Oggetto del Consiglio n. 903 del 11 dicembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 903/IX - PROVA DI ACCERTAMENTO AL TERMINE DEL CORSO DI ADDESTRAMENTO LINGUISTICO PER IL PERSONALE DOCENTE DELLA SCUOLA. (Interpellanza)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 10 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
PREMESSO che la legge regionale 22 novembre 1988, n. 63, concernente la disciplina dell'attribuzione dell'indennità di bilinguismo al personale docente della scuola prevede l'organizzazione di un corso di addestramento linguistico, con accertamento finale della piena conoscenza della lingua francese, per il personale che non abbia superato l'accertamento della piena conoscenza del francese in un'apposita sessione straordinaria;
APPRESO che al corso di addestramento si sono iscritti dodici insegnanti;
APPRESO altresì che l'Assessore alla Pubblica Istruzione, con ordinanza del 3 novembre 1985, ha stabilito che la prova di accertamento al termine del corso consisterà "in una prova scritta ed in una prova orale"
RILEVATO che tale decisione determina un’assurda diversità fra l'accertamento nella sessione straordinaria (solo orale) e quello al termine del corso di addestramento (scritto ed orale);
SOTTOLINEATO che le Organizzazioni sindacali della scuola (CGIL-CISL-SAVT-SNALS), che, in base alla citata legge regionale, dovevano essere sentite prima della emanazione dell’ordinanza dell'Assessore, hanno richiesto "che la prova finale consista in una prova orale, in coerenza con quanto previsto per la prova straordinaria ed in analogia con quanto avvenuto per le altre categorie del Pubblico Impiego (vedi USL)";
il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
la Giunta regionale per sapere:
1) se la prova di accertamento al termine del corso di addestramento linguistico per i dipendenti dell'USL e della Regione consiste in prova scritta od orale o solo orale;
2) per quale motivo per il personale docente della scuola si prefigura un accertamento al termine del corso di addestramento diverso da quello effettuato durante la sessione straordinaria;
3) per quale motivo nella stesura definitiva dell'Ordinanza dell'Assessore alla Pubblica Istruzione non si è tenuto conto delle legittime richieste delle organizzazioni sindacali della scuola;
4) se non si ritiene opportuno un riesame nelle apposite sedi del Consiglio regionale di un provvedimento che risulta inaccettabile nella sua formulazione ed assurdamente discriminatorio nei suoi effetti pratici.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Si tratta di una questione che non coinvolge molti docenti della scuola, ma solo 12 insegnanti, però ha un aspetto importante e delicato, che, di riflesso, concerne anche altri lavoratori del pubblico impiego. La questione verte sulle modalità di verifica dell'accertamento della conoscenza della lingua francese per l'erogazione della cosiddetta "indennità di bilinguismo"
Com'è noto, il Consiglio regionale, con due provvedimenti di legge, ha previsto la possibilità per i dipendenti pubblici, per i dipendenti regionali e per i dipendenti della scuola, di avere questa indennità di bilinguismo, subordinandola ad una verifica della piena conoscenza della lingua francese, da espletarsi attraverso una sessione d'esame straordinaria. Tale esame consisteva nel superamento di una prova orale, che doveva accertare la piena conoscenza della lingua francese.
La legge prevedeva che chi non avrebbe superato la prova nella sessione straordinaria, avrebbe potuto frequentare un corso di addestramento per imparare meglio la lingua francese, al termine del quale avrebbe dovuto sostenere una ulteriore verifica. Dopodiché, anche questi lavoratori, una volta superata tale verifica suppletiva, avrebbero potuto beneficiare dell'indennità di bilinguismo. La cosa del resto sta già avvenendo anche in altri comparti del pubblico impiego, nonché nell'USL. Adesso sono partiti anche i corsi di addestramento per gli insegnanti che non avevano superato la prova straordinaria.
Il motivo di questa interpellanza da individuare nel fatto che, con una ordinanza dell'Assessore alla Pubblica Istruzione del 3 novembre 1985, è stato stabilito che la prova di accertamento al termine di questo corso di addestramento consisterebbe in una prova scritta ed in una prova orale. Cioè l'accertamento finale non sarebbe più soltanto orale, come è avvenuto per la maggior parte degli insegnanti, ma sia scritto sia orale, creando così una situazione di difformità, rispetto ad un trattamento generale, che ci lascia piuttosto sorpresi e che ha suscitato una reazione negativa da parte di tutte le organizzazioni sindacali della scuola, le quali si sono chieste come mai, al termine di un corso di addestramento che sostanzialmente è la prosecuzione della precedente sessione straordinaria di esame, si voglia introdurre un meccanismo diverso da quello che aveva funzionato nella sessione straordinaria.
Ci risulta tra l'altro (e di questo chiediamo anche conferma all'Assessore) che, ad esempio, nell'USL questi corsi di addestramento sono già stati fatti o sono ancora in corso e che alla fine sia prevista o è stata comunque già realizzata una prova soltanto orale per l'accertamento della conoscenza della lingua francese. Se così fosse, si creerebbe una significativa situazione di disparità di trattamento per quella parte esigua di personale docente della scuola, che deve essere comunque tutelata.
Da qui discende questa interpellanza, che è stata presentata appunto per capire come stanno realmente le cose e per modificare - se possibile e come noi chiediamo - questa impostazione, in modo che al termine del corso di addestramento sia mantenuta una prova soltanto orale per l'accertamento della conoscenza della lingua francese, così come tale prova è stata soltanto orale, al termine della prova straordinaria, per tutti gli insegnanti che l'hanno dovuta sostenere a suo tempo.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Viérin; ne ha facoltà.
VIERIN (UV):L'arrêté du 3 novembre 1989, auquel M. Riccarand fait référence, a été promulgué sur la base des considérations suivantes.
Tout d'abord les dispositions établies par le décret du Président du Conseil des Ministres du mois de mai 1988. Ce décret, à l'article 2, établit que, à compter de sa date d’entrée en vigueur, la vérification de la connaissance de la langue française doit être faite en fonction des encadrements du personnel; c'est-à-dire, pour un certain grade, a une vérification exclusivement orale, pour d'autres grades, voire l'encadrement des enseignants, une vérification écrite et orale.
Ensuite l’accord entre l'Assesseur régional à l'Instruction Publique et les organisations syndicales de l'école, CGIL, CISL, SISM, SAVT et UIL, sur les modalités de vérification extraordinaire et de soutenance de l'examen final des cours d'instruction linguistique, avenant au projet de loi portant: "Réglementation de l'attribution de la prime de bilinguisme au personnel d'inspection, de direction, enseignants et éducateurs des établissements scolaires dépendant de la Région Autonome Vallée d'Aoste". Cet accord, pour ce qui est de la vérification extraordinaire, prévoit une session d'examens qui soit se dérouler selon les modalités prévues par le protocole d'entente, entre le Président du Gouvernement régional et les organisations syndicales, pour le personnel appartenant à un niveau correspondent et dépendant de la Région. Vérification extraordinaire qui s'est donc effectuée sur la base d'une épreuve orale, en dérogation des dispositions générales établies par le Président du Conseil des Ministres.
Par contre, pour ce qui est de l'examen final des cours d'instruction linguistique, aucune dérogation est prévue. On ne peut pas continuer à faire d'une exception la règle. On a convenu que l'examen final des cours d'instruction linguistique portera sur les matières étudiées pendant le cours même et que les jurys seront composés de trois membres, dont deux choisis parmi les enseignants du cours. Quant aux modalités de vérification de la connaissance de la langue française, rien n'étant établi, référence doit être faite aux disposition de caractère général.
Enfin l'article 4 de la loi la n° 62 du 22 novembre 1988 établit que ces cours d'instruction linguistique, réservés aux enseignants qui n'ont pas réussi l'épreuve extraordinaire de connaissance de la langue française, seront organisés par l'Assessorat régional de l'Instruction Publique, selon les modalités établies par arrêté, les représentants des organisations syndicales scolaires entendus.
Nous avons eu des pourparlers avec les organisations syndicales. Si il n'y ait pas eu accord sur les requêtes et les suggestions de l'Administration, cela ne veut pas dire qu'on n'ait pas respecté les modalités prévues par les dispositions en vigueur, en tenant compte d'une règle ou d'un accord de caractère général. Par ailleurs des douze enseignants concernées, trois ont déjà réussi, au mois de novembre, l'épreuve écrite et orale de connaissance de la langue française, ils en restent donc encore neuf qui seront admis aux cours.
Ces modalités ont une validité pour tous les secteurs de la fonction publique et, donc tout le personnel qui participe aux cours, à la suite, pour percevoir la prime de bilinguisme, devra se soumettre à une épreuve de connaissance de la langue française qui sera rapportée, comme je disais auparavant, au grade d'encadrement.
Néanmoins, il y a eu une exception, à laquelle a fait référence M. Riccarand. Elle est représentée par l'USL. A cet effet, je peux donner à M. Riccarand un double de la délibération de l'USL du 19 décembre 1988, concernant cette session extraordinaire, où l'on précise que, pour les employés de l'USL, elle s'est effectuée de la même façon et avec les mêmes modalités que la vérification extraordinaire, parce que les dispositions adoptés par l'USL ont été prises avant le 26 juillet 1988, date d'entrée en vigueur du décret du Président du Conseil des Ministres, qui a établi et fixé les modalités de vérification de la connaissance de la langue française.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Io non sono assolutamente soddisfatto e neppure convinto della risposta dell'Assessore e quindi intendo ripresentare in Consiglio regionale questo problema, sotto forma di mozione, in modo che in merito si esprima tutto il Consiglio regionale. Mi sembra infatti che si segua un comportamento che ha dei risvolti punitivi nei confronti di un gruppo di insegnanti e che non ha nessuna giustificazione nelle norme di legge.
Né il DPCM, né la legge regionale prevedono che al termine del corso di addestramento ci sia un accertamento scritto ed orale, anzi il quarto comma dell'articolo 4 della legge regionale recita testualmente: "Al termine dei corsi gli iscritti dichiarati idonei sosterranno apposita prova di accertamento della piena conoscenza della lingua francese", servendosi della stessa dizione già usata per la sessione straordinaria in cui l'accertamento è stato soltanto orale.
Mi chiedo, quindi, come mai una volta "accertamento della piena conoscenza della lingua francese" è solo orale e come mai, per queste persone che non hanno superato la prova e che in più si fanno un corso di addestramento, si dice che tale accertamento deve essere scritto ed orale. Questo problema è già stato sollevato da tutte le organizzazioni sindacali della scuola, CGIL, CISL, SAVT e UIL, che ne hanno segnalato l'assurdità.
Il fatto che l'USL non abbia seguito questa strada, indica che ciò si può fare. Evidentemente si tratta di una scelta e l'Amministrazione può anche decidere di fare una prova scritta ed orale, però si tratta di una scelta ben precisa che secondo me non è motivata e neppure giustificata stando agli accordi intercorsi con le organizzazioni sindacali.
Chiedo pertanto alla Giunta di rivedere questa impostazione, che mi sembra del tutto ingiustificata ed introdotta solo perché si ragiona sui numeri. Sono sicuro infatti che, se gli insegnanti che avrebbero dovuto sostenere tale esame fossero stati alcune centinaia, non avreste escogitato questo sistema; mentre andate tranquilli solo perché si tratta solo di una decina di insegnanti.
In ogni caso, io intendo ripresentare sotto forma di mozione questo argomento che mi sembra interessare tutto il Consiglio, anche perché su di esso era stato raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali che però non è stato rispettato.
PRESIDENTE:Se i Consiglieri interpellanti sono d'accordo, visto che i punti 11 e 13 all'ordine del giorno trattano lo stesso argomento, potranno essere discussi congiuntamente.
