Oggetto del Consiglio n. 3029 del 22 gennaio 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3029/IX Petizione per la costituzione di un diritto di superficie nella futura struttura autoportuale della Valle d'Aosta a favore della ditta che gestisce il bar-ristorante "Eco".
Presidente Do lettura della petizione.
Petizione I sottoscritti titolari e dipendenti del Bar-Ristorante "ECO" di Brissogne rivolgono al Consiglio regionale la seguente petizione affinchè siano adottati i provvedimenti di competenza regionale che saranno ritenuti necessari.
Si premette che in forza di deliberazione del Consiglio comunale di Brissogne n. 78 del 16.12.1981 la signora Silvia Machet ha ottenuto in concessione l'uso di suolo pubblico, in prossimità dell'Autoporto della Valle d'Aosta, su un'area contraddistinta al F1, mappali 1/parte e 3/parte.
La durata del diritto concesso alla signora Machet era di nove anni, tacitamente rinnovabili ove non fosse giunta disdetta nel termine prefissato.
Prima del termine contrattualmente stabilito, il terreno oggetto di concessione, su cui è stato costituito con orari rilevantissimi uno chalet in legno dotato di tutti i servizi, ha fatto oggetto di espropriazione per la realizzazione dell'autostrada Aosta Est-Aosta Centro (Pont Suaz) con decreto del Ministro dei LL.PP.
Nel settembre dello scorso anno la titolare del Bar-Ristorante "ECO" rivolgeva istanza al Presidente della Giunta regionale affinchè fosse individuata un'area alternativa su cui trasferire l'attività in corso, attività apprezzata dalla numerosa clientela costituita prevalentemente da autotrasportatori.
Rispondendo all'istanza, il Presidente della Giunta regionale rilevava come non fosse possibile, per il momento, individuare un'area su cui trasferire l'esercizio pubblico, essendo i progetti in corso ancora oggetto di ripetute varianti. Lo stesso Presidente peraltro assumeva l'impegno "appena sarà in possesso del piano di fattibilità definitivo, (di) individuare di comune accordo l'area in questione sulla quale costituire il diritto di superficie (lett.2 Novembre 1990).
A molti mesi di distanza, e con le ruspe che ormai già operano sul terreno oggetto della concessione, il ristorante-bar "ECO" non ha ancora potuto essere trasferito in altra sede e rischia di vedere totalmente compromesso il proprio considerevole sforzo economico e lavorativo volto a conseguire un utile avviamento.
Da un lato risulta impossibile continuare ad operare nei locali di esercizio oggetto della procedura espropriativa, dall'altro non è ancora nemmeno stata identificata con certezza un'area in cui possa essere ripresa in un prossimo futuro l'attività.
Per questi motivi, i sottoscritti si rivolgono al Consiglio regionale della Valle d'Aosta affinchè, nell'esercizio dei suoi poteri, confermi l'impegno a costituire un diritto di superficie nella futura struttura autoportuale della valle d'Aosta a favore della ditta che attualmente gestisce il Bar-Ristorante "ECO", stabilendo altresì termini precisi per l'esecuzione di tale impegno onde consentire con certezza le riprese dell'attività lavorativa e la riassunzione del personale dipendente.
Con osservanza. Aosta, 18 ottobre 1991."
Il Presidente della Giunta ha chiesto di parlare.
Bondaz (DC) Per rispondere adeguatamente a questa petizione credo che, in via preliminare, sia necessario precisare la natura del contratto che è stato stipulato tra la signora Machet Silvia e il Comune di Brissogne. Il Consiglio comunale di Brissogne, con deliberazione n. 78 in data 16 dicembre 1981, ha concesso in godimento temporaneo alla signora Machet Silvia, per la durata di nove anni, un appezzamento di terreno della superficie complessiva di mq. 3987. Con lo stesso provvedimento il Comune stabiliva che al termine della concessione, 28 febbraio 1991, l'area doveva essere ripristinata con esclusione delle opere di urbanizzazione primaria. In attuazione della deliberazione sopracitata, veniva stipulata la scrittura privata di concessione in data 1° marzo 1982.
L'Amministrazione regionale, con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 817 in data 10 luglio 1989, ha espropriato i terreni sui quali sorgeva la struttura precaria. Pur essendo previsto nel contratto di scrittura privata l'obbligo di dare disdetta sei mesi prima della scadenza della concessione, la Regione e la società SAV, per tuziorismo, hanno inviato alla signora Machet la lettera di disdetta.
Conseguentemente la signora Machet avrebbe dovuto rimuovere la struttura in data 28 febbraio 1991 senza nulla pretendere. La società SAV, concessionaria del tronco autostradale, e la società esecutrice dell'opera hanno finora tollerato la presenza della struttura, sulla quale è prevista la realizzazione dell'autostrada. Pertanto, a giudizio degli uffici, sono infondate le pretese della signora Machet di non rimuovere la struttura.
Per quanto attiene specificatamente alla richiesta di un'area di terreno sulla quale costituire diritto di superficie a favore della signora Machet si evidenziaquanto segue. Con istanza 18 settembre 1990, la signora Machet ha richiesto all'Amministrazione regionale di avere in concessione un'area nella zona dell'autoporto sulla quale trasferire la struttura già adibita a bar. La Presidenza della Giunta regionale, con nota 2 novembre 1990, informava l'interessata che l'Amministrazione regionale non era in grado di individuare un'area, nella zona interessata, sulla quale costituire un diritto di superficie, in quanto l'intero territorio espropriato al Comune di Brissogne è oggetto di un piano di fattibilità per la collocazione di diverse infrastrutture tra le quali si ricordava il depuratore, il compattatore, lo svincolo autostradale, la viabilità regionale al servizio dell'Autoporto, nonché il nuovo svincolo per l'accesso alla strada statale del Gran San Bernardo.
I progetti delle opere sopracitate a tutt'oggi sono ancora oggetto di riesame e di varianti e, conseguentemente, la SAV, concessionaria del tronco autostradale in argomento, non ha ancora emesso i provvedimenti di espropriazione nei confronti della Regione che è tuttora proprietaria dei terreni. Ne consegue che allo stato attuale non esistono i presupposti per individuare un'area sulla quale costituire un diritto di superficie a favore di terzi. L'individuazione di un'eventuale area non potrà avvenire prima dell'ultimazione del tronco autostradale in fase di realizzazione, nonché della definizione dei vincoli di rispetto della rete autostradale e dei vincoli di viabilità delle zone autoportuali.
Aggiungo che la richiesta di un terreno diversificato per inserire la struttura che oggi è di proprietà della signora Machet, in zona diversa sarebbe anche possibile, ma a quanto ci risulta - almeno così ci dicono gli uffici - la signora Machet non intende avere un'area in zona diversa, intende avere un'area in quella zona. In quella zona, obiettivamente, è impossibile adesso indicare quale luogo potrebbe essere utilizzato per questa nuova struttura.
Nulla potrà vietare all'Amministrazione, nell'interno dello svincolo dove si stanno studiando le infrastrutture che dovranno seguire all'apertura dell'autostrada, di prevedere la possibilità - ma a tempi evidentemente non immediati - di una struttura similare a quella che oggi è di proprietà della signora Machet, ma in questo momento nè l'Amministrazione regionale, nè il Comune di Brissogne, nè tanto meno la SAV, hanno la possibilità di individuare di un'area in quella zona, perché obiettivamente non si sanno ancora esattamente quali sono e dove passeranno le strade con tutti gli annessi ed i connessi della costruzione di un'autostrada. Quindi impegnare l'Amministrazione per una cosa di questo genere in questo momento è assolutamente impossibile.
C'è peraltro, da parte dell'Amministrazione, la sensibilità per cercare, se la signora Machet sarà d'accordo, di trovare una soluzione diversificata, cioè in area diversa da quella di oggi, in una zona completamente diversa. Se questo sarà possibile l'Amministrazione verrà sicuramente incontro alla signora Machet, in un altro modo; in questo momento, l'Amministrazione non ha la possibilità di trovare soluzioni in zona.
Presidente I Consiglieri intendono intervenire? Se nessuno chiede la parola, penso che possiamo prendere atto della petizione.
