Objet du Conseil n. 1057 du 28 février 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1057/IX - Proposta di legge statale n. 3 "Esercizio del diritto di voto di cittadini italiani all’estero".
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Le projet de loi concernant le droit de vote des citoyens résidents à l’extérieur date depuis des années. J’ai fait à travers les bureaux une analyse des différentes propositions qui datent de 1980, 1986, 1987, qui malheureusement n’ont jamais été discutées au niveau de Parlement et par conséquent on est encore là à prévoir cette proposition.
Dernièrement il y avait eu une proposition au niveau de Conseil régional ayant le même objet, on avait analysé aussi cette requête et par la suite, compte tenu des limites mis en évidence par les analyses faites de la part de l’expert légal de l’Administration régionale, on a cru que c’était possible, après un débat politique, de présenter cette proposition, qui a été examinée aussi avec d’autres régions soit à statut spécial qu’à statut ordinaire.
En effet, cette proposition de loi prévoit une série de possibilités pour les citoyens italiens résidents à l’étranger, de participer au vote au moment des compétitions électorales.
Je dois dire que - on l’a rappelé dans cette relation - au moment où on a rencontré les émigrés, on les a sollicité de présenter une requête, au moins de favoriser cette intervention auprès du Parlement, afin qu’il soit réglé une fois pour toutes le problème dont on parle.
Ici on a essayé de reprendre le discours; cette proposition est assez simple et donne la possibilité, comme il est dit à l’art. 1, premier alinéa: "I cittadini italiani residenti all’estero o che vi si trovano anche temporaneamente, in possesso dei requisiti prescritti per essere elettori, partecipa-no all’elezione del Parlamento Europeo, della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica, dei Consigli delle Regioni e delle Province autonome ..."
On a mentionné aussi les provinces autonomes, car c’est un projet de loi de l’Etat, qui doit être valable pas seulement pour notre Région, mais aussi pour les autres régions qui ont le même problème, tout particulièrement pour les régions à statut spécial.
Les différentes questions techniques ont été examinées et ont trouvé leur solution à l’art. 2, pour ce qui est des documents nécessaires pour participer au vote.
Je présente un amendement au troisième alinéa de l’art.2, là où on dit: "La domanda deve pervenire al Sindaco improrogabilmente entro il quarantacinquesimo giorno antecedente la data della votazione"; ce n’est pas "quarantacinquesimo" mais "trentacinquesimo". Ceci parce que 45 jours avant on ne peut pas encore le savoir justement pour le fait que c’est le moment où on mêle les affiches de vote.
Pour le restant je crois que la requête est assez claire: c’est un rappel qu’on veut faire au Parlement, afin qu’il puisse finalement décider à ce sujet et donner la possibilité aux citoyens résidents à l’étranger de participer à la vie active du lieu de provenance.
Je crois que même le terme "all’estero" doit etre changé: quel sera demain le sens du mot "estero" par rapport à l’Europe? Là aussi il faudrait un peu aller dans la substance des faits. Tout de même pour le moment ça a encore un sens, compte tenu des démarches qui sont en acte pour prévoir le droit de vote.
Voilà le sens de cette proposition, qui a repris des idées qui ne sont pas tout à fait originelles; c’est un fait constant d’avoir prévu, au moins sollicité qu’il y ait un engagement des personnes qui, pour différentes raisons, ont dû émigrer, ou bien ne sont plus résidentes dans leur pays d’origine. C’est aussi une reconnaissance du fait que les gens qui ont travaillé à l’extérieur pendant des années puissent avoir une liaison étroite et active avec leur propre région d’appartenance et c’est donc dans ce sens qu’on a présenté le projet de loi.
Presidente - E’ aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
Gremmo (UAP) - In occasione dell’incontro degli emigrati valdostani avevo presentato una proposta di legge che era stata articolata in modo da avere il senso di una sollecitazione nei confronti del Parlamento per quanto riguardava i cittadini della Valle, domiciliati all’estero, perchè avessero la possibilità di votare in occasione delle elezioni nostre, attivando le ambasciate e i consolati per permettere questo diritto di voto.
Durante la riunione della I Commissione, cui sono stato invitato per relazionare su questa mia proposta, che era già venuta in aula una volta, ma che io avevo chiesto di ritirare per sentire meglio se c’erano degli ostacoli di tipo giuridico, è arrivata una funzionaria dell’ufficio legale ed ha spiegato che questo Consigliere un po’ distratto, in poche parole, aveva elaborato una proposta affrettata, ma che per fortuna c’era stata subito la Giunta che aveva trovato il modo di elaborare qualcosa che giuridicamente non faceva una grinza. Questo è il "parto" che voterete adesso e a me sembra che, se davvero quello che avevo proposto era migliorabile, era un atteggiamento di considerazione non dico nei miei confronti, perchè so di contare molto poco agli occhi della Giunta, ma della capacità migliorativa del Consiglio in quanto Consiglio, quello di prendere come base quel piccolo sforzo che avevo fatto, agganciandosi a questo per poi unire tutti gli aggiornamenti, i miglioramenti e le integrazioni.
Una cosa analoga era già successa quando mi ero permesso di presentare un modesto ordine del giorno sulla questione della Romania; subito era stato presentato un documento quasi analogo perchè sembrava che non fosse possibile che qualcuno partorisse qualcosa di personale.
Questa proposta, che voi adesso votate, cerca in qualche modo di annullare quello che avevo cercato di proporre, che non sono proprio sicuro fosse così anticostituzionale come qualcuno ha detto. E’ vero che si rivolgeva ai cittadini della Valle d’Aosta e chiedeva una tutela della Valle d’Aosta, ma ha detto anche il Presidente che la possibilità di effettiva acquisizione da parte del Parlamento centrale di questa materia è molto opinabile, comunque in tempi ancora tutti da verificare.
Non ho ritirato la mia proposta, non la ritiro, e credo che essa abbia, al di là del voto che potete esprimere stasera, lo stesso peso politico della vostra proposta, cioè molto poco, sapendo i tempi e l’attenzione del Governo centrale e del Parlamento centrale rispetto a questo tipo di iniziativa.
Sarebbe stato più un segnale di attenzione nei confronti del dialogo, del rapporto Giunta-Consiglio, quello di recepire uno sforzo che era partito dall’aula e non dall’esecutivo.
E’ un modo di procedere legittimo, però chiaramente a me è parso politicamente un tentativo di neutralizzare una iniziativa come la mia che non avrebbe dato fastidio, ma che poteva andare nella direzione che prima dicevo.
Mi rendo conto che da parte di alcune forze politiche c’è la voglia di non tenere conto della mia presenza in questo Consiglio; ho visto che al congresso del PCI (tanto per fare un esempio, ma è giusto che sia così) hanno invitato gli ethnistes che contano come il fante di picche, almeno in questo Consiglio regionale, e non hanno invitato altre forze politiche. Questo è un sistema, ma sono quei sistemi di dialogo di cui uno come me, che ha buona memoria, si ricorda al momento opportuno.
Ricordo al Presidente del Consiglio che la mia proposta di legge non è stata ritirata; gradirò poi che venga portata nei tempi regolamentari in discussione: lì avremo modo di ragionare perchè credo che la discussione la rifaremo in quell’ambito.
Prendo solo atto di questa volontà di non lasciare neanche quel minimo di aggancio; era possibile agganciarsi alla mia proposta, elaborarla meglio, sarebbe stata una cosa fatta in Consiglio che avrebbe dato anche a qualche Consigliere un po’ di fiducia nel rapporto tra Consiglio e Giunta. Mi rammarico solo che questo non ci sia stato.
Presidente - Si passa all’esame dell’articolato. Do lettura dell’articolo 1:
Articolo 1
(Espressione del voto per corrispondenza)
1. I cittadini italiani residenti all’estero o che vi si trovano anche temporaneamente, in possesso dei requisiti prescritti per essere elettori, partecipano all’elezione del Parlamento europeo, della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica, dei consigli delle regioni e delle province autonome, compatibilmente con quanto previsto nei singoli statuti, esprimendo il proprio voto per corrispondenza.
2. Per esercitare il voto, i cittadini di cui al comma 1 devono essere iscritti o reiscritti nelle liste elettorali a norma dell’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223 "Testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali" e successive modificazioni.
3. Gli elettori cancellati dall’anagrafe della popolazione residente dei comuni della Repubblica per emigrazione permanente all’estero sono iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE) conformemente a quanto previsto dalla legge 27 ottobre 1988, n. 470 "Anagrafe e censimento degli italiani all’estero".
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Abbiamo esaminato il disegno di legge proposto dalla Giunta. Dobbiamo dire che l’iniziativa nel suo senso ci trova d’accordo, che però la formulazione ci lascia un po’ perplessi. Abbiamo chiesto una documentazione agli uffici ed abbiamo verificato che la proposta di legge presentata dal Consiglio regionale del Veneto nel giugno 1989 non stabilisce le modalità di votazione, ma demanda poi al Governo di stabilirle. La proposta di legge di iniziativa popolare prevede che queste votazioni non avvengano per corrispondenza, ma avvengano presso gli uffici consolari, presso seggi istituiti con determinate modalità.
Abbiamo verificato che esistono altri disegni di legge del gruppo socialdemocratico e del gruppo missino. Ci è sembrato, per la verità, che questa proposta di legge della Giunta si rifacesse un po’, compresa la questione del 45° giorno, al disegno di legge Tremaglia. Ora, con tutto quello che si può dire, a noi non sembra che rifarsi a questa iniziativa concretamente sia stata la soluzione migliore, perchè il voto per corrispondenza - saremo diffidenti - ci lascia sempre un po’ perplessi. Infatti, ricevere una scheda bianca e metterci sopra un segno, in un paese come quello italiano in cui si hanno a ripetizione episodi di brogli elettorali, ci lascia qualche dubbio. Per questo motivo ci asteniamo su questo disegno di legge.
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 1:
Esito della votazione
Presenti: 27
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 4 (Bajocco, Chenuil, Dolchi e Mafrica)
Il Consiglio approva
Presidente - Do lettura dell’articolo 2:
Articolo 2
(Invio documentazione)
1. Per esprimere il voto per corrispondenza, gli elettori residenti all’estero - per i quali a norma dell’ultimo comma dell’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni è stata annotata nelle liste elettorali tale condizione - ricevono d’ufficio i documenti necessari.
2. Gli elettori che nel giorno della votazione si trovano temporaneamente all’estero possono partecipare alla votazione per corrispondenza purchè facciano pervenire, direttamente ovvero per il tramite delle autorità diplomatiche o consolari, apposita domanda al Sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti.
3. La domanda deve pervenire al Sindaco improrogabilmente entro il quarantacinquesimo giorno antecedente la data della votazione.
4. Qualora la richiesta pervenga oltre al limite di cui al comma 3, il Sindaco provvede, a mezzo di apposita cartolina-avviso, a darne tempestiva comunicazione all’interessato, il quale potrà partecipare al voto solo presentandosi personalmente al seggio nelle cui liste elettorali è iscritto.
Presidente - All’articolo 2 vi è l’emendamento presentato dal Presidente della Giunta, che sostituisce la parola "quarantacinquesimo" con "trentacinquesimo".
Lo pongo in votazione:
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all’unanimità
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 2 nel testo così emendato:
Articolo 2
(Invio documentazione)
1. Per esprimere il voto per corrispondenza, gli elettori residenti all’esteo - per i quali a norma dell’ultimo comma dell’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni è stata annotata nelle liste elettorali tale condizione - ricevono d’ufficio i documenti necessari.
2. Gli elettori che nel giorno della votazione si trovano temporaneamente all’estero possono partecipare alla votazione per corrispondenza purchè facciano pervenire, direttamente ovvero per il tramite delle autorità diplomatiche o consolari, apposita domanda al Sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti.
3. La domanda deve pervenire al Sindaco improrogabilmente entro il trentacinquesimo giorno antecedente la data della votazione.
4. Qualora la richiesta pervenga oltre al limite di cui al comma 3, il Sindaco provvede, a mezzo di apposita cartolina-avviso, a darne tempestiva comunicazione all’interessato, il quale potrà partecipare al voto solo presentandosi personalmente al seggio nelle cui liste elettorali è iscritto.
Esito della votazione.:
Presenti: 26
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 4 (Bajocco, Chenuil, Dolchi e Mafrica)
Il Consiglio approva
Presidente - Do lettura dell’articolo 3:
Articolo 3
(Delega)
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto avente valore di legge ordinaria diretto a disciplinare:
a) l’istituzione, da parte dei comuni, di appositi elenchi degli elettori che votano per corrispondenza;
b) le modalità di svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio;
c) l’istituzione presso ogni ambasciata o consolato, all’atto della indizione delle votazioni, di un apposito ufficio elettorale consolare con il compito di ricevere i plichi contenenti le schede votate e di provvedere al loro inoltro agli appositi uffici postali di smistamento istituiti dall’Amministrazione delle poste;
d) l’istituzione, nei Comuni in cui hanno sede gli uffici elettorali circoscrizionali, di apposite sezioni speciali per le operazioni di spoglio e di scrutinio.
2. Nell’emanazione del decreto di cui al comma 1, il Governo si atterrà ai seguenti principi:
a) i plichi contenenti le schede votate devono pervenire all’ufficio elettorale consolare non oltre il ventesimo giorno antecedente il primo giorno, o il giorno, fissato per la votazione;
b) i plichi devono pervenire alle competenti sezioni speciali non meno di due ore prima del termine fissato per la chiusura delle votazioni nelle sezioni elettorali.
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 3:
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 4 (Bajocco, Chenuil, Dolchi e Mafrica)
Il Consiglio approva
Presidente - Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (MSI) - Brevemente per dichiarazione di voto. Naturalmente dichiaro voto favorevole a questo disegno di legge, anche perchè sono anni che l’ MSI si batte in Parlamento e in tutte le sedi a livello regionale, locale e nazionale, per dare la possibilità agli italiani residenti all’estero, ai nostri emigrati, di poter esprimere un loro diritto, che è il diritto di voto.
Quindi oggi siamo fieri che da parte della Giunta, della maggioranza ci sia questa proposta di legge. Una proposta di legge che a mio avviso serve ad indicare e sollecitare il nostro Governo e il nostro Parlamento a legiferare in materia, a portare avanti questo problema che è molto sentito dalla nostra comunità che risiede all’estero.
Però volevo fare una osservazione, per evidenziare l’atteggiamento a volte contraddittorio di alcune forze politiche nazionali, che a livello di governo hanno la possibilità nel Parlamento nazionale di portare avanti questa legge, di portare a soluzione questo enorme problema che va incontro alle legittime richieste dei nostri emigrati. Nel momento in cui a livello locale, a livello regionale, queste forze politiche votano a favore di questa legge, poi nel Parlamento per diverso tempo hanno impedito che le proposte portate avanti dall’ MSI potessero avere attuazione, su un problema di questa importanza, non su un problema di carattere ideologico. Ed a questo proposito - senza voler prendere le difese di nessuno - vorrei rilevare anche l’atteggiamento da parte della Giunta che, nel momento in cui un Consigliere regionale presenta una proposta di legge, subito cerca di bloccare quella legge, presentando un analogo provvedimento. Questo ritengo non sia corretto; ognuno di noi qui deve poter esprimere le proprie opinioni liberamente, democraticamente, come si è fatto e come si fa, però soprattutto non bisogna penalizzare quella che è la volontà da parte delle varie forze politiche, dei vari raggruppamenti, quelle che sono delle legittime richieste e dei legittimi provvedimenti. Quindi non vanno penalizzate soprattutto la volontà e la capacità di ogni singolo Consigliere di poter portare all’attenzione di tutti quelle che sono delle legittime richieste.
In questa ottica e compiacendomi della volontà da parte della stragrande maggioranza di votare questo disegno di legge, siamo favorevoli, ma mi auguro che le forze nazionali a livello governativo e a livello parlamentare si comportino allo stesso modo, perchè sarebbe imperdonabile votare questo provvedimento in quest’aula e poi le stesse forze politiche a livello parlamentare bloccarlo e non dare attuazione ad una legittima richiesta dei nostri emigrati all’estero.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - A titolo personale ed anche del mio partito, esprimo parere favorevole ed apprezzamento per la proposta di legge oggetto di discussione.
E’ un modo civilissimo di voler riconoscere ai nostri cittadini il diritto di esprimere la loro volontà, il loro diritto di partecipare alla vita politica e amministrativa della loro terra natia.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - J’ai entendu de la part de M.Mafrica rappeler les différents projets de loi; j’ai ici les propositions qui, je répète, datent de 1982, 1986, 1987. Pour ce qui est de la loi de la Région Veneto, qui d’après ce que j’ai compris donnerait l’idée d’avoir des différences et par conséquent le Groupe s’abstient pour le fait qu’ici on a délégué au Gouvernement central et au contraire là on a fixé les modalités, je voudrais en même temps rappeler que le projet de loi de la Région Veneto ne prévoit que la participation "all’elezione della Camera dei Deputati e del Senato", et non pas la participation au vote pour l’élection régionale, ce qui est une différence importante. Alors, c’est ça qu’il faudrait marquer: si on a la volonté de faire participer aussi aux élections régionales ou non. Compte tenu du fait qu’en tant que Vallée d’Aoste on a une série d’émigrés qui ont la volonté de participer d’une façon active à la vie politique régionale, voilà le sens et la différence entre notre projet de loi et celui dont parlait M.Mafrica.
En plus, pour ce qui est du projet de loi présenté par M.Gremmo, qui n’est pas là, donc c’est difficile de faire un dialogue, la proposition de loi qu’on a présentée ne voulait pas stopper la proposition de loi de quelqu’un d’autre. C’est que la proposition de loi présentée de la part de M.Gremmo avait toute une série de problèmes au niveau de rapport constitutionnel qui n’étaient pas acceptables. Par la suite on a, en tant Junte, présenté ce projet de loi, en suivant les indications qu’on avait reçues aussi de la part des émigrés, compte tenu des interventions faites au moment de la rencontre avec l’émigration valdôtaine.
Si on voulait en discuter ensemble, on était tout à fait disponible; mais ce n’est pas pour arrêter le projet de quelqu’un d’autre, c’est pour maintenir un engagement que nous avions pris. Et alors là, je répète, il y a toute une série de remarques par rapport au projet de loi qui avait été présenté qui étaient inconcevables et on ne pouvait pas présenter un projet qui avait dès le début toute une série de difficultés au point de vue de la préparation du projet même. Le problème c’était d’en discuter ensemble et c’était l’occasion pour le faire, malheureusement je ne peux répondre à qui est absent.
Le projet de loi va dans la direction de rappeler un engagement qu’aussi le Gouvernement et le Parlement avaient pris; alors c’est une sollicitation et après il y aura le débat au niveau de Parlement et on pourra modifier et intégrer, mais le sens est de prévoir un rappel sérieux au Parlement.
Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso:
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 22
Favorevoli: 22
Astenuti: 4 (Bajocco, Chenuil, Dolchi e Mafrica)
Il Consiglio approva
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