Objet du Conseil n. 151 du 18 avril 1975 - Verbale

OGGETTO N. 151/75 - PROBLEMI CONCERNENTI L'ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE CEE NEL CAMPO DELL'AGRICOLTURA. (INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE PEDRINI)

Interrogazione

Il sottoscritto Consigliere Liberale

Interroga

il Presidente della Giunta per sapere se ha partecipato ad un incontro che si sarebbe svolto presso il Ministero del Bilancio.

In detto incontro sarebbe stato deciso che il Governo nazionale presenterà un emendamento al disegno di legge per l'attuazione delle direttive comunitarie in agricoltura, attualmente in discussione al Senato per escludere dalla applicazione delle direttive (così come ipotizzate nel disegno di legge attualmente in discussione al Parlamento) il territorio delle Regioni a Statuto Speciale, lasciando libere dette Regioni di legiferare autonomamente in materia.

Ravvisando un enorme danno alla Valle, il sottoscritto chiede come viene valutato tutto ciò e se ci si rende conto delle implicazioni negative tra Italia e Comunità Europea che da una situazione del genere scaturirebbe, come il pericolo che le direttive non entrino in vigore in campo nazionale, dato che la CEE domanda la loro applicazione su tutto il territorio degli Stati membri.

Si ringrazia.

Aosta, li 27 marzo 1975

F.to: Ennio Pedrini

Caveri (U.V.) - Prego il Consigliere Pedrini di illustrare, se crede, la sua interrogazione.

Pedrini (P.L.I.) - La ringrazio, Signor Presidente. Mi pare che sia molto chiaro come la mia è stata una domanda che ho posto per sapere se vi è stato questo incontro a Roma e se risponde al vero che, a seguito di questo incontro, tutte le attuazioni delle direttive CEE per l'agricoltura si sarebbero fermate. È evidente che io mi sono particolarmente preoccupato perché non ritengo - e poi lo spiegherò evidentemente meglio, se è il caso - che, come i cittadini valdostani sono abituati oggi a mungere una mucca che si chiama "Regione", non vedo perché noi non dobbiamo, a nostra volta, cercare perlomeno di mungere una mucca più grande ancora che si chiama "Bruxelles", che si chiama "CEE". Ora, questo, secondo il mio pensiero e il pensiero del mio Partito in primis, comporta un danno, evidentemente non soltanto nel campo agricolo nazionale, ma anche nel campo agricolo locale, per cui desideravo, appunto, una risposta in merito. Grazie.

Andrione (U.V.) - Credo solo che si tratti di un equivoco, in quanto ci sono state due riunioni della Commissione interregionale della prima Commissione Affari Generali della Camera, nella quale, su iniziativa del Friuli Venezia Giulia, e poi ripresa molto rigorosamente da Benedikter per l'Alto Adige, le Regioni a Statuto speciale hanno sostenuto - le tre Regioni a Statuto speciale dell'arco alpino, la Sicilia e la Sardegna evidentemente, per altri motivi, non sono intervenute - che, in quanto Regioni di montagna, dovevano avere diritto ad essere considerate come Regioni depresse e a non essere messe nel calderone come le altre Regioni a Statuto ordinario. Ecco, su questa considerazione... prego, Lustrissy, se vuoi dire tu... perché ero presente io, eh! Fai una mozione e poi lo tratterai tu molto meglio tu, io dico quello che ho sentito a Roma... In questo senso le Regioni a Statuto speciale hanno chiesto di essere autorizzate a legiferare in materia in maniera autonoma e ad avere rapporti diretti con la CEE in quanto Regioni montane e da considerarsi, quindi, depresse.

Porto poi a conoscenza del Consiglio regionale che c'è un disegno di legge con le osservazioni preparate dall'Assessorato dell'Agricoltura, nel senso di ottenere per la Valle d'Aosta, come per l'Alto Adige e come per la parte montana del Friuli Venezia Giulia, una considerazione più favorevole nei confronti della CEE di quella prevista dalla legge nazionale. Non è un blocco, ma direi che non possiamo ritornare indietro rispetto alla legge nazionale; possiamo però ottenere di più ed è in questo senso che ci stiamo battendo.

Pedrini (P.L.I.) - Io prendo atto di questo, evidentemente, se le cose stanno in questo senso... adesso vedrò questo malloppo che mi si è fatto intravvedere e mi renderò conto di come stanno le cose. Se quanto illustrato dal Presidente della Giunta Andrione viene attuato, io per primo, come Valdostano, ne sono felicissimo. Non bisogna sottovalutare però, che ciò dovrebbe essere attuato in maniera veloce, perché la Camera ha già approvato tutto, quindi se il Senato approva le modificazioni proposte il disegno di legge deve tornare alla Camera per approvare le variazioni.

Ora, la nostra preoccupazione è soltanto questa: siccome sono ormai due anni e più che noi stiamo aspettando l'entrata in funzione di questo meccanismo, la mia preoccupazione è che l'attuazione non si blocchi ancora per degli anni, ma che, evidentemente, insieme a questo, noi si chieda il ritorno immediato in Parlamento al fine del varo in tempi rapidi della legge e non si vada a finire nel 1976. Ecco, tutto lì, soltanto questo. Grazie.

Il Consiglio prende atto.