Objet du Conseil n. 3043 du 23 janvier 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3043/IX Discussione della petizione per la soppressione degli svincoli previsti in località Plan Signayes della frazione Signayes.
Presidente Do lettura della petizione popolare presentata da 115 cittadini della Frazione Signayes:
Petizione "I sottoscritti firmatari della petizione concordano nell'approvare, in linea di massima, l'attuale progetto di raccordo fra lo svincolo di Aosta est e la strada statale n. 27 del Gran San Bernardo.
Chiedono la soppressione degli svincoli A e B previsti al Plan Signayes, ritenendoli superflui agli effetti della circolazione da e per l'accesso al capoluogo regionale.
Gli svincoli in oggetto creerebbero un notevole impatto ambientale e Signayes sarebbe privato dell'unico polmone verde che ancora possiede.
I danni e gli inconvenienti che subirebbero i proprietari sarebbero rilevanti per quanto riguarda la coltivazione dei terreni, tenendo conto anche degli accessi alle singole proprietà, del regime delle acque d'irrigazione, a scorrimento, in vigore in quella località, delle sorgenti di acqua potabile che alimentano case civili e quelle adibite ad altre attività fino alle Fourches di Aosta.
Dalla sua istituzione la strada statale n. 27 è stata creata per soddisfare le necessità della circolazione per le valli del Gran San Bernardo e del Gran Combin.
Sarebbe utopistico ridurla ad una stradetta vicinale per un uso privato della frazione Signayes (Vedasi il terzo capoverso della deliberazione n. 17 dell'1.7.1991 del Consiglio circoscrizionale di Signayes).
La strada statale n. 27 del Gran San Bernardo ha il compito e deve adempiere alla sua funzione di collegamento con il capoluogo regionale.
Con soddisfazione notiamo che nel terzo capoverso della deliberazione del Consiglio comunale di Aosta del 10 luglio 1991 si esprime un gradimento preferenziale per una prima fase di realizzazione dell'opera, che escludendo la rampa A nell'elaborato n. 1060 dello svincolo sud di Signayes, consenta il collegamento verso il Gran San Bernardo attraverso la strada esistente come strada a salire.
Noi riteniamo che con un po' di buona volontà ed il valido ausilio di tecnici da parte dell'ANAS e SAV si dovrebbe trovare la soluzione idonea anche per il traffico locale che scende dal Gran San Bernardo.
Dopo il bivio di Variney si potrebbe, a monte della strada statale n. 27, provvedere all'allargamento della stessa per dare origine ad una corsia, la quale convogli il traffico discendente verso un viadotto a scavalco e che si inserisca in seguito in località Faverge nella corrente di traffico della strada statale n. 27 diretta verso il capoluogo regionale.
I sottoscritti firmatari della petizione ritengono che, con questa soluzione, l'esproprio dei terreni sarebbe quasi nullo e comunque di scarso valore commerciale (sarebbero recuperati tutti i reliquati stradali esistenti dalla località Faverge ai confini territoriali del Comune di Gignod).
Ritengono di aver dato, con la presente, un contributo positivo alla soluzione di un problema che riguarda l'ecologia, l'impatto ambientale e la circolazione della collettività.
Ringraziano gli enti in indirizzo per la fattiva collaborazione che potranno dare."
Avevamo già fatto presente che era stata presentata questa petizione e si era iniziata la discussione, poi sospesa, in attesa di eventuali proposte di risoluzione.
Io riprenderei la discussione a questo punto.
I Consiglieri intendono intervenire? Il Consigliere Vallet.
Vallet (UV) Avevamo rinviato la discussione ad oggi per consentire di svolgere una riunione, che effettivamente si è svolta mercoledì scorso, in presenza dei responsabili SAV, dei progettisti, del Comune di Aosta, del rappresentante del Consiglio circoscrizionale della frazione di Signayes e della Terza Commissione. La riunione si è svolta, ma prima di entrare nel merito io vorrei sentire le deduzioni dell'Assessore ai lavori pubblici.
Presidente L'Assessore intende intervenire? Altri consiglieri intendono intervenire? Il Consigliere Vallet.
Vallet (UV) A me sembrava più corretto, visto che durante la riunione è stata fatta chiarezza sulla questione, sentire - come avviene normalmente nella discussione delle petizioni - le decisioni che il Governo regionale ha preso dopo che è stata fatta quella riunione.
Comunque se l'Assessore non intende intervenire io entro un attimo nel merito per dire che è stata utilissima, a mio modo di vedere, la riunione che si è svolta, perché finalmente abbiamo avuto modo di mettere attorno allo stesso tavolo tutte le parti interessate e quindi avere conoscenza delle diverse posizioni, anche perché durante la riunione della commissione, in cui abbiamo sentito i progettisti, poi durante il sopralluogo che era stato fatto, i consiglieri avevano avuto notizie contrastanti le une con le altre. Mi riferisco per esempio alla variante annunciata per salvaguardare la costruzione de La Faverge, che poi si è rivelata non essere vera.
Prima di entrare nel merito, io vorrei fare una brevissima considerazione su quella che è la procedura che è stata scelta ed adottata per la realizzazione di quest'opera, procedura che ha consentito sicuramente in tempi brevi di avere dei consistenti finanziamenti per realizzare quest'opera, ma che ha avuto sicuramente l'inconveniente di non permettere, o di permetterlo in modo forse frettoloso, a tutte le parti in causa di esaminare il discorso in profondità.
Questo Consiglio non ha mai avuto l'occasione di esaminare e discutere il progetto. Ricordo una riunione informale della Commissione convocata dal neo Assessore Martin, in cui era stato illustrato alla commissione il tracciato, ma era stato un atto di buona volontà dell'Assessore, in quella riunione si era parlato più che altro del viadotto e dell'impatto ambientale creato dalla costruzione del viadotto.
Detto questo, torno un attimo al tema della riunione in cui mi è parso di capire che, da una parte, c'è stata la posizione della SAV per certi versi legittima - dirò dopo perché - e dall'altra parte le posizioni sostenute e scritte nella petizione firmata da 115 cittadini, in mezzo il Governo regionale e il Comune di Aosta, rappresentato in quella sede dall'Assessore Charbonnier.
A me è parso di capire e abbiamo riscontrato in quella riunione una chiusura netta e sostanziale della SAV verso qualsiasi ipotesi di cambiamento. Dicevo posizione legittima perché alla data odierna la SAV dispone di un decreto del Ministro dei lavori pubblici, in data 2 dicembre 1991, che gli consente di agire, di operare e di realizzare il suo progetto. La SAV ha già affidato i lavori, le imprese stanno già lavorando, è del tutto evidente che la SAV non vuol sentir parlare di varianti.
Il Presidente e il Direttore della SAV, durante la riunione, hanno dimostrato non dico disponibilità, ma hanno detto che al limite si poteva ancora discutere di questo problema, a condizione che - vorrei citare le parole del direttore della SAV - "che ci sia un'autorità superiore che si assume la responsabilità di non fare parte del tracciato in progetto, quindi autorizzato, o che decida di cambiare". Il problema è chiarissimo ed è questo: ci vuole la volontà politica del Governo regionale, del Comune di Aosta, per modificare il tracciato.
Mi è parso di capire durante la riunione che l'Assessore ai lavori pubblici giocasse un pochino, non dico allo scaricabarili, ma ha detto che il problema riguarda principalmente il Comune di Aosta, deve essere il Comune di Aosta a prendere la decisione. Il Comune di Aosta, per bocca dell'Assessore Charbonnier, ha detto che intende dare attuazione e proseguire in quanto era stato deliberato dal Consiglio comunale nel mese di luglio, quindi sostanzialmente di andare avanti con il progetto approvato. Restava questa preferenza per l'abolizione della rampa a salire.
Abbiamo sentito durante la riunione che l'interpretazione che viene data dalla SAV circa questa preferenziale abolizione è di una sospensione nell'esecuzione. E' chiaro che fra due anni, tre anni, quattro anni, anche l'altra rampa verrà costruita, perché questo è stato detto in quella riunione. E' una temporanea sospensione nella realizzazione.
Lo stesso, secondo me, si può dire per il discorso de La Faverge. Lì il problema è ancora più semplice: in un primo tempo in assenza del decreto del 2 dicembre, la SAV aveva previsto una variante che passava più a monte, quindi salvaguardava la casa de La Faverge - e questo aveva annunciato anche durante il sopralluogo e nella riunione -; quando la SAV ha avuto in mano il decreto del 2 dicembre, ha cercato di notificare le procedure e acquisire quindi i terreni per la realizzazione del progetto che prevede l'abbattimento de La Faverge. Questo comportamento - ci tengo a metterlo in evidenza - non mi pare del tutto lineare e neanche del tutto corretto.
Comunque, per tornare alla petizione, a noi pare che le argomentazioni presentate siano sicuramente legittime, a nostro modo di vedere c'è la possibilità, ancora - senza creare danni e senza bloccare la realizzazione dei lavori - di studiare e di realizzare soluzioni alternative e quindi c'è la possibilità di abolire lo svincolo in località Plan Signayes, a condizione che ci sia la volontà politica di questo Consiglio e del Consiglio comunale di Aosta di farlo.
Ed è in questo senso, per verificare la volontà politica di questo Consiglio, che, a nome anche del Consigliere Perrin e del Consigliere Riccarand - che rappresentano l'opposizione insieme al sottoscritto nella Terza Commissione - presentiamo una risoluzione (vi risparmio le premesse) che delibera di esprimere un giudizio positivo sulla richiesta dei firmatari della petizione. Impegna la Giunta regionale ad assumere gli opportuni provvedimenti per eliminare gli svincoli in località Plan Signayes e sollecitare la SAV a predisporre: a) una soluzione progettuale alternativa in questa località; b) una modifica del progetto attuale in frazione Ossan al fine di permettere anche a chi scende verso Aosta di accedere alla frazione di Signayes e che consente al tempo stesso di evitare l'abbattimento de La Faverge. Grazie.
Presidente Chiedo ai presentatori il testo della risoluzione affinché possa essere trasmesso ai consiglieri. Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) La petizione che oggi discutiamo è stata esaminata in modo approfondito dalla Terza Commissione e, per quanto riguarda il nostro gruppo consiliare, la conclusione è che si tratta di una petizione giustificata che formula anche delle proposte valide.
Sicuramente il progetto, così com'è stato approvato con i decreti del Ministro dei lavori pubblici, con la procedura anomala delle conferenze dei servizi, non è assolutamente razionale e non risponde sicuramente alle esigenze di buona funzionalità del traffico.
Chiunque abbia potuto esaminare la questione e abbia visto anche i posti, si rende conto che la soluzione più razionale era quella di prevedere gli ingressi, le uscite e le connessioni fra la strada statale e questo raccordo autostradale, sicuramente a monte dell'abitato di Signayes e non a valle. Anche per non costringere tutta la viabilità locale, quindi che non vuole andare all'autostrada, ma vuole accedere direttamente alla frazione di Signayes, che vuole andare verso Aosta, o verso la zona di Sarre, ad entrare nel tunnel che passa sotto Signayes e poi uscire appunto a valle di Signayes. La scelta più razionale e tecnicamente sicuramente fattibile era quella di fare uno svincolo a monte che può essere realizzato evidentemente anche con un sacrificio di territorio di molto inferiore di quello che viene fatto a Plan Signayes. Quindi la richiesta contenuta nella petizione, sostenuta poi anche da una deliberazione unanime di tutta la comunità montana del Gran San Bernardo, ci sembra una proposta da accogliere.
Abbiamo registrato nell'ultimo incontro della Terza Commissione un'opposizione molto forte della SAV a rimettere in discussione il progetto, a cercare di modificare la situazione e questa opposizione è perfettamente comprensibile rispetto alla logica che la società evidentemente ha portato avanti, ma non ha una reale motivazione tecnica, come loro tendono a sostenere. In realtà è un'opposizione che deriva dal fatto che la SAV è preoccupata di dover andare a ritoccare un progetto che si sorregge su una procedura molto precaria, portata avanti con grossa fatica e che loro non vorrebbero rimettere in discussione neanche rispetto ad una modifica marginale. La SAV infatti si rende conto e sostiene che queste conferenze dei servizi, con procedure d'urgenza e anomale, per l'approvazione dei progetti, che sono legate poi stranamente alla manifestazione delle Colombiadi, hanno grosse difficoltà evidentemente ad essere ripristinate per delle correzioni del progetto.
Tutto questo evidentemente lo si sapeva già da mesi, quindi la SAV, invece di preoccuparsi di mandare a buon iter ed a buona conclusione il precedente progetto in discussione - c'era una petizione, c'erano delle prese di posizione, c'era un esame in Terza Commissione - si è preoccupata soltanto di far concludere l'iter attraverso l'emanazione del decreto del Ministro dei lavori pubblici, senza preoccuparsi di andare a richiedere una modifica del progetto, come veniva fatto da più parti. Lo stesso Comune di Aosta, sotto certi aspetti, chiedeva comunque una revisione del progetto.
Rendiamoci conto che tutti questi vincoli, questi termini, queste scadenze, che sono alla base di questo progetto, non saranno rispettati, perché in base alla legge sulle Colombiadi, che poi è la legge sui campionati mondiali di calcio, tutte queste opere dovrebbero essere concluse, credo, entro il mese di febbraio del 1992, o comunque a distanza di pochi giorni. Ora, nessuno di noi può neppure immaginare che quest'opera sia conclusa nei termini di legge, ma non solo, neanche nei termini del 1992, ci vorranno anni per fare quest'opera con l'impegno che essa richiede, con il viadotto che richiede, con le gallerie che sono necessarie. C'è evidentemente tutto il tempo per ripristinare delle procedure, rimettere in moto dei meccanismi, per andare a modificare la situazione, facendo qualcosa che è sicuramente molto più razionale di quello che si sta proponendo adesso.
Anche la questione de La Faverge è, se vogliamo, limitata in sè, però è significativa perché sin dai primi incontri della Terza Commissione ci era stato detto dai progettisti della SAV che già era stata prevista una modificazione del progetto. Ci hanno fatto vedere la variante, ci hanno fatto vedere il tracciato che passava a monte dell'abitazione, io ricordo di aver anche fatto delle osservazioni al progettista perché mi sembrava discutibile quella variante dato che poi lo sbocco non sapevo bene come poteva realizzarsi. Erano state date assicurazioni che tutto era già stato studiato e predisposto. Pochi giorni dopo la posizione è stata completamente rovesciata e si è ritornati invece sul vecchio progetto, dicendo "dobbiamo andare avanti col vecchio progetto, dobbiamo abbattere questa abitazione anche se i proprietari non sono d'accordo" e via di questo passo.
Tutto questo sta ad indicare un metodo di comportamento ispirato ad un modo di fare affrettato, sotto la spinta di emergenze legate ai tempi ed alle modalità con cui si è scelto di costruire quest'opera, che però non tengono assolutamente nel conto dovuto le esigenze della popolazione, le esigenze anche di una razionale organizzazione del traffico.
Per quanto ci riguarda noi riteniamo che la petizione sia fondata, che sia possibile sicuramente studiare una soluzione che preveda la completa soppressione dello svincolo a Plan Signayes, perché questo si può fare, è tecnicamente possibile, basta andare sul posto e guardare attentamente. E' tecnicamente possibile con un sacrificio di territorio molto più limitato fare le opere necessarie per gli innesti a monte di Signayes.
Noi chiediamo quindi che ci sia un intervento preciso, fermo e deciso da parte dell'Amministrazione regionale che ha la competenza per chiedere che gli svincoli a Plan Signayes non vengano fatti, che non vengano messi in atto degli interventi atti a pregiudicare la situazione nella zona di Faverge e che si dia avvio ad un riesame del progetto, per quanto riguarda appunto la situazione degli svincoli. Cosa che si può benissimo fare mentre vanno avanti gli altri lavori, senza che ci sia interferenza, perché i tempi non saranno brevi sicuramente.
Ci rendiamo conto tutti di cosa significa fare il viadotto che attraversa il Buthier e tutta la galleria che deve passare sotto Signayes, quindi le opere si possono portare avanti senza dare per scontata questa soluzione, ma andando a studiare una soluzione progettuale che è sicuramente migliorativa.
In questo senso abbiamo anche presentato, col Consigliere Vallet ed il Consigliere Perrin, questa risoluzione che è stata distribuita ai consiglieri.
Presidente I Consiglieri intendono intervenire? L'Assessore dei lavori pubblici Martin.
Martin (ADP) Io penso che questo problema dello svincolo in località Plan Signayes vada visto nella sua globalità e non possa essere estraniato dal progetto più generale che prevede un'opera importantissima per la città di Aosta, quale quella di un raccordo autostradale che, partendo dall'uscita dell'autostrada attuale, tende a collegare il Traforo del Gran San Bernardo. Quindi una tangenziale della città di Aosta che ha lo scopo di decongestionare il traffico cittadino e di ridare un minimo di vivibilità alle zone poste sull'asse via Parigi-zona statale 26.
Questa è un'opera importantissima che va vista nel suo complesso, un'opera che interessa anche i comuni di Quart e di Saint-Christophe, con i quali - soprattutto il comune di Quart - ci sono stati problemi che sono in via di risoluzione. Problemi affrontati con molto buonsenso sia dalle amministrazioni locali sia dalla Regione ed anche dai progettisti, i quali hanno cercato in tutti i modi di venire incontro alle richieste delle popolazioni locali fin dove era tecnicamente possibile.
Purtroppo quando si costruisce qualcosa, si finisce sempre per penalizzare qualcuno. Queste opere, a maggior ragione, siccome sono di queste dimensioni, penalizzano forse ancora più di altre opere, ma sono opere di più di 200 miliardi che, ripeto, vanno inquadrate in questo contesto.
Vorrei anche ricordare che il piano regolatore generale comunale di Aosta, approvato da diversi anni, prevede nella zona di Plan Signayes lo svincolo di questo raccordo. Quindi già allora, quando è stato studiato il piano regolatore, il Comune di Aosta aveva individuato in quell'area un possibile svincolo per il futuro raccordo autostradale del traforo del Gran San Bernardo.
Questo problema, dicevo, parte nel 1989 quando il Consiglio regionale, con propria delibera in data 4 ottobre 1989, approva lo schema di convenzione fra la Regione autonoma Valle d'Aosta e la Società Autostrade Valdostane per la realizzazione della progettazione preliminare e generale di interventi di miglioramento e riqualificazione della viabilità di raccordo tra lo svincolo di Aosta Est ed il Traforo del Gran San Bernardo. Con questa convenzione s'incarica la SAV di predisporre il progetto preliminare per il collegamento col Gran San Bernardo.
Voglio ricordare in questa sede che dopo la costruzione di questo raccordo rimane ancora da completare il tratto Etroubles-Casello di Saint Remy en Bosses, progetto sul quale siamo in contatto con i 3 Comuni interessati, soprattutto con quello di Etroubles con il quale ci sono i maggiori problemi, per cercare di arrivare ad una soluzione positiva del problema che eviti anche le problematiche che oggi ci troviamo ad affrontare, inerenti l'occupazione di terreni, di aree e di fabbricati che, naturalmente non è nell'intenzione di nessuno, ma che, come dicevo, a volte si è costretti ad occupare.
Partendo da questa delibera assunta dal Consiglio regionale, la SAV presentò un primo progetto che non prevedeva nessuno svincolo in località Plan Signayes, prevedeva un'uscita della galleria molto più a valle dell'attuale, quasi all'interno del villaggio, e per permettere l'entrata e l'uscita in questo raccordo, era previsto praticamente uno svincolo interno alla frazione stessa. Questo soprattutto per permettere ai veicoli in discesa di poter by-passare e poter entrare poi in galleria.
Questo progetto fu esaminato ed ebbe un parere negativo da parte del Consiglio circoscrizionale di Signayes, per due motivi principalmente, sia per l'uscita della galleria che era considerata troppo spostata a valle, quindi si chiedeva di spostarla più a monte, sia per lo svincolo che, essendo quasi all'interno del villaggio, creava notevoli problemi.
Sulla base di queste considerazioni si procedette all'elaborazione di un secondo progetto, sempre a cura della SAV. Il secondo progetto è quello che praticamente stiamo esaminando, quello che, almeno alcuni consiglieri, hanno avuto modo di esaminare più dettagliatamente di altri in sede di commissione e di farsi spiegare dai tecnici che hanno predisposto questo progetto il perché non è possibile modificare alcune cose.
Questo secondo progetto ha già ottenuto, dopo l'approvazione in sede di Conferenza dei servizi, anche il decreto ministeriale da parte del Ministro dei lavori pubblici e quindi non è che, come diceva il Consigliere Vallet, non consenta più di fare certe cose, purtroppo è diverso: questo decreto ministeriale non solo non consente di fare certe cose, ma obbliga la SAV a far eseguire questo progetto. Se non si eseguisse integralmente chiunque potrebbe fare un ricorso, impugnare l'intero progetto e l'intera opera potrebbe saltare ed è per questo che bisogna fare molta attenzione al discorso più generale dell'utilità di questo progetto per tutta la città di Aosta e al progetto più particolare che interessa invece Plan Signayes.
Questo secondo progetto ha avuto, da parte del consiglio circoscrizionale di Signayes, il parere favorevole per la rampa denominata B, ossia per la rampa in uscita dalla galleria, ed un parere contrario per la rampa denominata A, ossia la rampa che prevede l'entrata in galleria. Inoltre è stato chiesto, sempre dal consiglio circoscrizionale, di prevedere un sovrappasso per il traffico locale proveniente da Gignod e dalla Valpelline; per potersi fermare nella frazione di Signayes, è stato chiesto giustamente, l'utilizzo, eliminando una rampa, della statale 27 per il traffico in entrata nella frazione e andante verso il traforo del Gran San Bernardo ed è stato chiesto di studiare la possibilità - così recita la delibera del consiglio circoscrizionale - di portare il tunnel più a monte anche per salvare, possibilmente, la zona de La Faverge, ma soprattutto portarlo più a monte perché si è ritenuto che l'uscita della precedente soluzione fosse penalizzante anche per le attività socio-economiche di quella zona. Da parte del Comune di Aosta questo progetto ebbe anch'esso un parere positivo e il deliberato del Comune espresse un gradimento per l'esclusione della rampa denominata A, ossia di quella in entrata in galleria, così com'era stato richiesto dal Consiglio circoscrizionale di Signayes.
Qual'è oggi la situazione di fatto? Per quanto riguarda il Comune di Aosta, ha ribadito l'approvazione di questo progetto nella riunione del 21 gennaio - di due giorni fa - durante un Consiglio comunale in cui si discusse anche di questo problema. Quindi ha ribadito in una sua risoluzione di chiedere di eliminare la rampa in entrata, di utilizzare, attraverso un corretto incanalamento del traffico, la statale 27 - quindi studiando possibili soluzioni tipo semaforizzazioni e cose di questo genere - quale via di entrata per Signayes e per il tunnel.
Probabilmente, poiché ci sono stati contatti anche tra il Comune di Aosta e i progettisti e questi hanno fatto presente l'impossibilità di salvare La Faverge, è stato chiesto dal Comune di Aosta un giusto indennizzo per tutte le parti inte-ressate alla costruzione di quest'opera e quindi anche La Faverge.
Quali possono essere le preoccupazioni in questo momento? Le preoccupazioni di cui dobbiamo farci carico tutti, secondo me, sono che questo progetto è stato approvato - e c'è un decreto ministeriale, a questo punto, che parla chiaro - e se questo venisse modificato ci sarebbe la possibilità, come dicevo prima, che l'intera operazione possa saltare. Qualcuno diceva "si potrebbe riprogettare, si potrebbe fare un'altra conferenza di servizi, si potrebbe approvare un terzo progetto". Si potrebbe, può essere, ma può anche non essere. Perché bisogna dire che le conferenze di servizi non vengono fatte appositamente quando le richiede la Valle d'Aosta, ma vengono fatte per approvare una serie di progetti; non si sa quando e se potrà essere fatta e soprattutto, vorrei dire, visto il clima che stiamo vivendo, di smobilitazione del Parlamento, visto che le elezioni sono ormai vicinissime, non si può dire quando ci potrà essere una seconda conferenza di servizi e quindi non si può dire se questo progetto potrebbe essere approvato.
Vi sono però - e questo ce l'hanno detto i progettisti, io non ero presente a questa riunione, quindi ripeto che è stato detto, perché non sono certamente un tecnico - anche dei problemi tecnici, perché il fatto di andare più a monte rispetto al progetto attuale costringe a guadagnare una quota maggiore e i tecnici hanno detto che in queste gallerie la pendenza è di un certo tipo, non può superare certe quote e poiché la strada statale continua a salire in quel tratto con una pendenza del 5 percento costante, per avere una pendenza che non superi il 2,5-3 percento - limite fissato in questi tipi di raccordo - bisognerebbe andare troppo a monte. Bisognerebbe praticamente andare dove è previsto l'attuale svincolo per Valpelline. Quindi, al di là dei costi superiori, sui quali però non è stato fatto nessun tipo di valutazione, c'è questo problema tecnico. Pare anche che l'area interessata sia soggetta a degli smottamenti e quindi bisognerebbe fare un'attenta analisi geologica per verificare se questo progetto è fattibile.
Cosa si può dire a questo punto? A mio avviso a questo punto bisogna verificare cosa è possibile fare, sia da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista politico e vorrei ribadire che dal punto di vista politico la Giunta e la maggioranza regionale sono ben disposte a fare qualsiasi passo sia possibile per cercare di tutelare i giusti interessi di tutti quanti, ma si preoccupano anche fortemente di non fare assolutamente saltare l'intero progetto.
Alla luce di queste cose, preso ancora atto che il Comune di Aosta si è già espresso per quel tipo di progetto e visto che qualcuno precedentemente richiamava in maniera molto pesante e molto puntuale l'autonomia degli enti locali, forse bisognerebbe ricordarsi che l'autonomia per gli enti locali vale sia quando si parla di trasferimenti finanziari, sia soprattutto quando si parla di gestione del territorio, che giustamente deve essere gestito dal Comune di appartenenza, se si vuole avere un minimo di coerenza.
Visto che il Comune di Aosta si è già espresso in quella direzione, considerate anche le preoccupazioni che vi facevo presenti e considerati gli aspetti tecnici, la Giunta regionale proporrebbe al Consiglio regionale questo tipo di risoluzione, che non stravolge completamente il progetto, dà la possibilità a quella che Vallet chiamava l'autorità superiore di intervenire - Vallet la chiamava così nel senso che qualcun altro l'aveva detto, ma prendo a prestito le sue parole - per dire che si può eliminare una rampa perché non c'è questa necessità impellente, quindi si fa qualcosa di diverso e si permette comunque al traffico di salire verso il Gran San Bernardo.
Per questi motivi il Governo regionale penserebbe di presentare questo tipo di risoluzione:
"Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Preso atto della petizione per la soppressione degli svincoli previsti in località Plan Signayes;
esaminato il progetto relativo al tracciato del raccordo autostradale tra il casello di Quart dell'A5 e la strada statale n. 27, progetto approvato dalla Conferenza dei Servizi del 12.7.1991 e sanzionato dal decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 2420 del 2 dicembre 1991;
ribadita la grande utilità dell'opera per la città di Aosta e la necessità di realizzarla al più presto;
richiamata la risoluzione del Consiglio comunale di Aosta in data 21 gennaio 1991;
impegna la Giunta regionale
1) a ricercare un corretto inserimento del traffico proveniente da Aosta sull'attuale sede della strada statale n. 27 che attraversa l'abitato di Signayes, onde evitare lo svincolo a salire verso la Galleria di Signayes (rampa A dello svincolo di Plan Signayes);
2) a promuovere la realizzazione di un tronco stradale a monte dell'abitato di Signayes per permettere al traffico locale, proveniente da Gignod e da Valpelline, di poter accedere alla frazione stessa.
Invita la SAV a risarcire adeguatamente i proprietari dei fondi interessati dalle opere inerenti il raccordo autostradale."
Presidente E' già stata distribuita la risoluzione presentata dall'Assessore Martin. Chiedo a questo punto ai Consiglieri cosa intendiamo fare, se si vuole votare o se prevediamo che ci sia una discussione.
Se prevediamo una discussione, a questo punto, vediamo di ritrovarci alle ore sedici e dichiaro sospesa la seduta antimeridiana di oggi.
La seduta è tolta.
