Objet du Conseil n. 1198 du 18 avril 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1198/IX - Richiesta di referendum popolare per deliberare l’abrogazione di disposizioni legislative in materia di accertamento sanitario dell’invalidità civile. (Approvazione di mozione).
Presidente - Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica e Riccarand:
MOZIONE
Visto l’articolo 75 della Costituzione della Repubblica;
Vista la legge 25 maggio 1970, n.352;
Vista la legge 26 luglio 1988, n.291, articolo 3;
Visto il decreto del Ministero del Tesoro 20 luglio 1989, n.292;
Vista la circolare 19 ottobre 1989, n.1 prot.08717 del Ministero del Tesoro, direzione generale delle pensioni di guerra e dei servizi vari, divisione 1;
Vista la legge 25 gennaio 1990, n.8, articolo 6 bis;
Ritenuto che l’ordinamento dettato dalla citata normativa dello Stato, riguardante l’accertamento sanitario dell’invalidità civile, stabilendo la competenza delle Commissioni Mediche Periferiche di esaminare le domande di pensione, assegno, indennità presentate da mutilati e invalidi civili, sordomuti, ciechi civili, sia lesivo dei diritti delle categorie protette menzionate;
Ritenuto, altresì, che tale ordinamento, accentrando le funzioni amministrative alle amministrazioni dello Stato (Ministero dell’Interno, Ministero del Tesoro), solleva indebitamente dalle responsabilità primarie di ordine socio-assistenziale e sanitario le Regioni, le Unità Sanitarie Locali e gli Enti locali;
Considerato il riflesso particolarmente negativo sulle categorie protette beneficiarie provocato dalla disposizione di cui all’articolo 6 del DPR 24 novembre 1971, n.1199, in base al quale la mancata definizione dei ricorsi entro il termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda sia da intendersi Silenzio-Rigetto;
Vista la deliberazione del Consiglio regionale della Lombardia che richiede il referendum abrogativo dell’articolo 3 della legge 25 luglio 1988, n.291 e dell’articolo 6 bis della legge 25 gennaio 1990, n.8.
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta
delibera
di richiedere, ai sensi della legge 352/70, il referendum per l’abrogazione dell’articolo 3 della legge 26 luglio 1988, n.291 e dell’articolo 6 bis della legge 25 gennaio 1990, n.8.
indica
i seguenti quesiti da sottoporre alla popolazione:
1) "Volete voi abrogare l’articolo 3 della legge 26 luglio 1988, n.291"?
2) "Volete voi abrogare l’articolo 6 bis della legge 25 gennaio 1990, n.8"?
dà mandato
al Presidente del Consiglio di comunicare ai Consigli regionali di tutte le altre Regioni della Repubblica italiana la presente deliberazione con l’espresso invito all’adozione del medesimo atto.
nomina
ai sensi dell’articolo 29 della L. 352/1970, nelle persone dei Consiglieri
????? (titolare)
????? (supplente)
i delegati che, di concerto coi delegati di almeno altre quattro Regioni, provvederanno ad inoltrare la richiesta dei referendum.
Presidente - Ha chiesto di illustrare l’interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - La mozione era già stata illustrata nel precedente Consiglio; si tratta di uno degli interventi che si propongono per cercare di modificare la normativa che era stata introdotta e che ha determinato dei grossi ritardi nel funzionamento delle commissioni mediche per quanto riguarda l’individuazione dei casi di invalidità.
Da parte delle associazioni degli invalidi c’è una richiesta di giungere ad una modifica di questa normativa; a questo riguardo le strade percorribili sono due: una è quella del referendum abrogativo di determinate norme delle leggi attualmente vigenti ed è una strada che è stata imboccata dalla Regione Lombardia, che ha approvato all’unanimità in Consiglio regionale una proposta di referendum abrogativo di alcune norme.
Con questa mozione, su cui nella riunione che avevamo fatto nel precedente Consiglio da parte dei Capigruppo c’è stata una convergenza sostanziale, si propone di affiancarsi alla iniziativa della Regione Lombardia.
D’altra parte una strada analoga, parallela, è quella della presentazione di un disegno di legge, ed è la proposta che porta avanti l’Assessore alla sanità.
Si tratta di due percorsi che non sono in conflitto fra di loro e che proponiamo di percorrere insieme. Quindi, da una parte c’è la proposta di votare questa mozione che diventa mozione di tutto il Consiglio, sottoscritta da tutti i gruppi, e dall’altra di prevedere di sostenere un disegno di legge, che sia un intervento parallelo per arrivare in tempi brevi ad una modifica di questa situazione che ha inciso pesantemente su tutta la normativa riguardante gli invalidi in Italia.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI)- L’approvazione di questa mozione, che credo stiano sottoscrivendo tutti gli altri gruppi, e l’approvazione di una proposta di legge hanno entrambe la possibilità di funzionare da stimolo per il Parlamento.
In effetti, con il ritmo attuale delle commissioni militari, secondo dati forniti dall’associazione, a Catania e a Lecce prima di completare le domande già esistenti passerebbero 153 anni. E’ un po’ improbabile che questi tempi consentano l’assegnazione di una pensione di invalidità, quindi, come gruppo proponente siamo d’accordo sia sull’approvazione della mozione, che chiede l’abrogazione delle norme attraverso la firma e la votazione di cinque regioni, sia su una proposta di legge statale di iniziativa regionale, che metta il Governo e il Parlamento di fronte alla necessità di provvedere in tempi brevi.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale sulla mozione.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Agnesod, ne ha facoltà.
Agnesod (UV) - Seulement pour dire que je suis d’accord sur la proposition unitaire présentée et sur la sensibilité démontrée par le Conseil régional de la Vallée d’Aoste, qui a voulu prendre position sur cette loi 508 du 25.11.1988.
Je suis convaincu que c’est indispensable poser cette question à l’attention du Gouvernement italien et des ministères compétents: c’est honteux qu’on puisse travailler dans les conditions actuelles à l’égard de cette catégorie.
Le temps d’attente pour la définition des requêtes d’invalidité est devenu indigne; il a été rapporté par "La Stampa" il y a quelques jours, qu’on prévoit un temps moyen national de trent’ans pour avoir une réponse définitive sur une requête de prestation présentée par une personne malade.
Selon moi sur cet argument le Gouvernement central doit finalement être sérieux et clair. Ce n’est pas admissible continuer à se moquer sur la peau et sur les épaules des plus faibles, des moins protégés économiquement et qui ont besoin urgent d’assistance et de soins.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Beneforti, ne ha facoltà.
Beneforti (DC) - Sui contenuti della mozione che è stata presentata siamo d’accordo, tant’è vero che l’abbiamo sottoscritta.
I problemi degli invalidi civili sono problemi che ormai sono venuti all’ordine del giorno di tutte le forze politiche e delle organizzazioni sindacali. Per quanto riguarda il nostro partito, già a metà marzo scorso a Roma fu fatto un convegno dove furono esaminati tutti i problemi che riguardano gli invalidi civili. Nello stesso tempo furono anche esaminati i problemi inerenti le associazioni che rappresentano queste categorie di invalidi civili.
I problemi presi in considerazione, sui quali ancora è in corso il dibattito e che si chiede vengano affrontati da parte del Parlamento, riguardano certamente le modalità di accertamento della invalidità; è questo uno dei problemi più importanti oggi di fronte agli invalidi.
E’ chiaro che a questo accertamento sono legati una serie di problemi che devono essere regolamentati. Fra questi vi sono i tempi necessari per le visite, lo snellimento delle procedure per colmare i ritardi, la semplicità di accesso alle sedi per la valutazione della invalidità, perchè ci sono molti invalidi che non possono neanche accedere alle sedi dove oggi vengono fatte le visite. L’altro aspetto sul quale concordiamo riguarda la rigorosità degli accertamenti; ci deve essere certamente una rigorosità nell’accertare l’invalidità che viene richiesta dalle persone che ne fanno domanda, e nessuno vuole difendere coloro che non sono invalidi.
Vi sono poi altri problemi, come quelli della natura della rendita che deve essere corrisposta agli invalidi ed erogata in base alle percentuali di in-validità.
Altro problema di fondo è quello del collocamento obbligatorio, che deve essere rivisto e per il quale è in discussione un disegno di legge al Senato che rivede tutta la problematica del collocamento al lavoro delle categorie degli invalidi civili.
C’è poi il problema dell’ammontare delle pensioni, perchè effettivamente oggi l’importo che viene corrisposto ai fini pensionistici non permette a certe categorie di invalidi la sopravvivenza.
Per quanto riguarda i fondi da assegnare alle associazioni per adempiere alle loro attività, riteniamo che debbano essere dati finanziamenti necessari per poter tutelare gli interessi di queste categorie, che sono le più bisognose di quelle che esistono nel nostro paese.
Questi problemi, che noi sosteniamo, ci hanno fatto decidere di partecipare come partito alla famosa manifestazione che ha avuto luogo a fine marzo a Roma. Infatti lo scopo della manifestazione era di vedere di affrontare i problemi degli invalidi civili nella loro globalità, per evitare di portare avanti un discorso unitario fra tutte le categorie, in modo tale da evitare i conflitti che stanno venendo avanti nel paese fra un tipo di invalidi e un altro. Questa manifestazione doveva servire anche ad esprimere la solidarietà a tutte le categorie che necessitano dell’assistenza sociale e quindi dello stato sociale che il paese deve ancora sostenere.
L’altro motivo per il quale abbiamo preso parte alla manifestazione a Roma era proprio l’abrogazione delle commissioni militari.
A Roma come ad Aosta la Democrazia Cristiana è favorevole ai contenuti di questa mozione, come è favorevole al disegno di legge di proposta consiliare che presenterà l’Assessore, che prevede l’abrogazione degli articoli di legge concernenti la costituzione delle nuove commissioni in base alla legge n. 291.
Credo che dobbiamo portare avanti con un certo impegno la difesa dei diritti della persona, perchè questa difesa deve essere prioritaria ad ogni esigenza tecnocratica, in quanto tende a realizzare un obiettivo che caratterizza la natura di partito popolare di ispirazione cristiana qual è il nostro.
E’ fuori dubbio che le modifiche di questi ultimi tempi sono ben lontane dal contenere le richieste sostenute e quindi dalla riforma organica che da tempo coloro che come noi sostengono lo stato sociale auspicano.
Anche l’attribuzione alle nuove commissioni mediche - delle quali si chiede l’abrogazione - dei compiti di riconoscimento della invalidità civile ha privato l’USL di un compito specifico e di competenza in materia assistenziale ed ha costituito in molte regioni, anche se da noi il problema non è così acuto, un ostacolo all’accertamento nel modo più celere possibile dell’invalidità da parte delle commissioni mediche.
Pertanto siamo favorevoli al contenuto della mozione, come siamo favorevoli alla presentazione del disegno di legge di proposta consiliare per arrivare all’abrogazione di questi istituti previsti dalla legge 291.
Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
Lanièce (DC) - Nella discussione del precedente Consiglio regionale avevamo sostenuto, come esecutivo, che era più importante, forse più incisivo, portare avanti il discorso di una legge statale di iniziativa regionale, anziché mandare avanti la mozione con richiesta di referendum. Però confrontandoci anche con i presentatori, i quali hanno proposto di percorrere tutte e due le strade valide per risolvere il problema, l’esecutivo non ha niente da obiettare affinchè la richiesta di referendum venga votata all’unanimità.
Pertanto viene sottoscritta e fatta propria da tutti i Capigruppo che rappresentano le forze politiche in Consiglio, come d’accordo con i proponenti Consiglieri Mafrica e Riccarand.
?-
Si dà atto che la mozione è stata fatta propria da tutte le forze politiche presenti in Consiglio e sottoscritta anche dai Consiglieri Agnesod, Aloisi, Beneforti, Lavoyer, Pascale, Rusci e dall’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce.
?-
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Ribadiamo l’importanza che un consiglio regionale si associ ad altri consigli regionali per questa richiesta di referendum abrogativo di queste norme. Queste norme in effetti erano state volute con la finanziaria del 1988, ed allora il Governo su queste norme, per colpire casi verificati di falsa invalidità, aveva addirittura posto la fiducia, dopo che il Parlamento aveva votato contro in una delle Camere, per avere esami fatti attraverso le commissioni militari.
Il punto debole, anche da un punto di vista teorico, è ritenere che un medico militare debba essere più bravo e rigoroso degli altri medici. Questo è un punto di principio che non può essere accettato, quindi oltre che sottrarre alle USL e alle commissioni, che in qualche modo funzionavano, queste attività, si è pensato in questo modo che poi ha portato delle complicazioni.
Riteniamo che il voto del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, insieme a quello della Lombardia, della Toscana e di altri consigli regionali, e la proposta di legge che parte dalla Regione per modificare queste norme, siano uno stimolo che sicuramente verrà preso in considerazione dal Governo e dal Parlamento per una rapida soluzione di questo problema.
Presidente - Pongo in votazione la mozione:
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all’unanimità
Presidente - Adesso si tratta di nominare due Consiglieri, uno titolare, l’altro supplente, delegati al compimento della procedura stessa, ai sensi dell’articolo 29 della legge 352/70. Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Credo che sarebbe opportuno che il titolare fosse l’Assessore Lanièce; come supplente propongo il Consigliere Riccarand.
Presidente - Procediamo alla votazione per schede:
Esito della votazione:
Consiglieri presenti e votanti: 29
Schede valide: 29
Hanno riportato voti:
quale titolare: Lanièce Angelo: 28
quale supplente: Riccarand Elio: 23
In base all’esito della votazione, risultano nominati, ai sensi dell’articolo 29 della legge 352/1970, nelle persone dei Consiglieri Lanièce Angelo (titolare) e Riccarand Elio (supplente) i delegati che, di concerto con i delegati di almeno altre quattro regioni, provvederanno ad inoltrare la richiesta dei referendum.
***
