Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3549 del 8 luglio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3549/IX Valutazione sulla situazione produttiva ed occupazionale nello stabilimento Cogne di Aosta. (Interrogazione)

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dai consiglieri Beneforti, Limonet e Ricco:

Interrogazione Ricordati i contenuti della Risoluzione presentata dall'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato al Consiglio regionale nella seduta straordinaria convocata il 4 maggio u.s. per compiere una valutazione sulla situazione produttiva ed occupazionale nello stabilimento Cogne di Aosta;

i sottoscritti consiglieri regionali

interrogano

l'Assessore competente per conoscere:

1) i tempi entro i quali sarà presentata al Consiglio la proposta operativa per "il riposizionamento strategico dell'azienda ILVA-Cogne nell'ambito della produzione e del mercato siderurgico nazionale"

2) quali iniziative sono state assunte nel frattempo per respingere fermamente la logica aziendale incentrata sui tagli occupazionali e la smobilitazione delle risorse umane.

Si dà atto che dalle ore 9,56 presiede il Vicepresidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS)L'interrogazione chiede i tempi entro i quali sarà presentata al Consiglio la proposta operativa per il riposizionamento strategico dell'azienda ILVA-Cogne e quali iniziative sono state assunte nel frattempo.

Credo di dover dire innanzitutto, anche rispondendo indirettamente ad osservazioni polemiche nate in questo mese, che la questione Cogne è affrontata con determinazione dalla Giunta regionale.

Proprio mentre venivano accuse di inerzia, due fatti importanti si stavano sviluppando: da un lato la richiesta dei parlamentari valdostani di una presa di posizione da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, dall'altra l'incontro con l'Amministratore delegato dell'ILVA Gambardella, svoltosi a Roma il 2 luglio alla presenza del Presidente della Giunta, dell'onorevole Caveri e dell'Assessore all'Industria.

L'incontro con i vertici dell'ILVA è stato affrontato ponendo in modo complessivo tutte le questioni che riguardano l'ILVA-Cogne e lo stabilimento aostano. Si è chiesto che non si discutesse separatamente di stabilimento, di aree e di centrali, ma che i tre argomenti venissero visti insieme.

Si è chiesto che ci fosse da parte dell'ILVA una disponibilità ad un confronto ravvicinato e complessivo.

Su questo terreno sono stati presi degli impegni per avere entro luglio un incontro in Valle d'Aosta, con la presenza dell'ingegner Gambardella ed entro settembre un accordo complessivo tra Regione ed ILVA, in merito al futuro dello stabilimento.

In quell'occasione si è anche discusso della possibilità di accordi con privati interessati al progetto industriale.

Questo è un punto significativo, perché l'interesse ad un accordo è evidente, però deve avvenire per il rilancio della produzione e per il risanamento dello stabilimento e non finalizzato prevalentemente ad intese di altro tipo.

Poiché la Regione Valle d'Aosta rispetto a questi processi ha fondamentalmente tre punti di intervento quali il rispetto delle sue competenze, la possibilità di determinare la destinazione delle aree e la possibilità di intervenire con un sostegno di tipo finanziario, è chiaro che l'intervento della Regione deve essere fatto se ci sono garanzie che esso sia finalizzato a questo risanamento economico-industriale.

In questo senso lo studio Booz Allen, che sta valutando le possibilità operative di avere una proposta di risanamento, fondata sulla possibile competitività dell'azienda in base a ristrutturazioni valutate nei costi e nei tempi, ha presentato un primo rapporto il 30 giugno ed entro luglio si riserva di consegnare il lavoro completo. Questo studio servirà alla Regione per l'accordo complessivo, che si potrebbe raggiungere con l'ILVA entro il mese di settembre.

Nel prossimo Consiglio presenteremo una risoluzione, contenente gli indirizzi già concordati con il gruppo di lavoro e saranno portati alla discussione del Consiglio gli indirizzi, da considerare quali presupposto al prosieguo delle trattative con l'ILVA.

PresidenteHa chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC)Devo dire che non sono affatto soddisfatto della risposta pervenutaci dall'Assessore all'Industria.

Credo che un problema come quello della Cogne non possa essere trattato con tanta superficialità.

Occorre, caro Assessore, che il Consiglio regionale, i lavoratori, la collettività valdostana conoscano sia le linee, sia le strategie, che si intendono seguire per salvare l'occupazione e mantenere nella nostra regione il capitale pubblico nel settore siderurgico.

Oggi, a distanza di due mesi da quel famoso 4 maggio 1992, dall'adunanza straordinaria del Consiglio, sono stati disattesi gli impegni assunti in quella sede, i quali prevedevano la presentazione di una proposta entro sessanta giorni. Non solo il gruppo di lavoro non ha operato e messo in atto il mandato ricevuto, non solo non è stata presentata un'analisi della situazione occupazionale e produttiva, come è stato richiesto precedentemente dall'interpellanza e oggi anche dall'interrogazione, ma non siete stati nemmeno capaci di tutelare il numero dei pre-pensionamenti che era stato assegnato alla Regione Valle d'Aosta.

Mi pare che con il vostro comportamento avete dato la dimostrazione più che evidente che non esisteva e non esiste la volontà di dare un futuro alla massima azienda valdostana.

Signor Presidente, lei, con il gruppo dell'Union Valdôtaine, ha accusato la precedente Giunta di incapacità a risolvere i problemi della Cogne.

Qui c'è un volantino, che avete distribuito alla Cogne il 2 aprile del 1992, dove impegnavate il Consiglio regionale a dedicare una seduta e chiedevate all'Assessore in carica e alla Giunta, di presentare immediatamente un piano per salvare la situazione della Cogne. Avete inventato il gruppo di lavoro per dare maggiore peso e apporto alle idee della minoranza, tant'è vero che in questa commissione erano entrati lei e l'attuale Assessore all'Agricoltura.

lei, Assessore Mafrica, che doveva uscire dal guado in cui si era venuto a trovare con la Giunta Bondaz, in modo da affrontare il problema con un Governo regionale più forte, autonomista, non legato alla partitocrazia e capace di affrontare i problemi occupazionali, che cosa ha fatto?

Non è sufficiente l'incontro con Gambardella e tanto meno è credibile concordare oggi, che ogni decisione deve essere presa insieme, quando le decisioni sono già state prese tutte, vista la situazione in cui si trova la Cogne.

Si legge sui giornali di un miglioramento economico della società, ma se ciò è vero, a quale prezzo è arrivato? E' ricaduto sull'economia e sull'occupazione della Valle d'Aosta.

Voglio sapere a questo punto come direte alle organizzazioni sindacali, ai cittadini valdostani, che qualcosa sta cambiando! Ma che cosa? Che avete portato a termine gli impegni che vi siete assunti? Ma quali progetti avete presentato?

Il 2 aprile avete distribuito ai lavoratori della Cogne un volantino con il quale vi impegnavate. Quegli impegni non sono stati certamente rispettati.

Il 7 maggio su "Le Peuple Valdôtain" vi vantavate di aver dimostrato l'incapacità dell'Assessore Mafrica ad affrontare il problema della Cogne e avete presentato una mozione in cui dicevate che la maggioranza aveva accettato la mozione della minoranza e che davate le aspettative di affrontare e risolvere con quel gruppo di lavoro i problemi della Cogne. Quali risultati ha avuto questo?

Nelle dichiarazioni programmatiche della nuova maggioranza, il Presidente Lanivi affermava che entro il mese di luglio avrebbe presentato al Consiglio un progetto per il futuro della Cogne. Oggi sento parlare di settembre.

Mi auguro che le organizzazioni sindacali, i lavoratori e la gente valdostana, a cui tanto ci si richiama, sappiano rispondere come devono ed in particolare che le organizzazioni sindacali si ricordino che le manifestazioni, le proteste, gli scioperi non devono avvenire soltanto a seconda di chi è al potere del Governo regionale.

Tanto meno si devono far illudere da promesse tendenti a superare con tranquillità il momento elettorale, come accadde nel 1988, in occasione delle elezioni regionali. Allora fu sottoscritto il piano IRI-Regione con i risultati che abbiamo avuto e che ognuno di noi conosce.

Oggi magari si intende accreditare nella gente, che esiste una schiarita nei rapporti Regione-ILVA.

Infatti nel comunicato emesso dalla Giunta e che ho letto su "La Vallée", si afferma che si è nuovamente stabilito un clima di dialogo, il quale ha permesso di affrontare con serenità i problemi dell'insediamento industriale.

Ho l'impressione che si voglia ripercorrere la stessa strada.

Ma a quale clima ci si vuole riferire? A quello dell'accordo IRI-Regione con i risultati che ha dato oggi? Come può essere cambiato il clima, quando a trattare è sempre lei, Assessore Mafrica? Perché è cambiato questo clima? Questo ce lo deve spiegare, perché è lei che ha trattato.

Com'è poi possibile pensare di risolvere i grossi problemi occupazionali e produttivi solo con il cambiamento del metodo della trattativa con il signor Gambardella?

Noi abbiamo tutti rispetto nei confronti del dottor Gambardella, ma i problemi della siderurgia nel nostro Paese e in Valle d'Aosta, non si possono certamente affrontare e risolvere con un amministratore delegato, che fino ad oggi ha avuto solo il compito ed il mandato di ridurre la produzione e le unità lavorative nella azienda Cogne, o di vendere il prodotto a sottocosto, così come viene accusato dalle aziende americane, le quali sostengono che la maggior parte dei grandi concorrenti europei e giapponesi vendono sul loro mercato sottocosto, sono sostenuti da indebiti sussidi statali e chiedono l'applicazione di dazi doganali.

Tra le ottantaquattro aziende incriminate vengono indicate anche l'ILVA e la Falk. Questo signore, che dovrebbe essere il nostro dirimpettaio, sta facendo questo all'estero.

Caro Assessore, caro Presidente occorre giungere al Governo e al Parlamento ed in tal senso credo che i nostri parlamentari possano giocare un ruolo importante.

Occorre che il nodo Cogne sia sciolto senza ambiguità e promesse elettorali, ma con realtà e trasparenza. Non si possono attendere le visite del Signor Gambardella in Valle d'Aosta.

Ho letto su questo comunicato, senza che venisse smentito, che per approfondire i temi di discussione, l'ingegner Gambardella ha manifestato l'intenzione di venire in Valle, bontà sua, dopo una lunga assenza, nella seconda quindicina di luglio.

Sottolineo ha manifestato una sua volontà, non perché gli è stato chiesto di venire in quanto la regione ha un ruolo da svolgere. Impegno e dichiarazioni di buona volontà oggi non sono più sufficienti.

Occorre operare in modo da dare all'azienda un struttura organizzata, capace di portare avanti una corretta gestione e realizzare un programma produttivo nell'ambito del settore siderurgico nazionale.

Occorre tener presente che la salvezza della Cogne non sta nel privato ma nel pubblico.

Per quanto ci riguarda continueremo a seguire il problema molto da vicino. Per il prossimo Consiglio, abbiamo presentato una mozione e vi abbiamo chiesto nuovamente la convocazione di un Consiglio straordinario entro luglio, in modo da definire le linee e le prospettive che si debbono dare alla nazionale Cogne.

Se volete disattendere anche questi impegni nei confronti della collettività, diremo alla collettività la nostra e la vostra posizione.

Président Je tiens à rappeler que l'article 95 dit que le temps de parole accordé pour ces déclarations est de cinq minutes .