Oggetto del Consiglio n. 954 del 18 dicembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 954/IX - Abolizione del visto per l'ingresso di cittadini italiani negli Stati Uniti d'America. (Approvazione di mozione).
Presidente - Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco, Dolchi, Tonino e Chenuil:
MOZIONE
Verificato che da alcuni mesi non è più richiesto ai cittadini italiani di farsi rilasciare un visto per l'in-gresso negli Stati Uniti d'America, a meno che non si tratti di appartenenti ad alcune "categorie";
constatato che tra le "categorie" a cui a richiesto il visto rientrano "persone che siano iscritte o lo siano state in passato a determinate organizzazioni, comprese quelle comuniste";
ritenuto che la normativa citata rappresenti una discriminazione inaccettabile nei confronti di cittadini italiani ai quali la Costituzione riconosce diritti pieni di libertà politica;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
sottolinea
l'assurdità della discriminazione esercitata dagli USA nei confronti dei cittadini che sono stati o sono iscritti al Partito comunista italiano;
invita
il Governo a prendere tutte le iniziative idonee ad eli-minare una procedura vessatoria e contraria allo spirito della Costituzione italiana;
delibera
di inviare copia della presente risoluzione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per gli Affari esteri ed ai capigruppo parlamentari del Senato e della Camera.
Presidente - Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.
Bajocco (PCI) - Signor Presidente, signori Consiglieri, non avrei mai pensato di arrivare in Consiglio regionale, proporre una mozione per avere un visto per recarsi in un paese molto democratico.
In questi mesi le frontiere dei paesi dell'Est si sono aperte e la gente esce e rientra, mentre rispetto al nostro, che è un paese molto democratico, vi è una forte discriminazione nei confronti del Partito Comunista. Ho avuto occasione di recarmi in America per conto dell'Amministrazione regionale, per andare a visitare i parchi e, con sorpresa dei miei colleghi, per poter ottenere il visto ho dovuto fare 400 km., presentarmi dall'ambasciatore, farmi vedere con atteggiamento severo, perchè forse ero una persona diversa dalla persona stessa dell'ambasciatore o dal personale che vi era attorno.
Queste sono cose che dispiacciono, siamo nel 1990, siamo ormai all'apertura di tutte le frontiere, anzi anche l'America vuole entrare nella grande Europa, e ci meraviglia che oggi dobbiamo discutere di una cosa di tale portata.
Vi voglio raccontare un piccolo episodio. Sono dovuto andare a Milano, compilare un foglio; prima mi hanno detto: "Lo legga attentamente", e io l'ho letto attentamente. Dovevo rispondere con un sì o con un no se facevo parte del Partito Comunista. E allora ho fatto la croce, sono andato allo sportello dove l'impiegata mi guarda e mi dà un altro foglio in bianco da compilare di nuovo. Ho spiegato che avevo già compilato un foglio analogo, ma l'impiegata ha insistito. Avrebbero voluto che dicessi che non sono più militante iscritto in questo glorioso Partito Comunista, avrebbero voluto che scrivessi che non faccio parte di nessun organismo di questo glorioso Partito Comunista, invece io ho fatto le croci su tutto e alla fine ho consegnato il foglio.
La stessa sorte è toccata ad un signore dopo di me, il quale non aveva risposto alla domanda sull'appartenenza o meno al Partito Comunista, anche perchè è scritta molto piccola. L'impiegata ha controllato il foglio, ha constatato che tutto andava bene e gli ha chiesto: "Ma perchè è venuto"?
L'ho informato: "Guarda che se sei iscritto al Partito Comunista, devi fare la croce sul sì". Allora questo signore ha detto: "Ma io sono iscritto al Partito Comunista!" ed ha fatto la croce sul si. Così abbiamo ottenuto il visto.
Questa mozione ha solo lo scopo di invitare il nostro governo a far ripensare il governo americano che i comunisti italiani e i comunisti del mondo sono dei liberi cittadini come tutti gli altri cittadini di altri partiti e di altri movimenti.
Per questo invito il Consiglio a votare questa mozione che verrà inviata ai vari organismi competenti.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (MSI) - Vorrei fare una piccola considerazione. Concordo pienamente con la giusta, legittima, democratica richiesta del Consigliere Bajocco, perchè non ritengo accettabili sul piano democratico questi atteggiamenti di discriminazione.
Però voglio ricordare a tutti quanti un detto della Bibbia, secondo il quale sovente si vede la pagliuzza nell'occhio del vicino, ma non si vede invece la trave che si ha nel proprio occhio.
Questo per dire che è vero il concetto di libertà, di democrazia, di circolazione delle idee, di possibilità per ognuno di noi di poter esprimere democraticamente e liberamente le proprie opinioni, però permettetemi di ricordarvi che in Italia, dove ormai da quarantacinque anni vige la democrazia, noi che rappresentiamo il Movimento Sociale Italiano, un partito che ha accettato le regole della democrazia, malgrado questo siamo in parte emarginati, in parte ghettizzati, in parte isolati.
La prova qual è? E' elementare: nei congressi che si svolgono democraticamente da parte di tutte le forze politiche nella nostra regione c'è una discriminazione ideologica nei confronti dell'MSI.
Quindi, al di là di questi aspetti di principio, che condivido, bisogna avere il coraggio di applicare i concetti di democraticità. E' inutile parlare di democrazia, quando poi nel nostro piccolo esistono le discriminazioni di altre forze politiche.
Volevo solo fare questa breve osservazione perchè ritenevo giusto, nel momento in cui elenchiamo questi principi, che sono universali e condivisi da tutti, sottolineare che nel nostro piccolo dobbiamo cercare di eliminare quelle discriminazioni che ancora purtroppo fra di noi esistono.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.
Perrin (UV) - Justement face à la Constitution nous sommes tous égaux au delà de nos idées politiques, de la race, de la religion que nous pouvons embrasser, et donc je crois que le Conseil ne peut que voter favorablement cette motion.
Un petit problème se posera à l'avenir, puisque, à travers le changement du nom du Parti Communiste, M.Bajocco n'aura plus besoin de se déclarer communiste.
Presidente - Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Esito della votazione:
Presenti, Votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità
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