Objet du Conseil n. 144 du 18 avril 1975 - Verbale
OGGETTO N. 144/75 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. FATTI DI MILANO.
Caveri (U.V.) - Colleghi Consiglieri, i lavori hanno inizio con 31 Consiglieri presenti.
Prima di tutto ritengo doveroso esprimere il mio vivo rammarico per i gravi fatti di Milano che sono certamente deprecati da tutti i veri Democratici. La Popolazione valdostana, per temperamento e per una lunga tradizione storica, è contraria a quello spirito di intolleranza e di violenza che è incompatibile con una vera Democrazia.
Se il Consiglio regionale è d'accordo, io penserei di mandare, anche a nome del Consiglio regionale, un telegramma al Sindaco di Milano pregandolo di presentare le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime.
Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - I fatti di Milano sono di una tale gravità per cui la Valle d'Aosta e il suo Consiglio regionale non possono non essere profondamente sensibili alla reazione, allo sdegno che questi fatti hanno provocato. Il Gruppo Comunista si associa alle parole del Presidente del Consiglio e con lui concorda sulla necessità di esprimere la solidarietà, lo sdegno, la riprovazione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta mediante il telegramma al Sindaco di Milano e di cordoglio ai familiari delle vittime.
Vorremmo aggiungere che il Fascismo non si combatte con provvedimenti burocratici o con illusorie leggi di scioglimento del Partito Neo-Fascista, secondo noi si combatte e si sconfigge facendo trionfare la vera Democrazia, estirpando alla radice le cause politiche, sociali, economiche del Fascismo stesso realizzando la Costituzione che noi riaffermiamo è una Costituzione antifascista e non "a fascista" come qualcuno vorrebbe lasciare intendere.
In questa battaglia noi riteniamo che la Valle d'Aosta e il suo Consiglio regionale possano essere in prima fila e approfitto dell'occasione per ricordare che una petizione popolare antifascista è stata lanciata dai Partiti nazionali, dalle Associazioni combattentistiche, dalle Organizzazioni Sindacali con cui si chiede una serie di provvedimenti per rendere operante l'azione antifascista nel nostro Paese. Approfitto dell'occasione, quindi, per chiedere ai colleghi del Consiglio regionale che, come appartenenti ai Partiti politici, hanno notizia di questa petizione. L'ANPI l'ha mandata localmente a tutti i Movimenti e a tutti i Partiti chiedendo di sottoscriverla come hanno fatto i Consigli regionali, i Consigli comunali e i Consigli provinciali nel resto del Paese, dando così con questa firma in calce a una richiesta di provvedimenti concreti e immediati la dimostrazione della volontà antifascista della Valle d'Aosta e del suo Consiglio regionale. Grazie.
Chanu (D.P.) - I D.P. si associano sia alle parole e all'iniziativa del Presidente del Consiglio, sia alle parole del Consigliere Dolchi. Ritengono in questa sede di dover riaffermare quanto già ebbero a dire più e più volte: che in circostanze così tragiche vengono istintive espressioni di sdegno, di dolore, di esecrazione, ma non bastano perché i fatti di Milano, a nostro avviso, hanno riproposto e ripropongono in tutta la sua gravità e drammaticità quell'acuirsi di una strategia della tensione e riconfermano la sussistenza reale di forze reazionarie, di forze fasciste che per troppo tempo sono state lasciate impunite o formalmente punite e, sostanzialmente, per troppo tempo sono state sottovalutate. Per troppo tempo forse sono state anche usate intenzionalmente a supporto di quella falsa ideologia degli opposti estremismi che albergava fino a ieri e speriamo non alberghi ulteriormente nell'animo di troppi, perché - e lo dobbiamo dire - lo ha detto anche ieri il Ministro degli Interni rispondendo alle interpellanze: la violenza eversiva è di marca soltanto fascista e quindi confidiamo che, oltre allo sdegno e all'esecrazione, al lutto, alle espressioni di cordoglio per le vittime che ci sono state, si giunga finalmente ad isolare queste centrali eversive di terrore, poiché mentre noi parliamo i Fascisti si organizzano, i Fascisti attentano e i Fascisti uccidono. Si isoli questo e si puniscano finalmente sia i colpevoli, sia i mandanti, in modo da poter vanificare non soltanto a parole, ma nella realtà dei fatti, l'esistenza di questo rigurgito fascista che è la prima e grave impasse che colpisce e potrà colpire sempre più a fondo la nostra giovane Democrazia.
Bordon (D.C.) - La D.C. si associa a quanto è stato detto prima. Sarebbe facile qui dire tante parole per risultare, magari, il primo della classe, ma noi riteniamo ancora una volta di affermare che questa non è l'occasione per parlare, perché di parole se ne fanno già troppe. La D.C., come sempre ha fatto, coi fatti e con le parole è sempre al suo posto a combattere intransigentemente, senza nessun compromesso, senza nessun accordo la violenza che sta minando terribilmente la Democrazia italiana e che ci sta portando in fondo al baratro. Noi, quindi, nel modo più assoluto, sempre, ieri come oggi, come domani, siamo intransigenti contro queste forme di violenza e affermiamo che, finché tutti i Partiti non si riuniranno solidalmente per mettere a margine questi estremisti, porteremo l'Italia alla rovina.
Pedrini (P.L.I.) - Poche brevissime parole soltanto per stigmatizzare quanto è successo, per dare l'approvazione del P.L.I. "toto corde" [traduzione letterale dal latino: "con tutto il cuore"] a quanto detto dal Presidente del Consiglio.
Jorrioz (P.S.D.I.) - Concordo coi colleghi che mi hanno preceduto, però penso che di fronte a questi fatti, più che usare le parole, noi dobbiamo operare e fare qualcosa, in maniera che detti fatti non debbano più succedere e non si allarghino in tutto il Paese.
Il Consiglio prende atto.
