Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 729 del 25 settembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 729/IX - CONDANNA DELLE TESI ANTIMERIDIONALISTICHE E RAZZISTE ESPRESSE DA UN CONSIGLIERE REGIONALE (Reiezione di mozione).

PRESIDENTE:Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Aloisi ed iscritta al punto 43 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

MOZIONE

CONSIDERATO CHE, il Consigliere regionale Roberto Gremmo, fondatore con la consorte di un movimento "L'Union Piemonteisa" ultimamente, al termine di una lunga carriera politica ha costituito una famigerata "Lega" di stampo chiaramente "razzista";

VISTI gli sconcertanti precedenti politici del "personaggio", che giunse persino a far pubblicare un necrologio, quando morì il dittatore cinese "Mao", suo grande ispiratore negli anni 70, e che ha lavorato attivamente al periodico "La voce comunista", collaborando alacremente con il P.C.I. piemontese, al punto da diffondere dei comunicati stampa congiunti dalla sede del Consiglio Provinciale di Torino;

RITENUTO CHE proprio nei paesi del socialismo stalinista e maoista, ai quali il Consigliere Gremmo ha dedicato la sua prima passione politica, si manifesta in modo drammatico il problema delle minoranze etnico-linguistiche, soffocate delle dittature comuniste;

E CHE la presa di posizione in favore del "terrorista" sudtirolese Georg Klozt ha valso al leader dell'attuale "Lega" razzista, l'appellativo di "nazi-maoista";

VENUTO A CONOSCENZA dell'enorme pubblicità negativa derivata alla Regione Valle d'Aosta dalle notizie di svariati quotidiani nazionali, che indicano il Sig. Gremmo come Consigliere regionale valdostano di un movimento regionalista e razzista, facendo sorgere il dubbio che in Valle d'Aosta le teorie nazi-maoiste di questo personaggio troverebbero non solo una eco spiacevole, ma addirittura riscontri;

VALUTATA l'opportunità di fare una netta distinzione tra il promotore della lega razzista e la dignità del Consiglio regionale valdostano, refrattario ad ogni rigurgito di stampo razzista;

PRESO ATTO della dignitosa risposta fornita all'individuo da vari Comuni tra i quali primeggiano le città di Torino ed Asti, che non solo lo hanno contestato, ma hanno fondato "città aperte" per fornire una prima risposta alle farneticazioni di codesto sedicente autonomista;

Il Consiglio regionale

della Valle d'Aosta

DELIBERA

di respingere con la massima fermezza le tesi razziste ed antimeridionaliste del Consigliere Gremmo, invitandolo altresì a rassegnare le dimissioni dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, la cui generosa e laboriosa popolazione non vuole avere nulla a che vedere con l'autonomismo interessato e cinico di cui il Consigliere Gremmo si è fatto portatore.

PRESIDENTE:Colgo l'occasione per rammentare che si possono dire delle cose perfide anche senza insultarsi.

GREMMO (fuori microfono):Ma lui non è capace di dire delle cose perfide.

PRESIDENTE:Consigliere Gremmo, la raccomandazione vale per entrambi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (MSI):Signor Presidente, la posso tranquillizzare subito, dichiarando che cercherò di mantenermi entro i limiti della correttezza.

Premetto innanzitutto che sarebbe per me troppo facile ridicolizzare il personaggio in questione, perché è già stato ridicolizzato e screditato da tutta la stampa nazionale, da tutte le forze politiche e soprattutto da due grandi città, Torino ed Asti.

Allora perché ho presentato questa mozione? Tutti sapete che il personaggio in questione ha fondato quella che io definisco "una famigerata lega razzista", contro i negri, la droga e via dicendo, della quale è presidentessa sua moglie. Badate bene che questo personaggio è talmente astuto da essere riuscito nientemeno che a creare varie leghe od organizzazioni gestite da una organizzazione familiare: presidentessa sua moglie e vicepresidente il Consigliere Gremmo, oppure presidente il Consigliere Gremmo e vicepresidentessa la moglie, in una continua alternanza di ruoli. Ricordo, a titolo d'esempio, che il Consigliere Gremmo era Consigliere di un Comune del Piemonte, ma si è dimesso, perché aspirava ad alti livelli, e gli è subentrata la moglie. Dico questo per dimostrare che è riuscito a trasformare l'attività politica in una associazione familiare a proprio uso e consumo.

Non credo però che sia il caso di andare oltre questo aspetto, che naturalmente mette in risalto la grande astuzia del personaggio, che del resto avete già avuto modo di verificare nella discussione del precedente argomento all'ordine del giorno, anche perché sarebbe troppo facile raccogliere gli appunti dei vari giornali che cercano di rappresentare questo personaggio, che è stato maoista negli anni '70, poi nazista e quindi nazimaoista; per cui lasciamo perdere, perché non è assolutamente il caso.

La risposta più appropriata a questo suo metodo di fare politica gli viene dai suoi colleghi di partito, di movimento o della cosiddetta "Lega Piemont", perché ben cinque consiglieri su otto si sono dissociati dalla lega da lui fondata. Altro che pochi, come aveva subito detto il Consigliere Gremmo affermando: "Ma sono quattro gatti, perché tutti gli altri seguono me". Ebbene, quei consiglieri rispondono: "Altro che pochi: le adesioni che riceviamo aumentano ogni giorno. Noi ci siamo stufati di Gremmo, che con l'autonomia non ha più niente a che vedere". Roberto Vaglio, uno dei contestatori, aggiunge: "Alla prima riunione della Lega, la nostra gente, i montanari piemontesi ed i contadini non ci saranno". Queste sono le risposte più appropriate e corrette che potevano dargli proprio i suoi sostenitori e gli aderenti alla sua Lega.

Fatte queste premesse, vedo di giungere subito alla conclusione, perché mi preme sottolineare che la creazione di questa Lega, che è chiaramente razzista, è un'azione incivile ed immorale. E' incivile perché la società di oggi è chiamata non ad emarginare gli immigrati ed i popoli di colore, ma è chiamata a regolarne l'immigrazione, a proteggerla, ad organizzarla e ad aiutarla. E' immorale perché le varie leghe, tra le quali primeggia la Lega di cui stiamo parlando e della quale il Consigliere Gremmo è l'esponente più qualificato, predicano l'isolazionismo, il razzismo e l'antimeridionalismo persino tra gli italiani di diverse latitudini, fomentando l'odio e la violenza, come potete constatare all'interno di questa stessa assemblea dalle varie dichiarazioni e prese di posizione che assume questo personaggio. Questi metodi e sistemi, nonché le tesi propagandate dal Consigliere Gremmo, che associano lo spaccio della droga agli immigrati, non possono essere frutto di ignoranza della realtà, proprio perché sono ben note l'astuzia e la furbizia del personaggio. Si deve pensare invece a disgustosa malafede, perché si strumentalizza un dramma umano e mondiale, come l'immigrazione o la droga, sfruttando l'ignoranza e la credulità, solo per fare un becero proselitismo.

Una simile gretta impostazione merita una severa condanna, ma merita soprattutto un rifiuto chiaro, deciso e coraggioso da parte di questo Consiglio. La gente civile l'ha già fatto: l'ha fatto la città di Torino, che ha riunito un Consiglio comunale apposito per condannare questa Lega e questi metodi, e l'ha fatto soprattutto la civile gente di Asti, che ha manifestato contro il Gremmo quando istituì quella famigerata Lega.

Ecco, io mi fermo qui, perché non è mia intenzione creare bagarre o polemiche. Ho presentato questa mozione con l'intento di far sì che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta si pronunci su questi sistemi, metodi e leghe, che fomentano odio e attrito tra gli immigrati e che disgustano la popolazione civile.

Visto che la mozione da me presentata era alquanto dura, tanto che alcune forze politiche avrebbero avuto delle perplessità a votarla, mi permetto di emendarla, eliminandone tutta la prima parte, per cui la si dovrebbe leggere così:

"MOZIONE

VENUTO A CONOSCENZA dell'enorme pubblicità negativa derivata alla Regione Valle d'Aosta dalle notizie di svariati quotidiani nazionali, che indicano il Sig. Gremmo come Consigliere regionale valdostano di un movimento regionalista e razzista, facendo sorgere il dubbio che in Valle d'Aosta le teorie nazimaoiste di questo personaggio troverebbero non solo una eco spiacevole, ma addirittura riscontri;

VALUTATA l'opportunità di fare una netta distinzione tra il promotore della lega razzista e la dignità del Consiglio regionale valdostano, refrattario ad ogni rigurgito di stampo razzista;;

PRESO ATTO della dignitosa risposta fornita all'individuo da vari Comuni tra i quali primeggiano le città di Torino ed Asti, che non solo lo hanno contestato, ma hanno fondato "città aperte" per fornire una prima risposta alle farneticazioni di codesto sedicente autonomista;

il Consiglio regionale

della Valle d'Aosta

DELIBERA

di respingere con la massima fermezza le tesi razziste ed antimeridionaliste del Consigliere Gremmo interpretando così il pensiero della popolazione valdostana che non vuole avere nulla a che vedere con l'autonomismo interessato e becero di cui il Consigliere Gremmo si è fatto portatore"

Grazie.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

GREMMO (UAP):Signor Presidente, in Calabria c'è una città, che mi dicono chiamarsi Cittanova, che è tristemente nota in Piemonte perché pare che i suoi cittadini pratichino lo sport della faida, cioè della vendetta personale senza esclusione di colpi. Io non so se chi mi ha preceduto sia originario di Cittanova o di un paese dei dintorni, ma certamente il tentare di trasformare il Consiglio regionale della Valle d'Aosta in una tribuna per le proprie personali faide, dovute alla constatazione della propria totale incapacità di fare politica - anche perché qualcun altro è magari in grado di farla - mi sembra un fatto molto grave e riprovevole.

Devo dire che sogghigno contento di fronte all'iniziativa tardo-carnevalesca del Consigliere del MSI, per una ragione che voglio illustrare a questo Consiglio. Martedì scorso, al Consiglio provinciale di Torino è stata presentata dal PCI una mozione che riguardava la Lega contro la droga e l'immigrazione clandestina, che mi onoro di avere fondato. In quel Consiglio ci sono tre Consiglieri del MSI, due dei quali sono intervenuti difendendomi a spada tratta, mettendomi anche in imbarazzo, perché io non ho mai amato i fascisti, e dicendo: "Guardate che Gremmo ha detto una cosa giusta, perché i problemi della droga e dell'immigrazione clandestina sono reali, specialmente qui a Torino, dove siamo pieni di immigrati clandestini. Voi sbagliate a fare una mozione contro il povero Gremmo...". Poi io mi sono sentito in dovere di replicare ai missini per prendere le distanze ed ho detto: "Guardate che non ho bisogno di padrini di questo tipo; per carità!".

Uno dei missini, rivolgendosi a quelli che avevano presentato la mozione contro di me, è intervenuto dicendo: "State attenti, perché mi sembrate dei pidocchi, che saltano sulla criniera del leone per avere un minimo di spazio vitale". Nel mio intervento io poi ho detto: "Sì, è giusto il riferimento al leone, perché, siccome io vengo dalla Valle d'Aosta, in qualche maniera mi riconosco nel leone; ma è certamente sbagliato l'atteggiamento di piccoli personaggi, che cercano un attimo di notorietà sull'onda della notorietà degli altri".

Questo ragionamento, fatto dai missini a Torino nei confronti di alcuni colleghi del Consiglio provinciale, potrebbe in qualche maniera ritorcersi contro chi ha cercato un po' di notorietà, anche se mi auguro che non l'abbia, proprio perché credo che la stampa non darà risalto alla sceneggiata che si é voluta fare alle 19,48.

Per carità! Su diecimila cose io non sono d'accordo con i colleghi e ci saranno sicuramente diecimila momenti nei quali ci scontreremo, però credo innanzitutto nel rispetto reciproco e nel rispetto delle idee degli altri. Perché dico questo? A parte la mia biografia romanzata ed inventata in pieno dal giornale "La Repubblica", che è sotto querela per avere inventato di sana pianta una biografia, che poi qualcuno ha preso per oro colato, è però incredibile che qualcuno, che pure è Consigliere regionale e quindi non è uno sprovveduto, cambi le carte in tavola e trasformi una cosa in un'altra.

Oltre alle varie querele inoltrate in questi giorni, ne stiamo preparando una per il settimanale "La Vallée Notizie", sul quale un giornalista, che si chiama Mancini, ha avuto il coraggio di scrivere che lo stemma di questa Lega sarebbe un teschio che mangia un negro. Questo signore risponderà poi in tribunale, perché lo stemma della Lega è un teschio con in bocca una siringa, per significare il pericolo della droga. I giornali fanno ovviamente il loro mestiere, creano delle enfasi, fanno delle loro campagne di stampa... e magari il giorno dopo la gente si dimentica il tutto.

In Sicilia fanno la prova di alfabetizzazione per i consiglieri comunali. So che questa prova non è stata fatta per noi, quindi può darsi che alcuni Consiglieri, o almeno uno, abbiano dei problemi per leggere o scrivere, perché il fatto che una lega che si chiama "Lega contro la droga e l'immigrazione clandestina", diventi, come ho sentito qui, "Lega contro i neri", sta francamente a dimostrare che qualcuno non ha letto per distrazione, perché magari era in vacanza in qualche piaga più salubre della nostra, oppure che non capisce le cose che legge, perché mi attribuisce delle posizioni che non ho. Io non ho mai avuto niente contro la gente di colore; il problema del colore della pelle delle persone a me non interessa per niente, non mi ha mai riguardato, perché la pigmentazione è un

fatto estremamente secondario. Infatti. quando questi giornalisti hanno cercato di mettermi in bocca delle parole che non avevo detto, ho precisato: "Come l'ebreo Einstein, penso che l'unica razza che conosco e che mi interessa sia la razza umana". Francamente, quindi, problemi di razza non ne ho mai avuti, non ne ho adesso e non ne avrò mai.

Quanto ho detto vale per puntualizzare che la mia iniziativa politica, che si chiama "Lega contro la droga" è stata avviata appunto per risolvere il problema della droga. Mia moglie, che credo non sia una minorata, ma una persona che, fino a prova contraria e sempreché qualcuno la Voti, è ancora in grado di fare politica, si è detta disponibile, come madre preoccupata del problema della droga, a darsi da fare per concorrere a risolvere lo stesso problema.

Una volta i fascisti rivendicavano sempre il focolare, la famiglia e miti di questo genere, ma mi spiace che adesso il -Consigliere Aloisi sputi contro la famiglia, che è un valore che noi, in Valle d'Aosta, difendiamo ancora. Mi riferisco, ovviamente, alla famiglia nel senso di madre, marito e figli, non alla famiglia di cosca, che magari da altre parti va per la maggiore. Comunque, sentendoci disponibili a curare il problema della droga, che è drammatico, abbiamo fatto una manifestazione democratica.

A questo punto, però, devo smentire le sciocchezze che ho sentito. Consigliere Tonino, lei ha fatto delle dichiarazioni affrettate al giornale "La Vallée", ma le faccio osservare che se ad Asti c'era motivo di vergogna, non era per me, ma perché c'era un centinaio di punk, fatti affluire da varie città del Piemonte (hanno avuto l'ingenuità di innalzare addirittura il cartello con su scritto "Vercelli, Torino..."), per fare una manifestazione che non solo era illegale, ma stravolgeva il senso della nostra iniziativa. Quindi, se c'è un motivo di preoccupazione per quello che è avvenuto ad Asti, ciò è solo da ricercare nel fatto che sono stati lesi i diritti costituzionali di un cittadino che era andato a fare una conferenza stampa, ma si è trovato fuori, come capitava in altri anni e speravo che in Italia non capitasse più, i teppisti pronti a dargli in testa. La gente di Asti non c'era affatto.

Consigliere Tonino, guardi questa lettera, che io ho ricevuto oggi, perché l'ho trovata qui sul tavolo, viene da Asti ed è firmata da Piero Botto, ex partigiano combattente, che dice:

"Le scrivo, sono sincero, anche a nome dei miei familiari e dei miei numerosissimi amici astigiani, per esprimerle tutta la nostra soddisfazione e l'adesione al suo movimento, recentemente fondato qui all'hotel Reale".

Questo per dire che la gente di Asti, come poi è stato precisato anche sui giornali qualche giorno dopo, non si è mica lasciata coinvolgere nella gazzarra che qualcuno ha inscenato là davanti, anzi i giornali locali hanno dovuto rimarcare il fatto che, mentre là davanti c'era questo centinaio di persone, che per la verità erano un'ottantina, la gente di Asti, che è quella che non fa cagnara e non fa le piazzate, sotto sotto ha espresso - ed il suo Partito è un Partito popolare, Consigliere Tonino, e quindi con la gente ci parla - le stesse preoccupazioni che avevamo espresso noi sul problema della droga, che non è affrontato nel modo corretto dalle forze governative, e sul problema dell'immigrazione clandestina, che è reale e che doveva pur essere affrontato da qualcuno. E' motivo di gloria per la Valle d'Aosta che questa iniziativa sia stata assunta da un suo Consigliere regionale.

A me spiace, quindi, dover intervenire quasi per fatto personale, perché qualcuno ha pensato di fare delle faide qui dentro, quando invece, giustamente e molto più opportunamente, si poteva discutere con la pari dignità di tutti quanti. Io rispetto le opinioni del Consigliere Aloisi - anche quando lui vuole ammazzare tutti quanti, perché la linea del suo Partito è quella di volere la pena di morte, mentre io sono contrario - come rispetto le persone di un altro colore, così rispetto ogni essere umano, e sono contrarissimo alle prevaricazioni, che vanno contro l'etica dell'autonomia e della democrazia.

Certo, i nostalgici di "Faccetta nera" possono gabellare per antirazzismo quello che, invece, è il loro tentativo di misconoscere dei problemi. Voi fate pure come volete e votate quello che volete, tanto io adesso me ne vado, ma sarebbe grave se voi andaste dietro a questa provocazione fascista, per evitare ed impedire di ragionare pacatamente su un problema. Per carità! Mi conoscete abbastanza per sapere che non sono tipo che si nasconde dietro un dito, anche perché non l'ho mai fatto. Ho sempre pensato e voluto dire la mia opinione: la dico in modo rozzo, perché, essendo montanaro (infatti vengo dall'alto biellese), non sono abituato a ricamare, e se fossi abituato a ricamare me ne sarei andato da un'altra parte.

Io ho detto in modo perentorio, e continuo a ripeterlo, che il problema della droga va affrontato senza colpire i tossicodipendenti. E' sbagliata la posizione craxista di sbatterli tutti in galera. Io non sono d'accordo, perché bisogna trovare dei modi per aiutare questi ragazzi. Ho detto che uno di questi modi è quello di trovar loro del lavoro, possibilmente nel Terzo Mondo, così li togliamo dall'ambiente sociale che può aver creato in loro dei problemi.

Apro una parentesi per dire che non è vero quanto è stato riferito dal Consigliere Aloisi, nel senso che il Consiglio comunale di Torino non si è pronunciato su questo argomento, perché non voleva e non poteva farlo, visto che a Torino il problema è talmente drammatico che sarebbe difficile per la classe politica piemontese e torinese mettersi contro l'opinione pubblica. "La Repubblica" di oggi riporta un dato che sottopongo alla vostra attenzione e voi, cittadini e rappresentanti del popolo valdostano, tenetelo presente. "La Repubblica", citando un sondaggio fatto da una agenzia specializzata, diretta dal dott. Luigi Tua, dice: "Nel Nord-Ovest il 42,3% dei cittadini (è una bella percentuale, maggiore anche di quella dell'Union Valdôtaine) sono estremamente preoccupati per il problema dell'immigrazione clandestina e delle ripercussioni che può avere sull'ordine pubblico, sulla società e sulla convivenza".

Allora, non solo il Consiglio comunale di Torino non si è espresso, ma martedì scorso, quando al Consiglio provinciale di Torino c'è stata questa discussione, io mi sono limitato a tirare fuori il quotidiano "Stampa Sera", appena uscito (era uscito alle 15,00 e noi abbiamo discusso alle 16,30), ed ho letto una pagina di cronaca quotidiana per far sapere che, alle 21,30 di sera, la polizia aveva fermato ai giardini pubblici "Cavour" (chi conosce Torino sa che una volta erano dei giardini splendidi, dove la gente andava a passeggiare ed a portare i bambini, mentre ora sono pieni di siringhe e di drogati) due senegalesi che stavano scavando con una pala e che, alla domanda: "Che cosa state facendo?", avevano risposto: "Stiamo cercando i funghi". I poliziotti, non credendo che i due senegalesi stessero cercando i funghi ai giardini "Cavour", scavarono e trovarono un pacco di droga.

Allora, quando mi si viene a dire che è sbagliato, ridicolo e provocatorio, o incivile ed immorale collegare il problema della droga a quello dell'immigrazione clandestina, io dico che questo problema ci assillerà per i prossimi dieci anni e dico che questa povera gente, che deve essere aiutata e per la quale bisogna trovare delle soluzioni, che viene nel nostro Paese dal Terzo Mondo senza controllo e senza alcuna formalità, diventa facile vittima della droga, della 'ndrangheta' della mafia e della camorra.

Io non amo Villa Literno, non amo quello che sta capitando nel Meridione d'Italia, dove - e questo sì che è un fatto vergognoso - si stanno riproponendo le condizioni di schiavitù che erano presenti nell'America del secolo scorso. Quello è vergognoso e disdicevole! Quello dovrebbe essere condannato dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, così, senza andare dietro alle provocazioni dei fascisti, farebbe alta opera di civiltà dicendo: "Noi ci vergogniamo che a Napoli questa povera gente sia sfruttata dalla camorra e sia adoperata com'è adoperata e che poi sia ammazzata da quattro delinquenti che vanno a rapinare i più poveri!". Questo è quello che dovrebbe dire e che vorrei che dicesse il Consiglio regionale della Valle d'Aosta! Questa sì sarebbe, dal punto di vista morale, una separazione netta per quello che sta capitando nel Mezzogiorno d'Italia nei confronti degli immigrati clandestini, senza correre dietro alle provocazioni dei fascisti, che vengono qui ad accusare di inciviltà e di immoralità chi, invece, ha avuto il coraggio, come il sottoscritto, che qui dentro è l'ultimo, quello che conta di meno, perché non è in maggioranza e neppure in minoranza ed è solo uno che viene qui a dire quello che pensa, finché potrà dirlo, ma che ha avuto il merito di far rilevare il problema della droga.

Con questo voglio dire che non è la condanna nei confronti del sottoscritto che può risolvere i problemi, anche se certamente li risolve a lui, perché gli salva la faccia e gli permette di dire agli elettori missini: "Ho fatto l'ennesimo show ed ho condannato le tesi antimeridionalistiche del Consigliere Gremmo".

Ebbene, ai Consiglieri autonomisti dico: votatela pure, votate la mozione del Consigliere missino, nella quale si condannano le tesi antimeridionalistiche del Consigliere Gremmo; ma poi andrò io a dire ai vostri elettori che siete contro le tesi antimeridionalistiche. Va bene, va bene, fate pure quella scelta, che è ottima. Ricordatevi però che le mie tesi non sono antimeridionalistiche, ma sono contro la camorra, contro gli sprechi, contro la 'ndrangheta', il racket delle braccia e contro il fatto che in certe Regioni lo Stato non riesce neanche ad arrivare, come purtroppo avviene in Aspromonte. Votatela pure, fatelo pure, la cosa a me non crea nessun problema.

Signor Presidente, torno a ripetere che io volevo fare solo questa dichiarazione, ma non voglio partecipare al voto, come non voglio neanche continuare ad offrire spazio alle provocazioni fasciste. Voglio però aggiungere ancora una cosa: invece di condannare me e di perdere tempo nel cambiarmi le parole che mi escono di bocca, visto che esistono i verbali di quello che io ho detto qui dentro e di quello che ho detto al Consiglio provinciale di Torino, così come esistono i verbali di come io la penso, ed esistono anche i miei giornali, basta leggerli per trovarvi quello che noi abbiamo detto. Noi abbiamo parlato contro la droga, abbiamo detto che il problema dell'immigrazione clandestina è reale ed è collegato alla delinquenza, perché purtroppo questa povera gente può cadere sotto le grinfie dei delinquenti, che, come abbiamo sempre detto, per una gran parte non sono originari della Valle d'Aosta.

Voglio dire, quindi, che il vero problema non è quello di andare a vedere quali sono le mie tesi, che credo di poter ancora esprimere per diritto costituzionale, perché in esse non c'è niente di razzista, non c'è assolutamente niente che vada contro la convivenza civile, ma in esse si sollecita soltanto due cose.

1°) Il Governo ed il Parlamento facciano una dura legge contro la droga. Io non sono per la pena di morte, ma per una legge dura contro gli spacciatori ed i diffusori di morte, ma che d'altra parte non sia colpevolizzante nei confronti dei tossicodipendenti, che sono della povera gente, delle vittime che quindi devono essere aiutate.

2°) Per quanto riguarda l'immigrazione clandestina (per la quale si fa sì un'azione psicologica da parte di qualcuno), occorre precisare che essa non arriva solo dall'Africa. Quanti sono gli immigrati clandestini che arrivano dalla Polonia e che pongono esattamente lo stesso problema di quelli che arrivano dal Terzo Mondo? In merito a questo problema ho sempre detto che l'unica cosa che a me interessa è che venga assolutamente applicata la legge dello Stato che dice che un immigrato può arrivare in Italia solo se ha un contratto di lavoro, quindi solo se può dimostrare che ha la possibilità di non pesare sulla collettività. Io ho detto soltanto questo, senza enfasi e senza voler infierire su nessuno e senza andare a constatare il colore della pelle.

Credo che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta non dovrebbe occuparsi delle mie tesi, che ho sempre esposto e che spero di poter continuare ad esporre qui; vada invece a vedere cosa capita alle nove di sera quattro chilometri oltre Quart, vada a chiedere ai genitori preoccupati che abitano in quei paesi cosa sta capitando oggi in Valle d'Aosta per quanto attiene all'ordine pubblico. Provate a prendere il treno delle sette di sera che viene su da Torino: vedrete mezzo treno occupato da prostitute, che vengono irretite dal racket e spedite in Valle d'Aosta. Non vi dico il loro colore, perché non è questo il problema, ma dico che, se volete affrontare seriamente la questione, non dovete "ricamare" demagogicamente contro di me; non è accodandovi alle provocazioni dei fascisti che possiamo risolvere i problemi. La gente della Valle d'Aosta vi giudica e ci giudica sul coraggio col quale affrontiamo certi problemi e certe questioni, perché tutto il resto, abbia pazienza signor Presidente, è soltanto un basso e strumentale tentativo di ritagliarsi cinque minuti di pubblicità.

Ovviamente, ho troppo rispetto per il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, per pensare che si voglia andare dietro ad una provocazione di questo tipo.

Arrivederci.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Spiace dover intervenire in una sorta di gioco delle parti, per cui le posizioni dei Consiglieri Gremmo ed Aloisi, a causa di una contrapposizione sempre più frequente cercano di conquistarsi reciprocamente spazi politici.

Tuttavia il problema che è stato posto all'attenzione del Consiglio esiste, perché c'è effettivamente un'immigrazione dai Paesi extraeuropei verso l'Italia e verso l'Europa, e questo problema si pone anche per la nostra Regione, sia pure non in misura molto rilevante; per cui è necessario che il Consiglio regionale si pronunci, rifuggendo però da certe tentazioni personalistiche.

Il nostro Gruppo ha predisposto un emendamento alla mozione, che ora vi leggo, e che mi pare sufficientemente chiaro per essere degno della riflessione e dell'approvazione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE:Chiedo scusa, Consigliere Mafrica, ma le devo muovere un rilievo di tipo formale.

La mozione è stata riscritta e sostituita da quella che ci è stata letta in aula dal Consigliere Aloisi, per cui le chiedo se il suo emendamento è rivolto alla mozione riscritta.

MAFRICA (PCI):Sì, il testo che ora leggo è un emendamento sostitutivo a quella riscritta.

"RISOLUZIONE

RICORDATE le secolari tradizioni di rispetto degli altri, tolleranza, capacità di dialogo della comunità valdostana, che nel corso degli anni ha saputo favorire l'inserimento e l'integrazione di immigrati provenienti da altre regioni, garantendo sia il mantenimento della propria identità che condizioni di positiva convivenza con tutte le diverse componenti etniche presenti sul proprio territorio;

CONSTATATO che il problema dell'immigrazione da paesi extraeuropei subirà nei prossimi anni una accelerazione conseguente sia ai problemi socioeconomici del terzo mondo che al processo di unificazione europea

il Consiglio regionale

della Valle d'Aosta

RIAFFERMA

la propria solenne condanna di ogni forma di discriminazione, razzismo, xenofobia;

INVITA

il Governo italiano a predisporre, d'intesa con le Regioni, innovazioni legislative e provvedimenti atti a risolvere, in una visione solidaristica e programmatica, i problemi posti dal crescente fenomeno dell'immigrazione da paesi extraeuropei;

DECIDE

di inviare la presente risoluzione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Esteri, ai Presidenti dei gruppi parlamentari".

PRESIDENTE:Allora abbiamo tre risoluzioni.

Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Trasformo questo testo in un ordine del giorno presentato nell'ambito della discussione generale.

PRESIDENTE:Va bene. Allora riepilogo il tutto ricordando che siamo in presenza di una mozione riscritta, presentata dal Consigliere Aloisi, e di un ordine del giorno sostitutivo, presentato dal Consigliere Mafrica nell'ambito della discussione generale sulla mozione del Consigliere Aloisi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (PSI):Io non ho letto il programma della Lega fondata dal Consigliere Gremmo, però ricordo di aver letto sui quotidiani che una delle proposte di quella Lega era di internare tutti i drogati in un campo di lavoro in Amazzonia. E' una soluzione che ci ricorda vagamente i lager nazisti.

Ora, se tutto il programma di quella Lega consiste in proposte simili, credo che forse sia valsa la pena di non affrontare neppure il dibattito consiliare, visto anche che questo dibattito si conclude con delle sceneggiate; tuttavia ho due preoccupazioni: la prima è che il silenzio possa alimentare nella popolazione che ci ascolta il sospetto di una indifferenza nei confronti dei problemi che sono stati posti e che devono vedere il nostro impegno politico, oltre che quello civile; la seconda è che sulla stampa nazionale questa iniziativa è stata associata alla posizione del collega Gremmo come Consigliere regionale della Valle d'Aosta e leader di un movimento autonomistico e quindi di una forza politica presente in Valle d'Aosta, cosa che potrebbe nuocere all'immagine esterna della nostra Regione.

E' ben vero che la Valle d'Aosta ha già dato in passato ampie dimostrazioni di ospitalità e di solidarietà nei confronti di chiunque vi sia giunto, però io credo che almeno in questa occasione, visto che altre volte non abbiamo dato adito alle provocazioni, sia opportuno fissare in un ordine del giorno i principi generali di civiltà e solidarietà che sono propri di questa comunità. Mi pare che l'ordine del giorno del Consigliere Mafrica, che abbiamo appena ascoltato, vada in questa direzione e, se necessario, si potrebbe anche concordare un apposito ordine del giorno che raccolga l'adesione della stragrande maggioranza delle forze politiche.

Se questo non è possibile, noi socialisti ci teniamo comunque a riaffermare di essere contrari a qualsiasi manifestazione di intolleranza, senza volerci nascondere dietro un paravento di belle parole ed ignorare che esistono effettivamente i problemi che sono stati posti, sia per quanto riguarda il fenomeno della droga, sia per quanto riguarda l'immigrazione dal Terzo Mondo, che è in continuo aumento ed il cui dramma forse è davvero quello dello sfruttamento, che però non avviene solo a Napoli: lo sfruttamento avviene in tutte le parti d'Italia ed avviene anche a Torino. Il Consigliere Gremmo, con molta furbizia, dice di non essere antimeridionalista, però è in queste sfumature che poi si vede qual è il suo vero pensiero. E' cosa abbastanza conosciuta che lo sfruttamento degli immigrati clandestini da parte degli imprenditori avviene in ogni parte d'Italia.

Ad ogni modo, credo che si tratti di due problemi distinti, che non possono essere accomunati. Mi pare in primo luogo che l'associazione "immigrato nordafricano" uguale "spacciatore di droga" sia una evidente strumentalizzazione; in secondo luogo mi pare che vada precisato che il Governo, proprio in questi ultimi tempi, sta approntando le direttive generali di intervento per risolvere entrambi questi problemi. Sulla droga è in corso un dibattito parlamentare, mentre sul problema degli immigrati dal Terzo Mondo c'è una proposta che è stata illustrata proprio in questi giorni dal Vicepresidente del Consiglio, On. Martelli, che tende a regolamentare il fenomeno dell'immigrazione e che mi pare stia riscontrando ampi consensi.

Ebbene, noi riteniamo che si tratti di proposte ragionevoli, che possono essere ancora approfondite e mediate, ma che comunque si muovono in un contesto di rispetto della persona umana, di rispetto dei diritti della persona umana e quindi in un contesto di civiltà e di solidarietà.

Noi ci ritroviamo su queste posizioni governative e, proprio per questo, ci teniamo ad isolare quelle proposte che hanno a fondamento la cultura della ghettizzazione, dell'intolleranza ed a volte anche la cultura del razzismo.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Je crois qu'on avait au moins prévu qu'il y eût un débat entre deux personnes qui, si j'ai bien compris, avaient entamé un dialogue à distance, car, au moment où l'un entre, l'autre sort. Bon, celui-là aussi est un système comme un autre et le système de l'informatisation, par exemple, prévoit la communication à distance, tout de même nous avons dû entendre l'un et l'autre. Après il y a eu la présentation de la résolution qui, pour reprendre une phrase chère aux communistes, dit des choses de La Palice. Mais, au delà de ça, je pense que le problème de la drogue ou celui de l'immigration ne peuvent se résoudre dans un débat si serré sur un thème qui, au contraire, a pris l'origine d'un dialogue qui s'est tenu ailleurs.

Moi je partage l'avis de discuter soit sur la drogue soit sur l'immigration, mais il faut le faire régulièrement en présentant, de la part de toutes les forces politiques, les différentes attitudes face à ces problèmes; ainsi on pourrait prévoir, pour le prochain Conseil, un débat sérieux sur ces thèmes, mais sans contrastes entre deux personnes isolées.

Pour ce qui concerne le racisme, je pense que la Vallée d'Aoste, avec des faits, a déjà démenti toutes les possibles accusations de ce genre. Pour ce qui est de la drogue, il faut dire qu'on a déjà pris des résolutions, on a fait et on fera des débats et dans quelques jours il y aura une rencontre sur le problème de la drogue en Vallée d'Aoste et sur l'attitude face aux lois présentées au Parlement à ce sujet. Donc je dirais de faire un débat sérieux - les contrastes personnels n'intéressent pas le Conseil - au sein de cette Assemblée, pour qu'elle puisse prendre des décisions et intervenir comme elle a déjà fait.

Il s'agit donc de voir ce qu'on peut faire en tant que Région, quelles sont les initiatives à appuyer au niveau des projets de loi qui ont été présentés au Parlement; de cette façon le débat sera vraiment sérieux. Moi je me refuse de discuter, d'affronter une dispute qui n'a rien à voir avec les problèmes que le Conseil doit résoudre. Si les problèmes sont graves, on pourra les examiner au cours du prochain Conseil et les faire objet d'une intervention directe de la part de tous les Conseillers.

Donc, au delà du vote sur la motion, je demanderais s'il est possible d'en discuter avec plus de tranquillité afin qu'on puisse arriver à une résolution concordée entre les Groupes. Seulement ainsi on peut arriver à une solution concrète, car il n'est pas suffisant de dire qu'un problème existe: il faut chercher à le résoudre.

Si les Conseillers sont d'accord, on pourrait reprendre ce discours dans le prochain Conseil.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.

RUSCI (PRI): Il Presidente della Giunta nel suo intervento ha praticamente bruciato la mia proposta. Mi sta bene.

Subito dopo l'intervento dei Consiglieri duellanti, facendo dei commenti con un ,collega, dicevo: "Non ho parole", proprio perché non riuscivo ad esprimere, non soltanto un giudizio politico, ma neppure umano, su quanto stavo vedendo. Non sono certamente io a doverlo dire, visto che sono "nuovissimo", ultimo entrato in questo Consiglio, ma sono rimasto ulteriormente stupito dal fatto che, nonostante le premesse ,fossero così viziate, dei rappresentanti di forze politiche responsabili abbiano voluto innalzare a tanto quell'argomento, che è pur degno di grossa considerazione e discussione. Quelle premesse, però, erano esageratamente viziate per consentire di svolgere in questa sede un dibattito perlomeno accettabile.

Per queste ragioni mi sta molto bene la proposta del Presidente della Giunta, che è stata inserita in un certo clima e fatta con delle motivazioni e soprattutto senza certe premesse che io considero problemi esterni a questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

LOUVIN (UV):Je voudrais adhérer à la solution proposée par le Président du Gouvernement, qui a souligné le sens du débat en indiquant que l'optyque dans laquelle on lisait deux problèmes d'une telle ampleur était trop partisane pour permettre une réflexion sérieuse et digne de ce Conseil.

Notre opinion est que ce genre de problèmes doit être ,affronté avec tolérance, ce qui permet de ne pas arriver à l'ostracisme a priori envers des Conseillers qui ont le droit d'exprimer leur point de vue au sein de cette Assemblée. Cette idée de tolérance doit marquer aussi notre réflexion à l'égard de deux problèmes aussi graves que ceux de la drogue et de l'immigration. Cette réflexion doit se doubler d'un essort de sérieux car celui de l'immigration clandestine s'annonce comme le grand problème du siècle prochain, qui va vers cette société multiraciale indiquée par les sociologues comme l'issue probable de notre civilisation.

En ce moment, je n'entre pas dans le sujet, mais je tiens à souligner que la position assumée à ce sujet par le Conseiller Gremmo, dont je regrette l'absence parce qu'il est toujours désagréable de parler en l'absence des personnes intéressées, vient de marquer un clivage encore plus net vers l'ensemble des forces autonomistes dont souvent ce Conseiller se réclame.

Le problème est donc très important et devrait constituer l'objet d'une réflexion large, que nous souhaitons puisse avoir lieu dans le plus court délai. C'est pour cette raison que, si cette motion présentée par le Conseiller Aloisi ne sera pas retirée, nous nous abstiendrons sur son contenu et nous invitons le Parti Communiste, qui a fait un effort louable pour reporter la discussion sur un thème et dans un sillon de tout autre nature, à représenter cette même proposition dans la prochaine séance du Conseil, où il puisse faire l'objet d'une discussion suffisamment ample et motivée.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola, il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):L'ordine del giorno aveva lo scopo di rifuggire da una certa correlazione, derivata dal modo in cui era stato impostato il dibattito, e tendeva a far pronunciare comunque il Consiglio su un problema, senza entrare in polemiche personali.

Pertanto, ritenendo ormai chiara la motivazione dell'ordine del giorno, ci dichiariamo disponibili al ritiro del nostro documento e aderiamo alla proposta di una apposita discussione dell'argomento in uno dei prossimi Consigli. Tuttavia, proprio per non accettare a priori ipotesi di collegamento tra la questione droga e la questione immigrazione, proporrei di prevedere fin d'ora due distinti punti all'ordine del giorno: uno concernente il problema della droga, che riguarda la legge.

(... Interruzione del Presidente Rollandin...)

... Ecco: due discussioni distinte, una sul problema della droga e l'altra sul problema degli immigrati in generale e sui suoi riflessi nella situazione valdostana.

Noi siamo d'accordo su questa proposta, purché all'ordine del giorno di uno dei prossimi Consigli vi siano due punti distinti su questi due temi.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (MSI):Devo fare due osservazioni. La prima concerne in tentativo. da parte di varie forze politiche , di dirottare il dibattito sui temi della droga e dell'immigrazione, che pur avendo un notevole peso anche nella mia mozione, non ne costituiscono l'oggetto principale. Mi dispiace che ci sia questo tentativo di sviare il problema, di far finta di niente e di non prendere posizione sul vero tema che, come ho chiarito fin dall'inizio, riguarda esclusivamente la nascita di una lega razzista, fondata da Gremmo, Consigliere regionale della Valle d'Aosta, alla quale è stato dato ampio risalto dalla stampa nazionale, che ha fornito un'immagine distorta della realtà della nostra Regione. Questo era l'oggetto del contendere ed il tema centrale della mozione del sottoscritto.

Invece, il tentativo del Partito Comunista, che accusa i due contendenti di volersi reciprocamente conquistare nuovi spazi politici, è subdolo, proprio perché io, uscendo dall'aula, ho dimostrato di non voler strumentalizzare il caso. Sapevo che ci sarebbe stata una reazione violenta da parte del Consigliere Gremmo e sarei anche potuto rimanere qui per fare bagarre, ma non l'ho fatto deliberatamente. Avevo già sbagliato una volta, quando, se ben ricordate, avevo anche promesso che non sarebbe più successo. Oggi sono stato coerente e sono uscito solo per evitare la bagarre.

Il problema però esiste, perché il Consigliere Gremmo ha creato una lega ed il vero quesito è se questa lega sia razzista o meno e se tutte le affermazioni da lui fatte ai giornali ed in questo Consiglio siano o meno antimeridionalistiche. E' su queste tematiche che bisogna dare una risposta: invece si tenta di sfuggire proponendo una discussione sull'immigrazione e sulla droga. Facciamola pure, visto che sono anch'io d'accordo, ma non era questo l'oggetto della mia mozione.

Di ciò mi dispiace sinceramente, proprio perché non volevo assolutamente che il Consiglio si pronunciasse e votasse la mia mozione, come testimonia il fatto che ho provveduto ad emendarla; ma se sapevo di rimanere solo, l'avrei lasciata nel testo originale, che era più duro e pesante, e me la sarei votata anche da solo. L'ho modificata proprio per dare la possibilità a tutti di convergere e per far sì che il Consiglio regionale esprimesse un giudizio politico su un problema drammatico, che ha avuto ampio risalto in campo nazionale. Tutti i giornali ne hanno parlato; basta prenderli per leggervi: "Consigliere regionale della Valle d'Aosta... Rappresentante di un movimento regionalista...".

La nascita di questa lega ha creato tanta confusione fuori della Valle d'Aosta ed ha offerto un'immagine distorta della nostra Regione, per cui la mia mozione, che poteva anche essere emendata, si proponeva come un'occasione per dare una risposta chiara, netta e precisa alle tesi razziste ed antimeridionalistiche del Consigliere Gremmo e per dire all'opinione pubblica nazionale che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta non si rispecchia nelle tesi del Consigliere Gremmo. Questa era la richiesta di base.

Non ci tengo affatto a creare a tutti i costi un dualismo tra me ed il Consigliere Gremmo, perché mi ritengo leggermente superiore a lui. Tuttavia, non si può rimanere insensibili di fronte a certe provocazioni, perché quello che dice e scrive il Consigliere Gremmo rimarrà agli atti di questo Consiglio. Mi chiedo che cosa ne penserà, in un prossimo futuro, qualcuno che li andrà a rileggere e si domanderà: "Ma come? Ha detto queste cose e nessuno ha reagito? Tutti hanno fatto finta di niente?". Eppure, tutti fanno finta di niente: non sentono, non vedono e non parlano, proprio come la scimmietta.

Di ciò mi dispiace, anche perché non era mia intenzione creare strumentalizzazioni intorno a questa tematica. Ho presentato la mozione con piena coscienza, perché ritenevo e ritengo che su quel problema ci debba essere una risposta del Consiglio regionale, ma, da quello che mi sembra di aver capito, prevedo che questa risposta non ci sarà.

Pertanto, mantengo la mia mozione e me la voterò da solo. Pazienza! Del resto, che cosa ci posso fare? Per quanto mi riguarda, voglio tuttavia ribadire e condannare la posizione del Consigliere Gremmo. Gli altri partiti sono ovviamente liberi di fare quello che credono.

Certo, anch'io accetto la proposta di dibattere in un prossimo Consiglio i temi della droga e dell'immigrazione, che sono molto complessi e non possono essere affrontati in una discussione di pochi minuti, ma ci tengo a ribadire che si è tentato di sviare l'attenzione dal vero problema, che non era la droga o l'immigrazione, ma esclusivamente la condanna del Consigliere Gremmo, perché la fondazione della sua Lega razzista ed antimeridionalistica ha avuto ampio risalto in campo nazionale ed ha offerto una visione distorta della nostra realtà regionale.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione presentata dal Consigliere Aloisi.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 1

Favorevoli: 1

Astenuti: 28 (Agnesod, Bajocco, Beneforti, Bich, Chenuil, Dolchi, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Mafrica, Marcoz, Martin, Mostacchi, Pascale, Perrin, Rollandin, Rusci, Stévenin, Tonino, Trione, Vallet, Vesan, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE:A questo punto terminano i lavori del Consiglio, che sarà nuovamente convocato per l'adunanza del 4 ottobre prossimo.

La seduta è tolta