Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 727 del 25 settembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 727/IX - INIZIATIVE PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO MERCI TRAMITE TIR. (Reiezione di risoluzione)

PRESIDENTE:Do lettura della proposta di risoluzione in oggetto, iscritta in via d'urgenza all'ordine del giorno dell'adunanza, con atto n. 710/IX, in data odierna, su iniziativa del Consigliere Riccarand.

RISOLUZIONE

RILEVATO che il trasporto di merci su strada attraverso le Alpi è aumentato, negli ultimi due decenni, in modo considerevole, assumendo dimensioni tali da minacciare pesantemente l'equilibrio ecologico delle Regioni alpine e le condizioni di vita delle popolazioni interessate;

EVIDENZIATO che l'intenso transito dei TIR è fonte costante di pericolo e di inquinamento e comporta un enorme consumo energetico. Attualmente la situazione più pesante si verifica nella Valle dell'Inn-Brennero e in Savoia-Valle d'Aosta, mentre la Svizzera, grazie alla sua politica tradizionalmente più restrittiva in materia di traffico pesante, sopporta un transito-merci sensibilmente inferiore;

SOTTOLINEATO che nei confronti di questo fenomeno, grave ed in costante espansione, occorre coordinare le scelte politiche fra le Regioni più direttamente interessate;

RILEVATO che le decisioni del Governo austriaco per ridurre il transito dei TIR sono inevitabili e necessarie per salvaguardare le condizioni di vita della popolazione del Tirolo;

CONSTATATO che, in assenza di iniziative concrete in Valle d'Aosta, le misure restrittive adottate dal Governo austriaco determinano un aumento del traffico dei TIR in Valle d'Aosta che è già a livelli insostenibili;

il Consiglio regionale

della Valle d'Aosta

esprime

solidarietà alle decisioni del Governo austriaco che mirano a ridurre il trasporto merci tramite TIR ed espandere invece il trasporto merci su rotaia;

si associa

alla richiesta della Provincia autonoma di Bolzano di introdurre il divieto di circolazione notturna per i mezzi pesanti anche in Italia;

invita

la Giunta regionale ad assumere le opportune iniziative per ottenere una riduzione del transito dei TIR attraverso la Valle d'Aosta;

delibera

di trasmettere copia della presente risoluzione al Ministro dei Trasporti della Repubblica Italiana, al Ministro dei Trasporti dell'Austria, al Presidente della Giunta provinciale di Bolzano.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Vorrei illustrare rapidamente la proposta di risoluzione, che credo abbia una notevole importanza rispetto alle scelte del futuro della nostra Regione.

Già nello scorso mese di giugno avevamo affrontato all'interno del Consiglio una discussione sul problema del trasporto merci su strada attraverso le Alpi. Il nostro Gruppo aveva presentato una mozione, con la quale si chiedeva in sostanza di affidare alla prima Commissione consiliare l'incarico di svolgere un'indagine conoscitiva sulla problematica, andando anche a vedere che cosa sta succedendo su tutto l'arco alpino rispetto al problema del traffico merci. La mozione era poi stata ritirata, perché il Presidente della Giunta si era impegnato a fornire alla prima Commissione una documentazione in materia, derivante dall'attività dei comitati misti che già esistono tra le varie regioni alpine. Si tratta quindi di un argomento che era già stato affrontato ed io spero che al più presto questa documentazione, che era stata promessa dal Presidente della Giunta, arrivi all'attenzione delle Commissioni, in modo che la si possa esaminare compiutamente.

Nel frattempo però c'è stata una evoluzione nella situazione ed in particolare c'è stata una conseguente e puntigliosa presa di posizione da parte del Governo austriaco nei confronti dei provvedimenti che lo stesso Governo aveva già adottato in passato e nei confronti dei provvedimenti che ha preannunciato per il futuro. Quel Governo ha limitato il transito dei TIR attraverso l'Austria e non solo ha annunciato che, a partire dal 1° dicembre di quest'anno, non sarà più consentita la circolazione notturna dei mezzi pesanti, salvo alcune eccezioni, ma ha già preannunciato, attraverso le dichiarazioni del Ministro dei trasporti, che credo abbiate letto tutti, che a partire dal 1991 non sarà più consentito l'attraversamento dell'Austria ai veicoli senza marmitta catalitica.

L'Austria ha fatto una precisa scelta ed io invito tutti coloro che non l'hanno ancora fatto a leggere una intervista al Ministro dei trasporti austriaco, Rudolf Streicher, pubblicata su "La Repubblica" di giovedì 21 settembre, nel corso della quale, alle obiezioni dell'intervistatore sui disagi creati dalle scelte austriache, ha così risposto: "Sa quanti TIR italiani attraversano ogni giorno la Valle dell'Inn, dal Brennero a Kurstein? 900, e contando anche quelli di altri Paesi si arriva a 3.800. Se si prosegue così, nel 2.010 passeranno dal Brennero più di 6.000 TIR al giorno. Per quella data, invece, i transiti non dovranno essere più di 1.000"

Questo per dire che l'Austria si è posta coscientemente il problema e sta pianificando da anni un intervento che, nell'arco di pochi anni, porterà ad una drastica riduzione dell'attuale transito di TIR. Su questa posizione essa è irrevocabile ed irremovibile, come abbiamo visto in questi giorni, ed è anche disposta a rimanere fuori della Comunità Europea, pur di difendere questa sua impostazione.

Ora, se noi teniamo presente che in Valle d'Aosta non transitano 3.800 TIR al giorno, ma non siamo molto distanti da queste cifre perché attraverso la nostra vallata abbiamo una media di quasi 2.000 TIR al giorno, io credo che i livelli di aumento non sono assolutamente diversi, anzi, sappiamo tutti che, nello studio di fattibilità e nello studio sui rapporti tra costi e benefici del progetto autostradale, è previsto un transito di 8.000 TIR al giorno. Se queste sono le cifre, significa che noi ci troviamo in pieno all'interno di questa problematica e che siamo coinvolti fino in fondo da questo tipo di scelta.

L'Austria ha fatto questa scelta ed a chi obiettava: "Ma questi camion devono pur passare da qualche parte, se si vuole che portino a destinazione le merci!", il Ministro austriaco ha risposto in modo semplice e lapidario: "Sulla ferrovia". Il trasporto su rotaia è la scelta vera, l'alternativa vincente e strategicamente giusta per quanto riguarda il trasporto di merci sulle grandi distanze. E' ormai noto e risaputo e tutti possono confermare che il trasporto su gomma è eccessivamente costoso, inquinante, ingiustificato ed energivoro per quanto riguarda le medie e le lunghe distanze: può essere fatto solo sulle brevi e sulle corte distanze.

Questo problema è particolarmente acuto in Austria ed è presente in Svizzera. Se qualcuno ha letto i giornali di domenica scorsa, avrà notato che c'erano due interviste parallele ai Ministri dei trasporti austriaco ed elvetico. Quest’ultimo, a chi gli chiedeva: "Perché voi non siete un poco più permissivi? Perché non fate passare un po' più di TIR dalle vostre parti e non aumentate il tonnellaggio che è limitato a 28 tonnellate di stazza lorda? Perché non consentite anche un limitato traffico notturno? Perché non eliminate la tassa sui mezzi pesanti?...", ha risposto dicendo chiaramente che, semmai, gli svizzeri pensano di irrigidire quei provvedimenti. Egli ha detto testualmente: "Il divieto di circolazione notturna dei camion da noi è in vigore dal 1939 e non ci sogniamo neppure di modificarlo. Abbiamo lanciato un programma di trasporto merci su ferrovia, che si chiama "Raid 2000", che sta andando avanti e che permetterà di trasportare molte più merci su ferrovia, e la risposta che noi diamo è che non siamo disposti ad accettare nulla per quanto riguarda i TIR".

Voi sapete che nel Liechtenstein esiste un organismo internazionale che si occupa della difesa delle Alpi e che ha come obiettivo centrale quello di battersi per una diversa politica dei trasporti, per non trasformare le Alpi, che sono una bellezza naturale non solo italiana od elvetica, ma europea e mondiale, in realtà forate da tutte le parti da questo traffico pesante ed inquinante, che sta distruggendo le foreste e che sta rovinando tutta l'atmosfera. Questa è la realtà, queste sono le scelte che stanno andando avanti, delle quali anche la CEE dovrà tener conto e nei cui confronti, evidentemente, anche noi dobbiamo misurare le nostre scelte.

In seguito al dibattito che s'è svolto in Italia, in coincidenza del blocco dei camionisti e delle decisioni delle autorità governative italiane, questa risoluzione ha lo scopo di dire: "Facciamo attenzione, perché i provvedimenti austriaci vanno nella direzione giusta e da essi noi dobbiamo trarre delle indicazioni per correggere le storture che ci sono in Italia, per correggere gli sbagli fatti in passato, per far sì che anche in Italia ci sia un sistema di trasporto ferroviario degno di questo nome, in modo che si possa indirizzare su rotaia il trasporto su merci".

Io credo che questa impostazione si stia rivelando dappertutto vincente. La Provincia autonoma di Bolzano, nel mese di luglio, quindi ancora prima che succedessero i fatti del Brennero, aveva approvato, pressoché all'unanimità, una mozione, con primo firmatario Uber Fasnelli della Sudtiroler Volskspartei, nella quale si dice testualmente: "Impegna la Giunta provinciale di Bolzano ad impedire, nell'ambito delle sue competenze e nel rispetto dei programmi approvati, l'apertura di nuove vie di transito e sollecita il Governo italiano perché introduca il divieto di circolazione notturna anche in Italia...''.

Poi ci sono anche altri punti estremamente interessanti, che non leggo, ma questa è comunque la situazione e noi dobbiamo fare molta attenzione perché, di fronte a quello che sta accadendo al Brennero, nel Sud Tirolo e nel Tirolo austriaco, di fronte alla presa di posizione molto ferma delle autorità elvetiche, si delineerà il rischio che il passaggio del Monte Bianco, cioè il passaggio a Nord-Ovest, diventi evidentemente la scelta preferita, nella quale si convoglierà non solo quel traffico che nei prossimi anni è previsto in aumento del 20% o del 30%, ma anche quello che, nel caso si realizzasse effettivamente l'autostrada, avrebbe un'ulteriore occasione oggettiva per espandersi ancora di più.

Esiste quindi questo problema, sul quale io credo che sia opportuno che il Consiglio regionale prenda una posizione significativa. Non possiamo, come Regione autonoma che ha al suo interno il Monte Bianco, che è il più grande massiccio delle Alpi, un'area di bellezza naturale immensa - della quale si parla addirittura come di un futuro parco internazionale, con la necessità quindi da parte nostra di salvaguardare non solo quest'area ma tutto il nostro territorio - trasformarci in un canale di transito per i TIR, con tutto il pericolo, i rischi di inquinamento ed i disguidi che ciò comporta.

Comunque, al di là di quelle scelte che anche noi dobbiamo fare nostre, con questa risoluzione io propongo che si esprima una linea di orientamento di solidarietà rispetto alle scelte del Governo austriaco e della Provincia autonoma di Bolzano, sollecitando anche noi che ci sia un rallentamento nel transito dei TIR e, soprattutto, che ci sia un blocco del loro transito durante le ore notturne. Si tratta cioè di esprimere un orientamento di fondo, che confermi le conseguenze negative che ormai abbiamo verificato con questo tipo di trasporto e di transito e che prospetti la necessità di dover cambiare impostazione puntando con maggiore decisione sulla ferrovia. La Valle d'Aosta ha peraltro già dimostrato di essere disponibile ad essere attraversata anche da una linea di collegamento ferroviario internazionale. A mio parere, questa è la strada giusta da seguire e per la quale è opportuno cambiare rotta rispetto a quella che abbiamo seguito finora.

Spero che questa risoluzione, così com'è avvenuto nel Sud Tirolo, cioè nella Provincia autonoma di Bolzano, possa essere accolta da tutto il Consiglio, in modo che possa essere un ulteriore tassello che viene ad inserirsi nel dibattito che si sta avviando a livello parlamentare. Voi sapete che il Gruppo Verde ha presentato al Parlamento italiano una proposta di legge ufficiale, nella quale chiede che sia introdotto il divieto alla circolazione notturna dei TIR su tutto il territorio. Sapete che questo argomento è in discussione fra tutti i partiti presenti in Parlamento: inseriamoci anche noi nella discussione, facendo presenti le nostre preoccupazioni ed esprimendo un nostro orientamento.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):J'ai demandé à M. Tonino, qui avait déjà prévu d'intervenir, de pouvoir prendre la parole pour dire que, étant donné le sens de la résolution présentée par M. Riccarand, on va présenter une autre résolution, toujours sur le thème, que je demanderais de distribuer afin d'en pouvoir discuter en connaissant la question.

Je crois que, tout en acceptant un certain système, les deux résolutions sont assez différentes d’un point de vue de la substance. Selon moi il foudrait connaître ce point de vue pour pouvoir prévoir la position définitive des forces de majorité et donc pour mieux débattre le thème même. Donc, je demanderais s'il est possible de faire cela. Je m’excuse s’il y a de petites notes et des observations, mais on n’a pas eu le temps matériel de rédiger un texte définitif.

PRESIDENTE:Credo che possiamo essere d'accordo nell'accettare l'iscrizione della risoluzione presentata dal Presidente della Giunta, così potrà essere confrontata con quella presentata dal Consigliere Riccarand. Io penso che possano essere discusse insieme senza difficoltà.

Se i Consiglieri sono d'accordo, si potrebbe discutere prima la risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand e poi quella presentata dal Presidente della Giunta, ma mi sembrerebbe che così facendo si scavalcherebbe troppo l'ordine delle cose.

Consigliere Riccarand, lei che in qualche modo è un po' arbitro della situazione, intende far votare oggi la sua risoluzione?

RICCARAND (NS):Sì, intendo farla votare oggi.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Je pense que le sens de cette résolution et la différence entre celle-ci et celle présentée par M. Riccarand est surtout le système à adopter jusqu'au moment où on aura la possibilité de prévoir, au niveau des chemins de fer, une intervention qui soit soutenable. Il me semble impossible de prévoir l’interdiction de la circulation des poids lourds, si on n'a pas un système alternatif: le système économique ne peut pas être arrêté tout à coup. Il faut prévoir des interventions conséquentes afin d'améliorer le système, autrement on risquerait de bloquer le fonctionnement d'un mécanisme sans avoir une autre alternative.

L'intervention de l'autoroute d'un côté et du chemin de fer de l'autre ne sont pas en contradiction: il y a l’exigence de soutenir la réalisation du chemin de fer, surtout de la branche Aoste-Martigny, qui va dans la direction d'une amélioration et surtout d'une liaison avec une réalité différente.

Je pense qu’avec cette résolution on va considérer, d'une façon strictement réaliste, ce qui se passe aujourd'hui; il serait impossible, étant donné le système économique moderne, d'intervenir en supprimant la circulation des poids lourds sans avoir des programmes alternatifs: voilà la différence substantielle.

Pour le reste, en prévoyant, en tant qu'Administration régionale, une intervention directe, en se substituant aux organes du Gouvernement pour prédisposer l'avant projet de la liaison Aoste-Martigny, je crois qu'on a fait un effort dans le sens que quelqu’un, avant, avait entamé.

Je crois donc que les deux propositions ne sont pas incompatibles et que la possibilité de prévoir la substitution, petit à petit, d'une partie du trafic par poids lourds avec le système du chemin de fer, est une chose souhaitable.

On a souligné aussi la nécessité d'un raccord entre ce qui se passe et la question de l'autoport. Là aussi, selon moi, il faut prévoir une liaison avec les structures déjà existantes; il ne suffit pas de dire qu'on va pousser le chemin de fer. Pour notre Région, reprendre les structures de chemin de fer dans leur ensemble signifie prévoir toute une série de modifications, même au niveau de rapport avec l’environnement.

C'est dans ce sens qu'on a présenté cette résolution, qui, d'un côté, reprend le système de communication qui avait déjà été présenté par l'Assesseur et illustré aux conférences précédentes et en même temps souligne les aspects qu'il est indispensable de revoir dans la politique des transports au niveau du Gouvernement.

BICH (Presidente del Consiglio):Giunti a questo punto, credo che il miglior modo di procedere sarebbe quello di iscrivere la proposta di risoluzione presentata dalla Giunta e discutere tutto nel Consiglio del 4 ottobre, in modo che sia dato ampio spazio alla discussione di argomenti così importanti e comparabili. Devo osservare tuttavia che il Consigliere Riccarand ha già ottenuto l'iscrizione della sua proposta di risoluzione e quindi dovrebbe essere lui a dirci se vuole che sia votata in questa o nella prossima adunanza del Consiglio.

Resta il fatto però che, se il Consigliere Riccarand chiede la votazione per la sua risoluzione, dovrà essere iscritta anche la risoluzione della Giunta.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Io credo che le due risoluzioni affrontino due questioni diverse, anche se connesse tra di loro.

La mia risoluzione non fa volutamente alcun riferimento esplicito alla situazione specifica di casa nostra ed in particolare alla scelta autostradale o meno, ma mira a far sì che noi ci pronunciamo rispetto alla problematica dei TIR. Essa vuol sapere se noi, come Regione autonoma Valle d'Aosta, siamo per un aumento del transito dei TIR attraverso le strade dell'arco alpino oppure se siamo per una sua riduzione e se siamo d'accordo o contrari ai provvedimenti assunti e ancora da assumere da parte svizzera ed austriaca. Ecco la questione sulla quale io chiedo che si pronunci il Consiglio.

Anche se collegata a questa risposta, è tuttavia ben altra cosa la scelta di politica dei trasporti (ferrovia, autostrada...) che invece viene affrontata nella risoluzione della Giunta, che io non potrò mai accettare, perché non fa altro che ribadire la scelta autostradale, per cui credo che ci troviamo su due sponde opposte. Resta il fatto tuttavia che, essendo due cose diverse, devono essere trattate come tali. Pertanto, se la Giunta ritiene di porre in votazione anche la sua risoluzione, la cosa mi sta bene, ma ribadisco però che si tratta di due iniziative diverse.

Io chiedo che il Consiglio regionale non faccia finta di niente di fronte ai provvedimenti del Governo austriaco: si pronunci rispetto all'Austria, alla Svizzera ed al Sud Tirolo. Essi dicono: "Noi puntiamo ad una riduzione del transito e chiediamo al Governo italiano di introdurre il divieto del transito notturno dei TIR". Che cosa dice in merito la Valle d'Aosta? Questo è l'interrogativo ed io propongo...

(... Interruzione ...)

... No, no. Questa è una risposta evasiva, perché non dà una risposta. Noi ci affianchiamo a queste richieste? Chiediamo anche noi una riduzione del transito dei TIR? Chiediamo anche noi il divieto del transito notturno dei TIR? Chiediamo una riduzione del tonnellaggio? Oppure non chiediamo nulla di tutto ciò? Queste sono le domande che io pongo.

Rispetto alle questioni prospettate, io credo che noi, come Consiglio regionale della Valle d'Aosta, dobbiamo dire: "Basta con i TIR! Riduciamo il transito dei TIR!". Ma questo lo dobbiamo dire, a prescindere dal fatto che ci sia o meno l'autostrada, perché al Brennero c'è l'autostrada, eppure il Ministro dei trasporti del Governo austriaco dice: "Basta con i TIR, perché ne abbiamo 3.800 e fra 10 anni ne vogliamo avere solo 1.000!". Tutto ciò lo stanno anche pagando a caro prezzo...

ROLLANDIN (fuori microfono):Lì hanno anche la ferrovia.

RICCARAND (NS):E' vero, lì hanno anche la ferrovia. Benissimo, ma allora facciamo delle scelte. Questo è il problema che io pongo, anche perché credo che noi dobbiamo avere la correttezza di dare una risposta, chiarendo se stiamo da una parte o dall'altra. Solo dopo, evidentemente, si potranno proporre altre scelte, come quelle affrontate nella risoluzione della Giunta.

PRESIDENTE:Giunti a questo punto, se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la richiesta di iscrizione in via d'urgenza all’ordine del giorno della proposta di risoluzione presentata dal Presidente della Giunta, Rollandin, e dall'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

IL CONSIGLIO

- ai sensi del secondo comma dell'articolo 52 del Regolamento interno;

- ad unanimità di voti favorevoli;

DELIBERA

di procedere nell'adunanza in corso alla discussione e alla deliberazione sulla risoluzione: "Iniziative per lo sviluppo e l'integrazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie di livello internazionale della Valle d'Aosta e per il riequilibrio del rapporto fra trasporto merci su strada e su ferrovia".

PRESIDENTE:Do lettura della proposta di risoluzione presentata dal Presidente della Giunta, Rollandin, e dall'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi.

RISOLUZIONE

PREMESSO che il progressivo abbattimento delle tradizionali barriere che ostacolano la circolazione di persone e di merci, unitamente al costante e crescente sviluppo economico dei paesi europei ha determinato un fortissimo aumento delle correnti di traffico di merci, in particolare nella direzione nord-sud.

PREMESSO ANCORA che la prospettiva della realizzazione, a partire dal 1993, di un unico mercato europeo comporta la previsione di ulteriori consistenti sviluppi di scambi tra l'Europa e i paesi del sud e dell’est.

CONSTATATO che, a fronte dei suaccennati imponenti fenomeni di modificazione quantitativa e qualitativa dei rapporti su scala intercontinentale, la realtà italiana si presenta gravemente squilibrata rispetto al rapporto tra il trasporto merci su gomma e quello su rotaia; lo squilibrio è conseguente ai gravi ritardi di scelte generali concernenti l'ammodernamento del sistema ferroviario italiano e al suo collegamento con quello europeo, ritardo che comporterà sicuramente un appesantimento di costi sull'intero sistema economico italiano.

CONSIDERATO che appaiono sicuramente insufficienti misure tendenti ad assegnare, direttamente o indirettamente, all'arco alpino un ruolo passivo di barriera e di ostacolo così come sono da valutare negativamente azioni od interventi scoordinati o non attenti alle particolari delicate caratteristiche ambientali della montagna;

CONSIDERATO ALTRESI' che scelte di blocco del traffico o di chiusura di valichi, non coordinate e non valutate rispetto alle prevedibili conseguenze, non possono essere considerate risposte positive e costruttive rispetto ai problemi del trasporto degli anni futuri, problemi che possono essere risolti soltanto con una diversa politica del governo che privilegi concretamente il mezzo ferroviario.

TENUTO PRESENTE che il territorio della Regione Valle d'Aosta ha svolto e continuerà a svolgere un ruolo strategico nella politica europea dei trasporti e delle comunicazioni.

RICORDATO che più volte la volontà politica della Regione si é espressa nella direzione di considerare il territorio regionale inserito attivamente nella nuova realtà sociale politica economica europea e di salvaguardare i connotati peculiari dell'ambiente valdostano.

RICORDATO ALTRESI' che la Regione ha già definito, per quanto riguarda i trasporti delle merci e i collegamenti internazionali le seguenti scelte fondamentali:

1 - integrazione dei modi di trasporto su strada e su ferrovia valorizzando e potenziando i punti di interscambio; in questo senso va riconsiderato il ruolo dell'autoporto regionale opportunamente adeguato quale centro di collegamento e scambio con il sistema ferroviario;

2 - riequilibrio del rapporto del trasporto merci su ferrovia con quello su strada puntando decisamente a favore di una politica che collochi l'ammodernamento ed il potenziamento del sistema ferroviario quale obiettivo centrale dello sviluppo del Paese per un suo positivo inserimento nella nuova realtà europea;

3 - realizzazione del collegamento autostradale tra Aosta e il Tunnel del Monte Bianco e costruzione del tunnel ferroviario Aosta-Martigny con relativo moderno collegamento del sistema ferroviario italiano con quello europeo.

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELLA VALLE D'AOSTA

RIBADISCE la validità delle scelte effettuate che potranno assicurare ricadute positive sotto il profilo economico, politico non occupazionale e dei rapporti solo a livello regionale ma anche a livello nazionale ed internazionale;

AUSPICA che la costruzione del raccordo autostradale tra Aosta e il Tunnel del Monte Bianco possa ultimarsi nei tempi previsti e vengano rimossi gli ostacoli che tendono ad impedire un celere svolgimento dei lavori con conseguenti danni, anche economici, per l'Amministrazione regionale;

IMPEGNA la Giunta regionale a proseguire con forza le azioni avviate per tendere alla realizzazione del raccordo ferroviario Aosta-Martigny di cui è già stato predisposto, a totale carico dell'Amministrazione regionale, lo studio di fattibilità già fatto pervenire alle competenti Autorità politiche e tecniche del Ministero dei Trasporti;

IMPEGNA INOLTRE il Presidente della Giunta, l'Assessore regionale dei Trasporti, i Parlamentari della Valle d'Aosta a richiedere incontri con il Ministro dei Trasporti e con il Presidente dell'Ente FF.SS. al fine di:

a) ribadire l'esigenza di un forte impegno del Governo nazionale per la ristrutturazione e potenziamento del sistema ferroviario italiano quale condizione indispensabile per stabilire un diverso rapporto tra il trasporto di persone e di merci su gomma e su rotaia;

b) sostenere l'esigenza che il Governo, dopo la scelta del traforo ferroviario Aosta-Martigny con il relativo nuovo collegamento con le principali direttrici ferroviarie del sistema ferroviario italiano".

PRESIDENTE:Dichiaro aperta la discussione, che avverrà congiuntamente su ambedue le proposte di risoluzione: quella del Consigliere Riccarand e quella del Presidente della Giunta, Rollandin, e dell'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Esprimo subito l'adesione del nostro Gruppo alla risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand, motivata da un ragionamento che non ha nulla di ideologico, perché tiene solo conto della sostanza delle cose. Da questo punto di vista ritengo abbastanza significativo che quell'atteggiamento sia tenuto da realtà alpine simili alle nostre, come la Svizzera, l'Austria ed il Sud Tirolo.

Dico subito che un atteggiamento, da parte nostra, che non sia sufficientemente netto, non va nella direzione di chiedere una vera inversione di tendenza. Io ho sentito il Ministro dei trasporti, Bernini, affermare in televisione: "L'Italia ha clamorosi ritardi sul piano del riequilibrio tra il trasporto su gomma e quello su rotaia". E' indubbio, quindi, che, se noi non assumiamo posizioni coraggiose rispetto a questo punto, sarà inevitabile l'aumento del traffico su gomma attraverso la nostra Regione e, inevitabilmente, sarà o potrà essere rinviata l'effettiva inversione di tendenza sul piano delle scelte generali del trasporto.

Ho letto, sia pure velocemente, la risoluzione presentata dal Presidente della Giunta, ma voglio dire molto chiaramente che il realismo contenuto in quella risoluzione rischia di essere letto come una vera e propria subalternità nei confronti delle attuali scelte sulle linee di trasporto. Io credo che una Regione autonoma come la nostra debba avere un poco di coraggio in più, in modo da scegliere di fare una dichiarazione decisa in favore di una riduzione del transito dei TIR. Questa è la premessa indispensabile affinché poi si possano fare anche delle scelte diverse.

Non ha senso, a mio avviso, dire: "Noi abbiamo proposto la ferrovia Aosta-Martigny" (e quella potrebbe essere una direttrice di transito su cui convogliare anche una quota del traffico che oggi viaggia su gomma), se poi nei fatti non ci si oppone a quello che in realtà sarà un aumento esponenziale del transito su gomma nella nostra Regione. Eppure sarà proprio così, e del resto tale aumento era previsto anche dagli studi per la costruzione dell'autostrada, e la posizione giusta e corretta, tenuta dalle altre realtà dell'arco alpino, non potrà che portare ad un ulteriore incremento del transito di TIR nella nostra Regione.

Io credo che la Valle d'Aosta non abbia alcun interesse ad incentivare quella politica, per cui deve esprimersi nettamente. Questo è il senso della scelta molto opportuna che oggi viene portata all'esame di questo Consiglio regionale.

Tra l'altro, ha allarmato non solo noi la notizia che ho sentito dalla televisione che i tassi di inquinamento prodotti dal transito dei TIR in alcune zone della nostra Regione siano tra i più alti d'Italia. Questa circostanza sarà sicuramente oggetto di altre iniziative da parte del nostro Gruppo, nel senso che noi chiederemo che vengano fatti rilevamenti seri, in modo che la situazione sia tenuta assolutamente sotto controllo. Tengo a precisare però che, se tale notizia è vera, con il traffico di oggi, mi domando quale sarà la situazione più avanti.

Con questo voglio dire che a me pare del tutto evidente che gli interessi primari di questa Regione, che alla fine coincideranno anche con gli interessi generali del Paese, siano quelli di chiedere un contenimento della sciagurata politica di incentivazione del trasporto su gomma, a scapito di quello su rotaia. Torno a ripetere che questo è il senso di un ragionamento che, a nostro avviso, non ha nulla di ideologico, ma poggia solo su questioni che riguardano la salute e la qualità dell'ambiente e che riguardano anche l'economia, perché, come giustamente è stato ricordato prima, il traffico su gomma è più costoso e dispendioso di energia, mentre le altre scelte presentano vantaggi di tutta evidenza.

Questa è la ragione per la quale noi voteremo la risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand e non voteremo quella presentata dalla Giunta regionale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (PSI):Mi pare che il problema posto dal Consigliere Riccarand nella sua risoluzione sia un po' semplicistico, nel senso che la domanda che noi ci dobbiamo porre non è quella se vogliamo più TIR o meno TIR. E' chiaro che ad una domanda del genere tutti risponderemmo che vogliamo meno TIR, perché a nessuno fa piacere avere dei TIR in casa.

La domanda invece che noi ci siamo già posti e che possiamo anche riporci oggi è quella che il Presidente della Giunta ha esposto in un paragrafo della risoluzione che ha presentato, dove afferma che finora la Valle d'Aosta ha svolto un ruolo strategico nella politica europea dei trasporti e delle comunicazioni. Dopo questa affermazione ci si può porre la seguente domanda: "La Valle d'Aosta vuole continuare a svolgere questo ruolo o no?". Noi ci siamo posti questa domanda e nei dibattiti che ci sono stati nella scorsa legislatura abbiamo dato una risposta articolata, che teneva conto della realtà attuale, ma nello stesso tempo esprimeva preoccupazioni e prevedeva la realtà futura lanciando ulteriori proposte.

La realtà attuale è quella che noi tutti conosciamo e che ci ha portato alla scelta necessaria ed obbligata dell'autostrada, ma nello stesso tempo sapevamo e sappiamo che la scelta dell'autostrada, a lungo andare ed anche con l'apertura dei mercati europei, comporterà un aumento considerevole nel tempo di questo traffico su rotaia, che pertanto non può essere una prospettiva per la Valle d'Aosta. Noi, tuttavia, ci siamo fatti promotori, anche se non toccava a noi, di rilanciare il discorso della ferrovia. Questa iniziativa toccava allo Stato, ma noi, proprio perché interessati in prima persona, ci siamo preoccupati di quello che potrà succedere nel 2000 ed abbiamo portato avanti l'alternativa del trasporto su rotaia.

Non mi sembra quindi che le situazioni dell'Austria e della Valle d'Aosta possano essere comparabili, intanto perché l'Austria è fuori dal Mercato comune, mentre noi siamo dentro, e poi perché in Austria e lungo tutto il suo asse esiste una struttura ferroviaria che è in grado di creare un'alternativa al trasporto su gomma, mentre qui in Valle d'Aosta non esiste ed è proprio ciò che rientra nella nostra proposta.

E' molto semplicistico dire: "Ma allora voi volete...". Io non vorrei che alla fine, non votando questa risoluzione, il Consigliere Riccarand vada in giro a dire che le forze di maggioranza vogliono più TIR in Valle d'Aosta, perché questo non è assolutamente vero. Noi siamo realisti, nel senso che vogliamo che la Valle d'Aosta continui ad avere il suo ruolo nella politica delle comunicazioni all'interno del Mercato comune europeo del quale ci sentiamo parte.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.

RUSCI (PRI):Nell'illustrazione del suo ordine del giorno, il Consigliere Riccarand ci sollecitava ad esprimere un parere, a dire cioè se stiamo dalla parte dell'Austria o della Svizzera, come "forma mentis" e quindi come successivo atteggiamento politico, oppure se stiamo a tutti i costi dalla parte dei TIR.

Secondo me, nel suo intervento il Consigliere Pascale ha ben centrato la posizione che questo Consiglio regionale dovrebbe tenere, nel senso che noi dobbiamo stare dalla nostra parte, cioè dalla parte della Valle d'Aosta. Io credo che questa Regione, nei suoi secoli più tristi di storia, abbia pagato una posizione di "cul de sac", per cui si può dire che finalmente la Regione ha giocato un ruolo importante e fondamentale sugli assi di grande comunicazione.

Io non credo che sia così semplice invertire una tendenza che ha dato alla nostra Regione prestigio ed importanza a livello internazionale. Visto che esiste questa collocazione europea che abbiamo comunque deciso di avere all'interno del Mercato unico europeo, ebbene, serietà e senso di concretezza sono il dovere degli amministratori e dei politici di questa Regione.

Mi sembra che nel documento del Presidente della Giunta e dell'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, sia evidenziato questo senso di concretezza, che tiene conto del ruolo che la nostra Regione ha giocato e deve necessariamente continuare a giocare, con l'aggiunta di una sottolineatura fondamentale che evidenzia come sia assolutamente importante un riequilibrio del trasporto su ferrovia, per il quale anche il mio Partito fa voti e si dichiara favorevole, e tiene conto che comunque il ruolo che abbiamo giocato sinora non può essere dimenticato, anche perché la realtà non può essere mutata istantaneamente.

Non si tratta quindi di dare una risposta alla domanda: "TIR sì o no?", ma la risposta deve essere data alla domanda sulla funzione che questa Regione deve svolgere, tenendo conto però degli aspetti economici immediati, delle esazioni e dei tributi da transito, ma anche dell'indotto economico molto importante che viene attivato quotidianamente lungo l'asse di trasporto delle strade regionali.

Come Partito, quindi, noi voteremo sicuramente a favore del documento presentato dalla Giunta.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (ADP):Farò alcune brevissime considerazioni sulle differenze tra le due risoluzioni.

Mi sembra che quella presentata dal Consigliere Riccarand, che si fa portavoce delle preoccupazioni e dei rischi dovuti all'incremento del passaggio di mezzi pesanti adibiti al trasporto delle merci lungo la nostra Regione, sia un documento tattico, che pone l'accento più sulle conseguenze che non sulle cause di un fenomeno che interessa noi tutti, ma soprattutto le generazioni future. Perché dico "tattico"? Perché esso potrebbe essere preso in considerazione come arma per sollecitare il Governo nazionale a fare ciò che non ha mai fatto.

Il documento proposto dalla Giunta cerca invece di andare alla radice del problema per individuare le cause dei fenomeni dei quali oggi possiamo consta tare le conseguenze.

La risoluzione del Consigliere Riccarand, nell'esprimere una certa solidarietà all'Austria ed alla Provincia autonoma di Bolzano, automaticamente spinge o determina in qualche modo, come conseguenza, un probabile aumento del passaggio dei mezzi pesanti proprio attraverso il nostro territorio. Se l'Austria e la Svizzera chiudono e le Alpi diventano una barriera, i traffici prenderanno altre vie, per cui questo nostro paese rimarrà in qualche modo distinto e staccato. Nella fase attuale, anche senza scendere a compromessi, si deve cercare di tener conto molto realisticamente che, se chiude anche la Valle d'Aosta, le merci continueranno ugualmente ad entrare in Italia, ma passeranno per altre vie. Il problema è sempre quello delle Alpi, che, se non vado errato, visto che i miei ricordi scolastici sono ormai troppo lontani, contornano lo stivale da Trieste al colle di Cadibona.

L'atteggiamento della Provincia di Bolzano e dell'Austria può essere motivato dal fatto che esse sono appesantite da un traffico molto più consistente del nostro. La televisione diceva che attraverso il Brennero passa il 50% dell'intero traffico merci Nord-Sud, mentre l'altro 50% è suddiviso tra tutti gli altri valichi. Chiudere le porte, però, corrisponde a rimanere fuori dal circuito dei grandi traffici oppure a concorrere ad intasare altre vie di transito. Questa è molto realisticamente la situazione attuale.

Quali sono allora le considerazioni da fare? Si vuole incentivare il traffico su strada? Il traffico su gomma ha avuto un incremento vertiginoso, ma qual è il vero problema? Il vero problema è che il nostro Governo, in materia di politica ferroviaria, non ha fatto delle scelte capaci di porre il sistema ferroviario italiano all'altezza, non dico dei Paesi più sviluppati e progrediti in questo settore, e mi riferisco in particolare, oltreché alla Svizzera, alla Germania ed all'Austria, ma lo ha lasciato addirittura in condizioni di arretratezza, con un ritardo clamoroso e spaventoso, rispetto all'incremento degli scambi e dei traffici.

Cercando di essere sempre realistici, cerchiamo di vedere quali possono essere le prospettive future. Al di là della creazione del Mercato comune europeo e quindi del prevedibile incremento dei traffici al suo interno, è da tener presente il dato assolutamente nuovo dei mutati rapporti con l'Est e, soprattutto, il notevole sviluppo demografico, oltreché economico, dell'Africa, che farà aumentare considerevolmente gli scambi Nord-Sud. Il Nord Europa dovrà collegarsi con questo mondo e gli scambi saranno destinati ad aumentare. Questo dato di fatto è ormai descritto con approssimazioni abbastanza precise: l'Africa si avvia a raggiungere il miliardo circa di abitanti poco oltre il 2000.

L'aumento degli scambi, quindi, è un dato prevedibile, su cui è possibile ragionare con dei numeri abbastanza realistici. Dove sta allora il problema? Il problema, sul quale credo che siamo tutti d'accordo, sta nel fatto che il nostro Paese sconta il ritardo di certe mancate scelte nel trasporto su rotaia, anche in termini economici, perché il trasporto su strada rappresenta un costo aggiuntivo per l'economia italiana, tant'è che i nostri prodotti rischiano di andare fuori mercato, perché il sistema italiano non riesce a garantire un servizio di trasporto non solo efficiente, ma anche in linea con gli standard economici europei.

La nostra risoluzione cerca di sotto lineare proprio questi aspetti che stanno alla base e che quindi sono la causa e non l'effetto dell'attuale situazione. Il nostro parere è che il problema non può essere risolto chiudendo od ostacolando: il vero problema politico invece è che il trasporto delle merci avvenga nei modi più convenienti, meno inquinanti, ma anche e soprattutto economicamente più validi. Sulle lunghe distanze, infatti, ciò può avvenire solo con i treni, che possono portare anche i TIR, evitando l'enorme consumo energetico del trasporto su strada.

Questo è il senso del nostro documento. Non faccio alcun riferimento a quanto è stato già sottolineato dai Consiglieri della maggioranza che sono intervenuti prima di me, ma mi riferisco al ruolo strategico che il nostro territorio ha nell'Europa comunitaria e che tornerà ancora alla ribalta e con maggiore enfasi dopo il 1993, anche perché la Svizzera e l'Austria non fanno parte della CEE. E' probabile che l'Austria ne farà parte, così com'è probabile che il braccio di ferro sui TIR, con le lunghe colonne lungo l'auto strada, sia un elemento di contrattazione dell'ingresso dell'Austria nella CEE.

Quando si chiude o si limita il transito da una parte, si costringe ad aprire o a gonfiare la situazione da altre parti. In questa condizione, quali altre alternative realistiche sono possibili? L'unica alternativa è che, sulla spinta di questi episodi e di questa situazione nuova, il Governo decida finalmente di fare quello che non ha fatto da decenni a questa parte, di dotarsi cioè di un sistema ferroviario efficiente.

Noi sosteniamo anche che non esiste alcuna incompatibilità tra la saldatura del sistema autostradale italiano con quello europeo, che in parte si realizza con la realizzazione dei 40 chilometri che separano Aosta dal traforo del Monte Bianco, e la saldatura del sistema ferroviario italiano a quello europeo. Non solo sosteniamo questa compatibilità, ma sosteniamo anche molto realisticamente la possibilità di uno scambio tra il sistema di trasporto su rotaia e quello su strada, Questo tema ci dovrà interessare in modo del tutto particolare, nel senso che il nostro Autoporto va riconsiderato anche alla luce di queste affermazioni e di queste prospettive.

Io cerco sempre di capire le ragioni di coloro che si fanno portavoce di idee diverse dalle mie, per cui ritengo che si possa fare anche una lettura diversa del nostro documento. C'è da osservare però che nel frattempo l'autostrada va avanti, ma la ferrovia che fa? Il fatto che l'autostrada vada avanti discende da una diversa competenza della Regione in tema di strade e di ferrovie. E' certo che per realizzare un traforo da Aosta a Martigny dobbiamo disporre di una decisione del Governo nazionale. nel senso che non possiamo metterci noi a fare il traforo...

(... Interruzione del Presidente Rollandin ...)

... Ecco. Quali sono allora le condizioni attuali? Pare che il Governo abbia finalmente assunto una decisione favorevole sul Brennero. Per quanto concerne le Alpi centrali, sembra che stia procedendo l'ipotesi del San Gottardo. Nella zona del Nord-Ovest torna a riprendere quota la proposta della Valle d'Aosta, cioè che il collegamento più funzionale del sistema ferroviario italiano con quello europeo sia costituito dal traforo Aosta-Martigny.

Questo è il nucleo delle proposte contenute nel nostro documento, che presentiamo all'attenzione del Consiglio, che del resto le aveva già dibattute anche in precedenza, e che confrontiamo con i temi proposti dalla risoluzione del Consigliere Riccarand.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Io mi sarei aspettato un intervento anche da parte dell'Union Valdôtaine, perché questa tematica è di fondamentale importanza e una forza politica dovrebbe avere il coraggio di dire effettivamente come la pensa. Non dobbiamo dimenticare che l'Union Valdôtaine, su questi temi, nel corso degli anni ha cambiato posizione più volte é la cambierà più volte anche in futuro, però oggi non si esprime chiaramente, nel senso che non dice o si affida alle parola della Giunta, mentre dovrebbe essere esplicitata fino in fondo la posizione del Movimento, proprio perché si tratta di scelte fondamentali e decisive sul nostro futuro.

Cosa posso dire? Mi sembra che in sostanza ci sia la chiusura più totale verso tutto ciò che di nuovo si muove intorno a noi. Il Consigliere Tonino ha fatto un bell'intervento, che io apprezzo, non perché mi ha dato ragione...

(...ilarità dell'assemblea... )

... no, non per questo, ma perché il Partito comunista italiano negli anni passati ha avuto delle posizioni molto distanti dalle nostre su questi problemi ed ha avuto gravi responsabilità anche nella ripresa della politica autostradale in Italia. Ora invece sta cambiando posizione, perché si sta rendendo conto di come si vanno modificando le cose, delle esigenze nuove e dei nuovi problemi che si pongono nella società.

Noi apprezziamo questa capacità di cambiare posizione, di rendersi conto di quello che succede e di assumere posizioni nette, che però all'interno del Consiglio è solo del PCI, perché gli interventi dei Consiglieri Pascale e Rusci, nonché quello dell'Assessore Lanivi, pur con belle parole e circunlocuzioni varie, hanno ripetuto cose vecchie di 10 o 20 anni fa, che non prospettano nulla di nuovo. Si dice che ci vuole un riequilibrio: ma chi non lo dice? chi non l'ha sempre detto che ci vuole un riequilibrio? Se però andiamo a guardare i risultati, scopriamo che questo riequilibrio non c'è stato e che le cose che si stanno facendo in questo momento in Valle d'Aosta non vanno sicuramente verso un riequilibrio, perché, se noi credessimo veramente nel riequilibrio, avremmo dovuto dire: "In Valle d'Aosta prima facciamo la ferrovia, poi semmai, ma solo dopo, facciamo l'autostrada". Ma quando mai si è pensato a questa posizione?

Se avessimo veramente creduto che il Governo e lo Stato italiano sarebbero andati verso il potenziamento del trasporto ferroviario, li avremmo dovuti ricattare dicendo: "Noi qui blocchiamo i TIR! Non vogliamo l'autostrada e fateci la ferrovia; magari dopo faremo anche l'autostrada". Ma quando mai si è fatto un simile ragionamento? Perché? Perché noi non crediamo assolutamente al riequilibrio. Quando lo farà qualcun altro ci staremo anche noi, ma in questo momento ci interessa solo che, all'interno della Valle d'Aosta, i TIR passino comunque e di più, anche nei giorni vietati dal calendario del Ministero dei Lavori Pubblici. Siamo l'unica Regione d'Italia ad avere una legge che si intitola: "Incentivazione del traffico attraverso l'autoporto della Valle d'Aosta", che prevede tutta una serie di provvedimenti per incentivare il traffico dei TIR. Questa è la realtà.

Come ha detto bene il Consigliere Tonino, la risoluzione della maggioranza è tutta all'interno della più vecchia impostazione della politica dei trasporti, condita evidentemente da buone intenzioni e da belle parole, ma la logica è quella e non si ha il coraggio non dico di rinnegare determinate scelte, cosa che potrebbe essere pesante per chiunque, ma non si ha neppure il coraggio di dire: "Le scelte dell'Austria e della Svizzera sono valide". Eppure, ben si sa che, se si vuole cambiare qualcosa, bisogna puntare i piedi.

L'Assessore Lanivi dice che la conseguenza dei provvedimenti austriaci è costituita da blocchi, tensioni e da maggiori transiti attraverso la Valle d'Aosta: non è vero che le conseguenze debbano essere per forza queste. Certamente, se saranno la stessa Valle d'Aosta ed il Friuli-Venezia Giulia a dire ai TIR: "Accomodatevi", potrebbe anche succedere questo, però io credo che, se da parte di tutte le Regioni dell'arco alpino ci fosse una posizione ferma, il risultato sarebbe un altro ed in pochi anni si farebbe quel cambiamento radicale nella politica dei trasporti in Italia, che non si è avuto in cento anni. Questa è la realtà. Allora, bisogna vedere se noi stiamo dalla parte della vecchia politica dei trasporti o stiamo invece dalla parte delle preoccupazioni che sono state espresse da questi Paesi.

Il Consigliere Pascale diceva che l'Austria e la Svizzera non sono nella CEE. Cosa vuol dire questo? Quei due Paesi non sono nella CEE, ma tutti sappiamo che l'Austria sta cercando in tutti i modi di entrare nella CEE, però non è disposta ad entrarci sacrificando il suo territorio. Sappiamo tutti che la Svizzera, pur non aderendo alla CEE, per una sua storia, per la sua costituzione e per tutta una serie di vicende che le sono proprie, ha in corso tutta una serie di trattative per essere integrata nel Mercato comune europeo, però non ha intenzione di cedere per quanto concerne i TIR, proprio perché, come diceva giustamente il Consigliere Tonino, queste sono questioni di vitale importanza per il futuro.

Recentemente è uscito uno studio della Lega per l'ambiente, che ha esaminato su basi medico-scientifiche le conseguenze sulla salute degli uomini e delle donne delle emissioni inquinanti dei TIR, dovute alla combustione del gasolio, che sono una delle cause principali del cancro. Oggi non siamo in grado di quantificare queste cause e probabilmente ci vorranno ancora dei decenni per riuscire a capirle appieno, però esse sono già pesantemente operanti all'interno della nostra Regione. Non è vero che il traffico del Brennero è enormemente superiore: ho già detto prima che, stando alle cifre ufficiali diffuse dal Ministro dei Trasporti austriaco, sono 3.800 TIR al giorno, mentre noi ne abbiamo 2.000. Con questo però non dobbiamo certamente credere di essere su un altro mondo. Fra poco loro scenderanno a 1.000, ma a quella data noi a quanti saremo?

Noi abbiamo fatto una tabella, dalla quale ricaveremo anche un manifesto da affiggere pubblicamente per far conoscere l’evoluzione esponenziale del traffico dei TIR in Valle d'Aosta. Nei prossimi anni, con l'unificazione del Mercato comune e con la politica restrittiva in corso d'attuazione in Austria e Svizzera, se non faremo niente ci sarà sicuramente un ulteriore aumento.

Il Sud Tirolo ha assunto una posizione ben precisa e ferma, pur essendo all'interno della Comunità europea, dimostrando maggiore sensibilità rispetto alle problematiche ambientali: tutto il Consiglio provinciale, ad eccezione dell'unico rappresentante del Movimento sociale italiano, ha votato questa risoluzione. Questa è la realtà.

Io credo, quindi, che rispetto a questi problemi ci sia un nostro grave ritardo di elaborazione, perché continuiamo a ripetere vecchie posizioni, dietro cui si nascondono probabilmente dei piccoli interessi di carattere immediato, per inseguire i quali non badiamo al nostro futuro. Probabilmente, il motivo ideale per cui adesso noi non siamo disposti a seguire o comunque ad esprimere anche solo una solidarietà di facciata alle posizioni della Svizzera, dell'Austria e del Sud Tirolo, è individuabile nel fatto che probabilmente a noi, contrariamente a loro, i TIR rendono dei soldi. Tutti sappiamo quanto incida l'IVA da importazione nel bilancio della Regione e noi, probabilmente perché potremo inseguire ancora per un certo numero di anni, anche se non per molti, questi trecento miliardi, abbiamo paura di assumere anche solo una posizione di principio sulla politica del traffico dei TIR.

Fra un po' di anni, quando l'IVA da importazione sarà scomparsa, mi piacerebbe vedere come cambieranno le posizioni all'interno di questo Consiglio, come ci sarà una levata di scudi contro la colonizzazione della Valle d'Aosta da parte dei TIR, dopo che saremo diventati un corridoio di transito di mezzi "pestilenziali"... A quella data ci sarà una rivolta che non partirà dalla popolazione, ma da questi banchi; ma perché questa rivolta non parte adesso, visto che ci sono tutte le condizioni e le premesse, tant’è che c'è gente che già paga per questa situazione? Dobbiamo aspettare che ci portino via questi soldi per dire come stanno in realtà le cose?

Io credo che si debba avere un po' più di coraggio e di coerenza, per cui rinnovo la richiesta al Consiglio di votare questa risoluzione, mentre non posso che ribadire il mio giudizio totalmente negativo nei confronti del documento presentato dalla Giunta regionale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Je crois que les Conseillers qui ont pris la parole ont déjà donné une idée des intentions des forces de la majorité; au-delà des interventions d'un Groupe ou de l'autre, si, à un moment donné, on a résumé une série de projets qui vont marquer la politique dans le domaine des transports, alors il me semble inutile de multiplier les interventions mêmes. Ce qui m'étonne un peu est le fait que M. Riccarand doit nécessairement donner son interprétation: il ne suffit pas d'écrire un document et de déclarer ses propres intentions, car la seule interprétation valable, l'Evangile, est ce que Riccarand croit être dans la tête des Conseillers, qui proposent une intervention. Je pense que cette position est vraiment ridicule.

On a pris note de la résolution de M. Riccarand et on a simplement discuté sur les interventions; l'Assesseur Lanivi a exprimé son idée, mais M. Riccarand n’a pas accepté cela. Au moment où on présente une résolution dans laquelle on dit que, malheureusement, dans le domaine des transports on est en retard, pour M. Riccarand cela n'est plus valable.

On n'a absolument pas prévu de reconnaître que la seule politique possible est celle des TIR; au contraire, on a dit qu'il y a une alternative. Pour démontrer cela on a fait un projet qui a été payé par l'Administration régionale, mais cela ne suffit pas encore. On a présenté aux différents Ministères la résolution, mais ce n'est pas encore assez: on est encore pour les TIR.

Je crois qu’on a discuté et cherché à résoudre le problème de la pollution déjà au moment où on a prévu la liaison entre Aoste et le Tunnel du Mont-Blanc, qui, selon moi, est l'unique système pour diminuer la pollution même. Malgré ça, on est encore pour la pollution. Vraiment, M. Riccarand, tu ne peux pas toujours soutenir des thèses qui ne correspondent pas aux faits.

On a présenté un document qui, selon moi, n'a pas pris comme point de départ la question de la répartition financière, car on a donné à la Commission compétente la possibilité d'étudier des alternatives. Mais non, cela ne suffit pas encore: l'unique choix de la majorité est d'augmenter les TIR, pour avoir des revenus. Chaque fois qu'on discute le budget, il est là pour soutenir que la Vallée d'Aoste a trop d'argent; finalement on a proposé un débat pour examiner jusqu'au bout les recettes de l’Administration régionale, mais cela ne suffit pas.

On ne peut pas soutenir des thèses de ce genre, qui n'ont pas une analyse préalable suffisante. Je répète: on n'est absolument pas favorable à l'augmentation du passage des TIR, même si tu continuera à dire le contraire. Le fait de prévoir une autoroute est significatif.

Tu portes comme exemples la France et l'Allémagne, mais la France a prévu un réseau autoroutier qui augmentera encore de 18.000 km. La France est pour la pollution?...

(...Interruzione del Consigliere Riccarand...)

... Mais, Justement, il y a une politique qui valorise les chemins de fer et alors on a un contraste? La France a prévu un eurotunnel, mais pour qui l'a prévu? Pour les Halles?

Il me semble inutile de dire que la seule possibilité de réaliser un axe vers Nord-Ouest est le passage Aoste-Martigny, mais je voudrais souligner que, avant de réaliser ce projet, il y a à refaire le tronçon jusqu'à Aoste. A présent il y a des prévisions d'intervention pour le premier projet, mais pour la liaison jusqu'à Aoste il n'y a pas d'idées et là il ne suffira pas de prévoir une amélioration, mais une modification complète du tracé avec des problèmes d’impact avec l'environnement à étudier.

Il ne suffit pas de dire: "Il faut être solidaires de l'Autriche, pour être finalement contre la pollution". Si on dit cela, on n'admet pas la réalité. L'économie est différente: le trafic qui va vers l'Allemagne signifie que l'Allemagne a une économie qui se base aussi sur les poids lourds. Ce trafic n'arrivera jamais, sauf dans les situations qu’on a vu, à passer par la Vallée d'Aoste, car il a des alternatives.

Alors là, comme il me semble d'avoir compris, les différents mouvement sont aussi contre le percement du tunnel pour le chemin de fer. Moi je n'est pas encore entendu leur avis à propos du trait Aoste-Martigny, mais ils sont contre tout percement et ils se sont exprimés contre celui qui aurait dû lier l'Espagne à la France par le chemin de fer.

Je pense que le document qu’on a présenté est avant tout concret et cela est important, car selon moi il est inutile de prévoir l'interdiction au passage des TIR sans considérer les conséquences. Il est impossible de faire ce genre de propositions: c'est de la démagogie. On veut sauver l'humanité de la pollution, mais alors on devrait y penser avant. Pour l'instant, autour de la question de la santé de l'homme va s'insérer toute une série de problèmes, mais il est trop simple d'en considérer un seulement.

On n'est pas pour les TIR et pour la pollution. Si tu avais eu la possibilité de le lire (mais je crois que tu n’as pas voulu le lire et je comprends les raisons de ce choix) tu saurais qu'on y dit qu’on veut prévoir une politique pour le chemin de fer. Si tu ne veux pas lire ce qui est écrit, alors il est inutile même de l'écrire: tu donnera toujours ta propre interprétation et alors il est inutile de raisonner ensemble sur les choses.

Selon moi, les propositions faites vont dans le sens de donner la possibilité d'avoir une réponse de la part du Gouvernement, pour ce qui est du tunnel Aoste-Martigny, mais aussi d'avoir les moyens pour améliorer le trait jusqu'à Aoste. L'autoroute ne sera pas destinée aux TIR et je crois que sur cela il n'y a pas de doutes.

Donc, on s'abstiendra sur la résolution de M. Riccarand et on votera la résolution qu'on á présenté.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (PCI):Faccio una brevissima dichiarazione di voto, affinché sia chiaro il senso politico della scelta che oggi il Consiglio regionale è chiamato a fare. Molte cose contenute nella proposta di risoluzione presentata dalla Giunta sono condivisibili. Del resto, quando mai potrebbero essere disattese?

In senso ironico, tuttavia, voglio dire che il ragionamento fatto dal Presidente della Giunta, Rollandin, è quello tipico che potrebbe essere fatto da un Ministro del pentapartito, ma non quello che deve essere fatto in questo momento dalla Valle d'Aosta. Perché? Come ho detto prima, pur potendo sembrare una posizione di sano realismo, in realtà in questa situazione è una posizione del tutto subalterna alle "non scelte" che si fanno: questo è il punto. Mentre oggi, anche a fronte di un’accresciuta sensibilità nei confronti di questo tema, che sarà esplosivo, la nostra Regione deve prendere una posizione netta; solo dopo verranno le scelte strategiche.

Tutti si augurano l'aumento degli scambi e nessuno vuole comprimerli, ma dico all'Assessore Lanivi ch'io mi auguro che i traffici dell'Africa prendano le vie del mare, perché, se davvero anche quelli dovessero viaggiare tutti su gomma, raggiungeremmo davvero punte di follia. Per queste ragioni, una scelta d'un certo tipo da parte di una realtà come la nostra può fornire concrete indicazioni d'un cambiamento di tendenza. In questa fase, definisco questo ragionamento squisitamente politico ed autonomistico; mentre le altre scelte, che pure hanno all'interno opzioni e battaglie che faremo - tant’è che saremo in prima linea con la Giunta regionale per sostenere il potenziamento della ferrovia ed i nostri Gruppi parlamentari sono impegnati in tal senso - sono semplice acqua calda, nel senso che non producono alcun risultato sul piano politico, nel quale, invece, ben diverso potrebbe essere l'effetto di una posizione decisa e netta assunta dalla Valle d'Aosta.

Ci tengo a ribadire, inoltre, che questa posizione non è, come non è né in Sud Tirolo, né in Austria, né tantomeno in Svizzera, "barricadiera", tipica cioè di quelli che vogliono sbarrare le frontiere per chiudersi in se stessi. Credo invece che i Consiglieri debbano interpretare questa posizione come un pronunciamento di tipo politico, anche perché solo così essa acquisirebbe grande significato.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

GREMMO (UAP):Intervengo brevemente per dichiarare il mio voto a favore del documento del Consigliere Riccarand.

Ho capito tutti i ragionamenti del Presidente della Giunta e li condivido, anche perché sono giusti, ma, come ha già detto chi mi ha preceduto, non è quello il senso di questa presa di posizione. Come autonomista credo che il problema vada visto in un'altra ottica, in quella cioè di cominciare a capire che le imposizioni che la politica dei trasporti e certi gruppi di potere stanno portando avanti vanno contro la coscienza ambientalista che è cresciuta anche in Valle d'Aosta.

A me dà molto fastidio il fatto che, nel momento in cui certe Regioni alpine (quanti parlano spesso di Regioni alpine?) hanno avuto il coraggio di dire "no" ad una violazione dell'equilibrio dell'ambiente, proprio noi ci tiriamo fuori da questa solidarietà alpina.

L'ho già detto e continuo ad essere d'accordo che si proceda nella richiesta per l'attuazione della linea ferroviaria e nel contempo sono favorevole anche alla costruzione dell'autostrada; ma questo non vuol dire niente rispetto al fatto che, nel momento in cui altre Regioni prendono una posizione politica (questo è il dato di fondo) sulla questione del traffico pesante, bisogna comunque intervenire e quindi anche noi dobbiamo dire che tutto il discorso va rivisto. Non possiamo, infatti, per quattro soldi o anche di più, come ho già detto anche altre volte per il Casinò, mettere da parte dei principi di autonomia che per me, lo dico molto francamente, valgono sempre.

Voterò quindi a favore del documento del Consigliere Riccarand e mi asterrò dal votare il documento della Giunta, che pure condivido, ma mi asterrò soprattutto per una ragione di metodo interno, della quale magari parlerò più diffusamente più tardi, ma l'accenno dicendo che a me non è molto piaciuto il fatto che, di fronte ad un documento che poteva essere di base per una discussione, si sia cercato, come è già accaduto altre volte ed anche allora la circostanza mi ha dato molto fastidio, di vanificarne la portata, presentando un fogliettino all'ultimo momento.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Poiché mi pare che ci sia l'intenzione di votare, una di seguito all'altra, ambedue le proposte di risoluzione, vorrei fare un'ulteriore breve dichiarazione rispetto alla proposta di risoluzione della Giunta.

Chiedo al Presidente della Giunta di verificare i dati sull'evoluzione del transito dei TIR dal giorno in cui lui è diventato Presidente della Giunta ad oggi, in modo da accertare con dati inequivocabili se risponde a verità la sua affermazione che noi non siamo per un aumento del transito dei TIR, così si renderà conto che, dai circa 420/450.000 TIR del giorno del suo insediamento, siamo passati ai 650.000 TIR di quest'anno, con un aumento enorme. Se questo significa non essere a favore dell'aumento del transito dei TIR, io mi chiedo...

(...Interruzione del Presidente Rollandin ...)

... Certo, certo. La: politica della Giunta regionale e del suo Presidente è stata sistematicamente finalizzata in questi anni ad un aumento del transito dei TIR, com'è testimoniato dai dati inequivocabili ed indiscutibili. Questa è la realtà.

Se voi dite che non è così, allora mettete in atto tutta una serie di provvedimenti. Anch’io mi dichiaro disponibile da domani mattina.

ROLLANDIN (fuori microfono):Vai a vedere la polluzione della neve da quando... Fai una ricerca..

RICCARAND (NS):E' una situazione ben diversa... Qui, invece, si tratta di un dato di fatto che chiunque può accertare, per verificare la corrispondenza fra le sue affermazioni di principio e la realtà.

Ora, siccome i dati sono questi, la realtà è questa ed i risultati dei documenti sono di quel tipo, io voto contro la proposta di risoluzione presentata dalla Giunta.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di risoluzione in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 32

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 25 (Agnesod, Aloisi, Beneforti, Bich, Bondaz, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Marcoz, Martin, Mostacchi, Pascale, Perrin, Rollandin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet, Vesan, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva