Objet du Conseil n. 1163 du 4 avril 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1163/IX - "ESAME DI UN PROGETTO DI COLLEGAMENTO FERROVIARIO INTERNAZIONALE FRA PRE'-SAINT-DIDIER E LE FAYET". (Reiezione di mozione)
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 33 dell'ordine del giorno.
MOZIONE
APPRESO che l'Ing. Jacques Dupin, fisico e ricercatore del CERN di Ginevra, ha elaborato un'articolata proposta per un tunnel ferroviario fra Pré-Saint-Didier e Le Fayet;
APPRESO altresì che tale proposta è stata accolta favorevolmente nell'Alta Savoia ed è oggetto di esame e discussione a vari livelli;
SOTTOLINEATA l'importanza di esaminare tutte le proposte di collegamento ferroviario internazionale per un potenziamento di tale sistema di trasporto;
Il Consiglio regionale
della Valle d'Aosta
IMPEGNA
la II Commissione consiliare permanente a richiedere un incontro con l'ingegnere Jacques Dupin e ad esaminare il progetto di collegamento ferroviario fra Pré-Saint-Didier e Le Fayet.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (VA):L'argomento affrontato da questa mozione è molto semplice. Nei mesi scorsi si è sviluppato in Savoia un attento ed intenso dibattito rispetto ad una nuova ipotesi per dare una soluzione diversa al problema del traffico attraverso le Alpi e, in particolare, l'ing. Jacques Dupin, ricercatore del CERN di Ginevra, ha presentato a pubblici amministratori ed a responsabili a vari livelli della politica dei trasporti francesi una proposta per realizzare un tunnel ferroviario che colleghi Pré-Saint-Didier a Le Fayet, inserendo quindi la Valle d'Aosta e la Savoia in un itinerario internazionale di grande interesse.
La proposta dell'ing. Dupin prevede un tunnel lungo ventisei chilometri e quindi di dimensioni ridotte rispetto ad altre trasversali alpine di cui si sta parlando in questi anni e che sono tutte superiori ai quarantacinque chilometri.
Credo che si tratti di un'ipotesi da prendere in seria considerazione, perché sicuramente servirebbe a dare una alternativa credibile al trasporto merci su gomma, favorendo il trasporto combinato gomma/rotaia e restituirebbe notevole ruolo e significato all'intera linea ferroviaria della Valle d'Aosta, compresa la tratta Aosta-Pré-Saint-Didier, che sappiamo essere attualmente ferma a Morgex e sempre sull'orlo della chiusura perché ritenuta linea a scarso traffico.
Su questa ipotesi l'ing. Dupin ha avuto degli incontri ufficiali anche con il Sindaco ed il Consiglio municipale di Chamonix, ottenendo dei pareri positivi che hanno avuto una certa rilevanza sulla stampa savoiarda.
Questa prima proposta od ipotesi è rimasta ancora ad un livello di dibattito generale, ma nel frattempo, sempre l'ing. Dupin, su suggerimento ed indicazione di autorità governative francesi, ha anche esposto una seconda ipotesi, quella cioè di un collegamento diretto fra Le Fayet ed Aosta attraverso un tunnel di base che avrebbe una lunghezza di quarantanove chilometri. Le ipotesi, quindi, sono due: quella di un collegamento ferroviario di ventisei chilometri tra Le Fayet e Pré-Saint-Didier e quella di un collegamento ferroviario di quarantanove chilometri tra Le Fayet ed Aosta.
Questa seconda ipotesi è stata avanzata per andare incontro alla tesi di chi sostiene l'opportunità di realizzare un tunnel ferroviario alpino con caratteristiche di alta velocità, cosa che è evidentemente realizzabile collegando Le Fayet ed Aosta, perché ambedue le località si trovano rispettivamente a 565 e 585 metri sul livello del mare e quindi pressoché allo stesso livello altimetrico, mentre, collegando Le Fayet, che è ad una quota più bassa, a Pré-Saint-Didier, che è ad una quota di 400 metri più elevata, noi avremmo evidentemente una linea che non potrebbe essere ad alta velocità per problemi di pendenza.
Noi, in realtà, non solo da oggi sosteniamo che per questi collegamenti ferroviari, specie se adibiti al trasporto merci, non siano assolutamente opportune e necessarie linee ad alta velocità, ma riteniamo che delle linee capaci di garantire una velocità di 100 o 120 chilometri all'ora siano più che adatte e confacenti al servizio che devono fornire e che non si giustifichi affatto una linea ad alta velocità attraverso la Valle d'Aosta.
In ogni caso questa proposta, che nel versante savoiardo è oggetto di studio attento, è posta esplicitamente in alternativa rispetto all'altro progetto di cui si sta discutendo Oltralpe, che è quello del raddoppio del tunnel autostradale del Monte Bianco facendo una seconda galleria sotto l'Aiguille du Midi, leggermente più in basso rispetto all'attuale galleria, sulla quale però il Consiglio comunale di Chamonix ha già espresso un parere negativo e su cui la comunità savoiarda è contraria.
Lo scopo della mozione non è e né può essere chiaramente quello di dire: "Va bene questo progetto", ma è quello di impegnare la 2a Commissione consiliare permanente a sentire l'ing. Jacques Dupin, ricercatore del CERN di Ginevra, che ha espresso interesse e disponibilità a venire ad illustrare il suo progetto nelle competenti sedi in Valle d'Aosta, in modo che noi possiamo esaminare anche questa sua ipotesi.
Sappiamo tutti che è sul tappeto l'altro progetto, quello del collegamento ferroviario tra Aosta e Martigny, sulla cui fattibilità noi abbiamo espresso delle perplessità connesse alla scelta dell'alta velocità ed al fatto che le autorità elvetiche nel breve e medio periodo hanno progetti totalmente diversi, che non comprendono l'Aosta-Martigny.
In ogni caso ci sembra che debbano essere vagliate fino in fondo tutte le possibilità. Questa è sicuramente una ipotesi che va tenuta in seria considerazione e deve essere esaminata.
La mozione, che io spero sia accolta dal Consiglio, ha semplicemente lo scopo di impegnare ufficialmente la 2a Commissione consiliare a sentire, possibilmente entro breve tempo l'ing. Dupin, dandogli modo di illustrare i suoi progetti, così che possiamo essere informati sul dibattito che, intorno a questi temi, si sta svolgendo nella zona savoiarda che confina con la Valle d'Aosta.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Credo che il traffico su gomma attraverso la Valle d'Aosta sia uno dei temi dominanti, che resterà tale anche per gli anni a venire, anche perché ha numerosi risvolti: dal discorso dell'autostrada, a quelli relativi alla ferrovia, all'autoporto ed al bilancio regionale. Tuttavia è da anni che, a mio giudizio, nel merito non viene tentata una riflessione complessiva, che pure sarebbe possibile attraverso un piano di sviluppo della Regione. E' quindi opportuno allargare fin dove è possibile il campo delle ipotesi.
Se questa ipotesi, che viene sostenuta da una regione a noi vicina, ha validi elementi per essere presa in considerazione, credo che abbiamo il dovere di esaminarla.
La mozione propone che il progetto sia esaminato in sede di 2a Commissione consiliare permanente ed io penso che sia utile ed opportuno fare questo esame, se non altro per avere il quadro di ciò che viene proposto nei paesi confinanti con la Valle d'Aosta e soprattutto per avere elementi di giudizio e di confronto per le proposte che noi facciamo alle altre regioni, al Paese ed all'Europa.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (ADP):Il mio intervento tende a chiarire alcuni princìpi ed a ribadire alcuni punti fermi dell'azione del Governo regionale che:
- è fortemente impegnato nella realizzazione del traforo ferroviario del Gran San Bernardo o meglio del collegamento tra il sistema ferroviario nordoccidentale italiano con quello europeo e quindi della linea Santhià-Martigny;
- si sta muovendo con molta determinazione nella realizzazione di questa linea;
- ha operato questa scelta dopo aver analizzato tutte le possibili ipotesi alternative, compresa quella avanzata dal prof. Dupin, che conosciamo.
E' dal 1986 che l'ingegnere francese Jacques Dupin sta sottoponendo a vari enti, autorità e giornalisti, soprattutto francesi, l'idea di realizzare un collegamento ferroviario tra l'Alta Savoia e la Valle d'Aosta per mezzo di un traforo sotto il massiccio del Monte Bianco, al fine di far circolare treni ad alta velocità per viaggiatori e merci.
In realtà l'ing. Dupin avanza due proposte, che sono già state illustrate sinteticamente dal Consigliere Riccarand, ma vorrei cogliere l'occasione per esporle più compitamente.
La prima prevede un traforo ferroviario di ventisei chilometri tra Pré-Saint-Didier (quota 1000 metri) e Le Fayet-Saint Gervais (quota 600 metri), passando esattamente sotto la cima del Monte Bianco, mentre l'attuale traforo autostradale passa sotto la verticale dell'Aiguille du Midi.
Va sottolineato che l'ing. Dupin, fisico del CERN di Ginevra, sostiene questo passaggio anche per ragioni connesse a ricerche scientifiche, che però ci possono interessare solo indirettamente.
La seconda proposta ipotizza, invece, un traforo ferroviario di 40,5 chilometri di lunghezza tra Aosta e Le Fayet-Saint Gervais, sotto i monti Fallère, Grande-Rochère e Mont Blanc du Tacul.
Le reazioni finora registrate all'idea suggerita direttamente dall'ingegnere agli enti ed autorità, soprattutto francesi, e dalle stesse raccolte, non sono così positive, come invece fa apparire il testo della mozione.
Infatti, solo il Sindaco di Chamonix, Michel Charlet, si è espresso favorevolmente, mentre tutti gli altri interpellati hanno risposto negativamente o in modo genericamente interlocutorio.
Il Ministero francese dei trasporti risponde rimandando lo schema governativo di collegamenti ad alta velocità che, elaborato nel 1989, non prevede alcun intervento sulla linea di Le Fayet.
Io ho avuto un incontro con l'ing. Dupin, che me lo aveva chiesto, anche perché mi sembrava utile conoscere dal diretto interessato l'ipotesi che stava proponendo.
Non è poi esatto quanto riferito nel testo della mozione, secondo cui la proposta di Dupin "è oggetto di esame e discussione a vari livelli". Essa, infatti, non è all'esame di nessun organo politico-istituzionale, né francese, né ginevrino. La stessa delegazione francese alla Co.Tr.A.O. non l'ha neppure inserita tra le possibili ipotesi future.
Vediamo ora come la Regione ha affrontato il tema ed è arrivata alla scelta della linea ferroviaria sotto il passo del Gran San Bernardo.
Quando la Giunta regionale ha proposto al Consiglio di approvare lo studio di fattibilità del traforo ferroviario del Gran San Bernardo, adottando varianti di percorso e procedure di realizzazione ben precise, e quando il Consiglio regionale del 18 dicembre 1989 ha approvato la deliberazione relativa, l'istruttoria della proposta Dupin era già stata compiuta sotto i vari aspetti politici, amministrativi, tecnici, economici e finanziari, non solo da parte dell'assessorato, ma anche dell'Istituto dei Trasporti dell'Università di Trieste.
Nella stessa fase di avvio dello studio di fattibilità del traforo ferroviario del Gran San Bernardo erano state esaminate tutte le possibilità alternative e direzionali di un nuovo traforo transalpino interessanti il nostro territorio. Poiché non è stata presa in considerazione solo quella ipotesi, vorrei elencare le varie alternative prese in esame: la direttrice tra Arvier e Bourg-Saint-Maurice, quella tra Zermatt e Saint-Vincent e quella del Monte Bianco. Quest'ultima non è una ipotesi nuova, perché i primi studi in merito risalgono addirittura al 1874.
Anche questa ipotesi, quindi, è stata esaminata dallo Studio incaricato dalla Regione per valutare la fattibilità del collegamento tra il sistema ferroviario nord-occidentale italiano e quello europeo.
Per entrare nel merito specifico, ricordo che la direttrice ferroviaria del Monte Bianco ha prospettato gravissimi problemi di vario genere:
- di ordine tecnico, perché impone soluzioni molto più costose;
- di ordine economico, perché prevede un lunghissimo nuovo tracciato ferroviario ad alta velocità tra Santhià e Maçon, mentre allo stato non è ancora previsto il collegamento Maçon-Genève e comunque tra Santhià e Genève, perché l'idea dell'ing. Dupin, di una linea cioè ad alta velocità solo tra Le Fayet ed Aosta, risulterebbe monca di entrambi gli estremi; il costo sarebbe quindi enormemente superiore, pari almeno a tre volte quello del traforo ferroviario del Gran San Bernardo;
- di ordine politico, perché, a differenza del traforo ferroviario del Gran San Bernardo, è alternativa al Fréjus ed al Sempione, poiché determina una distribuzione rete e solo razionale del traffico di non è concorrenziale con gli interessi e le scelte già operate dal Governo francese sulla linea ad alta velocità per soli passeggeri Lione-Torino.
A tutto ciò si aggiunga che le quattordici società ferroviarie europee della CEE hanno già operato nel gennaio del 1989 una scelta di rete europea che esclude definitivamente la direttrice ferroviaria del Monte Bianco, a vantaggio di quella del Frejus, ma inserendo fra le ipotesi alpine che riguardano la Valle d'Aosta solo il Traforo del Gran San Bernardo. Ciò è stato ribadito anche sabato scorso a Como, nel corso di un convegno organizzato dall'Alpe Adria e che aveva per tema "Il sistema ferroviario europeo", dove è stato sottolineato che le quattordici società europee consideravano il progetto del Gran San Bernardo di alto interesse.
Inoltre, sia il Governo francese, sia il Conseil régional della Regione Rhône-Alpes, sia il Conseil régional della Savoia hanno escluso ogni possibilità di linea ferroviaria ad alta velocità passante per Le Fayet-Monte Bianco, privilegiando quindi la linea Lione-Torino.
Nessuna ipotesi del genere, del resto, è stata presa in esame dalla Direzione della programmazione del Ministero dei trasporti, che invece prevede il traforo ferroviario del Gran San Bernardo, né da alcun documento annesso al piano generale dei trasporti italiano, né dalle Ferrovie dello Stato, né dalla Société Nationale des Chemins de Fer.
Occorre ancora sottolineare che la direttrice di Le Fayet determina uno spostamento notevole dell'asse di traffico rispetto alla linea del Reno-Mare del Nord, che invece il traforo ferroviario del Gran San Bernardo garantisce attraverso Balle-Losanne, pur salvaguardando al tempo stesso quella di Dijon-Parigi-Londra.
Tutto ciò premesso, in merito a quanto richiesto dalla mozione si ritiene che in questa delicata fase di approvazione delle convenzioni transfrontaliere Italia-Svizzera e Valais-Valle d'Aosta, relativamente al traforo ferroviario del Gran San Bernardo, sia controproducente dare l'impressione che la Valle d'Aosta voglia impegnarsi su più fronti e per più trafori.
Ci tengo a ribadire che la scelta del traforo ferroviario del Gran San Bernardo è già stata operata dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, dopo che lo Studio incaricato aveva esaminato tutte le possibili alternative sotto i vari aspetti tecnici, economici e politici.
La Regione Valle d'Aosta non può impegnarsi contemporaneamente in iniziative concorrenti sul suo territorio, a rischio di apparire poco credibile, poco seria e poco realistica.
Ecco perché la Giunta propone alla maggioranza ed a tutto il Consiglio di astenersi dal votare la mozione.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (VA):Dalle parole dell'Assessore abbiamo appreso quante cose si fanno e si decidono in nome del Consiglio, senza che il Consiglio ne sappia assolutamente nulla
(...Interruzione dell'Assessore Lanivi...)
... I progetti dell'ing. Dupin non sono mai stati neppure citati né in Commissione, né in questo Consiglio. Quest'ultimo, anzi, apprende oggi per la prima volta, tramite questa mozione. che esistono queste ipotesi. Il Consiglio non ha mai visto una sola riga, scritta da progettisti incaricati dalla Regione, che prendesse in esame questa ipotesi. Nessun documento è mai stato distribuito ad un consigliere regionale in cui si dicesse: "E' stata esaminata questa ipotesi ed è stata scartata per questi e questi altri motivi" e sfido l'Assessore a dimostrarmi il contrario. Voi avete deciso tutto per conto vostro, senza informare il Consiglio.
Evidentemente esisteva una pregiudiziale ben precisa ed io capisco per quale motivo voi avete scelto di scartare "a priori" questa ipotesi. Voi su quell'asse volete fare l'autostrada e quindi non vi interessa alcun discorso che abbia a che fare con il collegamento ferroviario.
Ora, siccome invece questa proposta è seria ed è alternativa ad un collegamento stradale o autostradale, io credo che dovesse essere valutata e che vada valutata nelle sedi opportune. Non è accettabile che si parta a senso unico, scartando "a priori" tutte le altre ipotesi e tenendo sistematicamente all'oscuro il Consiglio e le sue Commissioni sulle proposte che invece andrebbero valutate ed esaminate.
Qui si dice: "L'ipotesi dell'ing. Dupin non va presa in esame, perché non è prevista nei piani della Società delle ferrovie francesi". Che forse l'ipotesi del traforo del Gran San Bernardo è compresa nei piani delle Ferrovie svizzere? Abbiamo tutti letto, e ci sono anche degli atti ufficiali, che non esiste una sola riga - e l'Assessore conosce queste cose meglio di me - sull'ipotesi di un traforo del Gran San Bernardo, perché le autorità svizzere hanno altre priorità molto precise, che sono il Sempione ed il Gottardo!
Per questo, allora, noi dovremmo dire: "Scartiamo quell'ipotesi"? No, manteniamo quell'ipotesi, ma allo stesso modo teniamo in piedi e verifichiamo anche tutte le altre ipotesi, accertiamo se sono fattibili e se sono in grado di sottrarre la Valle d'Aosta all'invasione dei TIR grazie ad un collegamento ferroviario che passi sotto il Monte Bianco e sul quale convogliare e trasportare le merci che attualmente viaggiano su gomma. Questo è il discorso che ci interessa.
Noi riteniamo che l'ipotesi di questo ricercatore svizzero debba essere presa in considerazione, al di là del fatto che sia stata ufficialmente accolta o meno o che attorno ad essa si siano raccolti gli opportuni consensi.
L'Assessore dice: "Solo il Sindaco di Chamonix ha espresso un parere favorevole". Intanto non è cosa da poco che quel Sindaco si sia espresso favorevolmente nei confronti di questa ipotesi, ma c'è da dire che le altre risposte io ho l'elenco di tutti quelli cui è stata mandata questa ipotesi ed ho anche il dossier di tutte le risposte sono interlocutorie, come quelle sul progetto di traforo del Gran San Bernardo.
Allora, perché dire: "L'ing. Dupin l'abbiamo già sentito noi, come Giunta, e quindi non dovete sentirlo in Commissione. Il Consiglio non deve più sentirlo, anche perché non dobbiamo neanche pensare di prendere in considerazione la sua ipotesi, che potrebbe disturbare l'altro progetto"? Io credo che questo non sia serio, perché noi dobbiamo valutare tutte le possibilità che ci sono per cercare di trovare una soluzione valida.
In ogni caso, se il Consiglio vota contro questa mozione, io credo che esprima un voto contrario alla possibilità di conoscere e di sapere, anche se dopo ciascuno è libero di rimanere nella sua ignoranza.
E' chiaro che per quanto ci riguarda, noi chiederemo ufficialmente un incontro con l'ing. Dupin, possibilmente qui ad Aosta, in modo da poter sentire dalla sua viva voce il suo progetto, le reazioni che ci sono state, i rapporti che egli ha avuto con la nostra Giunta regionale e le discussioni e decisioni che ci sono state.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Noi siamo un po' curiosi. Crediamo certamente che la Giunta abbia sentito l'ing. Dupin e che non sia stata convinta, vorremmo però avere l'opportunità di sentire questo ricercatore e riteniamo interessante quel particolare, riferito dall'Assessore, relativo agli studi nucleari che potrebbero essere fatti nell'ambito della sua proposta.
Ci sembra veramente forzato ed esagerato voler dare questo carattere di ufficiale incertezza al fatto che una Commissione consiliare senta un tecnico che ha una proposta da fare.
Il Consiglio regionale ha votato per il traforo Aosta-Martigny, ma credo che nulla possa impedire allo stesso Consiglio di sentire e conoscere che cosa viene proposto di diverso da studiosi e dal sindaco di Chamonix. Non mi pare che ciò possa sconfessare alcuno, mentre sarebbe grave rifiutare una possibilità di conoscenza ai consiglieri, perché ciò potrebbe ingenerare l'impressione che non solo non si voglia dare al Consiglio la possibilità di decidere, che è in gran parte nelle mani della Giunta e forse, sia pure solo in parte, in quelle della maggioranza, ma neanche la possibilità di sapere.
Noi, invece, siamo curiosi e vorremmo sapere.
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di mozione in oggetto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 22
Votanti: 5
Favorevoli: 5
Astenuti: 17 (Agnesod, Bich, Faval, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Perrin, Ricco, Rollandin, Rusci, Stevenin, Trione, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio non approva
