Objet du Conseil n. 2667 du 25 octobre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2667/IX Finanziamento degli interventi di edilizia sanitaria. (Interpellanza).
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Ma-quignaz:
Interpellanza Preso atto che il progetto di ristrutturazione e ampliamento dell'ospedale di Aosta, approvato durante l'ultima seduta del Consiglio comunale di Aosta, prevede un impegno di spesa di circa 15 miliardi;
Ricordato che il CIPE aveva già provveduto nel 1990 all'erogazione di un finanziamento alla Valle d'Aosta di oltre 31 miliardi di lire;
Evidenziato che l'assegnazione definitiva dei 31 miliardi è subordinata alle presentazioni di precisi progetti e alla esecuzione dei lavori indicati;
Considerato la necessità di utilizzare nel più breve tempo possibile la somma di 31 miliardi al fine di realizzare gli interventi di edilizia sanitaria;
Il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale per sapere:
- se gli intendimenti a tale proposito del Comune di Aosta coincidono con quelli della Regione;
- quali sono in definitiva gli obiettivi che la Regione intende perseguire, tenendo conto anche che è stato commissionato uno studio di fattibilità per le costruzioni di un nuovo ospedale.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.
Maquignaz (AI) Con questa interpellanza desidero porre una questione che mi pare di fondo e che mi pare non sia mai stata definita nonostante i vari dibattiti che si sono verificati in questo Consiglio regionale, e anche per chiarire quella che mi sembra una contraddizione fra la posizione della Regione e la posizione del comune di Aosta. Infatti, mentre da una parte la Regione promuove uno studio di fattibilità del nuovo ospedale, che certamente richiederà per la sua realizzazione l'impiego di fondi statali, dall'altra parte il comune di Aosta approva - al di là di una visione globale di insieme sul ruolo del nuovo o del vecchio ospedale - una delibera che concerne una parziale ristrutturazione che, a detta dell'Assessorato, rientrerebbe in un piano di interventi indifferibili predisposti dall'Assessorato, al fine anche di utilizzare i fondi del programma triennale di investimenti finanziato dal Ministero della sanità.
A me pare che manchi una visione globale sui problemi sanitari, in modo particolare sul ruolo che nell'ambito del discorso sanitario dovrebbe essere svolto dal nuovo ospedale di Aosta, o dalla ristrutturazione del vecchio ospedale. Infatti, l'impegno di spesa previsto dalla delibera del Consiglio comunale di Aosta per la sistemazione dell'ospedale è di 15 miliardi, mentre la somma stanziata dal CIPE è di 31 miliardi, per cui rimane da definire come verranno spesi questi 16 miliardi, anche se l'Assessore ha già ricordato che il modo con cui questa somma sarebbe stata spesa era già stato programmato nel 1990.
Però questa interpellanza acquista un significato particolare proprio oggi, alla luce del decreto che è allegato alla legge finanziaria; decreto che comporterebbe la chiusura di cinque reparti dell'ospedale di Aosta, se non addirittura di nove. Non ho avuto il tempo di approfondire questo discorso, però a prima vista la situazione mi sembra molto grave perché, se il decreto fosse di questa portata, provocherebbe una diminuzione dei posti nell'ospedale di Aosta, quando dall'altra parte esiste un altro decreto ministeriale, dove si dice che la Valle d'Aosta è l'unica regione in cui i posti letto sono sottodimensionati rispetto agli standards qualitativi. Quindi, da una parte abbiamo un decreto che prevederebbe questa diminuzione dei posti letto, dall'altra parte abbiamo l'altro decreto che prevede l'aumento dei posti letto, per cui credo che tutto il discorso della sanità richieda un momento di riflessione, Assessore, alla luce anche dei tagli del 28 per cento che sono stati annunciati e che coincidono alla somma di 45 miliardi.
Ho visto le dichiarazioni del Presidente dell'USL e sono dichiarazioni gravissime, dove si dice fra l'altro che i soldi che rimangono serviranno soltanto a pagare i dipendenti e nulla più.
Credo che la situazione si stia complicando per questi decreti che stanno arrivando, fra l'altro all'insaputa della Regione, perché questo decreto, che provocherebbe la chiusura dei cinque reparti, non credo sia stato concordato con l'Amministrazione regionale; quindi è un fatto gravissimo nei confronti del quale la Regione deve reagire con energia e con fermezza.
Concludo questo mio intervento, chiedendo alla Giunta regionale e all'Assessore di voler riflettere su questi problemi che si stanno susseguendo in questi giorni, anche alla luce della finanziaria, possibilmente creando un momento di incontro fra i rappresentanti del comune di Aosta e i rappresentanti della Regione, per poter concordare insieme una strategia globale nei confronti del governo italiano.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla sanità e assistenza sociale Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) Ringrazio il collega Maquignaz per aver presentato questa interpellanza, in quanto mi dà modo di chiarire e ribadire anche i nostri obiettivi in merito ai presidi ospedalieri della nostra regione, anche se su questo argomento ci siamo dilungati abbastanza qualche adunanza fa e anche nella discussione di ieri, in merito alla variazione di bilancio relativo all'anno in corso.
Ma penso sia opportuno ribadire le linee che come Assessorato e come Amministrazione regionale intendiamo portare avanti per dare una giusta informazione all'interno e anche all'esterno, perché leggo molte cose sui giornali che non so se sono frutto di protagonismo di qualche giornalista o se sono frutto di protagonismo di qualche addetto ai lavori della sanità, ma ci sono senza dubbio molte cose che non rispondono a verità.
Lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo ospedale è un punto del programma che la nuova maggioranza si è dato, oltre che essere una richiesta dell'Amministrazione comunale di Aosta. Lo studio di fattibilità rientra nelle linee del programma di questa Giunta e rientra anche nelle linee del programma del comune di Aosta.
Lo studio di fattibilità serve a valutare l'iniziativa sia sul piano sanitario che urbanistico, che sul piano finanziario, perché fare un ospedale nuovo comporta la previsione delle risorse necessarie, non solo in termini finanziari, ma anche in termini di personale. Lo studio di fattibilità serve anche come strumento di confronto fra la ristrutturazione e l'ampliamento previsti dalla precedente Giunta regionale e la nuova struttura che prevede la Giunta attuale, che può essere la ristrutturazione e l'ampliamento dell'attuale complesso di viale Ginevra oppure l'ospedale nuovo. C'è già un progetto di ristrutturazione e ampliamento, adesso si fa lo studio di fattibilità e questi due studi vengono messi a confronto per scegliere la via migliore che si deve seguire per dare alla Valle d'Aosta un ospedale degno di un capoluogo di regione.
Qualcuno sostiene che le due iniziative, quella del piano di ristrutturazione ed ampliamento e quella dello studio di fattibilità, sono incompatibili fra loro: ho già chiarito che non sono incompatibili ma sono alternative l'una all'altra. Cioè una cosa è la ristrutturazione e l'ampliamento dell'esistente così come è previsto e un'altra cosa è l'ospedale nuovo, anche se l'obiettivo di ambedue le iniziative è quello di arrivare agli ottocento posti letto che la Valle d'Aosta deve avere, perché abbiamo unità operative da creare e unità operative da ampliare all'interno dell'ospedale, che hanno necessità di posti letto, e lo standard previsto anche a livello nazionale è che la Valle d'Aosta abbia un ospedale di ottocento posti letto.
Consigliere Maquignaz, proprio perché non c'è incompatibilità fra le due iniziative ma sono alternative l'una all'altra, il 18 gennaio 1991 come Giunta abbiamo rimesso al Ministero della sanità il piano di ristrutturazione ed ampliamento deliberato dalla precedente Giunta il 26 gennaio 1990; perché? Intanto perché parliamo di uno studio di fattibilità da confrontare e non di una scelta definitiva, anche se si può essere d'accordo di fare lo studio nuovo, perché questa è la realtà - si parla quindi di studio di fattibilità su cui confrontarsi e non di una scelta definitiva - ma anche perché non intendiamo perdere i finanziamenti di nostra competenza previsti dal piano degli investimenti di edilizia sanitaria predisposto dal Ministero della sanità.
Come è noto, questi finanziamenti si aggirano, per il primo triennio 1988-91, sui 31 miliardi e nei dieci anni sono 120 miliardi, per cui non riteniamo di perdere questo finanziamento che è stato previsto per l'edilizia sanitaria nella nostra regione. Però, nel momento in cui c'è da una parte lo studio di fattibilità, dall'altra c'è il piano di ristrutturazione, e non possiamo, in attesa di questo, restare fermi, perché anche se si dovesse predisporre il discorso dell'ospedale nuovo, un minimo di dieci anni di tempo ci vuole per realizzare una nuova struttura.
Pertanto abbiamo presentato un programma di interventi che rientra nel piano di ristrutturazione e ampliamento presentato dalla precedente Giunta, che modifica le vecchie strutture dell'ospedale; non parliamo di ampliamenti ma ci limitiamo a portare avanti un discorso di ristrutturazione. Ciò perché bisognava affrontare dei problemi urgenti che ci sono all'interno dell'ospedale, e il collega Maquignaz può rendersene conto andando a vedere l'unità operativa di medicina uomini e donne, il reparto di neurologia, l'unità di anatomia patologica, il laboratorio di analisi che deve essere ampliato. Dobbiamo realizzare il reparto per i carcerati, altrimenti scappano da una parte all'altra; dobbiamo effettuare il trasferimento dalla ex maternità del reparto di psichiatria: o lo ricostruiamo nuovo alla ex maternità oppure lo ritrasportiamo all'interno dell'ospedale regionale, ma non possiamo lasciarlo nella situazione in cui è oggi. Poi ci sono altri interventi per la messa a norma di servizi di sicurezza, che riguardano l'antincendio, le scale di sicurezza, l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Questi sono tutti interventi che noi facciamo e che non possono essere rinviati né ad un piano di ristrutturazione ed ampliamento generale, anche se rientrano in questo piano, né alla realizzazione di un ospedale nuovo, tanto più che nei dieci anni che passano per arrivare all'ospedale nuovo, queste spese sono certamente ammortizzate nell'arco di tempo.
Poi c'è un'altra cosa che non è in contraddizione e non è incompatibile: i finanziamenti che sono previsti per la Valle d'Aosta sono assegnati alle strutture della Valle d'Aosta, e su questo abbiamo avuto anche degli incontri in sede romana a livello di Ministero della sanità, che confermano che siamo noi come Regione a decidere come spendere i soldi che vengono stanziati alla Valle d'Aosta, purché dimostriamo con i progetti che andiamo a presentare al Ministero che questi finanziamenti sono usati bene. Per cui se si dovesse passare da un discorso di ristrutturazione ad un discorso di ospedale nuovo, i finanziamenti che sono previsti per la Valle d'Aosta vengono accrediti per l'ospedale nuovo; questa è la chiarezza con cui noi abbiamo discusso la questione a Roma presso il Ministero della sanità.
E' chiaro che per realizzare gli interventi che vogliamo portare avanti e che abbiamo presentato a Roma sulla ristrutturazione, abbiamo dovuto chiedere al comune di Aosta le concessioni edilizie, senza le quali, come sa bene il collega Maquignaz, nessuno si può muovere. Il comune di Aosta ha approvato queste concessioni a grandissima maggioranza; ciò vuol dire che, avendo dato quelle concessioni edilizie, gli intendimenti del comune di Aosta coincidono con quelli della Regione.
Ritengo che il comune di Aosta, nel momento in cui ha proceduto a dare le concessioni edilizie, pur tenendo a realizzare l'ospedale nuovo, ha valutato quello che abbiamo valutato anche noi: la lunghezza dei tempi di realizzazione del nuovo ospedale e la situazione esistente all'interno del presidio ospedaliero di Aosta, che non è più rinviabile.
Credo di aver risposto ai quesiti dell'interpellante, comunque resto a disposizione per chiarire al collega Maquignaz la situazione.
Nel terminare, voglio tornare al discorso dei reparti che verrebbero soppressi dai decreti allegati alla finanziaria dello Stato. Al decreto che prevede la soppressione di alcuni reparti e unità operative ci siamo opposti e continueremo ad opporci, perché abbiamo la necessità di mantenere gli ottocento posti letto. Può darsi che sia necessaria una più razionale organizzazione e suddivisione degli spazi e dei posti letto, come può darsi che si renda necessaria una diversa organizzazione dei lavori all'interno dell'ospedale, ma questo non deve voler dire abolire alcuni reparti o alcune unità operative.
Per quanto ci riguarda, su questa strada la finanziaria non ci trova d'accordo e non ci trova d'accordo neppure sul discorso finanziario, perché ieri, quando abbiamo approvato la variazione di bilancio, ho riconfermato quali erano le linee della Regione ed ho dichiarato che non accettiamo certamente i tagli che sulla Valle d'Aosta dovrebbero essere apportati dalla finanziaria nei confronti della spesa sanitaria. Dico però che, come molte volte c'è protagonismo nel parlare delle strutture ospedaliere, delle linee che si vuol portare avanti, o dell'ospedale nuovo che si mette in contrapposizione alla ristrutturazione vecchia, anche sul problema finanziario a volte vedo delle uscite sui giornali o in televisione che non corrispondono al vero. Per quanto ci riguarda, come Regione non lasceremo niente di intentato per ottenere quello che dobbiamo ottenere e perché la Valle d'Aosta mantenga quello che ha necessità di mantenere.
Questo è l'impegno che ci siamo assunti, sia per non perdere i finanziamenti relativi alle strutture ospedaliere, sia per quanto riguarda l'appianamento dei debiti che oggi chiediamo al Governo. Sono in linea con gli altri assessori alla sanità, il Presidente della Giunta fa parte della conferenza dei Presidenti, e ambedue sosteniamo con tutti gli altri che la sottostima che il Governo ha fatto del deficit sanitario debba essere riconsiderata, perché noi riteniamo che nel nostro Paese il deficit sanitario sia di 10.800 miliardi, mentre il Governo sostiene che sia di 5.600 miliardi. Se riusciamo a far capire al Governo qual è effettivamente il debito della sanità nel nostro Paese, riusciamo a coprire il deficit che si può presentare nella nostra Regione.
Già un passo avanti è stato fatto perché oggi sosteniamo, come regioni, che il debito pubblico nella sanità è di 10.800 miliardi; il Governo sosteneva che era di 3.100 miliardi: oggi è giunto già a 5.600 miliardi. Questi 5.600 miliardi vanno ad integrare il fondo sanitario nazionale e alla Valle d'Aosta vengono altri 9-10 miliardi. Se riusciamo a far salire questa integrazione che deriva dalla sottostima che il Governo ha fatto, è chiaro che diminuiamo anche il nostro debito e quindi l'esborso che la Regione dovrebbe pagare per pareggiare il bilancio dell'Unità sanitaria locale.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.
Maquignaz (AI) Ringrazio l'Assessore Beneforti per aver chiarito anzitutto una parte della interpellanza che riguardava i rapporti fra la Regione e il comune di Aosta. E' stato chiarito, fra l'altro, che lo studio di fattibilità per il nuovo ospedale riguarda solo lo studio e quindi non riguarda una presa di posizione politica sulla costruzione o meno di un nuovo ospedale, come pure è stato chiarito che nella sostanza il comune di Aosta ha dato il via alle autorizzazioni burocratiche che riguardano la concessione edilizia e via dicendo, concernenti il piano di ristrutturazione dell'ospedale.
Quello che mi preoccupa, al di là della interpellanza, è il decreto ministeriale allegato alla finanziaria. Giustamente l'Assessore ha manifestato tutta la sua preoccupazione e la volontà della Giunta e della Regione di opporsi sia al taglio del 28 per cento per quanto riguarda la nostra Regione, che coincide a 45 miliardi, sia al decreto che rischierebbe di provocare la chiusura di cinque reparti all'ospedale di Aosta. Però dalle informazioni che sono a mia conoscenza, il decreto legato alla finanziaria lascia poco spazio di manovra, per cui, se le cose stanno in questo modo, occorre una azione molto forte da parte della Regione per porre rimedio alla situazione.
Quindi mi permetto di insistere e chiedo ufficialmente all'Assessore di volersi rendere promotore per organizzare un incontro fra i rappresentanti della Regione, del comune di Aosta, insieme alla commissione consiliare regionale competente in materia sanitaria, e formare al limite una delegazione unitaria per poter concordare una strategia diversa.
