Objet du Conseil n. 1098 du 12 mars 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1098/IX - INIZIATIVE PER LA LIMITAZIONE DELLE CONCENTRAZIONI EDITORIALI E TELEVISIVE E PER LA REGOLAMENTAZIONE DELL'EMITTENZA RADIOTELEVISIVA (Approvazione di risoluzione).
PRESIDENTE:Do lettura della risoluzione presentata dai Consiglieri Bondaz, Beneforti, Ricco, Limonet, Fosson, Trione e Lanièce ed iscritta al punto 26 dell'ordine del giorno.
RISOLUZIONE
RILEVATO che il processo di concentrazione dei mezzi di comunicazione di massa in atto nel Paese tende a costituire un oligopolio ristretto a grandi gruppi industriali e finanziari;
RITENUTO che il pluralismo del sistema dell'informazione e della produzione culturale costituisce condizione per il pluralismo politico e per il policentrismo istituzionale;
CONSIDERATO che le spinte centralistiche e antiregionalistiche hanno avuto un riflesso anche sui progetti di legge di regolamentazione della emittenza radiotelevisiva, tanto che alle Regioni è stato riservato un ruolo marginale; considerato che la Regione Valle d'Aosta per la sua natura di ente di governo complessivo della società valdostana, in virtù della legge costituzionale dello Statuto speciale, ha competenze specifiche in materia di tutela culturale e rivendica anche competenze specifiche nel campo dell'informazione;
RILEVATO che la specialità dell'Autonomia valdostana trova le sue radici proprio nella specificità delle sue condizioni geografiche, storiche, culturali e linguistiche;
CONSIDERATO che ancora il Parlamento non ha varato norme di regolamentazione dell'emittenza radiotelevisiva, né norme anti-trust del tipo di quelle esistenti in tutti gli altri Paesi occidentali;
RITENUTO che il processo di concentrazione oligopolistica assume nella società italiana valenza non soltanto di carattere economico, ma anche politico e culturale;
OSSERVATO che in tutti i Paesi industrializzati la tendenza alla concentrazione è bilanciata dall’esistenza di una forte e radicata rete di organi di informazione locali;
RICORDATE le prese di posizione delle Organizzazioni sindacali e le preoccupazioni espresse da larghi settori del mondo politico e culturale;
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
FA VOTI PERCHE' IL PARLAMENTO
a) approvi quanto prima rigorose norme anti-trust che regolamentino e limitino le concentrazioni editoriali e televisive, su scala nazionale e regionale;
b) approvi quanto prima la legge di regolamentazione dell'emittenza radiotelevisiva, restituendo ruolo politico e culturale alle Regioni in particolare sui seguenti punti: partecipazione regionale al piano nazionale delle frequenze; ruolo della Regione o di suoi organi tecnici nella tenuta del registro delle imprese radiotelevisive regionali, ruolo di vigilanza della Regione sul rispetto della normativa anti-trust e sulla programmazione dell’ente pubblico televisivo; ruolo della Regione sulla gestione pubblica delle reti telematiche che assicuri l'accesso a tutti i soggetti sia pubblici sia privati;
impegna la Giunta regionale
1) a presentare per l'approvazione un disegno di legge tendente a promuovere in Valle d'Aosta il pluralismo dell'informazione, sostenendo la piccola editoria e in particolare quella promossa da operatori dell'informazione con particolare attenzione alle iniziative che privilegino la diffusione delle peculiarità etniche, storiche, linguistiche della Valle;
2) a presentare al Consiglio regionale, entro tre mesi, un rendiconto relativo alla spesa complessiva sostenuta nell'ultimo quinquennio dall'Amministrazione regionale per la pubblicità istituzionale;
3) a rivendicare per il servizio pubblico radiotelevisivo:
a) autonomia funzionale che consenta la produzione di programmi e servizi giornalistici atti a restituire alle sedi regionali la capacità ideativa e produttiva di cui alla legge nazionale n. 103/75;
b) una nuova rete di informazione e servizi culturali regionali;
4) a riferire al Consiglio regionale entro tre mesi sulla possibilità di attuazione della rete telematica a fibre ottiche che potrebbe consentire le trasmissioni televisive via cavo creando una pluralità di soggetti pubblici e privati;
5) a porre in essere idonei provvedimenti atti a favorire l’editoria libraria e periodica e la sua distribuzione.
impegna
il Consiglio regionale
della Valle d'Aosta
1) a prendere in esame la proposta di legge nazionale di iniziativa regionale per la tutela dell'impresa televisiva locale elaborata dal coordinamento nazionale dei Comitati regionali per il servizio radiotelevisivo e fatta propria dal Coordinamento nazionale dei Presidenti di Regione il 17 gennaio 1990 e dal Coordinamento dei Presidenti dei Consigli regionali il 27 gennaio 1990;
2) a promuovere, servendosi anche di esperti, un'indagine sulla condizione dell'editoria dell'informazione in Valle d'Aosta;
3) a prendere contatto con le competenti Commissioni parlamentari per illustrare il presente ordine del giorno.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz; ne ha facoltà.
BONDAZ (DC):Signor Presidente e signori Consiglieri, la risoluzione che il Gruppo della Democrazia Cristiana intende sottoporre alla discussione ed all'approvazione del Consiglio regionale ha come obiettivo precipuo di ottenere un pronunciamento della massima istituzione politica regionale sul problema di scottante attualità delle concentrazioni editoriali e radiotelevisive.
Com'è noto, il Parlamento sta affannosamente cercando di disciplinare la materia, anche alla luce di una situazione resa ancor più incandescente dalle vicende che attraversa la Mondadori, il maggior gruppo editoriale italiano.
Come base di discussione c'è il progetto di legge predisposto dal Ministro delle poste e telecomunicazioni, On. Mammì, che può essere migliorato con il concorso di tutti i Gruppi parlamentari, al fine di pervenire ad una soluzione equilibrata.
La Commissione lavori pubblici e comunicazioni del Senato nei giorni scorsi ha dato via libera al testo governativo. Questo è altamente positivo, in quanto il progetto di legge esce dalla Commissione e va verso l'aula, proponendo, dopo quindici anni della vecchia legge del monopolio, la disciplina del sistema misto radiotelevisivo pubblico e privato.
Tra i punti qualificanti figurano tra l'altro l'abbassamento degli indici di affollamento pubblicitario, le norme anti-trust per la salvaguardia del pluralismo, la maggiore certezza per il finanziamento del servizio pubblico, che continua a detenere una posizione centrale anche nel sistema misto.
Dopo anni di attesa, abbiamo finalmente un testo che avvia il sistema dell’emittenza sul binario della razionalizzazione e del pluralismo effettivo.
Nell'attuale fase di discussione parlamentare, che si annuncia effervescente, è necessario che le Regioni facciano sentire la loro voce, affinché ad esse sia assegnato un ruolo centrale nell'elaborazione di norme precise.
Esistono già al riguardo delle iniziative predisposte dal Coordinamento nazionale dei Comitati regionali per il servizio radiotelevisivo, fatte proprie, come si ricorda nel testo della risoluzione del nostro Gruppo, dal Coordinamento dei Presidenti dei Consigli e delle Giunte regionali.
Dobbiamo contribuire, come Regione, al superamento dell'anomalia esistente, in modo che il mondo dell'emittenza radiofonica e televisiva nazionale possa uscire dall'attuale condizione di estrema debolezza in cui si trova ad operare.
A1 momento, l'informazione regionale non riesce a soddisfare pienamente le attese dei cittadini ed è in modo particolare l'Ente Regione ad essere il più delle volte penalizzato proprio a causa dell'estrema difficoltà in cui si muovono gli operatori dell'informazione.
Nella risoluzione presentata dal nostro Gruppo si evidenzia pure la necessità della predisposizione, a livello regionale, di un progetto di legge tendente al rilancio della piccola editoria.
Sappiamo che la Giunta regionale ha in fase di elaborazione un suo progetto, già discusso nei giorni scorsi con una delegazione dell'Associazione dei giornalisti della Valle d'Aosta. Questo è sicuramente un segno positivo e noi ci auguriamo che la legge in preparazione assegni un riconoscimento all'importanza che i giornali locali, le televisioni e le radio private hanno nel sistema di comunicazione giornalistica della Valle.
Riteniamo pertanto che la risoluzione presentata, aperta evidentemente ad eventuali proposte migliorative, possa trovare il consenso di tutto il Consiglio regionale.
Signori Consiglieri, termino ricordando che la battaglia per il pluralismo dell'informazione è una battaglia di civiltà, mirata al potenziamento dell'ordinamento regionale ed alla creazione dei presupposti di una più efficace presenza della Regione nell’opinione pubblica.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Noi siamo favorevoli al complesso della risoluzione, anche se non siamo riusciti a capire bene le motivazioni che hanno indotto un Gruppo della maggioranza a presentarla: non sappiamo se si vuole dare una mano ai Gruppi parlamentari favorevoli alla votazione della legge anti-trust, partendo dalla periferia, dai Consigli regionali, oppure se ci siano ragioni specifiche che hanno indotto il Gruppo regionale della Democrazia Cristiana a presentare questa risoluzione.
A noi sembra che il Governo e la maggioranza del Parlamento abbiano tutti gli strumenti per procedere in tempi brevi all'approvazione di una legge che metta delle regole nel campo dell'informazione. Non credo che si possa accettare ancora per lungo tempo che l'Italia sia l'unico Paese avanzato a permettere scorrerie economiche, finanziarie e politiche nel campo dell'informazione. Ci pare che quanto è stato fatto dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Germania debba essere fatto al più presto anche in Italia.
Quindi, se il voto a questa risoluzione ha il senso di aiutare le forze della maggioranza di Governo che non riescono a vincere le resistenze, ben venga anche il voto del Consiglio regionale e l'assenso del nostro Gruppo.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (VA):Ho chiesto la parola per esprimere una dichiarazione di voto sostanzialmente a favore di questa risoluzione, di cui condividiamo l'impostazione di fondo.
Abbiamo un'unica perplessità relativa al primo punto degli impegni assegnati alla Giunta regionale, quello concernente "l'approvazione di un disegno di legge tendente a promuovere in Valle d'Aosta il pluralismo dell'informazione, sostenendo la piccola editoria...", che è formulato in termini molto generici, al punto da poter contenere delle cose che possiamo condividere, ma anche delle altre che potremmo non condividere. Comunque, la valutazione su questa parte la faremo nel momento in cui ci troveremo di fronte ad una proposta precisa, che renda possibile al Consiglio esprimersi in merito.
Per quanto riguarda il complesso del tema della risoluzione, la necessità di un pluralismo, di norme e di leggi contro le concentrazioni, noi siamo pienamente d'accordo e quindi il nostro voto sarà favorevole alla risoluzione.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.
RUSCI (PRI):Ho chiesto di intervenire per fare una dichiarazione di voto su un argomento che è drammaticamente all'ordine del giorno del dibattito politico italiano.
Nel 1904 Max Weber ha scritto "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo", in cui intende l'economia come una religione molto precisa, con ferree regole. Da allora sono passati quasi 90 anni, ma mi sembra che nel nostro Paese le regole dell’economia siano molto all'acqua di rose.
L'argomento all'ordine del giorno ripropone con grande drammaticità il quesito se le forze politiche siano o meno in grado di governare lo sviluppo della società civile o se esse siano invece condannate ad arrancare stancamente dietro agli avvenimenti
Voglio sottolineare come in questo caso il ritardo rispetto agli avvenimenti sia abissale. La prima legge antitrust promulgata negli Stati Uniti, il famoso "Schermann Act", risale al 1908. L'intera normativa in materia viene poi ulteriormente perfezionata nel periodo del "New Deal" roosveltiano.
Tutto ciò vale a dimostrare che gli Stati Uniti, la patria del mercato, della libertà d'impresa e della libera iniziativa, non abbiano mai concepito questo settore come una giungla senza regole e senza normative.
Purtroppo, noi tendiamo ad assimilare i difetti degli Stati Uniti, ma ci guardiamo bene dall'imitarne i pregi. In particolare, il mercato, nella visione nostrana, spesso diviene sinonimo di una guerra tra bande, ma combattuta senza regole.
Secondo questa volgare falsificazione dello spirito anglosassone, il compito delle forze politiche e dello Stato sarebbe solo quello di sancire "a posteriori" i rapporti di forza conquistati sul campo da imprenditori più simili ad avventurieri che a veri uomini d'affari.
Se da lungo tempo il PRI è stato definito "il Partito del rigore", ciò è anche dovuto al fatto che da lungo tempo il nostro Partito, quasi isolato nel panorama italiano, si è battuto contro questa tendenza, ora emergente proprio nel campo dell'editoria.
Partendo da queste posizioni di principio, che vennero riconfermate in ogni occasione da Ugo La Malfa, il nostro Partito ha le carte in regola per affermare di non aver mai concepito il mercato come un "far west" casereccio, per ché le regole devono valere soprattutto in questo ambito, tant'è che il moderno riformismo può infatti essere così riassunto: "Le regole come strumento del riformismo stesso".
Ora, su questo argomento, la DC dimostra un po' di fretta. Sappiamo che nel dopoguerra essa è stata a lungo il partito egemone e lo è tuttora nel panorama politico italiano, ma decide solo ora di regolamentare l'emittenza televisiva. Questo ci rende un po' sospetti, perché queste preoccupazioni sono forse dovute al fatto che questo grande partito si vede quasi emarginato dal grande dibattito in corso sull'editoria.
Alla fretta della DC fa un po' da contrappunto la lentezza del PSI, che in altri settori è invece così pronto a declamare la propria sensibilità verso le tendenze della società civile e verso una nuova modernità.
L'atteggiamento di entrambi i partiti è forse poco credibile. Noi prendiamo atto della volontà dimostrata dal Gruppo consiliare regionale della Democrazia Cristiana e ci esprimiamo a favore della risoluzione, accompagnando ovviamente il consenso con tutto il ragionamento che ho voluto sintetizzare e che ci vede da lungo tempo ampiamente favorevoli alla limitazione delle concentrazioni editoriali e televisive ed alla regolamentazione dell'emittenza radiotelevisiva. Le regole innanzitutto.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE (PSI):Mi sembra che questa risoluzione sia una petizione di principi largamente condivisibili, in quanto riafferma il principio della garanzia del pluralismo nell'informazione e chiede che vengano fissate delle regole, che dovrebbero essere fissate per ogni settore della vita democratica.
In tale ottica, trattandosi cioè di principi condivisibili da tutti, anche il nostro Gruppo voterà a favore della risoluzione.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (MSI):Vorrei fare alcune brevi considerazioni sull'argomento in oggetto.
Dico subito che questa risoluzione mi trova concorde, anche perché va incontro alle legittime richieste di quel pluralismo della politica e dell'informazione, per la cui assenza noi abbiamo forse pagato in termini di immagine molto più di qualsiasi altro partito.
Trovo strano però che questa richiesta venga avanzata da un Partito di maggioranza, da un Partito cioè che, specie in questi ultimi anni, ha sempre governato nella nostra Nazione.
Non dobbiamo dimenticare inoltre che il monopolio televisivo pubblico in Italia oggi è politicizzato: la prima rete è della Democrazia Cristiana, la seconda è del Partito Socialista Italiano e la terza è del Partito Comunista.
Siamo d'accordo, quindi, sulla necessità di tutelare il pluralismo dell'informazione, perché solo così si realizza la vera democrazia, ma non basta affermarlo solo a parola, se poi nella realtà e nei fatti concreti continua ad esistere il monopolio dell'informazione. Non appena un gruppo privato cerca di scalfire il monopolio pubblico, ecco che improvvisamente queste forze politiche prospettano richieste di regolamentazione, perché si vedono sfuggire di mano il controllo dell'informazione.
Mi dichiaro d'accordo con il contenuto della risoluzione, perché va incontro alle richieste che noi, come Partito politico, abbiamo sempre prospettato: la necessità del pluralismo nell'informazione e l'abolizione di ogni discriminazione di cui siamo sempre stati oggetto.
Siamo favorevoli, quindi, alla risoluzione, anche se dobbiamo rimarcare una certa contraddizione in alcune forze politiche, che si trovano sempre d'accordo sui principi, anzi provvedono a divulgarli, mentre nella sostanza sono proprio esse a detenere il monopolio dell'informazione e a discriminarne la libertà.
Cerchiamo ora di entrare nel merito di un argomento che ci interessa più da vicino, perché finora abbiamo parlato solo di regolamentazione dell'informazione a livello nazionale, anche se in seconda istanza si interviene pure nell'ambito locale. Io vorrei porre l'accento sull'informazione all'interno del nostro Consiglio.
Io avevo presentato un'interrogazione, che probabilmente non è stata accettata perché chiedevo alla Giunta dei chiarimenti su una decisione assunta dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio, seguendo cioè una procedura non regolamentare.
Approfitto dell'occasione per fare una riflessione su questa circostanza. Come Capigruppo abbiamo avuto un incontro, nel corso del quale abbiamo dibattuto alcuni problemi, tra i quali anche l'assunzione di un consulente in materia di informazione che non ho ancora ben capito che cosa dovrebbe fare, ma che in definitiva dovrebbe contribuire a proiettare all'esterno un'immagine più positiva dei lavori del Consiglio. Stranamente, però, questo personaggio viene d'Oltralpe ed è di nazionalità francese, cosa che, secondo me, suona anche offesa alla professionalità ed alla capacità dei nostri giornalisti, che sono sicuramente all'altezza...
PRESIDENTE:Consigliere Aloisi, questo argomento non è all'ordine del giorno...
ALOISI (MSI):Chiedo scusa, Presidente...
PRESIDENTE:... e pertanto mi sembra un modo surrettizio per discutere...
ALOISI (MSI):No, no, sarò breve. Questa, del resto, è anche informazione e non è che parlo di altre questioni.
PRESIDENTE:Ma tutto è informazione, per cui si può anche tralignare.
ALOISI (MSI):Comunque, per concludere, penso che anche questa decisione della Presidenza del Consiglio, o di non so chi, di ricorrere a personaggi che forse non conoscono neanche sufficientemente la nostra realtà, non vada incontro allo spirito di pluralismo e di efficienza dell'informazione.
Ritengo pertanto che, prima di dare ampio risalto all'immagine del pluralismo dell'informazione politica a livello nazionale, bisognerebbe guardare anche nel nostro piccolo interno, per vedere come funzionano i nostri organismi, come funziona il nostro Ufficio stampa e, soprattutto, come può ciascun Consigliere regionale divulgare le sue attività politiche.
Fatte queste considerazioni e questa leggera critica, voterò a favore della risoluzione, anche perché sono d'accordo sui princìpi in essa contenuti.
Grazie.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):On ne peut que être d'accord sur le fait d'aborder le problème de l'information et sur la possibilité d'exploiter d'une façon, la plus convenable possible pour une Région comme la nôtre, les différentes propositions.
Je crois tout de même que cette résolution reprend deux problèmes spécifiques: le problème de l'information et d'une loi qui réglemente le système de l'information au niveau national et celui de l'information au niveau local.
Pour ce qui est du problème au niveau national, je voudrais rappeler que la loi Mammì, qui est en train d'être discutée et demain commencera sa procédure parlementaire, avait déjà soulevé des doutes pour ce qui est du respect et de la participation des Régions, tout spécifiquement des Régions à statut spécial.
A ce sujet, le Sénateur Dujany avait présenté en Commission des amendements qui malheureusement n’ont pas été acceptés. J'espère que le Sénateur, pourra représenter, avec le Député, les amendements et qu'il y aura une sensibilité différente de la part des Groupes concernés. Autrement, par cette proposition, on risque de faire une action sans doute valable, mais qui serait contraire, du point de vue des résultats, à l'esprit de participation des Régions a statut spécial.
Je dois avouer que malheureusement la participation des Régions à l'information, au niveau des différentes propositions, à présent est nulle. Il n'y a aucun système d'y participer, sauf au niveau local avec ce comité qui devrait coordonner les différents problèmes et qui a une fonction, comme nous l'avons déjà souligné dans d'autres séances, plutôt faible par rapport à l'organisation existante.
Je crois qu'il faudra que l'on accepte que les Régions aient un poids différent au niveau de la loi existante. A ce sujet je voudrais rappeler aussi l'invitation qui avait été soulevée de la part de la Cour Constitutionnelle par la sentence n° 826, qui disait: "Lo sviluppo di un sistema informativo in grado di dare viva voce alle specifiche realtà locali rientra nell'imprescindibile compito di dare espressione a quelle istituzioni che rappresentano il tessuto connettivo del Paese, il che richiede, come ineluttabile conseguenza, che sia assicurata l'effettiva autonomia di tali emittenti anche attraverso l'adeguata disponibilità di frequenze e di risorse pubblicitarie". C'était pour rappeler le poids concret que la réalité locale devrait avoir et les modifications qui devraient exister.
J'ai voulu rappeler ces invitations, car je crois que les différentes forces politiques devraient prêter une attention différente aux problèmes qui ont été soulevés et que je viens de rappeler. A ce propos j'inviterais soit le Sénateur soit le Député à insister sur ces termes.
Je crois qu'on a déjà eu la possibilité d'insister sur l'information au niveau local. On voudrait qu’il y ait de plus en plus d'attention aux différents problèmes locaux, qu'il y ait une attention spécifique aux problèmes culturels de notre Région, qu'il y ait finalement le renouvellement de la convention Région-Rai, prévue par la loi n° 203, qui est échue depuis des mois et dont on ne parle plus, qu’il y ait des programmes en langue française ou bien qu'il y ait la possibilité d'avoir une augmentation des programmes en langue française, ce qui malheureusement n'a pas encore été accepté, et d'autres points qu'il faudra prendre en considération au moment de la convention.
Ce sont des problèmes qu'on a examiné aussi, avec d'autres représentants du Conseil, avec le Syndicat des journalistes. Il y a là une disponibilité à examiner les activités locales qui peuvent être augmentées. Il y a la possibilité d'avoir des rencontres afin de connaître quelles peuvent être les mesures pour avoir, dans les différentes Régions, des personnes qui connaissent la réalité locale et qui puissent être insérées dans ces moyens d'information.
Je voudrais rappeler que l'Administration régionale avait déjà donné son appui à la possibilité de prédisposer un cours de formation pour des journalistes, pour des jeunes qui voudraient s'occuper de journalisme, afin qu'il y aient sur place des personnes préparées, qui connaissent notre histoire et la réalité locale, et qui soient a même de donner, par conséquent, une information la plus correcte possible.
Voilà quelques problèmes qui malheureusement sont encore sur le tapis et auxquels on n’a pas encore trouvé une solution.
La loi anti-trust ne peut que être dans les voeux de toutes les forces politiques, mais les retards ne sont pas la conséquence de la négligence des Régions, c'est une volonté politique qui n'a pas encore abouti à des résultats.
Pour ce qui est de la résolution, je demanderai seulement de modifier - j'en ai déjà parlé avec les Conseillers qui l'ont proposé - quelque partie, pour la quelle on a prédisposé des amendements qui vont être distribués.
J'espère qu'on acceptera les amendements qui ont été présentés pour ce qui est de la première partie, où l’on dit: "Fa voti perché il Parlamento...".
Pour ce qui est du premier point de la deuxième partie ("impegna la Giunta regionale: 1 - a presentare per l'approvazione un disegno di legge tendente a promuovere..."), la Junte a déjà approuvé vendredi le projet de loi prédis posé par toutes les Régions et par un comité mixte, qui a examiné les différentes problématiques concernant l'information radiotélévisée et par journal. Ce projet de loi sera présenté au Conseil dans le plus bref délai.
Le premier point pourrait donc être éliminé, compte tenu qu'il y a déjà le premier point de la troisième partie ("impegna il Consiglio regionale della Valle d'Aosta: 1 - a prendere in esame la proposta di legge nazionale...), qui en est justement la conséquence.
On propose de modifier la lettre b) du point trois en disant:
"Impegna la Giunta regionale...
3) a rivendicare per il servizio pubblico radiotelevisivo:... b) una rete di informazione e servizi culturali regionali più attenta alla realtà locale", anziché "una nuova rete".
Au point quatre, à la place de "a riferire al Consiglio...", il y a "a presentare al Consiglio regionale il risultato dello studio sulla possibilità di attuazione della rete telematica a fibre ottiche che potrebbe consentire le trasmissioni televisive via cavo creando una pluralità di soggetti pubblici e privati".
A ce sujet je voudrais rappeler que les travaux, concernant l'axe principal des réalisations en fibres optiques, seront réalisés déjà dans le mois à venir, dans le mois de mai, et qu'ils seront terminés à la fin de l'année 1991. Les travaux se dérouleront sur les deux années à venir pour le réseau qui relie toute notre Région jusqu'à Courmayeur.
Quoique sur ce premier point on ait déjà eu un résultat très important, on avait prévu une étude concernant la possibilité de s'adresser à des privés et à des organisations qui existent sur le territoire et qui sont intéressés à avoir tout le réseau en fibres optiques. On a prévu cette étude pour savoir quelle est l'utilisation et en conséquence de ces études on va prévoir la réalisation du réseau concernant notre Région, qui est un réseau parallèle au réseau principal, qui - comme vous le savez - reliera la centrale de Turin à Albertville, pour les Jeux Olympiques.
Pour le point cinq, au lieu de "a porre in essere idonei provvedimenti...", on propose "a studiare idonei provvedimenti...".
Le premier point de la partie qui concerne "impegna il Consiglio regionale della Valle d'Aosta" est bien formulé; pour le deuxième point on propose: "2) a promuovere un'indagine sulle condizioni dell'editoria dell'informazione in Valle d'Aosta"; et pour le troisième: "3) di inviare la risoluzione ai Presidenti delle competenti commissioni parlamentari", étant donné que les travaux sont déjà avancés.
Je crois que dans l'ensemble on reprend l’esprit de cette résolution et que les modifications sont conséquentes aux changements qu’il y a eu dans ces derniers temps et au fait que des programmes spécifiques existent déjà dans notre Région.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz; ne ha facoltà.
BONDAZ (DC):Ringrazio i Consiglieri che sono intervenuti nel dibattito e che hanno dichiarato la loro disponibilità ad approvare la risoluzione presentata dal Gruppo della Democrazia Cristiana.
Come avevo già anticipato, ribadisco inoltre che non abbiamo alcuna difficoltà ad accogliere gli emendamenti proposti in sede di dibattito.
Puntualizzo al Consigliere Mafrica che noi abbiamo presentato la risoluzione senza alcuna "arrière pensée", prova ne sia che la discussione ha confermato che il problema è importante e sentito e che quanto prima avrebbe dovuto essere discusso e votato in Consiglio.
Il Consigliere Rusci sospetta che questa risoluzione sia stata presentata adesso, perché noi, almeno a livello nazionale, abbiamo ritenuto di essere tagliati fuori da certi giochi nel campo dell'informazione. La cosa mi fa un pochino sorridere, ma ciò nonostante lo ringrazio ugualmente della sua adesione al nostro documento.
Mi sento di poter dire, però, che questo documento ha anche una valenza di carattere regionalistico, che in parte è stata messa in evidenza dal Presidente della Giunta, tant'è che anche altre Regioni, specie quelle a Statuto speciale, hanno approvato risoluzioni di tenore analogo: la Sardegna l'ha già approvata, la Sicilia la sta per approvare...
Non so se è già stato detto, ma, per certi versi, è proprio il testo di legge Mammì a tagliare un po' fuori le Regioni. Noi, come Gruppo, abbiamo ritenuto di dover presentare questa risoluzione affinché anche la Regione Valle d'Aosta possa dare al Parlamento ed alle sue Commissioni degli strumenti di supporto, capaci di dimostrare che siamo attenti a queste problematiche.
Queste sono motivazioni di carattere politico e non motivazioni di appoggio a questo o a quel gruppo, cosa che non ci interessa affatto, perché il problema dell'informazione è talmente grande da trascendere le posizioni di simpatia o di antipatia nei confronti di questo o di quel gruppo editoriale: è un problema di democrazia e di credibilità del nostro ordinamento politico e sociale ed è proprio per questo che noi abbiamo ritenuto presentare all'approvazione del Consiglio una risoluzione.
Cogliamo ovviamente l'occasione per ringraziare i Consiglieri che l'approveranno con le modifiche suggerite dal Presidente della Giunta.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Dolchi; ne ha facoltà.
DOLCHI (PCI):Intervengo per una questione puramente formale.
Visto che il Presidente della Giunta propone di inviare questa risoluzione ai Presidenti delle competenti Commissioni parlamentari, mi permetto di evidenziare una incongruenza formale.
Nella risoluzione si dice: "Il Consiglio regionale... impegna il Consiglio regionale...", cosa che a me sembra un po' anacronistica.
Mi sta bene che il Consiglio regionale impegni la Giunta, ma mi sembra un po' anacronistico che il Consiglio regionale impegni il Consiglio regionale; per cui propongo di sostituire la dizione "impegna il Consiglio regionale della Valle d'Aosta" con "decide... 1) di prendere in esame...; 2) di promuovere...; di inviare la risoluzione...".
Si tratta solo di una questione formale, ma, visto che la risoluzione sarà inviata ai Presidenti delle Commissioni parlamentari competenti, cerchiamo di evitare di fare una brutta figura.
Grazie.
PRESIDENTE:Do lettura degli emendamenti proposti dal Presidente della Giunta, Rollandin, ed accettati dal Consigliere Bondaz.
EMENDAMENTI
"impegna la Giunta regionale"
- il punto 1) è soppresso;
- la lettera b) del punto 3) è così modificata:
"b) una rete di informazione e servizi culturali regionali più attenta alla realtà locale";
- il punto 4) è così modificato:
"4) a presentare al Consiglio regionale il risultato dello studio sulla possibilità di attuazione della rete telematica a fibre ottiche che potrebbe consentire le trasmissioni televisive via cavo creando una pluralità di soggetti pubblici e privati";
- il punto 5) è così modificato:
5) a studiare idonei provvedimenti atti a favorire l'editoria libraria e periodica e la sua distribuzione".
"impegna il Consiglio regionale della Valle d'Aosta"
- il punto 2) è così modificato:
"2) a promuovere un'indagine sulla condizione dell'editoria dell'informazione in Valle d'Aosta";
- il punto 3) è così modificato:
"3) a inviare la risoluzione ai Presi denti delle competenti Commissioni parlamentari".
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione gli emendamenti testé letti.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura della risoluzione emendata, nel testo comprensivo del subemendamento proposto dal Consigliere Dolchi.
RISOLUZIONE
RILEVATO che il processo di concentrazione dei mezzi di comunicazione di massa in atto nel Paese tende a costituire un oligopolio ristretto a grandi gruppi industriali e finanziari;
RITENUTO che il pluralismo del sistema dell'informazione e della produzione culturale costituisce condizione per il pluralismo politico e per il policentrismo istituzionale;
CONSIDERATO che le spinte centralistiche e antiregionalistiche hanno avuto un riflesso anche sui progetti di legge di regolamentazione della emittenza radiotelevisiva, tanto che alle Regioni è stato riservato un ruolo marginale; considerato che la Regione Valle d'Aosta per la sua natura di ente di governo complessivo della società valdostana, in virtù della legge costituzionale dello Statuto speciale, ha competenze specifiche in materia di tutela culturale e rivendica anche competenze specifiche nel campo dell'informazione;
RILEVATO che la specialità dell'Autonomia valdostana trova le sue radici proprio nella specificità delle sue condizioni geografiche, storiche, culturali e linguistiche;
CONSIDERATO che ancora il Parlamento non ha varato norme di regolamentazione dell'emittenza radiotelevisiva, né norme anti-trust del tipo di quelle esistenti in tutti gli altri Paesi occidentali;
RITENUTO che il processo di concentrazione oligopolistica assume nella società italiana valenza non soltanto di carattere economico, ma anche politico e culturale;
OSSERVATO che in tutti i Paesi industrializzati la tendenza alla concentrazione è bilanciata dall'esistenza di una forte e radicata rete di organi di informazione locali;
RICORDATE le prese di posizione delle Organizzazioni sindacali e le preoccupazioni espresse da larghi settori del mondo politico e culturale;
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
FA VOTI PERCHE' IL PARLAMENTO
a) approvi quanto prima rigorose norme anti-trust che regolamentino e limitino le concentrazioni editoriali e televisive, su scala nazionale e regionale;
b) approvi quanto prima la legge di regolamentazione dell'emittenza radiotelevisiva, restituendo ruolo politico e culturale alle Regioni in particolare sui seguenti punti: partecipazione regionale al piano nazionale delle frequenze; ruolo della Regione o di suoi organi tecnici nella tenuta del registro delle imprese radiotelevisive regionali; ruolo di vigilanza della Regione sul rispetto della normativa anti-trust e sulla programmazione dell'ente pubblico televisivo; ruolo della Regione sulla gestione pubblica delle reti telematiche che assicuri l'accesso a tutti i soggetti sia pubblici sia privati;
impegna la Giunta regionale
1) a presentare al Consiglio regionale, entro tre mesi, un rendiconto relativo alla spesa complessiva sostenuta nell'ultimo quinquennio dall'Amministrazione regionale per la pubblicità istituzionale;
2) a rivendicare per il servizio pubblico radiotelevisivo:
a) autonomia funzionale che consenta la produzione di programmi e servizi giornalistici atti a restituire alle sedi regionali la capacità ideativa e produttiva di cui alla legge nazionale n. 103/75;
b) una nuova rete di informazione e servizi culturali regionali più attenti alla realtà locale;
3) a presentare al Consiglio regionale il risultato dello studio sulla possibilità di attuazione della rete telematica a fibre ottiche che potrebbe consentire le trasmissioni televisive via cavo creando una pluralità di soggetti pubblici e privati;
4) a studiare idonei provvedimenti atti a favorire l'editoria libraria e periodica e la sua distribuzione.
decide
1) di prendere in esame la proposta di legge nazionale di iniziativa regionale per la tutela dell'impresa televisiva locale elaborata dal coordinamento nazionale dei Comitati regionali per il servizio radiotelevisivo e fatta propria dal Coordinamento nazionale dei Presidenti di Regione il 17 gennaio 1990 e dal Coordinamento dei Presidenti dei Consigli regionali il 27 gennaio 1990;
2) di promuovere un'indagine sulla condizione dell'editoria dell'informazione in Valle d'Aosta;
3) di inviare la risoluzione ai Presidenti delle competenti commissioni parlamentari.
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la risoluzione emendata testé letta.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità
