Objet du Conseil n. 1139 du 4 avril 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1139/IX - DATI CONCERNENTI I FLUSSI DI TIR CHE PROVVEDONO ALLO SDOGANAMENTO PRESSO L'AUTOPORTO DI POLLEIN. (Interrogazione)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino, iscritta al punto 10 dell'ordine del giorno.
INTERROGAZIONE
RICORDATO che ancora recentemente, con deliberazione n. 2035 del 2 marzo 1990, la Società Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. ha ottenuto contributi per lire 2.155.523.590 come corrispettivo, per il 1990, dell'accesso gratuito dei TIR alle strutture autoportuali;
CONSTATATO che nel corso di un convegno si è affermato che presso l'Autoporto di Pollein si determinano flussi "anomali" di TIR (che sdoganano in Valle, provenendo da Trieste e dal Brennero e poi scaricano a Milano) e che i servizi autoportuali sono tra i più cari d'Italia;
i sottoscritti Consiglieri del Gruppo comunista
INTERROGANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) i dati relativi al numero di TIR che negli ultimi tre anni hanno sdoganato a Pollein, provenendo da Trieste e dal Brennero e le ragioni che possono motivare tali flussi "anomali";
2) come si concilia una politica di alti costi dei servizi autoportuali con gli ingenti contributi che la Regione annualmente eroga all'Autoporto per favorire il traffico commerciale.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Je donnerai une réponse pour la première partie, pour la deuxième partie répondra l'Assesseur Voyat.
Si j'ai bien compris, cette interpellation a été suggérée par certaines données qui avaient été diffusées au moment de la rencontre à Courmayeur. En effet j'avais été surpris moi-même d'entendre certains passages. Etant donné que je ne connaissais pas à fond le problème, j'ai envoyé une lettre aux différents organes compétents: "Guardia di finanza, Direttore della circoscrizione doganale e Presidente dell'autoporto", afin qu'il y ait un document officiel de réponse, pour savoir si en effet il y avait les cas dont on parle, c'est-à-dire "TIR che negli ultimi tre anni hanno sdoganato a Pollein provenienti da Trieste e dal Brennero", parce qu'on disait qu’il y avait des poids lourds qui faisaient ce passage, qui franchement est plutôt drôle, et qui arrivaient à Aoste pour dédouaner et par la suite trouver une autre destination.
D'après les réponses qui m'ont été données soit par la Direction de l'autoport, soit par le Commandement de la brigade financière, soit par la Direction de la circonscription douanière d'Aoste on exclut qu'il y ait des cas de ce genre.
En effet j'ai ici les réponses. Pour ce qui est de l'autoport: "Non risulta che i TIR entrati nei valichi abbiano transitato nel territorio nazionale per venire a sdoganare presso l’autoporto di Pollein e quindi ritornare a scaricare la merce a Milano o altrove". Le Commandement de la brigade financière d'Aoste: "Non risulta, dai controlli eseguiti dai militari dipendenti durante i quotidiani servizi anticontrabbando, che automezzi commerciali siano transitati in Valle con provenienza jugoslava e austriaca, diretti alla dogana di Pollein per le operazioni di sdoganamento e successivo scarico delle merci all'interno del territorio". La dernière réponse est de la douane: "I risultati di una sommaria indagine hanno dato esito negativo".
Voilà les réponses qui ont été prédisposées. Pour la deuxième partie répondra l'Assesseur Voyat.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (UV):E' tutto da dimostrare che il servizio di sdoganamento all'autoporto di Pollein sia più caro che altrove.
Le spese a carico delle Case di importazione sono quelle di manovalanza, che sono identiche a quelle pagate presso altri autoporti, mentre per i TIR che trasportano bestiame vivo, carni fresche o prodotti animali in genere, si paga da un minimo di 4.000 ad un massimo di 8.000 lire per le operazioni di punzonatura o di verifica animali eventualmente deceduti o per la campionatura di carni o di prodotti di origine animale.
Queste sono le spese pagate all'autoporto di Pollein per le operazioni di sdoganamento.
C'è invece una differenza di prezzo, tra l'autoporto di Pollein e gli altri punti di sdoganamento, per l'opera degli spedizionieri doganali.
Si sa che per poter sdoganare occorre la firma e la documentazione predisposta da uno spedizioniere doganale.
Ebbene, a Pollein, tali prestazioni sono svolte da spedizionieri raggruppati nella società Cenda o da altri spedizionieri che esercitano come liberi professionisti.
In altri centri, invece, le grandi società di spedizione hanno alle loro dipendenze degli spedizionieri doganali, che non vengono pagati per ogni singola operazione di sdoganamento, ma mensilmente.
Il tipo di servizio di sdoganamento offerto dai liberi professionisti dell'autoporto di Pollein è vantaggioso per i piccoli spedizionieri, che non possono permettersi di avere alle loro dipendenze uno spedizioniere doganale, in quanto tale costo sarebbe superiore a quanto essi pagano annualmente per queste operazioni, mentre potrebbe risultare più elevato per le grandi case di spedizione che devono sdoganare molti TIR.
E' evidente che, se una casa di spedizione preferisce effettuare anche a Pollein le operazioni di sdoganamento servendosi di un proprio dipendente, perché ritiene di spendere meno, può farlo benissimo.
In definitiva, quindi, io ritengo che i prezzi dei servizi dell'autoporto di Pollein non siano diversi da quelli di altri punti di sdoganamento.
C'è da osservare che le strutture dell'autoporto di Pollein sono private, per cui le Case di spedizione prima ne pagavano l'affitto, mentre a ciò ora provvede l'Amministrazione regionale.
Altrove, invece, le strutture autoportuali sono pubbliche e quindi non è necessario che gli autotrasportatori ne paghino l'affitto.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Replicando alla risposta del Presidente della Giunta, confermo che l'interpellanza è stata suggerita dalla curiosità di avere chiarimenti sulla notizia, che era stata fonte di perplessità, che era stata diffusa nel corso di un convegno e secondo la quale esiste un flusso di traffico da Trieste e dal Brennero che viene a sdoganare ad Aosta.
Prendo atto che le risposte ufficiali sono negative e quindi non ho altre considerazioni da fare in merito.
Mi pare invece di non poter essere soddisfatto della risposta dell'Assessore Voyat, perché noi, in effetti, per l'anno 1990 versiamo 2.155.000.000 per avere una certa promozione del traffico commerciale; questo dice la legge da cui dipende il versamento di questo contributo.
L'Assessore ci dice che le spese di sdoganamento sono più o meno analoghe a quelle che ci sono negli altri autoporti e che invece, probabilmente, sono più care le spese dovute alle pratiche degli spedizionieri, perché qui ci sono spedizionieri liberi professionisti, mentre altrove ci sono persone a stipendio fisso e quindi lì è possibile far pagare di meno.
Mi pare che questo confermi comunque che per l'utente di questa struttura ci sia un maggior costo, perché a lui non interessa se deve pagare ad un professionista o ad un impiegato, ma interessa quanto paga. La risposta dell'Assessore, quindi, non smentisce la notizia di costi più elevati all'autoporto di Pollein.
Anche l'ultima considerazione, che altrove le strutture sono pubbliche e qui invece private, e noi, quindi, con queste somme andiamo in qualche modo a coprire il mancato incasso della struttura privata, mi dà l'impressione che noi, in realtà, dal punto di vista della legge non facciamo nessuna promozione, perché con questo intervento ci riportiamo al livello degli altri e poi rimangono comunque, per alcune ragioni connesse alla organizzazione dei servizi, dei costi più elevati.
Penso che la materia, come d'altronde risulterà ben chiaro quando si discuterà di altri provvedimenti di legge, possa essere ripensata, perché, al limite, con 2 miliardi, che possono diventare 4, per 10 anni, non so fin dove potrà giungere il valore di quell'autoporto. Qualche anno fa era di 11 o 12 miliardi.
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... quando lo abbiamo comprato; mentre qui, se va avanti questa impostazione, rischiamo di pagarlo quasi un terzo per ogni anno. Ecco allora che andrebbe completamente ripensata tutta la politica verso questa struttura.
