Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 469 du 9 février 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 469/X - Applicazione delle nuove disposizioni in materia di edi­lizia residenziale pubblica. (Interpellanza).

Interpellanza - Tenuto conto che la legge 24 dicembre 1993, n. 560 recante di­sposizioni in materia di alienazione degli alloggi di edilizia re­sidenziale pubblica, a favore degli assegnatari in locazione esclusivamente per il conseguimento di finalità proprie di edili­zia abitativa pubblica;

Considerato che l'attuazione di tale normativa darebbe agli attuali inquilini, in possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla legge, la possibilità di avere in proprietà un alloggio;

Rilevato che tale operazione avrebbe un duplice vantaggio:

1) sgravare gli Enti gestori e proprietari da enormi risorse fi­nanziarie destinate alla manutenzione ordinaria e straordina­ria;

2) dare la possibilità in un momento di crisi finanziaria di re­perire fondi da destinare a un programma di reinvestimento del ricavato;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) quali sono stati o saranno i provvedimenti che intende assu­mere in merito a tale delicata questione;

2) se è stata emanata e, in caso contrario, quando intende ema­nare la direttiva agli Enti gestori per l'attuazione del pro­gramma previsto dalla suddetta legge. Sottolineato che altre Regioni già da un anno hanno emanato, in attuazione dell'art. 28 della Legge 412/91, le direttive agli Enti gestori per la pre­disposizione dei piani di cessione degli alloggi di edilizia resi­denziale pubblica nonché per il reinvestimento del ricavato;

3) quali sono gli intendimenti dell'Assessore per quanto attiene l'applicazione della Legge 427 del 29 ottobre 1993 che modifi­cherà sensibilmente le condizioni di gestione degli alloggi pub­blici.

F.to: Parisi

Presidente - La parola al Consigliere Parisi per l'illustrazione.

Parisi (VAP) - Grazie. Lo scopo di questa mia interpellanza è soltanto quello di sollevare un problema che è di grande attualità e che ha creato grandi aspettative in un numero elevato di cittadini. Ritengo quindi sia doveroso far conoscere come si stia muoven­do l'Assessorato per mettere in atto tutti gli strumenti neces­sari al fine di giungere, in tempi relativamente brevi, all'appli­cazione della legge 560 del 1993 che, come tutti sanno, dà la possibilità agli Enti pubblici di alienare una percentuale di al­loggi di proprietà.

La mia preoccupazione è stata anche quella di avere delle ri­sposte possibilmente puntuali in quanto, in questi ultimi gior­ni, come avviene poi normalmente da tantissimo tempo, vengo­no rilasciate interviste, vengono fatti libri bianchi e dichiara­zioni; di fronte ad un problema che è abbastanza drammatico sarebbe corretto dare a tutti i cittadini delle risposte tali da non creare facili illusioni, o comunque aspettative che poi potrebbe­ro andare deluse. Io credo che per quanto riguarda il problema "casa" ormai si è detto tantissimo e che sia questa l'occasione per cercare di dare una risposta concreta. Non intendo, quindi, in questa circostanza, affrontare tutta la tematica del problema "casa" perchè ci porterebbe molto lontano, ma vorrei soltanto avere da parte dell'Assessore assicurazioni circa la messa in moto dell'iter burocratico previsto dalla legge 560, per evitare quanto è successo in precedenza.

L'Assessore dirà ancora che non è colpa sua, ma già la 412 del 1991, all'articolo 28, attribuiva alle Regioni la competenza pri­maria, sia per individuare i criteri, sia per programmare l'ap­plicazione di questo articolo. Purtroppo, mentre altre Regioni avevano già sin dal 1991 trovato gli strumenti, l'Emilia Roma­gna è addirittura arrivata a fare molte alienazioni del patri­monio pubblico; noi non abbiamo fatto nulla! Pregherei quindi l'Assessore di darci delle risposte in modo che i cittadini sap­piano, fin da ora, quali potranno essere i tempi per l'applica­zione di questa legge e anche, se possibile, i criteri che verran­no adottati. Nella mia interpellanza ho citato inoltre la legge 427 che riguarda la modifica degli aspetti tributari e che avrà, quando sarà applicata, una grossa incidenza sia sull'adegua­mento dei canoni di locazione, sia su una serie di altre norma­tive che creeranno, in futuro, delle situazioni di attrito.

Personalmente ritengo che il momento sia favorevole per un rilancio del settore edile e dell'intera economia se si saprà sfruttare adeguatamente questa congiuntura di grandi risorse finanziarie. Ritengo che, oltre alla massa di denaro che potreb­be arrivare dall'alienazione dei beni, vi sia, come sa l'Assessore, anche un fondo dell'ex Gescal che credo ammonti a circa 17 mi­liardi e che potrebbe essere impegnato in tempi relativamente brevi, cioè anche subito, avendo gli strumenti necessari. É indi­spensabile, a mio avviso, che si trovi un tavolo comune di con­fronto che veda impegnati la Regione, i Comuni e gli IACP. Di­co questo perchè, purtroppo, finora ogni Ente ha ragionato per proprio conto, senza trovare un tavolo di confronto per arrivare a dare delle risposte concrete a tale problema. Purtroppo, un Ente attribuisce all'altro le responsabilità dell'inefficacia o della mancanza della messa in atto degli strumenti risolutori di questo problema.

Io credo che si dovrebbe finalmente trovare questo tavolo di confronto; dico questo anche perchè ultimamente ho sentito delle dichiarazioni che vanno tutte nel senso che ognuno si col­tiva il proprio settore senza pensare che è un problema più ge­nerale. Penso che questa sia l'occasione per fare in modo che la Regione diventi programmatrice di tale problema, in modo tale da giungere a delle soluzioni. Il Comune, mi scuso se mi dilun­go ma volevo chiarire fino in fondo il senso dell'interpellanza, potrebbe già predisporre gli strumenti urbanistici per indivi­duare le aree di trasformazione e dare delle nuove norme per quanto riguarda gli interventi nel centro storico di cui si parla da molto tempo; la Regione, come dicevo prima, potrebbe avere il compito della programmazione e dei finanziamenti e lo IACP potrebbe essere l'ente che dovrebbe progettare e realizzare il patrimonio pubblico. Termino cercando di fare alcune proposte operative anche per essere un po' più concreto. Io ritengo in­nanzitutto che sarebbe il momento, e credo che l'Assessore ci abbia già pensato, di fare una legge-quadro di settore che vada ad unificare tutti i problemi che riguardano questo settore. Purtroppo sappiamo tutti che esistono un'enormità di leggi ri­guardanti i numerosi enti che si interessano al problema e che ci sarebbe invece la necessità di un'unica normativa.

Sarebbe dunque opportuno arrivare a ciò, e con questa legge-quadro si potrebbe anche pensare ad istituire una consulta per il problema abitativo, con la presenza di tutte le forze politiche e sociali, con il compito di fare proposte da porre poi all'atten­zione degli organismi istituzionali. La seconda cosa che chiede­rei all'Assessore è di ripresentare la legge di riforma dello IACP che, nella passata legislatura, era stata bocciata dal Coordina­mento per dei motivi abbastanza marginali rispetto a quella che era la sostanza della legge. Altra proposta, è quella della modifica della legge 15 del 1987 che, da come mi risulta, è già stata predisposta dall'Assessorato e che mi auguro venga pre­sentata al Consiglio in tempi brevi. Ritengo poi che sia oppor­tuna ed indispensabile la riforma della legge sui mutui regio­nali sulla prima casa, prevedendo anche, se possibile, l'acqui­sizione di alloggi a riscatto ventennale o sistemi che diano la possibilità di acquisire l'alloggio attraverso questa legge. Evi­dentemente, in questo caso, dovrebbe essere l'ente pubblico a farsi promotore di una politica diversa da quella che esiste at­tualmente, in quanto ritengo che la legge tuttora in vigore ab­bia drogato il mercato immobiliare; bisognerebbe trovare dei meccanismi tali da far accedere a questi finanziamenti un più alto numero di utenti. Ultima cosa, e termino, è la presentazio­ne della legge che riguarda i progetti integrati: come ben sapete la Corte Costituzionale con sentenza n. 393 del 19 ottobre 1992 ha restituito alle regioni la competenza primaria in materia urbanistica e la responsabilità di programmare gli interventi integrati che sono un grosso strumento da dare ai Comuni per fare in modo che, in tempi brevissimi, al di là di quello che stabiliscono i piani regolatori, venga fatto, avendo i finanzia­menti, un intervento veramente enorme per quanto riguarda questo problema. Chiedo scusa se mi sono dilungato ma vorrei ancora chiedere all'Assessore se è possibile, tenuto conto che ultimamente sono state fatte delle dichiarazioni discordanti per quanto riguarda i mutui della prima casa del primo semestre 1993, che in questa sede dica come stanno le cose per fare chia­rezza di fronte alle tantissime dichiarazioni che sono state fatte e che hanno sicuramente creato molti problemi alla cittadinan­za e a tutti coloro che sono interessati a questo finanziamento. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore dei lavori pubblici, Ferrero.

Ferrero (Ass.tec.) - Io ringrazio il Consigliere Parisi per i suggerimenti che ha dato e per i problemi che ha evocato per­chè ha posto l'accento su una serie di problemi nuovi, anche se non imprevisti, in materia di edilizia residenziale pubblica e di politica della casa; sono problemi nuovi, che interessano anche la nostra regione, e che nascono da leggi varate recentemente dal Parlamento. Una considerazione di carattere generale su questo: credo si possa affermare che in questa fase di grande e complessiva trasformazione e di ridefinizione conseguente del ruolo dell'operatore pubblico, in particolare della Regione e degli enti locali nell'economia, nella produzione e nell'eroga­zione di servizi, anche l'edilizia residenziale pubblica viene in­vestita pesantemente dal cambiamento. Purtroppo, questo va sottolineato, ne è investita, senza che sia stato ancora definito sul piano nazionale e regionale un disegno organico di riforma dei modi di finanziamento e degli enti attuatori e gestori del settore, attraverso provvedimenti che - sto parlando anche di questi ultimi provvedimenti nazionali - non sempre sono coe­renti e spesso sono di difficile applicazione. Per venire all'og­getto specifico dell'interpellanza, le due importanti leggi che vengono richiamate sono la 427 dell'ottobre del 1993 e la anco­ra più recente 560 del 24 dicembre 1993. Esse disciplinano due questioni di scadenza immediata e di notevole e evidente im­patto, non solo economico, ma anche sociale: da un lato, l'ade­guamento dei canoni di edilizia sovvenzionata e, dall'altro lato, la vendita del patrimonio residenziale pubblico.

Venendo ora alla risposta al primo due punti, e cioè per quello che riguarda l'alienazione del patrimonio residenziale pubblico, illustro brevemente quello che l'Assessorato ai lavori pubblici sta predisponendo in merito alla prima applicazione della 560 sulla vendita del patrimonio abitativo. Io credo che vada subito sottolineato che questa operazione, e cioè la cessione del patri­monio, può essere letta, ed è stata letta con finalità anche di­verse tra di loro. Per quel che ci riguarda, io credo che la mate­ria dev'essere governata con obiettivi in primo luogo di politica sociale, cercando di capire il ruolo che può essere ricoperto nel nostro contesto socio-economico specifico dall'edilizia residen­ziale pubblica.

Quindi, io concordo con la finalità primordiale che è nella legge e che viene ripresa nell'interpellanza come risposta alla richie­sta di accedere alla proprietà di un alloggio, purché questa ri­chiesta venga inquadrata in un piano che tenda ad ottimizzare la gestione del patrimonio pubblico. In pratica, questo significa che si tratta di favorire, ed è un punto molto concreto e non scontato, la vendita di quegli alloggi per i quali la dismissione è più conveniente non solo economicamente, ma anche social­mente. Può sembrare una questione astratta, ma in realtà è una questione molto precisa e concreta: in particolare, noi ri­teniamo che vada evitata la vendita del patrimonio pubblico solo perchè necessita di pesanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Questo perchè, proprio per la sua fi­nalità sociale, una parte dell'edilizia pubblica va salvaguardata onde evitare che una cessione massiccia finisca per depoten­ziarla, riducendola a dimensioni marginali sul mercato com­plessivo della locazione.

Per questo motivo l'orientamento della Regione è di proporre l'alienazione nella misura minima prevista dalla legge, dal 50 al 75 per cento, vale a dire il 50 percento dell'intero patrimonio vendibile. Dobbiamo dunque aver ben chiaro che cosa vendia­mo e - un aspetto su cui non potrò soffermarmi ma essenziale - come reinvestiamo il ricavato. Da questo punto di vista, a que­sto fine, l'Assessorato ha predisposto alcune linee-guida per gli enti proprietari, nella nostra realtà lo IACP, il Comune di Ao­sta, ma anche altri, da seguire nella redazione delle proposte dei piani di vendita, ed è il secondo punto dell'interpellanza. Questa bozza di direttiva, questo documento è stato elaborato e già discusso con gli interessati in una riunione che ha avuto luogo il 3 febbraio scorso; la prossima riunione è prevista per domani: nel corso di questo primo tavolo di confronto a cui il Consigliere Parisi si riferiva si è fatta una prima ricognizione dei soggetti e del numero di alloggi interessati all'applicazione della legge. La cosa mi pare abbastanza importante, nel mo­mento in cui mancano persino elementi conoscitivi e dati certi, ma per dare una prima idea della dimensione del problema di­rei che sono nelle condizioni di poter essere venduti circa 2000 alloggi, più alcune centinaia, sei o settecento, garages e negozi. Il grosso è dello IACP, 820 della Regione, 900 del Comune di Aosta e meno rilevante è la cifra dello Stato, Inail e Inps, circa 30.

Mi scuso per la lunghezza ma credo valga la pena, trattan­dosi di un problema di questa natura, di approfittare dell'inter­pellanza per essere precisi. A proposito del tavolo di confronto e del rapporto tra Regione e enti proprietari è bene ricordare che il compito di direzione e programmazione che la 560 attribuisce alla Regione è strettamente dipendente dalla volontà degli altri enti interessati; nei confronti di questi enti noi possiamo solo fare delle pressioni, mentre ogni decisione ultima, compresa la formulazione o meno di proposte, è lasciata all'autonomia del singolo ente.

Il termine da noi impartito per la presentazione delle proposte dei piani di vendita dei singoli enti è il 25 di questo mese; come sapete, la scadenza per la presentazione del piano regionale è fissata dalla legge ed è due mesi dall'entrata in vigore, cioè il 17 di marzo. Visti i tempi ristretti che sono imposti dallo Stato, molto probabilmente le direttive saranno adottate con atto della Giunta regionale, con ratifica del Consiglio, salvo poi pre­vedere, per il futuro, un regolamento di attuazione della 560, anche per quanto riguarda il reinvestimento. C'è nell'interpel­lanza un interessante riferimento all'articolo 28 della preceden­te legge del 1991, la 412: a noi risulta che questa legge non ha trovato, di fatto, applicazione nelle Regioni, tranne in Emilia e in Lombardia; da parte della Valle d'Aosta si è ritenuto oppor­tuno non procedere, viste anche le carenze e le ambiguità della legge, messe in rilievo dal fatto che il Governo ha provveduto ad emanare la legge di fine dicembre.

Venendo al punto importante del reinvestimento, ho già sotto­lineato che lo smobilizzo del patrimonio deve essere finalizzato comunque a programmi di reinvestimento, lo impone la legge. Su questo lavoreremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Un orientamento preciso è di destinare le risorse ricavate dalla vendita in una percentuale, come previsto dalla legge, non inferiore all'80 percento, mentre la quota restante sarà ri­servata ad opere di manutenzione straordinaria negli immobili non rientranti nei piani di cessione, in maniera prioritaria alla realizzazione di programmi integrati a cui faceva riferimento anche il Consigliere Parisi.

Venendo al terzo ed ultimo punto dell'interpellanza, è noto che la legge 427 del 26 ottobre stabilisce all'articolo 66 che le Re­gioni devono provvedere ad adeguare il canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, a decorrere dal 1° gennaio 1994. E' indispensabile intervenire su questi canoni per superare la sperequazione fra la protezione offerta a coloro che sono locatari di edilizia residenziale pubblica e coloro che in condizioni economico-sociali analoghe o peggiori ne sono invece fuori. In sostanza, occorre riflettere sul fatto che mantenere li­velli di protezione elevati significa ridurre anche, tra l'altro, la possibilità di operare a sostegno di coloro che sono fuori dall'edilizia residenziale pubblica. Inoltre, il problema dei ca­noni va, a nostro parere, inserito in un'ottica più ampia che fa­vorisca la diversificazione dell'offerta abitativa, come ho già avuto occasione di dire in precedenti occasioni, deve essere un'offerta abitativa non solo pubblica, ma anche privata, e sempre soggetta a forme di controllo.

In questo ci saranno di aiuto i piani integrati di riqualificazione urbanistica dell'edili­zia ambientale che recepiremo nella normativa in attuazione alla legge 179 del 1992 nella legislazione regionale. Per finire, per quanto concerne l'applicazione della 427, faccio presente che un apposito gruppo di lavoro coordinato dal Consigliere Borre sta ultimando una profonda revisione della legge regio­nale n. 15 del 1987 e in quel contesto noi intendiamo dare una soluzione al problema del canone; nel frattempo, allo scopo di limitare al massimo i futuri conguagli che si renderanno neces­sari con l'approvazione della nuova legge 15; con provvedimen­to della Giunta regionale verrà approvata una deliberazione che individuerà canoni di locazione provvisori. Per discutere la bozza di questo adeguamento provvisorio è indetta per domani una riunione a cui parteciperanno tutti i soggetti interessati, comprese le Organizzazioni sindacali.

Chiudo dicendo che condivido nel modo più assoluto la necessi­tà, sottolineata da Parisi e da altre precedenti discussioni in questo Consiglio, di mettere ordine in questa materia. Il mio impegno, che come molti altri non sono riuscito a mantenere, era di arrivare con delle proposte organiche già per la fine dell'anno o comunque all'inizio di quest'anno; per avere il qua­dro sintetico della situazione noi stiamo provvedendo a presen­tare varie fasi di elaborazione di un testo unico di edilizia age­volata; c'è già un testo disponibile che è in corso di revisione, si tratta di terminare questa revisione e di presentarlo, e questo riguarda, in particolare, la riforma dei mutui per essere con­cretizzato. Si tratta della legge di riforma dello IACP che è in corso di revisione alla luce anche di una normativa recente e soprattutto della modificazione e integrazione alla legge 15 del 1987 e infine della legge a cui è stato fatto più di un riferimento sui piani integrali.

Un ultimo accenno alla questione dei mutui, non solo per con­testualità ma anche perchè la cosa è stata richiesta esplicita­mente dal Consigliere Parisi. Sarò breve su questo dicendo che io condivido, e ho anche fatto il 31 gennaio un comunicato in questo senso, la preoccupazione per la diffusione di informa­zioni prive di fondamento o anche false e che sostituiscono la necessità di un confronto sereno sulle scelte politiche fatte o non fatte a partire da dati oggettivi esistenti. Va sottolineato che ciò denota una grave mancanza di rispetto, prima che per l'Amministrazione regionale o per questo Assessorato od Asses­sore, per i cittadini, in quanto aumenta la confusione, l'incer­tezza e la preoccupazione in coloro che attendono i finanzia­menti regionali e questo accresce, alla fine, la sfiducia di tutti circa la capacità della Regione di essere trasparente e conse­guente alle decisioni assunte.

Il 4 febbraio scorso la Giunta re­gionale ha approvato la graduatoria definitiva del primo se­mestre, l'8 di ottobre del 1993 la graduatoria provvisoria e la definizione dei ricorsi in sede amministrativa, il 3 di dicembre del 1993 il provvedimento in sanatoria che ci ha consentito, adesso, di approvare la graduatoria definitiva. Le domande ammesse, tutte quelle in possesso dei requisiti previsti compre­sa la documentazione, relativa al compromesso di vendita, sono state 214 su 353 presentate, pari a circa il 60 percento. L'im­porto complessivo richiesto è di circa 20 miliardi e mezzo e, ov­viamente, l'erogazione dei mutui segue la procedura normale stabilita dalla legge e dal regolamento, con un ritardo reale ed effettivo limitato di un mese e mezzo, due mesi.

Per quanto ri­guarda il secondo semestre del 1993, l'istruttoria delle doman­de è proseguita, come per il passato, in base al regolamento, fatta salva la decisione che spetta alla Giunta di fissare il tetto di spesa; le domande presentate sono 335 rispetto alle 353 del primo semestre, è già fissata tra una settimana o dieci giorni la riunione della Commissione apposita, a cui partecipano anche dei rappresentanti del Consiglio regionale, per l'approvazione della graduatoria provvisoria.

Presidente - Grazie. La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (VAP) - Ringrazio l'Assessore per l'esauriente risposta che ha dato alla mia interpellanza; lo pregherei soltanto, se è possibile che, nel prosieguo dei lavori o delle proposte che verranno elaborate, o sia investita la III Commissione o comunque si abbiano notizie di quello che avverrà.