, poi si trova forse un semi-accordo che poi non si trova più in Consiglio regionale, oppure può anche succedere che arrivino degli emendamenti all'ultimo minuto.
Io chiedevo se era possibile avere un impegno formale che entro il mese di settembre quando l'Assessore si dovrà trovare con i responsabili del Consiglio d'amministrazione della Casa di Père Laurent, prima si faccia una discussione in Consiglio regionale per dare degli indirizzi generali per tutte le case di riposo. Il Presidente della Giunta continua a dire di no, ma io comunque mi fido di Bajocco.
Presidente La dichiarazione di voto è terminata? Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, possiamo passare a votazione sull'intero provvedimento.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
